Sono da poco terminate le Feste del Palio della Balestra, il momento di maggior splendore per la città che torna a far rivivere le tradizioni che da sempre contraddistinguono la nostra storia e la nostra cultura.
“Le Feste quest’anno hanno avuto un periodo davvero ampio di svolgimento, tre settimane in cui appuntamenti contemporanei si sono uniti al grande classico delle cerimonie dedicate al Palio della Balestra, e in cui tantissimi turisti e visitatori hanno potuto godere delle diverse iniziative organizzate da più realtà della città.” A fare un bilancio di questo periodo è l’assessore alla cultura Francesca Mercati che sottolinea “come Sansepolcro abbia potuto contare sulla grande partecipazione di molti cittadini, ma anche sull’arrivo di tanti turisti provenienti soprattutto dall’estero, creando così un indotto importantissimo per tutte le attività ricettive territoriali.
Anche se il Palio è stato vinto dagli amici eugubini siamo felici che ci sia stato un clima di festa in piena armonia fra le parti, aspetto essenziale per poter far proseguire, e magari crescere, questa manifestazione. E proprio per questo ringraziamo tutti coloro che hanno organizzato e preso parte ai vari appuntamenti che si sono susseguiti ed hanno reso magica questa particolare edizione. Appuntamento ad una ancor più florida edizione per il 2024 e VIVA IL PALIO.”
Per l’anziana signora, 84 anni, è molto difficile ripensare alla truffa che ha subìto qualche mese fa. Siamo a Marsciano, è l’ora di pranzo, la signora sta cucinando quando squilla il telefono e dall’altro capo della cornetta una voce maschile che si finge un maresciallo dei carabinieri le dice che sua figlia ha causato un incidente stradale senza essere coperta da assicurazione e pertanto che è stata portata in caserma in stato di fermo. Per liberarla è necessario pagare 8.500 euro. L’anziana, purtroppo, ha davvero una figlia e teme possa trovarsi in difficoltà. Prova a riagganciare per provare a chiamarla, ma ogni qualvolta attacca la telefonata subito il truffatore la ricontatta per impedirle di contattare i veri Carabinieri o semplicemente sua figlia. Il truffatore purtroppo conosce diversi dettagli della famiglia della donna e così, purtroppo, la convince ad aprire la porta di casa ad un sedicente avvocato e a fargli consegnare 1900 euro in contanti e, non essendo sufficienti, anche le diverse decine di monili in oro che aveva in casa, compresa la sua fede nuziale.
Fortunatamente la donna, non dandosi per vinta, subito dopo ha contattato il 112 e di lì a poche ore i 2 malfattori sono stati arrestati in Campania, nel casertano, con tutto il provento della truffa. Al termine dell’iter processuale, a seguito di condanna dei malfattori, i Carabinieri della Stazione di Marsciano hanno potuto restituire alla donna tutto il denaro contante e l’oro che oltre ad avere un importante valore economico, costituendo parte integrante di ricordi di una vita, ne hanno uno affettivo e psicologico ben più importante.
Perugia, 13 settembre 2023 – I consiglieri regionali Marco Castellari, Manuela Puletti, Valerio Mancini e Paola Fioroni, nonostante la soddisfazione per l’approvazione della mozione sull’adesione al ‘Cude’, sono rimasti “interdetti dalle priorità della minoranza rispetto agli argomenti affrontati in Consiglio, dato che – riferiscono – l’atto della Lega è passato solo grazie alla maggioranza. Il Pd e altri consiglieri di opposizione, infatti, hanno ritenuto più importante uscire dall’aula per andare a pranzo che contribuire a sostenere un tema così importante per la disabilità. Ci sta avere qualche mal di pancia ma in questo caso, forse, era solo…fame! E’ incredibile come, anche in questo caso, il tentativo di sgarbo politico sia prevalso sul buonsenso, arrivando a negare, di fatto, un diritto fondamentale per i più fragili”.
“Nonostante questo – sottolineano i quattro consiglieri Lega – ieri (12 settembre) l’Assemblea Legislativa dell’Umbria ha fatto un altro importante passo avanti per agevolare la mobilità delle persone con disabilità, approvando all’unanimità la nostra mozione – sottoscritta appunto da Castellari (primo firmatario), Puletti, Mancini e Paola Fioroni – per sollecitare l’adesione dei Comuni umbri alla piattaforma nazionale informatica di targhe associate al ‘Cude’ (Contrassegno Unico Disabili Europeo), peraltro fortemente richiesta a livello nazionale dallo stesso Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini”.
Castellari, Puletti, Mancini e Fioroni rimarcano “l’importanza di un atto che è di fatto un forte segnale per il sociale”, sottolineando anche “l’impegno della giunta a garantire il diritto dei più fragili a poter guidare ovunque e in libertà e fare dell’Umbria una regione inclusiva”. “Il sistema ‘Cude’ – spiegano – consente infatti al titolare di contrassegno di spostarsi con l’auto in tutta Italia e nell’UE, senza dover richiedere autorizzazioni per Ztl o parcheggi riservati. Perché il servizio funzioni, però, è necessaria la registrazione di tutti i Comuni della regione e la nostra Umbria, grazie alla sollecitazione della Lega e al voto favorevole della maggioranza, sembra proprio andare nella direzione giusta”.
Il sindaco Secondi risponde alle interrogazioni di Gatticchi, Giorgi (PD) e Lignani Marchesani (Castello Civica) sulla riapertura a Città di Castello della sede distaccata del Tribunale di Perugia: “faremo questa battaglia, sapendo che la scelta di andare a intervenire sul nostro territorio non impatterebbe in maniera eccessivamente onerosa: la Regione sia equidistante, senza considerare un territorio migliore di altri”.
“Faremo la battaglia per la riapertura a Città di Castello della sede distaccata del Tribunale di Perugia, sapendo che nell’interlocuzione con la Regione, che deve essere equidistante e tutelante per tutti i territori che rivendicano questa esigenza senza considerare uno migliore di altri, possiamo mettere sul piatto il fatto che come amministrazione comunale ci siamo fatti carico di tenere aperta la sede del giudice di pace, non solo attraverso la concessione dei locali, con gli spazi che quindi ci sarebbero già, ma anche assicurando la disponibilità del personale di cancelleria, che paghiamo. La scelta di andare a intervenire sul nostro territorio, quindi, non impatterebbe in maniera eccessivamente onerosa, considerando anche evoluzioni nella gestione della giustizia come il processo telematico, e questo è un fattore che può essere speso nella discussione, anche se sul piano nazionale questo confronto comporta difficoltà che non si possono trascurare”. E’ la risposta del sindaco Luca Secondi alle interrogazioni sulla riapertura a Città di Castello della sede distaccata del Tribunale di Perugia presentate in consiglio comunale, rispettivamente da Gionata Gatticchi e Maria Grazia Giorgi (PD) e da Andrea Lignani Marchesani (Castello Civica). Nel citare il disegno di legge presentato in Senato dal consiglio regionale dell’Umbria per la riapertura delle sedi di tribunale soppresse nel 2013, il consigliere Gatticchi aveva chiarito: “con questa interrogazione ci proponiamo di individuare le strade che si possono intraprendere per cercare di essere in campo a livello istituzionale e far sentire la voce del nostro territorio, dove la chiusura della sede distaccata del tribunale di Perugia ha impattato in maniera abbastanza importante sia sull’indotto del centro storico, che sui cittadini, specie i meno abbienti, che hanno difficoltà a raggiungere il capoluogo per la situazione complessa del nostro trasporto pubblico regionale e anche nelle incombenze per le quali prima potevano provvedere anche senza l’ausilio di un avvocato”. L’esponente del PD aveva ammesso “la sorpresa per il fatto che la relazione illustrativa dell’atto fosse incentrata sulla situazione di Orvieto, senza tenere a mente che la soppressione delle sedi distaccate di tribunale ha coinvolto non soltanto quel territorio, ma anche altri, tra cui Città di Castello”. “Nonostante l’obiettivo sia condivisibile, non c’è stata da parte della Regione la minima interlocuzione con le realtà amministrative su cui i tribunali insistevano, mentre probabilmente poteva esserci un intervento più coordinato per dar forza all’iniziativa”, aveva osservato il rappresentante della maggioranza, che aveva aggiunto rivolgendosi al sindaco: “noi riteniamo che questa iniziativa possa essere comunque un’occasione da cogliere, innanzitutto per parlare con le altre amministrazioni potenzialmente interessate dalla riapertura dei tribunali e interagire”. “Sono tra coloro che non hanno condiviso l’intervento del 2013 che con un taglio lineare non ha tenuto della specificità delle realtà sulle quali si chiudevano sedi”, aveva fatto presente Gatticchi, nel mettere in evidenza la difficoltà di conciliare la possibile riapertura delle sedi soppresse con il vincolo espresso nel disegno di legge di una invarianza dei costi a carico dello Stato, con le spese di gestione e manutenzione degli immobili e di retribuzione del personale di custodia e vigilanza delle strutture integralmente in capo al bilancio della Regione. Stigmatizzando “la risposta irrituale a mezzo stampa del sindaco prima di questa discussione, che è stata anche pesante nonostante l’interrogazione, presentata peraltro dopo quella del PD, non avesse l’obiettivo di mettere in difficoltà l’amministrazione comunale, ma di determinare una rete di soggetti istituzionali che potessero fare massa critica”, il consigliere Lignani Marchesani aveva fatto presente come la chiusura della sede distaccata di Città di Castello “abbia avuto anche l’effetto di portare molti avvocati, anche per la contingenza sfavorevole di questi anni, a lasciare la professione, con un impoverimento anche culturale della nostra città”. “L’amministrazione comunale dovrebbe intercettare attraverso i propri rappresentanti territoriali una lobby parlamentare che potrebbe essere importante e fare altrettanto in consiglio regionale”, aveva spiegato il consigliere di minoranza, osservando come l’importanza attribuita a Orvieto risiedesse nella semplice ragione che era il quarto tribunale dell’Umbria, mentre Città di Castello paga il dazio di essere circondario di Perugia”. Il sindaco Secondi ha replicato a Lignani, evidenziando come la risposta tramite comunicato stampa si fosse resa necessaria per chiarire che “stonava parlare nell’interrogazione di una inerzia che non c’era nei fatti, visto che con il sindaco di Todi, al quale riconosco il merito di aver attivato un confronto fra i territori, c’era già stata una interlocuzione ed era stata concordata la strategia che nessuno dei territori interessati fosse in qualche modo il primo attore di questa rivendicazione, della quale ci eravamo fatti carico anche noi”. “Ci siamo mobilitati per dire alla Regione che se devi fare una battaglia politica la fai per tutti i territori, mentre esprimersi unicamente per Orvieto appariva non congruo e non opportuno”, ha detto il primo cittadino, che non ha nascosto le perplessità sulle effettive possibilità di riapertura delle sedi distaccante in una dinamica nazionale sulla quale incidono fattori che non hanno a che vedere con l’azione o meno dei nostri rappresentanti territoriali”. Nel dirsi soddisfatto dell’intervento del sindaco, in sede di replica il consigliere Gatticchi ha fatto presente le criticità attuali legate al processo telematico e al personale qualificato, “che dubito possa essere distaccato a Città di Castello dal Tribunale di Perugia”. “Dalla risposta che ha dato – ha detto Gatticchi rivolgendosi al sindaco – mi sembra sia sia ben chiaro qual è il lavoro da fare, cioè di agire con una cabina di regia con le amministrazioni comunali coinvolte per una interlocuzione oggettiva con la Regione, anche se mi rendo conto che possa essere molto lungo e ad ostacoli il percorso per poter giungere all’approvazione di una ridefinizione della geografia giudiziaria in Umbria”. Il consigliere Lignani Marchesani ha ribadito: “abbiamo rappresentanti istituzionali autorevoli nei luoghi in cui ci sono i processi decisionali o processi che si possono riferire ad alcune situazioni, per cui non può accadere che delle sezioni riaprano e Città di Castello no”. “Credo che noi siamo tra coloro che abbiano più titolo, anche per i fattori che diceva il sindaco, per poter rivendicare questa potenziale riapertura”, ha concluso il rappresentante di Castello Civica.
Maestra per un giorno. Dopo il diploma di maturità a 90 anni, oggi Imelda Starnini ha coronato un altro sogno di una vita: dietro la cattedra della scuola Primaria di Userna ha augurato buon anno scolastico a tutti gli studenti: “studiate ragazzi, la scuola dopo la famiglia è la cosa più importante della vita” – Il sindaco, Luca Secondi, l’assessore ai Lavori Pubblici, Riccardo Carletti ed il dirigente del Secondo Circolo Didattico, Simone Casucci, hanno definito quella di oggi una giornata speciale – Annunciati interventi e progetti sull’edilizia scolastica
Maestra per un giorno: dopo il diploma di maturità ora dietro la cattedra di una classe ad inaugurare il nuovo anno scolastico. Un sogno dopo l’altro che si avvera per Imelda Starnini (“classe” 1933), 90 anni, fresca di diploma, 76/100, conquistato dopo aver superato brillantemente la prova scritta e orale, lo scorso mese di luglio, all’Istituto San Francesco di Sales di Città di Castello (paritaria, scuola pubblica, unica in Europa, la cui fondazione risale al 1816) ad indirizzo Socio-Psico-Pedagogico. Questa mattina, accompagnata dalla figlia, Sara Mercatelli, si è presentata puntuale al suono della campanella di ingresso nella scuola Primaria di Userna, riqualificata completamente grazie al finanziamento ricevuto dal Ministero Università e Ricerca (MIUR ), scelta dal sindaco Luca Secondi e dall’assessore ai Lavori Pubblici, Riccardo Carletti, per inaugurare il nuovo anno scolastico (5.311 bambini e ragazzi di ogni ordine e grado) alla presenza del Dirigente del Secondo Circolo Didattico, Simone Casucci, della coordinatrice del plesso scolastico, Roberta Ranzi, dei docenti e dei “baby-studenti” visibilmente felici di questo inedito fuori programma. Era stato proprio il sindaco di Citta’ di Castello, Luca Secondi, nel corso della cerimonia di conferimento di una targa ufficiale a “nonna” Imelda presso la sala del consiglio comunale, subito dopo il conseguimento del diploma di maturità (“per lo straordinario esempio di vita e dedizione verso lo studio ed il sapere che con il raggiungimento del traguardo finale ha trasmesso a tutti d in particolare ai giovani”), ad invitare l’aspirante maestra a presiedere simbolicamente in classe l’avvio del nuovo anno scolastico. Lei, con il piglio di sempre ed il sorriso sulle labbra ha accettato di buon grado e questa mattina, felice ed emozionata, ha coronato, seppure per qualche ora, il sogno di una vita con in mano un registro, i libri, una cattedra da dove poter guardare negli occhi i bambini. Così è stato. “Un’emozione fortissima, forse ancora maggiore di quella che ho provato due mesi fa quando ho sostenuto l’esame di maturità fino al diploma – ha dichiarato la “maestra”, Imelda. “Essere qui in classe con tutti questi bellissimi bambini e bambine con i loro insegnanti, il direttore didattico, il personale della scuola, il sindaco e l’assessore – ha proseguito Imelda – è un altro sogno che si avvera, momenti unici che per tutta la mia esistenza ho immaginato di poter vivere: oggi ci sono riuscita”. “Mi raccomando – ha concluso la “maestra” Imelda rivolgendosi con amore verso i bambini in classe – studiate, leggete e seguite sempre con attenzione le lezioni, le vostre maestre, la scuola dopo la famiglia è la cosa più importante della vita, da qui uscirete, donne e uomini più forti, capaci di affrontare il futuro. W la scuola, buon anno scolastico a tutti voi e alle vostre famiglie”. “Il suo esempio è un prezioso stimolo per i giovani, affinchè possano coltivare l’amore per il sapere che non ha età, né tempi giusti, perché è sempre il tempo del sapere”, aveva scritto in una lettera indirizzata al Dirigente Scolastico dell’Istituto San Francesco di Sales, Simone Polchi, il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, lo scorso mese di luglio, fra una prova e l’altra dell’esame di maturità, per evidenziare la storia di una donna che ha commosso l’Italia, divenendo un vero e proprio simbolo positivo per i giovani. Parole che il sindaco Luca Secondi e l’assessore ai lavori Pubblici, Riccardo Carletti, hanno ripreso e rilanciato dopo questa ulteriore prova di determinazione e amore per la scuola che Imelda ha dimostrato con un altro bellissimo gesto concreto, la presenza in classe. “Un’altra giornata speciale da scrivere nella storia della scuola, fatta di esempi concreti di vita vissuta, di umanità unica: una bellissima pagina per la scuola, per la comunità locale e nazionale ma soprattutto per i giovani”. “Un orgoglio per le nostre comunità – hanno sottolineato il sindaco ed assessore – che non dimenticheremo e che sarà un punto di riferimento per tutti noi. Grazie Imelda”. Il dirigente del Secondo Circolo Didattico, Simone Casucci, ha consegnato alla nuova “maestra, un attestato di pubblica benemerenza, “per aver dimostrato che non esistono barriere temporali per l’apprendimento durante tutto il corso della vita”. Al termine della inedita “lezione” della arzilla maestra, il sindaco Secondi e l’assessore hanno colto occasione per augurare a tutto il mondo della scuola buon lavoro e buon inizio, mettendo in evidenza gli interventi e i progetti di edilizia scolastica sul territorio comunale. La scuola Primaria di Userna ubicata in Via Polidori a Città di Castello è stata riqualificata completamente grazie al finanziamento ricevuto dal Ministero Università e Ricerca (MIUR ) per un importo pari ad Euro 682.852,00 Euro a cui è stato aggiunto un finanziamento comunale iniziale di Euro 85.000,00 ed uno finale tramite accensione di apposito mutuo presso la Cassa Depositi e Prestiti di Roma pari ad Euro 48.000,00 così per un costo complessivo di realizzazione dell’opera pubblica pari ad Euro 815.852,00. L’opera che è stata progettata e diretta da un raggruppamento temporaneo di professionisti con a capo l’ingegner, Emanuele Mori, ha interessato sia la riqualificazione strutturale che quella energetica ed acustica, dell’immobile. La scuola primaria di Userna, nel complesso accoglierà 79 alunni dislocati in 5 classi oltre ad un’aula multidisciplinare. I lavori sono stati consegnati in data 27/09/2021 alla ditta aggiudicataria dell’appalto Teknoopera s.r.l. con sede in San Cesareo (Roma) e sono stati ultimati in data 10/07/2023. “I lavori presso i due asili nido Alice Franchetti e Fiocco di Neve – hanno sottolineato il sindaco e l’assessore nel fare riferimento ai progetti di edilizia scolastica in corso d’opera – sono stati aggiudicati e inizieranno in autunno, (la milestone PNRR prevede l’avvio entro il 30 novembre). Per quanto riguarda l’avvio dell’anno scolastico i ragazzi rientreranno, al termine degli interventi, presso la scuola primaria di Userna, la primaria di Pieve delle Rose, la primaria di Trestina e l’infanzia di Montedoro. Sono stati inoltre effettuati altri interventi locali di riqualificazione/ammodernamento quali il relamping (sostituzione dei corpi illuminanti con sistemi LED) della scuola secondaria di primo grado di Trestina, sostituzione infissi esterni della scuola primaria di Cerbara (in corso di completamento).” “A Città di Castello il PNRR – hanno concluso Secondi e Carletti – parte anche dalla scuola. I bandi di gara d’appalto da oltre 1 milione 600 mila euro per l’affidamento dei lavori il miglioramento sismico dell’asilo nido Alice Franchetti e per la demolizione e nuova costruzione dell’asilo nido “Fiocco di Neve” a Trestina sono i primi che l’amministrazione comunale ha pubblicato nell’ambito dei finanziamenti per circa 26 milioni di euro ottenuti dall’Unione Europea con il piano Next Generation EU che l’ente gestirà direttamente. Risorse per la riqualificazione del tessuto urbano che in gran parte saranno dedicate all’edilizia scolastica, settore nel quale il Comune di Città di Castello risulta tra i primi d’Italia per volume di investimenti con il PNRR.”
Dopo i pre-eventi con Telmo Pievani e la serata evento dedicata a Margherita Hack da giovedì 14 settembre prenderà il via la seconda edizione del Festival organizzato ad Arpa Umbria e SAFA. Con decine di eventi gratuiti e per tutte le età.
Isola Prossima si offrirà come uno spazio di confronto sui grandi mutamenti che attraversano il nostro tempo e che mai come in questo periodo abbiamo avvertito tanto intensamente.
Isola Prossima 2023 ha come filo conduttore la tematica del suolo, risorsa tanto preziosa quanto in pericolo. Questo tema sarà al centro dei numerosi incontri formativi che avranno come sede Città di Castello, Foligno, Perugia e Terni.
Sabato 16 settembre a Città di Castello il Convegno ‘La tutela del territorio con particolare riferimento al suolo’ sarà aperto dai saluti istituzionali di Luca Secondi, Sindaco di Città di Castello e Carlo Orlando, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Perugia. A seguire, nella sala del Consiglio comunale, interverranno Sonia Grassi, Giudice del Tribunale di Perugia con una relazione dal titolo
Il nuovo diritto ambientale. Problemi di teoria del reato e profili sanzionatori, Maria Assunta Mercati, Avvocato dello Stato che tratterà di costituzionalismo climatico e della funzione del suolo nella lotta ai cambiamenti climatici, così come farà Emma Contarini, Legale Fiduciario Legambiente.
Ilario Taddei, Consigliere Tesoriere dell’Ordine degli Avvocati di Perugia si occuperà invece di cementificazione e cambiamenti climatici mentre in chiusura Francesco Gatti, Presidente del Comitato Scientifico della Scuola Forense Gerardo Gatti parlerà della gestione dei rifiuti.
L’incontro è accreditato presso l’Ordine degli Ingegneri della provincia di Perugia e l’Ordine degli
Isola Prossima è promossa da Arpa Umbria con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, Fondazione Cassa di Risparmio Perugia, Carit Terni, Banca Intesa, Assisi Salumi, Bazzica Srl, Polycart e Coop Centro Italia e il patrocinio da Regione Umbria, dalla Provincia di Perugia, dal Comune di Perugia, dal Comune di Terni e dal Comune di Montefalco.
Si ricorda che gli eventi sono gratuiti, per alcuni di questi è richiesta la prenotazione.
Un autentico evento e assieme il tributo ad uno degli artisti di punta di Sansepolcro. Dal 15 settembre e sino al 15 dicembre il Museo Civico di via Aggiunti ospiterà una ricca e suggestiva mostra dedicata a Raffaellino del Colle, su iniziativa del Comune.
“Promuovendola” dichiara l’assessore alla cultura di Palazzo delle Laudi, Francesca Mercati “intendiamo rispondere al desiderio dell’intera comunità, che da tempo chiedeva con forza di rendere omaggio ad un artista nativo di Sansepolcro tra i più significativi del Cinquecento, che non ha ancora la fama che merita. Per questo, prendendo volentieri il testimone dalla precedente amministrazione, abbiamo investito molte risorse, umane ed economiche, su un progetto espositivo che reputiamo di grande qualità. Sansepolcro è la terra del sommo Piero della Francesca ma anche di tanti altri che, dopo di lui e sulla sua scia, arricchiti dalle esperienze di grandi botteghe d’arte italiane dell’epoca, hanno nobilitato con le loro opere il Borgo e i territori limitrofi. Per l’occasione il Comune ha assunto l’onere e l’onore del restauro anche di altri preziosi dipinti di Raffaellino presenti in Valtiberina, fatto questo che sottolinea l’importanza che riveste la cultura per la nostra amministrazione, convinti come siamo che su di essa si basi la crescita e lo sviluppo di una società, per l’arricchimento delle conoscenze che porta, per le emozioni che fa provare e dunque per il benessere che produce”.
Ad impreziosire l’evento la qualità dei patrocini ottenuti per la mostra: in primis quello del Ministero della Cultura, poi la Regione Toscana e il Comune di Città di Castello. Un’esposizione ricca di lavori dell’artista e di documenti, provenienti da tutta Italia e anche dall’estero, dai luoghi dove sono custodite le opere e le testimonianze di Raffaellino: Arcidiocesi di Gaeta, Arcidiocesi di Urbino, Urbania e Sant’Angelo in Vado, Biblioteca Apostolica Vaticana, Comune di Città di Castello, Comune di Pesaro, Diocesi di Arezzo, Cortona e Sansepolcro, Diocesi di Città di Castello, Gabinetto disegni e stampe Uffizi di Firenze, Galleria Borghese di Roma, Gallerie Giovanni Sarti di Parigi, Istituto Centrale per la Grafica di Roma.
“Propulsore della mostra” spiega la dottoressa Cristina Giambagli, direttore del Museo Civico e autentico ‘motore’ dell’iniziativa “è stato il restauro dell’Assunzione e Incoronazione della Vergine del nostro Museo, commissionata nel 1526 a Raffaellino dai Frati Minori Osservanti per la chiesa di Santa Maria della Neve fuori le mura, terminato proprio quest’anno dopo i difficili accadimenti che hanno riguardato la pala nel precedente decennio. Il ricchissimo e variegato patrimonio culturale di cui siamo orgogliosi detentori richiede impegno e testimonianze concrete da parte delle istituzioni, per la sua conservazione ma anche e per la sua fruizione: è il motivo per cui abbiamo convintamente sostenuto l’opportunità che rappresenta un tale evento, che si propone di celebrare il nostro Raffaellino e di promuovere il dibattito sulla sua arte, tra i cultori dell’artista e tra il grande pubblico. Proprio per questo, non volendo dimenticare nessuno, si sentano raggiunti dai nostri più sentiti ringraziamenti tutti coloro che a vario titolo hanno preso parte al progetto e che ne hanno reso possibile la realizzazione: siamo certi che sarà anche il riscontro del pubblico e dei visitatori del Museo a premiare il loro grande impegno”.
Dai documenti presenti nell’archivio di deposito del Comune risulta che la prima idea di realizzare al
Museo Civico di Sansepolcro una mostra dedicata a Raffaellino del Colle risale al 2008. Vicissitudini diverse hanno obbligato il rinvio nel tempo della mostra. Un progetto interrottosi definitivamente a seguito della intervenuta sospensione da parte della Soprintendenza di Arezzo, nel 2015, del restauro della grande pala intitolata all’Assunzione e Incoronazione della Vergine, avviato nel 2010 proprio in vista della realizzazione della mostra sul suo autore. Oggi la pala, grazie al supporto fondamentale di due istituzioni, Comune di Sansepolcro e Soprintendenza di Siena, Grosseto e Arezzo, e, meritoriamente, al lavoro appassionato e generoso di un gruppo di storici dell’arte e restauratori, coordinato dalla direzione del Civico, rientra finalmente in sede, dopo anni di assenza dal Museo (dal 2018) e di ancor più lunga interdizione dalla fruizione pubblica. Con la curatela affidata ad Andrea Muzzi, in quanto Soprintendente per le province di Siena, Grosseto e Arezzo fino al 2021, che ha seguito dall’inizio il restauro della pala e creduto fortemente nel progetto, la mostra si concentra dunque su un periodo limitato di tempo, però centrale nella evoluzione artistica di Raffaellino che, di ritorno dalla Roma di Papa Leone X, portò a Sansepolcro e in tutta l’Italia centrale importanti novità sulla pittura, e significò per il Borgo il punto di raccordo tra l’epoca del sommo Piero della Francesca e la produzione della famiglia degli Alberti.
L’inaugurazione della mostra si terrà, come detto, venerdi 15 settembre e sarà preceduta da un incontro con i rappresentanti della stampa. Saranno presenti ad entrambi gli appuntamenti il sindaco Innocenti, l’assessore Mercati, il direttore del Museo Giambagli, Andrea Muzzi, direttore del restauro e curatore della mostra, Letizia Nesi, restauratore della Soprintendenza di Arezzo, Siena e Grosseto, Marco Droghini, storico dell’arte, Felicia Rotundo, storica dell’arte.
Un autentico evento e assieme il tributo ad uno degli artisti di punta di Sansepolcro. Dal 15 settembre e sino al 15 dicembre il Museo Civico di via Aggiunti ospiterà una ricca e suggestiva mostra dedicata a Raffaellino del Colle, su iniziativa del Comune.
“Promuovendola” dichiara l’assessore alla cultura di Palazzo delle Laudi, Francesca Mercati “intendiamo rispondere al desiderio dell’intera comunità, che da tempo chiedeva con forza di rendere omaggio ad un artista nativo di Sansepolcro tra i più significativi del Cinquecento, che non ha ancora la fama che merita. Per questo, prendendo volentieri il testimone dalla precedente amministrazione, abbiamo investito molte risorse, umane ed economiche, su un progetto espositivo che reputiamo di grande qualità. Sansepolcro è la terra del sommo Piero della Francesca ma anche di tanti altri che, dopo di lui e sulla sua scia, arricchiti dalle esperienze di grandi botteghe d’arte italiane dell’epoca, hanno nobilitato con le loro opere il Borgo e i territori limitrofi. Per l’occasione il Comune ha assunto l’onere e l’onore del restauro anche di altri preziosi dipinti di Raffaellino presenti in Valtiberina, fatto questo che sottolinea l’importanza che riveste la cultura per la nostra amministrazione, convinti come siamo che su di essa si basi la crescita e lo sviluppo di una società, per l’arricchimento delle conoscenze che porta, per le emozioni che fa provare e dunque per il benessere che produce”.
Ad impreziosire l’evento la qualità dei patrocini ottenuti per la mostra: in primis quello del Ministero della Cultura, poi la Regione Toscana e il Comune di Città di Castello. Un’esposizione ricca di lavori dell’artista e di documenti, provenienti da tutta Italia e anche dall’estero, dai luoghi dove sono custodite le opere e le testimonianze di Raffaellino: Arcidiocesi di Gaeta, Arcidiocesi di Urbino, Urbania e Sant’Angelo in Vado, Biblioteca Apostolica Vaticana, Comune di Città di Castello, Comune di Pesaro, Diocesi di Arezzo, Cortona e Sansepolcro, Diocesi di Città di Castello, Gabinetto disegni e stampe Uffizi di Firenze, Galleria Borghese di Roma, Gallerie Giovanni Sarti di Parigi, Istituto Centrale per la Grafica di Roma.
“Propulsore della mostra” spiega la dottoressa Cristina Giambagli, direttore del Museo Civico e autentico ‘motore’ dell’iniziativa “è stato il restauro dell’Assunzione e Incoronazione della Vergine del nostro Museo, commissionata nel 1526 a Raffaellino dai Frati Minori Osservanti per la chiesa di Santa Maria della Neve fuori le mura, terminato proprio quest’anno dopo i difficili accadimenti che hanno riguardato la pala nel precedente decennio. Il ricchissimo e variegato patrimonio culturale di cui siamo orgogliosi detentori richiede impegno e testimonianze concrete da parte delle istituzioni, per la sua conservazione ma anche e per la sua fruizione: è il motivo per cui abbiamo convintamente sostenuto l’opportunità che rappresenta un tale evento, che si propone di celebrare il nostro Raffaellino e di promuovere il dibattito sulla sua arte, tra i cultori dell’artista e tra il grande pubblico. Proprio per questo, non volendo dimenticare nessuno, si sentano raggiunti dai nostri più sentiti ringraziamenti tutti coloro che a vario titolo hanno preso parte al progetto e che ne hanno reso possibile la realizzazione: siamo certi che sarà anche il riscontro del pubblico e dei visitatori del Museo a premiare il loro grande impegno”.
Dai documenti presenti nell’archivio di deposito del Comune risulta che la prima idea di realizzare al
Museo Civico di Sansepolcro una mostra dedicata a Raffaellino del Colle risale al 2008. Vicissitudini diverse hanno obbligato il rinvio nel tempo della mostra. Un progetto interrottosi definitivamente a seguito della intervenuta sospensione da parte della Soprintendenza di Arezzo, nel 2015, del restauro della grande pala intitolata all’Assunzione e Incoronazione della Vergine, avviato nel 2010 proprio in vista della realizzazione della mostra sul suo autore. Oggi la pala, grazie al supporto fondamentale di due istituzioni, Comune di Sansepolcro e Soprintendenza di Siena, Grosseto e Arezzo, e, meritoriamente, al lavoro appassionato e generoso di un gruppo di storici dell’arte e restauratori, coordinato dalla direzione del Civico, rientra finalmente in sede, dopo anni di assenza dal Museo (dal 2018) e di ancor più lunga interdizione dalla fruizione pubblica. Con la curatela affidata ad Andrea Muzzi, in quanto Soprintendente per le province di Siena, Grosseto e Arezzo fino al 2021, che ha seguito dall’inizio il restauro della pala e creduto fortemente nel progetto, la mostra si concentra dunque su un periodo limitato di tempo, però centrale nella evoluzione artistica di Raffaellino che, di ritorno dalla Roma di Papa Leone X, portò a Sansepolcro e in tutta l’Italia centrale importanti novità sulla pittura, e significò per il Borgo il punto di raccordo tra l’epoca del sommo Piero della Francesca e la produzione della famiglia degli Alberti.
L’inaugurazione della mostra si terrà, come detto, venerdi 15 settembre e sarà preceduta da un incontro con i rappresentanti della stampa. Saranno presenti ad entrambi gli appuntamenti il sindaco Innocenti, l’assessore Mercati, il direttore del Museo Giambagli, Andrea Muzzi, direttore del restauro e curatore della mostra, Letizia Nesi, restauratore della Soprintendenza di Arezzo, Siena e Grosseto, Marco Droghini, storico dell’arte, Felicia Rotundo, storica dell’arte.
I militari del N.O.RM. – Aliquota Operativa di Città della Pieve, unitamente a personale della locale Stazione CC e sotto lo stretto coordinamento dell’Autorità Giudiziaria, grazie all’assunzione di numerose dichiarazioni testimoniali hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Perugia un diciannovenne e un ventitreenne ritenuti responsabili di aver aggredito – in concorso con altri due soggetti già deferiti all’A.G. minorile nelle scorse settimane – il sedicenne di Città della Pieve al culmine della violenta lite avvenuta in un locale notturno.
I Carabinieri, nel corso delle settimane, hanno escusso a sommarie informazioni testimoniali molti giovani che, la notte tra il 7 e l’8 agosto, stavano trascorrendo la serata nel locale da ballo all’aperto quando si è verificata l’aggressione. In quella circostanza due amici minorenni, che si trovavano nella discoteca all’aperto, erano stati fisicamente aggrediti da un gruppo di coetanei a seguito di una lite per futili motivi. Uno dei due, caduto a terra dopo aver ricevuto dei pugni al volto e dopo aver battuto la testa, si era inizialmente rialzato, in stato confusionale, per poi perdere conoscenza dopo poco tempo. Era stato successivamente trasportato d’urgenza all’Ospedale di Perugia dove è rimasto ricoverato per svariati giorni in terapia intensiva a seguito di un delicato intervento chirurgico.
Gli accertamenti svolti dai Carabinieri avevano già permesso di identificare due dei presunti responsabili dell’aggressione, entrambi minorenni di origini straniere, deferiti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Perugia per l’ipotesi di reato di lesioni personali aggravate in concorso, ex artt. 110 – 582, 583 c.p.; uno dei due, in virtù della misura cautelare del “collocamento in comunità” emessa dal Tribunale per i Minorenni dell’Umbria, era stato arrestato e collocato in una struttura fuori regione.
Ora, a distanza di circa tre settimane dall’evento, i militari della Compagnia di Città della Pieve hanno raccolto vari elementi di presunta responsabilità anche a carico di due maggiorenni, appartenenti al gruppo dei “presunti aggressori”, deferendoli alla competente autorità giudiziaria per l’ipotesi di reato di “lesioni personali aggravate in concorso”.
Le indagini hanno inoltre permesso di acclarare come, la sera in cui si è verificato l’evento, il minore che è stato collocato in comunità fuori regione impugnasse anche una pistola “ad impulsi elettrici” (c.d. “taser”) con la quale avrebbe minacciato alcuni passanti; per tale motivo, lo stesso è stato altresì deferito alla competente Procura per i Minorenni per l’ipotesi di reato di “porto abusivo di armi o oggetti atti ad offendere”, ex art. 4 della legge 110/1975.
Il sindaco Secondi risponde in consiglio comunale alle interrogazioni di Lignani Marchesani (Castello Civica) e Arcaleni (Castello Cambia) sui rapporti tra Sogepu e Sogeco: “L’amministrazione comunale ha preso conoscenza dell’organigramma di Sogeco nel giugno del 2023 e successivamente, per iniziativa del segretario generale e dell’Ufficio Partecipate, ha rivolto ad Anac una richiesta di valutazione sulla congruità dei ruoli e degli incarichi affidati. La valutazione sulla legittimità di quanto avvenuto spetta agli organismi preposti e l’amministrazione comunale si comporterà di conseguenza, in base alle valutazioni che verranno fatte”.
“L’amministrazione comunale ha preso conoscenza dell’organigramma di Sogeco nel giugno del 2023, all’approvazione del bilancio 2022 della società, e successivamente, per iniziativa del segretario generale e dell’Ufficio Partecipate, ha rivolto ad Anac una richiesta di valutazione sulla congruità dei ruoli e degli incarichi affidati. La valutazione sulla legittimità di quanto avvenuto spetta agli organismi preposti e l’amministrazione comunale si comporterà di conseguenza, in base alle valutazioni che verranno fatte”. E’ quanto ha chiarito in consiglio comunale il sindaco Luca Secondi, rispondendo nella seduta del consiglio comunale di ieri sera alle interrogazioni dei consiglieri Andrea Lignani Marchesani (Castello Civica) ed Emanuela Arcaleni (Castello Cambia) sui rapporti tra Sogepu e Sogeco. Il primo cittadino ha illustrato l’attuale governance di Sogeco, nella quale la carica di amministratore unico è ricoperta dal Antonio Granieri, che non percepisce compensi connessi al ruolo, mentre la carica di direttore generale è ricoperta, con un compenso annuo previsto di 126.000 euro, da Cristian Goracci, che allo stato attuale non percepisce compensi connessi ai compiti affidati. Rimandando ulteriori considerazioni e approfondimenti alla commissione consiliare competente che si riunirà nei prossimi giorni, il primo cittadino ha chiarito che la nomina del direttore tecnico di Sogeco fosse prevista dal capitolato di gara e che per questo incarico non vengono cumulate indennità. “Dal primo gennaio 2023, data di avvio della concessione del servizio di gestione integrata dei rifiuti del Sub Ambito n. 1 – ha detto il sindaco – coerentemente con l’offerta di gara Ennio Spazzoli ricopre la carica di direttore tecnico di Sogeco e non percepisce compensi per tale carica da parte di Sogepu”. Secondi ha puntualizzato che il 4 luglio 2023 il consiglio di amministrazione di Sogepu ha conferito all’ingegner Spazzoli procura speciale con delega di funzioni e ha confermato la procura speciale con delega di funzioni in materia ambientale. Per tale incarico Spazzoli riceve un compenso annuo pari ad 12.000 euro, oltre Iva, da parte di Sogepu. “Si tratta – ha precisato – di un incarico per la sicurezza impiantistica, non attiene alla direzione tecnica”. Illustrando l’interrogazione, il consigliere Lignani Marchesani aveva espresso la necessità che venisse chiarito se, “ferma restando la legittimità da Sogeco di decidere in proprio, secondo la propria maggioranza in assemblea, sia stata effettivamente fatta la nomina di direttore generale e quale sia l’emolumento previsto, considerando che parliamo di costi che vanno a incidere sulle risorse che Sogeco richiede ai gestori operativi dei servizi”. “Vorremmo anche comprendere se di questa nomina siano stati informati Sogepu e il suo nuovo consiglio di amministrazione”, aveva aggiunto l’esponente della minoranza, che aveva avanzato anche l’esigenza di venire a conoscenza del numero di dipendenti di Sogeco, “per capire se sia una società di scopo o qualcos’altro”. “Sarebbe un atto di cortesia istituzionale – aveva concluso Lignani Marchesani – che il direttore generale di Sogeco esponesse un programma di mandato”. La consigliera Arcaleni aveva rappresentato la necessità di comprendere se le notizie contenute nei bilanci 2021 e 2022 di Sogeco fossero a conoscenza dell’amministrazione comunale. In particolare, aveva chiesto di capire se sindaco, giunta e amministratori di maggioranza fossero a conoscenza del fatto che “l’allora amministratore unico di Sogepu avesse sottoscritto, nel luglio 2021, con la società Sogeco un contratto per la direzione generale della società, con un compenso di 60.000 euro annuali, decurtati nel 2021 di 30.000 euro a causa del protrarsi del contenzioso che aveva procrastinato l’aggiudicazione della gara e regolarmente versati nel 2022, avendo lo stesso svolto tutte le attività propedeutiche alla partenza dell’appalto”. Arcaleni aveva inoltre espresso l’importanza di chiarire se gli amministratori comunali avessero saputo che “l’allora e l’attuale direttore tecnico di Sogepu avesse sottoscritto, nel luglio 2021, con la società Sogeco un contratto per la direzione tecnica, la cui esecuzione è stata confermata a partire dal 1 gennaio 2023 con l’avvio effettivo del contratto di appalto”. Nel rimarcare l’esigenza che fossero meglio definiti i contorni dei rapporti tra Sogepu e Sogeco, la rappresentante di Castello Cambia aveva sostenuto: “a me sembra abbastanza strano che ci possa essere il cumulo di queste due cariche e mi dirà lei sindaco se questo possa essere legittimo o meno”. “Vorremmo capire se stiamo pagando la stessa persona per il medesimo incarico di direttore tecnico, visto che i costi andranno a finire anche all’interno dei calcoli per la Tari e che la gestione della società è fatta con soldi pubblici”, aveva osservato Arcaleni, che aveva chiesto anche di comprendere quale sia la natura e il dettaglio del rapporto economico intercorso dal 2021 tra Sogeco, che veniva dichiarata inattiva, e Sogepu, in quanto risulta che nel giugno 2021 la prima abbia iniziato attività di consulenza alle imprese per la realizzazione di progetti innovativi nella gestione dei rifiuti e che verso Sogepu abbia operato una prestazione di servizi, per cui vanta un consistente credito commerciale”. Riferendo i contenuti delle note ricevute da Sogepu, il sindaco Secondi ha spiegato che “Sogeco ha iniziato la propria attività il 21 giugno 2021, come riportato sulla visura ordinaria della Camera di Commercio dell’Umbria — Registro delle imprese. Con contratto di servizio, stipulato in data 6 maggio 2021 con decorrenza a partire dal primo luglio successivo, Sogepu ha affidato a Sogeco lo svolgimento di servizi legali e tecnico-amministrativi per un importo annuo di 265.000 euro, oltre Iva”. “Tutte attività legate alla gara d’ambito per la gestione dei rifiuti – ha evidenziato il primo cittadino – perché in quella fase, nel 2021 il Consiglio di Stato aveva dato ragione a Sogepu, ma l’Auri aveva ritenuto opportuno aprire una procedura tecnica per l’aggiudicazione definitiva e nelle more della sua conclusione c’era la necessità di tutta una serie di attività prodromiche all’affidamento del servizio che era necessario partissero”. In merito alla posizione del direttore generale di Sogeco Goracci, leggendo la nota di Sogepu il sindaco ha dato conto del fatto che “a seguito dell’allungamento dell’iter della procedura di gara per il reiterarsi dell’ulteriore contenzioso e delle conseguenti esigenze di coordinamento volte alla messa a regime di Sogeco, la decorrenza effettiva del incarico di direttore generale è avvenuta a far tempo dal gennaio 2022, annualità a partire dalla quale il dottor Goracci ha iniziato a percepire compensi in Sogeco, rinunciando a quelli come amministratore unico di Sogepu”. Secondi ha specificato che “coerentemente con l’offerta di gara, l’attività della direzione generale si è occupata della fase di avvio della società per le attività propedeutiche alla stipula del contratto ed all’avvio dei servizi”. Nell’annualità 2022, oltre al compenso contrattualmente previsto, Goracci ha percepito ulteriori 30.000euro lordi a titolo di stralcio e rimborso per le attività compiute nel 2021. “Nel 2023 – ha reso noto il sindaco – Goracci ha percepito compensi soltanto nelle mensilità di gennaio, febbraio e marzo, decidendo di astenersi dalle attività, pur rimanendo a disposizione della società per lo svolgimento di quanto contrattualmente previsto, in attesa di maggiori definizioni nell’indagine attualmente in corso della Procura di Perugia”. Secondi ha quindi fornito i dati relativi al personale di Sogeco, “che ha 73 dipendenti, di cui 16 impiegati (addetti amministrativi) e 57 operai (addetti alla raccolta e agli impianti), di cui 70 operano dal primo gennaio 2023 presso Sogepu a seguito di contratti di distacco stipulati in data 28 dicembre 2022”. In sede di replica, il consigliere Lignani ha riconosciuto la chiarezza e la trasparenza dell’esposizione del sindaco e, senza voler scendere in considerazione giuridiche, ha aggiunto: “non commento niente, lascio ai cittadini le valutazioni”. “Mi permetto di dire unicamente che emerge, da un lato, che Sogeco non è una società di scopo, perché altrimenti non avrebbe 73 dipendenti, e, dall’altro, la gravità del fatto che come dice l’amministrazione comunale tutto sia passato sopra la testa della politica”. La consigliera Arcaleni ha preso la parola per dichiarare: “mi astengo anche io da valutazioni giuridiche, ma da quelle politiche no”. “Il sindaco ha dato risposte insufficiente per quanto riguarda gli aspetti politici, non ha avuto il coraggio di dirci se conoscevate tutta questa situazione oppure no”. “Se solo nel luglio 2023 avete inviato ad Anac, giustamente, una richiesta di valutazione di legittimità, vuol dire che negli anni precedenti questa cosa non la sapevate, cioè avete confermato l’amministratore unico di Sogepu senza sapere che aveva già firmato un contratto, con Sogeco, come dice il bilancio depositato”. “E’ grave che ci siano due società che per due anni hanno avuto in pratica la stessa guida e rimando anche io il giudizio ai cittadini su quali interessi siano stati difesi, i nostri o quelli di altri?”. “Chiedo che si faccia maggiore chiarezza, definitiva, su rapporti che ci sono stati e sulla situazione che è stata lasciata in Sogepu e su come il nuovo consiglio di amministrazione intenderà affrontare conti, che non sembrano affatto buoni”. Il sindaco Secondi ha preso di nuovo la parola per chiarire che Goracci abbia proseguito il proprio incarico in regime di prorogatio “a tutela dell’esigenza che quello che era stato definito in sede di gara venisse lasciato com’era fino all’aggiudicazione della stessa, perché uno degli aspetti che erano stati valutati dai vari gradi della giustizia amministrativa aveva a che fare proprio con i requisiti soggettivi degli amministratori e cambiare avrebbe potuto aprire la porta a nuovi contenziosi”. “Se avesse saputo tutto questo, sindaco, avrebbe mantenuto la stessa prorogatio o no?”, ha replicato Arcaleni. “Le rispondo che ogni valutazione sarebbe passata, come ora, per gli uffici tecnici, che mi avrebbero suggerito l’attività congrua da svolgere: le decisioni sono politiche, ma previa valutazione di legittimità”, ha ribattuto Secondi.
Domenica 17 Settembre dalle ore 16:00pressoAnfiteatro del Campaccioin via Largo Mons. Luigi di Liegro, 3, 52037 Sansepolcro la nostra nuova festa STAY HIGH – Wild summer jam.
La scelta di spostarci dallo Skatepark all’Anfiteatro è dovuta dal fatto che l’amministrazione comunale al momento deve ancora chiudere il procedimento per la stipula della convenzione dello spazio con la nostra associazione.
In questa occasione di fine estate, abbiamo pensato così di concentrarci anche sulle altre discipline della Urban Street Culture e promosse dalla nostra Associazione Focus Crew Aps come la Breakdance, i Graffiti, Dj Set e Musica dal vivo, il tutto per farci conoscere, proporre le nostre attività ma soprattutto per divertirci insieme.
Il programma:
16:00-17:00 Lezioni aperte di writing Art (graffiti) e B-boy (Breakdance)
17:00 Start the Jam
Writing Jam
B-boy Jam
18:00Freestyle (Rap) Battle
18:30 FARISAN HI-FI SOUND SYSTEM.
Il viaggio musicale, di Farisan Hi Fi Sound System, si spinge ben oltre le sonorità Giamaicane arrivando a proporre nella selezione sia l’Hip Hop che il rithym and Blues e il Soul. La connessione che lega questi generi fra loro, oltre essere musica “Nera” sta nella centralità della Giamaica. Infatti prima della nascita di una propria identità musicale, in Giamaica, i Sound System, ovvero i DJ dell’isola, suonavano per lo più Blues jazz, poi alla fine degli anni 60 furono gli ignari inventori di quello che gli Statunitensi neri avrebbero chiamato Hip Hop prendendo ispirazione sia dall’esperienza Giamaicana che dalle sonorità del Soul e del Funk. L’unico sound Umbro che possiede un’impianto sonoro auto-costruito con una potenza di 6000 watt e una collezione di vinili che supera quota 15.000 trà 45 e 33 giri.
Per qualsiasi ulteriore informazione potete contattarci al numero 3280289331 –
Saranno installate in città 40 nuove telecamere di videosorveglianza grazie ad un bando del Ministero dell’Interno ed un investimento dell’Amministrazione comunale di oltre 40mila euro.
“L’Amministrazione Innocenti ha promosso fin dalla campagna elettorale la volontà di rafforzare gli strumenti di prevenzione in tema di Sicurezza, primo fra tutti la videosorveglianza, rendendo questo fronte un punto importante delle proprie Linee Programmatiche.” – Queste le parole dell’assessore alla pubblica sicurezza Alessandro Rivi che prosegue – “Su questo tema, quindi, l’Assessorato alla Polizia Municipale con gli Uffici preposti ha portato avanti più progettualità al fine di reperire tutti i fondi sovracomunali possibili per rafforzare il sistema già funzionante dentro e fuori le mura della Città.
Dopo una prima candidatura nel 2021, ci siamo candidati di nuovo nel 2022 al bando del Ministero dell’Interno che ha come oggetto il rafforzamento della sicurezza urbana dei Comuni, attraverso il finanziamento di sistemi di videosorveglianza.
Siamo estremamente soddisfatti che il nostro Comune sia risultato assegnatario del finanziamento statale, ottenendo il massimo importo finanziabile. Non solo, il progetto che il Comune ha candidato si è posizionato al 151esimo posto su una graduatoria di quasi duemila Comuni.
Il progetto presentato e accolto prevede un investimento totale di 130.440 Euro.
Saranno installate oltre 30 telecamere di contesto in vari punti della Città, dentro e fuori le mura.
Saranno installate ulteriori 10 telecamere di lettura targhe in accessi della Città al momento non presidiati.
Considerando l’importante traffico dei dati, è previsto nel progetto anche un nuovo server e un nuovo software per l’immagazzinamento e la gestione dei dati.
Assieme a questo progetto, la Giunta Comunale ha approvato la scorsa settimana anche il Progetto Esecutivo di un altro finanziamento in materia di videosorveglianza, di natura regionale, che prevede un intervento totale di 41.800 euro, che combinato con il progetto Ministeriale porterà la Città ad avere sostanzialmente tutti gli ingressi su strada monitorati da telecamere lettura targhe. Ricordiamo che questa tecnologia permette la segnalazione tramite allert immediato alle forze dell’ordine, di tutti i veicoli segnalati nella banca dati nazionale.
In totale, quindi, saranno realizzati investimenti in sistemi di videosorveglianza per un totale di 172mila euro, importi mai visti a Sansepolcro su questo fronte, che saranno realizzati entro il mese di gennaio 2024.
Ricordo che a questo importo va aggiunto quanto già realizzato con il finanziamento statale Scuole Sicure e quanto realizzato in vari punti della Città, con ulteriori risorse proprie del bilancio comunale.
Siamo soddisfatti dei risultati conseguiti, dei progetti presentati e dei finanziamenti ottenuti. Per questo ringraziamo il Servizio Polizia Municipale e il Comandante Antonello Guadagni, per il lavoro svolto nella preparazione delle proposte progettuali.”
163 anni fa le truppe dell’Esercito Sardo entrando in Città di Castello dettero il via alla campagna che portò all’annessione dell’Umbria e delle Marche al futuro regno d’Italia, percorsero l’attuale via XI settembre da Nord “facendovi 70 gendarmi prigionieri” (cfr. relazione del Gen. Fanti del 1° ottobre 1860). Cosi iniziava la campagna che in soli 28 giorni portò prima alla caduta di Ancona e poi dell’annessione dei territori delle Marche e dell’Umbria al Regno D’Italia. Ieri presso il monumento posto a ricordo dei fatti dell’11 settembre 1860 è stata data memoria a questi avvenimenti che troppo spesso non sono celebrati, ma che rappresentano una tappa importantissima della storia del nostro paese. Le celebrazioni sono state promosse dall’amministrazione comunale con la collaborazione dall’Associazione Nazionale dei Volontari di Guerra di Perugia, che sta ripercorrendo in questi giorni la marcia del IV corpo d’armata del Reale esercito Sabaudo, comandato dal Generale Cialdini, il cui percorso va dal confine dello Stato Pontificio a Città di Castello, la Fratta, Perugia fino a Foligno dove le truppe entrarono il giorno 15 per poi confluire con quelle del V corpo d’armata verso Castelfidardo. L’assessore Rodolfo Braccalenti, ha accolto per la breve cerimonia, in piazza Raffaello Sanzio, i rappresentanti del Comando militare Esercito Umbria, che hanno portato il plauso ed il saluto del Comandante Nazzaro, il Comandante della Stazione dei CC di Città di Castello, il Comandante del Commissariato della Polizia di Stato di Città di Castello, il Comandante della Tenenza della Guardia di Finanza, i labari e i rappresentati della Associazione Nazionale Famiglie dei Caduti e Dispersi in Guerra, della Associazione Nazionale Volontari di Guerra di Perugia, della Associazione Nazionale dei Bersaglieri, Associazione Nazionale della Polizia di Stato. La deposizione della corona presso il monumento è stato anche il momento per ricordare i fatti e le parole del proclama del Generale Enrico Cialdini ai soldati del IV Corpo D’armata, che erano infiammate dalla strage del 20 giugno 1859 in Perugia.
Venerdì 15 settembre ore 21.00 a Città di Castello presso la Piazza delle Tabacchine il Lions Club Città di Castello Host ha organizzato uno spettacolo di musica, danza e teatro dal titolo “Le sirene del Tabacco”. Il Lions Club Città di Castello Host ha voluto ricordare la figure di quelle donne, che con il lavoro duro della raccolta, rappresentano il simbolo dell’emancipazione femminile tifernate. In un periodo storico quando ancora la cultura vedeva il ruolo della donna tra le mura domestiche, le Tabacchine con orgoglio partivano all’alba per andare a lavorare nei campi negli stabilimenti di lavorazione del tabacco. L’evento è stato realizzato in collaborazione con i danzatori di Castello Danza, le musiche di Matteo Burani e Giacomo Marcucci, le cantanti Sara Peli e Sofia Addoni, nonché con la partecipazione di Lucia Zappalorto, Leonardi Caprini, Lorenzo Cozzari, Giuseppina Magi e Claudia Ripi. L’evento è patrocinato dal Comune di Città di Castello e rientra tra gli eventi di estate in città.
I nuotatori Tifernati, con Francesco Serafini e Riccardo Giambi, il 9 e 10 settembre hanno aiutato, tra gli altri atleti intervenuti, Marco Fratini a portare a termine la nota impresa “Swim The Garda” accompagnandolo entrambi nella tappa Malcesine Navene di 6 kilometri, tappa che segnava la metà percorso e nuotata in uno scenario mozzafiato e Francesco Serafini anche nell’ultima che da Toscolano Maderno riportava, dopo circa 7 km, Fratini a Salò ovvero da dove era partito la mattina di venerdi 8. Quest’ultima tappa, a causa di un momento difficile avuto da Fratini la notte precedente che gli aveva fatto accumulare ritardo, è iniziata già in tarda serata alla 19:20 circa costringendo i due atleti a percorrerla quasi per intero a notte già calata. Decisamente singolare quanto affascinante questa esperienza di nuoto in notturna nel mezzo del Lago di Garda percorsa in un’acqua incredibilmente tiepida, nel buio e con il solo rumore dell’acqua tra quattro kayak dei Canottieri Garda di Salò che con una piccola luce posta alle estremità davano la direzione ai nuotatori i quali, per garantire la massima sicurezza, indossavano anche braccialetti fluorescenti utili anche per avere percezione del corpo e della bracciata. A garantire ulteriormente la sicurezza di tale inusuale traversata anche una barca a vela con personale dell’organizzazione e più distante una imbarcazione della locale Protezione Civile. Emozionante l’ingresso a Salò e la nuotata lungolago che vedeva la presenza di numerosissime persone acclamanti. All’arrivo fuochi d’artificio e grande festa per Marco e la sua titanca impresa. I Nuotatori TIfernati non potevano mancare a questo appuntamento non solo per dovere di riconoscenza vista l’assidua partecipazione di Fratini a tutte le nostre attività ma soprattutto per la quarantennale amicizia nata a bordo vasca quando l’attività natatoria agonistica in Umbria muoveva i suoi primi passi.
L’estate derutese prosegue con una serie di concerti. Si parte dal 14 al 16 settembre prossimi, con la Rassegna Bandistica “Banda Larga” per concludere domenica 17 con “Suggestioni Sonore per l’Umbria”.
“Intendiamo rendere Deruta sempre più attrattiva – affermano il sindaco, Michele Toniaccini, l’assessore alla Cultura, Piero Montagnoli e la giunta comunale – anche attraverso eventi musicali. Sarà una settimana di grande musica, di unione e di scambi fra città e associazioni diverse”.
Giovedì 14 settembre, alle ore 21.00 si esibirà la Banda Musicale “Città di Deruta”, direttore Maestro Michele Margaritelli; Venerdì 15 settembre, alle ore 21.00, la Banda Musicale “Città di Gualdo Tadino”, direttore Maestro Angelo Arnesano, Sabato 16 settembre, alle ore 21.00, la Banda “Giacomo Puccini” di La Botte di Guidonia, il Complesso bandistico “La Diana” di Cervara di Roma, l’Associazione bandistica di Sacrofano di Roma, direttori Maestro Giuseppe Galli e Carlo Calcagnini.
Il 17 settembre, invece, al Terrazzo del Museo Regionale della Ceramica si esibirà il trio Mariangela Berazzi (voce e tamburi) Sandro Paradisi (fisarmonica e tastiera), Roberto Forlini (batteria), con “Suggestioni Sonore per l’Umbria”. L’appuntamento è alle ore 19.30, ingresso gratuito.
Ritorna anche quest’anno l’appuntamento con “Borgo Sport”. L’evento, organizzato dal Comune di Sansepolcro, è in calendario per il prossimo fine settimana, sabato 16 e domenica 17 settembre, in viale Diaz a Porta Fiorentina. Una “due giorni” interamente dedicata alle realtà sportive del territorio, dove giovani e meno giovani potranno cimentarsi nella pratica delle diverse discipline, con strutture messe a disposizione dalle società e dalle associazioni sportive del Borgo. L’intero tratto di viale Diaz sarà occupato da supporti per la pratica sportiva, dal calcio al basket, dalla pallavolo alla scherma, dal tennis sino ai giochi da tavolo come il ping pong. Non mancheranno poi esemplari dell’antico e suggestivo “calcio balilla”. Sui marciapiedi ai lati di viale Diaz ci saranno punti ristoro e un palco dove sono previste esibizioni di danza e accompagnamento musicale nella serata di sabato 16 grazie alla band “Luca e gli Amici”. Nella giornata di sabato 16 “Borgo Sport” si terrà dalle 16 fino alle 24, mentre domenica 17 gli spazi saranno frequentabili dalle 10 alle 12.30 del mattino e dalle 15 alle 20 del pomeriggio. “Si rinnova un appuntamento piacevole e atteso dalla nostra gente” commenta il sindaco di Sansepolcro Fabrizio Innocenti “che è insieme una vetrina importante per la nostra ricca realtà sportiva, reduce da un 2023 contrassegnato sin qui da risultati di rilievo sia a livello di squadre che individuale, sia una opportunità per tutti coloro, ragazzi e bambini soprattutto, che vogliano sperimentare in prima persona il fascino delle diverse discipline. Sansepolcro, ricordiamo insignito del prestigioso titolo di Comune Europeo dello Sport nel 2021, è realtà molto attiva da sempre in questo settore. E simili eventi non fanno altro che rafforzare questo legame, soprattutto a beneficio delle giovani generazioni”.
250 veicoli controllati, 5 violazioni accertate per superamento limiti velocità, 2 per superamento linea continua, 1 per sorpasso e 2 per utilizzo improprio luci anabbaglianti: 60 ore impegnate, con due/4 operatori al giorno. E’ il bilancio dell’attività estiva della Polizia locale di Città di Castello, nell’ambito dei controlli di polizia stradale coordinati dalle Prefetture di Perugia e di Pesaro e dalle rispettive Questure umbro-marchigiane, sulla strada “Apecchiese” S.R. 257, in sinergia e collaborazione con le altre forze di polizia delle due regioni. Sono state 20 le postazioni di controllo, in particolare nel week end e con utilizzo di strumentazione di controllo elettronico della velocità. L’assessore alla Polizia Locale e Sicurezza, Rodolfo Braccalenti, nell’analizzare i dati, riconosce l’impegno profuso dal Comandante, Emanuele Mattei e dai suoi collaboratori in sinergia con le altre forze di polizia che ha consentito in un’ottica di prevenzione di ridurre drasticamente gli incidenti stradali sull’Apecchiese. La presenza continua anche degli agenti della polizia locale è stata significativa in tal senso. E’ verosimile che i motociclisti sapevano dell’intensificazione dei controlli ed hanno prudentemente tenuto una velocità più adeguata e ciò è dimostrato anche dal numero assai limitato delle violazioni accertate. Il giusto approccio è quello teso a proseguire nei controlli anche durante il periodo autunnale in modo da far percepire una presenza costante”, ha proseguito l’assessore Braccalenti. Lo scorso nese di luglio i controlli stradali, erano stati disposti, grazie al coordinamento dei Prefetti e Questori di Perugia e Pesaro, con appositi servizi straordinari d’interforze che hanno interessato anche la S.R 257 “Apecchiese”, durante i quali pattuglie delle forze dell’ordine e di Polizia assieme alle Polizie Locali di Città di Castello, Apecchio, Piobbico e Acqualagna, hanno effettuato controlli, in particolare nei week-end, finalizzati a prevenire comportamenti pericolosi da parte di automobilisti e motociclisti. Sono state impiegate diverse pattuglie, dei vari corpi preposti al controllo stradale. “La sicurezza ed il rispetto delle leggi e delle disposizioni del codice stradale sono le priorità assolute per garantire l’incolumità di coloro che transitano su una strada ad alta densità di traffico specie nel periodo estivo e la sinergia fra le amministrazioni comunali di regioni e province limitrofe e disponibilità di collaborazione con le Prefetture, Questure, forze dell’ordine e di polizia va in questa direzione. I comuni come sempre faranno la loro parte per il bene delle comunità locali”, ha concluso Rodolfo Braccalenti.
LA SCHEDA L’Apecchiese, SR “257”, è la strada di collegamento interregionale Umbro-Marchigiana di oltre 53 chilometri di lunghezza: si estende da Città di Castello ad Acqualagna, passando per Apecchio e Piobbico in Provincia di Pesaro-Urbino. Il tratto umbro, ricadente interamente sul territorio del comune di Città di Castello, interessa circa 20 chilometri di strada (19,935 Km per la precisione) che risulta di competenza regionale, ma di gestione provinciale. Una strada molto transitata, soprattutto da motociclisti e appassionati delle due ruote, perché caratterizzata da una gran quantità di curve, quasi da record in rapporto ai chilometri totali. Sono infatti 141 le curve rilevate e rese note dai tecnici della Provincia di Perugia, alle quali si aggiungono 12 rettifili, alcuni dei quali in semicurva.
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