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Contro il virus la campagna #telefonopulito degli studenti dell’Istituto Cellini di Firenze

        Firenze - Per evitare il contagio da Coronavirus attraverso un uso troppo disinvolto del cellulare, gli studenti dell'indirizzo grafico dell'Istituto Cellini di Firenze hanno idea un volantino destinato a tutti gli studenti italiani.
        La campagna si chiama appunto #telefonopulito e consiste in un doppio messaggio a colori: una mano che deterge la superficie di un cellulare carica di virus, mentre il testo, in italiano e in inglese, ricorda che il telefono va igienizzato spesso proprio perché pieno di ogni genere di agenti infettivi. L’ordine delle operazioni è chiaro: prima si pulisce il telefono, poi le mani.
        L’iniziativa è stata  preparata in questi giorni in modalità on-line dagli studenti coordinati dai loro professori e ora è avviata dagli stessi ragazzi sui social: #telefonopulito.
        La campagna fa parte di un progetto di Service Learning che l'Istituto Cellini ha declinato in vari modi, essenzialmente al servizio delle scuola medie della città per far svolgere agli studenti assistenza tecnico/informatica di base.

Per ulteriori informazioni:professor Marco Gius cell.3355417722 mgius@cellini.fi.it

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Le opposizioni in Consiglio comunale di Umbertide sostengono le iniziative e le azioni del Governo nazionale e dell’Amministrazione locale

I consiglieri di opposizione, di fronte ad una situazione generale particolarmente impegnativa ed emergenziale, accolgono il messaggio unitario del Presidente della Repubblica Mattarella e ribadiscono la piena disponibilità a collaborare per il bene della Nazione, dell’Umbria e di Umbertide. Siamo convinti che questi momenti, così difficili che mettono in gioco la stessa esistenza, necessitino del massimo sforzo, responsabilità e della massima compattezza delle forze politiche e istituzionali in ogni livello, a cominciare da Umbertide. Auspichiamo, pertanto, che si possa seguire anche nella nostra città il modello adottato nazionalmente e in altre realtà, cementando una piena collaborazione attraverso la consultazione e condivisione permanente tra Sindaco, Presidente del Consiglio comunale e conferenza dei capigruppo.

Disponibili ad ogni confronto e contributo,

I consiglieri Codovini Giovanni, Conti Giampaolo, Corbucci Filippo, Ventanni Matteo.

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FAVOLE AL TELEFONO… Da MEDEM un omaggio a Rodari per sentirsi più vicini!


Per restare vicino alla sua bambina anche quando era lontano da casa, il ragionier Bianchi, protagonista dell’incipit di “Favole al telefono” di Gianni Rodari, le telefonava ogni sera per raccontarle una storia. Sono storie tutte un po’ corte: per forza, il ragionier Bianchi pagava il telefono di tasca sua, non poteva fare telefonate troppo lunghe. Ma quando il signor Bianchi chiamava la figlia le signorine del centralino sospendevano tutte le telefonate per ascoltare le sue storie.
Una favola al telefono è un bel modo per sentirsi più vicini, soprattutto in questo momento, è un modo per esserci per gli altri e gustare il piacere di leggere e raccontare storie come e più di sempre.
Per questo nelle giornate di domenica 15, lunedì 16, martedì 17, mercoledì 18 marzo 2020,
grazie a una squadra di lettori coordinati da MEDEM (Associazione Culturale e Compagnia teatrale di Città di Castello (PG) – www.medem.it), tutte le famiglie che ne faranno richiesta potranno ricevere una favola al telefono per i propri bambini direttamente a casa propria!
NB: alcune sono proprio belline.
Prenotazioni, a partire da sabato 14 marzo, al numero 3931492045 (solo messaggi via whatsapp) indicando:

  • nome del bambino/bambina per cui si richiede la favola,
  • età del bambino/bambina,
  • città da cui proviene la richiesta,
  • eventuali preferenze di date e orari.
    Nella risposta sarete messi in contatto con un lettore vi sarà comunicata data e ora della favolosa chiamata.
    L’iniziativa, realizzata a titolo gratuito, viene realizzata in collaborazione con lettori volontari della compagnia teatrale MEDEM insieme agli amici di Malakos, La Sarabanda Teatro di Perugia, Laboratorio TeASTRAle di San Giustino… L’evento è inserito nel calendario ufficiale del centenario della nascita di Gianni Rodari.

L’idea ci è venuta giorni fa pensando a cosa poter fare in questo momento in cui i bambini sono a casa e alcuni di noi hanno più tempo libero, cosa poter fare a distanza… “Favole al telefono” calzava ottimamente, tanto più che quest’anno ricorre il centenario della nascita di Gianni Rodari. Cercando poi in rete abbiamo trovato che Damatrà onlus, dal Friuli Venezia Giulia, già realizza una iniziativa simile da anni (le idee sono nell’aria…), ci poniamo così come una sorta di staffetta con loro che abbiamo sentito, manco a dirlo, al telefono e sono stati gentilissimi con noi.

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Coronavirus, 106 nuovi casi di Covid-19 in Toscana


Dall’ultimo monitoraggio comunicato ieri pomeriggio, oggi, venerdì 13 marzo, sono in tutto 106 i nuovi tamponi risultati positivi al test per il Coronavirus eseguiti nei tre laboratori di virologia e microbiologia delle tre aziende ospedaliero universitarie della Toscana: 21 nel laboratorio di Careggi, 83 nel laboratorio di Pisa, 2 nel laboratorio di Siena. Il forte aumento è riferito in particolare al laboratorio di Pisa, in quanto nei dati trasmessi ieri molti test in quel laboratorio risultavano ancora in corso.

Questi i dati comunicati alle ore 16.30 dagli uffici dell’assessorato al diritto alla salute, che verranno trasmessi al Ministero della salute, e comunicati poi ufficialmente dal capo della Protezione civile Angelo Borrelli nella consueta conferenza stampa quotidiana delle ore 18. Si potranno verificare disallineamenti tra questi dati e i dati che saranno comunicati più avanti nel corso del pomeriggio dalle aziende sanitarie: come si può ben comprendere, il disallineamento dovrà essere imputato ai diversi tempi di comunicazione.

Ad oggi sono complessivamente 470 i tamponi risultati positivi al test del Coronavirus Covid-19. Questa la suddivisione per provincia di segnalazione: 101 Firenze, 48 Pistoia, 26 Prato (totale Asl centro: 175), 79 Lucca, 65 Massa Carrara, 51 Pisa, 27 Livorno (totale Asl nord ovest: 222), 16 Grosseto, 41 Siena, 16 Arezzo (totale sud est: 73).

Ad oggi sono 5 le guarigioni virali (casi negativizzati), 5 le guarigioni cliniche e 455 i casi attualmente positivi. Cinque decessi.

Dal 1° febbraio ad oggi, sono in tutto 3.533 i tamponi eseguiti nei tre laboratori.

Dal monitoraggio giornaliero sono 6.184 le persone in isolamento domiciliare, di cui 2.582 prese in carico attraverso i numeri dedicati, attivati da ciascuna Asl. Sono 2.163 persone nella Asl centro (Firenze – Empoli – Prato – Pistoia), 142 persone nella Asl nord ovest (Lucca – Massa Carrara – Pisa – Livorno) e 277 nella sud est (Arezzo – Siena – Grosseto).

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Guanti, tute e mascherine donati dalla comunità cinese. Cerimonia di consegna all’ospedale San Donato

La comunità cinese di Arezzo ha consegnato un’importantissima donazione alla Asl Toscana sud est. Si tratta di 300 tute overtech, 220 paia di guanti e 1025 mascherine con diverso livello di protezione.
La donazione sfiora i 6.500 euro. Inizialmente era destinata alla Cina, ma vista l’emergenza italiana, la comunità ha deciso di cambiare il destinatario, individuando l’Azienda sanitaria Sud Est.
Alla consegna della donazione, avvenuta all’esterno dell’ospedale, era presente il direttore generale della Asl Antonio D’Urso, che ha dichiarato: “Assistiamo ad un gesto di grande attaccamento alla nostra sanità e questo ci spinge a continuare su questa strada, pensando sempre al bene del cittadino. In un momento così difficile, la donazione dimostra quanto questa comunità sia integrata nel nostro tessuto sociale. Grazie davvero”.
“Speriamo di superare questa crisi collaborando tutti insieme”, hanno dichiarato i rappresentanti della comunità cinese.

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Coronavirus, incontro Regione-Sindacati. Raccomandazioni per sicurezza e salute lavoratori


La prosecuzione del lavoro, nelle forme e nei modi possibili, insieme alla tutela del bene fondamentale della salute dei lavoratori, è essenziale per combattere questa epidemia e per favorire e mantenere le condizioni minime di vita anche delle imprese per la futura ripresa.

A tutti – imprenditori e lavoratori, RLS e RSU, dirigenti delle aziende private e pubbliche, piccole e grandi, responsabili ad ogni livello delle varie situazioni lavorative in questa regione – rivolgiamo un appello al senso di responsabilità e alla collaborazione.

L’obiettivo deve essere quello di adottare sui luoghi di lavoro tutti gli accorgimenti e tutte le precauzioni che tutelano la sicurezza e la salute dei lavoratori. In particolare chiediamo che in ogni luogo di lavoro si raggiungano intese con le RLS e le RSU che rispondono a quanto previsto nei DPCM in attesa delle linee guida che usciranno oggi dal tavolo nazionale.

RACCOMANDAZIONI

In presenza di sintomi simil-influenzali è fatto obbligo di restare nel proprio domicilio e contattare telefonicamente il proprio medico di medicina generale (reperibile dalle ore 8 alle ore 20, festivi compresi);
Le aziende devono favorire le forme di lavoro agile, telelavoro e smart working;
Devono essere evitate situazioni di sovraffollamento, anche attraverso la riorganizzazione in turni dell’attività lavorativa e dei servizi collegati;
I lavoratori devono tenere la distanza di almeno 1 metro dai colleghi e dai clienti;
Devono essere facilmente disponibili e usati con frequenza dispositivi per la disinfezione e l’igiene personale;
Devono essere attuati sistematici e frequenti interventi di pulizia e sanificazione degli ambienti di lavoro;
Laddove necessario, devono essere assicurati idonei dispositivi di protezione individuale, oltre alle misure indicate dal medico competente.

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Farmaci, per ritirarli basta un codice, la ricetta si stampa direttamente in farmacia

Saranno sufficienti il Numero di ricetta elettronica (NRE) comunicato dal proprio medico tramite messaggio Sms sul telefono dell’assistito e la Tessera sanitaria. Le farmacie toscane si fanno così carico di un passaggio burocratico, per contribuire a ridurre al minimo le occasioni di contatto tra pazienti e per evitare che si creino lunghe code negli ambulatori, purtroppo più affollati del solito in questi giorni, nonostante l’invito della Regione sia quello di non recarsi dal proprio medico di famiglia se non per reale necessità.

“Il Sistema Sanitario Regionale – dichiara l’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi – sta facendo quadrato in questi giorni per far fronte alla diffusione del Covid-19, e la farmacia sta come sempre giocando un ruolo fondamentale. Grazie per la collaborazione ai medici di medicina generale, gli unici a poter compilare la ricetta dematerializzata per ciascun singolo paziente e comunicare il relativo Numero di ricetta elettronica. Ci auguriamo così di semplificare l’iter per i pazienti, e di contribuire a ridurre l’affollamento degli ambulatori dei nostri medici di famiglia”.

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Coronavirus, da lunedì 16 marzo misure straordinarie per il lavoro in Regione Toscana

Nessuna attività regionale viene sospesa, ma sono state individuate una serie di funzioni essenziali – tra queste, ad esempio, la protezione civile, le altre funzioni regionali coinvolte nella gestione dell’emergenza sanitaria e l’attività di informazione – la cui operatività sarà assicurata da un presidio di dipendenti che lavoreranno negli uffici e da altri che utilizzeranno il telelavoro, in maniera esclusiva o alternata con la presenza in sede.

Per tutte le altre attività, l’unica modalità prevista è quella del telelavoro, ad oggi previsto fino alla data del 25 marzo.

Le nuove modalità riguarderanno anche l’Ufficio relazioni con il pubblico, che potrà essere però sempre essere contattato dai cittadini scrivendo all’indirizzo e-mail urp@regione.toscana.it o chiamando il numero verde 800.860.070.

“Il nostro obiettivo – spiega l’assessore al personale Vittorio Bugli – è quello di tutelare al massimo la salute dei lavoratori mantenendo però l’operatività e l’efficienza degli uffici. Sono convinto che con l’adozione di queste modalità, per la cui definizione è stato positivo ed importante il confronto con le rappresentanze sindacali, riusciremo a centrarlo. Ringrazio fin da ora tutti i lavoratori della Regione Toscana per l’impegno che, come sempre, metteranno nello svolgimento dei loro compiti, ancora più necessario nella situazione di grande delicatezza in cui il paese e la Toscana si trovano”.

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CONFERENZA EPISCOPALE TOSCANA: Chiese e fedeli nel tempo della pandemia da coronavirus

L’evolversi dell’emergenza epidemiologica da coronavirus covid-19 induce a rafforzare l’impegno delle nostre comunità ecclesiali per contrastare la diffusione della malattia, che avrebbe conseguenze fatali sull’intero sistema sanitario e di conseguenza sulla stessa coesione sociale. Quanto scriviamo fa seguito ai più recenti provvedimenti del Governo e al Comunicato della Presidenza della C.E.I. del 12 marzo.
Ci sembra di dover raccogliere anzitutto l’invito delle Autorità pubbliche a restare in casa per quanto ci è possibile. Aderire a questa esortazione deve essere inteso non solo come un esercizio di responsabilità civica, ma ancor prima come fondamentale espressione di carità cristiana: rispetto del prossimo, contributo a non aggravare l’opera lodevole ed estenuante di medici, infermieri, volontari e forze dell’ordine, favorire chi è costretto a uscire per irrinunciabili motivi di lavoro o di prima necessità. Esortiamo a vivere la permanenza in casa anche come un tempo di preghiera e di raccoglimento. Di fronte a Dio ciò che qualifica la nostra preghiera non è il luogo da cui si innalza, ma il cuore da cui sgorga.
Quanto siamo costretti a vivere in questi giorni è anche occasione per scoprire meglio due modi di presenza del Signore in mezzo a noi, non come segno di ripiego, ma come necessità costante per la vita cristiana, anche nel futuro. Anzitutto, la famiglia è come una “Chiesa domestica”, dove siamo chiamati a crescere insieme nella fede e nell’amore, memori della promessa del Signore: «dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro» (Mt 18,20). Vale per noi in questi giorni l’esortazione di San Giovanni Crisostomo ai suoi fedeli: «Fate della vostra casa una Chiesa» e quelli accolsero l’invito con «acclamazioni di giubilo». Pregare in casa non deve essere inteso come una privazione, ma come occasione per riconoscere la grandezza della vita familiare. Una seconda esortazione riguarda l’importanza di riscoprire in questi giorni il grande valore della “presenza reale” del Signore nella sua Parola: una presenza da custodire, coltivare e approfondire personalmente e in famiglia. Diamo alle nostre giornate il giusto orientamento lasciandoci illuminare da un’assidua lettura e una profonda meditazione della Sacra Scrittura.
In questo contesto, che privilegia il rimanere nelle nostre case, considerato il ruolo che le chiese hanno sempre avuto nel contesto delle città, borghi e paesi della Toscana, nonché nel sentire della nostra gente, riteniamo di poter mantenere aperte le nostre chiese, come segno di una Chiesa che resta presente alla vita delle comunità, ancor più in questi giorni di sofferenza. L’apertura delle chiese viene proposta dunque come un segno, non come un invito a frequentarle. Di qui la precedente esortazione a valorizzare la casa come luogo di preghiera e di lettura della Parola di Dio. Occorre però essere molto avveduti, per cui l’apertura può esserci a condizione che si possa garantire un rassicurante adeguato livello sanitario (distanza tra le persone, esclusione di oggetti che possono passare da una mano all’altra come i libri di preghiere, possibilità di intervenire con frequenza con azioni di disinfezione di panche, porte, maniglie o altri oggetti che possono essere toccati dai fedeli, ecc.), anche tenendo conto che tutto questo sia consentito dalle condizioni di salute ed età dei nostri preti. Senza queste condizioni sarebbe un gesto di irresponsabilità aprire i nostri luoghi di culto e lo sarebbe soprattutto verso i più deboli.
Ci sembra infine significativo e lodevole l’impegno di molti sacerdoti a restare in contatto con i fedeli mediante i social, rendendosi utili così all’accompagnamento e offrendo anche l’opportunità di unirsi alla preghiera del sacerdote in chiesa. Vanno anche valorizzate le trasmissioni dedicate alla preghiera che vengono offerte nelle reti nazionali e attraverso i nostri mezzi di comunicazione locali. In questo contesto esortiamo i sacerdoti a farsi vicini soprattutto ad anziani e malati tramite il telefono, portando loro parole di sostegno e di conforto.
Il nostro pensiero va, con sentimenti di solidarietà e vicinanza, agli ammalati e alle persone e famiglie in quarantena. La fede ci invita a vedere nella loro sofferenza, nell’orizzonte della croce di Gesù, una partecipazione al mistero della redenzione. Nella nostra preghiera ci sono tutti loro, come pure quanti hanno incontrato la morte in questa pandemia. Ci sentiamo vicini con ammirazione e gratitudine nonché con la preghiera a quanti operano nel nostro sistema sanitario e di protezione civile per combattere il morbo. Chiediamo al Signore luce per i nostri governanti, affinché le loro decisioni siano nel segno della saggezza e trovino convinta accoglienza nel nostro popolo.
L’emergenza sanitaria ci coglie nei giorni della Quaresima, e le indicazioni di comportamento che ci vengono date vanno accolte quasi come un’opera penitenziale specifica di questo tempo, un’opera di misericordia e di carità verso i più fragili. Ma noi sappiamo anche che la Quaresima è preparazione alla Pasqua del Signore: nel suo potere di Risorto poniamo le ragioni della nostra speranza di vita.
13 marzo 2020
I Vescovi delle Chiese della Toscana

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Colacem dona 4 ventilatori e 3 ecografi polmonari all’ospedale di Gubbio – Branca

In questo momento di emergenza generato dal diffondersi del coronavirus, Colacem S.p.A. (Gruppo Financo) vuole partecipare con gesti concreti al rafforzamento del sistema sanitario regionale umbro, donando 4 ventilatori polmonari e 3 ecografi per la diagnosi precoce di polmoniti virali all’Ospedale di Gubbio – Branca.
“In questa difficile situazione stiamo tutti riconoscendo l’importanza delle competenze, della ricerca e della scienza. Riscopriamo il valore di un sistema economico e produttivo che permette la qualità della vita, assicurando risorse per le cure e l’assistenza, la scuola e le infrastrutture: servizi essenziali per il vivere civile. Con queste apparecchiature sanitarie vogliamo sostenere l’enorme sforzo che in questi giorni tutto il personale ospedaliero sta mettendo in atto –è il commento dei titolari di Colacem S.p.A–. La speranza è che, anche grazie alle nuove disposizioni più restrittive e alle misure di contenimento della diffusione del virus, immediatamente adottate anche in azienda per salvaguardare i nostri dipendenti, la nostra Umbria non ne abbia necessità. Tuttavia è fondamentale prepararsi quanto più possibile per garantire la migliore assistenza sanitaria in una situazione grave e imprevista”.

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Emergenza Covid-19, attivato il Centro operativo comunale. Il sindaco Carizia: “Predisposta strategia per ogni evenienza e per aiutare i più deboli”

Il sindaco Luca Carizia ha firmato l’ordinanza di attivazione del Centro operativo comunale (Coc) del Comune di Umbertide per l’emergenza epidemiologica da Covid-19.Sono state attivate le seguenti funzioni: funzione sanità ed assistenza sociale, funzione assistenza alla popolazione, funzione di volontariato e funzione mass media, informazione e comunicazione.Occorre rispondere alle esigenze dei più bisognosi, in particolare degli anziani e delle persone immunodepresse o affette da gravi patologie in difficoltà nel reperire mezzi di sostentamento e farmaci. Il Comune di Umbertide garantirà per tutta la durata dell’emergenza un servizio gratuito di consegna a domicilio per beni di prima necessità e di farmaci (con il solo costo della spesa e dei farmaci a carico del richiedente) tramite i volontari del Gruppo Comunale di Protezione Civile e della Croce Rossa Italiana. Si può accedere al servizio, attivo tutti i giorni a partire da sabato 14 marzo, contattando il numero telefonico 379 1264613 dalle ore 08.00 alle ore 20.00.“Questa ordinanza va nella doppia direzione di aiutare le persone più deboli e di attivare un presidio che tenga conto di ogni evenienza – afferma il sindaco Carizia – occorre predisporre delle strategie per essere pronti a possibili fenomeni di contagio nel nostro territorio, considerando che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito questo contagio come una pandemia. Il nostro ringraziamento va al Gruppo Comunale di Protezione Civile e alla Croce Rossa Italiana per la disponibilità e la sensibilità dimostrata. Invito ancora una volta tutta la comunità umbertidese a stare a casa per evitare al massimo i contatti e a rispettare con il massimo rigore tutte le disposizione per limitare la diffusione del virus”.

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Uscirne dipende da noi. La versione “made in Misericordia di Arezzo” del decalogo di buone pratiche per contenere il contagio da Covid-19

La versione “made in Misericordia di Arezzo” del decalogo di buone pratiche per contenere il contagio da Covid-19 secondo le indicazioni ministeriali. Solo con qualche spiegazione e commento in più. Che forse non tutti vi illustrano.

In questi non facili giorni in cui infuria la guerra contro il coronavirus, anche la Misericordia di Arezzo propone la propria versione del vademecum ministeriale, insomma le classiche 10 (dieci) regolette di buoni comportamenti da seguire in fatto di prevenzione di nuovi casi di Covid-19, nell’ambito del generale sforzo per contenere e/o rallentare più possibile i contagi (vedi la prima infografica tra quelle allegate in immagine e in pdf in fondo all’articolo).

Cercheremo però di farlo aggiungendo, dove serve, semplici e schiette spiegazioni di commento, di quelle quasi mai riportate – magari per esigenze di sintesi – nelle svariate comunicazioni istituzionali cui assistiamo in questi giorni.

Noi infatti tendiamo a farne anche una questione di “buona comunicazione”, convinti come siamo che alla gente spiegare si possa, quindi si debba.

Perché se le ragioni di certe scelte vengono rese più chiare, magari è anche più facile osservarne le norme da parte di tutti. Mentre insofferenza, pregiudizio e negazionismo si alimentano proprio degli aspetti meno chiari di ogni questione.

Proviamoci, dunque.

1-Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o con gel disinfettante a base alcolica. Nella guerra senza quartiere che da sempre ci oppone ai microbi, il lavaggio delle mani è stata la conquista più rivoluzionaria della storia della Medicina: cerchiamo di non dimenticarcene proprio ora! (Per il resto, guardate indietro tra gli articoli: ne abbiamo pubblicati già due in tema di disinfezione delle mani.)

2-Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute. Nelle fasi iniziali, la Covid-19 può assomigliare a una comune influenza di stagione al punto da rendere assai difficile distinguerle (anche se questa rimane poi la sola similitudine possibile tra le due malattie). Perciò meglio sospettare il peggio e mantenere un sano “distanziamento sociale” da persone raffreddate o con tosse. Non a caso questa norma – indicazione di mantenersi fuori dallo spazio interpersonale di almeno 1 m – è stata proprio in questi giorni estesa a tutti, anche in assenza di sintomi, come misura precauzionale e di contrasto alla circolazione del virus. Esso infatti si concentra in goccioline che emettiamo col respiro, quindi anche parlando, ridendo, mangiando ecc (= dropped). E sapevate che nelle prime vie respiratorie durante uno starnuto o un forte colpo di tosse il flusso d’aria istantaneo che si genera viaggia a quasi 400 km orari di velocità? (Anche se occorre precisare che la notizia della capacità del virus di arrivare addirittura a 4 metri e mezzo di distanza e di sopravvivere in ambiente esterno per oltre mezz’ora era del tutto infondata ed è già stata ampiamente smentita…una delle tante fake-news circolate in questi giorni sui social, con una “viralità” superiore perfino a quella del coronavirus!).

3-Non toccarsi naso, occhi e bocca con le mani. Per ragioni analoghe al punto precedente, toccarsi queste parti può significare “portare a destinazione” cariche virali presenti sulle proprie mani dopo averle raccolte in giro da chissà dove (magari avendo stretto altre mani, o toccato superfici contaminate ecc), depositandole così in punti che rappresentano altrettante porte d’ingresso spalancate per i microbi. Il virus può infatti trasferirsi a infettare l’organismo ricevente, oltre che per bocca o dal naso, anche attraverso i fluidi dell’occhio.

4-Copri bocca e naso con fazzoletti monouso quando starnutisci o tossisci. Se non hai un fazzoletto, usa la piega del gomito. Dobbiamo mettere nel conto di questa situazione che potremmo essere noi stessi, magari portatori sani o con scarsi sintomi, a propagare il virus agli altri! Quindi è opportuna norma di prevenzione dell’ulteriore contagio adottare questa condotta, che dovrebbe del resto rappresentare una comune pratica di buona educazione anche in epoche normali.

5-Non prendere farmaci antivirali né antibiotici senza la prescrizione del medico. I farmaci ad effettiva azione antivirale sono pochissimi e nessuno è efficace sul coronavirus della Covid-19. Gli antibiotici poi non sono attivi sui virus per definizione. Infine, un vaccino ancora non c’è. Le possibili eventualità di assunzioni di farmaci riguardano al momento o la mitigazione dei soli sintomi o la necessità di agire su complicanze batteriche, perciò possono avvenire esclusivamente previa valutazione del medico.

6-Pulisci le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcool. Sulle superfici di oggetti, ripiani, sedie, tavoli, scrivanie e suppellettili varie possono depositarsi cariche virali concentrate nelle goccioline acquose provenienti – come descritto sopra – dalle emissioni fuoriuscite dalle alte vie respiratorie, o lasciate in giro per l’intermediazione dei contatti casuali delle dita. Pur se il virus non resiste da solo in ambiente esterno – si deteriora entro pochi minuti – è buona norma disinfettare anche tali superfici esposte.

7-Usa la mascherina solo se sospetti di essere malato o se assisti persone malate. Questa norma privilegia un criterio di salvaguardia della salute altrui: cioè indossare la mascherina non serve tanto per schermarci contro il contagio proveniente da altri, quanto per proteggere gli altri dal nostro, ossia per evitare che siamo noi a coinvolgere loro.

8-I prodotti MADE IN CHINA e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi. Anche se in un primo tempo il solito impazzare sul web di false notizie aveva cominciato a far dubitare su questo punto, nessuno studio ha dimostrato che tale possibilità sia mai stata (né lo sia adesso) nei fatti.

9-Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus. Anche in questo caso, in più d’una occasione s’erano sparse voci allarmistiche in merito, rivelatesi del tutto infondate. (I coronavirus sono virus diffusi nel mondo animale già in natura e forse questo dato ha ingenerato il dubbio sulla diffusione, ma l’assoluta assenza di convalida l’ha escluso).

10-In caso di dubbi, non recarti al Pronto Soccorso, chiama il tuo medico di famiglia e segui le sue indicazioni. Aggiungiamo che è possibile consultare già in prima battuta anche lo stesso 118 (112 per le regioni dov’è già attivo questo numero unico europeo). Poi ci sono i vari numeri dedicati, anche regionali, di cui riportiamo l’infografica qui in fondo. In ogni caso, la raccomandazione di non recarsi al PS è la cosa più importante in quanto bisogna assolutamente salvaguardare la struttura ospedaliera dalla presenza di eventuali ulteriori infetti contagiosi e al contempo evitare di congestionarla, così che possa (nell’interesse di tutti e anche nostro!) continuare a provvedere alla miglior cura dei casi più aggravati.

Va spiegato, sempre per chiarezza, che non si parla più da tempo di “arrestare” la diffusione del SARS-nCov-2, quanto di “contenerla”, o meglio ancora “rallentarla”, per mitigarne i danni sociali.

Si tratta di una differenza sostanziale da capire: l’epidemia non si può più “fermare”, nel senso proprio del termine; questa ormai sarebbe un’aspettativa mal riposta.

Però si può diluirla di più nel tempo, la diffusione, in modo da mantenerne il picco dei casi gravi costantemente compreso dentro le nostre possibilità di cura!

Se ci ammalassimo tutti insieme o comunque in un lasso di tempo troppo breve, l’afflusso dei casi più bisognosi di terapie (intensive) ai centri ospedalieri di riferimento e di supporto ne comprometterebbe le capacità di curare tutti, con esiti da incubo… quali perfino quello di dover scegliere tra chi curare e chi lasciare al proprio destino.

Perciò è così essenziale ostacolare in tutti i modi praticabili la circolazione del nuovo coronavirus, almeno ritardandola, in modo che se non altro i nuovi pazienti trovino posti liberati dai guariti; ma per farlo bisogna sentirci tutti responsabili e consapevoli del dovere civico di osservare scrupolosamente le indicazioni di comportamento – per quanto restrittive – tracciate e imposte dalle autorità.

La più recente campagna ministeriale e governativa dell’ “IORESTOACASA” ne è diventato il simbolo più eloquente: avete fatto caso che semplicemente restandocene ciascuno a casa nostra si ottemperano molto meglio (o addirittura già implicitamente) tutte e 10 le raccomandazioni elencate sopra?

Ne vale del futuro di ciascuno di noi. E ora dipende solo da noi!        

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Il cordoglio dell’amministrazione per la scomparsa di Ivano Pescari. Potenziata la terapia intensiva


“La scomparsa di Ivano Pescari, un caro amico ex dipendente comunale, ci lascia tutti nello sconforto. Alla famiglia porgiamo le più sentite condoglianze. Appena questo terribile momento sarà passato lo ricorderemo come merita” dichiara il sindaco Luciano Bacchetta “Nel frattempo ci giunge la comunicazione dalla Regione dell’Umbria che nell’ospedale di Città di Castello è stata individuata un’area per pazienti COVID con letti di pneumologia e un turno medico infermieristico specifico, verranno attivati altri 4 posti di terapia intensiva. E’ già in funzione una zona grigia annessa al porto soccorso per i pazienti sospetti. Rimangono invariate le attività mediche oncologiche e chirurgiche e quelle del Dipartimento materno-infantile. E’ stato previsto dalla Regione Umbria un aumento del budget per la Residenza Protetta Muzi Betti. E’ dovere dell”Amministrazione comunale, in questo momento di emergenza, collaborare con Regione Umbria ed Asl: di fronte all’emergenza non possono esistere campanili”.
TERAPIA INTENSIVA MEGLIO DI RIANIMAZIONE. VI PREGO DI SOSTITUIRE GRAZIE

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Consiglio comunale sospeso, ma l’attività non si ferma. Il presidente dell’assise: “Confronto via skype tra maggioranza e opposizione”

Fino al termine dell’emergenza Coronavirus, il consiglio comunale di Sansepolcro non si riunirà, ma l’attività di confronto tra maggioranza e opposizione continua grazie alle tecnologie.

Ne dà notizia il presidente dell’assise cittadina, Lorenzo Moretti: “Anche due sere fa abbiamo fatto una riunione via Skype alla presenza del sindaco, dell’assessore Vannini e dei capigruppo. E’ stata l’occasione per aggiornarsi sulla situazione del Coronaviurus e le parti hanno concordato di fare riunioni periodiche via Skype per continuare a rimanere allineati e informati sull’emergenza. Ringrazio tutti per la disponibilità e la serietà dimostrata, il Consiglio non si riunisce ma la sua attività non si ferma di certo”.

Moretti fa anche presente che, per esigenze di bilancio, eventualmente sarà possibile convocare un Consiglio ristretto, alla presenza del sindaco, di un assessore e dei capigruppo.

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Nuovo numero verde per l’emergenza Coronavirus. Attivato l’800 050 529. Si aggiunge a quello già esistente. Ecco a chi sono dedicati

Si potenzia ancora il servizio della Asl per rispondere alle tante domande sull’emergenza Coronavirus. Oltre  1000, infatti, sono le chiamate ricevute ogni giorno fino ad oggi.

La Sud Est ha quindi attivato un altro numero verde: si tratta dell’800 050 529, che si aggiunge al già esistente 800 579 579.  Entrambi i numeri verdi hanno a disposizione 10 linee telefoniche attive contemporaneamente dalle 8 alle 20 di tutti i giorni (anche festivi). I due numeri sono dedicati  a coloro che sono stati in contatto con persone positive o a chi è rientrato da Cina, Hong Kong, Singapore, Iran e Corea del Sud.

Inoltre la ASL Toscana Sud Est ha attivato il servizio di messaggistica istantanea di whatsapp a cui sottoporre domande, il cui numero è 366 6382531.

I cittadini, per comunicare la presenza sul territorio della AUSL Toscana sud est ai Servizi di Igiene Pubblica dei Dipartimenti di prevenzione e per evitare d’intasare le linee telefoniche, possono utilizzare l’e-mail rientrocina@uslsudest.toscana.it.

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Anche in questi momenti “Lucignolo” è presente: il centro diventa smart per stare vicino ai bambini e alle loro famiglie

In questo periodo così complicato ci siamo mobilitati da subito per trovare un modo per arrivare comunque ai nostri bambini. I centri del Comune di Umbertide “Lucignolo”, “Non solo compiti Verna” e “You.Spa”, gestiti dalla Cooperativa ASAD, sono un punto di riferimento per centinaia di famiglie del territorio e in un momento così non potevamo tirarci indietro. La socializzazione ed il supporto alla comunità sono punti cardine dei nostri servizi e quando questi non sono attuabili fisicamente è necessario trovare un’alternativa.
Abbiamo cercato una modalità smart per raggiungere i nostri bambini, utilizzando gli strumenti della tecnologia più basilari e più facilmente accessibili alle famiglie. È stata aperta una pagina Facebook (I Lucignoli) in cui potrete vedere i momenti di gioco e di creatività dei bambini e ragazzi dei centri, grazie a foto e video che le famiglie inviano ai nostri educatori. Abbiamo deciso in questa pagina di far parlare direttamente i bambini, i veri protagonisti dei nostri servizi.
Alcune ragazze del gruppo medie ci hanno anche inviato dei tutorial per aiutare i compagni nella gestione dei compiti online.
Inoltre ci siamo proposti da subito, contattando le famiglie su WhatsApp, di aiutarli a scaricare il materiale scolastico da registri elettronici e piattaforme online.
Stiamo infine provvedendo ad attivare, sempre tramite WhatsApp, dei gruppi dove genitori e bambini potranno comunicare direttamente coi loro compagni e con l’educatore che li segue dall’inizio dell’anno scolastico per condividere strategie, metodi e per continuare serenamente a svolgere i compiti come hanno sempre fatto: insieme ma con una spinta verso l’autonomia.
Lucignolo funzionerà con gli stessi orari ma virtualmente.
Vogliamo così continuare ad essere utili anche se non possiamo vederci e stare insieme fisicamente.
È un momento particolare per tutta la comunità e vorremmo far sentire ai bambini e alle famiglie del territorio che noi ci siamo, che “Lucignolo è presente”.

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L’unico tampone in analisi del cittadino residente a Sansepolcro è risultato negativo

L’unico tampone in analisi del cittadino residente nel nostro Comune è risultato negativo.
Al momento non ci sono altri tamponi in analisi legati a cittadini del Comune di Sansepolcro.

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Coronavirus, la sanità regionale Toscana dice sì al ‘Tocilizumab’ della Roche

A breve arriverà anche in tutti gli ospedali della Toscana il ‘Tocilizumab’, il farmaco prodotto dall’azienda farmaceutica Roche per curare l’artrite reumatoide, ma che si è scoperto essere in grado di ridurre i problemi polmonari dei soggetti colpiti dal Coronavirus.

La Regione Toscana ha deciso infatti di accettare l’offerta che l’amministratore delegato della Roche ha rivolto a tutte le Regioni che vogliano ricevere gratuitamente questo presidio medico che non ha nessun effetto sul virus ma che allevia i danni che è in grado di provocare.

Il presidente della Regione Toscana, Enrico  Rossi, e l’assessore regionale al diritto alla salute, Stefania Saccardi, hanno voluto ringraziare l’azienda per la disponibilità dimostrata e per la fornitura gratuita. 

Ora sarà l’Estar, l’organismo che assicura le forniture all’intero sistema sanitario regionale, a rivolgersi alla Roche per richiedere i quantitativi necessari del farmaco destinato ad essere somministrato ai soggetti più gravi e con seri problemi polmonari.

Il ‘Tocilizumab’ infatti è un anticorpo monoclonale, cioè una proteina modificata in laboratorio per agire contro l’IL6, un’altra proteina prodotta dal sistema immunitario nella fase più grave dell’infezione e dannosa per il sistema respiratorio. 

Presidente e assessore sottolineano infine come, anche grazie alla generosità della casa farmaceutica, i molti sanitari che in questi giorni si stanno prodigando per far fronte al virus, potranno avere a disposizione un presidio che potrebbe aiutare i pazienti ad uscire dalla fase più critica dell’infezione.

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