Il sindaco Luca Secondi, la Giunta e il presidente del Consiglio comunale Luciano Bacchetta ricordano il musicista e “cantore” della città
CITTÀ DI CASTELLO – La scomparsa improvvisa di Fabio Mariotti ha suscitato profondo cordoglio a Città di Castello. Una figura conosciuta e popolare, legata alla musica ma anche allo sport e all’impegno sociale, che nel corso degli anni aveva saputo raccontare la propria città con ironia, affetto e un forte senso di appartenenza.
A esprimere vicinanza alla famiglia e a tutte le persone che lo hanno conosciuto e apprezzato sono il sindaco Luca Secondi, la Giunta comunale e il presidente del Consiglio comunale Luciano Bacchetta, che ricordano in particolare le qualità umane di Mariotti e il suo rapporto profondo con Città di Castello.
Fabio era conosciuto soprattutto attraverso la sua esperienza con i Paguro Bernardo, gruppo del quale era voce e leader e che, attraverso le proprie canzoni, aveva trasformato il dialetto, i proverbi e le consuetudini locali in una forma originale di racconto della comunità tifernate.
«Nelle celebri canzoni del suo gruppo dei Paguro Bernardo – sottolineano Secondi, gli assessori della Giunta e Bacchetta – Fabio riusciva a racchiudere con innata simpatia l’amore per il dialetto, il modo di essere cittadini di questa meravigliosa città attraverso proverbi e brani che rimarranno scritti nella storia per sempre».
Un patrimonio fatto di parole, musica e memoria popolare che, secondo l’Amministrazione comunale, rappresenta una parte significativa del legame costruito da Mariotti con la città.
Nel messaggio di cordoglio viene ricordato anche il suo impegno in diversi ambiti della vita cittadina, a conferma di una presenza che andava oltre l’esperienza musicale. Un rapporto diretto con le persone e con il territorio che lo aveva reso una figura riconoscibile e apprezzata.
«Nel ricordarlo e farne un punto di riferimento – concludono il sindaco, la Giunta e il presidente del Consiglio comunale – cercheremo di contribuire a trasmettere a tutti quei valori ed espressioni che lo hanno reso uno fra i simboli della città».
Un ricordo che si unisce al dolore della comunità tifernate per una scomparsa improvvisa e che affida alla memoria, anche attraverso quelle canzoni, una parte della storia quotidiana di Città di Castello.



