Città di Castello, l’abbraccio del Pala Joan vale quanto la vittoria: 800 tifosi per la prima in Serie B

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Esordio davanti a un pubblico straordinario per la squadra di Marco Bartolini. Valenti: «Un ambiente così non c’è nemmeno in molte categorie superiori»

CITTÀ DI CASTELLO – L’immagine più bella della prima di campionato non è soltanto quella della squadra che festeggia in campo. È l’abbraccio finale tra i giocatori e gli oltre 800 tifosi che sabato sera hanno riempito il Pala Joan. Per una prima giornata di Serie B è un dato straordinario e, soprattutto, il segnale più evidente di quanto il volley biancorosso abbia ritrovato entusiasmo attorno a sé.

Il palazzetto si è riempito progressivamente tra le 18 e le 18.30. All’ingresso la dirigenza continuava a raccogliere adesioni al tesseramento dei sostenitori, mentre sugli spalti Seconda Giovinezza sistemava striscioni e preparava il sostegno alla squadra. Poi è cominciata la partita e il Città di Castello ha dovuto fare i conti anche con l’emozione di un esordio atteso da tempo.

Lensi e compagni sono partiti un po’ tesi, ma con il passare dei minuti hanno trovato ritmo e sicurezza, riuscendo a esprimere anche una buona pallavolo, pur concedendo qualcosa di troppo all’avversario. La partita è rimasta in equilibrio, con la Sirdeco Pescara capace di mettere in difficoltà i tifernati soprattutto quando Bertoli ha iniziato a trovare continuità.

Nel momento più delicato, però, il Città di Castello non si è disunito. Ha reagito, ha ritrovato ordine e lucidità e, con Cappelletti e Volpi protagonisti e un muro di Troiani, ha rimesso la partita dalla propria parte fino al 25-20 finale.

Una prestazione che ha soddisfatto anche Patrik Valenti, rimasto fuori dalla gara ma importante elemento del gruppo durante la settimana.

«Finalmente siamo scesi in campo per la prima di campionato – racconta –. Era un momento atteso, sia per metterci alla prova in Serie B sia per rivedere il palazzetto pieno. E devo dire che ci ha sorpreso. Abbiamo iniziato un po’ tesi, poi abbiamo preso ritmo, ma ancora c’è da migliorare e lavorare per trovarci in campo, perché tecnicamente il gruppo è eterogeneo. Possiamo ancora crescere con il lavoro in palestra e toglierci diverse soddisfazioni».

E proprio il pubblico è stato uno degli elementi che più hanno colpito il gruppo. Per atmosfera e partecipazione, Valenti paragona le sensazioni di sabato sera a quelle della stagione 2012-2013, quella della storica promozione in A2.

«Le emozioni sono state di livello superiore. Non c’erano soltanto i tifosi organizzati, ma ragazzi, famiglie, bambini piccoli: una grande famiglia biancorossa. Abbiamo retto l’urto iniziale anche a livello ambientale, perché un pubblico così non c’è nemmeno in molte realtà di categorie superiori».

La squadra, secondo Valenti, ha saputo trasformare quella spinta in energia positiva, senza perdere la lucidità nei momenti difficili.

«Abbiamo limitato gli errori e tenuto l’avversario sotto controllo con lucidità. C’è stata continuità nella correlazione muro-difesa e, per quanto riguarda i singoli, un bentornato a Roberto Bongiorno, che è stato fondamentale in diverse situazioni. Tutti si sono divertiti, soprattutto i tifosi, che ringrazio per la vicinanza».

Adesso, però, arriva subito un passaggio importante. Il calendario propone due trasferte impegnative, a Jesi e in Romagna contro il Rubicone Volley. È ancora presto per capire quale possa essere il reale valore della squadra e quanto questa prima vittoria possa dire in prospettiva.

«Non sappiamo ovviamente di che livello siamo noi e Pescara – conclude Valenti –. Dobbiamo lavorare, a testa bassa, per affrontare Jesi».

E proprio Jesi sarà uno degli argomenti della settimana. Perché il nome della formazione marchigiana, per chi ha vissuto la storia recente del volley biancorosso, evoca ricordi dolcissimi e una pagina che a Città di Castello nessuno ha dimenticato.

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