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Fratelli d’Italia Arezzo non può esimersi dal commentare la situazione drammatica della Fimer e di tutte le aziende dell’indotto. Centinaia di posti di lavoro sono in pericolo e un intero comparto dell’elettronica di eccellenza in Valdarno rischia di scomparire, proprio adesso che in questo ambito vi è una altissima domanda dei prodotti che questa azienda può produrre. Solo uno sforzo di istituzioni e privati potrà salvare centinaia di posti di lavoro e rilanciare l’azienda.Si chiede però anche di approfondire le cause che hanno portato a questo stallo e dissesto, se solo vi siano cause esogene quali il costo esorbitante e la mancanza delle materie prime, piuttosto che la concorrenza nel settore, oppure se vi siano problemi strutturali, quali la mancanza di liquidità, l’eccesso di figure dirigenziali rispetto a quelle produttive, uno sbilanciamento economico e finanziario sempre che sia reversibile con idonee misure.

Di certo in assenza di una proprietà capace di poter investire, andrà trovata una realtà disposta ad investire e mettere nuove risorse nella fabbrica per fare quanto necessario al rilancio, oppure andranno comunque adottati  strumenti giuridici quali un concordato in continuità, per salvare il salvabile e riavviare la produzione in pieno regime. Certo in questo ultimo caso verranno scaricati debiti sulle società collegate alla Fimer per ragioni produttive che vantano crediti nei confronti della Fimer, che rischieranno a loro volta di avere problemi finanziari. Le istituzioni pertanto dovranno sostenere non solo la Fimer, ma tutte le aziende collegate e che potrebbero subire o subiranno di sicuro degli effetti negativi, per evitare che per risolvere un problema, se ne creino altri 100.

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