La responsabile del dipartimento Giustizia del coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia scommette sui coordinatori cittadini per trovare un candidato «non divisivo» in vista delle comunali 2027
Sei parole, scandite senza esitazioni: «Questa volta ce la possiamo fare». Luciana Veschi le tiene per la fine, ma sono il senso di tutto il ragionamento. La responsabile del dipartimento Giustizia del coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia guarda alle comunali di Città di Castello del 2027 con un’idea precisa: la partita è aperta come non lo era da tempo.
Il motivo ha un nome e un cognome. Luca Secondi ha comunicato che non si ricandiderà. Per il centrosinistra, che in città ha sempre governato, significa ripartire da zero nella scelta del nome. Per il centrodestra è l’occasione di presentarsi al voto senza un sindaco uscente da sfidare. «Città di Castello credo sia pronta», dice Veschi. «La coalizione prende atto della scelta di Secondi».
La strategia non passa da un nome calato dall’alto. Veschi indica chi dovrà costruirlo: i coordinatori cittadini dei tre partiti, Francesco Algeri Rignanese per Fratelli d’Italia, Tommaso Campagni per Forza Italia e Giorgio Baglioni per la Lega. Ne parla come di una squadra nuova. «Sono ragazzi per bene, con una formazione culturale e un loro radicamento sociale. Lavorano, hanno una passione per la politica che li accomuna». È a loro che affida il compito più delicato.
Perché il punto, lo dice chiaramente, è il profilo del candidato. «Dobbiamo trovare una persona che non sia divisiva, ma aggregante». Una frase che parla agli alleati prima ancora che agli elettori: la coalizione deve arrivare compatta, con un nome capace di andare oltre i confini dei singoli partiti e di parlare anche a chi finora ha votato altrove.
Veschi punta sul dinamismo dei coordinatori e sulla tenuta dell’alleanza. Il tempo, con le elezioni ormai all’orizzonte, non è molto. Ma il messaggio è partito: il centrodestra vuole giocarsi la città fino in fondo.



