Concluso a Perugia il percorso interculturale e interreligioso “L’unione fa la pace”. Fedi diverse, laici e istituzioni a confronto per un’ecumenica “restituzione corale” nel segno di San Francesco, della solidarietà e della proposta delle panchine della pace in ogni parco dell’Umbria
(Perugia) Esiste una pace proclamata nelle grandi assise internazionali e un’altra, più intima e profonda, che si costruisce pazientemente giorno dopo giorno nelle pieghe della quotidianità. È quella pace “dal basso”, vissuta come cantiere aperto e testimonianza viva, che ha trovato la sua straordinaria sintesi spirituale e culturale nella giornata di sabato 31 ottobre, presso la Biblioteca di San Matteo degli Armeni a Perugia.
«Non dobbiamo commettere l’errore di delegare la pace ai pochi potenti della Terra e, invece, convincerci ad agire affinché la pace possa sbocciare con il contributo di ciascuno di noi», ha sottolineato Paola Ducato nell’introdurre l’evento conclusivo. Con l’incontro pubblico di restituzione, intitolato significativamente “Lo Spirito di Assisi 1986-2026”, si è chiuso ufficialmente il ciclo “L’unione fa la pace”. Un cammino profondo e itinerante durato un intero anno — iniziato a ottobre 2025 e promosso da Ladis Kumar e dalla stessa Paola Ducato con cadenza mensile presso la Caritas Diocesana, patrocinato insieme a CESVOL Umbria — che ha saputo intrecciare voci laiche, sensibilità civili, confessioni cristiane e fedi diverse attorno all’unico linguaggio universale del dialogo, della fraternità e del rispetto della dignità umana.
Un’eredità spirituale: il Quarantennale di San Giovanni Paolo II
La scelta del momento conclusivo non è stata casuale. L’evento ha idealmente celebrato il quarantennale dello storico e profetico incontro di preghiera voluto da Papa Giovanni Paolo II ad Assisi il 27 ottobre 1986 con i leader di tutte le religioni mondiali, saldandosi al contempo al sessantennale della dichiarazione conciliare Nostra Aetate.
Ideato e curato dalla docente Paola Ducato insieme al collega Ladis Kumar Antony Xavier — indiano cattolico e docente di Religione Cattolica —, il progetto ha dimostrato come la pace non sia un concetto astratto o una mera assenza di conflitti, ma un’opera artigianale che richiede l’impegno concreto di ogni singolo cittadino.
«Creare ponti di collegamento vuol dire innanzitutto ripartire dall’Umano», dichiara Ladis Kumar. «In questo senso, lo Spirito di Assisi ha simbolicamente e concretamente aperto al dialogo ed alle interazioni cooperative interreligiose».
Mosaico di fedi, saperi e gestione dei conflitti: la tavola rotonda
La scelta dei relatori nel corso dei mesi è stata guidata dall’individuazione di parole-chiave racchiuse in quattro ambiti fondamentali: la Religione (valore originario della pace), la Famiglia (cellula della società), la Società e l’Economia. In un clima intenso e raccolto, i protagonisti si sono alternati offrendo una sintesi profonda dei temi affrontati: la prospettiva interreligiosa ed ecumenica: la comunità Sikh di Terni ha evidenziato la pace come pratica di vita originaria; i “protopresbiteri” Petru e Giorgio della Chiesa ortodossa rumena e greca di Perugia hanno rimarcato il supporto concreto alla coesione sociale; il pastore Marco Emanuele Casci ha ricordato come la Chiesa Valdese ponga da sempre l’alfabetizzazione e la cura materiale al centro della propria testimonianza comunitaria. Il superamento dei conflitti e la mediazione: la psicoterapeuta Enrica Rame (comunità Bahá’í) ha interrogato la platea sulla possibilità di elaborare e controllare i conflitti interiori e relazionali, mentre la mediatrice familiare Elvira Di Santo ha illustrato come la separazione dei coniugi non debba intaccare la genitorialità condivisa attraverso la chiarificazione degli obiettivi educativi verso i figli. Economia, finanza e solidarietà concreta: il sociologo Paolo Montesperelli e l’educatore finanziario Paolo Polimanti hanno analizzato il concetto di “pace finanziaria” e i rischi legati al neocolonialismo economico delle multinazionali e allo sfruttamento che alimentano flussi migratori e disuguaglianze globali. Sul fronte della cura tangibile, la manager Marta Mussini (direttivo Comitato per la Vita “Daniele Chianelli”) ha raccontato l’impegno di quella che la prof.ssa Ducato ha definito una «poderosa multinazionale della solidarietà», attiva nell’accoglienza e nel sostegno a persone eco-oncologiche da tutto il mondo.
La moderazione della prof.ssa Paola Ducato ha saputo guidare le conclusioni intrecciando le diverse visioni in un’unica preghiera laica per il futuro delle giovani generazioni.
Una rete istituzionale e la proposta delle “Panchine della Pace”
A testimoniare il valore civico dell’iniziativa è stato l’ampio patrocinio accordato dalle principali istituzioni del territorio — Provincia e Comune di Perugia, ANCI Umbria, Università per Stranieri e Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve — unito al supporto operativo di realtà cardine del terzo settore quali Caritas Diocesana, Cesvol Umbria e FIDAS Umbria.
In chiusura di serata, i promotori hanno rivolto un appello alla Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, e alle autorità presenti: suggellare la conclusione di questo “cantiere” con l’installazione di una panchina della pace in ogni parco della regione, recante il nome del progetto “L’unione fa la pace” e una frase celebre dei grandi costruttori di concordia universale, da Martin Luther King a Madre Teresa di Calcutta, da Mahatma Gandhi ai Premi Nobel per la Pace, operando così un ideale passaggio di testimone per il futuro.
Durante la giornata Paola Ducato e Antony Xavier, ideatori e promotori del Progetto interculturale ed interreligioso “L’unione fa la pace”, patrocinato dalla Caritas diocesana e da CESVOL Umbria, hanno chiesto l’introduzione di una panchina per la pace da collocare in ogni parco del territorio. La richiesta giunge al termine del percorso progettuale per suggellarne la finalità. Quanto chiesto consiste nell’affiggere sulle panchine la denominazione dell’iniziativa, “l’unione fa la pace” insieme ad una frase di protagonisti dello Spirito di riconciliazione. Da Martin Luther King a Madre Teresa di Calcutta. Dal Mahatma Gandhi ai premi Nobel per la pace. Attraverso questa lettera Paola Ducato e Ladis Kumar Antony Xavier è stato proposto un virtuale e necessario passaggio del testimone per proseguire il percorso tracciato.
L’incontro si è sciolto in un abbraccio informale con un momento conviviale, offrendo a tutti i partecipanti la possibilità di rinnovare quella promessa di fratellanza che da Perugia, sulle orme dello “Spirito di Assisi”, continua a parlare al cuore del mondo.







