Un viaggio nella memoria del territorio, tra documenti storici, testimonianze e ricerca sul campo. È il progetto “I nostri monti raccontano… Sulle tracce della Storia”, realizzato dagli studenti delle classi 3B e 2B della scuola secondaria di primo grado di Badia Tedalda, vincitore del Premio “Venanzio Gabriotti” per l’anno scolastico 2025/2026.
L’elaborato sarà presentato ufficialmente lunedì 25 maggio alle ore 17 presso l’Istituto Comprensivo “Lucio Voluseno” di Badia Tedalda, in un appuntamento che metterà al centro il lavoro svolto dagli alunni e il valore della conoscenza storica legata al territorio.
Un progetto nato con l’obiettivo di raccontare il patrimonio culturale e identitario delle montagne dell’Appennino attraverso testimonianze, curiosità storiche, luoghi della memoria e materiali documentali. Una ricerca che ha coinvolto direttamente gli studenti in un percorso di approfondimento e scoperta delle proprie radici.
Importante anche il contributo dell’Archivio Storico Diocesano di Sansepolcro, che ha collaborato mettendo a disposizione parte della documentazione consultata durante il lavoro di ricerca. Proprio dall’Archivio è arrivato un messaggio di congratulazioni agli studenti del plesso “Voluseno” e a chi li ha accompagnati nel percorso.
Il programma dell’iniziativa si aprirà con i saluti del dirigente scolastico Giuseppe De Iasi, seguiti dalla presentazione del progetto a cura della professoressa Carolina Calabresi, referente del lavoro svolto dalle classi coinvolte.
A seguire si terrà la premiazione ufficiale dell’elaborato da parte del presidente dell’Istituto di Storia Politica e Sociale “Venanzio Gabriotti”, Alvaro Tacchini, che interverrà anche con un approfondimento storico. Tacchini, storico e ispettore archivistico onorario dell’Umbria, è autore di numerose ricerche dedicate alla storia locale.
Nel corso dell’evento sarà inoltre possibile acquistare la pubblicazione realizzata dagli studenti, una sorta di speciale “focus” dedicato alla storia e ai luoghi simbolo di Badia Tedalda, frutto di mesi di lavoro e ricerca condivisa.
Un’esperienza educativa che dimostra come la scuola possa diventare luogo vivo di memoria, capace di avvicinare le nuove generazioni alla storia del proprio territorio attraverso studio, curiosità e partecipazione.



