Piazza Torre di Berta piena e vestita a festa per l’ultimo atto del Settembre biturgense. Mancini si prende il Palio, Tizzi porta Sansepolcro al secondo posto. Tra i momenti più sentiti il saluto a Mario Gherardi, al suo ultimo Palio da tiratore.
Si chiude così il Settembre biturgense 2026, con Piazza Torre di Berta piena di gente, colori e suoni. Per due settimane Sansepolcro ha rimesso al centro la sua storia, le sue tradizioni e quel legame con il Rinascimento che qui, ogni settembre, torna a farsi vivo.
Il Palio della Balestra è stato ancora una volta il momento più atteso. Prima il corteo, poi le chiarine, i tamburi, i figuranti, gli sbandieratori. E infine la gara, con quel silenzio particolare che cala sulla piazza ogni volta che un balestriere prende la mira.
A vincere il Palio 2026 è stato Alessandro Mancini di Gubbio. Secondo posto per Alessandro Tizzi di Sansepolcro, mentre sul terzo gradino del podio è salito un altro eugubino, Andrea Gueca.
Per Mancini è un’altra soddisfazione importante in una stagione davvero speciale. Era arrivato a Sansepolcro dopo il successo ottenuto a Cantiano nel Torneo BAI, dove aveva conquistato il titolo di “Re della Balestra” e il Collare d’Oro. A Piazza Torre di Berta è arrivata un’altra vittoria di peso.
Il drappo di questa edizione, realizzato da Carlo Trevisan, era dedicato a San Francesco nell’ottavo centenario della morte.
Ma il Palio, a Sansepolcro, va molto oltre la classifica. È una città che cambia volto per qualche ora. Sono le dame, gli armati, i balestrieri e i figuranti che attraversano il centro storico. Sono gli squilli delle chiarine, il ritmo dei tamburi, i colori dei costumi e la piazza che si riempie lentamente.
Tra i passaggi più sentiti della giornata anche il saluto a Mario Gherardi, al suo ultimo Palio da tiratore. Un momento che ha raccolto l’applauso della piazza e che ha avuto un significato particolare per la Società Balestrieri e per Sansepolcro. Gherardi, negli anni, è diventato una presenza familiare dentro questa tradizione, una di quelle figure che appartengono al Palio quasi quanto la balestra stessa.
Poi ancora spettacolo, con gli Sbandieratori di Sansepolcro, protagonisti di uno dei momenti più applauditi del pomeriggio. Le bandiere in aria, gli incroci, le figure, il ritmo dei tamburi: immagini che ormai fanno parte dell’identità stessa della manifestazione.
E alla fine resta soprattutto questo: una piazza piena, una tradizione ancora capace di coinvolgere e un Borgo che, almeno per un pomeriggio, torna davvero indietro nel tempo.
Con il Palio si chiude il Settembre biturgense 2026. Sansepolcro torna alla normalità, ma per qualche ora è tornata ancora una volta ad essere Borgo Santo Sepolcro.



