​Raffaello “Magister” a Città di Castello: l’omaggio pittorico di Moira Lena Tassi tra arte e convivialità

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​CITTÀ DI CASTELLO / BOLOGNA – Un ponte cromatico tra l’eleganza del Rinascimento e la sensibilità contemporanea: l’artista Moira Lena Tassi svela la sua ultima opera, un intenso acrilico su tela (60×50 cm) dedicato al genio di Raffaello Sanzio dal titolo “Raffaello: il brindisi del Magister”.
Il dipinto, seppur concepito e realizzato nello studio dell’artista a Bologna, nasce dal legame che la unisce alla sua terra d’origine e offre una visione intima ed inedita del pittore urbinate durante il suo storico soggiorno a Città di Castello.
​L’opera: un’istantanea tra storia e genio
​La tela ci trasporta agli albori del XVI secolo (1499-1501), anni cruciali in cui un giovanissimo Raffaello realizzava lo storico Stendardo della Santissima Trinità  che  è esposto al Metropolitan Museum of Art di New York (Met) per la mostra “Raphael: Sublime Poetry” ( dal 23 marzo al 28 giugno 2026). L’opera, restaurata dall’Istituto Centrale per il Restauro di Roma, è celebrata come il primo dipinto autografo del maestro.
​Moira Lena Tassi ritrae il Sanzio nella penombra della sua bottega, colto in un attimo di silenzio creativo mentre progetta l’opera commissionatagli dalla confraternita locale. Sullo sfondo, i dettagli evocano la genesi del mito: bozzetti di Madonne, pennelli ordinati e pigmenti raccontano la quotidianità del “fare” artistico. A rompere la sacralità della scena interviene un dettaglio: Raffaello tiene tra le mani un calice di vino rosso. Non è solo una pausa rigenerante, ma un ponte ideale tra l’eccellenza del passato e la vivacità culturale della Città di Castello odierna.
​Il commento dell’artista: dal “Magister” al piacere del convivio
​“Raffaello rappresenta per Città di Castello un’eredità immensa e un vanto internazionale,” spiega Moira Lena Tassi. “Fu proprio qui che il 10 dicembre 1500, a soli 17 anni, venne ufficialmente consacrato ‘Magister’. Ho voluto spogliarlo dell’iconografia più austera per immaginarlo uomo: immerso tra i suoi schizzi, ma capace di godersi un momento di convivialità.”
​L’inserimento del calice è anche un tributo alla vocazione vitivinicola del territorio: “L’opera celebra il legame tra la storia dell’arte e il piacere del buon vivere, richiamando l’atmosfera di Only Wine, la manifestazione che ha recentemente animato la mia città d’origine. È un invito a riscoprire la bellezza, sia essa racchiusa in una pennellata o nel riflesso di un calice di vino.”

​Verso la Laguna: una vetrina d’eccezione a Venezia
​Il viaggio di quest’opera, nata sotto le torri di Bologna e ispirata dalla storia tifernate, approderà presto in una delle cornici più ricercate del mondo. Durante l’ultima settimana di giugno, la tela sarà infatti esposta presso il settecentesco Palazzo Pisani Revedin a Venezia, all’interno di una selezione di opere firmate dall’artista.
​L’esposizione si terrà in un momento di straordinario fermento per la città lagunare, in concomitanza con la Biennale d’Arte. In questo periodo Venezia diventa l’ombelico del mondo per la cultura internazionale, offrendo alla produzione della Tassi una prestigiosa vetrina davanti a critici e collezionisti di tutto il mondo.

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