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Compostiere e sgravi fiscali, l’iniziativa del Comune di Sansepolcro

Promuovere l’attività di compostaggio domestico per una sempre più corretta gestione dei rifiuti, per diminuire lo smaltimento in discarica e per risparmiare. L’amministrazione comunale di Sansepolcro sta aggiornando l’albo dei compostori su base volontaria. Così come previsto dal Regolamento Comunale, agli stessi sarà applicata una riduzione del 10% sulla TARI.

I cittadini possono dotarsi autonomamente di una compostiera e poi, per farsi riconoscere lo sgravio, inviare una mail all’indirizzo protocollo.comunesansepolcro@legalmail.it mettendo nell’oggetto: “Compostiere per sgravio TARI” fornendo i seguenti dati: nome e cognome  dell’iscritto a ruolo Tari; indirizzo di residenza e dell’ubicazione della compostiera; numero di telefono; volume della compostiera litri e/o metri cubi (specificare se calcolato o ricavato dalla scheda tecnica o riportato sulla compostiera stessa). Alla mail dovrà essere allegato l’apposito modulo compilato e il documento di identità.

Il termine per presentare la domanda è l’8 aprile 2020, data entro la quale il Comune vorrebbe ricostruire il quadro completo dei compostori per richiedere il relativo accreditamento sulla raccolta differenziata che ATO Toscana Sud riconosce ai comuni che smaltiscono una parte dei propri rifiuti tramite il compostastaggio.

“Dobbiamo assolutamente ridurre la quantità di rifiuti prodotti e con le compostiere possiamo farlo, realizzando una filiera virtuosa del riciclo – dichiara l’assessore ai Beni Comuni Gabriele Marconcini – Con la riduzione dell’inquinamento si possono ottenere anche benefici economici. Un ringraziamento va alle Pro Loco di Santa FioraGricignanoGragnanoCisaTrebbio che aiuteranno il Comune nella diffusione delle informazioni e sosteranno i cittadini nel reperimento delle compostiere”.

Il compostaggio è un processo biologico di decomposizione delle sostanze organiche che produce il terriccio, utilizzabile come fertilizzante. Ecco cosa selezionare per la compostiera: scarti alimentari (residui di frutta e verdura, fondi di tè e caffè, gusci di uova spezzettati, avanzi di cibo); scarti del giardino e dell’orto (potature, foglie secche, fiori appassiti, erba); scarti biodegradabili (carta non patinata, cartone, trucioli di legno non trattato); solo in piccole quantità: le foglie di piante resistenti alla degradazione come magnolia, noce castagno, aghi di conifere, lauroceraso.

La campagna informativa e la Guida al compostaggio domestico sono realizzati in sinergia da Comune di Sansepolcro e Sei Toscana.

Per informazioni, i cittadini possono visitare il sito internet del Comune (www.comune.sansepolcro.ar.it) o contattare i referenti delle Pro Loco oppure telefonare a:

Urp: 0575 732687 – 0575 732688

Ufficio Ambiente: 0575 732289 – 0575 732274

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Farmacie: attivato il servizio di consegna farmaci a domicilio

Immediato riscontro, da parte di Federfarma Arezzo, all’accordo raggiunto a livello nazionale dalla Croce Rossa Italiana con la Federazione Nazionale dei titolari di Farmacia Privata, per rendere subito operativo un servizio di consegna a domicilio dei farmaci, fornendo risposte concrete e immediate  all’aumento di richieste da parte dei cittadini che non possono muoversi da casa, in particolare in questa emergenza Coronavirus, che si aggiunge a quello già prestato da tempo dalle Farmacie Private.
“E’ già partita, infatti – spiega il presidente di Federfarma Arezzo, Roberto Giotti –   la nostra circolare operativa a tutte le Farmacie di Arezzo e Provincia con le indicazioni e la relativa locandina di informazione per il Pubblico, ed è già in via di realizzazione il primo incontro operativo con il Presidente di Croce Rossa Arezzo per l’organizzazione territoriale Provinciale del sistema di consegna non solo nella città di Arezzo,  ma anche e soprattutto nei piccoli Comuni, disagiati e rurali, dove questo impegno diventa di fatto un vero e proprio salvavita per malati cronici, fragili e persone in difficoltà”.
Il Presidente Giotti, infatti informa, che “il servizio può essere richiesto esclusivamente al numero verde 800.065510 della C.R.I, attivo H/24, 7 giorni su 7, dalle persone già in possesso della ricetta medica, con oltre 65 anni, dai soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (>37,5°), più in generale da persone non autosufficienti o sottoposte alla misura della quarantena o, in ogni caso, risultati positivi al virus Covid-19. All’atto della richiesta, la persona richiedente dovrà indicare l’indirizzo di ritiro della ricetta e della consegna dei farmaci.” “Il servizio – secondo Federfarma Arezzo – assume una enorme rilevanza sociale per la popolazione e valorizza al massimo il ruolo della Farmacia come primo Presidio essenziale ed indispensabile del Servizio Sanitario Nazionale sul territorio, sempre pronto ad andare incontro alle esigenze del cittadino”.
“Ampliando il servizio di consegna dei farmaci a domicilio, che si affianca a quello già effettuato da tempo dalle Farmacie Private– rivendica il Presidente aretino con una punta di orgoglio – le Farmacie Private dimostrano, ancora una volta, un fondamentale spirito di iniziativa e un instancabile impegno per assicurare alla popolazione tutta l’assistenza di cui ha bisogno: le Farmacie ci sono sempre e comunque, soprattutto in un momento così difficile, in cui tutti – Cittadini, Operatori del Sistema Sanitario, Medici, Infermieri, Istituzioni e politica – sono messi a dura prova”.  Ma come si fa ad accedere a questa opportunità? Nulla di complicato, è una modalità semplice da attivare anche per persone anziane che potrebbero avere poca dimestichezza con tecnologie complicate: il servizio si attiva componendo il numero verde 800.065510 della C.R.I., che è attivo tutti i giorni 24 ore su 24.
 “Il Personale della Croce Rossa Italiana  – spiega ancora Giotti – che sarà sempre riconoscibile dall’uniforme per evitare dubbi o problemi di identificazione da parte delle persone che ricevono a casa il farmaco richiesto, ritira la ricetta o il promemoria cartaceo presso l’indirizzo indicato dal Richiedente e si reca presso la Farmacia più vicina al domicilio o indicata dell’Utente: abbiamo voluto con questo accordo rendere ancora più efficace, anche sul territorio aretino, il servizio di consegna dei farmaci a domicilio a tutti gli anziani e le persone vulnerabili, già messo da tempo in atto direttamente dai nostri Farmacisti soprattutto nelle aree più disagiate e problematiche. Però, in questo periodo di sacrifici e responsabilità in prima linea per le Farmacie, è fondamentale fare rete per essere al fianco di chi è maggiormente a rischio”.  
In conclusione, nulla è dovuto dagli Utenti per lo svolgimento del servizio, oltre a quello eventualmente necessario per l’acquisto dei Farmaci, che una volta prelevati in Farmacia con la ricetta dagli Operatori della C.R.I., saranno consegnati in busta chiusa secondo l’attuale Normativa sulla Privacy.  Tale servizio aggiuntivo di consegna del farmaci a domicilio da parte della Croce Rossa, in collaborazione con Federfarma, verrà svolto per tutta la durata dell’emergenza sanitaria, temporaneamente prevista dal Governo, attualmente fino al 3 Aprile 2020, salvo probabili successive proroghe.

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Emergenza Covid-19, firmate dal sindaco due ordinanze: la prima per la chiusura di parchi, giardini, aree verdi comunali compresa la Pineta Ranieri e la seconda per la chiusura dei cimiteri presenti nel territorio comunale

Il sindaco Luca Carizia, nella mattinata di lunedì 16 marzo, ha firmato due nuove ordinanze volte a fronteggiare l’emergenza da virus Covid-19. Il primo atto ordina la chiusura al pubblico dei parchi, giardini e aree verdi comunali compresa la Pineta Ranieri da oggi, lunedì 16 marzo, sino a venerdì 3 aprile incluso. Con la seconda ordinanza viene stabilita la chiusura al pubblico dei cimiteri comunali dal 16 marzo al 3 aprile compreso. Sarà garantita, comunque, l’erogazione dei servizi di ricevimento, inumazione, tumulazione, delle salme e delle ceneri in base alle ordinarie disposizioni, ammettendo la presenza per l’estremo saluto di un limitato numero di familiari.

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La provincia di Arezzo attiva il lavoro agile

La Provincia di Arezzo riduce le presenze dei dipendenti in ufficio per l’emergenza sanitaria nazionale Covid-19, ma senza interrompere la sua operatività. Rallenta ma non si ferma, si lavora ma con ranghi ridotti, attivando così tutte le procedure e le precauzioni per tutelare il personale e ridurre i rischi del contagio. Con decreto della Presidente della Provincia Silvia Chiassai Martini n.45 del 13 marzo 2020, sono state adottate misure di contenimento del personale in servizio, recependo così le direttive ministeriali. Modifiche che riguardano una diversa articolazione oraria dell’Ente, fruizione d’ufficio di ferie pregresse, misure precauzionali in tema di riunioni, Lavoro Agile – Emergenza LAEM, e la rotazione dei dipendenti, per consentire un contingente minimo di personale a presidio di ciascun ufficio.

Silvia Chiassai Martini Presidente della Provincia dichiara : “Siamo in una fase particolare della nostra vita, un momento difficile, ma il nostro Ente si è già attrezzato come era giusto che fosse. Le misure adottate per l’emergenza epidemiologica riducono al minimo la presenza fisica in ufficio ad eccezione di quei servizi ritenuti indifferibili ed essenziali. Ci siamo attivati da subito con lo smart working per rendere la Provincia di Arezzo più telematica e al passo con i tempi. Ad oggi il 60 % dei dipendenti della Provincia di Arezzo lavorano in modalità lavoro agile, ovvero con connessione da remoto, per questo voglio ringraziare il servizio informatica dell’ente perché ha permesso di organizzare in corsa una piattaforma digitale e attivare questa nuova modalità di lavoro, già prevista tra l’altro da anni dalle direttive della funzione pubblica. E’ fondamentale utilizzare tutti gli strumenti tecnologici a disposizione, io stessa ne faccio grande utilizzo per i molteplici ruoli istituzionali che sono chiamata a ricoprire. Lo smart working, che noi abbiamo chiamato lavoro agile in modalità emergenziale, è una grande opportunità sia per il dipendente che per l’Ente poiché permette di non fermarci e portare avanti ogni attività, la dove non sia necessaria una presenza fisica nelle sedi lavorative. Per chi rimane in ufficio, obbligo il rispetto di distanze, spazi organizzati con un addetto in ogni ufficio che ruota con i colleghi, oltre ad avere fornito dispositivi di protezione di mascherine, guanti e dispenser di amuchina. Ringrazio tutti i dipendenti della Provincia che stanno facendo quadrato per non fermare l’Ente, per la serietà e l’impegno che stanno dimostrando”.

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Emergenza coronavirus: gruppo nuoto CRT “disponibili ad effettuare una donazione, in favore dell’ospedale di Città di Castello, per l’acquisto di un ventilatore polmonare”

Non si ferma la gara di solidarietà, per sostenere la sanità dl nostro territorio. “Siamo disponibili ad effettuare una donazione in favore dell’ospedale di Città di Castello per l’acquisto di un ventilatore polmonare” queste le parole del presidente del gruppo nuoto CRT tifernate Maurizio Grilli “è un momento difficile per tutti abbiamo deciso, come associazione, per quello che possiamo, di aiutare l’ospedale tifernate, in questo momento di grande emergenza. Siamo un’associazione di volontariato, che opera nel campo della riabilitazione post traumi ortopedici e neurologici, lo facciamo da anni, nelle piscine di San Giustino e Città di Castello. Credo sia indispensabile” conclude Grilli “che tutti noi ci si stringa, simbolicamente, attorno agli operatori sanitari, che sono in prima linea per combattere il coronavirus e che stanno combattendo, per la nostra salute”

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Coronavirus, a Umbertide partita la sanificazione delle strade

Al via la sanificazione delle strade umbertidesi. L’intervento, effettuato da Gesenu, è partito nella mattinata di lunedì 16 marzo dal centro storico e si estenderà al resto della città.

La soluzione utilizzata è un ottimo germicida, funghicida e battericida.

Il Comune di Umbertide consiglia ai propri cittadini, pur utilizzando prodotti non tossici, non corrosivi e non irritanti, di prestare particolare attenzione in concomitanza con gli interventi di sanificazione, in particolare evitando il contatto prolungato con pelle e occhi.

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Emergenza coronavirus: sospesi i ricoveri nel reparto medicina dell’ospedale di Città di Castello

Sospesi tutti i ricoveri nel  reparto medicina dell’ospedale di Città di Castello, questo a seguito del riscontro attraverso il tampone, della positività a coronavirus di quattro pazienti. Dal primo esame, i sintomi non erano riconducibili all’infezione per la quale è stata dichiarata l’emergenza.

“Appena accertata e verificata la positività dei pazienti in cura” ha dichiarato il direttore sanitario Tedesco “è stato immediatamente isolato tutto il quinto piano dell’ospedale e disposto l’isolamento dei ricoverati insieme a quello del personale entrato in contatto con loro. Al momento  due operatori sono risultati positivi al tampone, e posti  in isolamento fiduciario. All’esito del tampone negativo, sono stati dimessi i pazienti che potevano lasciare l’ospedale. Si sta procedendo ad eseguire tamponi, a quei pazienti potenzialmente a rischio, contemporaneamente è stata attivata l’opera di sanificazione dell’intera area del reparto medicina. Le attività di ricovero per gli altri reparti vengono  garantite, perché avvengono in spazi completamente indipendenti dal reparto di medicina”

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Suicidio a Sansepolcro. Donna di settant’anni si getta dal ponte del torrente Afra

Sconforto a Sansepolcro, per il suicidio di una donna di 70 anni che si è tolta la vita gettandosi dal ponte del torrente Afra, in località Riello. L’allarme è scattato questa mattina intorno alle 8 quando un passante, ha notato un’auto con le chiavi ancora inserite nel quadro. L’uomo, ha visto il corpo della settantenne, vicino alla cascata, al di sotto del ponte di San Martino. Giunti sul posto, il personale medico del 118, non ha potuto che constatarne il decesso, probabilmente avvenuto per l’impatto da un’altezza di circa 15 metri. Per il recupero del cadavere, sono stati allertati i vigili del fuoco del locale distaccamento. Il corpo e a disposizione delle autorità competenti, per l’espletamento della formalità di rito, affidate alla Polizia del commissariato biturgense. Ancora sconosciute le cause del gesto, che sono al vaglio degli inquirenti.

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Emergenza coronavirus: chiude, a tempo indeterminato, la Giuliano Tartufi, al fine di garantire la sicurezza dei propri dipendenti

Da domani Lunedì 16 marzo 2020 Giuliano Tartufi, azienda storica con sede a Pietralunga con 70 dipendenti rimarrà chiusa per un periodo non determinato. Questa scelta è stata fatta per far sì che tutti i nostri dipendenti, collaboratori e partner vivano questo già difficilissimo momento con grande serenità e con i loro cari.
Faremo utilizzare loro giorni di ferie e permessi e verremo incontro a tutte le esigenze di ognuno, come sempre.
È anche per preservare la salute delle nostre 2000 anime che vivono e lavorano nel nostro bellissimo borgo di Pietralunga, dato il grande andirivieni di persone e corrieri che la GT movimenta. Abbiamo attuato fino ai giorni passati tutte le procedure per poter lavorare in massima sicurezza ma ci è sembrato giusto fare Questo senza obblighi di alcun genere ma in assoluta autonomia.
Saremo pronti a ripartire più forti e più determinati di prima.
Siamo disponibili – conclude Giuliano Martinelli – a fare una donazione all’ospedale di Città di Castello per poter acquistare materiale necessario e utile per far fronte all’emergenza.”

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Coronavirus, altri 151 tamponi positivi. Sono 781 i contagiati dall’inizio dell’emergenza

Sono 151 i nuovi casi positivi al coronavirus Convid-19 registrati in Toscana a ventiquattro ore dal precedente bollettino, analizzati nei laboratori toscani, e salgono dunque a 781 i contagiati dall’inizio dell’emergenza. Tenuto conto di sette guarigioni virali, i cosiddetti ‘negativizzati’ (uno in più rispetto a ieri), cinque guarigioni cliniche e dieci decessi (l’ultimo è un ottantottenne di Poggibonsi, ricoverato alle Scotte dal 7 marzo), i casi attualmente positivi in cura rimangono dunque 759. Spetterà in ogni caso all’Istituto di sanità superiore attribuire le morti al coronavirus: si tratta infatti di persone, da 70 a 98 anni, affette da più patologie. Duecentoottantadue sono al momento i ricoverati in ospedale, di cui 107 in terapia intensiva.

I numeri che fotografano la situazione toscana a domenica 15 marzo sono quelli che l’assessorato al diritto alla salute ha trasmesso entro le 16.30 al Ministero. Per questo potrebbero esserci dati diversi nelle comunicazioni delle aziende sanitarie che arrivassero più avanti nel corso del pomeriggio.

Di 781 tamponi fino ad oggi risultati positivi al test, questa è la suddivisione per provincia di segnalazione, che non necessariamente sempre corrisponde con quella di residenza: 162 Firenze, 79 Pistoia, 42 Prato (totale Asl centro: 283), 130 Lucca, 108 Massa-Carrara, 71 Pisa, 50 Livorno (totale Asl nord ovest: 359), 38 Grosseto, 60 Siena, 41 Arezzo (totale sud est: 139).

Dal 1° febbraio ad oggi sono in tutto stati esaminati 5.132 tamponi, in alcuni casi sono stati effettuati più test per la stesso paziente.

Dal monitoraggio giornaliero, il dato è in questo caso quello a mezzogiorno di oggi, sono invece 7.443 (1.259 in più in ventiquattro ore) le persone in isolamento domiciliare in tutta la Toscana, di cui 3.725 prese in carico attraverso i numeri dedicati, attivati da ciascuna Asl. Di quest’ultimi sono 2.163 nella Asl centro (Firenze – Empoli – Prato – Pistoia), 142 persone nella Asl nord ovest (Lucca – Massa Carrara – Pisa – Livorno) e 277 nella sud est (Arezzo – Siena – Grosseto). Gli altri 3.718 sono cittadini che hanno avuto contatti stretti con casi positivi: 573 nella Asl Centro, 1.632 nell’Asl Nord Ovest e 1.513 nell’Asl Sud Est.

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87enne positivo al coronavirus trasferito da Abbadia alle malattie infettive del San Donato

Nella serata di ieri, un paziente di 87 anni della provincia di Siena, ricoverato all’ospedale di Abbadia San Salvatore, è stato dichiarato positivo al virus Covid-19.

L’uomo, risultato negativo al primo tampone, era stato ricoverato nel reparto di medicina. All’aggravarsi dei sintomi, i medici hanno ritenuto necessario un approfondimento diagnostico e la ripetizione di un nuovo tampone per il Coronavirus, a cui il paziente è risultato questa volta positivo.

Immediatamente è stato trasferito presso il reparto di malattie infettive dell’ospedale San Donato di Arezzo. I familiari dell’uomo che con lui sono stati a più stretto contatto, non presentano sintomatologia. Il medico di medicina generale ne sta comunque monitorando la situazione per decidere, nel caso, un eventuale isolamento domiciliare.

L’AUSL Toscana sud est ha disposto l’immediata sanificazione del reparto dov’era ricoverato il paziente, così come da protocollo. È stata eseguita, come da prassi, l’indagine aziendale da cui è emerso che tutti i protocolli di sicurezza sono stati applicati.

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Calo delle donazioni di sangue, la Asl Toscana sud est sensibilizza i cittadini a non smettere di donare

La situazione nelle tre province
Grosseto – “Si può continuare a donare in tutta sicurezza come di consueto e dobbiamo farlo perchè il sangue è sempre indispensabile e salva le vite”.

Con questo appello la Asl Toscana sud est si associa al Centro Nazionale Sangue nell’azione di sensibilizzazione dopo la segnalazione alle aziende sanitarie di una decisa diminuzione delle donazioni riscontrabile negli ultimi mesi a livello nazionale e che interessa particolarmente i gruppi A e 0, negativo e positivo.

Tale calo potrebbe derivare dal contesto di timore creato dall’emergenza coronavirus. E’ un errore pensare che l’eventuale diffusione del virus riguardi le donazioni di sangue che sono e non certo da adesso garantite da un servizio effettuato nel rispetto di tutte le norme igieniche e da personale esperto. Inoltre non vi è nessuna evidenza scientifica che ne dimostri la correlazione.

Tuttavia, per tutelare ancora di più i donatori, anche la Sud est ha previsto, dove necessario, percorsi dedicati di accesso ai centri trasfusionali degli ospedali.

Provincia di Grosseto
All’ospedale Misericordia di Grosseto, chi vuole donare potrà arrivare, accedendo in auto dall’ingresso su via senese, fino alla sbarra davanti al parcheggio del nuovo blocco ospedaliero. Lì, suonando il campanello, un operatore darà istruzioni su dove parcheggiare all’interno dell’area e come raggiungere il Trasfusionale seguendo la segnaletica predisposta, fino al vecchio ingresso al piano -1. I donatori che comunque avranno già la prenotazione, devono essere in possesso di autocertificazione per l’accesso al parcheggio nella zona riservata.

“L’emergenza coronavirus sta pesando in maniera significativa sulle donazioni di sangue che nei primi due mesi del 2020 hanno subito un decremento di 172 donazioni rispetto al solo mese di dicembre 2019, molto meno rispetto a quanto accadeva nell’arco di un solo mese prima dell’emergenza coronavirus – spiega Fabrizio Niglio, direttore UOC Immuematologia e Medicina Trasfusionale – Questi dati ci devono far riflettere sulla necessità di tenere alta l’attenzione e di un’azione comune per mantenere il livello delle donazioni a un valore tale da consentirci di poter curare tutti i pazienti che hanno necessità di sangue, per trasfusioni come i pazienti affetti da patologie croniche (anemia, talassemia, tumore, patologie dell’anziano), interventi chirurgici inderogabili ed eventi traumatici. La carenza di sangue sta interessando tutta l’Italia, questo significa che non potremo contare sul supporto delle altre regioni. Faccio quindi un appello a tutta la popolazione affinchè, chi può, venga a donare sangue. Il personale sanitario del Trasfusionale del Misericordia e le associazioni di volontariato saranno come sempre a supporto dei pazienti. Le urgenze anche nel tempo del coronvirus non si fermano e c’è sempre e comunque bisogno di sangue disponibile per fronteggiarle. Continuiamo ad avere le stesse richieste di sangue ma con un numero di donatori nettamente ridotto. L’accesso al Trasfusionale è sicuro e tutti i donatori vengono controllati subito prima di iniziare il percorso donazione (pre triage). Chi già è donatore conosce bene la scrupolosità con cui operiamo e in questo delicato momento ancora di più. Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti e maggiori informazioni allo 0564 – 485235 o 0564- 48618”.

Provincia di Arezzo
La modalità di accesso al Centro trasfusionale del San Donato resta invariata dato che si accede tramite ingresso indipendente. All’entrata, i donatori troveranno un infermiere che eseguirà un pre-triage con misurazione della temperatura e somministrazione di gel alcolico igienizzante.

“Anche la provincia di Arezzo sta subendo un forte calo delle donazioni pari al – 25% – spiega Roberto Zadi, direttore Uosd Immunoematologia e medicina trasfusionale – Tra gennaio e i primi giorni di febbraio di questo anno, abbiamo raccolto dalle 132 alle 145 unità di sangue, nelle scorse settimane il numero è sceso a 77. In situazione di normalità, il nostro centro riceve ogni giorno circa 35 donatori, nell’ultimo periodo sono a mala pena 12. L’emergenza sangue è evidente e generalizzata, i timori delle persone sono comprensibili, ma i pazienti che hanno necessità di trasfusioni non possono aspettare che passi questo momento. I presidi ospedalieri pubblici hanno interrotto tutte le attività programmate, ma oltre alle urgenze, rimangono tutti quei pazienti con patologie croniche di natura ematologica e non, tutte persone la cui qualità della vita, o la vera e propria sopravvivenza è legata alla trasfusione di sangue e di piastrine. L’unica raccomandazione importante è quella di prendere appuntamento e rispettare scrupolosamente l’orario assegnato per evitare inutili assembramenti”.

Anche prima dell’emergenza COVID-19, chi effettuava una donazione veniva controllato attraverso una serie di analisi del sangue e la rilevazione della temperatura, come da prassi. Ad ogni modo, al momento attuale è impossibile accedere negli ospedali e raggiungere i reparti senza passare dai check point, organizzati alle entrate principali dei presidi che filtrano e monitorano l’ingresso delle persone.

Provincia di Siena
Per quanto riguarda i due presidi ospedalieri di Campostaggia a Poggibonsi e Nottola a Montepulciano non si è fortunatamente registrata la stessa situazione di carenza di sangue degli altri ospedali. Ciò non toglie che resta di assoluta importanza mantenere il trend positivo attuale anche in ottica di eventuale sostegno alle altre province.

Alla luce dell’attuale situazione nel nostro paese, il Centro Nazionale Sangue ha ritenuto comunque necessario diffondere una circolare con le misure che i donatori devono adottare, consultabile al link https://www.centronazionalesangue.it/.

L’appuntamento per la donazione avviene tramite le associazioni di volontariato delle diverse province (AVIS, Gruppi Fratres e CRI) con le quali, come sempre l’Azienda opera in stretto contatto o direttamente presso i Centri Trasfusionali.
L’Azienda ringrazia tutti coloro che vorranno continuare, anche e soprattutto in un momento di così grave difficoltà, la loro opera di donazione volontaria, consapevole, anonima e gratuita.

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Perchè serve essere responsabili, in questo momento. La testimonianza di chi, la terapia intensiva l’ha vissuta davvero, ma non per l’emergenza coronavirus

Serve responsabilità, da parte di tutti. Per questo motivo abbiamo deciso di pubblicare, dopo il suo consenso, il video realizzato dal professor Emanuele Olivieri. Una testimonianza di chi, la terapia intensiva la vissuta davvero, non per il dramma coronavirus che stiamo vivendo in questo momento, ma per un grave problema di salute. Per questo è fondamentale, rispettare le regole, perchè la terapia intensiva può servire anche per altri motivi e non solo per l’emergenza legata al coronavirus.

https://www.facebook.com/100007733988226/videos/2517405168527258/
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Coronavirus, il presidente Rossi firma l’ordinanza su centri diurni e linee guida sui percorsi diagnostici

Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha firmato oggi una nuova ordinanza, con ulteriori misure per prevenire e contenere la diffusione dell’epidemia da Covid-19.
Sono due le azioni disposte con il provvedimento: la chiusura temporanea, fino al 3 aprile 2020, delle strutture semiresidenziali per anziani e disabili, i cosiddetti centri diurni, e l’istituzione di una commissione di esperti per definire le linee guida di indirizzo per i percorsi di cura destinati ai pazienti affetti da Covid-19.

La sospensione da lunedì 16 marzo delle attività dei centri diurni – disposta dopo un confronto con i gestori delle strutture e le rappresentanze sindacali dei lavoratori – risponde alla necessità di rafforzare ulteriormente le misure di sorveglianza sanitaria per contenere e mitigare l’espansione della malattia infettiva, soprattutto per la popolazione più fragile ed esposta al rischio di contagio, come anziani e disabili.

Resta fermo che nei casi ritenuti necessari dai servizi competenti, l’assistenza sarà comunque garantita sulla base di singoli piani assistenziali personalizzati, ove possibile dalle stesse strutture in raccordo con i servizi territoriali aziendali di riferimento (le Asl): presso il domicilio degli assistiti o, eventualmente, attraverso la predisposizione di piani residenziali temporanei.
Le eventuali attività assistenziali necessarie verranno rimborsate da parte delle Asl utilizzando le risorse destinati alle convenzioni in essere con i centri diurni.

L’altra disposizione dell’ordinanza presidenziale riguarda, come detto, l’istituzione di una commissione di esperti, designati dai direttori generali delle Aziende sanitarie e coordinata dal direttore regionale competente in materia di diritto alla salute, con il compito di definire, entro la giornata di lunedì 16 marzo, le linee guida di indirizzo per il percorso diagnostico-terapeutico in ambito ospedaliero e sanitario per pazienti affetti da Covid-19.
La commissione, in particolare, dovrà delineare le caratteristiche cliniche e terapeutiche che sarà necessario attivare, in un crescente livello di intensità di cura, dal momento dell’entrata in ospedale del paziente fino all’eventuale ricovero in terapia intensiva.
La commissione avrà anche il compito di aggiornare costantemente le linee guida, in relazione con l’evoluzione della situazione complessiva.

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Emergenza coronavirus: Pro Loco Piosina, stanziati fondi per acquisto di materiale sanitario da donare all’ospedale di Città di Castello

La pro-loco di Piosina vista la problematica situazione che sta vivendo tutta la popolazione non vuole stare in disparte ma mettersi a disposizione della comunità’ ( di piosina e di tutto il territorio tifernate ) con una o più iniziative a sostegno diretto degli abitanti di piosina e della struttura ospedaliera. “Abbiamo stanziato come consiglio direttivo una somma importante (per la nostra associazione) a favore di un intervento volto all’accquisto di materiale sanitario da donare all’ospedale tifernate o alla produzione diretta di mascherine il più conformi possibili alle normative di legge da mettere a disposizione gratuitamente a chi ne abbia bisogno”. “E’necessario – precisa Nicola Allegria- qui a Piosina, ma credo in tutte le pro loco del territorio tifernate diffuse in maniera cosi capillare, intraprendere ‘iniziative, che per una volta non ci vedono solo come gli organizzatori di sagre, spettacoli o eventi culturali, ma protagonisti di un sostegno alla nostra comunita’ e se utile alla struttura ospedaliera e ai sui dipendenti a tutti i livelli, medici e personale sanitario, messi in questo periodo a cosi’ dura prova . #andratuttobene

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Coronavirus, Rossi: “Oggi in arrivo 94 mila mascherine sicure, tra certificate e testate”

Polemiche sulle mascherine inviate dalla Protezione civile nazionale. Gli ordini degli infermieri scrivono in Toscana una lettera aperta per chiedere dispositivi adeguati e indicazioni su quali utilizzare e dove. Il presidente della giunta regionale Enrico Rossi spiega: “Le mascherine della Protezione civile sono in attesa di validazione da parte dell’Istituto superiore della sanità. Ma siamo in emergenza sanitaria ed occorre distribuire in questo momento tutto quello che abbiamo. Sto comunque preparando un atto, assieme agli esperti dell’unità di crisi, per il corretto uso dei dispositivi”. Sarà un vademecum che classificherà le mascherine in base all’efficacia e dirà quale utilizzare per ogni circostanza.

“Per quel che riguarda la Regione Toscana – prosegue e tranquillizza Rossi – attraverso Estar distribuiremo nella sola giornata di oggi 94 mila dispositivi sicuri, tra certificati o testati. Si tratta di 40 mila mascherine a marcatura CE, idonee dunque a tutti gli effetti, e di 54 mila autoprodotte in Toscana in tessuto non tessuto a triplo strato e con elastico, già testate dal dipartimento di chimica dell’Università di Firenze, di qualità certamente migliore rispetto a quelle della Protezione civile nazionale e che riceveranno secondo le procedure la validazione dell’Istituto superiore di sanità nelle prossime ore”. Ieri erano già state distribuite 39.500 mascherine ‘made in Tuscany” di ugual tipo e 95.300 della pro tezione civile nazionale.

“Non è comunque il tempo delle polemiche – conclude Rossi – e a tutti gli operatori sanitari inviamo il nostro ringraziamento ed apprezzamento per il grande lavoro che svolgono ogni giorno. Il nostro impegno è massimo per consentire loro di continuare a lavorare in sicurezza e tranquillità. In questo modo, tutelando anzitutto la salute dei lavoratori, siamo certi che arriveremo fino in fondo e ce la faremo”.

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“La bellezza salverà il mondo”: il museo diocesano di Città di Castello, posta su facebook immagini e opere d’arte”

Il Museo Diocesano di Città di Castello in questo delicato momento di pandemia che colpisce molti paesi  del mondo inclusa l’Italia vuole comunicare attraverso l’arte bellezza, fiducia e speranza. Rifacendosi a Dostoevski fa proprio il monito “La bellezza salverà il mondo” e in questa ottica ha iniziato e sta continuando a postare nelle sue pagine social le immagini delle opere d’arte conservate all’interno della struttura museale diocesana e propone anche foto del ricco patrimonio ecclesiastico: chiese, santuari, pievi, torri e tanto altro. In linea con le disposizioni adottate dal Ministero per il contenimento del Covid-19 il Museo diocesano ha fatto sua la politica “Io resto a casa” – dice Catia Cecchetti – accompagnando questo periodo di isolamento che interessa tutti noi con immagini di bellezza e di straordinaria spiritualità in grado di sollevare, speriamo almeno un po’, il nostro animo.  In accordo con l’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Città di Castello e in linea con la politica culturale della Regione Umbria “Scoprendo l’Umbria anche da casa” e con AMEInteressa la salute di tutti, sono a disposizione le pagine fb del Museo diocesano e anche quella dedicata all’Oratorio di San Crescentino a Morra di Città di Castello e quella della Madonna di Donatello opera in terracotta conservata nella piccola sacrestia della Chiesa di San Francesco a Citerna. Altra pagina nella quale si potrà viaggiare nei luoghi dell’arte è quella dei Musei Ecclesiastici Umbri dove ben 13  strutture di tutta la Regione Ecclesiastica Umbria posteranno immagini, opere e luoghi di elevata spiritualità cristiana. Il Museo diocesano tifernate è  presente anche nella pagina instagram – museodiocesanocdc – nella quale si impegna a proporre luoghi di straordinaria suggestione e spazi in cui la mente può trovare sollievo e il cuore speranza.

La prima carrella di immagini hanno riguardato: il Campanile cilindrico di Città di Castello di impianto ravennate dei secc. XI-XII, la suggestiva piazza V. Gabriotti dove si trova la sede del Museo Diocesano e  monumenti quali la Basilica Cattedrale dedicata ai Santi Florido e Amanzio e la Torre civica; nelle immediata periferia tifernate il Santuario Madonna di Belvedere e della Madonna del Transito a Canoscio; nel Comune di Citerna la terracotta raffigurante la Madonna di Donatello nella piccola sacrestia della Chiesa di San Francesco.

Seguiteci, dateci suggerimenti, commentate, e scriveteci ai seguenti indirizzi:

fb Museo Duomo Città di Castello – Oratorio di San Crescentino – Madonna di Citerna – MEU – Musei Ecclesiastici Umbri –

mail museo@diocesidicastello.it

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Piu’ firme che residenti, tutti i cittadini di Monte Santa Maria Tiberina (Pg) e non solo, dicono no all’installazione dell’antenna alle porte del paese

Tutto è iniziato una ventina di giorni fa,quando da voci di paese sono venuto a conoscenza della volontà dell’amministrazione di installare una antenna ripetitore WIND/3 della altezza di 28/30m proprio all’ingresso del paese di M.S.M.TIBERINA (PG)
Abbiamo subito chiesto udienza al sindaco che suo malgrado ha ammesso l’esistenza  di questo progetto, presentato nel mese di ottobre 2019 al Comune e successivamente autorizzato con determina del Responsabile del Servizio Tecnico n7/ST del 21/01/2020 e quindi l’ impossibilità di opporsi,  senza però aver informato la popolazione di tale scelta. Grazie all’aiuto di tanti abbiamo quindi formato un comitato spontaneo di salute e ambiente con il quale ci stiamo impegnando a difendere il territorio ed il nostro diritto a vivere in un ambiente sano per noi e per i nostri figli.
Abbiamo manifestato subito il nostro dissenso esponendo striscioni davanti al sito di installazione, proponendo subito una petizione per la raccolta firme e stampato manifesti per informare la popolazione dei rischi che ci saremmo trovati ad affrontare.
A tutt’oggi le firme raccolte ammonterebbero a diverse centinaia su carta e a circa 3.000 sui social (change.org) . Questo dimostra che la maggior parte dei cittadini è al corrente dai danni da inquinamento elettromagnetico ed allo stesso tempo sono contrari a qualsiasi installazione che deturpi per sempre il nostro meraviglioso territorio causando un devastante impatto ambientale.
Bisogna tenere in considerazione anche il fatto che in molte regioni compresa la nostra, le compagnie stanno optando per la sostituzione delle antenne con la fibra ottica sotto traccia ed è inoltre accertato che le emissioni delle antenne sono pericolosissime per la salute.
Il Sindaco di M.S.M.Tiberina ci ha promesso che si impegnerà a trovare un altro luogo meno impattante per l’antenna (meglio sarebbe farne a meno) e noi la prendiamo in parola e aspettiamo fiduciosi.
L’appello che facciamo a tutti  e di appoggiarci contro l’installazione di questa antenna e che la Wind/3 non deturpi  la bellezza dei nostri paesi millenari. Vorrei inoltre che la Compagnia Telefonica che ha scelto M.S.M.Tiberina come luogo su cui installare la propria antenna si rendesse conto che quest’ultima recherà più danno che profitto non solo a noi cittadini e CLIENTI,ma all’immagine stessa dell’azienda in modo indelebile, basti pensare che al centro del Paese c’è asilo e scuola pubblica che sono il fiore all’occhiello del nostro Comune e i nostri bambini saranno esposti h24 a onde elettromagnetiche. Non è solo il fatto gravissimo della Salute dei cittadini ad essere in grave pericolo, ma anche un ulteriore danno patrimoniale e di immagine per il nostro comune così apprezzato anche dai tantissimi stranieri che lo hanno scelto come luogo di residenza o vacanza, minacciando l’abbandono delle proprie abitazioni, causando quindi anche un danno all’indotto del turismo della nostra zona.I cittadini in primis si sono impegnati per preservare la bellezza di questo borgo perché vogliono che resti così “intatto”, quello che è certo é che é giunto il momento che tutti facciano la loro parte: Comune, Privato e Compagnia Telefonica.
#preserviamolasuabellezza

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