Dieci anni senza don Giuseppe Amantini: a Giove il ricordo vive ancora nella festa della comunità

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Ci sono persone che continuano a esserci anche quando non sono più fisicamente presenti. A Giove, a dieci anni dalla sua scomparsa, don Giuseppe Amantini è una di queste.

Il ricordo del sacerdote è tornato a vivere con forza durante la tradizionale festa che ogni anno richiama nella piccola frazione amici, volontari e tante persone che hanno condiviso un pezzo di strada con lui. Un appuntamento che don Giuseppe amava particolarmente, perché rappresentava ciò che più aveva a cuore: stare in mezzo alla gente.

Poveri e benestanti, giovani e anziani, famiglie, persone con disabilità, amministratori e lavoratori. Tutti seduti allo stesso tavolo, senza distinzioni, per condividere un momento di fraternità e amicizia. Era questo lo spirito che aveva voluto imprimere alla Festa di Giove e che, ancora oggi, continua a caratterizzarla.

Anche quest’anno la località si è riempita di volti, sorrisi e incontri in una giornata vissuta all’insegna della condivisione. Un modo semplice ma autentico per ricordare chi ha dedicato la propria vita agli altri e alla sua comunità.

La festa si è aperta con la celebrazione eucaristica presieduta da don Nicola Testamigna, presidente dell’associazione, per poi proseguire con la cena e la musica dei Paguro Bernardo. A rendere possibile tutto questo, come sempre, sono stati i numerosi volontari che con le loro magliette gialle hanno servito ai tavoli e accolto gli ospiti con disponibilità e sorriso.

Ma oltre al buon cibo e alla musica, ciò che ha colpito maggiormente è stata l’atmosfera. Quella sensazione di familiarità che fa sentire ogni persona parte di una grande famiglia. Come se qualcuno avesse aperto le porte di casa propria per accogliere amici vecchi e nuovi.

È forse proprio questo il lascito più grande di don Giuseppe Amantini: aver costruito una comunità capace di ritrovarsi ancora oggi attorno ai valori dell’accoglienza, della solidarietà e della vicinanza verso chi è più fragile.

A dieci anni dalla sua morte, il suo esempio continua a camminare sulle gambe dei tanti volontari e delle persone che ogni anno scelgono di esserci. Perché certi insegnamenti non invecchiano e certi ricordi non si consumano con il tempo.

A Giove, don Giuseppe continua a vivere nei gesti semplici della sua gente.

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