L’Europa e la sfida del futuro: da Ventotene alle grandi crisi globali, il dibattito alla Società del Gotto

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Sabato 24 ottobre, nella storica sede di Porta Pesa a Perugia, si è tenuta la conferenza dedicata all’attualità del Manifesto europeo. Un confronto di alto profilo tra istituzioni, storia e geopolitica con Massimiliano Benelli, Alberto Stramaccioni e Ornella Bellini

(Perugia)  In un pianeta attraversato da tensioni geopolitiche senza precedenti, conflitti alle porte del continente e rigurgiti nazionalistici, ripensare il senso profondo dell’integrazione comunitaria non è soltanto un esercizio accademico, ma una necessità vitale per la tenuta della democrazia. È questo il messaggio di fondo emerso dall’incontro pubblico promosso dal ciclo “Conversazioni in Città” e ospitato sabato 24 ottobre 2026 nella sede della storica Società del Gotto a Perugia, in Via Enrico dal Pozzo.

Al centro del dibattito, un tema cruciale: “L’Europa oggi: l’attualità del Manifesto di Ventotene per l’evoluzione dell’Europa in un mondo che cambia rapidamente”. Un’occasione per riannodare i fili della memoria storica — a partire dal celebre testo redatto nel 1941 da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi al confino — e confrontarli con le urgenze del presente.

La condizione europea tra stabilità e limiti istituzionali

Ad aprire la riflessione sul profilo strettamente comunitario e istituzionale è stato Massimiliano Benelli, esperto in materia ed ex funzionario della Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unione Europea, che ha analizzato luci e ombre dell’attuale assetto di Bruxelles:

«La comunità europea si trova in una condizione molto particolare in considerazione dei cambiamenti e delle vicende di carattere mondiale che non sono più riconducibili soltanto a un determinato Stato o a una determinata situazione», ha dichiarato Massimiliano Benelli. «Bisogna sempre tener conto che il ruolo svolto dall’Unione europea è stato estremamente importante per quanto riguarda gli anni in cui non c’è mai stata una guerra tra e all’interno dei Paesi che fanno parte dell’Unione. Però bisogna forse oggi avviare un percorso che lo stesso Manifesto di Ventotene indicava, cioè quello di arrivare a far sì che l’Unione europea non sia più una sommatoria di iniziative degli Stati, ma deve raggiungere un livello sia sul profilo della democrazia — e per questo io dico ad esempio che il ruolo del Parlamento europeo deve essere un ruolo ancora più efficace, non tanto perché non sia in grado di fare, ma quanto perché è in una posizione subalterna rispetto alle decisioni del sistema degli Stati nel Consiglio. Se si pensa che il Parlamento europeo è stato eletto a suffragio universale, i cittadini devono avere la possibilità di acquisire informazioni e di interloquire con le strutture, cosa che oggi non avviene, tant’è che molti pensano che l’Unione sia una sorta di tecnoburocrazia dove ciascuno fa i propri interessi».

Di qui la necessità di un’evoluzione federale vera e propria: «Bisogna conferire un potere diverso, una sovranità che non è stata definita in modo che si arrivi a far sì che l’Unione europea sia una federazione degli Stati, con poteri democraticamente controllabili», ha aggiunto Benelli. «Questo può aiutare anche a sviluppare relazioni molto evolute che portino in futuro a un’organizzazione federale mondiale che superi i limiti dell’ONU».

Il ruolo dell’Europa nel nuovo scacchiere geopolitico

Sulla stessa linea d’onda si è inserito l’intervento del professor Alberto Stramaccioni, docente di Storia contemporanea all’Università per Stranieri di Perugia, che ha inquadrato il ruolo del continente di fronte ai grandi scuotimenti internazionali: «L’obiettivo e lo scopo di questo incontro è riflettere sul ruolo che deve avere e può avere l’Europa nel contesto geopolitico internazionale», ha affermato Alberto Stramaccioni. «Anche perché i conflitti che sono in corso chiedono un intervento di un continente che ha la sua storia, ma soprattutto delle istituzioni democratiche e rappresentative che possono ancora essere un punto di riferimento nell’intero Occidente, ma anche per gli Stati Uniti d’America, che con la presidenza Trump sembrano aver abbandonato le tradizioni democratiche dell’Occidente, quindi il rispetto del diritto internazionale, delle relazioni paritarie tra gli Stati e soprattutto un’alleanza che combatte tutte le forme di autoritarismo e di violazione del diritto internazionale. L’Europa in questo senso può dare il suo importante contributo».

L’Europa delle opportunità quotidiane e dei giovani

A completare il quadro è intervenuta Ornella Bellini, socia della Società del Gotto, ricercatrice ed ex docente dell’Università degli Studi di Perugia, che ha voluto spostare l’attenzione sui benefici concreti che l’Unione garantisce nella vita di tutti i giorni, al di là delle grandi crisi globali: «Le opportunità dell’Europa si distinguono in più campi: dal punto di vista politico è un’Unione Europea in grado di competere con i grandi competitors del mondo, che sono gli Stati Uniti, l’India, la Cina e la Russia, costituendo una forza importante», ha sottolineato Ornella Bellini. «Ma le opportunità le cogliamo anche nella vita di tutti i giorni. Nell’Europa Unita ci muoviamo senza barriere doganali, con una moneta unica che ci evita i cambi bancari, senza bisogno del passaporto. E soprattutto io ammiro le politiche che l’Europa fa per i giovani, finalizzate alla crescita della coesione e alla costruzione di una coscienza europea: penso a Erasmus, alla carta digitale per accedere ai campus, o alla libertà di movimento con le agevolazioni sui treni nelle capitali europee a 18 anni. L’Unione ha investito molto sulla promozione di una cultura europea coinvolgendo i giovani e offrendo per gli adulti percorsi di educazione permanente, oltre ai fondi del PNRR. Saper cogliere questa Europa delle opportunità significa stare al passo con i tempi in un contesto che, dal punto di vista dei nazionalismi, non sarebbe adeguato a progredire».

Convivialità e partecipazione civica

La conferenza ha registrato l’interesse del pubblico, confermando la vivacità culturale della Società del Gotto nel promuovere spazi di confronto civico aperti alla cittadinanza. Come da consolidata tradizione dell’associazione di Porta Pesa, l’intenso pomeriggio di riflessioni storiche, politiche ed economiche si è concluso con un momento conviviale.

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