Alla Biblioteca Carducci di Città di Castello una mostra riporta alla luce documenti autografi, cimeli e testimonianze del rapporto tra l’Eroe dei due Mondi e il territorio tifernate
CITTÀ DI CASTELLO – Ci sono documenti che raccontano la storia e altri che, semplicemente, sembrano riportarla in vita. È il caso delle sei lettere autografe di Giuseppe Garibaldi che da lunedì sono esposte nella saletta Eliana Pirazzoli della Biblioteca comunale Carducci di Città di Castello.
Sono lettere e biglietti scritti tra il 1862 e il 1875, indirizzati alla Società Patriottica degli Operai di Città di Castello. Pagine nelle quali emerge il rapporto che l’“Eroe dei due Mondi” aveva mantenuto con la città e con l’Alta Valle del Tevere, pochi anni dopo quel passaggio del 1849 che lo aveva portato, durante la fuga verso nord, anche a Citerna.
La mostra, curata dal personale della Biblioteca Carducci, permette di osservare da vicino un piccolo patrimonio che per la prima volta viene proposto in modo organico al pubblico. Le lettere sono state digitalizzate dal Comune, così da garantirne la conservazione e la fruibilità anche per il futuro.
Accanto ai documenti trovano spazio alcuni cimeli particolarmente significativi. C’è una divisa garibaldina autentica, appartenuta a un antenato della famiglia Ducci di Città di Castello e messa a disposizione per l’iniziativa, e una grande stampa dell’epoca che raffigura Garibaldi a cavallo, appartenente al Comune. La Biblioteca ha inoltre predisposto una selezione di volumi dedicati al Risorgimento e alla figura del generale.
A inaugurare l’esposizione sono state l’assessore alla Cultura Michela Botteghi, la responsabile della Biblioteca Patrizia Montani e la storica e ricercatrice Silvia Palazzi. Presente anche il sindaco di Citerna Enea Paladino, a testimoniare quel filo che unisce Città di Castello e il borgo altotiberino attraverso una delle pagine più importanti della storia italiana.
“Le lettere che abbiamo l’onore di custodire nel nostro archivio – ha sottolineato Botteghi – testimoniano tutto l’attaccamento di Giuseppe Garibaldi ai tifernati e al territorio dell’Alto Tevere”. Per l’assessore si tratta di “un piccolo tesoro” che consente di percepire ancora oggi la forza degli ideali che animavano Garibaldi e di conoscere anche aspetti meno conosciuti della sua personalità.
Il legame con il territorio ha però radici ancora più lontane. Nel luglio del 1849, dopo la caduta della Repubblica romana, Garibaldi attraversò l’Alta Valle del Tevere alla guida di un gruppo di fedelissimi, inseguito dalle truppe austriache. Dopo essere passato dalla zona di Monterchi, trovò rifugio a Citerna, dove rimase per alcuni giorni prima di riprendere la fuga verso nord.
La sua presenza suscitò grande emozione. Garibaldi era già una figura popolarissima e la sua battaglia per l’indipendenza e l’unità d’Italia divideva anche la popolazione locale: accanto a chi guardava con preoccupazione all’arrivo delle truppe garibaldine, c’erano molti cittadini che invece decisero di sostenerlo.
Secondo la ricostruzione dello storico Giovanni Magherini Graziani, alcuni tifernati raggiunsero proprio Citerna per incontrare Garibaldi e offrirgli una donazione in denaro destinata a sostenere la sua ritirata.
Qualche anno più tardi quel rapporto sarebbe proseguito attraverso la Società Patriottica degli Operai, nata a Città di Castello nell’agosto del 1862 per iniziativa di Attilio Trivelli. Un’associazione con finalità sociali, educative e solidaristiche, ma anche fortemente legata agli ideali patriottici. Nell’ottobre dello stesso anno Garibaldi accettò di assumerne la presidenza onoraria.
Le sei lettere esposte alla Carducci raccontano proprio la continuità di quel rapporto. Garibaldi seguì negli anni le attività della società, si congratulò per le iniziative promosse e mantenne vivo il rapporto con i suoi rappresentanti e con la città.
È questa la particolarità della mostra: non soltanto celebrare una figura centrale del Risorgimento, ma riportare alla luce un pezzo di storia locale attraverso documenti originali, capaci di collegare Città di Castello, Citerna e l’intera vallata a una stagione decisiva della storia italiana.
La mostra sarà visitabile nella saletta Eliana Pirazzoli fino a sabato 31 ottobre, negli orari di apertura della Biblioteca Carducci: lunedì dalle 15 alle 19; dal martedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19; sabato dalle 9 alle 13.













