Due anni da sindaco, Veschi guarda avanti: “Ora le sfide vere sono il Piano Regolatore e le infrastrutture”

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Dal nuovo PRG alla conclusione dei cantieri PNRR, passando per scuola, E78, ferrovia e Sogepu. Il primo cittadino di San Giustino traccia un bilancio di metà mandato e guarda ai prossimi anni.

SAN GIUSTINO – Due anni sono passati in fretta. Stefano Veschi lo dice quasi sorridendo all’inizio dell’intervista: «Il tempo vola». Eppure in questi ventiquattro mesi il Comune di San Giustino ha dovuto affrontare una serie di partite tutt’altro che semplici: il ricambio del personale interno, i cantieri del PNRR, la nascita del nuovo Piano Regolatore e le grandi questioni che riguardano l’intera vallata, dalla E78 alla ferrovia, fino al futuro di Sogepu.

Il sindaco sceglie una parola per descrivere il lavoro svolto finora: concretezza.

«Probabilmente dobbiamo migliorare nella comunicazione», ammette. «Ma in questi due anni ci siamo concentrati soprattutto sul far funzionare la macchina comunale». Un tema che torna più volte nel corso della conversazione e che rappresenta uno dei primi interventi messi in campo dall’amministrazione.

La struttura comunale, infatti, stava attraversando una fase delicata, segnata da pensionamenti e dalla necessità di rafforzare diversi uffici strategici. Negli ultimi due anni sono stati banditi concorsi e inserite nuove figure tecniche e amministrative. Quasi dieci persone su un organico complessivo di circa cinquanta dipendenti. Un investimento che, secondo Veschi, sta già producendo effetti concreti soprattutto nei settori più operativi dell’ente.

La vera eredità di questa legislatura, però, sarà il nuovo Piano Regolatore Generale. Un percorso già avviato, che vede il Comune affiancato dall’Università degli Studi di Perugia e che nelle prossime settimane entrerà nella fase decisiva delle linee programmatiche.

«Il piano regolatore è di tutti», ripete più volte il sindaco. Non una frase di circostanza, ma un metodo di lavoro. L’obiettivo dichiarato è quello di arrivare ad una pianificazione condivisa, capace di superare le appartenenze politiche e di guardare al futuro del territorio.

La direzione appare già chiara: limitare il consumo di nuovo suolo, valorizzare ciò che esiste e affrontare alcune questioni rimaste aperte da anni. In particolare quelle legate ai piani attuativi e alle aree edificabili mai partite, situazioni che coinvolgono cittadini e imprese che attendono risposte da tempo.

Nel frattempo San Giustino si prepara a chiudere la stagione dei grandi cantieri finanziati dal PNRR e dal PINQuA. Gli interventi stanno procedendo nei tempi previsti e l’amministrazione punta a completare tutte le opere entro le scadenze fissate. Ma per Veschi la vera sfida inizierà dopo.

«Adesso bisogna pensare alla gestione delle strutture», spiega. Tra le idee allo studio ci sono anche progetti innovativi di housing sociale rivolti a giovani coppie e anziani, con l’obiettivo di dare nuove opportunità abitative e rafforzare la coesione sociale del territorio.

Quando il discorso si sposta sulle infrastrutture, il tono diventa ancora più deciso. La E78 continua a rappresentare una delle opere più attese dell’intera vallata. Un’infrastruttura che, secondo il sindaco, deve essere completata integralmente per evitare di trasformarsi nell’ennesima incompiuta.

«Bisogna pensare e finanziare tutto il collegamento fino alla Toscana, compresa la seconda canna della Guinza», sostiene. Un tema sul quale Veschi chiede unità istituzionale e collaborazione tra tutti i comuni dell’Alto Tevere, indipendentemente dai colori politici.

Lo stesso ragionamento vale per la ferrovia. I finanziamenti ci sono e i lavori dovrebbero partire nei prossimi mesi. Il sindaco si dice fiducioso, ma sottolinea la necessità di continuare a seguire da vicino ogni passaggio. Perché infrastrutture moderne e collegamenti efficienti sono una condizione indispensabile per mantenere competitivo un territorio che continua ad attrarre imprese, famiglie e studenti anche dalle regioni vicine.

Tra i dossier aperti c’è infine quello di Sogepu. Veschi evita polemiche e guarda soprattutto all’aspetto industriale e occupazionale. «Parliamo di un’azienda strategica per tutto l’Alto Tevere e di centinaia di lavoratori. La priorità è garantire continuità, investimenti e prospettive future». Un ragionamento che si lega inevitabilmente anche al nuovo piano regionale dei rifiuti e al ruolo che l’Alto Tevere sarà chiamato a svolgere nei prossimi anni.

A metà mandato il sindaco rivendica il lavoro svolto, ma guarda soprattutto a ciò che resta da fare. Perché, se i primi due anni sono serviti a rimettere in moto la macchina comunale e a portare avanti i progetti già finanziati, i prossimi saranno quelli delle scelte che disegneranno il volto di San Giustino per i prossimi decenni.

E proprio su questo si giocherà la partita più importante della legislatura. Non soltanto completare le opere, ma costruire una visione capace di tenere insieme crescita economica, qualità della vita e servizi. Una sfida che, nelle parole di Veschi, passa soprattutto da una convinzione: l’Alta Valle del Tevere potrà contare di più solo se saprà fare squadra.

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