Da Città di Castello le prime scarpe “tipografiche”: pelle impressa con i caratteri mobili della storica Grifani-Donati

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CITTÀ DI CASTELLO – Scarpe fatte a mano che portano impressi nomi, frasi, simboli o piccoli disegni, proprio come se la pelle diventasse un foglio di carta. Succede a Città di Castello, dove dall’incontro fra due realtà artigiane del territorio nasce un progetto che unisce tradizione, creatività e manifattura: le prime scarpe tipografiche.

L’idea nasce dalla collaborazione fra la bottega artigiana Alverso, guidata dai maestri calzolai Andrea Mancini e Michele Ceccatini, e la storica Tipografia Grifani-Donati, attiva dal 1799 e considerata la più antica d’Europa ancora operativa.

La particolarità? La pelle delle calzature viene impressa con caratteri mobili originali utilizzando torchi storici, gli stessi che per oltre due secoli hanno stampato testi, inviti e opere pregiate. Ogni scarpa può così diventare un pezzo unico: un nome, una citazione, un segno distintivo o un riferimento al territorio.

Una lavorazione che mette insieme due mestieri antichi e apparentemente lontani – quello del calzolaio e quello del tipografo – trovando però un punto d’incontro nel lavoro fatto a mano e nella cura del dettaglio.

Nel centro storico tifernate, la Grifani-Donati continua ancora oggi la propria attività con Milos e Alberto Maria Ottaviani, ottava generazione della famiglia, affiancati dai genitori Giovanni e Adriana. Nel laboratorio sono ancora in funzione macchinari storici, dal torchio tipografico del 1864 alla macchina pianocilindrica del 1910, strumenti che oggi diventano parte anche di questo nuovo progetto.

Le calzature vengono invece realizzate nella sede di Lama di San Giustino, dove Andrea Mancini e Michele Ceccatini portano avanti il lavoro della bottega Alverso, nome dialettale scelto per richiamare le “cose fatte bene”.

«Il nostro compito oggi è custodire questo sapere e trasformarlo in qualcosa che continui a vivere», spiegano Milos e Alberto Maria Ottaviani, impegnati a personalizzare le prime calzature con caratteri che richiamano la storia e l’identità tifernate.

Una collaborazione che ha ricevuto anche il plauso del sindaco Luca Secondi e dell’assessore alla cultura Michela Botteghi, che parlano di «una bella storia di creatività, artigianato e passione capace di promuovere il territorio».

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