Forza Italia chiede un coordinatore sanitario sempre presente nella centrale e più personale nei servizi territoriali. «La qualità si misura dalle risposte che ricevono i cittadini».
Chi chiama il 116117 trova l’aiuto di cui ha bisogno? Andrea Romizi e Augusto Peltristo chiedono alla Regione di partire da questa domanda per valutare il servizio telefonico dedicato alle cure non urgenti.
Il consigliere regionale e il capogruppo di Forza Italia al Comune di Perugia intervengono dopo la presentazione dei risultati della centrale. Quasi l’80% delle chiamate riceve risposta entro un minuto: un dato che, secondo i due esponenti, va letto insieme alla qualità dell’assistenza offerta.
«Non basta rispondere velocemente al telefono: servono competenze sanitarie, supporto agli operatori e una valutazione appropriata delle situazioni più complesse», dichiarano. La loro richiesta è di garantire un coordinatore sanitario presente in centrale per tutta la durata del servizio.
Il 116117 è operativo in tutta l’Umbria dal 17 settembre. Nei dati presentati dalla Regione, riferiti al periodo dal 22 maggio al 5 ottobre, le telefonate gestite sono state 28.893. L’87,15% dei casi è stato indirizzato alla Continuità assistenziale, la guardia medica. L’organizzazione prevede una prima risposta da parte di operatori formati e un secondo livello affidato a un infermiere per la valutazione sanitaria e la gestione delle situazioni più complesse.
Romizi e Peltristo chiedono di capire come questo supporto venga assicurato durante il servizio e quali criteri guidino l’invio dei cittadini alle altre strutture.
«Se la maggior parte delle chiamate viene indirizzata alla Continuità assistenziale, è legittimo chiedersi quale sia il valore aggiunto della centrale e quanto sia approfondita la valutazione delle richieste», osservano.
Romizi ricorda di aver già portato la questione all’attenzione della presidente Stefania Proietti con un’interrogazione discussa, secondo quanto riportato nella nota, il 25 giugno. A suo giudizio, le risposte ricevute non hanno chiarito tutti i dubbi sul ruolo degli operatori e sul supporto medico.
Per Forza Italia, il confronto sul numero telefonico riguarda anche le condizioni dei servizi ai quali vengono indirizzati i pazienti. Da qui la richiesta di più medici e infermieri, del rafforzamento della medicina di famiglia, della guardia medica e degli ospedali, insieme a condizioni di lavoro migliori e incentivi per chi opera nelle zone più difficili.
«Non possiamo risolvere le carenze della sanità territoriale moltiplicando i passaggi telefonici o affidandoci esclusivamente a procedure informatiche e algoritmi», sostengono.
Alla Regione chiedono chiarimenti sulla presenza del personale sanitario in centrale, sulla supervisione delle chiamate e sugli interventi previsti per rafforzare gli organici.
«La sanità pubblica non si misura soltanto contando le telefonate o celebrando i tempi di risposta – concludono Romizi e Peltristo – ma sulla capacità di garantire sicurezza e accesso concreto alle cure».


