In un incontro avvenuto, nella sede di Anci Umbria, a Perugia, tra il presidente f.f. dell’associazione dei Comuni e di Federsanità Umbria, Michele Toniaccini e il presidente di Assofarm Umbria, avvocato Antonio D’Acunto si è parlato della possibilità di attivare una collaborazione su alcune tematiche in ambito sanitario, con particolare riferimento a quei servizi e attività erogate nelle farmacie pubbliche che hanno ricadute dirette sui cittadini.
Erano presenti anche il segretario generale di Anci Umbria, Silvio Ranieri e il responsabile di Federsanità Umbria, Daniele Benedetti.
“Le farmacie – commentano i due presidenti, D’Acunto e Toniaccini – svolgono sempre più un ruolo di presidio in ambito sanitario e assumono centralità nell’erogazione di alcuni servizi strategici e essenziali per la collettività, soprattutto in quelle aree più marginali del territorio. Poter iniziare una sinergia fra le due associazioni, significa informare sempre più i cittadini sulle possibilità offerte dalle farmacie e accompagnarli in modo consapevole attraverso i molteplici servizi che offrono”.
Nei prossimi giorni sarà condivisa una lettera di intenti fra le due associazioni con cui si darà concretezza alla collaborazione.
Anci Umbria e Federsanità Anci Umbria incontrano Assofarm Umbria. Condivise dai due presidenti, Toniaccini e D’Acunto, diverse tematiche su cui poter avviare un lavoro congiunto
Città di Castello: apertura e chiusura dei negozi nel periodo natalizio, interrogazione di Pd e Castello cambia
Apertura e chiusura dei negozi nel periodo natalizio: interrogazione di Pd e Castello cambia
“Tra dicembre e gennaio abbiamo appreso il grido di allarme di alcuni esercenti appartenenti a diverse sedi commerciali per una disparità di trattamento relativamente alla chiusura” ha detto il consigliere del PD Letizia Guerri, presentando un’interrogazione in proposito. “Tutti sappiamo le difficoltà che affrontano tutte le attività economiche del comune e che nel tempo hanno rispettato tutte le norme Anticovid. Però la situazione è ed è stata dura specialmente nel periodo natalizio, quando la Regione Umbria ha disposto la chiusura delle attività commerciali nel fine settimana. Anche per questo è necessario garantire parità di trattamento sia per le questioni economiche che sanitarie. Sempre dalla stampa abbiamo appreso un intervento del comandante della Polizia municipale Joselito Orlando in cui dava conto di un’interlocuzione del Prefetto di Perugia sul regime di apertura e chiusura dei negozi. A seguito di questo, si è determinata una situazione che va chiarita e sulla quale non possono esserci dubbi. Vogliamo sapere i contenuti dell’interlocuzione con il Prefetto, se verbale o ufficiale, l’iter della procedura adottata dalla Polizia, per la delicatezza della questione chiediamo di parlarne con urgenza in commissione Programmazione”.
Anche Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, di seguito ha illustrato la sua interrogazione, di argomento simile: “Alcuni operatori commerciali hanno protestato e hanno segnalato assembramenti e comportamenti non consoni alle prescrizione dei DPCM, mancanza di controllo sui contingentamenti. La quesitone è anche che cosa si considera centro commerciale e questo nodo potrebbe portare a contenziosi. C’è poi la minaccia dei commercianti del Centro Commerciale Il Castello di chiudere per i danni economici determinati dalla chiusura in un mese centrale come dicembre. L’Amministrazione dovrebbe verificare meglio con gli interessati e capire quali, se ci sono, le soluzioni per evitare conseguenze legali”.
Il sindaco Luciano Bacchetta ha detto: “La vicenda ha risvolti umani toccanti, non è stato e non è né semplice né facile decidere. C’è una parte relativa alle discipline commerciali e quella più sanitaria. L’ipotesi di assembramenti è sempre incombente. Comune e Vigili urbani hanno lavorato molto e da più parti è venuta una lamentela anche per gli eccessivi controlli sugli esercizi aperti in tutto il territorio. Vorrei anche aggiungere che il centro commerciale Il Castello è nato all’interno di una pianificazione quando io ero assessore al Commercio, improbabile che oggi sempre io lo penalizzi”. Joselito Orlando, Comandante della Polizia municipale di Città di Castello, ha spiegato che “Tra novembre e dicembre sono intervenuti provvedimenti governativi con restrizioni e prescrizioni: il DPCM di novembre imponeva delle misure, che la Regione Umbria ha aggravato con chiusura domenicale di tutti, compresi gli alimentari fino al 4 dicembre 2020. Il DPCM di dicembre ha spiegato che oltre i centri commerciali dovevano chiudere anche le strutture ad essi assimilabili, tra questi le aggregazioni. Fino a questo DPCM solo i centri commerciali erano tenuti a chiudere nei festivi e prefestivi. Abbiamo fatto controlli specialmente nel primo impatto della normativa e sono stati elevati dei verbali. Prendendo contatti con il Prefetto di Perugia per adottare un criterio uniforme e capire meglio l’orientamento delle massime autorità provinciali su equiparazioni unità commerciali, il Prefetto ha fornito indicazioni che sono state comunicate nella nota di sabato 12 dicembre 2021. Alla luce del DPCM 3 dicembre la chiusura deve interessare solo i centri commerciali e non vi rientrano esercizi di vicinato, le medie e le grandi strutture di vendita. Con una pec ho comunicato al Prefetto che sarebbe stata rispettata questa linea. Per quanto riguarda Il Castello: è un centro commerciale a differenze di altre strutture come il Trony che pur essendo inserite nel contesto Porta dell’Umbria non sono centro commerciali”. Il sindaco ha aggiunto: “Gli operatori chiedono che vengano chiuse anche altre attività, non mettono in discussione la loro chiusura. Hanno fatto ricorso al TAR. Il Comandante inizialmente ha dato un’interpretazione restrittiva tutti, fino a quando un dirigente della Prefettura non ci invitò alla cautela perché alcune attività non erano equiparabili al centri commerciali. Abbiamo parlato con il Prefetto direttamente e il risultato è il comunicato. Io stesso ho riparlato con il Prefetto. Pensate che vogliamo veramente penalizzare il centro Il Castello rispetto ad altri? E’ triste che il punto sia fare chiudere tutti, non fare aprire tutti. E’ anche indicativo della situazione drammatica in cui ci troviamo. Sarà dura ricostruire l’economia dopo il Covid. Vediamo cosa accadrà con il ricorso al Tar. Sarebbe una vittoria comunque di Pirro perché sarebbero tutti chiusi”.
Mirko Pescari, capogruppo del PD, ha detto: “Fermo restando che lo zelo è collettivo. La situazione del commercio è complicata ed è compito dell’amministrazione comunale prendersi carico di queste problematiche. Molti operatori si sono sorpresi del comportamento del comune e hanno chiesto di fare chiarezza per ribadire l’uguaglianza di trattamento dentro il territorio. Ben venga la ricostruzione del comandante Orlando, fermo restando che qualche dubbio sulla interpretazione normativa e sulle modalità rispetto a questioni così importante. Non può essere una dichiarazione verbale che può far cambiare la linea della Polizia municipale. Siccome al comune di Magione, la Prefettura ha inviato una nota con un’interpretazione del tutto opposta, chiedo un approfondimento con i Servizi Commercio e Polizia in Commissione Programmazione per fugare ogni dubbio”. Vincenzo Bucci ha aggiunto: “Capisco che le decisioni sono state sofferte ma hanno determinato regimi diversi. Un centro è stato agevolato ed un altro ha avuto conseguenze pesanti. Se ci sono state interpretazioni diverse della Prefettura sarebbe grave e non facilitano l’approccio alla problematica. Anche noi abbiamo chiesto una Commissione: è utile, è possibile? Dalla documentazione che abbiamo c’è una difficoltà oggettiva con gli interessi che questi operatori rappresentano. In prima istanza era stata scelta una chiusura di tutte le strutture, l’inserimento della Prefettura è legittimo o no? Di certo il sistema è stato messo in crisi. Spero che si arrivi a interlocuzioni che possano migliorare la gestione dato che l’aspetto economico è pesante”. Il sindaco ha aggiunto: “Non parliamo di filosofia ma di legge: i negozi aperti sono centro commerciale o no? Questo è l’unico punto dirimente. Quelli aperti non lo sono, ognuno ha la propria vicenda. Tenerli chiusi è un abuso di potere”. Massimo Minciotti, consigliere del PD e presidente della Commissione Programmazione, si è detto disponibile a convocare la Commissione.
Sansepolcro: Illuminazione pubblica, redatto uno studio di fattibilità per 4 zone. La risposta del sindaco Cornioli alla consigliera Giorni durante l’ultima seduta del parlamentino
Nel consiglio comunale che si è riunito in modalità videoconferenza lunedi scorso, è stata approvata l’istituzione del canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria e del canone di concessione per l’occupazione delle aree e degli spazi appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile, destinati a mercati realizzati anche in strutture attrezzate. Si tratta della disciplina provvisoria.
Respinta invece, dopo un lungo e serrato confronto politico tra le parti, la mozione della Lega sul tema “iniziative per il sostegno alla maternità e alla prevenzione delle condizioni che portano all’aborto”.
Per le comunicazioni del sindaco, Cornioli ha informato il parlamentino della conferenza stampa che si è tenuta in Provincia per presentare la richiesta avanzata alla Regione da tutti i Comuni delle due vallate per ridare autonomia a Casentino e Valtiberina in quanto distretti sanitari indipendenti. Quindi ha delineato la situazione alla Rsa San Lorenzo in relazione al Covid e, rimanendo in tema di sanità, ha dato la buona notizia che proprio quella mattina, grazie al defibrillatore del Trebbio, era stata salvata una vita.
La prima interrogazione è stata presentata dalla consigliera del gruppo Misto Simona Bartolo e riguarda la situazione relativa al marchio Buitoni. “Mi sono arrivate sollecitazioni da alcuni cittadini. Quali iniziative sono state prese a questo proposito? Cosa verrà fatto?”. Il sindaco ha risposto ripercorrendo tutta la vicenda e ricordando che si parla di una società quotata in Borsa, quindi è necessaria la massima discrezione. “Fino ad oggi New Lat e Comune hanno fatto tutto il possibile per trovare la migliorare soluzione per la città – ha detto il sindaco – Da parte nostra sono in corso contatti riservati a livello istituzionale”.
Ha fatto seguito l’interrogazione del Movimento 5 Stelle sulla pubblica illuminazione. La consigliera Giorni ha ricordato che l’ultima interrogazione sull’argomento era stata fatta nel mese di ottobre e chiede se ci sono aggiornamenti per questo importante progetto. Il sindaco Cornioli ha risposto dicendo che il Comune, come già detto in passato, sta seguendo la strada dei mutui che si ripagano con i risparmi in bolletta. “E’ stato chiuso in questi giorni uno studio di fattibilità che ha individuato 4 zone per un importo di lavori pari a 800 mila euro – ha detto il sindaco – Le zone sono: il centro storico, la prima cerchia di viali oltre le mura e le zone industriali Trieste-Riello e Altotevere”. Giorni ha replicato dicendo che si è perso molto tempo in questi anni.
L’altra interrogazione è stata presentata dal gruppo di Forza Italia e riguarda il monitoraggio dell’attuale situazione delle imprese operanti sul territorio comunale. “L’amministrazione ha intenzione di aiutare in qualche modo le imprese in difficoltà per le problematiche legate al covid?” ha chiesto il consigliere Tonino Giunti. Il sindaco ha risposto comunicando di essersi confrontato con i rappresentanti di tutte le associazioni di categoria ed ha delineato la situazione generale, con le forti difficoltà del commercio e della ristorazione, mentre a livello produttivo chi paga di più è il settore moda e abbigliamento. Ma ci sono anche realtà che hanno reagito bene. Il sindaco ha fatto presente che gli interventi a supporto delle imprese saranno incrementati.
L’altra interrogazione di Giunti ha riguardato la proposta di una eventuale apertura, almeno a livello ciclopedonale, dell’ex passaggio a livello di via del Regliarino. Ha risposto l’assessore Del Siena dicendo che il passaggio è stato chiuso su richiesta di Rfi nel 2017, con una ordinanza del sindaco. “La linea ferroviaria non è chiusa ma sospesa, questo significa che non possiamo intervenire in nessun modo. L’unica soluzione sarebbe dichiarare chiusa la stazione ma è ovvio che non lo faremo” ha spiegato l’assessore.
Altra interrogazione di Giunti era relativa all’attività di implementazione del nuovo portale sul turismo del Comune di Sansepolcro (visitsansepolcro). L’assessore Del Siena ha spiegato che il sito è frutto della donazione di un’azienda e che sono stati stanziati 2000 euro per l’implementazione. Giunti ha replicato dicendo che “si tratta di una cifra troppo bassa, quindi il nuovo sito appare come un’occasione persa”.
L’ultima interrogazione è stata presentata dal gruppo consiliare Pd-InComune e riguardava le politiche culturali e la mostra dedicata a Raffaellino del Colle, in fase di organizzazione. La consigliera Andreini ha anche chiesto informazioni su due restauri, quello del Rosso Fiorentino e quello di Raffaellino. Ha risposto l’assessore Marconcini che ha ripercorso quanto fatto nei mesi scorsi, dalla mostra di Banksy agli interventi di manutenzione al Museo fino al Virtual Tour e la card dedicata alla Cultura (CittArt), senza considerare tutto il lavoro effettuato per rispettare le normative anti Covid. La discussione si è anche soffermata sul Comitato scientifico e sui due restauri. “Per la prima opera, che non è nostra, cioè il Rosso fiorentino, abbiamo sempre interloquito con la proprietà. L’opera è molto vulnerabile, soprattutto a livello del supporto ligneo. Quando tornerà in città, dovrà essere garantita la totale sicurezza. Per quanto riguarda l’opera del Raffaellino, l’abbiamo trovata in una situazione molto problematica. La speranza è che in autunno possa tornare al Borgo”.
Questa sera dalle ore 21 su retesole (Ch 13) torna in Primo Piano. Ospiti gli esponenti del PD tifernate Bettarelli, Ciliberti e Mariangeli
Politica tifernate in Primo Piano, questa sera su Retesole. Tra gli argomenti della trasmissione, un bilancio della consiliatura che volge al termine, e un confronto approfondito sulle alleanze in vista delle prossime amministrative
Pallavolo: casi di positività covid ERM group San Giustino, domani il terzo ciclo di tamponi, si va verso il rinvio delle prossime due gare. Pieno rispetto dei protocolli sanitari coordinati, per la società, dal dottor Luca Neri
Consapevoli delle difficoltà che sarebbero incorse per la situazione vigente, la Società Pallavolo San Giustino sta affrontando il momento con grande serenità.
Il secondo ciclo di tamponi effettuato per scrupolo a distanza di quattro giorni dal primo richiesto da protocollo FIPAV, ha rilevato la positività di alcuni membri del gruppo squadra. Per garantire maggiore sicurezza sia agli atleti che a tutti coloro che vi ruotano attorno, sono stati isolati celermente sia i positivi che tutti i membri entrati in contatto con gli stessi. Domani è previsto il terzo ciclo di tamponi e ad esclusione ovviamente dei casi positivi che sono monitorati dalla ASL, coloro che risulteranno negativi riprenderanno ad allenarsi regolarmente, nell’ottica di preparare le prossime partite.
La ErmGroup San Giustino ha deciso di acquistare tamponi antigenici Covid-19 che effettuerà costantemente agli atleti e a tutto l’entourage, grazie al coordinamento del Dott. Neri, Responsabile sanitario della ErmGroup San Giustino. La Società molto attenta al protocollo, sanifica dopo ogni allenamento sia la zona gioco che quelle di contatto. Attualmente si prospetta il rinvio delle prossime due gare, in attesa di recuperare tutto il gruppo squadra.
Politica a Città di Castello: Mariangeli (PD) “nessun veto, ruolo partito socialista fondamentale nella prossima coalizione, le scelte si fanno sui punti del programma e non sulle persone”
“Sarò chiaro, diretto, così da non essere frainteso. In questi mesi ci sono state attribuite posizioni distanti dalla realtà, che oggi intendo chiarire di persona. Il nostro partito lavora per costruire un nuovo progetto di centro sinistra, in linea e al passo con i tempi. Stiamo lavorando per gettare le basi che ci consentano di creare una colazione allargata ad altri partiti del centro sinistra su punti chiari e condivisi che mettano, in primo piano, le prioritrà di cittadini e imprese. Trovo surreale il dibattito politico di questi giorni fatto di veti, riposizionamenti e quant’altro. Il Partito Democratico non ha nessuna intenzione di rinnegare quanto costruito in questi anni e sopratutto non intende “rompere” con il Partito Socialista, che consideriamo perno fondamentale ed autorevole interlocutore per la formazione della nuova coalizione che si propone di Governare la città. Non accettiamo critiche sulla nostra lealtà saremo vicini al Sindaco Bacchetta fino all’ultimo giorno di consiliatura, abbiamo sottoscritto un patto con gli elettori,cinque anni fà, intendiamo onorarlo fino alla fine. L’unione comunale ha tracciato una linea, qualsiasi trattativa sarà condotta da iscritti al partito ma non da eletti negli scranni del parlamentino tifernate, abbiamo voluto separare l’attività politica, da quella amministrativa. L’intento è semplice, non vogliamo mettere pressione alla Giunta, in un momento così difficile”
Città di Castello: Tamponi anti covid, si possono effettuare anche nelle farmacie Federfarma
Un punto di riferimento per la collettività, un ruolo indispensabile nelle città. Sono le farmacie private: in queste strutture, infatti, da diverse settimane le persone possono, su base volontaria, sottoporsi al tampone.
L’ok è arrivato a metà gennaio e in Altotevere sono 8 le farmacie aderenti al progetto firmato fra regione Umbria e Federfarma.
Nello specifico, a Città di Castello, ci sono le farmacie «Ortalli» e «La Tina»; nel comune di Monte Santa Maria Tiberina, la «Pascucci»; a Montone la farmacia «Di Montone»; a Pietralunga la struttura in piazza; a San Giustino la «Eredi Polverini»; a Umbertide «Burelli» mentre a Pietrantonio «Vitali dott. Raoul».
«Abbiamo aderito alla campagna regionale di screening tampone antigenico nasale in Farmacia – hanno affermato – per il rientro a scuola in sicurezza».
Gli studenti, i docenti e il personale delle scuole superiori potranno, infatti, presentarsi nelle farmacie di Federfarma e prenotare il tampone tutti i giorni. Basta avere con sé un certificato di appartenenza alla scuola di riferimento. La comunicazione del risultato è velocissima, circa 15 minuti.
Le farmacie aderenti a Federfarma sono disponibili per processare i tamponi ogni giorno, mattina e sera.
Inoltre la possibilità di effettuare i tamponi è aperta a tutti, non solo per chi appartiene al mondo della scuola: basta recarsi nelle strutture indicate, prenotarsi e pagare una modica cifra.
Coronanavirus a Città di Castello: Bacchetta “ieri 20 guariti e 12 nuovi positivi. Ingiusto addossare responsabilità su casi Muzi Betti alla presidente di cui ho moltissima stima, al pari dei suoi collaboratori”
“Ieri abbiamo avuto 12 nuovi positivi in isolamento contumaciale e 20 persone guarite”. E’ l’aggiornamento della situazione dell’emergenza da Covid-19 a Città di Castello fornito stamattina dal sindaco Luciano Bacchetta, nel sottolineare come “si confermi il trend consolidato da oltre una settimana, con più guariti che positivi”. “L’alta percentuale di guariti è un segnale importante, anche se la circolazione del virus resta intensa e non va sottovalutato il dato delle positività, che sono piuttosto alte ed emergono soprattutto in ambito familiare, una costante di questa seconda ondata del virus”, ha osservato il primo cittadino. “L’attenzione di tutti è inevitabilmente focalizzata sull’Asp Muzi Betti, a proposito della quale sono molto ingenerose le polemiche nei confronti della presidente Andreina Ciubini”, ha evidenziato Bacchetta nel ricordare che svolge il suo mandato a titolo completamente gratuito ed è stata nominata dalla Regione, con il suo pieno consenso. “Ho moltissima stima di Andreina Ciubini e dei suoi collaboratori, a cominciare al direttore sanitario Antonio Moni, che credo abbia svolto un lavoro molto importante e significativo all’interno di questa struttura”, ha chiarito il sindaco, rammentando che “per quasi un anno Muzi Betti è rimasta indenne dalla bufera del Covid-19 e non era facile che accadesse”. “Sono state approntate tutte le misure precauzionali necessarie, con il rispetto di tutti i protocolli in modo assoluto e credo che la presidente e i suoi collaboratori abbiano svolto il proprio lavoro in modo ineccepibile, con grande abnegazione, quindi mi dispiace molto per quello che sta accadendo”, ha precisato Bacchetta, aggiungendo: “in Italia purtroppo c’è la pessima abitudine di cercare sempre il capro espiatorio, ma sappiamo che il Covid-19 può colpire in ogni momento e ovunque, basti vedere quello che è accaduto alla Prosperius con 42 persone positive e quanto è accaduto, anche in Umbria, nelle case di riposo, la gran parte delle quali sono state chiuse in presenza di focolai”. “Questo – ha rimarcato il sindaco – non è mai accaduto alla Muzi Betti, che ha anche creato una ‘Zona Bianca’ per il ritorno all’interno della struttura delle persone positive ricoverate in ospedale che si sono negativizzate”. “E’ stato fatto tutto il possibile, ma è chiaro che il Covid-19 è molto insidioso”, ha ribadito Bacchetta, che ha spiegato: “se il virus penetra in una struttura come la Muzi Betti i rischi di letalità sono molto più alti per l’età e per le malattie degli ospiti, ma di questi rischi non è certo responsabile né colpevole la presidente, per cui non è né giusto, né corretto, né rispondente alla realtà, e soprattutto non serve a nessuno, addossare alla presidente responsabilità che non ha”. “Non condivido assolutamente le riflessioni legittime di alcuni consiglieri comunali perché il lavoro svolto dalla presidente Ciubini è stato ineccepibile ed è stato assicurato con grande impegno, grande senso di responsabilità, grande volontà e ha tutta la mia stima”, ha sostenuto Bacchetta, nel ricordare che “come è giusto che sia, perché vanno garantite tutta la trasparenza e la chiarezza possibili, sulla vicenda si riunirà una commissione consiliare per conoscere e approfondire le problematiche della situazione”. “Quanto è accaduto alla Muzi Betti poteva accadere ovunque, ed è in effetti accaduto ovunque, poi è chiaro che la scomparsa di quattro persone dispiace molto a tutti ed è molto dolorosa”, ha concluso il sindaco.
Citerna: Giornata della Memoria, la lettera del Sindaco a tutti gli studenti delle scuole del territorio. Paladino: “I giovani protagonisti di un futuro di pace e fratellanza”
Il sindaco di Citerna Enea Paladino ha commemorato la Giornata della Memoria come ospite del sindaco di Anghiari presso il Campo di Internamento di Renicci, insieme al Maresciallo ed al Dirigente scolastico di Anghiari.
Questa mattina, inoltre, Paladino ha inviato alle scuole comunali di Citerna un messaggio consegnato a tutti gli studenti.
Un invito ai giovani a riflettere sul senso profondo di questa ricorrenza ai giorni nostri.
“Care studentesse, cari studenti,
a voi rivolgo queste parole in occasione della ricorrenza odierna, in ricordo di una delle più grandi tragedie della storia dell’uomo. Sono costretto a scrivervi, perché purtroppo mi è impossibile essere con voi per i motivi che ben conoscete.
Oggi è la Giornata della Memoria: la memoria sulle atrocità perpetrate nei confronti degli ebrei, zingari, omosessuali e oppositori politici nei lager nazisti. Una ferita ancora aperta con la quale la nostra Europa ha il dovere di fare i conti. Pensare che simili atrocità siano solo un ricordo lontano è un errore che non ci possiamo permettere di fare, poiché potenti dittature sanguinarie ancora oggi sono in piedi e minacciano l’umanità.
Ricordare quelle atrocità è il primo passo per non far ricadere negli orrori del nostro passato il nostro libero mondo occidentale ed essere consapevoli che dovremo fare di tutto per difendere questa nostra libertà; libertà che vive solo se continua ad esistere il rispetto reciproco.
Vi invito, a questo scopo, a cercare e a trovare nel vostro studio l’amore per la nostra cultura, per la nostra storia, per le nostre tradizioni, perché solo chi non ha una vera identità ha paura delle altre e quindi ne fugge il confronto e il dialogo.
La pace tra i popoli inizia proprio tra i banchi di scuola, nella dialettica quotidiana con i vostri compagni di banco, verso i quali dovete coltivare quel rispetto che vi deve accompagnare per tutta la vita.
Imparate a difendere le vostre idee e la vostra personalità, anche se sono diverse da quelle degli altri, e rispettate chi è diverso da voi, o chi semplicemente la pensa in un modo differente.
Combattete ogni forma di odio, sostenendo la pace e l’amicizia, perché alimentare odio con altro odio può portare l’essere umano a scrivere le pagine più buie della storia.
Siate i protagonisti di un futuro di fratellanza e di pace: il domani è nelle vostre mani e le vostre azioni di tutti i giorni possono cambiare la storia, portando pagine di luce.
Un caro saluto a tutti voi ragazzi”.
Montone: Covid & Prevenzione, un nuovo progetto per sensibilizzare la comunità allo screening
Test antigenici rapidi e tamponi molecolari, per rilevare il virus Covid-19, a prezzi agevolati per i cittadini residenti nei comuni di Montone e Lisciano Niccone.
Su iniziativa del Gruppo comunale di Protezione Civile di Montone, con il contributo dei due Comuni dell’Altotevere, è iniziato in questi giorni un nuovo progetto volto alla formazione di una cultura della prevenzione, attualmente unica vera arma per ridurre la curva del contagio, monitorare l’andamento epidemiologico e ridurre la diffusione del virus.
Per eseguire i test è obbligatoria la ricetta medica e poi recarsi presso una struttura abilitata.
Gli interessati possono chiamare dal lunedì al venerdì i numeri 377.35.41.731 – 333.32.88.877 per informazioni e prenotazioni, dalle ore 10 alle 12 e dalle ore 17 alle 19 fino al 31 marzo.
Alla campagna per sensibilizzare allo screening la comunità si aggiunge l’iniziativa, promossa dalla farmacia di Montone, insieme all’Amministrazione comunale e al Gruppo comunale di Protezione Civile, che verrà realizzata per la cittadinanza nella giornata di giovedì 28 gennaio. In questa occasione verranno eseguiti i tamponi nasali rapidi per la ricerca del Covid-19 presso la Farmacia a partire dalle ore 15 fino alle 19.30.
I tamponi sono gratuiti per tutto il personale scolastico delle scuole superiori e per gli studenti dai 14 ai 19 anni. Anche in questo caso è richiesta la prenotazione al numero di telefono 075.9306232.
Dedicato a Silvana Benigno un progetto di ricerca contro il cancro della Fondazione Ieo-Ccm. L’annuncio ieri durante la consegna ufficiale all’ente di oltre 11 mila euro
Porterà il nome di mamma-coraggio Silvana Benigno un nuovo progetto di ricerca contro il cancro da parte della Fondazione IEO-CCM di Milano. L’annuncio ieri mattina, martedì 26 gennaio, durante la consegna ufficiale a Milano – nella sede dell’Istituto Europeo Oncologico fondato dal professor Veronesi – della raccolta fondi grazie alla vendita del libro “Il tuo sorriso ribelle” dedicato proprio a Silvana. Grande la commozione da parte della figlia Federica e del marito Fabrizio quando i vertici dell’ente hanno reso nota la volontà di riconoscere a Silvana “un grande merito per quanto fatto in vita a sostegno della ricerca contro il cancro, attività poi portata avanti dai congiunti con altrettanto impegno e dedizione nel ricordo di Silvana”.
Federica e Fabrizio nell’occasione hanno consegnato alla Fondazione IEO-CCM oltre 11mila euro, frutto della grande sensibilità di tante persone che hanno acquistato il libro e partecipato alle iniziative di solidarietà organizzate per sostenere la ricerca contro il cancro: un’attività, questa, per il momento conclusa a un anno esatto dalla scomparsa di questa grande Donna. La Fondazione IEO-CCM ha poi precisato che il progetto dedicato a Silvana Benigno è riferito alle “cellule staminali come nuova frontiera di ricerca per la cura del tumore ovarico”. Un “progetto di ricerca dedicato a Silvana Benigno, donna, moglie, mamma, figlia e amica coraggiosa”. In sostanza, grazie pure a quest’ultimo contributo raccolto e affidato alla Fondazione, sarà possibile avviare una ricerca proprio contro quel tipo di cancro che Silvana ha combattuto con tutte le sue forze da fine 2015.
All’appuntamento di ieri allo Ieo di Milano erano presenti la figlia di Silvana, Federica, e il marito Fabrizio, ricevuti da Marta Medi, responsabile Raccolta Fondi e Comunicazione della Fondazione e Federico Palazzotto, referente Eventi e Iniziative Speciali. Federica e Fabrizio nell’occasione hanno annunciato ai vertici dell’organismo che nuove iniziative verranno organizzate fin da subito per continuare a supportare la ricerca, in sinergia con la Fondazione, che oltre due anni fa aveva peraltro già reso merito a Silvana: in una delle foglie dell’Albero dei donatori all’ingresso dell’istituto, c’è infatti il nome di Silvana Benigno, che Federica e Fabrizio hanno osservato con grande commozione. Federica ha detto: “Mamma sarà orgogliosa di questo ennesimo riconoscimento del progetto di ricerca a lei intitolato”.
ECCO IL TESTO UFFICIALE DELLA NOTA DELLA FONDAZIONE IEO-CCM
Le cellule staminali tumorali come nuova frontiera di ricerca per la cura del tumore ovarico Progetto di Ricerca dedicato a Silvana Benigno donna, moglie, mamma, figlia e amica coraggiosa
Il tumore ovarico rappresenta una delle sfide più difficili nel campo dell’oncologia. Esso infatti ha il maggior tasso di mortalità tra le patologie neoplastiche ginecologiche e rappresenta l’ottava causa di morte dovuta a tumore tra le donne. La percentuale di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi a tutt’oggi non supera il 35-40%. Questa evoluzione così sfavorevole della malattia è principalmente dovuta alla disseminazione precoce del tumore nella cavità addominale, all’insorgenza di recidive dopo il trattamento chirurgico e/o farmacologico del tumore primario e allo sviluppo di resistenza alla chemioterapia nel tumore recidivante. Ancora oggi abbiamo un quadro piuttosto vago dei meccanismi biologici che governano questi eventi, il che si riflette nell’incapacità di prevenirli o contrastarli in modo efficiente. Una nuova chiave di lettura di questi meccanismi deriva da diverse evidenze cliniche e sperimentali che, negli ultimi anni, hanno acceso i riflettori su una esigua sottopopolazione di cellule neoplastiche denominate cellule staminali del tumore ovarico (ovarian cancer stem cells, OCSC). Grazie alle loro peculiari proprietà biologiche, queste cellule sono capaci di rimanere quiescenti per lungo tempo (sottraendosi così all’azione citotossica della chemioterapia post-operatoria) ma anche di riprendere l’attività proliferativa necessaria per dare origine a metastasi o a recidive tumorali. Le OCSC sono inoltre in grado di attivare meccanismi molecolari che conferiscono loro la resistenza ai farmaci e anche la capacità di eludere l’azione anti-tumorale del sistema immunitario. Nel loro complesso, tali proprietà fanno delle OCSC i potenziali driver dell’evoluzione clinica del tumore ovarico e del suo esito spesso fatale. Di conseguenza, la possibilità di interferire con l’azione pro-tumorale delle OCSC offrirebbe nuove ed efficaci strategie per la cura e l’eradicazione di questa neoplasia. La biologia delle OCSC, tuttavia, rimane un ambito di ricerca ancora poco esplorato e, in particolare, il loro ruolo effettivo nella progressione del tumore ovarico non è ancora stato chiarito. Questo gap di conoscenza è dovuto in gran parte alla mancanza di modelli sperimentali che siano in grado di rappresentare fedelmente la patofisiologia delle OCSC e, al tempo stesso, abbiano una rilevanza clinica tale da consentire il trasferimento dei risultati al letto del paziente in tempi relativamente rapidi. Grazie alla cooperazione delle pazienti, è stato possibile mettere a punto le metodologie necessarie per isolare le OCSC dai campioni di tumore ovarico provenienti dalla sala operatoria. Questo ha consentito, da una parte, di ottenere una biobanca di materiale biologico da una numerosa coorte di pazienti, dall’altra è stato possibile identificare una serie di tratti molecolari e funzionali relativi alle OCSC. Tale approccio ha il vantaggio di basarsi su modelli sperimentali derivati dalle pazienti, il che aumenta in modo decisivo la rilevanza clinica delle informazioni ottenute e la loro trasferibilità in ambito terapeutico. Per esempio, grazie allo studio di OCSC “primarie” (ovvero isolate di fresco dalle pazienti) è stata recentemente identificata la proteina CD73 come un nuovo driver di questa sottopopolazione cellulare e un possibile target terapeutico (Lupia et al, Stem Cell Rep, 2018). La nostra attività di ricerca si prefigge: a) di ottenere un quadro il più possibile esaustivo dei pattern genetici e dei processi biologici che sono specificamente alterati nelle OCSC attraverso approcci tecnologici di ultima generazione quali il sequenziamento dell’RNA con risoluzione a singola cellula, la fosfoproteomica, modelli sperimentali tridimensionali di OCSC co-coltivate con il loro micro-ambiente, etc; b) di verificare il ruolo di queste alterazioni nella patofisiologia e nella funzione tumorigenica delle OCSC; c) di definire le implicazioni terapeutiche dei risultati ottenuti, testando il targeting specifico delle alterazioni OCSC-associate come nuovo approccio verso il disegno di nuovi trattamenti diretti contro questa sottopopolazione cellulare. In ultima analisi, l’integrazione di modelli sperimentali ad alta rilevanza clinica con l’utilizzo di metodologie innovative offre adeguate garanzie per la generazione di dati che, da una parte, chiariscano i meccanismi biologici alla base dell’evoluzione infausta del tumore ovarico e, dall’altra, pongano le basi per strategie terapeutiche efficaci ed innovative.
Si chiama RIM Altotevere, il patrimonio culturale a portata di click. Al via da oggi la rete interattiva museale
È da oggi on line, “RIM”, il sito della Rete Interattiva Museale Alto Tevere uno strumento per conoscere musei, beni ambientali e luoghi della cultura tra i comuni di Città di Castello, Monte Santa Maria Tiberina e San Giustino. Il sito, consultabile all’indirizzo www.rimaltotevere.it, rientra nel progetto PRIMA, finanziato nel 2020 dalla Regione Umbria – Direzione Musei e Biblioteche e che vede come capofila il comune di Città di Castello e l’ASP G.O. Bufalini con ente che ha supportato il capofila nella gestione esecutiva di realizzazione del progetto. RIM nasce dalla collaborazione tra dieci musei e numerosi istituti culturali del territorio altotiberino per offrire un’esperienza interattiva che consenta di scoprire il patrimonio culturale dell’Alta Valle del Tevere in modo nuovo. Dal sito sarà possibile prenotare una visita al museo, chiedere informazioni e pianificare anche a distanza cosa vedere e come muoversi nel territorio, grazie a schede descrittive, suggerimenti di itinerari, video emozionali e una galleria fotografica. I musei che hanno aderito a RIM sono: la Pinacoteca comunale, il Centro delle tradizioni popolari “Livio Dalla Ragione”, il Museo malacologico Malakos, la Collezione tessile di “Tela Umbra”, il Centro di Documentazione delle Arti grafiche “Grifani-Donati” 1799 e la Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri a Città di Castello; Villa Graziani e il Museo archeologico della Villa di Plinio il Giovane, il Museo storico e scientifico del Tabacco e lo Stabilimento Tipografico “Pliniana” a San Giustino; Palazzo Museo Bourbon del Monte a Monte Santa Maria Tiberina. Il sito RIM Alto Tevere offre anche sei itinerari nel territorio dedicati all’archeologia, al Rinascimento e all’arte contemporanea in Alta Valle del Tevere, ma anche alla botanica, al paesaggio e all’artigianato, realizzati grazie al contributo di numerose realtà culturali e museali presenti nel territorio, tra cui le Biblioteche comunali di Città di Castello e San Giustino e la Biblioteca e l’Archivio Storico Diocesano “Storti-Guerri” di Città di Castello, gli archivi storici del comune di Città di Castello, di Monte Santa Maria Tiberina e di San Giustino, il Castello Bufalini di San Giustino, la Fondazione Archeologia Arborea Onlus e il Museo del Duomo di Città di Castello. Oltre al sito, sono attivi i canali social (Facebook, Instagram e Youtube) del progetto. A breve, sarà disponibile su Apple Store e Google Play la app per dispositivi mobili “RIM Alto Tevere”, grazie alla quale gli utenti avranno a portata di mano le informazioni utili per la visita dei singoli musei e, una volta giunti in loco, potranno arricchire la propria esperienza di visita. Sarà sufficiente inquadrare i codici QR posizionati all’ingresso delle singole sale, o in prossimità di oggetti di rilievo delle collezioni museali, per accedere a speciali contenuti multimediali in cui sono analizzate le specificità di un’opera, si ricevono suggerimenti su oggetti o luoghi ad essa collegati, si aprono dei video di approfondimento, si consultano ricette o si partecipa a vere e proprie cacce al tesoro. La app consentirà anche di ricevere notifiche a seconda degli eventi in programma nei vari musei e luoghi della cultura e di creare una propria lista personale dei luoghi preferiti, così da non perdere nessuna delle iniziative culturali in programma nei musei dell’Alta Valle del Tevere. “In questo difficile momento per la situazione sociale e culturale del nostro paese, a causa dell’emergenza sanitaria, RIM Alto Tevere – ha precisato l’assessore Vincenzo Tofanelli nel ringraziare la Regione Umbria Servizio Musei e Biblioteche diretto dallla dott.ssa Antonella Pinna, l’ASP G.O Bufalini, la dott.ssa Francesca Mavilla e tutti i sogetti coinvolti nell’innovativo progetto – vuole stimolare gli alunni delle scuole del territorio ad approfondire le peculiarità del patrimonio culturale che li circonda, in favore di una maggior consapevolezza del suo valore. A questo scopo, sono stati proposti agli istituti scolastici laboratori e incontri per conoscere meglio il progetto e i musei aderenti.” L’assessore alla Cultura Tofanelli, insieme ai colleghi assessori dei vari comuni coinvolti, hanno voluto convintamente portare avanti questo progetto, certi che possa dare un ulteriore impulso alla valorizzazione dei beni culturali. Per informazioni: info@rimaltotevere.it , Pagina Facebook Rete Interattiva Museale Alto Tevere. Pagina Instagram RIM Alto Tevere.
Casi di covid alla Muzi Betti di Città di Castello: Fratelli D’Italia interpella la Giunta. Domani i vertici in commissione servizi
Casi di Covid alla Muzi Betti di Città di Castello: domani, giovedì 28 gennaio 2021, si riunirà la commissione Servizi del comune per ascoltare i vertici della Casa di riposo ma il consiglio comunale ne ha parlato anche nella seduta del 25 gennaio su impulso di un’interpellanza di Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia: “La mia intenzione coinvolgere il consiglio per individuare lo strumento giusto ad approfondire che cosa è successo alle Opere Pie Muzi Betti. Non credo che sia giusto bypassare questo documento e aver convocato un audizione della Commissione Servizi. Cosa è successo in questi giorni? I primi contagiati alla Muzi Betti non erano nel focolaio che ha prodotto un boom ma risalgono a molto tempo prima. Si deve fare chiarezza, ci sono protocolli ad hoc su come comportarsi ma non perdiamo di vista che l’ASP Muzi Betti ha come ospiti non solo soggetti deboli per l’età o la non autosufficienza ma anche altri soggetti che con difficoltà possono rispettare regole e di questo dovremmo parlare senza infingimenti. Non basta il Cda della Muzi Betti ma dobbiamo ascoltare tutte le parti e vedere anche le cartelle. Non voglio che la commissione diventi un Tribunale ma fare stare tranquilla la comunità facendo chiarezza. C’ anche la fatalità tra le cause”.
Nella risposta il sindaco Luciano Bacchetta ha detto: “E’ difficile risalire al motivo del contagio. Per molto tempo è stata l’unica RSA indenne dal Covid. Si verificò il caso di una signora centenaria, guarita. Poi sono stati fatti regolarmente tamponi ad ospiti e operatori, tutti negativi. Anche se questo stato è molto provvisorio. Dopo pochissimi giorni dai tamponi negativi, si è verificato il focolaio che ha prodotto 100 positivi. Città di Castello dalla quota più bassa ha avuto un contraccolpo statistico dal fatto che quasi tutti ospiti ed operatori erano contagiati. In una situazione di grande difficoltà quale è stata, il Cda ha reagito molto positivamente, affiancato dal ASL, anche con risorse umane, abbiamo tenuto qui tutti i pazienti. E’ stata creata una zona bianca dentro Muzi Betti per i negativizzati. Oggi gli ospiti guariti vengono riportati dentro Muzi Betti in un’apposita area con tutta l’assistenza necessaria. La risposta su come si è sviluppato non ci compete: c’è stata negligenza? La risposta è impossibile. Nessun ricoverato ha portato il COVID e i parenti non vengono ricevuti. La certezza è solo questa ma poi entriamo nel giallo. Probabilmente qualcuno era positivo e non lo sapeva. L’audizione in commissione è opportuna e con trasparenza ci farà capire cosa il Cda ha fatto. Il problema è che nel corso dell’ultima giornata sono decedute 4 persone che erano ospiti di Muzi Betti. Tutte molte anziane. E’ facile lanciare strali ma dobbiamo essere seri. Valuterete quello che hanno fatto”.
Marcello Rigucci, consigliere del Gruppo Misto, ha parlato: “Della spoliazione della ASL degli infermieri migliori di Muzi Betti. Se il personale fosse stato mantenuto con un grado di esperienza alto, forse non si sarebbe verificato”. Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia, ha parlato di “un’interpellanza non inquisitoria ma politica. Per mesi abbiamo visto trionfalismi da parte del CDA della Muzi Betti sulla loro capacità di gestire il contesto e che non c’era nessun contagiato. Poi all’improvviso è scoppiata la tragedia e si è avuto un silenzio assordante, triste. Politicamente mi chiedo se prima era un trionfo e poi nella tragedia c’è il silenzio, è un problema politico, secondario rispetto quello umano ma è un problema. Mi sarei aspettato le dimissioni del presidente nelle mani del sindaco. Ci saranno delle indagini e si chiarirà. Razionalità, sincerità e giusta correttezza richiede un passo indietro del consiglio di amministrazione”. Emanuela Arcaleni, consigliere di Castello Cambia, si è detta colpita dalla “tragicità della vicenda. Sono persone anziane ma sarebbero morte comunque? Non si può dire siamo i più bravi perché non siamo contagiati, dato che era chiaro che prima o poi sarebbe successo. Ma il problema è se ci fosse stato un piano B con i primi contagi. Qualcosa deve non aver funzionato se da 10 si è passati a 100. I contagi sono plausibili, sono occorsi in tante rsa, ma l’estensione è stata fuori controllo. In cosa si è sbagliato? Anche come amministratori. La giusta commissione a capire è la Controllo e Garanzia. Lignani chiedeva che il consiglio si esprimesse su quale fosse lo strumento più idoneo”. Marco Gasperi, capogruppo del Gruppo Misto, ha detto: “La problematica non è di chi è la colpa tra chi lavora lì dentro come una missione ma quali problemi hanno riguardato i protocolli. Non sono stati rispettati, non sono adeguati? Dobbiamo andare in Commissione ma no quella di Procelli e neanche Controllo e Garanzia, ma una commissione d’inchiesta. E’ questo lo strumento, altrimenti sarebbe uno sminuire. Che siano anziane le vittime non cambia la sostanza”. Luciano Tavernelli, consigliere del PD, ha parlato “di un momento di politica insalubre. La Commissione d’inchiesta me la sarei aspettata rispetto alla Regioen Umbria nell’adeguatezza ad affrontare l’emergenza, per non aver approvato il piano sanitario regionale, per il fallimento del tracciamento ma non cercare il capo espiatorio, chiedendo le dimissioni del CDA. Questo è grave. Va bene chiarezza, confronto e trasparenza ma qual è la differenza con l’audizione in commissione Servizi. Noi non siamo adeguati ad esprimere giudizi, dobbiamo entrare in un contesto sanitario che non conosciamo. E’ pretestuosa la commissione speciale. Questo è un virus maledetto: se entra in uan scuola chiediamo le dimissioni del preside, in un autobus dell’autista. Va potenziato il sistema dei vaccini ma dobbiamo dare solidarietà alla Muzi Betti per tutto quello che ha fatto sia al CDA che agli operatori. Non è l’unica rsa colpita da contagi ma solo a Città di Castello è stata chiesta una commissione d’inchiesta”. Gaetano Zucchini, capogruppo dei Democratici, ha detto: “Bisogna avere una visione seria e responsabile: le rsa hanno avuto in tutta Italia un’alta mortalità. Non mi stupisce il contagio così alto a Muzi Betti. Oggi in una struttura ci sono stati 48 positivi e 4 deceduto dall’individuazione del focolaio. Io credo che Muzi Betti abbia fatto tutto il possibile. Poi c’è l’imponderabile. Ritengo inutile la commissione d’inchiesta e quella Controllo e Garanzia, bene la commissione Servizi per capire da chi ha responsabilità come è avvenuta un’evoluzione così rapida e cosa si è fatto per contrastare il contagio”.
Lignani ha replicato: “Rivendico ogni parola. Abbiamo la conferma di una tragedia e non era possibile rimane silenti perché ce ne avrebbe chiesto conto la comunità cittadina. Altri hanno fatto politica dando le colpe alla Regione. Io ho chiesto chiarezza. Ci sono questi strumenti conoscitivi nel consiglio comunale e specula chi non li vuole. Ha senso raccogliere firme per una commissione condivisa, ne bastavano poche ma volevo che fosse individuato uno spazio condiviso. Io chiedo a Procelli di non fermarsi all’audizione del Cda ma allargarle anche ad altri parte in causa in seduta riservata. Pensate che i parenti di chi è venuto a mancare non vogliano questo? Perché bisogna sentire una campana sola?”. Il sindaco ha concluso il dibattito dicendo che “Sono d’accordo a fare una commissione Servizi e che sia allargata ad esempio ad ASL. Muzi Betti è stata miracolata in questi mesi: se il Covid colpisce una persona di 30 anni i rischi sono molto minori, quando colpisce persone anziane la mortalità più alta e per questo ho citato le date di nascita. E’ vero quello che diceva Rigucci è vero nel senso che c’è stata una trasmigrazione molto forte da Muzi Betti ad Asl, perché Asl con l’acqua alla gola per l’emergenza Covid cercava operatori. Non è colpa di nessuno, è stata una scelta personale. Muzi Betti, con l’aiuto di Asl, è dovuta correre ai ripari e alcuni infermieri da Asl si sono trasferiti a Muzi Betti. Sono convinto che si è lavorato con il massimo scrupolo e seriamente. Bene la commissione, gli operatori essendo giovani non sembra che abbiano avuto conseguenze particolari, per gli ospiti il decorso è più complesso perché hanno fragilità pregresse importanti. Queste persone molto anziane sono le prime che devono avere i vaccini e sono stati fatti. Questa è l’unica soluzione, tutto il resto non è risolutivo”.
Mancato numero legale Consiglio comunale Città di Castello: Bacchetta “ricostruzioni fantasiose, anche se legittime”
“Leggiamo alcune ricostruzioni e interpretazioni, ovviamente legittime, che riteniamo abbastanza avventurose riguardo all’ultimo consiglio comunale. Crediamo quindi doveroso fare il punto della situazione di questi ultimi mesi di legislatura e del contesto politico nel quale ci muoviamo. Ovviamente i problemi sarebbero altri, siamo ancora in piena tempesta Covid, siamo concentrati inoltre su vicende assai complesse e difficili, vedi la “questione” Muzi Betti, però purtroppo dobbiamo anche occuparci di altro come è ovvio che sia ed è giusto e doveroso, visto che parlano in molti, che intervenga anche il sindaco. Per cui Lunedi 1 Febbraio alle ore 12 convocheremo, nelle modalità consentite dai vigenti regolamenti e normative, una conferenza stampa”.
Lunedì 1 febbraio, al santuario della Madonna delle Grazie, conferenza stampa per la presentazione del progetto di restauro della cappella laterale
Lunedì 1 febbraio 2021, alle ore 11, presso il santuario della Madonna delle Grazie in Città di Castello si terrà una conferenza stampa per la presentazione del progetto di restauro della cappella laterale e l’illustrazione dello stato di avanzamento dei lavori.
Interverranno: S.E. Mons. Domenico Cancian, vescovo diocesano; don Andrea Czortek, parroco; arch. Francesco Rosi e ing. Alessandro Petrani, progettisti; Vincenzo Tofanelli, assessore alla cultura del Comune di Città di Castello.
I lavori, approvati dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria e parzialmente finanziati dalla Conferenza Episcopale Italiana, hanno preso avvio nello scorso settembre e sono portati avanti dalla Diocesi di Città di Castello e dalla Parrocchia di Santa Maria delle Grazie.
Il progetto, che verrà illustrato nel corso della conferenza stampa, prevede il miglioramento sismico, l’adeguamento e il potenziamento degli impianti tecnologici, il restauro degli elementi artistici (affreschi e sculture) interni ed esterni e l’adeguamento liturgico di uno degli edifici sacri maggiormente legati alla storia – ecclesiale, civile e artistica – di Città di Castello.
Pallavolo serie B/M: Cesari e Celestini (In Job Città di Castello) “ci faremo trovare pronti, partire bene fondamentale”
“Vittoria sofferta ma fondamentale, quella contro Foligno. Ritornare in campo dopo così tanto tempo è stato importante, aspettavamo questo giorno da undici mesi ed è stata una gioia immensa, che ci ricorderemo a lungo. Fissare obbiettivi, in una stagione come questa è complicato, unica cosa certa è che vogliamo mantenere la categoria sul campo, lo dobbiamo alla società, per quanto fatto fino ad oggi e ai nostri tifosi che anche se tramite i canali social, ci sono vicini”
Pallavolo serie B2/M: Francesca Bertinelli (Autostop Trestina) “tornare in campo, emozione unica, squadra e rosa completa”
“Iniziare bene è fondamentale, anche se tornare in campo dopo 11 mesi, può essere complicato. E’ stato emozionante, anche se avevamo il timore che qualche complicazione potesse rimandare l’esordio, così non è stato e ci godiamo il momento. Viviamo alla giornata, consapevoli della grave situazione pandemica che stiamo attraversando, ma ricominciare è positivo perchè accende la speranza che tutto questo, fra qualche tempo, ce lo potremo lasciare alle spalle per tornare a vivere, finalmente, una vita normale”
Aggiornamento sui casi di covid al Prosperius Tiberino di Umbertide: ad oggi si contano 16 operatori contagiati e 26 pazienti positivi ricoverati all’interno della struttura
“Al termine della giornata odierna dopo aver eseguito un ulteriore screenig, la situazione dell’Istituto Prosperius Tiberino di Umbertide vede 16 operatori contagiati e 26 pazienti positivi ricoverati all’interno della della struttura che sono asintomatici o con sintomi lievi.E’ stata appositamente predisposta un’area per poter ospitare questa tipologia di pazienti in modo da non farli entrare in contatto con gli altri.Si e’ deciso, in accordo con la Usl Umbria 1, di non trasferire i pazienti per non gravare sulle altre strutture.La situazione e’ in continua evoluzione, ma costantemente monitorata. Nei prossimi giorni continueranno gli screening sia dei pazienti che degli operatori.Giovedi’ si riunira’ un comitato scientifico interno a cui parteciperanno anche specialisti della Usl Umbria 1 per esaminare il problema”.




