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Dimensionamento scolastico: tanta gente questa mattina davanti al cantiere della Dante Alighieri


 
Dimensionamento scolastico: in tanti questa mattina, genitori, studenti, insegnanti e cittadini davanti ai cancelli e all’ingresso del cantiere della scuola media Dante Alighieri per manifestare dissenso alla decisione di accorpamento della “Alighieri-Pascoli” ai due circoli didattici di Città di Castello. Il sindaco Luca Secondi, gli assessori della giunta, diversi consiglieri comunali, rappresentanti istituzionali locali, regionali, la consigliera Letizia Michelini e nazionali, il senatore Walter Verini, sindacati, associazioni, al fianco della comunità scolastica locale in tutte le sue componenti che ha deciso di organizzare una manifestazione  spontanea di contrarietà alla applicazione del decreto direttoriale 62 del 28 gennaio 2026 che definisce l’assetto  del sistema scolastico della regione Umbria nell’anno 2026/2027.

“In sostanza – ha dichiarato al microfono fra due ali di folla, Lucia Fiorucci,coordinatrice dell’iniziativa in rappresentanza dei genitori e della scuola – ci sarà il taglio dei dirigenti, del personale di segreteria, del personale A.T.A. il tutto aggravato da una continuità didattica che non sarà garantita. La dirigenza unica rischia di ridurre la capacità di risposta ai bisogni specifici di bambini e ragazzi nelle diverse fasce d’età. La sicurezza e la gestione quotidiana delle emergenze diventerebbero più complesse per una dirigenza già sovraccarica e con scuole distribuite su più plessi. La relazione scuola–famiglia rischia di diventare meno immediata, con tempi di risposta più lunghi e difficoltà nell’attivare tempestivamente progetti educativi o interventi personalizzati.

L’offerta formativa sarà in difficoltà. A tutto questo si aggiunge la situazione già fragile dovuta alla mancanza della sede fisica della Dante Alighieri, attualmente demolita e in attesa di ricostruzione. Tutto questo senza un piano approvato, né un dialogo tra le istituzioni. Perchè?”, ha concluso Fiorucci nel ricordare una raccolta firme avviata proprio questa mattina. Di grande giornata di democrazia e segnale positivo di coesione e condivisione su temi e argomenti vitali per la comunità locale ha parlato il sindaco Luca Secondi.

“Oggi – ha dichiarato Secondi affiancato dall’assessore ai Servizi Educativi, Letizia Guerri  – siamo qui accanto a chi ha organizzato in maniera condivisa e spontanea questa iniziativa direttamente al cantiere della scuola media Dante Alighieri per far sentire in maniera corale la voce di dissenso rispetto a questa situazione inaccettabile che va a colpire una realtà che è sotto gli occhi di tutti a seguito dell’inadempienza della definitiva demolizione e ricostruzione della scuola stessa.

Abbiamo deciso di incontrarci proprio qui all’ex cantiere della scuola perché in questo modo oltre ribadire il nostro no alla decisione assunta rispetto al dimensionamento scolastico possiamo ribadire l’appello al Ministero a rimettere in moto l’iter di ricostruzione della scuola interrotto ormai da più di un anno”, hanno proseguito il sindaco e l’assessore ai servizi educativi, nel conclude l’intervento con un annuncio importante. “Domani, Lunedi 2 Febbraio, dopo una averlo richiesto, avremo un incontro con il commissario ad acta, e neo direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale dell’Umbria, Ernesto Pellecchia, nel corso del quale come amministrazione comunale ribadiremo la contrarietà dell’amministrazione comunale rispetto al provvedimento intrapreso facendoci carico di tutte le preoccupazioni che provengono dalla comunità scolastica e dalle famiglie anche in riferimento alla mancanza di spazi per poter programmare l’attività in base a questo dimensionamento scolastico proposto. Come amministrazione comunale ci siamo subito attivati per ricercare un dialogo con le istituzioni competenti e al contempo mettere in pratica tutte le azioni legali necessarie a tutela degli interessi della nostra comunità.

Interlocuzione avviata anche con i vertici della regione Umbria, la presidente Stefania Proietti, l’assessore Fabio Barcaioli, con i quattro parlamentari di Città di Castello, gli onorevoli e senatori, Riccardo Augusto Marchetti, Catia Polidori, Walter Verini ed Anna Ascani, che si sono messi a disposizione per ricercare una soluzione positiva in grado di recepire le istanze del territorio”, hanno concluso il sindaco Luca Secondi e l’assessore ai Servizi Educativi, Letizia Guerri.Particolarmente incisivo e applaudito l’intervento di Filippo Pettinari, dirigente scolastico della media, “Giovanni Pascoli che ha fatto riferimento anche alle conseguenze a livello di attività didattica e progetti in corso che potrebbe determinare la decisione di accorpamento ai due circoli didattici. Nei giorni scorsi il comune ha attivato le procedure per la presentazione di un ricorso al Tar contro il decreto direttoriale 62 del 28 gennaio 2026 che definisce l’assetto dell’organizzazione del sistema scolastico della regione Umbria nell’anno 2026/2027 ed un’istanza di accesso agli atti per conoscere le motivazioni del decreto direttoriale 60 del 27 gennaio 2026 sul piano del dimensionamento della rete scolastica nel 2026-2027: motivazioni che non sono state pubblicate e che siamo tenuti a sapere, perché sono il fondamento dell’accorpamento di istituti che è stato stabilito per Città di Castello dal successivo decreto direttoriale 62.

Atti formali e sostanziali per dire no ad una scelta illogica e dannosa, con cui viene di nuovo colpito un territorio come quello di Città di Castello che ha già sopportato i sacrifici della riorganizzazione scolastica regionale. “L’accorpamento deciso per Città di Castello, infatti, non è fondato ed è illogico perché con direzioni didattiche dai numeri altissimi, 800 studenti cadauna, si andrebbero a definire due istituti comprensivi tra i più grandi in Umbria, mentre in altre città ci sono direzioni didattiche con numeri molto inferiori. Dividere – hanno proseguito – la Dante Alighieri dalla Giovanni Pascoli è assurdo, perché la Dante Alighieri, interessata da un intervento del PNRR attualmente fermo in conseguenza della rescissione contrattuale per inadempienza da parte dell’azienda a cui ha affidato i lavori Invitalia, non c’è più e vengono divisi due istituti che hanno attualmente una sola sede. Ecco perché reagiamo ed ecco perché daremo seguito a tutte le azioni in nostro potere con fermezza e determinazione per tutelare il sistema scolastico e gli studenti di Città di Castello da quella che riteniamo un’autentica ingiustizia”.

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Dimensionamento scolastico: Rignanese (Fd’I Citta’ di Castello “vergognoso il vittimismo della sinistra tifernate e regionale. 

Vergognoso il tentativo di scaricare le proprie responsabilità della sinistra locale a tutti i livelli a seguito dell’applicazione da parte del commissario ad acta delle modifiche all’organizzazione del sistema scolastico deliberate dalla stessa regione, per un dimensionamento che nello specifico fa parte degli obiettivi stabiliti dal PNRR e che prevede una riorganizzazione amministrativa.


Ha del surreale il tenore dei comunicati usciti in questi giorni, proni alla vulgata per cui il dimensionamento scolastico sarebbe stato adottato dal Governo per punire comuni amministrati dalla sinistra.


Una ricostruzione figlia della disonestà intellettuale di chi, già in campagna elettorale regionale, ci aveva abituati a una certa disinvoltura nell’utilizzo propagandistico della menzogna organizzata e che oggi, con i consensi che calano, ha bisogno di spostare l’attenzione dalla propria incapacità politica e amministrativa.
Il Governo è intervenuto nominando un commissario per sostituire la regione nell’adozione di provvedimenti di sua competenza, scegliendo chi era già direttore dell’ufficio scolastico regionale.


Esercizio del potere sostitutivo resosi necessario a causa dell’ignavia dei vertici regionali, che pur di non assumersi la responsabilità di concludere un iter di propria competenza, hanno preferito tirare i remi in barca, provando a far passare l’idea che lo facessero per salvaguardare il sistema scolastico umbro.
La cosa da tenere a mente è che fu la Provincia, con atto del 30/09 a proporre Città di Castello e Gubbio per il dimensionamento, proposta inizialmente recepita dalla Regione con atto del 30 ottobre e poi smentita dalla stessa che, tra novembre e dicembre, provò ad indicare Terni al posto di Città di Castello, salvo poi sospendere l’efficacia dell’atto. 
Non avendo concluso il procedimento con atti definitivi, il commissario si è limitato a cristallizzare quanto fatto al 30 ottobre del 2025.


Risultano quindi irricevibili e inaccettabili le accuse di parte della sinistra e della giunta comunale che, evidentemente tenute al guinzaglio dai vertici regionali, non hanno avuto il coraggio di sollecitare una decisione, né di farsi valere al momento opportuno. Già la cittadinanza ha dovuto sopportare il loro silenzio imbarazzante sull’aumento delle tasse voluto dalla regione e giustificato con una menzogna, ora vorrebbero pure scaricare sul centrodestra cittadino l’incapacità dei loro rappresentanti in regione”.


Francesco Rignanese – Coordinatore Comunale Fratelli d’Italia Città di Castello

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Città di Castello: assemblea pastorale 2026, una Chiesa più comunitaria, missionaria e sinodale

Un’assemblea partecipata, viva, segnata da un clima di ascolto autentico e da un forte desiderio di rinnovamento. È questo il volto emerso dall’Assemblea pastorale della Diocesi di Città di Castello, che si è riunita venerdì 30 gennaio attorno al tema “Tempo di costruire”, chiamando presbiteri, diaconi, religiosi e laici a interrogarsi sul futuro delle comunità cristiane tifernati.

Un appuntamento che non ha avuto il sapore di una semplice verifica organizzativa, ma che si è configurato come una vera tappa di discernimento ecclesiale, nel solco del Cammino sinodale della Chiesa italiana e del progetto pastorale diocesano Vino nuovo in otri nuovi.

Una partecipazione ampia e consapevole
I lavori assembleari hanno visto una buona partecipazione e un coinvolgimento diffuso, in particolare da parte dei laici. Un segnale significativo, sottolineato dal vescovo Luciano Paolucci Bedini nel suo primo bilancio dell’incontro. «I lavori dell’Assemblea – ha detto il vescovo ‘a caldo’ – hanno coinvolto tante persone con buona partecipazione e profondo interesse per l’argomento della comunità e di come la comunità in qualche modo si costituisce e diventa missionaria e sinodale».

L’assemblea si è svolta in un clima di ascolto reciproco, favorito dal lavoro nei gruppi sinodali, nei quali sono emerse riflessioni articolate, domande concrete e anche una fiducia diffusa nella possibilità di un reale cambiamento. «Il lavoro dei gruppi – ha osservato ancora il vescovo Luciano – ha portato già varie iniziali indicazioni, molto vivaci e piene di fiducia ed entusiasmo, rispetto a un cammino che non si presenta facile, ma necessario per il rinnovamento delle nostre comunità».

Ripartire dalle fondamenta della comunità cristiana
Al cuore della riflessione assembleare vi è stata la consapevolezza che il rinnovamento pastorale non può ridursi a una riorganizzazione strutturale, ma deve nascere da una conversione più profonda, spirituale ed ecclesiale. Come ricordato dal vescovo Paolucci Bedini nell’introduzione al Foglio diocesano di collegamento di febbraio, «prima di qualsiasi scelta pastorale […] occorre ripartire dalle fondamenta della nostra esperienza di Comunità cristiana».

La comunità, dunque, non come somma di attività o di servizi, ma come luogo vivo di comunione, di ascolto della Parola, di celebrazione e di condivisione. Una comunità chiamata a riscoprirsi “Corpo di Cristo”, dove ogni battezzato è corresponsabile della missione.

Comunità pastorali: una sfida da abitare insieme
Uno dei nodi centrali affrontati dall’Assemblea è stato il cammino verso le Comunità pastorali, intese non come semplici accorpamenti di parrocchie, ma come un nuovo modo di essere Chiesa, più sinodale e missionario. Un processo che richiede tempo, ascolto e capacità di superare campanilismi e resistenze.

In questo percorso, i laici hanno mostrato particolare attenzione e convinzione. Come ha sottolineato il vescovo Paolucci Bedini a margine dell’Assemblea di ieri: «I laici soprattutto hanno mostrato grande interesse e convinzione nel portare avanti e provare a concretizzare sempre di più il progetto delle comunità pastorali che riguarda e coinvolge tutta la diocesi».

Un entusiasmo che si accompagna però alla consapevolezza della complessità del cammino, che richiede formazione, accompagnamento e un ripensamento reale delle forme di corresponsabilità.

Il percorso: una Chiesa che vuole crescere
A offrire una lettura complessiva del cammino emerso dall’Assemblea è stato anche il contributo di Alessandro Pacchioni, referente diocesano e regionale per il Cammino sinodale, che ha restituito il senso di un processo non burocratico, ma profondamente evangelico. «Il cammino tracciato dall’assemblea diocesana – ha detto – non si configura come una semplice riforma organizzativa, ma come l’avvio di un percorso volto a ricollocare al centro della vita ecclesiale i grandi temi del cammino sinodale».

Una Chiesa chiamata a “ripartire da Gesù Cristo”, a dare primato alla preghiera e all’ascolto della Parola, a superare una pastorale di conservazione per aprirsi a una pastorale generativa, capace di parlare all’uomo di oggi. «Non si tratta di fare di più – osserva Pacchioni – ma di vivere diversamente, perché la fede diventi stile di vita e testimonianza credibile».

Dal discernimento ai segni concreti
L’Assemblea ha indicato con chiarezza che il tempo dell’analisi deve ora tradursi in scelte e segni concreti: rinnovamento degli organismi di partecipazione, formazione dei laici, attenzione ai giovani, valorizzazione dei territori e delle fragilità, in una Chiesa che sappia davvero essere “in uscita”.

Un cammino che non si improvvisa, ma che richiede perseveranza, fiducia nello Spirito e capacità di camminare insieme. Come ha ricordato il vescovo Paolucci Bedini, la sfida è tutta qui: «trovare comunità concrete che non solo pensino il cambiamento, ma lo vivano e se ne facciano responsabili».

L’Assemblea pastorale si chiude così non come un punto di arrivo, ma come un nuovo inizio: un tempo di costruzione condivisa, nel quale la Chiesa tifernate è chiamata a riscoprirsi sempre più comunità di discepoli missionari.

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Le tempistiche dei lavori di riqualificazione della piscina comunale sono confermate. La risposta in consiglio comunale dell’assessore Carletti a Bassini (Gruppo Misto-Azione)

“Abbiamo condotto una ricognizione sullo stato di avanzamento dei lavori di riqualificazione della piscina comunale in alcune riunioni e a oggi possiamo riconfermare le tempistiche previste. L’obiettivo è riconsegnare ai cittadini il parco e le vasche esterne per l’estate, quindi a giugno. In vista della riapertura della piscina, Polisport procederà con le selezioni del personale per la definizione dell’organigramma funzionale alla gestione dei servizi, nell’ambito del percorso di concertazione avviato con i rappresentanti sindacali e il Comune”. E’ quanto ha dichiarato in consiglio comunale l’assessore allo Sport Riccardo Carletti, rispondendo all’interrogazione della consigliera Luciana Bassini (Gruppo Misto-Azione), che chiedeva un aggiornamento sulla situazione del personale di Polisport e sui lavori in corso alla piscina comunale.

La rappresentante della minoranza aveva espresso la necessità di “comprendere come sia stato gestito il personale della società partecipata nel periodo di chiusura della piscina comunale e con quale tipologia di contratti”. La consigliera aveva chiesto nel dettaglio di sapere quale sia “la composizione e la tipologia del personale di Polisport, il numero complessivo dei dipendenti attualmente impiegati, distinguendo personale a tempo indeterminato e lavoratori interinali”, ma anche quali siano “le condizioni contrattuali e le eventuali variazioni apportate in seguito alle recenti modifiche organizzative dovute alla chiusura della piscina comunale, con particolare riguardo a revisione o riduzione degli orari di lavoro, ma anche ai criteri con cui sono state determinate tali variazioni”.

“Quali sono le prospettive occupazionali e piani futuri per gli addetti di Polisport e quali sono le modalità con cui l’amministrazione comunale intende interagire con le rappresentanze sindacali per affrontare e risolvere eventuali criticità emergenti dalla gestione del personale in questo periodo di transizione?”, aveva aggiunto l’esponente di Azione. “Tanto che ci siamo – aveva infine detto Bassini – vorrei capire anche quando sarà riaperta la piscina, perché i disagi ci sono, ci sono stati, soprattutto per le persone che frequentavano l’impianto, ed erano un numero molto alto e molto importante. Molte hanno anche smesso di nuotare, perché andare nelle piscine limitrofe è comunque complicato e assolutamente poco pratico e poco utile”.

L’assessore Carletti ha dato conto in aula delle informazioni messe a disposizione da Polisport sulla gestione del personale immediatamente successiva alla chiusura dell’impianto, partendo dalla composizione della forza lavoro della società. Prima della chiusura della piscina l’organico di Polisport era composto da una unità a tempo indeterminato responsabile del servizio di manutenzione degli impianti sportivi; una unità a tempo indeterminato responsabile del servizio palestre — palazzetti; una unità a tempo indeterminato responsabile del servizio palazzetto di Trestina; una unità a tempo indeterminato responsabile dei campi da tennis, dei campi da calcio minori, di verde e pista di atletica leggera; una unità a tempo indeterminato responsabile dell’organizzazione di tutte le attività della piscina comunale; una unità a tempo indeterminato utilizzata presso gli impianti tennis in base alla legge 68.

Il personale interinale era costituito da due unità unita a tempo indeterminato per front office, attività amministrativa, di bagnino e istruttore della piscina; una unità a tempo indeterminato bagnino; una unità a tempo indeterminato, custode, addetta al verde e ai campi tennis; una unità a tempo determinato per il front office (piscina); una unità a tempo determinato istruttore e front office (piscina); una unità a tempo determinato front office (piscina e tennis); una unità a tempo determinato custode dello stadio Bernicchi; due unità a tempo determinato custodi di palestre e palazzetti; una unità a tempo determinato custode del campo da tennis (25 ore). In più c’erano come partite Iva due istruttori di tennis e front office tennis; un’unità custode della pista di atletica leggera.

“A seguito della chiusura della piscina comunale, dopo vari incontri tra il sindacato e i rispettivi delegati sindacali, Polisport e l’amministrazione comunale, che è sempre stata presente – ha puntualizzato Carletti – inizialmente c’era stata la proposta da parte di Polisport, di far lavorare tutti i dipendenti interinali, riducendone l’orario di lavoro da 40 a 30 ore settimanali. Questa proposta al momento della sottoscrizione dell’accordo non ha trovato una visione unanime tra il personale interinale e quindi l’azienda si è trovata a gestire gli addetti con una nuova organizzazione”.

Come ha riferito l’assessore, due unità a tempo indeterminato sono state ricollocate presso gli altri impianti sportivi; una unità a tempo indeterminato interinale è rimasta impiegata alla Polisport dal mese di febbraio al mese di maggio con 32 ore settimanali; due unità a tempo indeterminato interinali hanno trovato provvisoriamente una collocazione in altre aziende e sono tornate in Polisport dal mese di giugno per i centri estivi; una unità a tempo determinato che svolgeva attività di front office tra la piscina e il tennis è stata impiegata presso il tennis; due unità a tempo determinato interinali utilizzate in piscina sono andate in disoccupazione fino al mese di maggio e poi sono tornate in Polisport dal mese di giugno per i centri estivi; due unità a tempo determinato interinali sono andate volontariamente in disoccupazione fino al mese di maggio e sono tornate in Polisport dal mese di giugno nei centri estivi e per la sostituzione degli addetti in ferie durante l’estate. Carletti ha chiarito che tutto il personale interinale, sia a tempo indeterminato che a tempo determinato già in servizio in tutti gli impianti sportivi non ha subito variazioni di orario e che è rimasto al lavoro fino al mese di dicembre 2025.

L’assessore ha, poi, ricordato che, “grazie alla delibera del consiglio comunale del luglio 2024 che ha affidato per cinque anni in house providing il servizio di gestione degli impianti sportivi comunali e della Provincia di Perugia, Polisport ha proceduto alla pubblicazione di avvisi per assumere alcune figure a tempo indeterminato che verranno collocate al lavoro con l’apertura della piscina comunale, nell’ambito di un percorso di concertazione con il sindacato e il Comune”. La consigliera Bassini ha replicato, evidenziando che “i contratti a tempo determinato sono molto più numerosi di quelli a tempo indeterminato”. “L’impegno che aveva preso l’amministrazione comunale – ha ricordato la consigliera – era di trasformare alcuni tempi determinati in tempi indeterminati. Non è cambiato nulla: la situazione è abbastanza critica e credo debba essere sanata”.

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Citta’ di Castello: grande partecipazione al Circolo degli Illuminati per la presentazione ufficiale della Comunità Energetica EOS

Si è svolta ieri venerdì 30 gennaio, presso il Circolo degli Illuminati di Città di Castello, la presentazione ufficiale della Comunità Energetica Rinnovabile EOS, un’iniziativa che ha registrato una straordinaria partecipazione della cittadinanza, a testimonianza del forte interesse del territorio verso i temi della transizione energetica, della sostenibilità e dei modelli di sviluppo condivisi.

Nel corso dell’incontro, il Sindaco Luca Secondi ha sottolineato come l’importanza delle energie rinnovabili non debba essere assoggettata a fenomeni di speculazione, ribadendo la necessità di un approccio fondato sull’interesse pubblico e sul beneficio collettivo. Thomas De Luca, assessore regionale alla transizione energetica ha approfondito il ruolo della normativa sulla produzione di energia, evidenziando il carattere strategico della Comunità Energetica EOS e richiamando il programma di sostegno alle pubbliche amministrazioni promosso dalla Regione Umbria.

La Consigliera regionale Letizia Michelini ha evidenziato i benefici che la Comunità Energetica EOS può generare per il territorio, sia in termini economici che sociali, mentre David Magini, in qualità di Presidente, ha illustrato le motivazioni che hanno portato alla nascita della comunità, le sue caratteristiche e il meccanismo di funzionamento, soffermandosi sugli obiettivi a breve e medio termine legati alla realizzazione degli impianti e al coinvolgimento di enti e cittadini del territorio.

L’Avvocato Buonafede, esperto di diritto dell’energia e di redazione di statuti e regolamenti delle comunità energetiche, ha contribuito alla realizzazione dello statuto della Comunità Energetica EOS e ha offerto un intervento sulle caratteristiche giuridiche delle CER, sottolineandone l’importanza dal punto di vista normativo.

Il Professor Federico Rossi ha dedicato il suo intervento alle tecnologie e all’innovazione, con un focus sull’utilizzo dell’idrogeno, sui sistemi di immagazzinamento e accumulo dell’energia e sulle opportunità offerte dall’efficientamento energetico. Il Presidente di Legambiente, Maurizio Zara, ha infine illustrato le opportunità e le difficoltà della Comunità Energetica EOS nel panorama regionale, richiamando con forza la valenza sociale dell’iniziativa e i benefici per la comunità locale.

La presentazione ha rappresentato un importante momento di confronto e condivisione, confermando la Comunità Energetica EOS come uno strumento concreto per promuovere un modello di sviluppo sostenibile, partecipato e radicato nel territorio.

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Pallavolo: Altotevere in Piemonte per ritrovare la continuità

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Dopo il successo interno con il Mirandola, la squadra di Bartolini fa visita all’Acqui Terme. Obiettivo la vittoria piena per tentare di riprendere il terzo posto in classifica

Il girone Bianco del campionato di Serie A3 Credem Banca tocca i tre quarti del suo cammino con la disputa della 17esima giornata, che è quella centrale della fase di ritorno. Per la ErmGroup Altotevere, trasferta in Piemonte a Valenza contro la Negrini Cte Acqui Terme (inizio alle 18 di domenica 1° febbraio) dell’ex Daniele Carpita e del neo-allenatore Simone Serafini, ma è anche la squadra di Petras, di capitan Botto e di Argenta, quanto basta per conferire alla partita il valore di un vero e proprio esame di verifica per la formazione di coach Marco Bartolini, reduce dal 3-2 sullo Stadium Mirandola che ha riportato il sereno in casa biancazzurra. La sfida è aperta a tutti i risultati: da una parte, c’è l’esigenza dei padroni di casa di conquistare i tre punti che possano quantomeno consolidare in chiave play-off una posizione di classifica non ancora del tutto al sicuro, poichè la zona play-out resta abbastanza vicina; dall’altra, c’è la voglia di riprendersi quel terzo gradino abbandonato domenica scorsa a beneficio di una Gabbiano Farmamed Mantova ora messa alla prova dal match di Cagliari e dal successivo impegno interno contro la capolista Conad Reggio Emilia. Una posta in palio, quindi, che fa gola a entrambe le squadre e che lascia intendere in automatico quanto sia fondamentale l’approccio con la gara. Ecco perché durante gli allenamenti settimanali a San Giustino molto si è insistito su dettagli che possono fare la differenza, in particolare sul contenimento al minimo degli errori. Si prospetta insomma una contesa di elevati contenuti dal punto di vista sia tecnico che mentale, con il risultato destinato a premiare chi dimostrerà una maggiore solidità complessiva, fattore determinante in un finale di regular season nel quale d’ora in poi ogni verdetto assumerà un valore doppio. Nel 6+1 di partenza della ErmGroup, dovrebbe tornare a lato Alpini dopo i fastidiosi crampi che lo hanno tolto di scena domenica scorsa mentre stava sciorinando una prestazione da mattatore; con lui, alquanto probabile è la conferma di un Favaro in evidente progresso, non dimenticando un Cappelletti che all’evenienza può subentrare e dare il suo contributo non soltanto in battuta. Negli altri ruoli, non vi sono novità, con Biffi in cabina di regia a comporre la diagonale assieme a Marzolla, con Quarta e Compagnoni al centro e con Pochini e Chiella in avvicendamento continuo fra ricezione e difesa. Coppia mista designata alla direzione della partita: primo arbitro è Piera Usai, sarda che vive a Milano e secondo arbitro è Ruggero Lorenzin di Vicenza.    

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Dimensionamento scolastico, cresce la protesta a Città di Castello

Decreto del commissario ad acta: genitori e famiglie annunciano la mobilitazione

Sale la preoccupazione a Città di Castello dopo il decreto pubblicato mercoledì 28 gennaio dal commissario ad acta che prevede l’accorpamento dell’istituto Alighieri-Pascoli ai due circoli didattici cittadini. Una decisione che, secondo genitori e comunità scolastica, produrrà effetti pesanti sull’organizzazione, sulla qualità dell’offerta formativa e sulla continuità didattica.

In concreto, il provvedimento comporterà il taglio delle dirigenze scolastiche, del personale di segreteria e del personale A.T.A., con una gestione centralizzata che rischia di indebolire la capacità di risposta ai bisogni specifici di bambini e ragazzi nelle diverse fasce d’età. La dirigenza unica, chiamata a coordinare più plessi scolastici, potrebbe trovarsi in difficoltà nella gestione quotidiana, soprattutto sul fronte della sicurezza e delle emergenze, già oggi complessa in un sistema scolastico articolato sul territorio.

Non meno rilevanti le ricadute sul rapporto scuola–famiglia. L’accorpamento, secondo i promotori della protesta, rischia di rendere meno immediato il dialogo con i genitori, allungando i tempi di risposta e complicando l’attivazione di progetti educativi o di interventi personalizzati. Un quadro che potrebbe tradursi in una progressiva difficoltà nel mantenere un’offerta formativa di qualità.

A rendere la situazione ancora più delicata è la condizione della scuola Dante Alighieri, attualmente priva di una sede fisica dopo la demolizione dell’edificio e in attesa della ricostruzione. Un contesto già fragile che, secondo le famiglie, avrebbe richiesto scelte condivise e un percorso di confronto con le istituzioni, piuttosto che un intervento calato dall’alto.

Da qui l’annuncio della mobilitazione: domenica 1 febbraio, alle ore 11.00 in via Ferrer, i genitori invitano la popolazione a partecipare alla manifestazione contro il dimensionamento scolastico. Una protesta che punta a chiedere chiarezza, dialogo e un piano organico capace di tutelare studenti, famiglie e personale scolastico.

La domanda che resta sullo sfondo, e che anima il dibattito cittadino, è una sola: perché una decisione di tale portata è stata assunta senza un confronto preventivo e senza un progetto condiviso per il futuro della scuola tifernate?

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Università dell’Età Libera di Sansepolcro: presentato il programma di febbraio 2026

Un mese ricco di incontri culturali, salute e protagonisti dell’arte biturgense contemporanea

L’Università dell’Età Libera di Sansepolcro presenta il programma delle attività previste per il mese di febbraio 2026, confermando ancora una volta la qualità e la varietà di un’offerta culturale capace di coinvolgere un pubblico ampio e trasversale. Un calendario fitto di appuntamenti che spazia dalla letteratura alla storia, dall’architettura ai temi della salute e dell’alimentazione, con un’attenzione particolare dedicata, in questo mese, agli artisti biturgensi contemporanei.

Tra gli eventi più attesi spicca la lezione del Maestro Franco Alessandrini, che onorerà l’Università della sua presenza offrendo al pubblico un momento di approfondimento artistico e umano, all’insegna della condivisione del sapere e dell’esperienza maturata in anni di attività creativa.

Grande interesse anche per l’incontro con l’artista del vetro Antonella Farsetti, che presenterà il suo ultimo lavoro: la nuova vetrata realizzata per la Chiesa di San Francesco. Un’opera che unisce tecnica, spiritualità e contemporaneità, arricchendo uno dei luoghi simbolo della città e offrendo lo spunto per una riflessione sul dialogo tra arte sacra e linguaggi moderni.

Il programma di febbraio prevede inoltre una visita alla mostra “Doppio sguardo. Due visioni della pittura che si incontrano”, dove sono esposte le opere dei concittadini Nobia Alunno Veschi ed Enzo della Rina. Un percorso espositivo che mette a confronto sensibilità artistiche diverse ma unite da radici comuni e da un forte legame con il territorio.

Ancora una volta l’Università dell’Età Libera si conferma presidio culturale fondamentale per Sansepolcro, capace di valorizzare le eccellenze locali e di promuovere conoscenza, dialogo e partecipazione attiva. Un invito aperto alla cittadinanza a vivere il mese di febbraio come un’occasione di crescita e scoperta, nel segno della cultura e dell’arte.

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Pietralunghese, prova di forza nel derby. Pierotti: “questa deve essere la nostra strada”

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La vittoria nel derby contro il Pierantonio rappresenta molto più di tre punti per la Pietralunghese. È stata una prova di carattere, di compattezza e di maturità che il tecnico Luca Pierotti indica come modello da seguire nel prosieguo della stagione. «La partita di domenica va presa come esempio da qui in avanti – spiega l’allenatore rossoblù – l’atteggiamento deve essere sempre questo». Un successo costruito anche nelle difficoltà, dopo l’espulsione di Locchi, in settimana squalificato per due turni. Nonostante tutto, la Pietralunghese ha risposto presente. «Mi è piaciuto tantissimo lo spirito – sottolinea Pierotti – la voglia di sacrificarsi e di aiutarsi l’uno con l’altro. Abbiamo fatto scelte giuste, anche restando in inferiorità numerica, e tante cose sono riuscite». Una prestazione che certifica la crescita del gruppo, soprattutto dal punto di vista mentale. «Quando giochi partite così – continua – capisci che il lavoro settimanale sta dando i suoi frutti.

Ora però voglio vedere questa squadra sempre con la volontà giusta». Lo sguardo è già rivolto al prossimo impegno, che nasconde insidie forse ancora maggiori del derby. Domani la Pietralunghese affronterà il Pontevalleceppi Ripa, attuale fanalino di coda ma in evidente crescita. «È la partita mentalmente più difficile – avverte Pierotti – perché loro sono ultimi ma stanno bene, arrivano da buone prestazioni». Per i rossoblù sarà un vero banco di prova; oltre a Locchi non ci sarà Bocci, che si è infortunato in uno scontro di gioco in allenamento. «Per noi deve essere una prova di maturità – conclude il tecnico – per capire se abbiamo davvero recepito il percorso che dobbiamo fare. Le partite si vincono prima di tutto con la testa». Arbitro dell’incontro è Giacomo Vendramin Terni con gli assistenti Alessio Proietti e Lorenzo Capicci sempre di Terni.

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I campioni tifernati del cross sul podio regionale

Premi e riconoscimenti per i portacolori del Motoclub “Ennio Baglioni”, eccellenza storica del motocross umbro

Ancora una volta il motocross tifernate sale sul gradino più alto del podio regionale, confermando una tradizione sportiva che da oltre mezzo secolo rende Città di Castello uno dei punti di riferimento nazionali delle due ruote tassellate. Nel corso della recente cerimonia di premiazione dei Campioni Regionali FMI 2025, gli atleti del Motoclub Ennio Baglioni hanno ottenuto prestigiosi riconoscimenti, a testimonianza di un vivaio solido e di una passione che continua a rinnovarsi.

Protagonisti assoluti Andrea Alunno e Mauro Morvidoni, vere “bandiere” del sodalizio tifernate, che hanno conquistato rispettivamente primo e secondo posto nel Campionato Regionale Epoca. Alunno, veterano del cross e maestro artigiano del ferro battuto, corre da oltre quarant’anni con i colori del Motoclub Baglioni ed è stato protagonista anche della vittoria nella prima edizione della Coppa Italia Epoca 2025, disputata sul prestigioso tracciato di Gioiella a Castiglione del Lago. Morvidoni, storico campione del club, ha arricchito il suo palmarès con il primo posto nel Trofeo Epoca Classic, categoria C.

Ottimi risultati anche nelle altre categorie: terzo posto per Fabio Carizia nella Expert MX1, primo posto per Filippo Granci nei Territoriali 2 Tempi e successo di Niccolò Gennaioli nella categoria 124 cc Junior. Un bottino che conferma la qualità tecnica e la preparazione degli atleti tifernati.

Le congratulazioni ufficiali sono arrivate dal sindaco Luca Secondi e dall’assessore allo sport Riccardo Carletti, insieme al presidente del Motoclub, Stefano Fiorucci, che hanno sottolineato come “i nostri piloti tengano alto il nome e la tradizione del cross tifernate”.

Cuore pulsante di questa eccellenza è il crossodromo G. Ceccarini in località La Trogna, considerato tra i circuiti più spettacolari d’Italia e apprezzato anche da campioni come Valentino Rossi e Antonio Cairoli. Dal 2016 l’impianto, riconosciuto dalla Federazione Motociclistica Italiana, è gestito e di proprietà del Motoclub Ennio Baglioni: un modello virtuoso di sport, volontariato e gestione sostenibile.

Un vero tempio del cross, costruito su passione, competenza e spirito di squadra, che continua a regalare successi e a scrivere pagine importanti dello sport umbro e nazionale.

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Inizio anno di consuntivi per l’AACC di Città di Castello: oltre 45 mila euro di donazioni all’Ospedale

Siamo all’inizio di un nuovo anno ed è tempo di consuntivi per la nostra Associazione. Un momento doveroso nei confronti dei soci e dell’intera cittadinanza che, da oltre trentacinque anni, ci sostiene con fiducia e partecipazione.

Molto è stato fatto a partire dallo scorso mese di luglio, quando è stata formalizzata alla Direzione Generale la proposta di donazione di 16 letti elettrici Stryker di ultima generazione. Un intervento importante, pensato per migliorare concretamente la qualità dell’assistenza nei reparti oncologici del nostro Ospedale.

Nel dettaglio, quattro letti sono stati destinati agli ambulatori oncologici per i trattamenti chemioterapici, in aggiunta ai quattro già donati grazie al ricavato dei progetti Innamorati della Solidarietà, legati all’iniziativa di San Valentino che si ripeterà anche nei prossimi giorni.
Gli altri dodici letti sono stati invece collocati nei reparti di degenza oncologica.

Contestualmente, l’Associazione ha provveduto alla donazione di 18 televisori da 32 pollici, oggi in dotazione a tutte le camere di degenza dei reparti oncologici, oltre a un frigorifero destinato alla struttura di Radioterapia.
I letti sono stati installati già nel mese di ottobre, mentre i televisori, grazie alla preziosa collaborazione del personale ASL, sono stati montati nel mese di dicembre.

A queste donazioni si aggiungono altre apparecchiature consegnate nei mesi precedenti:

  • una sonda wireless Q7 per gli ambulatori di Oncologia;
  • una telecamera Leica K3C, completa di processore e Smart TV da 42”, destinata alla Struttura Complessa di Anatomia Patologica.

L’importo complessivo delle donazioni effettuate è rilevante, pari a circa 45.000 euro, e testimonia l’impegno costante dell’Associazione nell’individuare e sostenere le principali criticità dei reparti di riferimento.

Accanto agli interventi strutturali e tecnologici, prosegue senza sosta anche l’attività quotidiana di presenza e supporto ai pazienti negli ambulatori oncologici, così come il servizio di trasporto gratuito per visite e trattamenti presso strutture locali, regionali ed extraregionali.

Con l’inizio del nuovo anno, l’AACC rinnova il proprio impegno e rivolge un augurio di serenità e salute, unito a un sentito ringraziamento alla cittadinanza e a tutti i sostenitori che rendono possibile, ogni giorno, questa importante opera di solidarietà.

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Perugia: non si ferma all’alt, 26enne albanese arrestato dai Carabinieri

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I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Perugia hanno arrestato in flagranza di
reato un 26enne, di origine albanese, già noto alle Forze dell’ordine, ritenuto responsabile di
detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nel dettaglio, nel corso di un servizio di controllo del territorio, i militari hanno intimato l’alt ad un
veicolo ma il conducente, non ottemperando, si è dato alla fuga a velocità sostenuta costringendo gli
operanti a un breve inseguimento.
Sottoposto a perquisizione personale, il predetto è stato trovato in possesso di quattro involucri
contenenti cocaina, per un peso complessivo di 2,5 g, e di un involucro di hashish del peso di 0,7 g.
Inoltre, è stata rinvenuta e sequestrata la somma di euro 140 in contanti, ritenuta verosimilmente
costituire il provento dell’attività di spaccio.
L’indagato, espletate le formalità di rito e dichiarato in stato di arresto, è stato ristretto presso le
camere di sicurezza della Compagnia Carabinieri di Perugia, su disposizione del P.M. di turno della
Procura della Repubblica di Perugia. All’esito del rito direttissimo, il Giudice del Tribunale di
Perugia ha convalidato il provvedimento restrittivo, disponendo nei confronti dell’uomo la misura
cautelare dell’obbligo di presentazione alla P.G.

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Città di Castello: Il berretto a sonagli di Andrea Baracco e Silvio Orlando in anteprima nazionale per la Stagione di prosa e danza del Teatro degli Illuminati

Per entrambe è il primo Pirandello con un tema di grande attualità: “Quanto è difficile e quanto costa riconoscere la verità”

Sarà allestito al Teatro degli Illuminati di Città di Castello il nuovo spettacolo del regista Alberto Baracco, “Il berretto a sonagli” di Luigi Pirandello, con Silvio Orlando. Sabato 7 febbraio alle 20.45 e in replica domenica 8 dicembre alle ore 17.00, l’esordio in anteprima nazionale di questa nuova produzione che nei giorni successivi sarà anche Foligno e Perugia. Oggi, venerdì 30 gennaio 2026, l’Amministrazione comunale, con l’assessore Michela Botteghi ha dato il benvenuto della città alla compagnia “Il Cardellino”, accogliendo il regista Andrea Baracco, il protagonista Silvio Orlando nella Sala degli Accademici del Teatro degli Illuminati e sottolineando “come il Teatro rappresenti uno dei principali ambiti di attività culturale, attraverso ad una Stagione potenziata grazie alla collaborazione con il TSU, le tre stagioni dedicate al movimento locale del teatro e alle scuole, le iniziative dedicate ai generi dell’operetta ed a breve del musical. Siamo molto orgogliosi di ospitare questa produzione nella quale sono al lavoro risorse importanti ed apprezzate del teatro italiano e siamo certi che il pubblico tifernate saprà apprezzare la vostra lettura di un classico”. Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello è portato in scena da Silvio Orlando – attore tra i più premiati e apprezzati del teatro e del cinema italiano – che interpreta uno dei protagonisti più emblematici e tragicomici di tutta l’opera del grande drammaturgo siciliano, capace di incarnare la complessità e i paradossi dell’individuo moderno. In scena con Silvio Orlando, gli attori Stefania Medri, Marta Nuti, Michele Eburnea, Davide Lorino, Francesca Farcomeni, Francesca Botti e Annabella Marotta; una produzione Cardellino srl, in coproduzione con Teatro Stabile dell’Umbria e Teatro Stabile di Bolzano. “Per la prima volta mi sono avvicinato ad un grande testo classico, cercando di tornare all’origine e di togliere le stratificazioni, che rendevano la lettura quasi impermeabile. Da questo lavoro è invece emerso un grande testo teatrale sia dal punto di vista della costruzione, della tecnica che dei contenuti. Il tema è la verità e con un taglio molto attuale quanto sia difficile e quanto costa riconoscerla” ha detto il regista Andrea Baracco. “Silvio Orlando poi è un maestro per mettere a terra le parole e interpretare le molte sfumature di registro che richiede il testo, dal comico al farsesco fino al tragico. Cinque anni dopo aver scritto la novella La Verità, Pirandello la trasforma nei due atti de Il berretto a sonagli, la cui versione siciliana confezionata per Angelo Musco debutta nel 1917 al Teatro Nazionale di Roma. E’ lo stesso Pirandello che si smarca con fermezza dal pirandellismo, da quel ragionatore impenitente, che sembra sempre avere il pensiero troppo saldo e talmente ragionato da non poter mai porsi nel luogo della contraddizione, dell’imprevisto, dell’umano insomma”. Anche per Silvio Orlando, che a teatro si è finora cimentato con testi inediti, è la prima volta con un’opera di Pirandello: “All’inizio mi sono avvicinato a Il Berretto a sonagli attraverso le produzioni precedenti per poi allontanarmene e trovare una mia lettura del personaggio principale, che ha tratti di mistero ed enigma, oltre il cliché del siciliano geloso, disposto a tutto. Il fantasma che aleggiava era quello di Edoardo De Filippo, che ne è stato il custode ed ha permesso a questo testo di sopravvivere dopo una falsa partenza. Insieme al tema centrale della verità, c’è il tema dell’ordine costituito, che tiene al riparo dal caos. Quanta verità siamo in grado di sopportare prima di impazzire? Anche la politica svolge la funzione di limitare le pillole di verità così che i cittadini siano in grado di sostenerla. Il Berretto a sonagli avrebbe potuto chiamarsi anche il Berretto di paglia, rimandando al celebre film Il cane di paglia con Dustin Hoffman: teme il caos chi ha più da perdere”.

Info e biglietti

È possibile prenotare telefonicamente da lunedì a giovedì dalle 10.00 alle 12.00 al numero 0758529613 o scrivendo una email a teatro@comune.cittadicastello.pg.,it, al Botteghino Telefonico Regionale del Teatro Stabile dell’Umbria 075 57542222, dal lunedì al sabato dalle 17 alle 20, o acquistare on line sul sito www.teatrostabile.umbria.it

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Umbertide non dimentica Donato Fezzuoglio: intitolato il parco USU nel ventesimo anniversario della scomparsa

Cerimonia solenne e particolarmente partecipata, installata e scoperta una targa commemorativa per l’Appuntato Medaglia d’Oro al Valor Militare

Questa mattina, venerdì 30 gennaio 2026, in occasione del ventesimo anniversario della scomparsa di Donato Fezzuoglio, Umbertide ha voluto rendere omaggio all’Appuntato, Medaglia d’Oro al Valor Militare, con una cerimonia di commemorazione particolarmente sentita e partecipata.

La cerimonia ufficiale ha avuto inizio alle ore 10.10 in via Cesare Battisti, dove il Parco situato nei pressi del campo sportivo USU è stato ufficialmente intitolato a Donato Fezzuoglio. Qui le massime autorità civili, militari e religiose del territorio, insieme a studenti e cittadini umbertidesi, si sono strette attorno ai familiari del carabiniere.

Il Sindaco Luca Carizia ha salutato affettuosamente la famiglia di Donato e tutte le autorità presenti, rivolgendo un saluto speciale all’Arma dei Carabinieri, custode dei valori per i quali Donato ha combattuto e per i quali ha sacrificato la propria vita. In particolare, il Sindaco ha dato il benvenuto al Comandante Interregionale dei Carabinieri, Generale Aldo Iacobelli, al Comandante di Legione, Generale Luca Corbellotti, al Comandante Provinciale, Colonnello Sergio Molinari, al Comandante di Compagnia, Capitano Massimiliano Croce, e al Comandante della Stazione di Umbertide, Maresciallo Cesare Rampazzi Minella.

Fortemente commossa la moglie di Donato, Emanuela Becchetti, il figlio Michele, il fratello Mariolino e tutti i familiari più intimi.

Presente il Prefetto di Perugia Francesco Zito, il Questore della Provincia di Perugia Dario Sallustio e il Vescovo di Gubbio e Città di Castello, Monsignor Luciano Paolucci Bedini. Ha partecipato anche il Tenente Colonnello Leonardo Pazzagli del Comando Militare Esercito Umbria, la Polizia di Stato, il Comandante della Polizia Stradale di Città di Castello Lucio Stazi, la Guardia di Finanza con il Comandante Regionale Umbria Generale Francesco Mazzotta, il Comandante Provinciale di Perugia Colonnello Stefano Pietrosanto, il Comandante della Compagnia di Città di Castello Claudia Mossali, la Polizia Provinciale, i Vigili del Fuoco e l’Associazione Nazionale Carabinieri.

Presente il Comandante della Polizia Locale di Umbertide, Maggiore Gabriele Tacchia, con il Gonfalone del Comune, oltre alla Protezione Civile di Umbertide e ad alcune rappresentanze delle associazioni combattentistiche e dell’Arma.

Hanno presenziato alla cerimonia anche il consigliere dell’Assemblea legislativa dell’Umbria Letizia Michelini, il consigliere della Provincia di Perugia Giovanni Dominici e l’Amministrazione comunale di Umbertide, con il Vicesindaco Annalisa Mierla, l’Assessore alla Sicurezza Francesco Cenciarini, gli assessori Alessandro Villarini, Lorenzo Cavedon e Lara Goracci, il Presidente del Consiglio comunale Giovanna Monni e i Consiglieri comunali Giulia Medici e Silvia Cecchetti. Ha partecipato, per il Comune di Città di Castello, anche l’Assessore Riccardo Carletti.

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PD Città di Castello “Sul dimensionamento scolastico la destra tifernate è confusa e contraddittoria. non sa la destra locale quello che fa la destra nazionale”

“Sul dimensionamento scolastico la destra tifernate ha assunto una posizione semplicemente indifendibile. Prima ha negato che Città di Castello fosse coinvolta, poi ha provato a minimizzare, ora tenta di riscrivere i fatti.

È paradossale vedere la destra locale giustificare decisioni assunte dal Governo nazionale che devastano la nostra virtuosa comunità scolastica.

Il tentativo della destra locale di negare o minimizzare il problema non regge alla prova dei fatti. Ancor meno regge il tentativo di attribuirlo altrove.

Il compito di chi rappresenta un territorio è difenderlo. Quando un Comune rischia di perdere autonomia scolastica in un modo del tutto ingiustificato e tale da ledere la qualità della vita dei nostri studenti, si lavora sodo per evitarlo, non per giustificarlo. Di fronte a un provvedimento adottato dal Commissario del Governo, è indispensabile richiamare alle proprie responsabilità i rappresentanti politici della destra che oggi sostengono il Governo nazionale e che rappresentano questo territorio.

È il momento di chiedere loro un impegno concreto: “che cosa intendono fare per difendere la scuola di Città di Castello?”

In tutte le altre Regioni commissariate i Commissari hanno seguito le indicazioni contenute nelle delibere di Giunta regionali sulle sedi dei tagli, mentre in Umbria si registra un’anomalia: il Commissario ha escluso Terni, nonostante fosse indicata dalla delibera regionale insieme a Gubbio, e ha inserito Città di Castello senza motivazioni né confronto con il territorio. Perché? Una scelta improvvisa, non spiegata e soprattutto che presenta evidenti criticità per le nostre scuole; bene ha fatto l’Amministrazione comunale ad aprire le procedure per il ricorso al TAR.

Solo pochi giorni fa la destra sosteneva non ci fossero ricadute locali nel dimensionamento scolastico per questo territorio, ora è smentita dai fatti. Parlare di ‘agenda ideologica’ serve solo a distogliere l’attenzione dal merito. E’ il momento della comune responsabilità verso la nostra città, il Pd sta difendendo in ogni luogo e sede le istituzioni scolastiche e questa città, la destra vuole continuare a fare propaganda elettorale o ha intenzione di adoperarsi visto che governa questo Paese, per riparare ad una evidente e grossolana ingiustizia inflitta a quello che dovrebbe essere anche il suo territorio?”

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AVS Perugia “Scuola, dimensionamento e cantieri fantasma: il Governo colpisce il Nord della provincia di Perugia”

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È oramai notizia nota che il piano di dimensionamento scolastico imposto dal Governo, fortemente avversato in primis da AVS e dal nostro assessore all’istruzione Fabio Barcaioli a livello regionale, non solo proseguirà senza alcun tipo di confronto istituzionale, ma colpirà esclusivamentela provincia di Perugia e l’Alta Umbria in particolare. I comuni coinvolti saranno Gubbio e Città di Castello; una scelta miope e incomprensibile, che dimostra come il Governo ignori i territori e faccia ricadere le proprie incapacità sui piani istituzionali inferiori.

La destra locale, sia al governo che all’opposizione, è totalmente corresponsabile di questo scenario. Ha avuto tutte le possibilità per intervenire e tutelare i territori ed i propri concittadini godendo di una interlocuzione privilegiata tramite i loro partiti, ma ha scelto di non farlo, limitandosi a giustificare l’ingiustificabile e a difendere interessi di scuderia anziché il bene delle comunità. È evidente come non ci sia alcuno interesse e progettualità concreta per le città: l’unico obiettivo sembra essere l’allineamento ai capi politici romani, a discapito del futuro del territorio e dei cittadini.

Per mesi, la destra ha minimizzato, deriso e liquidato le preoccupazioni dei cittadini e le rimostranze delle forze politiche come una presunta “battaglia ideologica”. Oggi i fatti dimostrano l’esatto contrario: il dimensionamento colpisce direttamente la provincia di Perugia, in particolare la sua zona Nord, con ricadute concrete su migliaia di studenti e centinaia di famiglie. E, come sempre, a pagare le conseguenze sono i cittadini, in particolare quelli meno ricchi, costretti a subire i tagli e le decisioni sbagliate degli amministratori.

Non accetteremo che una scuola già martoriata da tagli e accorpamenti venga ulteriormente penalizzata. Non accetteremo decisioni imposte dall’alto senza confronto, né che chi governa il territorio scelga silenzio o assenza invece della responsabilità.

È fondamentale combattere l’ignavia politica della destra e costruire un percorso di rinnovamento e prospettiva di lungo respiro nel governo dei territori.

Roberto Pileri
Segretario Provinciale Sinistra Italiana

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Dimensionamento scolastico: Massimilla (PSI) “decisioni del commissario ad acta dell’USR dell’Umbria penalizzano in modo del tutto ingiustificato Città di Castello”.

Crediamo che le decisioni del commissario ad acta dell’USR dell’Umbria relative al dimensionamento scolastico penalizzano in modo del tutto ingiustificato Città di Castello.

Alla luce di quanto diffuso non è un atteggiamento semplicemente campanilistico sostenere che questo provvedimento pone la nostra città in una condizione di gravissimo disagio. Infatti In base alle comunicazioni ricevute dovranno nascere due poli di oltre 800 studenti l’uno, è ovvio, che questo pone Il futuro di una scuola come la Dante Alighieri, già penalizzata dallo spaventoso ritardo dei lavori di ristrutturazione, fortemente a rischio.

Inutile sottolineare che l’ingiustizia di questa decisione è ancora più marcata se paragonata alle altre realtà umbre, siamo quindi convinti non ci sia una sola motivazione per il drastico ridimensionamento subito da Città di Castello.

Per questo, al di là di ideologismi e settarismi del tutto inappropriati, diviene indispensabile costruire e consolidare un fronte unitario che comprenda comune, provincia, regione e sindacati in grado di intervenire per respingere efficacemente una scelta del tutto irrazionale che non solo penalizza ma rischia di danneggiare in modo inreparabile il futuro del tessuto scolastico ed educativo della nostra città.

Tommaso Massimilla

Segretario PSI Città di Castello

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Umbertide, commemorazione Donato Fezzuoglio. PD: “Ricordo sempre vivo dentro di noi”

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UMBERTIDE – La città ha ricordato il suo eroe. Vent’anni dopo l’uccisione del carabiniere Donato Fezzuoglio, Umbertide ha scelto di legare in modo permanente il suo nome a uno spazio pubblico della città. Il parco Usu, tra l’ex Tabacchi e lo stadio, sarà ufficialmente intitolato al giovane appuntato, medaglia d’oro al Valor militare, caduto in servizio il 30 gennaio 2006. “Sono trascorsi esattamente vent’anni da quel lunedì del 2006 in cui l’Appuntato Donato Fezzuoglio, a soli 30 anni, immolò la propria vita per difendere la comunità di Umbertide, lasciando un vuoto incolmabile nella sua famiglia e tra i colleghi.

Quel giorno, Donato non esitò. Insieme a un collega, intervenne presso la filiale del Monte dei Paschi di Siena in via Andreani, intercettando un commando di rapinatori pronti a tutto. Sotto il fuoco dei kalashnikov, in un conflitto a fuoco impari e brutale, Fezzuoglio agì con estremo sprezzo del pericolo per proteggere i civili presenti e i colleghi. Colpito mortalmente mentre tentava di sventare la fuga dei malviventi, il suo sacrificio gli è valso la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria, il massimo riconoscimento per chi serve lo Stato.

” Queste le parole nel comunicato del Partito Democratico di Umbertide, dove si ribadisce che “la sua scomparsa ci ricorda che dietro ogni uniforme batte un cuore umano, capace di sacrifici estremi. Il Pd di Umbertide si stringe alla famiglia Fezzuoglio, garantendo che il suo esempio non verrà mai dimenticato.”

PD Umbertide

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