Dal 29 settembre al 3 ottobre l’iniziativa della Usl Umbria 1 dedicata alla prevenzione cardiovascolare. Prenotazioni aperte dal 21 settembre
CITTÀ DI CASTELLO – Visite cardiologiche gratuite con elettrocardiogramma per sensibilizzare sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce. Anche l’ospedale di Città di Castello aderisce all’(H) Open Week sulle malattie cardiovascolari, in programma dal 29 settembre al 3 ottobre in occasione della Giornata mondiale del cuore.
L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Onda ETS e alla quale partecipano gli ospedali di Città di Castello e Gubbio-Gualdo Tadino della Usl Umbria 1, quest’anno avrà un’attenzione particolare sulle cardiomiopatie, patologie che interessano il muscolo cardiaco e possono modificarne struttura e funzionalità.
A Città di Castello le visite saranno effettuate presso l’Ambulatorio di Cardiologia dell’ospedale in tre giornate: martedì 29 settembre dalle 10 alle 13, mercoledì 30 settembre dalle 15 alle 18 e giovedì 1 ottobre dalle 11 alle 13.30.
I posti sono limitati e sarà quindi necessario prenotarsi. Le prenotazioni saranno aperte dal 21 al 25 settembre, dalle 9 alle 12, telefonando al numero 075 8509691, fino a esaurimento delle disponibilità.
L’Open Week coinvolgerà anche l’ospedale di Branca, dove le visite cardiologiche con elettrocardiogramma saranno effettuate martedì 29 settembre dalle 12 alle 14, venerdì 2 ottobre dalle 14 alle 16 e sabato 3 ottobre, sempre dalle 14 alle 16. In questo caso sarà possibile prenotare dal 21 al 26 settembre, dalle 8 alle 14, al numero 075 9270531.
L’obiettivo dell’iniziativa è avvicinare i cittadini ai controlli e aumentare l’attenzione verso i principali fattori di rischio cardiovascolare. Le malattie del sistema circolatorio restano infatti la principale causa di mortalità nel Paese: nel 2023 hanno provocato oltre 206mila decessi, quasi il 31 per cento del totale.
Le cardiomiopatie possono manifestarsi con affanno, stanchezza, dolore toracico, palpitazioni o perdita di coscienza, ma in alcuni casi possono restare senza sintomi per lungo tempo. Da qui l’importanza dei controlli e della diagnosi precoce, soprattutto in presenza di familiarità.


