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Covid-19 a Città di Castello: Bacchetta “ieri 14 guariti e 14 nuovi positivi. Siamo tra le città con meno contagiati in Umbria, anche grazie al senso di responsabilità dei tifernati”


“I dati di ieri sulla situazione dell’emergenza da Covid-19 a Città di Castello ci parlano di 14 nuovi positivi, un numero purtroppo sempre piuttosto alto, a fronte, però, di 14 persone guarite”. E’ quanto ha dichiarato stamattina il sindaco Luciano Bacchetta, rilevando che, “pur dovendo continuare a tenere la guardia alta e a non sottovalutare la situazione in presenza di tanti nuovi positivi, molti dei quali all’interno dei nuclei familiari dove è impiortante porre la massima attenzione alle persone anziane, l’alto numero di persone guarite ci consente per fortuna di essere fra le città che hanno la percentuale più bassa nella classifica dei contagi umbri, nonostante la vicenda dell’Asp Muzi Betti nella quale si sono verificati ben 100 casi di positività”. “Siamo pertanto tra le città meno a rischio di ulteriori provvedimenti amministrativi”, ha osservato il sindaco, nel prendere atto che “anche se Città di Castello è più vicina alla zona gialla, l’Umbria rimarrà purtroppo in zona arancione e quindi le restrizioni previste continueranno anche per noi”. “C’è un elenco di 29 comuni anche importanti, tra i quali non c’è Città di Castello, ma ci sono Perugia, Gubbio e le municipalità della zona del Lago Trasimeno, che sono sotto la lente di ingrandimento del comitato scientifico e che potrebbero subire provvedimenti amministrativi tali da prefigurare zone rosse comunali”, ha puntualizzato Bacchetta. “Vedremo di capire nei prossimi giorni cosa accadrà, ma certamente sarebbe un modo per evitare che tutta l’Umbria diventi zona rossa, in presenza di grandi diversità statistiche tra le città e una differenziazione territoriale a macchia di leopardo significativa e anche strana, perché si tratta di una piccola regione”, ha aggiunto il primo cittadino, rammentando che “L’Umbria in questa seconda ondata è stata molto più colpita che nella prima, ma Città di Castello, a parte la situazione della Muzi Betti per la quale rinnoviamo le condoglianze ai familiari degli ospiti scomparsi e la solidarietà a chi opera dentro la struttura, ha avuto statisticamente percentuali basse, è stata tra quelle con i dati migliori”. “Questo – ha osservato Bacchetta – è stato in parte frutto del caso, ma anche del senso di responsabilità dei nostri concittadini, che sono stati e sono disciplinati”. Il sindaco ha riferito, infine, del “bel segnale che arriva dall’Usl Umbria 1”. “La dottoressa Daniela Felicioni, direttrice del Distretto Alto Tevere, ci ha comunicato che dovremo trovare assieme due sedi idonee allo svolgimento della campagna vaccinale anti Covid-19 per la popolazione dell’Alta Valle del Tevere”, ha affermato Bacchetta. “Questo vuol dire che partirà presto la vaccinazione di massa e Città di Castello, come è ovvio che sia, si assumerà oneri e onori, facendosi carico di individuare i luoghi da utilizzare per questa campagna”, ha rimarcato il sindaco, chiarendo che “come abbiamo già fatto nel caso del ‘drive through’ per i tamponi, per il quale abbiamo trovato una collocazione al Centro Servizi di Cerbara che ha risolto un problema anche complesso di gestione del servizio, collaboreremo in tutti i modi con l’Usl Umbria 1 per individuare due luoghi baricentrici per tutti i comuni del comprensorio, che consentano una efficace vaccinazione di massa”. “Siamo di fronte a un grande spiraglio, una grande speranza che potrebbe segnare l’inizio della fine di questo incubo”, ha concluso Bacchetta.

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Sansepolcro: Giunti (Forza Italia) “distretto socio sanitario unico in Valtiberina Toscana prima delle amministrative? Spero che la Giunta regionale si esprima in tal senso”

“Le zone distretto del sistema sanitario regionale sono state ridotte da 34 a 26, questo per la legge che riguardava le “Disposizioni in merito alla revisione degli ambiti territoriali delle zone distretto” approvata dalla Giunta e dal Consiglio Regionale. Il processo di unificazione ha interessato 14 ambiti zonali, che compongono 6 zone distretto, e coinvolge complessivamente 106 comuni e 974.000 abitanti, pari al 26% della popolazione toscana. Il risultato di questo processo ha comportato, appunto, la riduzione degli ambiti zonali da 34 a 26. Abbiamo tutti visto i risultati che questo ha portato nei territori interessati, sia in termini di efficienza, che di avvicinamento del servizio alla popolazione. E’ chiaro a tutti i cittadini che dopo oltre due anni dall’applicazione delle nuove articolazioni, l’ambito territoriale ottimale, voluto dalla Giunta Regionale non sta funzionando. Oltre al pubblico,oberato da burocrazie che aumentano i tempi di attesa per le analisi e per gli accertamenti, si lamenta anche il personale della ASL, che ha avuto il proprio lavoro esteso notevolmente a livello territoriale. Inoltre traspare evidente il progetto regionale di risparmio economico delle risorse soprattutto sul sociale. Le risorse del sociale saranno sempre di meno. Bene stanno facendo i territori a reagire a questo stato di cose. Sono importanti per raggiungere lo scopo le mozioni approvate all’unanimità dai comuni Valtiberini e Casentinesi, proposte dai sindaci Cornioli e Vagnoni, come pure la mozione presentata in Consiglio regionale dal consigliere Ceccarelli. L’esecutivo regionale però andrebbe pressato anche dall’ANCI Toscana per rappresentare tutti i comuni che hanno dovuto subire l’accorpamento. Tanti sono i disagi, ora moltiplicati anche per colpa del Covid. Bisogna far fronte comune perché la Giunta Regionale faccia marcia indietro e riconosca il proprio sbaglio politico, fatto a suo tempo ,nel tagliare il numero dei distretti”.

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Una firma per la difesa della Costituzione e della Democrazia”: Colombo (Castello cambia) “questa mattina ho firmato il progetto di legge di iniziativa popolare”

«Questa mattina ho firmato il progetto di legge di iniziativa popolare per introdurre delle norme specifiche contro la propaganda e la diffusione di messaggi inneggianti a fascismo e nazismo e la vendita e produzione di oggetti con simboli fascisti e nazisti.

Difendere la Costituzione e la Repubblica democratica e antifascista nata dalla Resistenza deve essere oggi al centro dell’azione politica, culturale e civile.

Aderiamo convintamente tutti noi di Castello Cambia all’iniziativa lanciata dal sindaco di Stazzema Maurizio Verona e invitiamo tutti i nostri concittadini a recarsi a Città di Castello presso lo Sportello del Cittadino del Comune, aperto dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 13,30, il lunedì e giovedì anche dalle 15 alle 17,30 e il sabato dalle 9 alle 12 per firmare gli appositi moduli, entro il 31 marzo.»

Città di Castello, 29.01.2021
Roberto Colombo,
Coordinatore Castello Cambia

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Norme anticovid al palavolley di San Giustino, nota di precisazione della Erm Group in merito all’utilizzo della struttura

In relazione alla situazione del Covid-19 e alle disposizioni attualmente vigenti, la società ErmGroup Pallavolo San Giustino intende ribadire che sta operando nel totale rispetto del protocollo in materia e che tutti i giorni c’è la massima attenzione nella sanificazione degli impianti e dei locali nei quali svolge la propria attività. Rende altresì noto che i casi di positività riscontrati fra i giocatori della formazione maggiore (militante nel campionato nazionale di Serie B maschile) sono tutti in regime di isolamento. Per ciò che riguarda l’utilizzo del palazzetto dello sport di San Giustino, da parte di realtà istituzionali e/o associative, la società ricorda che questo è consentito solo se chi ne chiede la fruizione è in grado di applicare in ogni dettaglio il rigido protocollo previsto dal dpcm.

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Casi di covid all’Istituto Prosperius Tiberino di Umbertide: sono 23 gli operatori contagiati e 33 i pazienti positivi ricoverati all’interno della struttura

Al termine della giornata odierna dopo aver eseguito un ulteriore screenig, la situazione dell’Istituto Prosperius Tiberino di Umbertide vede 23 operatori contagiati e 33 pazienti positivi ricoverati all’interno della della struttura che sono asintomatici o con sintomi lievi.

Nei prossimi due giorni saranno dimessi tutti i pazienti con tampone negativo e si cercherà di trasferire i pazienti in strutture specializzate o al proprio domicilio.

Intanto l’Istituto si farà carico della gestione dei degenti rimasti all’interno della struttura.

Il comitato scientifico interno, a cui hanno partecipato anche specialisti della Usl Umbria 1, non ha potuto stabilire con certezza se il focolaio sia stato causato da un operatore o da un paziente, ma ha dato indicazioni di intensificare i controlli sugli operatori, che comunque sono stati tutti vaccinati, e di modificare le procedure di ricovero dei pazienti.

La situazione è costantemente monitorata. Nei prossimi giorni continueranno gli screening  degli operatori.

Il Cda vuole ringraziare pubblicamente Il Direttore Sanitario e tutti gli operatori che hanno affrontato questa situazione di emergenza con grande professionalità e disponibilità .

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Raccolta differenziata a San Giustino al 77 per cento. Da lunedì in vigore il calendario definitivo del servizio, in vistadell’attivazione del ritiro “porta a porta” del verde e della riapertura dell’isola ecologica di Selci

“Da lunedì primo febbraio entreranno in vigore i calendari definitivi del servizio di raccolta differenziata ‘porta a porta’ dei rifiuti gestito da Sogepu nel territorio comunale di San Giustino, che stabilizzeranno le abitudini di conferimento adottate finora, quindi per i cittadini non cambierà nulla”.
E’ quanto annuncia il vice sindaco di San Giustino con delega all’Ambiente Elisa Mancini, che evidenzia come “i calendari per le circa 6 mila utenze domestiche e non domestiche del nostro comune saranno pubblicati sul portale web del Comune (www.comune.sangiustino.pg.it) e sulla pagina Facebook istituzionale dell’ente, oltre che sul sito di Sogepu (www.sogepu.com), ma saranno anche distribuiti nei punti strategici del territorio più frequentati dalla cittadinanza”.
“Dai nostri concittadini abbiamo avuto una risposta davvero ottimale all’attuazione del nuovo servizio di raccolta differenziata ‘porta a porta’ dei rifiuti e li ringraziamo per la disponibilità e l’attenzione che stanno mostrando”, afferma Mancini, nel riferire che “il dato comunale ha raggiunto il 77 per cento, quindi al di sopra della quota del 72 per cento fissata dalla Regione Umbria per il 2020, con due importanti indicatori della qualità della selezione effettuata dagli utenti: un’elevata purezza del rifiuto organico e una bassissima presenza della frazione umida nel rifiuto indifferenziato”.
Il vice sindaco Mancini anticipa, inoltre, che “dal primo marzo sarà attivato il servizio di raccolta ‘porta a porta’ del verde, con la distribuzione dei contenitori in comodato gratuito agli utenti che inizierà nella prima settimana di febbraio,” e che “nei prossimi giorni inizieranno i lavori di adeguamento normativo dell’isola ecologica di Selci, che contiamo di aprire al pubblico entro marzo”.
Per le utenze domestiche, per le zone industriali, gli uffici privati e pubblici, il servizio di raccolta differenziata “porta a porta” prevede il ritiro del rifiuto organico il lunedì e il giovedì, dell’indifferenziato il martedì, della plastica il mercoledì, della carta il venerdì, mentre vetro e metalli vengono prelevati di sabato, a settimane alternate. Di sabato mattina vengono anche raccolti pannolini e pannoloni per gli utenti che hanno richiesto i contenitori a Sogepu.
Per quanto riguarda le attività commerciali e le scuole l’articolazione del servizio è analoga alle utenze domestiche, con l’aggiunta del ritiro della carta anche di lunedì, mentre la raccolta di vetro e metalli viene effettuata in giornate predefinite. Stessa organizzazione per le attività ristorative, con la differenza che il vetro viene raccolto insieme alla plastica di mercoledì e insieme al rifiuto organico di sabato, mentre la carta anche di lunedì.
Per ogni informazione e chiarimento in merito allo svolgimento dei servizi gli utenti possono rivolgersi al numero verde di Sogepu 800.132152.

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Covid-19 a Città di Castello: Bacchetta “ieri 19 guariti e 17 nuovi positivi. Il nostro comune registra meno casi della maggioranza delle realtà umbre. In caso di cambio colore ingiusto paragonarla ad altre città”

“I dati di ieri dell’Usl Umbria 1 ci danno 17 nuovi positivi, decisamente troppi, e 19 persone guarite”. Lo ha comunicato stamattina il sindaco Luciano Bacchetta nell’abituale aggiornamento della situazione dell’emergenza da Covid-19 a Città di Castello. “E’ vero che sono più le persone guarite che quelle risultate positive, quindi continua ad abbassarsi la percentuale statistica complessiva della nostra città, ma il numero dei nuovi casi di contagio è veramente alto e segnala che la circolazione del virus non accenna a diminuire”, ha preso atto il primo cittadino, nel rinnovare l’invito a “perseverare nella battaglia al Covid-19, affinché la diffusione del virus possa diminuire, sperando che la vaccinazione, che ha subito un brusco arresto, venga estesa dalle autorità ad altre categorie e ad altre fasce d’età”. “L’Umbria oggi è arancione e nei prossimi giorni verrà stabilito se ci sarà la necessità di cambiare colore e quindi livello di prescrizioni, ma il dato complessivo della nostra regione non è incoraggiante”, ha osservato Bacchetta, che ha precisato: “Città di Castello dal punto di vista statistico è tra le città con meno contagiati, avendo dati più bassi della maggioranza delle città, anche se purtroppo abbiam avuto un brutto focolaio alla Muzi Betti che ha determinato ben 100 positivi, ovvero circa la metà dei casi complessivi che abbiamo al momento, e anche la scomparsa di alcuni ospiti della struttura”. “Credo che se dovesse mutare la colorazione della nostra regione e andare su altri tipi di disciplina normativa sarebbe giusto e opportuno individuare le aree e le città dove la circolazione del virus è più intensa, perché onestamente in questa fase non possiamo essere paragonati ad altre realtà umbre dove l’indice Rt è più alto che da noi”, ha sostenuto il sindaco, puntualizzando che “certamente non è merito né colpa di nessuno, non c’è chi è meno bravo e chi è più bravo”. “L’auspicio è che venga presa una decisione su basi scientifiche serie, in base alle quali le varie realtà comunali possano avere anche discipline differenziate in relazione alle percentuali di positivi al Covid-19 che presentano”, ha affermato Bacchetta. Il sindaco ha, quindi, fatto riferimento alla riunione di ieri della commissione consiliare “Servizi e Partecipazioni” sull’Asp Muzi Betti, “dove – ha detto – c’è stato un confronto molto serio, al quale hanno partecipato i rappresentanti della residenza sanitaria”. “La necessità che è emersa è quella di adeguare questa struttura, come le altre, ai tempi nuovi e alle condizioni alle quali oggi siamo costretti a muoversi a causa del Covid-19”, ha spiegato Bacchetta, nel chiarire che “la Regione dovrà intervenire in maniera più consistente sulla nostra residenza per anziani, che è la più grande dell’Umbria con i suoi circa 90 ospiti”. In questo contesto il sindaco ha espresso “netta contrarietà all’aumento delle rette, che oggi, in questa situazione complessivamente difficile va scongiurato”. “E’ necessario l’intervento del pubblico per assicurare, da una parte, sostegni economici più cospicui alla struttura, e, dall’altra, il necessario supporto ai familiari, perché non è giusto aumentare la retta”, ha aggiunto il primo cittadino. “Anche il consiglio di amministrazione della Muzi Betti è completamente d’accordo e ci muoveremo in questo senso per stimolare la Regione, perché è doveroso, giusto e importante investire in maniera consistente su queste strutture”, ha concluso Bacchetta.

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Città di Castello: Digipass, cambiano gli orari

Cambiano gli orari del Digipass della zona sociale 1, che si trova a piano terra della Biblioteca Carducci di Città di Castello. Dando seguito alle richieste degli utenti e per migliorare la fruibilità del servizio, l’orario di apertura in presenza della sede principale, a partire da lunedì 1 febbraio 2021, sarà – Lunedì 9:00-12:00; – Martedì 15:00-18:00; – Mercoledì 9:00-12:00; – Giovedì 9:00-13:00 – 15:00-18:00; – Venerdì 9:00-13:00; – Sabato 9:00-13:00. In tali orari il servizio del Digipass sarà disponibile per tutta la popolazione dei comuni aderenti al progetto anche da remoto attraverso il numero di telefono della sede principale di Città di Castello 075 852 3171 e il numero 075 900 2686.

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Città di Castello: Procelli (La Sinistra) si dimette da presidente della commissione servizi

Al termine della seduta sui casi Covid alla Muzi Betti, giovedì 28 gennaio 2021, il presidente della Commissione Servizi di Città di Castello Giovanni Procelli ha dichiarato: “Rimango in consiglio come rappresentante della Sinistra ma mio malgrado devo rassegnare le dimissioni da presidente di questa Commissione. Pur nella speranza di avere dato un contributo positivo, dopo il caso delle dimissioni dell’assessore Monica Bartolini, attraverso certa stampa e con aggressioni verbali in persona sono continuate le ricostruzioni fantasiose nei miei confronti. Mi dimetto per dimostrare che non sono attaccato alle poltrone, al denaro e al potere, non chiedo e non ho mai chiesto nulla. Spero che la prossima Amministrazione sia in grado di mantenere compatta la maggioranza che pure all’inizio lo era. Forse interessi di parte hanno minato il lavoro di questa Amministrazione. Il mio lavoro pubblico è sotto gli occhi di tutti, nonostante le pervicace e scorretta informazione da cui aspetto ancora non dico le scuse ma il riconoscimento delle loro valutazioni sbagliate. Tolgo il disturbo per non essere identificato come un peso, un problema. Invece di attaccare sui giornali dovrebbero mettersi in lista ed essere eletti.

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Casi di Covid alla Muzi Betti di Città di Castello. Il Cda in commissione Servizi: “Protocolli rispettati, a ieri 10 decessi tra gli ospiti. Forza Italia: “Ciubini rimetta il mandato al sindaco”

Aprendo i lavori il presidente Giovanni Procelli, capogruppo della Sinistra, ha introdotto la presidente Andreina Ciubini e i membri del CDA di Muzi Betti – il vicepresidente Eugenio Bruschi, Agnese Dini, Goretta Morini, Vincenzo Minciotti, e del responsabile Covid della struttura Ascanio Graziotti. Ha precisato il carattere interlocutorio della seduta, “Non vogliamo accusare nessuno, i virus sono difficilissimi da controllare”, dando la parola a Luciana Bassini, assessore ai Servizi Sociali: “La Muzi Betti è una struttura importante, tutto quello che è stato messo in campo è stato secondo le regole e so perfettamente che si è sempre adeguata alle direttive. Avete fatto un lavoro eccellente e non merita dita puntate”.
Marcello Rigucci, consigliere del Gruppo Misto, ha ricordato la storia della Muzi Betti, paragonandola al valore di Tela Umbra. “Chiedo che una parte del Lascito Mariani venga dato a Muzi Betti e un cinque per cento delle Farmacie comunali. C’è stato lo spopolamento di personale a seguito del bando delle ASL. Il Prosperius ha gli stessi problemi”. Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha detto: “Non si vuole fare processi, cercare capri espiatori. Ma se l’Umbria rimarrà arancione la prossima settimana è anche per i contagiati di Muzi Betti. Dobbiamo rispondere a precise domande: prima, c’erano o no altri casi di Covid interni, contiguità anziani psichiatrici è sicura? Serve sapere se ci sono state colpe di tipo giuridico o protocolli sbagliati perché non riaccada. Quanti sono i decessi? Se prima si portava l’esempio preclaro della Muzi Betti, adesso dobbiamo capire perché si sono sviluppati i contagi”.
Il sindaco Luciano Bacchetta ha ringraziato i presenti e precisato che “I dati del mio bollettino vengono dalla ASL. E’ di oggi la notizia di due focolai nelle strutture per anziani di Umbertide e Magione. La nostra asp è l’unica che non ha mai chiuso. Non c’è mai stato trionfalismo. Io ho sempre detto che eravamo fortunati perché il virus tra gli ospiti della Muzi Betti avrebbe avuto effetti gravi”.
Vittorio Vincenti, consigliere di Tiferno Insieme, ha detto: “Per un contatto casuale con Muzi Betti, tendo a pensare che qualche errore c’è stato. Uno sulla comunicazione: se Città di Castello doveva andare al TG1 non sarebbe dovuto essere per due citofoni su una vetrata. A mio avviso è anche sbagliato dire che ci sono altri focolai per farlo sembrare normale”.
Cesare Sassolini, capogruppo Forza Italia, “Non siamo una commissione inquisitoria che cerca colpevoli. 100 contagiati e numerosissimi morti non è accettabile né è accettabile la gara al peggio con le altre strutture. Sui toni trionfalistici sono d’accordo con Vincenti: abbiamo mandato al TG1 quello che avremmo dovuto fare nella normalità Ritengo doverose le dimissioni della presidente, non perché colpevole ma perchè nominata dalla politica, fortemente voluta dal sindaco”.
Tiziana Croci, consigliere del PSI, ha detto: “Faccio i complimenti alla struttura perché ad oggi è stata creata una zona bianca per tutti i pazienti negativizzati. In questo anno maledetto, stiamo uniti per lavorare insieme”.
Vittorio Massetti, consigliere Italia Viva, ha detto: “Sono d’accordo con gli inviti a non politicizzare e parto dai complimenti a tutto lo staff della Muzi Betti”.
Luciano Tavernelli, consigliere del PD, ha aggiunto: “Troppa pubblicità, esagerazioni dell’informazione, troppi eventi, che credo servissero a dimostrare vicinanza, tutto quello che è stato fatto è stato fatto bene e imputare colpe è grave. Buon lavoro al CDA e coraggio al personale e alle famiglie”.
Emanuela Arcaleni, consigliere di Castello Cambia, ha detto: “Non possiamo chiedere le dimissioni di chi oggi deve affrontare i problemi. Successivamente se emergessero criticità maggiori, può esserci una valutazione. Ma voglio sapere quali sono le criticità di Muzi Betti. Qual è il piano di emergenza?”.
Marco Gasperi, capogruppo del Gruppo Misto, ha detto: “Non possiamo fermarci alla fatalità. Questo si può capire solo in una commissione di inchiesta, analizzando i protocolli. Nessuno vuole il patibolo per la presidente Ciubini. L’unica colpa è non aver ancora fatto la commissione d’inchiesta. Anche interna al CDA. L’alzata di scudi è un messaggio sbagliato”.
Filippo Schiattelli, capogruppo dei Civici per Città di Castello, ha detto: “Come saprete questa vicenda mi tocca personalmente. Oggi è il momento dell’unità, perché i nostri anziani stanno vivendo un momento difficile e la politica deve dimostrare di aver fatto in passato e di fare in futuro un servizio. Ringrazio la presidente che sta ricoprendo un ruolo difficile e le chiedo che cosa ha fatto la politica. Il citofono è un aspetto prioritario perché si muore di Covid ma anche di mancanza degli affetti.”.
Gaetano Zucchini, capogruppo dei Democratici per Città di Castello, ha detto: “Lavoriamo perché la politica accompagni il superamento nella prospettiva futura perché dobbiamo difendere il patrimonio umano che ospita. Noi facciamo politica e possiamo vedere se ci sono lacune grossolane che anche un politico le può vedere. E dato che è stato citato il Lascito Mariani, darò il mio contributo”.
Letizia Guerri, consigliere del PD, ha ringraziato il presidente e il CDA Muzi Betti: “Teniamo fuori le campagne elettorali, soffiare sulle paure e sulle insicurezze è politicamente poco responsabile. A fronte delle criticità notate anche da Lignani e che hanno visto intervenire nei mesi tante associazioni locali, chi ha la competenza, il sistema sanitario regionale, ha supportato nella maniera dovuta?”.
Il sindaco Luciano Bacchetta ha precisato: “Dico a Vincenti non c’è stato mai nessun atteggiamento trionfalistico, le iniziative erano finalizzate alla solidarietà agli anziani. Uno degli aspetti è quello psicologico ed umano per l’isolamento. Il problema finanziario è principale. L’aumento della retta ci vuole ma non può gravare sulle famiglie degli ospiti. C’è appena arrivata oggi la comunicazione che la Regione è disponibile ad utilizzare il Lascito Mariani. E’ stata istituita una commissione paritetica tra Asl e Comune per parlare di Casa della salute e Muzi Betti. Solo la Regione può fare un intervento di sistema”.

Il direttore sanitario Antonio Moni e quindi il responsabile COVID Ascanio Graziotti hanno detto: “L’applicazione delle linee guida è stata a norma di legge. Nell’ultimo dispositivo della Regione, per la ripresa pandemica, è stato disciplinato ingresso dei parenti e dei servizi di fisioterapia e animazione della struttura. Ad agosto abbiamo sospese le visite, prima dell’emanazione ufficiale. Abbiamo mantenuto aperti i servizi di fisioterapia e animazione. Se oltre ai parenti avessimo tolto la socializzazione e la fisiologia gli effetti sarebbero stati dannosi. Ad Ottobre abbiamo toccato il tetto massimo di 98 ospiti. Le tamponature quindicinali riguardavano 170 persone. Le difficoltà non era la mancanza di protezioni individuali ma che dovevamo pagarcele. L’assunzione massiccia di personale infermieristico ci ha fatto perdere in pochi giorni il 40% del personale, ora recuperato, anche se non credo che sia la causa del focolaio, quanto alcune criticità del sistema. Abbiamo problemi di gestione come tutte le strutture con pazienti psichiatrici per le norme di sicurezza. Alcuni sono con noi da 20 anni. Il lavoro che fa la Muzi Betti è certificato dal sistema regionale Atlante. Muzi Betti è la più grande residenza protetta dell’Umbria ed essendo sempre piena risponde ad una esigenza. La rsa non è sinonimo di residenza protetta. Pensiamo in continuazione dove possa essere stata la falla: da agosto non è entrato più nessuno se non nel fine vita e dopo il triage e solo a dicembre per un paziente negativo. L’ultimo paziente entrato, a metà dicembre, ha fatto un isolamento di 14 giorni. Il problema vero è che non abbiamo garanzie per il futuro. Non abbiamo livelli immunitari né per operatori né per pazienti. I dati di oggi: 10 negativi , 7 vaccinati e 3 colpiti da Covid, 12 all’ospedale 3 a Villa Muzi, 3 con tampone indeterminato, 23 positivi, 29 negativizzati, 10 pazienti deceduti per Covid e 2 deceduti negativi”.
Daniela Felicioni, responsabile del Distretto della ASL Umbria 1, ha ripercorso la storia del Covid in Umbria: “In tutte le fasi Covid, la Regione ha elaborato procedure, seguiamo ancora quella di aprile, sulla base della quale sono stati elaborati protocolli operativi. La Muzi Betti li ha sempre rispettati. Abbiamo vigilato e controllato e lo loro attività è stata assolutamente lineare. La struttura ha tenuto la guardia alta, con campagne di screening periodici, da ultimo con tamponi molecolari. Il 15 dicembre non avevamo casi positivi. A Novembre avevamo avuto 2,3 casi tra gli ospiti e 2 operatori che si erano risolti in qualche settimana. Per quanto riguarda il focolaio dello screening 28,29,30 c’è stata un’esplosione del contagio. Gli ingressi dei pazienti sono stati fatti con due tamponi a distanza di cinque giorni e una fase di osservazione prima del contatto con gli altri”.

Il presidente Andreina Ciubini Ciubini, ha ricordato “Al 15 dicembre era tutto a posto e dal 29 di dicembre le cose sono cambiate: 11 ospiti con sintomi lievi sono all’ospedale di Città di Castello grazie a sindaco rimasti qui, poi i nuclei Covid per il mantenimento di tutte le attività assistenziale. Grazie di cuore a tutti gli operatori, che in questi mesi hanno lavorato senza mai guardare l’orario. Poi i successivi ricoveri all’ospedale e a Villa Muzi in collaborazione con la ASL. In questi ultimi tempi nessuna parla più delle rsa. Vorremmo avere un confronto con la regione. Cerchiamo di mettere in pratica queste cose di cui ci riempiamo la bocca. Aiutiamola il più possibile, cento persone positive sono tante ricordate anche che all’interno della strutture ci sono 180 persone.
Il vicepresidente Eugenio Bruschi ha aggiunto “Come consiglio di amministrazione abbiamo già fatto la commissione di inchiesta interno, abbiamo fatto tutto il possibile, ci dispiace per le persone che ci hanno lasciato. A Sassolini voglio chiedere perchè che ogni volta che si parla della Muzi Betti chiede le dimissioni della presidente Andreina. Prima di chiedere le dimissioni bisogna conoscere i fatti”.

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Incontro industriale e sindacati per analizzare l’andamento economico in tempi di pandemia

Su richiesta delle OO.SS. si è svolto un incontro con l’Associazione Industriali Territoriale dell’Alto Tevere, all’incontro era presente il Presidente Raul Ranieri coadiuvato dal Dott. Domenico Taschini dell’Associazione Industriale regionale, per le OO.SS. territoriali erano presenti Maurizio Maurizi – CGIL, Antonello Paccavia -CISL, Sandro Belletti e Bruno Allegria -UIL.
Nell’incontro si è analizzato l’andamento delle aziende dell’Alto Tevere associate a Assoindustria, a fronte delle difficoltà che ad un anno da inizio pandemia stanno determinando nel tessuto socio economico del territorio, a fianco di situazioni di difficoltà spesso già presenti prima dell’inizio della pandemia, si registra, dichiarano gli esponenti di Confindustria, un tessuto produttivo dinamico che stà reagendo bene soprattutto nei settori dell’alimentare, dell’abbigliamento, cartotecnico, con solo qualche flessione nel settore metalmeccanico e un inizio di ripresa per l’edilizia.
Le OO.SS. si sono espresse con preoccupazione per le cessioni di proprietà che sono avvenute in diverse significative aziende con un allargamento della presenza delle multinazionali nel nostro territorio, con possibili difficoltà nelle prospettive di mantenimento produttivo in loco, i rappresentanti dell’associazione industriali hanno rassicurato sulla solidità dei gruppi industriali intervenuti e sulla loro volontà di garantire il procedere delle attività e svilupparle in un territorio dove la cultura e il valore del lavoro è una costante intrinseca.
Le OO.SS. hanno sollecitato la contro parte ad un maggiore impegno per quanto concerne i temi della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e nella crescita delle relazioni sindacali, soprattutto quest’ultime in alcune aziende associate sono scarse o addirittura inesistenti e/o avversate, pertanto si è convenuto che sia necessario normalizzarle la dove ci siano difficoltà nel confronto. In relazione alla sicurezza è stato condiviso l’impegno per la crescita della cultura e della formazione continua a salvaguardia dei lavoratori e lavoratrici.
Per quanto concerne la competitività territoriale è dovere di entrambe le parti di impegnarsi per risolvere il gap infrastrutturale che penalizza l’intero territorio, le imprese e i cittadini. Determinando un freno all’economia inaccettabile, che negli ultimi anni si è aggravato e che pertanto esige una azione forte, soprattutto in vista delle risorse che il Ricovery Plan destinerà a infrastrutture x la mobilità sostenibile e le telecomunicazioni, che per l’Alto tevere sono (E45, E78;Ferrovia, Base Logistica, Banda Larga e Cablaggio del Territorio) opere fondamentali su cui da troppo tempo mancano concretezza e realizzazioni. In fine è stato sottolineato che in una prospettiva di sviluppo sostenibile è comune l’impegno a sostenere e favorire l’utilizzo di energie rinnovabili per le imprese e le famiglie.

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Covid-19 a Città di Castello: Bacchetta “ieri dieci nuovi positivi e nove persone guarite, ma purtroppo sono scomparsi altri due ospiti all’asp Muzi Betti”

E’ quanto ha comunicato stamattina il sindaco Luciano Bacchetta, nel rilevare “una piccola inversione di tendenza rispetto all’andamento degli ultimi giorni, nel quale il numero delle persone guarite era molto più alto dei nuovi positivi”. “Proprio il numero dei positivi ci impone di continuare a essere molto prudenti – ha proseguito il primo cittadino – perché ci dice che il virus continua a circolare in modo abbastanza impegnativo, soprattutto nei nuclei familiari, anche se con una situazione meno drammatica che altrove”. “La considerazione vera e significativa è che la seconda ondata si è caratterizzata per una fortissima capacità espansiva e quindi, anche oggi non ci sono più i focolai che si sono sviluppati in alcune frazioni del territorio comunale e registriamo una diffusione del contagio eterogenea dal punto di vista territoriale, dobbiamo stare molto attenti, evitando comunque allarmismi”, ha rimarcato Bacchetta, ricordando che “l’Umbria continuerà a essere ‘Zona Arancione’ ancora per alcuni giorni, poi bisognerà vedere cosa accadrà, dato che la nostra regione non pare essere messa molto bene dal punto di vista dei numeri e vi sono vari focolai in atto, tra cui il nostro della Muzi Betti”. A proposito dell’Asp Muzi Betti, Bacchetta ha riferito che “purtroppo sono scomparsi altri due ospiti, dopo i quattro di cui abbiamo riferito l’altro giorno, e alle famiglie esprimiamo le nostre più sentite condoglianze, siamo molto dispiaciuti”. “Come vediamo nel resto della regione, il coinvolgimento nell’emergenza da Covid-19 delle residenze sanitarie è purtroppo un fenomeno molto diffuso”, ha osservato il sindaco, ricordando che “la Muzi Betti era rimasta miracolosamente indenne per quasi un anno ed era chiaro che sarebbe potuto accadere anche in questa realtà”. “Gettare la croce addosso a qualcuno credo non sia né elegante, né giusto e dal punto di vista umano è molto sbagliato – ha chiarito Bacchetta – perché parliamo di volontari che si impegnano a lavorare per la nostra città e continuando di questo passo non ne troveremo più, se poi le persone vengono lapidate per responsabilità che non hanno”. “Dal punto di vista umano i valori debbono rimanere intatti”, ha ammonito il sindaco, evidenziando che “il danno più grande del Covid, oltre a quello sanitario, potrebbe essere l’imbarbarimento dei rapporti tra le persone, che ho temuto fin dall’inizio, perché ovviamente le difficoltà, le preoccupazioni rischiano di pesare”. “La vita è stata stravolta ed è cambiata per tutti, ma non lasciamo che cambi anche il nostro tasso di civiltà, perché sarebbe la più grande sconfitta”, ha esortato il sindaco, riconoscendo che “è faticosissimo, durissimo andare avanti, ci sono attività economiche che hanno grandi difficoltà e le relazioni umane sono anch’esse in grande difficoltà”. “Dobbiamo rimboccarci le maniche, avere pazienza, combattere, restare uniti e cercare di compiere un lavoro sinergico, come è avvenuto per la Muzi Betti con la collaborazione tra Usl Umbria 1, la direzione della struttura e il Comune, che ha dato il grande risultato di non chiudere la residenza sanitaria, a differenza delle altre che sono state chiuse quando sono state colpite dal Covid-19”, ha concluso Bacchetta.

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San Giustino: pubblicata, dal comune, la graduatoria provvisoria del bando affitto 2020

Si comunica chi in data 28/01/2021 è stata pubblicata la graduatoria provvisoria per l’erogazione dei contributi ad integrazione del canone di locazione per l’anno 2020.

La graduatoria può essere consultata nell’Albo pretorio sul sito internet del Comune all’indirizzo http://www.comune.sangiustino.pg.it

Entro il termine di pubblicazione – 15 giorni – gli interessati potranno presentare richiesta di riesame della propria istanza, tenuto conto di quanto previsto dalla normativa di settore e dal bando di selezione pubblicato.

Se intenzionati a presentare richiesta di riesame, per tutto il periodo di pubblicazione della graduatoria provvisoria, presso l’Ufficio Urbanistica, gli utenti potranno consultare l’istruttoria a loro nome e conoscere specificamente le motivazioni che hanno determinato l’esclusione o l’attribuzione del punteggio.

Le richieste di riesame dovranno pervenire all’Ufficio Protocollo del Comune di San Giustino entro il termine perentorio del 11/02/2021.

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Città di Castello: Ordine del Giorno di Gasperi e Rigucci su Muzi Betti

“L’ASP “Muzi Betti” (da Monsignore Giovanni Muzi, Vescovo di Città di Castello e don Ferdinando Betti) è un istituto per anziani, nato il 13 marzo del 1852 con lo scopo di dare una risposta concreta ai bisognosi delle classi più povere nel nostro comprensorio.
In una società come la nostra, dove sono avvenuti rigidi mutamenti negli stili di vita e nelle concezioni di fondo, sulle quali concezioni poggiavano i principi morali della nostra stessa società, i progressi in campo medico e nella ricerca scientifica hanno permesso un allungamento della vita al quale non sempre si è accompagnato un benessere sia fisico che mentale.
“Muzi Betti” è una ASP, Azienda servizi alla persona, e non una RSA (i cui i costi sarebbero più alti) e questa struttura ospita pazienti che hanno problematiche di diversi livelli di complessità dal punto di vista assistenziale; problemi cognitivi, anche di grave entità, disturbi comportamentali e di alimentazione.
Oggigiorno ci troviamo di fronte ad una situazione sanitaria precaria, dovuta non in ultimo anche da questa pandemia che non risparmia nessuno ed in particolare i soggetti più fragili, tra i quali gli anziani.
A ciò si devono sommare alcune problematiche che di certo non hanno aiutato in questo momento, come ad esempio la mancanza di personale negli ospedali, all’interno dei quali l’ASL per coprire i vuoti di personale ha dato apertura ai concorsi per assunzioni di ruolo per dottori, infermieri ed OSS; molto di questo personale lavorava nella struttura “Muzi Betti”, la quale ritrovata o sottorganico o con nuovo personale da gestire e formare.
Un altro fattore sensibile è stato quello economico. L’istituto oggi non ha più quelle risorse economiche che permetterebbero, in tempi celeri, di svolgere corsi per la formazione del personale, o di acquistare dispositivi di sicurezza, o di riorganizzare la struttura, ecc.
Ora, considerato che l’istituto è un vero e proprio patrimonio del nostro comprensorio e che tanto ha fatto e tanto può e potrà fare negli anni futuri, e visto che, dal governo sono giunti alle casse comunali stanziamenti per il Covid per l’ammontare di 2.200.000 €

Si chiede di impegnare il Sindaco e la Giunta per:

  • Mettere a bilancio una somma annuale che sia congrua alle necessità della struttura, eventualmente prevedendo anche l’utilizzo dei dividendi delle partecipate;
  • Destinare quantomeno una parte dei fondi statali precitati alla struttura;
  • Di attingere, tramite la Regione e l’ASL, al lascito Mariani per una somma di 500.000€ al fin di far fronte a tutte quelle spese sostenute finora dall’istituto e per consentire un rapido miglioramento delle condizioni che designano ad oggi lo stato dell’arte.

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Perugia: le congratulazioni del Presidente Luciano Bacchetta a Giorgio Mencaroni, primo presidente della neonata Camera di Commercio dell’Umbria

Ho accolto con grande soddisfazione la notizia della nomina di Giorgio Mencaroni al vertice della Camera di Commercio dell’Umbria. Si tratta di una nuova e prestigiosa istituzione che sono certo il neo Presidente saprà guidare con la professionalità e la lungimiranza che da sempre ha avuto modo di mettere in campo sia nella sua attività privata che nell’ambito dell’associazionismo di categoria.

Ho avuto modo in più occasioni di collaborare con lui anche nella veste di sindaco apprezzandone l’impegno per la crescita armonica dei territori della Provincia di Perugia che ora sicuramente estenderà all’intera Umbria. Nel congratularmi con lui per il nuovo impegnativo incarico sono convinto che anche grazie al lavoro che si accinge a compiere usciremo da questo difficile momento legato alla pandemia più forti e consapevoli.

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Città di Castello: asfalti ed illuminazione in via Sorel, Bartolini (civici per Città di Castello) interroga la Giunta

Luigi Bartolini, consigliere dei Civici per Città di Castello, ha presentato nel consiglio comunale di lunedì 25 gennaio 2021 un’interrogazione sullo stato di via Sorel: “E’ un’arteria importante ma è dimenticata dall’Amministrazione. L’ultima asfaltatura risale a venti anni fa. E’ stata inserita nel programma di lavori? Anche l’illuminazione è precaria e c’è preoccupazione per la sicurezza dei cittadini. Ci sono poi aziende che lamentano la poca efficienza dell’illuminazione e la mancanza di segnaletica. E’ possibile provvedere nell’ambito dei lavori già programmati? I cittadini chiedono attenzione”. Nella risposta il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Luca Secondi ha detto: “Con il ribasso d’asta di Agenda Urbana il comune ha riqualificato via Morandi e abbiamo già improntato lavori per l’illuminazione. Uno dei quadri si cui stiamo operando interessa anche via Sorel, su cui sono stati installati 4 nuovi punti luci. Gli interventi non sono datati ma risalgono a pochi anni fa, hanno interessato supporti e quadri. Inoltre i parametri del servizio risultano perfettamente in regola. Per la manutenzione, via Sorel è stato oggetto di intervento straordinario, per la segnaletica dell’incrocio, l’ufficio tecnico con la Polizia sta valutando la soluzione più idonea per maggiore visibilità. Potrebbe essere utile una valutazione complessiva di quel punto per capire se la mobilità può essere organizzata meglio”. Nella replica Bartolini si è detto “parzialmente soddisfatto. Capisco che tutto è a norma ma la invito quando è buio a constatare con i suoi occhi la visibilità di quella zona. La differenza con il tratto a led si vede”.

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Città di Castello: scuola di Rovigliano, Morini (Tiferno Insieme) interroga la Giunta


Nel consiglio comunale di Città di Castello che si è svolto venerdì 25 gennaio 2021 il capogruppo di Tiferno Insieme Nicola Morini ha portato all’attenzione la situazione della scuola rurale di Rovigliano: “Non è la prima volta che sottopongo al consiglio la scuola, così come ho fatto per altre emergenze artistiche e culturali. Questa scuola, progettato dai Baroni per incarnare il loro metodo che non è Montessori ma della Montesca. L’edificio è di proprietà della Regione Umbria, nonostante gli interventi, e l’interno è stato spogliato di ogni bene. Il proprietario è l’interlocutore ma insiste nel territorio del comune e il recupero della scuola era una delle azioni del Centenario anche per il ruolo di emancipazione e promozione sociale che svolse e nelle famiglie degli allora scolari ancora sopravvive. Il cambio di guida alla Regione forse potrebbe determinare uno sguardo diverso su questo patrimonio e magari il recupero degli arredi scolastici”. Vincenzo Tofanelli, assessore alla Cultura, ha detto: “Ho sempre seguito la storia della scuola e sono andato con l’assessore e il dirigente di allora al magazzino di Solomeo per visionare gli arredi, che ora in parte sono a Foligno. Ho chiesto agli uffici un inventario per avere un quadro preciso: la scuola è intervenuta la Regione negli anni Novanta, ho spesso incontrato i miei concittadini per capire quale nuova destinazione avrebbe potuto avere che permettesse di farla mantenere da sola ma questa soluzione non è stata trovata. Poteva essere una sede per la Pro-loco ma gli spazi devono essere recuperati e dare un sostegno finanziario. Stiamo lavorando per una convenzione sulla Montesca e ho chiesto che fosse inserita anche Rovigliano. Speriamo che la cosa vada avanti e nel caso il piano di recupero sarà presentata al consiglio comunale. Possiamo fare un sopralluogo per vederla internamente”. Morini ha ringraziato per i sopralluoghi “che mi invita sempre a fare ma poi non se ne fa uno, come quando abbiamo parlato della Chiesa della Carità, di Badia. Il problema è che al di là della Regione, è il Comune che dovrebbe dare l’imprinting. Se mi dice che c’è un progetto per una nuova governance del patrimonio dei baroni, bene e sono contento che dentro questa progettualità ci sia anche la scuola di Rovigliano. Se la vocazione della Montesca è di favorire un approfondimento delle tematiche dell’educazione e della formazione. Dobbiamo evitare che siano cattedrali nel deserto e che il patrimonio si sostenga da solo con le attività. Speriamo in notizie più precise”.

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Consiglio comunale senza numero legale: Bacchetta “domani conferenza stampa per fare chiarezza”

“Leggiamo alcune ricostruzioni e interpretazioni, ovviamente legittime, che riteniamo abbastanza avventurose riguardo all’ultimo consiglio comunale. Crediamo quindi doveroso fare il punto della situazione di questi ultimi mesi di legislatura e del contesto politico nel quale ci muoviamo. Ovviamente i problemi sarebbero altri, siamo ancora in piena tempesta Covid, siamo concentrati inoltre su vicende assai complesse e difficili, vedi la “questione” Muzi Betti, però purtroppo dobbiamo anche occuparci di altro come è ovvio che sia ed è giusto e doveroso, visto che parlano in molti, che intervenga anche il sindaco. Per cui Lunedi 1 Febbraio alle ore 12,30 convocheremo, nelle modalità consentite dai vigenti regolamenti e normative, una conferenza stampa”.

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