Via dei Casceri in questi giorni è un cantiere. Si rifà la pavimentazione, si mettono mano ai sottoservizi — acqua, fognatura, metano — e i lavori, dopo un avvio complicato, hanno ripreso a correre. Massimo Minciotti ha pensato che fosse il momento di chiedere una cosa piccola. Tra il civico 9 e il civico 11 c’era una fontanella. Qualcuno l’ha chiusa, dice il consigliere del Pd, senza un motivo. Ora che la strada è aperta, tanto vale riattaccarla.
Lo ha detto in consiglio comunale, in sede di comunicazioni, ricordando che su questo l’aula si era già pronunciata a favore nella consiliatura passata. E ha aggiunto un desiderio: che lì venga messa una delle fontane in ghisa. Le “sette sorelle”, come le chiamano in città.
La loro storia comincia nel 1885, quando il consiglio comunale decise di portare in città l’acqua di Fontecchio e intitolò l’acquedotto a Vittorio Emanuele II. Diciannove secoli prima aveva fatto lo stesso Vennio Sabino. I lavori finirono nel 1896, costarono oltre centomila lire, e nel contratto con l’impresa c’era scritto che in vari punti della città andavano collocate sette fontanelle in ghisa con la tazza di pietra. Corpo cilindrico, grigio, affusolato, e sul fianco il marchio dell’acquedotto. I tifernati ci si affezionarono subito.
Oggi ne resta una. Delle altre sei, nessuna notizia. Altre fontanelle sono arrivate col tempo — via dei Santi Quattro, via Sant’Andrea, la stessa via dei Casceri — e qualcuna, ha fatto notare Minciotti, è stata resa inservibile quasi appena installata: è il caso di quella accanto al cippo di monsignor Schivo.
Da qui la richiesta alla giunta, che guarda più lontano del centro storico: un piano per nuove fontanelle pubbliche entro fine legislatura, anche nei quartieri e nelle frazioni, con diffusori automatici che non sprechino acqua, per le persone e per gli animali. Il riferimento è al diritto umano all’acqua riconosciuto in ambito europeo, con l’obiettivo di allargare l’accesso e ridurre la plastica. E, se si fanno, che le facciano gli artigiani di qui. Con le “sette sorelle” avevano dimostrato di saperci fare.



