Il Dj RasMeo, Roberto Massetti, compie 60 anni di cui oltre la metà trascorsi fra vinile e digitale di discoteche e locali: ha fatto ballare intere generazioni

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Dal vinile al digitale: una vita trascorsa fra mixer, campionatori, sintetizzatori di discoteche, locali e studi di registrazione che hanno fatto la storia di intere generazioni. Lui è Roberto Massetti, in arte “RasMeo”, tifernate “doc” e Dj di successo cresciuto ai ritmi inconfondibili della dance music, house, tecno fino alla passione di una intera carriera, la musica Afro, che ancora oggi propone con orgoglio ad ogni occasione, festa, veglione o amarcord. Sessanta anni compiuti, di cui oltre 30 a destreggiarsi fra piatti e puntine prima e ritrovati hi-tech ora, festeggiati come si conviene come un vero e proprio personaggio dello spettacolo che ha contribuito a segnare i costumi e le tradizioni di giovani e meno giovani. In un locale della Valtiberina toscana, accanto al figlio Mattia “Barcellona”, (giovane di grandi potenzialità conosciuto per le sue doti al mixer anche al di fuori dei confini nazionali), RasMeo, padre e figlio, hanno condotto in maniera magistrale una serata scandita dai brani di successo di una vita, assieme agli amici di sempre e i fans anche con i capelli bianchi.

L’assessore Riccardo Carletti ha partecipato all’evento ricordando la figura poliedrica e verace di tifernate doc del Dj originario del Rione Montedoro dove in tante occasioni ha movimentato la serata dedicata ai giovani e alla musica nell’ambito della Festa settembrina. “RasMeo, l’amico Roberto è uno di quei personaggi cari ai tifernati giovani e meno giovani, che ne apprezzano professionalità, passione per la musica e senso di appartenenza alle tradizioni e alla storia della nostra città. Ha fatto ballare e divertire intere generazioni di tifernati ed oggi varcata la soglia dei 60 anni lo fa ancora con rinnovato entusiasmo. Auguri”. Erano gli anni ’70 sul finire quando ha iniziato a mettere i primi dischi al mitico “Gattopardo” con i maestri dell’epoca, “Banana”, Graziano, Marco “Romolino” Cesari ed altri ancora che gli hanno insegnato a guardare prima di tutto “in pista la gente divertirsi” e poi il piatto con la puntina sul disco e il pollice sull’altro. “Da loro ho ricevuto molto – dice RasMeo con un pizzico di commozione – ed oggi più che mai grazie a quegli esempi trovo l’entusiasmo di fare questo lavoro e cerco di far divertire la gente”.

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