Il progetto MUA, Castello Bufalini, le Collezioni Burri e il biglietto unico 4×1 accompagneranno la manifestazione con occasioni di visita e scoperta del territorio
La Lamarina 2026 non sarà soltanto una gara podistica. Anche quest’anno la manifestazione vuole trasformarsi in un’occasione per conoscere più da vicino il patrimonio culturale dell’Alta Valle del Tevere, unendo sport, territorio e turismo.
A sostenere questo percorso ci saranno il progetto MUA – Musei Umbri Altotevere, Castello Bufalini, le Collezioni Burri e il Biglietto Unico 4×1, che comprende la Pinacoteca comunale, il Museo del Duomo, il Campanile Cilindrico e l’Oratorio di San Crescentino.
L’obiettivo è offrire ai partecipanti e a chi arriverà da fuori per la manifestazione la possibilità di affiancare alla corsa anche la scoperta di alcuni dei luoghi più significativi della vallata.
Tra le proposte indicate dall’organizzazione c’è anche la visita al Centro Culturale San Martino, sede della mostra permanente dedicata al pittore locale Pietro Pecorari, che avrà un ruolo particolare nell’edizione 2026 ospitando anche la conferenza stampa di presentazione della Lamarina.
Spazio poi al Castello Bufalini di San Giustino, alle raccolte museali di Città di Castello e al Museo Burri, tappa ormai imprescindibile per chi vuole conoscere uno dei patrimoni artistici più importanti del territorio.
La filosofia dell’iniziativa è chiara: trasformare la gara in qualcosa che vada oltre il semplice appuntamento sportivo, creando un legame con la storia, l’arte e l’identità locale.
Perché partecipare alla Lamarina, nelle intenzioni degli organizzatori, significa anche attraversare una valle, conoscerla e magari tornare a casa con la voglia di scoprirla ancora meglio.



