Nico Piro vince il Premio Nazionale “Cultura della Pace-Città di Sansepolcro” 2026

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Il riconoscimento al giornalista e inviato Rai per il suo lavoro nelle aree di guerra. Menzione speciale alla Poti Pictures di Arezzo

SANSEPOLCRO – Raccontare la guerra significa anche provare a raccontare le persone che la guerra la vivono, spesso senza averla scelta. È anche per questo che il Comitato Tecnico del Premio Nazionale “Cultura della Pace-Città di Sansepolcro” ha deciso di assegnare l’edizione 2026 a Nico Piro, giornalista e inviato Rai, per il campo di indagine del giornalismo di guerra.

Un riconoscimento che guarda al lavoro di un giornalista abituato a stare dentro le situazioni più difficili e a raccontarle cercando, oltre alla cronaca, le storie e le persone che si trovano dall’altra parte delle notizie. Piro, nato a Salerno nel 1971, è entrato in Rai nel 2000 e dal 2003 lavora al Tg3. Dal 2006 ha seguito in particolare il conflitto in Afghanistan, realizzando reportage e documentando da vicino la vita della popolazione, il lavoro delle organizzazioni umanitarie e le operazioni delle forze militari.

Nel corso della sua carriera ha seguito alcuni dei momenti più delicati della guerra in Afghanistan. Nel 2007 fu il primo a diffondere il video realizzato dai sequestratori del giornalista Daniele Mastrogiacomo, mentre nel 2009 raccontò da vicino i combattimenti delle truppe italiane e americane. Nello stesso anno fu l’unico testimone per la Rai dell’uccisione dei sei paracadutisti italiani a Kabul.

Un percorso professionale che nel tempo ha portato Piro a sperimentare anche nuovi linguaggi del giornalismo. Nel 2016 realizzò la prima diretta Facebook della Rai in occasione delle elezioni presidenziali americane, esperienza che gli valse il Premiolino come pioniere italiano del mobile journalism.

La motivazione del Premio guarda però soprattutto alla capacità di trasformare il lavoro giornalistico in uno strumento di conoscenza. A Piro viene riconosciuto il merito di aver saputo “creare una cultura di pace” attraverso la capacità di leggere e raccontare la realtà con spirito critico, mantenendo al centro la singolarità e il valore di ogni persona.

La cerimonia di consegna della XVIII edizione del Premio Nazionale “Cultura della Pace-Città di Sansepolcro” si terrà sabato 21 novembre 2026. Sarà anche l’occasione per presentare in anteprima nazionale il nuovo lavoro di Nico Piro, “Disarmiamo le parole”, pubblicato da Fazi Editore.

Durante la stessa cerimonia sarà consegnato anche il Premio Nazionale “Nonviolenza” 2026 a Shiva Boroumand e Parisa Nazari, dissidenti iraniane del movimento “Donna, Vita, Libertà”.

L’Associazione Cultura della Pace ha inoltre deciso di assegnare una menzione speciale alla Poti Pictures di Arezzo, casa cinematografica impegnata nella valorizzazione del talento e delle diversità individuali e in percorsi di inclusione sociale, culturale e relazionale.

Il premio torna così a proporre Sansepolcro come luogo di riflessione sui temi della pace, della nonviolenza e della capacità di raccontare il mondo senza perdere di vista le persone. Una scelta che, attraverso il riconoscimento a Nico Piro, mette al centro anche il ruolo dell’informazione quando si confronta con i conflitti e con le loro conseguenze.

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