Gli ultimi episodi che hanno riguardato Trestina, e la partecipata riunione dei cittadini che ne è seguita, riportano il tema della sicurezza al centro del dibattito pubblico a Città di Castello. A intervenire è il Partito Socialista Italiano, che riconosce ai cittadini il merito di aver fatto sentire la propria voce “con forza e senso civico” e rilancia una richiesta precisa alle istituzioni: presidi stabili sul territorio, non solo dichiarazioni.
“La sicurezza è un diritto fondamentale”, scrive il partito in una nota, “e le istituzioni devono essere presenti nei territori non solo attraverso dichiarazioni, ma attraverso uomini, strutture e servizi capaci di garantire prossimità e prevenzione.”
Al centro delle richieste del PSI c’è Trestina, uno dei principali centri abitati e produttivi del Comune, che negli anni ha visto indebolirsi progressivamente i presidi di vicinanza ai cittadini. L’esempio più concreto riguarda la Polizia Municipale: la frazione poteva contare in passato su un distaccamento con presenza fissa dei vigili urbani, capace di garantire un rapporto diretto con la comunità, una conoscenza approfondita del territorio e risposte più rapide alle esigenze dei cittadini. Nel frattempo il Corpo della Polizia Locale si è evoluto e rafforzato, anche attraverso l’introduzione dell’armamento e di nuovi strumenti operativi, assumendo un ruolo sempre più centrale nella sicurezza urbana. Proprio per questo, sostiene il PSI, quell’esperienza andrebbe rivalutata dall’amministrazione comunale, ricostituendo un presidio della Polizia Locale a Trestina: una presenza stabile che valorizzerebbe le professionalità già presenti, rafforzerebbe la collaborazione con Carabinieri e Polizia di Stato e restituirebbe ai cittadini una presenza delle istituzioni più vicina, visibile ed efficace.
Il partito richiama anche una scelta del passato: l’amministrazione Bacchetta, che investì sul mantenimento della presenza dello Stato nella frazione mettendo a disposizione un patrimonio pubblico per la caserma dei Carabinieri di Trestina, rinunciando negli anni a possibili entrate economiche pur di garantire quel presidio. “Quella scelta rappresenta un esempio concreto di politica riformista al servizio della comunità”, si legge nella nota, “ora chiediamo che anche il Governo faccia la propria.”
Il riferimento è diretto: il PSI dice di aver appreso “con interesse” che l’onorevole Riccardo Marchetti si è fatto promotore delle problematiche legate alla sicurezza del territorio, e gli chiede ora un impegno concreto, cioè farsi interprete presso il Sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco e presso il Governo della necessità di rafforzare la Stazione dei Carabinieri di Trestina, riportandola a un organico adeguato alle esigenze di una frazione così importante.
“Non si tratta di una rivendicazione politica di parte, ma di una richiesta che riguarda l’intera comunità tifernate”, chiude la nota. “La sicurezza non deve diventare terreno di propaganda, ma un obiettivo comune. Il Partito Socialista Italiano, nel solco della propria tradizione riformista, crede in uno Stato autorevole ma vicino ai cittadini, capace di tutelare le comunità attraverso presidi efficienti e una presenza concreta sul territorio. A Trestina servono meno annunci e più presenza.”



