Festival dei Cammini di Francesco, il decennale si chiude con il sold out di Niccolò Fabi

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Mille persone al Parco di Palazzo Vitelli per il concerto finale. Si chiude un’edizione che per quasi tre mesi ha attraversato Umbria e Toscana tra spettacoli, incontri e camminate.

Mille persone sotto il palco di Niccolò Fabi e un Parco di Palazzo Vitelli pieno come raramente si vede. Si è chiusa così, domenica sera a Città di Castello, la decima edizione del Festival dei Cammini di Francesco, una delle più partecipate degli ultimi anni.

A regalare l’ultimo grande momento del Festival è stato il concerto del cantautore romano, che insieme alla sua band ha fatto registrare il tutto esaurito nella suggestiva cornice di Palazzo Vitelli in Sant’Egidio. Una serata intensa, partecipata, che ha rappresentato il punto finale di un percorso iniziato il 4 marzo scorso addirittura da Bruxelles e proseguito per quasi tre mesi tra Umbria e Toscana.

L’edizione 2026, intitolata “Statemi vicino e cantate. Il testamento di Francesco”, è stata pensata nell’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco e ha scelto di affrontare temi profondi e attuali come la vicinanza, la cura, la memoria, il fine vita e il valore delle relazioni umane.

La tappa conclusiva di Città di Castello aveva preso il via già venerdì 29 maggio al Nuovo Cinema Castello con lo spettacolo dei Terconauti, “Una storia di autismo normale”. Sul palco il racconto di Damiano, Margherita e Philipp, tra ironia, musica e testimonianza personale, per affrontare il tema dell’autismo con leggerezza ma senza rinunciare alla profondità.

Il giorno successivo è stato invece il turno di Ugo Dighero, protagonista di “Lu Santo Jullare Francesco”, il celebre testo di Dario Fo dedicato al Santo di Assisi. Un’interpretazione intensa e coinvolgente che ha saputo riportare al centro la figura di un Francesco umano, vicino alle persone e sorprendentemente contemporaneo.

Ma il Festival dei Cammini di Francesco non è stato soltanto spettacolo. In questi mesi ha proposto incontri, dibattiti e momenti di confronto che hanno spaziato dal dialogo interreligioso all’economia civile, dall’accessibilità alla spiritualità, dalla memoria collettiva ai temi della comunicazione e dell’informazione.

Grande partecipazione anche per le escursioni organizzate insieme al Circolo degli Esploratori. Le dieci camminate proposte lungo sentieri, borghi ed eremi legati alla presenza francescana hanno fatto registrare numeri da record, confermando quanto il turismo lento e l’esperienza del cammino stiano diventando sempre più centrali nella promozione del territorio.

Soddisfatto il presidente della Fondazione Progetto Valtiberina, David Gori, che ha parlato di un bilancio particolarmente positivo per questa edizione del decennale, ringraziando ospiti, collaboratori, partner e volontari che hanno contribuito alla realizzazione del programma.

Si chiude quindi un’edizione che per quasi tre mesi ha portato eventi, spettacoli, incontri e camminate tra Umbria e Toscana, confermando la capacità del Festival di parlare a pubblici diversi e di tenere insieme cultura, territorio e riflessione. Un traguardo importante per il decennale e un punto di partenza per le prossime edizioni.

Tag: Festival dei Cammini di Francesco, il decennale si chiude con il sold out di Niccolò Fabi

Mille persone al Parco di Palazzo Vitelli per il concerto finale. Si chiude un’edizione che per quasi tre mesi ha attraversato Umbria e Toscana tra spettacoli, incontri e camminate.

Mille persone sotto il palco di Niccolò Fabi e un Parco di Palazzo Vitelli pieno come raramente si vede. Si è chiusa così, domenica sera a Città di Castello, la decima edizione del Festival dei Cammini di Francesco, una delle più partecipate degli ultimi anni.

A regalare l’ultimo grande momento del Festival è stato il concerto del cantautore romano, che insieme alla sua band ha fatto registrare il tutto esaurito nella suggestiva cornice di Palazzo Vitelli in Sant’Egidio. Una serata intensa, partecipata, che ha rappresentato il punto finale di un percorso iniziato il 4 marzo scorso addirittura da Bruxelles e proseguito per quasi tre mesi tra Umbria e Toscana.

L’edizione 2026, intitolata “Statemi vicino e cantate. Il testamento di Francesco”, è stata pensata nell’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco e ha scelto di affrontare temi profondi e attuali come la vicinanza, la cura, la memoria, il fine vita e il valore delle relazioni umane.

La tappa conclusiva di Città di Castello aveva preso il via già venerdì 29 maggio al Nuovo Cinema Castello con lo spettacolo dei Terconauti, “Una storia di autismo normale”. Sul palco il racconto di Damiano, Margherita e Philipp, tra ironia, musica e testimonianza personale, per affrontare il tema dell’autismo con leggerezza ma senza rinunciare alla profondità.

Il giorno successivo è stato invece il turno di Ugo Dighero, protagonista di “Lu Santo Jullare Francesco”, il celebre testo di Dario Fo dedicato al Santo di Assisi. Un’interpretazione intensa e coinvolgente che ha saputo riportare al centro la figura di un Francesco umano, vicino alle persone e sorprendentemente contemporaneo.

Ma il Festival dei Cammini di Francesco non è stato soltanto spettacolo. In questi mesi ha proposto incontri, dibattiti e momenti di confronto che hanno spaziato dal dialogo interreligioso all’economia civile, dall’accessibilità alla spiritualità, dalla memoria collettiva ai temi della comunicazione e dell’informazione.

Grande partecipazione anche per le escursioni organizzate insieme al Circolo degli Esploratori. Le dieci camminate proposte lungo sentieri, borghi ed eremi legati alla presenza francescana hanno fatto registrare numeri da record, confermando quanto il turismo lento e l’esperienza del cammino stiano diventando sempre più centrali nella promozione del territorio.

Soddisfatto il presidente della Fondazione Progetto Valtiberina, David Gori, che ha parlato di un bilancio particolarmente positivo per questa edizione del decennale, ringraziando ospiti, collaboratori, partner e volontari che hanno contribuito alla realizzazione del programma.

Si chiude quindi un’edizione che per quasi tre mesi ha portato eventi, spettacoli, incontri e camminate tra Umbria e Toscana, confermando la capacità del Festival di parlare a pubblici diversi e di tenere insieme cultura, territorio e riflessione. Un traguardo importante per il decennale e un punto di partenza per le prossime edizioni.

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