“Tutelare dipendenti e famiglie, subito in seconda commissione audizione con assessore fioroni, proprietà e rappresentati dei lavoratori” – la richiesta di Bettarelli (Pd) per la Industriaumbria spa (ex Fisadorelli)

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“Non posso che esprimere estrema e profonda preoccupazione per quello che sta avvenendo alla Industriaumbria spa (ex Fisadorelli) di Città di Castello: oltre cinquanta famiglie, dipendenti con una professionalità consolidata e una anzianità media superiore ai 20 anni che dal 31 dicembre vedranno la chiusura dello stabilimento tifernate e il trasferimento dell’attività produttiva nello stabilimento di Fossato di Vico”. Lo dichiara il consigliere regionale del Partito democratico, Michele Bettarelli.

“Nessuna risposta – rimarca Bettarelli – è giunta alle numerose sollecitazioni delle maestranze, che a partire dal mese di maggio hanno espresso preoccupazione per le notizie circa l’acquisto dello stabilimento di Fossato di Vico e ribadito l’impossibilità di un trasferimento che pur facendo salve a norma di legge i livelli occupazionali di fatto pregiudicherebbe lavoratori, famiglie oltre che l’economia di un intero territorio. È necessario che l’applicazione della legge sulle aree di crisi individuate all’interno della nostra Regione non penalizzi territori a vantaggio di mere logiche di profitto”.

“Nonostante l’ennesima richiesta – prosegue Michele Bettarelli – di conoscere il piano industriale, in modo particolare sull’ipotesi di spostamento dell’attuale sito produttivo, avanzata dai dipendenti nel mese di settembre, nulla è stata la risposta della proprietà. Di fronte alla necessità di tutelare livelli occupazionali, professionalità e territorio e di fronte alle dichiarazioni dell’assessore regionale Michele Fioroni che nel settembre 2020 celebrava l’azione di Industriaumbra spa definendola ‘buon auspicio per l’evoluzione della situazione economica del nostro territorio’, ho richiesto pertanto la convocazione urgente della Seconda commissione affinché vengano auditi assieme all’assessore Fioroni, la proprietà, i dipendenti e i rappresentati dei lavoratori. L’Alto Tevere, i nostri concittadini e le loro famiglie – conclude – non possono subire ancora il totale è colpevole disinteresse della Giunta regionale”. RED/mp

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