ERM Group San Giustino, Quarta: «La Serie A2? È arrivato il momento di provarci davvero»

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Il nuovo capitano alla vigilia del campionato: «In quattro anni siamo sempre cresciuti, adesso manca l’ultimo passo». La fiducia della società, il nuovo gruppo e il rapporto con Marra e Monaldi: «Abbiamo una squadra importante, ma dobbiamo dimostrarlo sul campo».

Cinque stagioni con la stessa maglia, un legame con San Giustino che si è consolidato nel tempo e, da quest’anno, anche la responsabilità di indossare la fascia di capitano. Augusto Quarta conosce bene l’ERM Group, ne ha vissuto la crescita e sa quanto lavoro sia stato fatto per portare questa società a competere stabilmente ai vertici della Serie A3 nazionale.

Adesso, però, c’è un passo che manca. Ed è quello più difficile.

Dopo due semifinali playoff consecutive, l’ultima delle quali con una finale sfiorata, la società ha deciso di alzare ulteriormente il livello. Valdemaro Gustinelli e Claudio Bigi hanno messo a disposizione dello staff tecnico una formazione costruita per competere con le migliori. Non è una garanzia di vittoria, naturalmente, ma è un segnale preciso.

Ne abbiamo parlato con Quarta nella prima puntata stagionale di Time Out. Una chiacchierata alla vigilia dell’esordio in campionato, tra il nuovo ruolo di capitano, i compagni arrivati durante l’estate e un obiettivo che questa volta nessuno vuole nascondere: provare a portare l’Altotevere in Serie A2.

Augusto, quinta stagione a San Giustino. Ti ritrovo capitano e con una squadra che, almeno sulla carta, può davvero puntare in alto. Te lo dico subito: dopo quattro anni di Serie A3, non pensi sia arrivato il momento di fare questo salto di categoria?

«Penso proprio di sì. Però vorrei ricordare il percorso che abbiamo fatto, perché in questi quattro anni siamo sempre cresciuti. Il primo anno dovevamo salvarci, il secondo siamo entrati nei playoff e negli ultimi due siamo arrivati in semifinale. L’anno scorso abbiamo sfiorato davvero la finale. Quest’estate la società ha fatto uno sforzo importante per costruire una squadra forte. Credo che ormai l’Altotevere sia diventata una realtà di vertice e che ci manchi soltanto quest’ultimo passo. Per quello che abbiamo fatto in questi anni, penso che ce lo meritiamo».

E allora, Augusto, adesso tocca a voi. Perché la società ha fatto la propria parte. La preparazione che indicazioni ti ha dato?

«Buone, davvero buone. Abbiamo lavorato tanto e ci sono stati momenti nei quali ho visto una squadra giocare a un livello altissimo. In alcune situazioni sembriamo quasi di un’altra categoria. Non lo dico per esagerare, ma perché è quello che ho visto in palestra. Adesso dobbiamo riuscire a fare quelle cose con continuità. All’inizio qualche difficoltà ci sarà, è normale, soprattutto quando cambiano diversi giocatori. Però abbiamo tanta qualità e questo ci aiuterà».

Tra l’altro il calendario non vi dà neppure il tempo di prendere fiato. Si comincia subito con tre avversarie importanti.

«Esatto. Le prime tre partite saranno contro squadre che, secondo me, ritroveremo nelle zone alte della classifica. Quindi capiremo subito tante cose. Non possiamo pensare di essere già al massimo alla prima giornata, ma dobbiamo cercare fin da subito di esprimere il nostro gioco. I meccanismi miglioreranno con il passare delle settimane».

Veniamo alla fascia di capitano. Quando ho saputo che l’avevano affidata a te, ho pensato che fosse una scelta naturale. Cinque anni nello stesso ambiente non sono pochi. Tu come l’hai presa?

«Mi ha fatto davvero piacere. L’ho vista un po’ come una ciliegina sulla torta, anche per il percorso che ho fatto qui. Mi sento pronto, perché conosco bene la società e l’ambiente. In questi anni ho avuto anche degli ottimi esempi, penso a Davide Marra. Cercherò di essere un punto di riferimento per i miei compagni, soprattutto quando ci saranno delle difficoltà. Vorrei essere un buon collegamento tra squadra e società. Sono contento e ringrazio tutti per la fiducia».

Valdemaro Gustinelli e Claudio Bigi hanno investito molto su questa stagione. Immagino che con il nuovo capitano una chiacchierata l’abbiano fatta. Che cosa ti hanno detto?

«Mi hanno fatto sentire tutta la loro fiducia. Sappiamo benissimo quali sono gli obiettivi e quest’anno non vogliamo nasconderci. Io ho scelto di rimanere anche perché credo in questo progetto. L’ho detto più volte: mi piacerebbe portare l’Altotevere in Serie A2. Sarebbe una soddisfazione enorme, soprattutto per chi è qui da diversi anni e ha vissuto tutta questa crescita. Voglio ricambiare la fiducia della società dando tutto quello che posso».

Ti faccio una domanda sui nuovi. C’è qualcuno che durante la preparazione ti ha colpito particolarmente? Qualche giocatore che ti ha fatto pensare: questo è davvero forte?

«Abbiamo preso giocatori importanti, questo è evidente. Sono ragazzi abituati a stare nelle prime posizioni, alcuni hanno già giocato in categorie superiori. Non sono venuti qui per fare un campionato tranquillo. Si vede durante gli allenamenti, perché il livello è alto. E quando ti alleni con giocatori così, anche tu sei portato a dare qualcosa in più».

C’è poi il ritorno di Mazzocchi. Io, lo sai, sui cavalli di ritorno sono sempre un po’ prudente. Però questo è un giocatore che aveva lasciato un’ottima impressione. Come lo hai ritrovato?

«Sono contentissimo che sia tornato. È un giocatore che dà grande equilibrio, sa fare praticamente tutto e lo fa bene. Per noi è un valore aggiunto importante. Secondo me potrebbe tranquillamente giocare anche nella categoria superiore. Averlo in squadra, con gli obiettivi che abbiamo quest’anno, è davvero tanta roba».

Parliamo della panchina. Si è chiusa l’esperienza con Bartolini, mentre adesso c’è la coppia Marra-Monaldi. Ecco, Monaldi lo conosciamo: è uno che pretende tanto, anche quando l’allenamento sta per finire. Come vi state trovando?

«Molto bene. Con Mirko ho un rapporto di amicizia che va anche oltre la pallavolo. È vero che pretende tanto, ma secondo me con Davide forma una coppia che funziona. A volte Davide riesce a mettere un po’ il freno, altre volte Mirko spinge quando c’è bisogno di lavorare di più. In palestra c’è un bell’ambiente. Ci alleniamo tanto, ma soprattutto bene. Non facciamo le cose tanto per farle, ogni lavoro è mirato. E vedo che anche gli altri ragazzi si trovano bene. Ci tengo comunque a ricordare Bartolini, perché in questi quattro anni ha fatto tanto e ci ha lasciato una bella eredità».

Anche in regia avete cambiato. E sappiamo quanto conti il palleggiatore in una squadra che vuole vincere. L’intesa sta arrivando?

«Sì, e sono molto fiducioso. Parliamo di uno dei palleggiatori più forti della categoria. Io personalmente mi sto trovando bene. Poi è chiaro che certe intese richiedono tempo, non puoi pretendere di avere tutto subito. Ma quando hai giocatori di questa qualità diventa più facile trovare i meccanismi giusti».

Augusto, quest’anno faccio fatica a parlare semplicemente di una squadra che vuole fare bene. Qui mi sembra che la società abbia deciso di giocarsi tutte le proprie carte. Voi nello spogliatoio ne siete consapevoli?

«Assolutamente sì. Ci siamo parlati e sappiamo perché siamo qui. Vogliamo provare a vincere. Non ha senso nasconderlo. Però dobbiamo essere anche umili, perché il campionato sarà difficile. Quest’anno, rispetto alla passata stagione, vedo più equilibrio. Non credo ci sarà una squadra come Reggio Emilia, capace di prendere subito il largo. Ogni partita conterà e dovremo stare attenti a non lasciare per strada punti che poi, alla fine, potrebbero diventare decisivi».

Su chi farete la corsa? Perché qualche squadra da tenere d’occhio sicuramente l’avrete già individuata.

«Nel nostro girone penso ad Acqui Terme, Cuneo e Sarroch. Sono squadre importanti, costruite per stare in alto. Poi anche nell’altro girone ci sono formazioni molto forti, come Sorrento, Campobasso e Modica. Però bisogna fare attenzione a tutti. A volte ci sono squadre che partono con meno aspettative e poi fanno un grande campionato. Non possiamo permetterci di sottovalutare nessuno».

Ti chiedo un’ultima cosa. San Giustino ha una bella tradizione pallavolistica e questa squadra meriterebbe davvero tanta gente al palazzetto. Qual è la certezza di Augusto Quarta alla vigilia del campionato? E qualche dubbio ce l’hai?

«La certezza è che quest’anno ci divertiremo. Su questo sono convinto. Faremo di tutto per raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati. Dubbi? Sinceramente no. Perché penso che per togliere i dubbi ci sia soltanto una strada: lavorare. E noi lavoreremo tanto. Ai tifosi voglio dire di venirci a vedere, perché abbiamo bisogno del loro sostegno. Noi ce la metteremo tutta e sono sicuro che insieme ci divertiremo».

Augusto Quarta non promette la promozione, ma non si nasconde nemmeno dietro le solite frasi di circostanza. Del resto, dopo cinque stagioni a San Giustino, conosce bene quanto sia difficile vincere un campionato e quanto possa pesare una partita sbagliata nel momento decisivo.

La squadra c’è, almeno sulla carta. La società ha fatto uno sforzo importante e le aspettative sono inevitabilmente cresciute. Adesso bisognerà vedere come questo gruppo saprà rispondere alle prime difficoltà, perché quelle arriveranno, anche per una formazione costruita per stare davanti.

Una cosa, però, è certa: dopo quattro anni nei quali l’Altotevere ha continuato a migliorarsi, questa potrebbe essere davvero la stagione giusta per provare a cambiare categoria. E Quarta, che quel percorso lo ha vissuto tutto, vorrebbe essere proprio il capitano capace di accompagnare San Giustino in Serie A2.

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