Pallavolo: Biffi, il capitano dal cuore biancazzurro: “Il premio più bello? Essere ricordato come persona”

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Il regista dell’ErmGroup Altotevere racconta il riconoscimento ricevuto dai tifosi, il percorso vissuto a San Giustino e una stagione chiusa senza rimpianti: “Belluno? Se è andata così, voleva dire che doveva andare così”

Ci sono premi che finiscono in una bacheca e altri che restano dentro. Per Jacopo Biffi, capitano dell’ErmGroup Altotevere, il riconoscimento ricevuto dai tifosi biancazzurri nella conviviale di fine stagione a Citerna appartiene decisamente alla seconda categoria.

Consegnato dai fedelissimi della curva con una motivazione semplice ma profonda – “per la guida, la grinta e il cuore biancazzurro” – il trofeo assegnato al palleggiatore lombardo racconta qualcosa che va oltre il gesto tecnico o il rendimento in campo. Racconta il rapporto costruito in tre anni con un territorio, una squadra e una tifoseria che in lui ha trovato non solo un giocatore, ma un punto di riferimento.

“È un riconoscimento che mi ha fatto davvero piacere – racconta Biffi – perché significa che siamo riusciti a trasmettere alle persone cosa rappresenti la pallavolo qui a San Giustino. È stata una soddisfazione dal punto di vista sportivo, ma soprattutto umano”.

E proprio l’aspetto umano emerge subito nelle parole del capitano, che mette davanti tutto il resto una convinzione ricevuta in famiglia.

“I miei genitori me lo hanno sempre detto: prima di essere un bravo giocatore bisogna essere una bella persona. Questo premio mi ha fatto pensare che forse il percorso che sto facendo, non solo come atleta ma anche come uomo, sta lasciando qualcosa”.

Parole che spiegano bene il legame creatosi in questi anni con l’ambiente altotiberino. Arrivato nell’estate del 2023, Biffi ha visto crescere progressivamente il proprio peso tecnico e caratteriale all’interno dello spogliatoio, fino a ricevere in stagione la fascia di capitano.

Una responsabilità che non nasconde di aver accolto con entusiasmo.

“Quando mi è stato proposto di fare il capitano ero felicissimo. Sentivo di poter dare tanto al gruppo, soprattutto nei momenti più delicati dell’anno. Poi sui risultati ognuno può avere la propria opinione, ma una cosa posso dirla con serenità: per questa squadra ho dato davvero tutto”.

Una stagione intensa, chiusa sul filo di lana con l’eliminazione nella semifinale playoff contro Belluno, maturata dopo due sfide combattutissime e quel doppio 15-13 tra tie-break e golden set che ancora brucia ai tifosi biancazzurri.

Ma non a Biffi, almeno non nel senso del rimpianto.

“Se è andata così, significa che doveva andare così – spiega con lucidità – non ho riguardato gara 2 e probabilmente non lo farò. Perdere in quel modo significa che il verdetto era quello: Belluno meritava di continuare il percorso. Noi però dobbiamo essere orgogliosi di quanto costruito”.

Nessuna recriminazione, dunque, ma la consapevolezza di aver vissuto un’annata importante, sia per il gruppo che per la società, capace ancora una volta di confermarsi protagonista.

E mentre il futuro sportivo resta tutto da scrivere, il regista biancazzurro ha già deciso come utilizzare i mesi estivi.

Niente spiagge infinite o relax assoluto: tempo di libri e università.

“L’obiettivo dell’estate è laurearmi in informatica – racconta sorridendo – quindi mi aspetta un periodo intenso, ma diverso dalla palestra”.

In attesa di capire dove lo porterà la prossima stagione, una cosa però è già certa: a San Giustino, Jacopo Biffi qualcosa l’ha lasciata davvero. Non solo assist, palloni distribuiti e leadership in campo, ma quel modo autentico di vivere lo sport che spesso, alla lunga, vale anche più delle vittorie.

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