Serena Marino presenta “La grande bambina” il 23 giugno al Museo del Tabacco di San Giustino
Ci sono ferite che restano nascoste per anni. Non si vedono, ma accompagnano ogni giorno della vita. Serena Marino ha scelto di raccontarle e di trasformarle in un libro.
Martedì 23 giugno, alle 18, il Museo del Tabacco di San Giustino ospiterà la presentazione de “La grande bambina”, un racconto autobiografico che sta già trovando spazio tra i lettori, diventando bestseller su Amazon e ottenendo dalla casa editrice il riconoscimento “Cultura Libera”, assegnato agli autori che scelgono di mettere in gioco la propria esperienza personale attraverso la scrittura.
Ma dietro i numeri e i riconoscimenti c’è soprattutto una storia. La storia di una bambina che, come scrive la stessa autrice, «non ha avuto il tempo di essere bambina».
Serena cresce in un ambiente familiare difficile, segnato dalla paura e dalla violenza. Un padre aggressivo, una madre fragile, un’infanzia attraversata da situazioni troppo pesanti per l’età che aveva. A soli sei anni la sua vita cambia radicalmente e da quel momento inizia un percorso fatto di ostacoli, responsabilità e sofferenze che nessun bambino dovrebbe conoscere.
Nel libro emergono le paure, i silenzi, i tentativi di proteggere chi le sta accanto e la necessità di imparare a cavarsela da sola quando l’aiuto che dovrebbe arrivare dagli adulti o dalle istituzioni sembra non esserci. È il racconto di una crescita forzata, ma anche di una forza interiore che non si spegne mai del tutto.
Per questo La grande bambina non è soltanto una testimonianza dolorosa. È anche il racconto di una rinascita. Della capacità di rialzarsi, di dare un nome alle proprie ferite e di trovare il coraggio di raccontarle.
«È la storia profonda di una bambina, la storia di una bambina che finalmente è stata vista», osserva l’assessora alle Pari Opportunità del Comune di San Giustino, Loretta Zazzi.
L’incontro si inserisce nel progetto LiberedEssere, promosso dall’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di San Giustino insieme ad AMI Umbria. Un’occasione per parlare di violenza, consapevolezza e resilienza, ma soprattutto per ascoltare una storia vera che, proprio perché vera, riesce ad arrivare dritta al cuore.



