Ospedale, il Psi incalza Regione e Usl: «Un’opera inaugurata non è un problema risolto»

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Prima la solidarietà all’infermiere aggredito al Pronto soccorso, poi le domande. Il Partito socialista di Città di Castello torna sulla sanità tifernate con una lunga nota firmata dal segretario Tommaso Massimilla, che spiega di aver aspettato apposta prima di intervenire: voleva capire se, oltre alle prese di posizione della Usl Umbria 1 e della presidente della Regione, fossero arrivate decisioni concrete su organici e turni.

Per i socialisti la risposta è no. La violenza contro chi lavora in corsia va perseguita senza esitazioni, scrive Massimilla, ma solidarietà e annunci di azioni legali da soli non bastano.

Il Psi riconosce il valore del nuovo Pronto soccorso, che definisce un investimento importante. Il nodo è un altro: chi farà funzionare quei servizi, e con quanto personale. Nel mirino ci sono i turni di medici e infermieri difficili da coprire, i carichi di lavoro e la gestione condivisa con Umbertide. «Un medico, per quanto bravo possa essere, non è dotato di ubiquità: o si trova a Città di Castello o si trova a Umbertide», osserva il segretario. Il riferimento è anche al 118, che deve coprire tutta l’Alta Valle del Tevere, frazioni lontane comprese.

La nota riprende poi una vecchia segnalazione del partito sulla carenza di ginecologi e sull’assenza del primario. Secondo il Psi non è cambiato nulla: la graduatoria sarebbe composta soprattutto da specializzandi, che stanno rinunciando all’assunzione. Domande puntuali anche sulla Casa di comunità appena inaugurata: ci sono i medici H24 e gli infermieri H12? C’è un infermiere di comunità ogni 3mila abitanti, come prevede la norma? La centrale operativa territoriale funziona davvero?

«Non siamo disposti a confondere un’opera inaugurata con un problema risolto», scrive Massimilla, che chiama in causa direttamente Regione e Usl. E lascia aperta la questione politica: le difficoltà nascono dalla scarsità di risorse nazionali, da errori di programmazione regionale o da un lento indebolimento dell’ospedale tifernate?

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