Verso le elezioni a Città di Castello, cinque domande anche al centrodestra

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I partiti lavorano a una candidatura comune. Resta da capire quale rapporto costruiranno con Umbria Civica e Futuro Nazionale, e che cosa accadrebbe in caso di ballottaggio.

Nei giorni scorsi abbiamo rivolto cinque domande al centrosinistra. Oggi le rivolgiamo al centrodestra. La sua situazione, però, è diversa: Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno alle spalle anni di confronto, sia in Consiglio comunale sia nelle rispettive segreterie. Non partono da zero.

Nei partiti il confronto sui possibili candidati è avviato. Ora serve trovare una sintesi su un nome. La prima domanda è se quella scelta nascerà da un accordo solido, capace di tenere insieme le diverse forze anche dopo le elezioni. La risposta si vedrà dal programma, oltre che dalla persona scelta per rappresentarlo.

Il precedente del 2021 spiega perché questa decisione abbia tanto peso. Roberto Marinelli e Andrea Lignani Marchesani si presentarono alla guida di due schieramenti distinti. Presero il 21,72% e il 21,12%, ma nessuno dei due arrivò al ballottaggio, vinto poi da Luca Secondi su Luciana Bassini per 439 voti. Sommare quelle percentuali e sostenere che un candidato unico avrebbe vinto non sarebbe serio. Resta il fatto che, con il 42,84% raccolto complessivamente dai due, il centrodestra non riuscì a disputare il secondo turno.

Da allora i rapporti sono cambiati. I partiti hanno condiviso più volte iniziative in Consiglio e oggi discutono di una candidatura comune. Il lavoro svolto rende possibile un’intesa; resta da capire quale città vogliano costruire. Su Belladanza, Tari e Sogepu il centrodestra ha posto questioni concrete. Quali scelte farebbe se toccasse a lui governare? E quali priorità darebbe ai servizi, alla sanità e allo sviluppo? È la seconda domanda, quella alla quale il nome del candidato, da solo, non può rispondere.

Il discorso cambia quando si arriva a Umbria Civica. Insieme a Unione Civica Tiferno ha aperto un confronto sul futuro politico della città, senza annunciare alleanze o candidature. Non sappiamo se cercherà un accordo con il centrodestra o se sceglierà di presentarsi con un proprio candidato. Prima ancora di parlare di schieramenti, però, sarebbe interessante capire quale peso ritenga di avere oggi a Città di Castello e quali risposte voglia dare sui temi che stanno occupando il dibattito cittadino.

Una candidatura autonoma sarebbe una scelta politica precisa. Con quale proposta Umbria Civica chiederebbe ai tifernati di preferirla a un centrodestra unito? E quale consenso pensa di poter raccogliere? Non possiamo sapere oggi chi arriverà al ballottaggio, né dare per acquisita una percentuale per alcuno. Possiamo però porre la questione che seguirebbe a una corsa separata: se al secondo turno ci fosse il candidato del centrodestra, che cosa direbbe Umbria Civica ai propri elettori?

La domanda ha un motivo. Nilo Arcudi guida in Assemblea legislativa regionale il gruppo Tesei presidente – Umbria Civica e siede all’opposizione della Giunta Proietti insieme ai partiti del centrodestra. A Castello sono possibili scelte diverse da quelle regionali; la politica locale ha rapporti e storie proprie. Proprio per questo, se Umbria Civica decidesse di non condividere il percorso dei partiti, sarebbe utile conoscere le ragioni di quella scelta e capire quale strada indicherebbe in un eventuale ballottaggio.

A Gubbio, nel 2024, una candidatura sostenuta insieme da una civica e dai partiti del centrodestra vinse. Vittorio Fiorucci ottenne il 25,29% al primo turno e il 55,26% al ballottaggio. Città di Castello ha un quadro diverso e nessuno può pensare di ripetere semplicemente quell’esperienza. Il precedente mostra, però, che fra partiti e civiche si può trovare un’intesa. Ci sono le condizioni per provarci anche qui?

Futuro Nazionale è un’altra storia. È una forza appena arrivata sulla scena tifernate e, per ora, non sappiamo quale seguito abbia fra gli elettori. Si è detta disponibile a discutere con le altre forze di candidato e programma, lasciando aperta la possibilità di correre da sola se l’accordo non ci sarà. Sul termovalorizzatore, per esempio, ha espresso una posizione favorevole che trova punti di contatto con il centrodestra.

La quarta domanda è che cosa porterebbe di diverso una candidatura autonoma di Futuro Nazionale. Potrebbero esserci persone nuove e proposte capaci di raccogliere voti che oggi i partiti non intercettano. Sarà il movimento a doverlo dimostrare parlando di Castello, dei suoi problemi e delle soluzioni che propone.

Anche qui, una corsa separata aprirebbe la questione del secondo turno. Se Futuro Nazionale chiedesse voti per un proprio candidato e al ballottaggio arrivasse quello del centrodestra, quale scelta proporrebbe ai suoi elettori? Non è necessario anticipare accordi che non esistono. È però una domanda che, prima o poi, potrebbe presentarsi.

Resta una quinta domanda per il centrodestra nel suo insieme: saprà parlare anche a chi oggi non voterebbe i partiti della coalizione? A Terni, nel 2023, Orlando Masselli era avanti al primo turno su Stefano Bandecchi, 35,81% contro 28,14%. Al ballottaggio vinse Bandecchi con il 54,62%. A Castello nel 2021 la divisione lasciò il centrodestra fuori dal secondo turno; a Terni una candidatura comune arrivò al ballottaggio e perse. Sono storie diverse, ma la scelta del candidato dovrà tenere conto anche degli elettori che si trovano fuori dal proprio campo politico.

C’è poi la sconfitta regionale. Donatella Tesei passò dal 57,55% del 2019 al 46,17% del 2024. Il centrodestra umbro si è chiesto quanto abbia pesato il modo in cui raccontò il proprio lavoro e quanto, invece, il giudizio degli elettori sulle scelte fatte? È una riflessione che può servire anche a Castello, mentre si costruisce una proposta per le comunali.

Il centrodestra tifernate ha una strada aperta: arrivare a un candidato condiviso dopo anni di lavoro comune. Umbria Civica e Futuro Nazionale dovranno decidere se entrare in quel confronto o proporre agli elettori una strada propria. Nessuna delle due scelte va data per scontata. Prima del voto, però, sarà importante sapere che cosa ciascuno vuole fare per la città e quale rapporto intende avere con gli altri, anche se si dovesse tornare alle urne per scegliere il sindaco al ballottaggio.

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