Blocco erogazione dei rimborsi ed emolumenti spettanti agli amministratori: mozione del consigliere del Psi, Filippo Schiattelli

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Nella mozione Schiattelli chiede alla giunta e consiglio “di impegnarsi a far sì che nel più breve tempo possibile siano, di qui a venire, per un congruo periodo da me individuato fino alla fine di dicembre 2020, bloccate le erogazioni di compensi, rimborsi ed emolumenti spettanti a Consiglieri Comunali, Assessori, Presidente del Consiglio e Vicesindaco nella misura almeno del 50% del totale di attuale competenza; che le suddette somme siano accantonate con vincolo di destinazione, da definirsi in seguito alle valutazioni di apposita commissione di Programmazione Economica, al fine di impiegarle in soluzioni concrete a diretto beneficio della nostra Comunità Cittadina.” “Il punto in cui siamo arrivati – precisa Schiattelli – è figlio di chi eravamo ma dove andremo dipende interamente da chi scegliamo di essere oggi”. Schiattelli fa riferimento ai tragici eventi cagionati dall’esecrabile Virus Covid-19 che “non ha risparmiato il nostro amato territorio e le cui conseguenze negative nessuno; nel mondo ad oggi può dirsi in grado di quantificare nel dettaglio in termini di salute, economici, sociali, ancorché temporali. “Avendo apprezzato le numerose e concrete manifestazioni di solidarietà, altruismo, generosità che i nostri Concittadini hanno saputo esprimere in questi giorni e che mi sento in dovere di ringraziare e ricambiare per quanto mi è possibile ed un pensiero speciale corre verso coloro i quali hanno pagato con il prezzo più alto questa battaglia: e come non ammirare e ringraziare chi ogni giorno mette a repentaglio la propria vita per combattere questo subdolo nemico, ognuno per le proprie competenze”. “Sono fermamente convinto – prosegue Schiattelli – che per il bene della nostra città l’amministrazione locale debba essere svolta con il massimo impegno e quindi salvo la figura del Sindaco, per ovvi motivi, gli altri amministratori debbano assolvere il loro ruolo politico senza che tale incarico rappresenti la propria principale o persino unica fonte di reddito. Avendo questo Consiglio Comunale già disposto dal suo insediamento che compensi e rimborsi fossero quantificati in base a criteri di contenimento; avendo noi amministratori insieme già effettuato una simbolica donazione in denaro per fronteggiare l’emergenza, ritengo – conclude Filippo Schiattelli – sia giunto il tempo di fare ancora di più, anche a fronte delle ulteriori ristrettezze economiche e sacrifici che dovremo affrontare tutti assieme da cittadini e che forse potremo essere utili al nostro Paese come esempio da seguire su scala Nazionale”.

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Città di Castello, nasce il museo del tartufo: 200 pezzi per raccontare la storia dei “cavatori”

Saverio Bianconi, 72 anni, ha raccolto vanghini, bilance, libri antichi e curiosità legate alla cerca. Alcuni reperti saranno esposti al Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato CITTÀ DI CASTELLO – C'è il primo vanghino con cui ha iniziato a cercare tartufi, quando ancora la ricerca si poteva fare anche con il maiale. Ci sono vecchie bilance, bisacce, attrezzi ormai introvabili, libri ingialliti e persino oggetti recuperati casualmente nei boschi. Tutto raccolto in una stanza che, con il tempo, è diventata qualcosa di più di una semplice collezione privata: un piccolo museo dedicato al mondo del tartufo e alla storia dei suoi cavatori. A metterlo insieme è stato Saverio Bianconi, 72 anni, una vita legata al prezioso tubero e alla cultura della cerca. A Città di Castello, territorio dove la tradizione del tartufo è profondamente radicata, Bianconi ha trasformato una passione in uno spazio capace di raccontare un mestiere, le sue tecniche e soprattutto le tante storie che gli ruotano attorno. Sono oltre 200 i pezzi raccolti nella sala della sua residenza e del laboratorio. Un percorso didattico nel quale trovano posto le diverse varietà di tartufo, le informazioni sui territori di crescita e gli strumenti utilizzati dai cavatori nel corso degli anni. Il museo è nato quasi per caso. Tutto è partito dal ritrovamento di una pagina dedicata al tartufo all'interno di un erbario cinquecentesco del Mattioli. Da quel momento l'idea ha iniziato a prendere forma e quella che era una piccola stanza dell'azienda si è progressivamente riempita di oggetti, testi e testimonianze. «C'è il mio primo vanghino – racconta Bianconi con orgoglio – quando ho iniziato e la ricerca si poteva fare sia con il cane che con il maiale». Tra gli oggetti più curiosi c'è anche quella che Bianconi considera una vera e propria affettatrice da primato, acquistata anni fa in un mercatino a Sansepolcro. E poi i ritrovamenti più insoliti: un tartufo cresciuto dentro una chiocciolina, un altro sviluppatosi all'interno di un ramo secco e persino un paio di occhialini riemersi dal terreno durante uno scavo nella zona di Lama, dove nel 1944 era precipitato un aereo tedesco. Non mancano i documenti. Tra i testi custoditi nella collezione c'è anche la prima monografia sul tartufo di Vittadini. Pagine che raccontano quanto sia lunga la storia del rapporto tra l'uomo e questo particolare frutto del bosco. Il piccolo museo nasce quindi anche con l'idea di conservare una memoria che rischierebbe altrimenti di andare perduta. La “cerca e cavatura del tartufo” è diventata patrimonio culturale immateriale dell'umanità dell'Unesco e rappresenta ancora oggi, nell'Alto Tevere, una tradizione vissuta da centinaia di persone. «Ora che sono in pensione, mi dichiaro un pensionato del tartufo – dice Bianconi – e sto riguardando quello che è dentro questo ambiente. Ogni giorno riaffiorano ricordi indelebili legati a questo mondo». Una parte di questa raccolta uscirà ora dalla stanza che l'ha custodita per anni. Alcuni dei pezzi saranno infatti protagonisti della 46ª edizione del Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato, in programma a Città di Castello il 31 ottobre e 1° novembre, 7-8 novembre e 14-15 novembre. L'inaugurazione è prevista sabato 31 ottobre alle 16.30, con la presenza del sindaco di Alba Alberto Gatto. Un incontro pensato anche per rafforzare il rapporto tra l'Alta Valle del Tevere e il Piemonte, due territori accomunati dalla cultura della...

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