Tagli ai servizi per la disabilità, il Pd di Sansepolcro: “Sospendere subito l’ipotesi”

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Ventisette euro e ventisette centesimi per abitante. È la quota che i Comuni trasferiscono all’Unione per i servizi sociali, ed è ferma da oltre quindici anni. Nel frattempo sono cresciuti l’inflazione, il costo del lavoro e soprattutto i bisogni delle famiglie. Da questo dato parte il Partito Democratico di Sansepolcro per contestare l’ipotesi di un taglio del 30% ai servizi per la disabilità, all’assistenza educativa scolastica e a quella domiciliare.

L’allarme lo aveva lanciato ValtiberinAutismo. Ora i dem lo rilanciano e chiedono risposte immediate. “Le persone non sono numeri — si legge nella nota —. Sono storie, bisogni, desideri, diritti e progetti di vita. E i servizi che le riguardano non possono essere affrontati attraverso tagli lineari”.

Il problema, sostengono dal circolo biturgense, viene da lontano. Durante la discussione dell’ultimo bilancio comunale il Pd aveva presentato emendamenti per aumentare l’investimento nei servizi sociali gestiti tramite l’Unione dei Comuni. Non furono approvati, ma in Consiglio la necessità di intervenire venne riconosciuta. “Per questo oggi è ancora più difficile comprendere come, anziché aumentare le risorse, si possa arrivare a ipotizzare un taglio del 30%”.

Sul numero i dem chiedono chiarezza subito: quali servizi verrebbero toccati, quante ore in meno, quale impatto sulle singole persone. “Un’ora di assistenza non è una casella di bilancio. Può significare la possibilità per un bambino di vivere pienamente la scuola, per una persona con disabilità di conquistare un’autonomia, per una famiglia di mantenere un equilibrio costruito ogni giorno con enormi sacrifici”.

La richiesta finisce sul tavolo del sindaco Fabrizio Innocenti, che tra pochi giorni assumerà la presidenza dell’Unione dei Comuni. “Prima di fare i primi passi da Presidente, faccia un passo indietro rispetto ai tagli”. Sospendere l’ipotesi, dicono, e aprire un confronto con sindaci, famiglie, associazioni e operatori. Poi affrontare il nodo delle risorse che i Comuni destinano al sociale, ferme da troppo tempo. “Su questo il Partito Democratico è pronto a fare la propria parte”.

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