Città di Castello, 50 anni di consultori: una mostra racconta la storia e guarda ai giovani

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Inaugurata alla Biblioteca Carducci l’esposizione “Radici profonde, sguardo al domani”. Al centro prevenzione, ascolto e nuovi servizi per le giovani generazioni

CITTÀ DI CASTELLO – Cinquant’anni di storia, di battaglie per i diritti e di servizi che nel tempo sono cambiati insieme ai bisogni delle persone. È questo il filo conduttore della mostra multimediale “I 50 anni dei consultori in Umbria, radici profonde e sguardo al domani”, inaugurata questa mattina nella sala Rossi Monti della Biblioteca comunale Carducci di Città di Castello.

Un’esposizione che guarda al passato, ma soprattutto prova a raccontare cosa significa oggi parlare di consultori, prevenzione, salute e ascolto. A Città di Castello il percorso è stato arricchito con materiali e informazioni specifiche sull’attività svolta dalla USL Umbria 1 nell’Alto Tevere, attraverso il Consultorio e il Distretto, con particolare attenzione alle nuove generazioni.

L’inaugurazione è stata preceduta da un incontro pubblico al quale ha partecipato un pubblico numeroso, con una presenza significativa di studentesse e studenti delle scuole superiori cittadine. Proprio i ragazzi sono infatti tra i protagonisti delle attività portate avanti sul territorio dalla USL Umbria 1, anche attraverso un progetto regionale che da due anni promuove momenti di informazione e ascolto rivolti agli studenti e al personale docente.

Dopo i saluti del sindaco Luca Secondi, dell’assessora ai Servizi sociali Benedetta Calagreti e della direttrice del Distretto Alto Tevere della USL Umbria 1 Maria Grazia Brancaleoni, il confronto si è concentrato sulle esperienze concrete attive nel territorio.

Nadia Cherli, responsabile dell’Area Ginecologica Territoriale Alto Tevere, ha posto l’accento su un concetto che oggi assume un peso particolare: il consultorio non è soltanto il luogo dove si curano le patologie, ma può essere soprattutto uno spazio di ascolto e prevenzione, capace di intercettare situazioni di disagio e comportamenti a rischio.

Un lavoro che passa anche dalla scuola. Monia Tanci ha illustrato le attività del Dipartimento di Promozione della Salute della USL Umbria 1, soffermandosi sul metodo peer to peer, attraverso il quale gli stessi studenti diventano protagonisti e possono trasformarsi in “moltiplicatori di benessere” all’interno dei propri gruppi.

Daniela Berrettoni, IFO del Servizio Ostetrico dell’Area Nord del Distretto Alto Tevere, ha invece presentato i servizi consultoriali disponibili sul territorio, sottolineando la possibilità di accedervi gratuitamente e senza barriere.

Non solo sanità. Nel confronto è emersa anche la necessità di costruire una rete tra servizi, istituzioni e comunità. Cristina Grilli, referente delle Politiche Giovanili dei Comuni della Zona Sociale 1, ha illustrato alcuni dei progetti rivolti ai giovani, tra cui “Generazione Futuro”, costruito proprio sull’ascolto, e i percorsi dedicati alla genitorialità consapevole, con l’obiettivo di coinvolgere maggiormente anche i giovani padri.

La mostra nasce dall’esperienza dell’UDI e dal lungo percorso del movimento delle donne per la conquista dei diritti civili e sociali. A chiudere l’incontro sono state Cristina Gatti e Dorotea Verducci, dell’UDI Perugia e curatrici dei materiali dell’esposizione, che hanno ricordato quanto quel percorso continui a produrre effetti nella società di oggi.

Ed è proprio la presenza dei tanti giovani alla giornata inaugurale a rappresentare, in qualche modo, il collegamento tra quelle battaglie e il futuro. Una storia che non viene semplicemente celebrata, ma che continua a interrogarsi sui bisogni delle nuove generazioni.

Le associazioni promotrici hanno inoltre ringraziato Maria Grazia Brancaleoni, direttrice del Distretto Alto Tevere della USL Umbria 1, per la disponibilità e per aver accolto l’iniziativa, anche in relazione alle nuove pratiche sperimentate nell’ambito del progetto regionale.

La mostra proseguirà ora il suo percorso nei territori umbri, arricchendosi di volta in volta di nuovi contributi e testimonianze. A Città di Castello rappresenta così non soltanto un viaggio attraverso cinquant’anni di consultori, ma anche un’occasione per parlare di ciò che serve oggi: più ascolto, più prevenzione e servizi sempre più vicini alle persone.

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