Il presidente del Consiglio comunale di Sansepolcro ripercorre la legislatura: dai grandi investimenti al clima in aula, passando per Palazzo delle Laudi, l’ex Manifattura Tabacchi, il progetto dei Cammini di San Francesco e il rapporto con Santiago di Compostela. Senza dimenticare uno sguardo al futuro.
Dopo quattro anni e mezzo di mandato è arrivato il momento di guardarsi indietro. Lo facciamo con Antonello Antonelli, presidente del Consiglio comunale di Sansepolcro e tra i protagonisti della legislatura che si avvia verso la conclusione.
Con lui abbiamo ripercorso le principali tappe di questi anni: dai lavori del PNRR all’acquisizione di Palazzo delle Laudi e dell’ex Manifattura Tabacchi, dal clima vissuto in Consiglio comunale al rapporto all’interno della maggioranza, fino alle prospettive per il centro storico e ai progetti che guarda ancora con particolare attenzione.
Ne è nata una chiacchierata schietta, senza particolari formalismi, nella quale Antonelli racconta il suo percorso istituzionale, ricorda alcuni dei momenti più significativi della legislatura e si concede anche qualche riflessione personale.
Presidente Antonelli, quattro anni e mezzo dopo il suo insediamento, che bilancio si sente di fare?
«È un bilancio positivo. Ho cercato di interpretare il ruolo del presidente del Consiglio comunale nel modo corretto, cioè come una figura super partes. Il mio obiettivo è sempre stato quello di garantire a tutti la possibilità di esprimersi e mantenere un clima di rispetto tra maggioranza e opposizione.»
Chi ha seguito i Consigli comunali ha visto un clima spesso diverso rispetto ad altre realtà. È stata una scelta?
«Assolutamente sì. Qualche discussione c’è stata, è normale, ma non ho mai pensato che il regolamento dovesse prevalere sul buon senso. Quando un consigliere affronta un argomento importante bisogna lasciargli il tempo di esprimersi. Il confronto è una ricchezza, non un problema.»
Quali sono le immagini che resteranno di questa legislatura?
«Sicuramente Palazzo delle Laudi e l’ex Manifattura Tabacchi. Sono due operazioni destinate a lasciare un segno nella storia della città. La soddisfazione più grande è che siano state condivise praticamente da tutto il Consiglio comunale.»
C’è stato poi il grande capitolo del PNRR.
«Gestire oltre sei milioni di euro di investimenti non è stato semplice. È stato un lavoro impegnativo per tutta la macchina comunale, ma credo che Sansepolcro riuscirà a rispettare gli impegni e questo rappresenta un risultato importante.»
Negli ultimi mesi qualcuno ha parlato di tensioni tra Lega e sindaco Innocenti. Lei come le ha vissute?
«Sinceramente non ho mai visto gli scontri di cui qualcuno ha parlato. Il confronto c’è sempre stato ed è normale che sia così, ma da qui a parlare di fratture ce ne passa. Abbiamo sempre lavorato con l’obiettivo di portare avanti il programma amministrativo.»
Tra i momenti più difficili c’è stata anche l’uscita dalla Giunta di Alessandro Rivi.
«Prima ancora che un assessore è mancato un amico. È stata una sorpresa per tutti. Con Alessandro c’era un rapporto che andava oltre la politica e la sua assenza si è sentita.»
Uno dei progetti ai quali ha dedicato più tempo è quello dei Cammini di San Francesco, che ha portato Sansepolcro anche a costruire un rapporto con Santiago di Compostela. Com’è nato tutto questo?
«È nato quasi per caso. Ho un legame personale con Santiago di Compostela e, vedendo migliaia di pellegrini arrivare ogni anno, mi sono chiesto perché anche il nostro territorio non potesse cogliere un’opportunità simile.
Da lì è iniziato un percorso di contatti e incontri che ci ha portato a entrare nella federazione europea dei Cammini. La cosa che mi rende più orgoglioso è che Sansepolcro è l’unica realtà presente in quella rete che rappresenta San Francesco e non il Cammino di Santiago. È un riconoscimento importante che ci permette di far conoscere la nostra città e tutta la Valtiberina in un circuito internazionale.
I primi risultati si stanno già vedendo, perché negli ultimi mesi è aumentato il numero dei pellegrini che scelgono di fermarsi a Sansepolcro. È un lavoro che continuerà anche nei prossimi anni e che può rappresentare una grande opportunità per il turismo del territorio.»
Si parla spesso del rilancio del centro storico. Da dove bisogna ripartire?
«Le amministrazioni possono recuperare immobili, fare investimenti e creare occasioni, ma un centro storico torna a vivere davvero quando viene frequentato dai giovani. Per questo credo molto anche nel lavoro delle associazioni e negli eventi che negli ultimi anni hanno riportato tante persone in città.»
Guardando al futuro, c’è qualcosa che le piacerebbe riuscire a realizzare?
«Sì, c’è un progetto sul quale sto lavorando da tempo e al quale tengo particolarmente. Preferisco non parlarne adesso, ma spero di poterlo fare nei prossimi mesi.»
Prima di salutarci, le faccio un’ultima domanda. Cosa le hanno lasciato questi quattro anni e mezzo, come amministratore ma anche come persona?
«Mi hanno insegnato che amministrare significa anche fermarsi un attimo prima di rispondere. Ci sono stati momenti in cui avrei voluto reagire d’istinto, ma poi capisci che quando sei convinto di avere ragione devi sempre mettere in conto che anche gli altri possano avere un punto di vista diverso.
È una lezione che mi porto dietro e che credo mi abbia fatto crescere, sia come amministratore che come persona.»
L’intervista si chiude con una stretta di mano e con un appuntamento già fissato per i prossimi mesi. Perché qualche progetto è ancora nel cassetto e Antonelli preferisce non scoprirlo adesso. Quello che invece rivendica con convinzione è il metodo con cui ha interpretato il ruolo di presidente del Consiglio comunale: equilibrio, dialogo e rispetto istituzionale. Valori che, al di là delle appartenenze politiche, considera il risultato più importante di questa esperienza amministrativa.



