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Pallavolo serie B/M: Giovanni Collacchioni (ERM group San Giustino) “risultati ottenuti grazie al lavoro e alla professionalità dei ragazzi e della società”

“Nulla nasce per caso, tantomeno quando si parla di sport di un certo livello. La ERM Group San Giustino, sta ottenendo grandi risultati, grazie alla volontà, professionalità, dedizione di tutti gli attori in campo, sono fiero e di poter far parte di questo gruppo, ci sono le basi per riportare il nostro territorio ad ottimi livelli nei campionati di volley nazionale. Ora ci attende un periodo molto impegnativo, il livello salirà, ma noi siamo pronti ad affrontare qualsiasi gara, anche con le formazioni più forti. quello che conta è dare il massimo, lo sport non ammette distrazioni”

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La Beata Margherita di Città di Castello, iscritta nel catalogo dei Santi

La Chiesa che è in Città di Castello vive con immensa gioia e gratitudine al Signore per la canonizzazione della nostra amatissima beata Margherita, che ha vissuto tra noi gran parte della sua vita fino alla morte, avvenuta il 13 aprile 1320.

La sua immagine raffigurata al centro del catino absidale della Cattedrale, così come nella cupola, evidenzia la straordinaria importanza di questa piccola donna nelle generazioni lungo i sette secoli che la separano cronologicamente dal nostro tempo.Ininterrottamente le è stato tributato il culto, estesosi progressivamente in vari continenti in un crescendo di devozione, e la sua figura è stata ispiratrice di opere di carità.

La canonizzazione avviene mentre si stanno svolgendo le celebrazioni del settimo centenario della sua morte, che si concluderanno il 9 maggio. Avviene, inoltre, in un periodo segnato in maniera drammatica dalla pandemia: Margherita può autorevolmente insegnarci come trasformare il male in bene, senza cedere allo sterile vittimismo e alla lamentela inutile, invitandoci a una reazione evangelica che sa vedere come tutto può concorrere al bene.

Passando per le nostre vie possiamo immaginarcela con le parole poetiche di Fernando Pessoa:

Con le mie mani tocco i muri,

ma con l’anima la verità …

Sento solo ali di uccelli

Ma vedo ali di angeli.

In me esiste, al fondo di un pozzo,

un pertugio di luce verso Dio.

Là, molto in fondo alla fine,

un occhio fabbricato nei cieli.

Nel 2019 il vescovo di Città di Castello, mons. Domenico Cancian, e l’arcivescovo di Urbino – Urbania – Sant’Angelo in Vado, mons. Giovanni Tani, tenuto conto della grande diffusione del culto tributato alla beata in varie parti del mondo e con il sostegno di altri presuli umbri, hanno presentato al Santo Padre Francesco la richiesta di procedere alla canonizzazione per equipollenza. Oggi, al termine dell’espletamento di tutte le procedure canoniche e grazie all’impegno della Postulazione Generale dell’Ordine dei Predicatori, questa richiesta trova la sua piena accoglienza con la firma del papa.

Il prossimo 19 settembre, secondo modalità che saranno successivamente rese note, avrà luogo una solenne concelebrazione eucaristica di ringraziamento al Signore per la nuova santa nella chiesa monumentale di San Domenico in Città di Castello.

Questa circostanza è un grande stimolo per la Chiesa e per l’intera città a raccogliere la preziosa eredità umana e spirituale lasciata dalla nuova santa impegnandoci tutti a concretizzare l’accoglienza, l’inclusione, la pacificazione, la gioiosa carità di cui lei è stata esemplare testimone.

Città di Castello, 24 aprile 2021

+ Domenico Cancian, Vescovo

PROMULGAZIONE DI DECRETI

Il 24 aprile 2021, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. 

Durante l’Udienza, il Sommo Pontefice ha confermato le conclusioni della Sessione Ordinaria dei Cardinali e Vescovi, Membri della Congregazione, e ha deciso di estendere alla Chiesa universale il culto della Beata Margherita di Città di Castello, del Terz’Ordine dei Frati Predicatori; nata intorno al 1287 a Metola (Italia) e morta a Città di Castello (Italia) il 13 aprile 1320, iscrivendola nel catalogo dei Santi (Canonizzazione Equipollente).

La Beata Margherita di Città di Castello nacque intorno al 1287 nel borgo fortificato di Metola (Urbino, Italia), in una famiglia della piccola nobiltà. Nata cieca e deforme, fu rinchiusa dal padre in una piccola cella costruita a ridosso della chiesa del castello in modo che restasse nascosta agli occhi del mondo. All’età di cinque anni, fu portata dai genitori a Città di Castello, nella chiesa di San Francesco presso la tomba di un frate francescano laico, Giacomo da Città di Castello, morto nel 1292 in concetto di santità, nella speranza di ottenere il miracolo della vista per la figlia. Ma il miracolo atteso non avvenne, perciò i genitori decisero di abbandonare definitivamente la figlia e di affidarla alla solidarietà degli abitanti di Città di Castello.

La bambina visse per qualche tempo mendicando per le vie della città, prima di essere accolta da alcune monache della piccola comunità di Santa Margherita. La sua condotta di vita molto mortificata e i suoi ammonimenti destarono l’invidia delle monache, che dopo un breve tempo la mandarono via. La bambina fu salvata da una coppia di devoti genitori cristiani, Grigia e Venturino, che l’accolsero, insieme ai due figli che già avevano, riservandole una piccola cella nella parte superiore della propria casa, affinché potesse liberamente dedicarsi alla preghiera, alla contemplazione e alle pratiche penitenziali, quali digiuni, flagellazioni e il cilicio. Da parte sua Margherita mise a disposizione della famiglia i suoi doni spirituali ed intellettuali, dedicandosi all’educazione cristiana dei figli di Grigia e Venturino e, nonostante la sua cecità, alle opere di carità, visitando i carcerati e gli infermi. Si cominciò ad attribuirle segni prodigiosi, miracoli e guarigioni straordinarie ed altri fenomeni mistici.

Margherita frequentava anche quotidianamente la vicina chiesa della Carità dei Frati Predicatori e fece parte delle Mantellate Domenicane, più tardi chiamate Terziarie secolari di San Domenico. Si dedicò alla preghiera assidua, alla confessione quotidiana, alla comunione frequente, alla recita dell’ufficio della Vergine e del Salterio, alla costante meditazione del mistero dell’Incarnazione.

Morì il 13 aprile 1320 a Città di Castello (Italia). 

Il vissuto virtuoso della Beata si caratterizza soprattutto per il fiducioso abbandono alla Provvidenza, come partecipazione gioiosa al mistero della croce, soprattutto nella sua condizione di disabile, rifiutata ed emarginata. Questa conformità amorosa al Cristo era accompagnata da intense esperienze mistiche. La sapientia cordis così maturata si irradiava negli altri. Frequente e assidua era la sua meditazione della vita di Cristo. Le furono attribuite anche guarigioni miracolose e questo contribuiva a farne un punto di riferimento per tanti. Nonostante la sua disabilità, spinta dalla carità, esercitò il proprio magistero nei confronti di alcune discepole, alle quali insegnava l’Ufficio della Vergine e il Salterio; istruì i figli della coppia che l’accolse nella sua casa; fu madrina e formò alla dottrina cristiana una nipote dei suoi genitori adottivi; orientò la vocazione di una giovane, invitando lei e la madre a vestire l’abito religioso; cercò anche di ricondurre con dolci ammonimenti le monache di un monastero a una perfetta osservanza.

Come altre mistiche medievali, all’assidua preghiera, la Beata univa penitenze durissime: digiuno, veglie, cilicio, flagellazione. Tutto per imitare il Cristo che si consegnò volontariamente alla passione per la salvezza dell’umanità. 

La Beata Margherita è un esempio di donna evangelica che maturò una profonda e fervente esperienza di vita unitiva con il Signore. L’infermità non le impedì di vivere una eccezionale e feconda maternità spirituale, che anche oggi richiama l’importanza del prendersi cura degli altri. Inoltre, può essere un forte richiamo di speranza per ogni situazione di emarginazione e sofferenza.

Nel tempo il culto si è largamente diffuso nel mondo, grazie all’impegno dei frati Predicatori. Più di recente 1988 la beata venne proclamata patrona dei disabili per le Diocesi di Città di Castello e di Urbino – Urbania – Sant’Angelo in Vado, su richiesta del vescovi mons. Carlo Urru e Ugo Donato Bianchi. Nel 1999 il vescovo di Città di Castello, mons. Pellegrino Tomaso Ronchi, riaprì la causa per la canonizzazione, in collaborazione con la Postulazione dell’Ordine dei Predicatori. Dal 22 marzo 2000 ha avuto inizio il processo diocesano e nel 2019 i vescovi di Città di Castello, mons. Domenico Cancian, e di Urbino – Urbania – Sant’Angelo in Vado hanno chiesto al Santo Padre la procedura dell’equipollenza, proprio tenendo conto della vasta diffusione del culto. 

L’11 dicembre 2019, il Santo Padre Francesco, durante l’Udienza concessa all’Em.mo Card. Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, autorizzò la preparazione della Positio super canonizatione aequipollenti, ossia circa l’estensione del culto della Beata alla Chiesa universale.

La Seduta dei Consultori Storici si tenne il 29 settembre 2020, con esito affermativo.

Il Congresso Peculiare dei Consultori Teologi si celebrò il 26 gennaio 2021, con esito affermativo.

La Sessione Ordinaria dei Cardinali e Vescovi si riunì il 13 aprile 2021, esito affermativo.

In data odierna, al termine delle procedure canoniche richiese, papa Francesco ha approvato l’iscrizione del nome di Margherita di Città di Castello nell’albo dei santi della Chiesa Cattolica. La sua canonizzazione potrà contribuire a promuovere la dignità delle persone emarginate e a superare la diffusa “cul

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Covid, firmata nuova ordinanza; tra le misure, superiori in presenza al 70 per cento

La presidente della Regione Umbria Donatella Tesei – con riferimento al Decreto Legge numero 52 del 22 aprile 2021 di cui si applicano i contenuti – ha emesso una nuova ordinanza nella quale si stabilisce tra l’altro che a decorrere dal 26 aprile e fino al 9 giugno 2021 in tutto il territorio regionale le attività didattiche delle scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie, saranno svolte in presenza nella misura del 70 per cento della popolazione studentesca. Le disposizioni sono valide anche per gli studenti iscritti all’anno formativo 2020/2021 dei corsi di istruzione e formazione professionale (leFP) presso agenzie formative e gli istituti Professionali Statali in regime di sussidiarietà.

Sempre dal 26 aprile 2021 e fino al 31 luglio 2021, in tutto il territorio regionale, fatte salve le specifiche disposizioni del D.L. n. 52, tutti i corsi di formazione pubblici o privati approvati o autorizzati dalla Regione Umbria e da ARPAL Umbria possono essere svolti in presenza nella misura massima del 70 per cento degli iscritti. E’ consentita l’attività in presenza nelle sedi scolastiche delle scuole secondarie di primo e secondo grado per gli studenti che parteciperanno alle prove Invalsi.

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Tonino Giunti (ForzaItalia) “Ora che si può fare attività sportiva all’aria aperta, è bene che il Comune faccia la sua parte”

“Ho presentato in Consiglio Comunale una interrogazione circa la possibilità di far gestire sia ad associazioni che a titolari di palestra, con personale qualificato degli spazi pubblici di proprietà del Comune, tipo campi sportivi, aree verdi, allo scopo di far svolgere le attività, che di solito si svolgono in palestra, all’aperto in
sicurezza durante questo periodo di emergenza, quando i colori assegnati lo consentono, in attesa delle riaperture .


Il perdurare dello stato di emergenza covid ha portato alla chiusura di tutte le attività di palestre e piscine al coperto. Le popolazioni , vivono una situazione che diventa ogni giorno sempre più insostenibile.
Sappiamo i problemi economici che attanagliano un po’ tutti, che si sovrappongono a quelli del timore di
contrarre il covid. La gente ha bisogno di movimento, di azioni che la portino a rilassarsi in ambiente protetto, di compiere le azioni sportive che di solito sono da palestra, all’esterno.

Per combattere la depressione di questi tempi occorre anche un sano esercizio fisico. Da non dimenticare poi che tante persone frequentano le palestre e le piscine per scopo terapeutico”.

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Liceo “Petrarca” – Il Liceo “Colonna” e l’Ic “Anghiari-Monterchi” vincono il Premio Scuola Digitale

Il Liceo Statale “Colonna” di Arezzo e l’Ic “Anghiari-Monterchi” hanno vinto la fase provinciale del Premio Scuola Digitale. L’iniziativa, promossa dal Miur e organizzata dal Liceo Classico e Musicale “Petrarca”, si è sviluppata attraverso un confronto tra gli alunni di tredici istituti di diverso ordine che hanno presentato i loro progetti orientati ad applicare le tecnologie digitali alla tradizionale didattica per proporre idee e modelli innovativi a sostegno dell’insegnamento. I due istituti vincitori, premiati per la creatività e le competenze acquisite dagli studenti, avranno ora la responsabilità di rappresentare la provincia di Arezzo nella successiva fase regionale.

«Le scuole partecipanti – ha spiegato il dottor Roberto Curtolo, dirigente dell’Ufficio Scolastico di Arezzo, in apertura dell’iniziativa trasmessa sui canali facebook e youtube del Liceo “Petrarca”, – hanno dimostrato come da un evento complesso e critico quale l’emergenza sanitaria sia possibile trarre ispirazione per attivare processi innovativi e per arricchire l’insegnamento. La didattica digitale deve oggi essere integrativa alla didattica tradizionale: questo concorso ha permesso di incrementare le competenze dei giovani e di utilizzare gli strumenti tecnologici come ulteriore elemento di formazione e di crescita».


La finale della fase provinciale è stata moderata dalla professoressa Antonella Fatai (docente del Liceo Classico “Petrarca” e referente provinciale del progetto) e ha fatto affidamento sulle valutazioni di una giuria coordinata da Flavia Bulletti (referente informatico dell’Ufficio Scolastico Provinciale) e composta da Marco Casini (responsabile creatività e produzione grafica di Esimple) e dai docenti di informatica Paola Tanci e Maurizio Trentini.


Tra gli istituti del primo ciclo ha trionfato il progetto “Fab Lab” degli alunni delle classi terze della scuola secondaria di primo grado Ic “Anghiari-Monterchi” che, coordinati dal professor Roberto Puletti, hanno unito le conoscenze acquisite durante lo svolgimento della programmazione di tecnologia per la realizzazione di prototipi del mondo del design. I ragazzi hanno osservato e studiato semplici oggetti d’uso quotidiano per interpretarne la struttura, gli elementi, le geometrie, la composizione cromatica e lo spazio occupato, e successivamente li hanno digitalizzati attraverso laser scanner e ricostruiti con l’apporto di software e stampanti 3d.

A concludere il podio di questa categoria sono stati l’Ic “Garibaldi” di Capolona e l’Ic “Marconi” di San Giovanni Valdarno che si sono piazzati rispettivamente al secondo e al terzo posto.
Il Liceo “Colonna” ha invece meritato la vittoria tra le scuole del secondo ciclo, dove il secondo posto è spettato all’Itp “Margaritone” di Arezzo e il terzo posto all’Itis “Galileo Galilei” di Arezzo. Il Premio Scuola Digitale è spettato al progetto “Save The Planet” a cura di una classe prima del Liceo Linguistico GCE – Global Citizenship Education seguita dalla professoressa Edi Maraghini che ha sviluppato in modo interdisciplinare la realizzazione di una app dedicata all’Agenda 2030 dell’Onu per lo Sviluppo Sostenibile che propone un programma d’azioni per le persone, il pianeta e la prosperità.

La strumentazione ideata permette di esplorare i diciassette obiettivi dell’Agenda in cinque diverse lingue, con un approfondimento sulle iniziative svolte dalla scuola anche a confronto con le diverse realtà del territorio e con un sondaggio volto a rilevare il livello di conoscenza da parte della popolazione scolastica. «Questo premio – ha aggiunto la professoressa Mariella Ristori, dirigente scolastico del Liceo “Petrarca”, – ha configurato una vetrina per uno scambio di buone pratiche e di esperienze didattiche innovative. La fase pandemica ha sottolineato la sempre maggior centralità della digitalizzazione nelle scuole, testimoniando il supporto delle tecnologie alle tradizionali modalità di insegnamento, dando spazio alla creatività e aprendo ad un modo più fattivo di essere scuola».

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Covid-19 a Città di Castello: Bacchetta:“in atto un aumento dei casi di contagio, ieri 12 nuovi positivi e nove guariti”. Coinvolti soprattutto giovani e giovanissimi, mentre salgono i tamponi al drive through”

“I dati di ieri confermano che è in atto un aumento di casi di contagio da Covid-19, perché abbiamo avuto 12 nuovi postivi, più delle nove guarigioni registrate”. Lo comunica il sindaco Luciano Bacchetta, nell’evidenziare che “giovani e giovanissimi continuano a essere gran parte dei nuovi positivi, mentre ci viene segnalato un incremento dei tamponi al ‘drive through’ del Centro Servizi di Cerbara”. “

La circolazione del virus, che sembrava essere molto ridimensionata fino ai giorni scorsi, è ripartita in modo significativo e ci deve far stare molto attenti, anche in vista delle riaperture del 26 aprile”, avverte il primo cittadino, che evidenzia come “il fatto che a essere più coinvolte siano persone giovani e giovanissime ci fa temere che gli assembramenti fra ragazzi, non tanto nelle scuole, ma fuori, prima e dopo le lezioni, determinino inevitabilmente una ripesa dei contagi”. “E’ molto importante che la scuola riparta, ma è altrettanto importante che i risultati faticosamente raggiunti con una grande diminuzione di casi di positività al Covid-19 non vengano vanificati”, rimarca Bacchetta, nel preannunciare che “in vista delle riaperture del 26 aprile, necessarie, indispensabili e importanti per la ripresa delle attività economiche, in particolare dei pubblici esercizi, verranno intensificati i controlli delle forze dell’ordine a tutela della salute dei cittadini e del rispetto delle prescrizioni date”.

“I controlli non bastano però se non si abbina a essi il senso civico che ha sempre contraddistinto i tifernati e che ora li deve contraddistinguere ancora di più”, puntualizza il sindaco, rivolgendosi in particolare “ai giovani, che purtroppo sono una delle categorie più penalizzate da quest’anno durissimo, fatto di limitazioni anche personali”. “Si stanno somministrando in maniera abbastanza celere i vaccini, ma siamo ancora in una fase di transizione, per cui l’invito è di continuare a rispettare le norme e a collaborare con le forze dell’ordine”, ribadisce Bacchetta. Il sindaco anticipa, infine, “l’adesione dell’amministrazione comunale di Città di Castello all’iniziativa che si svolgerà martedì mattina a Perugia, alle ore 9.30 davanti alla Regione, di cui sarà protagonista la nostra Asp Muzi Betti insieme alle case di riposo di Assisi, Gualdo Tadino e Gubbio”.

“Saremo presenti, come è giusto e doveroso – spiega Bacchetta – perché i responsabili delle residenze per anziani manifesteranno affinché vengano affrontati i loro problemi, nel contesto di una situazione resa drammatica dall’impossibilità di accettare le richieste per nuovi ospiti, un fatto che crea disagi ai cittadini bisognosi, ma anche alle stesse strutture”. “L’aumento delle rette, che deve essere a carico della Regione e non certo dei cittadini, è una conditio sine qua non per la sopravvivenza di queste case di riposo, che sono un baluardo delle nostre comunità, perché ospitano persone anziane e fragili”, conclude il sindaco.

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Raccolta civica, interrogazione del Gruppo Tiferno Insieme

In una interrogazione il gruppo consiliare di Città di Castello, formato dal capogruppo Nicola Morini e dal consigliere Vittorio Vincenti chiedono informazioni rispetto alla Raccolta Civica ed in particolare “se l’Amministrazione abbia promosso tutte le iniziative volte alla valorizzazione del patrimonio archeologico tifernate e ad individuare come sede definitiva di esposizione, dove ricollocare ed esporre i reperti che fanno parte del patrimonio archeologico nella disponibilità del comune.

Inoltre chiedono di organizzare e promuovere iniziative didattiche da sottoporre alle scuole locali, seminari e conferenze a tema sulla storia del territorio con l’auspicabile patrocinio della Soprintendenza Archeologica della nostra Regione, il recupero del patrimonio disperso, con il rientro a Città di Castello dei reperti attualmente esposti in altri siti”.
“In ben due distinte mozioni, presentate e approvate all’unanimità nel corso di questo mandato consiliare, il Consiglio comunale si è espresso a favore di un pieno recupero dell patrimonio archeologico tifernate e della cosiddetta Raccolta Civica” ricordano Morini e Vincenti “ Attorno alla fine degli anni ‘60 a Città di Castello si costituì un gruppo di studiosi e appassionati si dedicò in modo sistematico all’esplorazione degli strati geologici e del terreno di superficie e, all’esplorazione di grotte, caverne e ripari sotto roccia, oltre alle cave di sabbia durante i lavori estrattivi, alla ricerca di fossili e di qualsiasi traccia significativa della fauna che aveva popolato le sponde dell’antico lago Tiberino.

Furono numerosi ritrovamenti e portarono al rinvenimento di vari manufatti di pietra appartenuti all’uomo della preistoria che in vari periodi aveva abitato la nostra valle, oltre a reperti dell’età del bronzo e di epoca romana. L‘Associazione Protostorica e la Raccolta Civica accumularono una ricca collezione di reperti rari, specialmente per quello che riguardava l’ambito locale, decidendo che questo materiale, di indubbio valore storico e scientifico, non dovesse restare chiuso nei cassetti, ma che fosse utilizzato per portarlo alla conoscenza della comunità, di appassionati e studiosi e soprattutto dei giovani studenti delle Scuole di vario ordine, per acquisire maggiore consapevolezza del le proprie origini e della storia del territorio; a tal fine l’Associazione con grande generosità, decise di donare alla città il frutto di queste appassionate ricerche, per cui tutto il patrimonio confluì organicamente nella Raccolta Civica, collocata nei locali a pianterreno di Palazzo Vitelli a S. Egidio; l’attività del museo ebbe un avvio particolarmente felice che durò alcuni anni, durante i quali si registrò un’entusiastica partecipazione di scolaresche, di studiosi e visitatori, grazie anche all’organizzazione di alcuni eventi promozionali, tra cui l’adesione alla “settimana dei musei” e l’attuazione di mostre tematiche nell’ambito di iniziative turistico-culturali promosse dalla Regione Umbria.

L’Associazione Protostorica ottenne un finanziamento dalla Cassa di Risparmio di Città di Castello per effettuare degli scavi in località Campolongo di Antirata, dove le ricerche di superficie avevano permesso di rinvenire numerosi oggetti in pietra e di individuare un’area di notevole interesse archeologico. Nell’occasione fu il prof. Gian Luigi Carancini dell’Istituto di Archeologia dell’Università di Perugia a coordinare gli scavi, riportando alla luce un villaggio di capanne risalente alla fine del neolitico (oltre 3000 a. C.); poi un senso di abbandono e forse di disinteresse verso il patrimonio archeologico, nel tempo ha prodotto gravi conseguenze sulla tutela dello stesso patrimonio archeologico tifernate ha favorito la dispersione, a favore di altre realtà dove intelligentemente, i nostri reperti di valore hanno arricchito le raccolte civiche, anche fuori regione.

Un pregevole mosaico romano rinvenuto nel centro storico della città, oggi risplende nella città di Gubbio, mentre gli straordinari reperti rinvenuti nella zona di Trestina/Fabbrecce alla fine del XIX secolo, costituiscono una delle sezioni di maggiore interesse del Museo Archeologico di Cortona. Non solo, ma alcuni dei reperti di maggior pregio (bronzetti rinvenuti nel territorio Tifernate), dopo l’esposizione in Pinacoteca come raccolta Civica, sono stati esposti dalla Sovrintendenza al museo civico di Perugia. Una proposta culturale di questo tipo, se adeguatamente sostenuta, andrebbe a costituire sicuramente un fiore all’occhiello per la città, a completamento del panorama museale che già propone spazi dedicati all’arte sacra, alla pittura medievale e rinascimentale e all’arte moderna, con i richiami specifici alla storia più antica e soprattutto alla preistoria del nostro territorio.

L’amministrazione comunale ha annunciato pubblicamente positive disponibilità per l’uso di locali, funzionali per un percorso espositivo e anche adeguati alle misure di sicurezza, richieste dalla sovrintendenza e da qui l’interrogazione sui tempi e i progetti a breve scadenza”.

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Pallavolo serie B/M: la ErmGroup San Giustino vince il derby contro Job Italia Città di Castello

Job Italia Città di Castello- ErmGroup San Giustino1-3 (17-25; 25-21; 19-25; 17-25)Ancora vincenti i biancoazzurri di ErmGroup San Giustino, scesi in campo al Pala Andrea Joan per il recupero della decima giornata di campionato di serie B/M girone F2, contro i tifernati di Job Italia Città di Castello. Da bravi padroni di casa hanno dato filo da torcere ai boys di mister Moretti, facendoli capitolare al secondo set, il primo in passivo in nove incontri.Un vero derby che si è assaporato fin dalle prime battute con una Job Italia che difende bene, non mollando la presa.

Gli atleti biancoazzurri arrivano a +5 lunghezze di vantaggio, ridotte poi nel corso del parziale. Decisivo l’ace di Conti e Puliti che hanno rispettivamente siglato l’ottavo e l’undicesimo punto. Sul 10-17 viene chiamato il time-out da mister Bartolini e alla ripresa la squadra ospite stacca ancora di più Job Italia, portandosi nettamente in vantaggio (13-22). Ci pensa Miscione a chiudere il set (17-25).I biancoazzurri tornano in campo mostrando discontinuità e Città di Castello ne approfitta, portandosi subito in vantaggio. La squadra ospite fatica in ricezione e i padroni di casa prendono fiducia staccando di quattro punti i sangiustinesi (7-3). Il bellissimo punto di Agostini accorcia le distanze 8- 5, come l’attacco vincente di Puliti in diagonale (9-7). Rimonta ErmGroup San Giustino, sempre con Puliti 15-14. Determinante il cambio effettuato da mister Moretti, mandando in campo Piazzi al posto di Conti, per consentirgli di riposare. Sul 20-17 rientra Conti, portando subito i suoi frutti (21-20).

Con l’ottima battuta di Miscione, Puliti porta a segno una palla difficile 23-21. ErmGroup non riesce a recuperare l’esiguo divario e perde il secondo set 25-21.In perfetta parità le due squadre tornano in campo per il terzo set, dove San Giustino ha la meglio. A metà parziale la squadra ospite stacca di diverse lunghezze Città di Castello, con il punto di Agostini lungo linea e il primo tempo di Miscione (14-18). Decisivo l’ace di Puliti per il 20-14. Il muro della coppia Sitti-Miscione porta a +8 ErmGroup San Giustino (14-22). Il divario rimane tale e con un errore di Castello al servizio i biancoazzurri si aggiudicano il terzo parziale 17-25.Parte un pò a fatica San Giustino nel quarto set e riesce a tornare in vantaggio dopo il terzo sbaglio consecutivo di Job Italia (12-14). I biancoazzurri acquistano sicurezza portandosi ancora avanti. L’ace di Puliti segna il 14-20.

Finalmente anche il muto torna ad essere vincente ed è ancora Puliti con il suo servizio a mettere in difficoltà Città di Castello. Agostini gestisce una palla molto difficile mettendo a segno il ventiquattresimo punto (15-24). Con un errore in battuta dei padroni di casa ErmGroup San Giustino si aggiudica anche il quarto set vincendo l’incontro.“La squadra era abbastanza stanca-ha dichiarato il preparatore atletico Giovanni Collacchioni– e proprio per il fatto che per la prima volta ci siamo trovati in difficoltà è stato un appuntamento importante. Anche se con stanchezza, siamo riusciti a venirne fuori. Da adesso in poi il carico di lavoro è terminato e gradualmente si comincerà la fase di scarico, per arrivare ai play off pieni di energia”.
Job Italia Città di Castello: Franceschini A. (NE); Zangarelli N. 7; Marra D.; Briganti F. (NE); Valenti P. 10; Fuganti Pedoni 24; Cioffi G; Raffanti L. 2; Cipriani N. 9; Rovere T (NE); Cherubini G.; Mattei N. All. Bartolini
ErmGroup San Giustino: Cesaroni G. 7; Conti R.19; Giunti G. (NE); Sitti A. 2; Miscione M. 7; Celli S.; Agostini F. 16; Di Renzo L. (L), Piazzi L.; Puliti L . 16; Thiaw S. (NE); Santi S.; All. Moretti F.
I arbitro: De Orchi M.II arbitro: Di Tullo A.

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Pallavolo serie B/M: In Job Italia, buona prova al cospetto della capolista


E’ chiaro che la partita della formazione di Città di Castello ha risentito delle difficoltà della Job Italia delle ultime settimane, difficoltà dovute alle tante assenze per Covid-19 che hanno costretto coach Marco Bartolini a mettere in campo una formazione con dei giocatori che avevano nelle gambe pochi allenamenti. Oltre ad aver venduto comunque cara la pelle, di buono c’è il ritorno in campo di Davide Marra, schierato nel ruolo di libero ed autore di una prestazione monstre in seconda linea con alcune difese e coperture da fantascienza, l’aver strappato un set alla capolista, unica squadra che ci è riuscita fino a questo momento della stagione, e l’ottima gara di Fuganti Pedoni, best scorer del match con 23 punti. Lo starting six biancorosso vede Mattei in regia con Fuganti Pedoni opposto, Cipriani e Valenti in posto 4, al centro Zangarelli e Raffanti e Marra libero.


Il primo set vede subito avanti la formazione ospite che ha in campo tutti i titolari: i tifernati cercano di reggere l’urto di Conti e compagni che si aggiudicano la frazione per 17-25.
Due belle difese che costringono Sangiustino a forzare portano avanti la Job Italia nel 2 set, prima 4-2 che poi diventa 7-3 con Cipriani sugli scudi. I ragazzi di coach Marco Bartolini mantengono i due punti di vantaggio (11-9) e scattano ancora mostrando di non avere alcun timore reverenziale, come aveva chiesto proprio l’allenatore (14-9).

Un primo recupero dei biancoblu costringe la panchina biancorossa a fermare il gioco (14-11) poi il muro di Fuganti Pedoni ricaccia a -4 gli ospiti (20-16). Il finale è di marca tifernate, il pareggio si concretizza sul 25-21.
Ma nella terza frazione gli ospiti biancoblu tornano avanti subito (6-8): Città di Castello non ci sta e rimonta, portandosi a condurre 16-15. Poi il parziale di 3-10 concede all’Ermgroup di portarsi sull’1-2 (19-25).
Nel quarto set c’è ancora l’allungo della Ermgroup fin dalle prime battute (6-8): a metà set Marco Bartolini tenta di fermare l’avanzata ospite (13-16 time out) ma la squadra sangiustinese non si scompone e va a vincere per 1-3 (16-25).

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Per il secondo anno consecutivo, il Liceo “Plinio il Giovane” di Città di Castello, si è classificato al primo posto per la categoria Licei, nel premio “Storie di alternanza”

Per il secondo anno consecutivo, il Liceo “Plinio il Giovane” di Città di Castello, si è classificato al primo posto per la categoria Licei, nel premio “Storie di alternanza”, bandito dalla Camera di Commercio dell’Umbria, con il progetto “La Venere dei porti. Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento” realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale dell’Università degli Studi di Perugia. Alla scuola è stato riconosciuto un contributo di 1200 euro finalizzato alla realizzazione di attività formative legate all’orientamento e allo sviluppo delle competenze degli studenti. Il progetto, curato dalle docenti Sabine Crispoltoni ed Elsa Nardi, ha visto coinvolti 15 alunni dell’indirizzo classico e scientifico, che hanno partecipato a settembre 2019 alla campagna di scavo presso il Santuario emporico di Gravisca (Tarquinia), diretta dal prof. Lucio Fiorini dell’ateneo perugino; sempre sotto la guida preziosa del prof.Fiorini, i risultati di tale esperienza hanno dato poi vita alla mostra “Da Gravisca a Tifernum Tiberinum.

La Venere dei porti. Un racconto per immagini”, che ha instaurato un significativo collegamento tra le due realtà portuali, marittima l’una, fluviale l’altra, a partire dalla divinità tutelare Afrodite-Venere.

La mostra si è svolta presso la Galleria delle arti di Città di Castello, dal 18 al 9 febbraio 2020, per gentile concessione di Luigi Amadei che ha aperto al racconto storico un luogo da sempre votato all’arte contemporanea. Le attività degli studenti si sono avvalse del significativo sostegno di enti ed imprese private, quali il Comune di Città di Castello, la Fondazione Cassa di Risparmio, Studio Architutto designer’s, Bottega Tifernate di Lazzari, Grafiche Sabbioni, Petruzzi stampa editoria, Penta Color grafica di Giunti, Eta Beta cartellonistica pubblicitaria, Gala supermercati, a cui vanno i sentiti ringraziamenti della Scuola.

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Schiattelli e Bartolini “costretti a cambiare denominazione al nostro gruppo consiliare. Da oggi ci chiameremo Unione Civica tiferno”

I Consiglieri Comunali Filippo Schiattelli e Luigi Bartolini preso atto della nascita di altre realtà politiche locali, cui guardiamo con rispetto, vista la possibile somiglianza nominativa e per evitare distorsioni, comunichiamo con effetto immediato il cambio di denominazione del nostro gruppo consiliare da “Civici per Città di Castello” in “Unione Civica Tiferno”.


Tale scelta è allineata allo spirito della nostra iniziativa, già condivisa con numerosi Tifernati e rivolta a tutti coloro che abbiano il fine di riportare al centro dell’azione politica locale le Persone che vivono il nostro territorio, in alternativa alla stagione delle troppe promesse non mantenute che sta volgendo al termine.
Capogruppo: Filippo Schiattelli.

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Tofanelli e Simoni: “La Valle Museo è più vicina, una app che valorizza le peculiarietà di ciascun territorio”.

Consegnato al comune di Monte Santa Maria Tiberina il kit informatico di RIM, la rete interattiva che unisce in una sola app dieci musei dell’Alto Tevere. L’iniziativa si è svolta nei giorni scorsi nella sala del Consiglio comunale di Città di Castello dove l’assessore tifernate alla Cultura Vincenzo Tofanelli ha consegnato all’assessore al Turismo del comune di Monte Santa Maria Tiberina Michele Simoni, alcune dotazioni tecnologiche ed informatiche che permetteranno di aggiornare direttamente e con tempestività i contenuti dei singoli territori.

“Il progetto RIM è in grado di valorizzare il territorio dell’Alto Tevere nel suo insieme ma anche le singole realtà, spesso con caratteristiche diverse, si pensi alla fisionomia urbanistica di Monte Santa Maria con il suo castello medievale e all’impronta cinquecentesca del centro storico di Città di Castello. Grazie a pagine dedicate, le due dimensioni, quella dell’area vasta e delle singole realtà, possono convivere ed anzi promuoversi a vicenda grazie ai percorsi. Ma per fare questo è necessaria una manutenzione permanente dei contenuti. L’operatività indipendente di tutti i comuni diventa quindi preliminare al nostro lavoro sempre in progress”.

“Monte Santa Maria Tiberina ha aderito con entusiasmo fin dall’inizio alla prospettiva di creare una rete dei musei dell’Alto Tevere e oggi siamo ancora più convinti che la strada sia in coordinamento perché dal punto di vista culturale e turistico le realtà sono molto ricche ed importante che ognuna contribuisca con le sue eccellenze a costruire un’immagine condivisa”. “Come Alto Tevere stiamo pensando” anticipa Tofanelli “di proporre alla Regione Umbria un’implementazione e uno sviluppo della rete Rim tra gli obiettivi del 2021. Pensiamo infatti che le potenzialità di Rim siano ancora inespresse”.
RIM, la rete interattiva museale dell’Alto Tevere, è un sito ed una app, scaricabile su Apple Store e Google Play. Finanziato nel 2020 dalla Regione, vede come capofila il comune di Città di Castello insieme a Monte Santa Maria Tiberina e San Giustino con il supporto della ASP G.O. Bufalini e il coordinamento scientifico di Francesca Mavilla.

I musei che hanno aderito a RIM sono: la Pinacotca comunale, il Centro delle tradizioni popolari “Livio Dalla Ragione”, il Museo malacologico Malakos, la Collezione tessile di “Tela Umbra”, il Centro di Documentazione delle Arti grafiche “Grifani-Donati” 1799 e la Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri a Città di Castello; Villa Graziani e il Museo archeologico della Villa di Plinio il Giovane, il Museo storico e scientifico del Tabacco e lo Stabilimento Tipografico “Pliniana” a San Giustino; Palazzo Museo Bourbon del Monte a Monte Santa Maria Tiberina.
Per informazioni: info@rimaltotevere.it , Pagina Facebook Rete Interattiva Museale Alto Tevere. Pagina Instagram RIM Alto Tevere.

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Lignani (Fd’I) “Inopportuno e istituzionalmente scorretto procedere a nomine strategiche in un’Amministrazione in scadenza e ormai in prorogatio”

L’interpellanza presentata in data odierna sulla futura governance di SoGePu è sicuramente politica e vuole permettere a Sindaco, Giunta e Consiglio di esprimersi sulla vicenda. Un’interpellanza di cui si sarebbe fatto volentieri a meno se a scoperchiare in maniera del tutto inopportuna quello che potrebbe essere il classico vaso di Pandora non fosse stato il Partito che se non è più di maggioranza in Consiglio comunale lo è senz’altro e in maniera preponderante in Giunta. Aprire una partita strategica  in un momento delicato per il futuro di SoGePu e della città vista la importantissima gara in corso d’altronde non ha niente di istituzionale ma è frutto di bassa politica elettorale. In passato per molto meno si è ricorso ai tribunali nei confronti di Consiglieri di opposizione. La presa di posizione del sottoscritto vuole invece essere un contributo istituzionale visto che non posso certo essere sospettato di simpatie o connivenze con l’attuale governance di SoGePu. L’attuale Amministrazione comunale entrerà dal prossimo 7 giugno in regime di prorogatio e se non illegittimo è sicuramente inopportuno che un Sindaco in scadenza compia la nomina più strategica dell’intera consiliatura in un’appendice terminale del mandato. Ne’ valgono le considerazioni che un nuovo Sindaco possa rimuovere Amministratori di controllate perché la giurisprudenza è piena di ricorsi accolti positivamente quando questo si verifica. Di fatto una nomina adesso imbavaglerebbe il futuro Sindaco e la futura Amministrazione su scelte strategiche per il futuro della Città e questo è inaccettabile ferme restando i riverberi sulla gara in corso che dichiarazioni così avvenate possono avere.

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Comune, Cgil, Cisl e Uil uniti per sostenere l’esigenza di rilancio di Città di Castello e dell’Alta Valle del Tevere con le risorse del Recovery Fund

Rilancio della ferrovia ex Fcu, riqualificazione dell’ex ospedale, potenziamento delle infrastrutture digitali, ammodernamento delle scuole con investimenti in nuovi edifici, supporto allo sviluppo economico. Sono i temi principali sui quali l’amministrazione comunale e le rappresentanze sindacali territoriali di Cgil, Cisl e Uil faranno fronte comune per sostenere nei confronti della Regione le legittime aspettative di Città di Castello e dell’Alta Valle del Tevere di beneficiare dei finanziamenti del Recovery Fund. “Abbiamo condiviso la determinazione a portare avanti un’azione congiunta rispetto a interventi indispensabili per il futuro del nostro territorio, che, con visione ampia e chiarezza di obiettivi, l’amministrazione comunale di Città di Castello ha già rappresentato per iscritto alla giunta regionale”, afferma il vice sindaco Luca Secondi, insieme a Maurizio Maurizi e Patrizia Venturini della Cgil, Antonello Paccavia della Cisl e Sandro Belletti della Uil.

“Abbiamo la necessità che vengano riconosciute alla quarta città dell’Umbria risorse adeguate a tutti i livelli nell’ambito del piano di investimenti finalizzato a superare la crisi sociale ed economica causata dall’emergenza da Covid-19 e che non venga trascurato, ma anzi salvaguardato e rilanciato, il suo ruolo di polo industriale e artigianale strategico nel panorama regionale”, sottolineano Secondi, Maurizi, Venturini, Paccavia e Belletti, ritenendo indispensabile che la giunta Tesei “apra un canale di dialogo costruttivo con le istituzioni locali e le parti sociali”.

Sulla ferrovia ex Fcu, l’amministrazione comunale ha condiviso con Cgil, Cisl e Uil l’esigenza del potenziamento del collegamento fino ad Arezzo, quindi alla rete nazionale dell’alta velocità, e del miglioramento della qualità del servizio, mentre per l’ex ospedale è stata ritenuta prioritaria l’individuazione di una soluzione strutturale e funzionale idonea a valorizzare il centro storico e a completare la riqualificazione urbanistica dell’area di riferimento, dove sono stati sostenuti importanti investimenti sulla Pinacoteca, sulla piazza delle Tabacchine e sull’ex chiesa della Carità.

Il confronto ha fatto emergere anche la piena convergenza sugli obiettivi di garantire parità di accesso dei cittadini alla rete infrastrutturale digitale, mediante la copertura delle zone del territorio ancora non raggiunte dalla connessione a internet e la creazione di percorsi di formazione finalizzati a ridurre il digital divide, e di intervenire sull’edilizia scolastica per realizzare nuovi edifici che consentano di migliorare l’offerta didattica e assicurare la massima sicurezza strutturale.

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La città come spazio-gioco: per gli alunni delle scuole i monumenti, i palazzi e le vie diventano spazio ludico da vivere in maniera coinvolgente.

Ringraziamo anticipatamente per la preziosa collaborazione.

Con la ripartenza della scuola sono ripresi anche i laboratori di didattica museale e del territorio della Pinacoteca di Città di Castello, grazie alla preziosa collaborazione e il sostegno del Comune di Città di Castello. In questo momento difficile il Comune di Città di Castello in accordo con la Cooperativa Il Poliedro, che gestisce la Pinacoteca Comunale, ha deciso di finanziare alcune attività didattiche per le scuole di ogni ordine e grado del tifernate.

In questo modo i più piccoli e i ragazzi, seguiti dagli operatori didattici di Poliedro, che con passione e professionalità lavorano da anni in questo settore, potranno scoprire divertendosi le bellezze della città attraverso vari percorsi: la toponomastica che, nei nomi delle vie e delle piazze, nasconde tante piccole curiosità; le chiese che sono lo scrigno di opere interessanti realizzate da artisti quali Luca Signorelli e Raffaello; i palazzi Vitelli che celebrano la grandezza della famiglia più importante della città nel Rinascimento. Il tutto passeggiando all’aria aperta vivendo la città come spazio-gioco in cui i monumenti, i palazzi e le vie diventano spazio ludico da vivere in maniera coinvolgente.

I primi a partecipare alle uscite sono stati gli alunni delle classi 4 e 5 della scuola primaria di Rignaldello che per tre giorni a settimana hanno spostato le attività scolastiche a Palazzo Vitelli alla Cannoniera e che nei prossimi giorni avranno anche la possibilità di incontrare Angela Paola dei Rossi di Sansecondo parmense, padrona del palazzo che eccezionalmente li ospita, che li accompagnerà alla scoperta della sua dimora, della storia e dei segreti della sua famiglia. In questo periodo di forzata chiusura le attività della Cooperativa Il Poliedro, all’interno della Pinacoteca non si sono mai fermate grazie ai social ormai indispensabili e validi alleati grazie alla loro comunicazione immediata e dinamica. “Pillole d’arte” è stato il modo per mantenere viva l’attenzione su questo splendido luogo di cultura che racchiude opere di grande pregio in attesa di riaprirne le porte e permettere a tutti coloro che amano l’arte e vogliono sostenerla di visitarne le splendide sale.

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Verso le elezioni a Città di Castello: Baglioni (Lega) “prima i programmi, poi il candidato a Sindaco, che sarà scelta condivisa da tutta la colazione”

“Credo sia giusto che ogni partito esprima il suo candidato a Sindaco per le prossime amministrative detto questo, per la Lega contano solo programmi e contenuti, l’accordo si fa su questo. La scelta di chi correrà per la carica di primo cittadino è si importante, ma prima va realizzato il programma di Governo . Sarà fondamentale che la colazione si concentri su pochi obbiettivi seri, ma sopratutto attuabili. Siamo in piena emergenza, conteranno solo i fatti. Sul nome troveremo la sintesi, ma sinceramente ad oggi questo è un problema secondario”

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Lions Club Montone “Sono dodici i nuclei familiari del territorio comunale di Montone che hanno ricevuto in questi giorni una prima fornitura di generi alimentari”


Sono dodici i nuclei familiari del territorio comunale di Montone che hanno ricevuto in questi giorni una prima fornitura di generi alimentari. L’iniziativa è del Lions Club Montone Aries che ha aderito al Service “Supporto Alimentare Lions”, con il coinvolgimento del banco alimentare dell’Umbria e ha come obiettivo quello di aiutare le famiglie in difficoltà per quanto attiene il reperimento di generi alimentari di prima necessità.

L’iniziativa, coordinata dal presidente del club Mauro Mariotti e dall’assessore ai Servizi sociali del comune di Montone Sara Volpi, in pieno accordo con il sindaco Mirco Rinaldi, ha individuato le famiglie destinatarie del contributo in base anche a specifiche esigenze come, ad esempio, la presenza al loro interno di bambini o persone anziane. Infatti nei pacchi sono contenuti oltre a pasta, pomodori in scatola, olio, farina, legumi e altro, anche latte, omogeneizzati e biscotti per bambini. Il presidente del Lions club Montone Aries ha sottolineato come “service” di questo tipo, in un momento così particolare per tante famiglie, siano sicuramente molto apprezzati e ha posto l’accento sulla stretta collaborazione con l’ente locale.

L’iniziativa verrà riproposta con cadenza quindicinale, con la possibilità di ampliare il numero di famiglie raggiunte, non solo nel comune di Montone ma molto probabilmente anche in altre località del nostro comprensorio.

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Allarme Recovery Plan in Altotevere: Fratini (sindaco San Giustino) “il nostro territorio rischia di essere dimenticato, con il rischio che ci siano poche risorse da investire”

“Deluso e arrabbiato per quanto sta accandendo, nel silenzio più assoluto, in tema di recovery plan. Non è ammissibile che l’Altotevere non sia considerato per quello che produce in termini di artigianato, industria, turismo, agricoltura. Abbiamo uno dei tessuti produttivi più importanti del centro Italia, questo ci deve essere riconosciuto. Dobbiamo unire le forze e gridare a gran voce tutto il nostro dissenso. E’ l’ennesimo affronto diretto alla nostra economia, i fondi stanziati al momento sono totalmente insufficienti per ridare slancio alle infrastrutture, per modernizzare e rendere più efficiente la macchina pubblica è un occasione unica che non possiamo permetterci, in alcun modo, di lasciarsci sfuggire”.

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