Turismo: masterplan triennale turismo, al via incontri di condivisione sul territorio 

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“Riteniamo necessario attivare una fase di condivisione generale del lavoro sin qui svolto per il Masterplan delle attività di promozione turistica e integrata, uno degli strumenti innovativi che la legge regionale ci mette a disposizione per la crescita di un settore determinante per l’economia regionale. Vogliamo, infatti, coinvolgere il maggior numero di soggetti per confrontarsi su obiettivi, metodi e prospettive e raccogliere eventuali suggerimenti e stimoli che portino alla predisposizione di un documento triennale il più possibile utile per indirizzare le future politiche e strategie di marketing e comunicazione dell’Umbria”. È quanto sottolinea il presidente della Regione Umbria con delega al Turismo Fabio Paparelli, annunciando un ciclo di incontri sul territorio che prenderà il via domani, mercoledì 26 giugno, e si concluderà venerdì 28 giugno con incontri a Terni, Todi, Assisi, Norcia, Città di Castello e Magione. 
     “Abbiamo scelto la strada di un percorso condiviso per trovare le giuste sinergie e dare una ulteriore spinta al turismo in Umbria, che anche in questa prima parte dell’anno sta registrando una fase positiva di crescita – aggiunge – Il Masterplan ci consentirà di intercettare ed anticipare le tendenze del settore turistico su cui calibrare al meglio gli interventi, con una visione omogenea sul turismo e la cultura umbra, la programmazione e la creazione di prodotti turistici strategici per il territorio”. 
   Ai lavori prenderanno parte il presidente Paparelli, dirigenti e funzionari della Regione Umbria ed i tecnici di Nomisma e SL&A cui è stato affidato il supporto tecnico-scientifico per l’attività di ricerca e stesura del Documento triennale di indirizzo strategico sul turismo – Masterplan delle attività di promozione turistica e integrata. 
   Questo il calendario degli incontri:
 –   mercoledì 26 giugno, ore 11, a Terni presso la sede della Camera di Commercio (Largo Don Minzoni, 6);
 –   mercoledì 26 giugno, ore 15, a Todi presso la Sala del Consiglio comunale (Piazza del Popolo);
 –   giovedì 27 giugno, ore 9.30, ad Assisi presso la Sala della Conciliazione (Piazza del Comune);
 –   giovedì 27 giugno, alle ore 15, a Norcia presso la Sala Polivalente (via Solferino);
 –   venerdì 28 giugno, alle ore 9.30, a Città di Castello presso la Biblioteca comunale (via XI Settembre);
 –   venerdì 28 giugno, alle ore 15, a Magione presso la Sala Carpine (Piazza Matteotti).
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Città di Castello, nasce il museo del tartufo: 200 pezzi per raccontare la storia dei “cavatori”

Saverio Bianconi, 72 anni, ha raccolto vanghini, bilance, libri antichi e curiosità legate alla cerca. Alcuni reperti saranno esposti al Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato CITTÀ DI CASTELLO – C'è il primo vanghino con cui ha iniziato a cercare tartufi, quando ancora la ricerca si poteva fare anche con il maiale. Ci sono vecchie bilance, bisacce, attrezzi ormai introvabili, libri ingialliti e persino oggetti recuperati casualmente nei boschi. Tutto raccolto in una stanza che, con il tempo, è diventata qualcosa di più di una semplice collezione privata: un piccolo museo dedicato al mondo del tartufo e alla storia dei suoi cavatori. A metterlo insieme è stato Saverio Bianconi, 72 anni, una vita legata al prezioso tubero e alla cultura della cerca. A Città di Castello, territorio dove la tradizione del tartufo è profondamente radicata, Bianconi ha trasformato una passione in uno spazio capace di raccontare un mestiere, le sue tecniche e soprattutto le tante storie che gli ruotano attorno. Sono oltre 200 i pezzi raccolti nella sala della sua residenza e del laboratorio. Un percorso didattico nel quale trovano posto le diverse varietà di tartufo, le informazioni sui territori di crescita e gli strumenti utilizzati dai cavatori nel corso degli anni. Il museo è nato quasi per caso. Tutto è partito dal ritrovamento di una pagina dedicata al tartufo all'interno di un erbario cinquecentesco del Mattioli. Da quel momento l'idea ha iniziato a prendere forma e quella che era una piccola stanza dell'azienda si è progressivamente riempita di oggetti, testi e testimonianze. «C'è il mio primo vanghino – racconta Bianconi con orgoglio – quando ho iniziato e la ricerca si poteva fare sia con il cane che con il maiale». Tra gli oggetti più curiosi c'è anche quella che Bianconi considera una vera e propria affettatrice da primato, acquistata anni fa in un mercatino a Sansepolcro. E poi i ritrovamenti più insoliti: un tartufo cresciuto dentro una chiocciolina, un altro sviluppatosi all'interno di un ramo secco e persino un paio di occhialini riemersi dal terreno durante uno scavo nella zona di Lama, dove nel 1944 era precipitato un aereo tedesco. Non mancano i documenti. Tra i testi custoditi nella collezione c'è anche la prima monografia sul tartufo di Vittadini. Pagine che raccontano quanto sia lunga la storia del rapporto tra l'uomo e questo particolare frutto del bosco. Il piccolo museo nasce quindi anche con l'idea di conservare una memoria che rischierebbe altrimenti di andare perduta. La “cerca e cavatura del tartufo” è diventata patrimonio culturale immateriale dell'umanità dell'Unesco e rappresenta ancora oggi, nell'Alto Tevere, una tradizione vissuta da centinaia di persone. «Ora che sono in pensione, mi dichiaro un pensionato del tartufo – dice Bianconi – e sto riguardando quello che è dentro questo ambiente. Ogni giorno riaffiorano ricordi indelebili legati a questo mondo». Una parte di questa raccolta uscirà ora dalla stanza che l'ha custodita per anni. Alcuni dei pezzi saranno infatti protagonisti della 46ª edizione del Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato, in programma a Città di Castello il 31 ottobre e 1° novembre, 7-8 novembre e 14-15 novembre. L'inaugurazione è prevista sabato 31 ottobre alle 16.30, con la presenza del sindaco di Alba Alberto Gatto. Un incontro pensato anche per rafforzare il rapporto tra l'Alta Valle del Tevere e il Piemonte, due territori accomunati dalla cultura della...

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