Costi in aumento e redditi in calo, le richieste degli agricoltori umbri a La Pietra

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Partecipato incontro nella sede TTI a Città di Castello. Al centro acqua, credito e futuro delle produzioni. Il Distretto Aggregato Altotevere indicato come esperienza da sostenere e replicare

Produrre costa sempre di più, ma alle aziende agricole non viene riconosciuto abbastanza per quello che portano sul mercato. È da questa difficoltà, che riguarda tante imprese umbre, che è partito il confronto con il sottosegretario all’Agricoltura Patrizio La Pietra, ospite venerdì 23 ottobre nella sede di TTI – Trasformatori Tabacco Italia, a Città di Castello.

All’incontro promosso da Confagricoltura Umbria hanno partecipato numerosi imprenditori, rappresentanti delle istituzioni e del mondo produttivo. Sul tavolo questioni che pesano sul lavoro quotidiano delle aziende: il prezzo del gasolio, l’accesso al credito, i tempi degli aiuti, la disponibilità d’acqua e la possibilità di dare un futuro ai giovani che scelgono di restare in agricoltura.

Il vicepresidente di Confagricoltura Umbria, Rufo Ruffo, ha descritto una situazione difficile, nella quale all’aumento delle spese si accompagnano mercati incerti e margini sempre più ridotti. La richiesta è di intervenire sui problemi che stanno mettendo in difficoltà le imprese, rendendo più semplice ottenere credito, accelerando i pagamenti e garantendo rapporti commerciali più equilibrati.

Dai cereali al vino, dall’olio al latte fino alla zootecnia, il problema è riuscire a vendere a condizioni che riconoscano la qualità delle produzioni e i costi necessari per ottenerle. Ruffo ha richiamato l’esperienza della filiera del tabacco altotiberina, indicando nell’aggregazione tra aziende e nel rapporto con l’industria una strada per trattenere sul territorio reddito e occupazione.

C’è poi la questione dell’acqua. Gli investimenti nelle infrastrutture irrigue, ha sottolineato, sono ormai necessari anche per le coltivazioni collinari. E dalla futura Politica agricola comune arriva la richiesta di un sostegno agli investimenti e al ricambio generazionale, senza penalizzare le aziende che decidono di crescere e lavorare insieme. Ruffo ha inoltre ringraziato Governo e Regione per le misure e l’attenzione rivolte all’emergenza del gasolio agricolo.

Proprio il Distretto Aggregato Altotevere è stato al centro dell’incontro. Fabio Rossi, presidente di FAT e TTI, ne ha ricordato il peso nell’economia locale, soffermandosi sul legame tra agricoltura, trasformazione e lavoro. Un legame nel quale la presenza femminile ha avuto, e continua ad avere, un ruolo fondamentale per tante famiglie della vallata.

Rossi ha illustrato anche il lavoro sulla ricerca e sulla sperimentazione: tecniche di coltivazione a minore impatto, un uso più attento delle risorse e la selezione di varietà capaci di resistere meglio ai cambiamenti climatici. A questo si aggiungono gli investimenti nelle energie rinnovabili e nella diversificazione delle attività. Ha quindi ringraziato la consigliera regionale Letizia Michelini per la mozione presentata a tutela e valorizzazione del Distretto.

Per Roberto Caponi, direttore di Confagricoltura, la forza dell’esperienza altotiberina sta nella capacità dei diversi comparti di coordinarsi. Una collaborazione che aiuta le aziende anche nei periodi di crisi e favorisce la continuità del lavoro. Un modello, ha osservato, che potrebbe essere riproposto in altre aree.

Il vicesindaco Giuseppe Bernicchi ha richiamato il ruolo dell’agricoltura nell’economia di Città di Castello e l’importanza storica della tabacchicoltura, chiedendo alle istituzioni nazionali l’attenzione che il settore merita.

A chiudere il confronto è stato La Pietra, che ha definito il Distretto un riferimento anche oltre i confini umbri: «Questo è un distretto che sta dimostrando nei fatti di essere un punto di riferimento non solo per il sistema agricolo regionale ma anche per quello nazionale, in particolare per il sistema tabacco».

Il sottosegretario ha rivendicato l’attenzione del Governo verso la filiera tabacchicola, sottolineando il contributo degli operatori. Dal confronto resta una richiesta precisa delle imprese: poter continuare a investire e a dare lavoro, con condizioni economiche che rendano sostenibile la loro attività.

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