“Nessun documento, nulla di concreto da parte del Sindaco Cornioli sulla ripartenza. Usciamo dal Consiglio comunale del 12 maggio con grande delusione. Stiamo faticosamente uscendo – sperando ovviamente che i dati sui contagi continuino a migliorare – da una emergenza sanitaria gravissima e inaspettata, ma ora inizia la fase più difficile dal punto di vista economico.
Nelle scorse settimane abbiamo inviato proposte all’Amministrazione Comunale chiedendo di avviare un percorso di condivisione e studio per affrontare insieme questa sfida difficilissima. A quelle richieste e a quelle proposte non è seguita nessuna risposta da parte del Sindaco. Ci auguravamo che in occasione del primo Consiglio Comunale – nuovamente a Palazzo delle Laudi dopo due mesi di riunioni su Skype – arrivassero queste risposte o almeno una minima sintesi tra le idee del Sindaco e le proposte inviate da noi e delle altre forze di opposizione. Nulla.
L’unica iniziativa è un bando, lanciato in fretta e furia un paio di giorni fa, in cui il Sindaco chiede ai singoli commercianti e artigiani di indicare a lui (le proposte vanno inviate in via esclusiva alla segreteria del Sindaco…) qualche idea sulla ripartenza.
Nel dubbio dunque il Comune di Sansepolcro – a differenza di moltissimi altri comuni, anche toscani e umbri – attende semplicemente le direttive nazionali e regionali. È alquanto contraddittorio l’atteggiamento dell’amministrazione su questo: da una parte, sulla gestione dell’emergenza, si prendono i meriti dicendo di aver anticipato con le loro scelte le decisioni nazionali. Dall’altra, quando bisogna invece progettare ed ipotizzare, cosa che un’amministrazione è per definizione chiamata a fare, si demanda al Governo. Lo dimostra benissimo anche la risposta data alla nostra interrogazione sul rientro a scuola a settembre: in poche parole, non c’è ancora nessuna idea e non è stata fatta nessuna valutazione.
Del resto è molto più facile prendersela col Governo che assumersi le proprie responsabilità. Ce lo dimostrano anche quelle Regioni che da settimane bloccano l’erogazione della Cassa Integrazione in Deroga a moltissime piccole imprese, spingendole poi a protestare contro lo Stato. A tal proposito il nostro gruppo in Regione attende dal presidente Enrico Rossi una risposta sui tempi di erogazione delle somme già autorizzate (secondo i dati aggiornati al 10 maggio finora sono state pagate solo 3.235 delle 27.982 domande autorizzate): lo Stato ha fatto la sua parte mettendo i soldi, ora non c’è tempo da perdere con le burocrazie regionali!
Questo paese può ripartire solo se tutte le istituzioni, dallo Stato ai Comuni passando per le Regioni, sapranno fare la propria parte senza alimentare inutili scontri. Questo è il momento delle idee chiare e della progettualità condivisa. Di chiacchiere, anche dal sindaco Cornioli, ne abbiamo sentite fin troppe”.
Ripartenza a Sansepolcro: Catia Giorni (Movimento 5 Stelle Sansepolcro) “da Cornioli solo parole, serve molto più coraggio
“Suolo pubblico gratuito. O lo farà il Governo o lo faremo noi”. La comunicazione del sindaco al Consiglio comunale di ieri sera
Il primo Consiglio comunale di Sansepolcro, riunitosi “live” nella fase 2 dell’Emergenza Coronavirus, si è tenuto ieri sera a Palazzo delle Laudi, trasmesso in streaming sul sito del Comune per cittadini e giornalisti.
La seduta si è aperta con le comunicazioni del sindaco Cornioli che ha ripercorso così gli ultimi, difficili, due mesi.
“Sono passati due mesi esatti dalla notifica del primo caso positivo in Valtiberina. Era il 13 marzo. Da quel momento la vita di tutti noi è cambiata. Ma già dai primi di marzo, la nostra amministrazione aveva iniziato ad organizzare e preparare la comunità di Sansepolcro in vista di ciò che sarebbe successo. Il luna park era montato ma non ha mai aperto, i parchi e i cimiteri sono stati chiusi. Abbiamo sollecitato da subito i cittadini affinché venissero indossate le mascherine. Siamo stati tra i primi a sostenere l’importanza di questa precauzione e l’abbiamo ripetuta ogni giorno. Alla popolazione le abbiamo consegnate tramite volontariato (Pro Loco delle frazioni, Misericordia, Croce Rossa, gruppo comunale della Protezione Civile)”.
Il 18 marzo c’è stato il primo caso positivo a Sansepolcro. “Il 24 marzo, in accordo con la Asl e per primi nella provincia di Arezzo, dopo la sperimentazione di Badia Tedalda, è stata effettuata una seduta di drive thru, ripetuta nelle settimane a seguire”.
Cornioli ha quindi ricordato che, a livello di dati, nel Comune di Sansepolcro ci sono stati 38 contagiati: 10 sono ancora positivi, 2 persone sono decedute, gli altri sono guariti. L’ospedale non ha avuto contagi e nelle Rsa sono state prese tutte le precauzioni possibili sin da fine febbraio, “perché avevamo capito che tipo di bomba avrebbe potuto esplodere”.
Dopo aver lavorato alla parte sanitaria, l’amministrazione comunale si è occupata di quella sociale e in particolare “alimentare”. Il 2 aprile è iniziata la consegna dei pacchi spesa. “Come abbiamo già detto ai cittadini, i pacchi saranno distribuiti finchè ne avranno bisogno. Sono circa 200 le famiglie che ricevono il pacco settimanale, oltre le famiglie già assistite dalle associazioni e oltre 20 famiglie dei giostrai”.
Per quanto riguarda le aziende, fino dai primi di aprile sono stati tenuti rapporti quotidiani con i rappresentanti delle imprese e con le associazioni di categoria. Grazie al confronto con Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confersercenti, sono state intraprese varie iniziative: il 2 aprile è stata firmata la convenzione tra il Comune di Sansepolcro e la Banca Credito Cooperativo di Anghiari e Stia per azioni di credito agevolato nei confronti delle imprese del commercio e dell’artigianato. “Per loro, abbiamo anche dato il via all’operazione “Ripartiamo insieme”, che al momento si è concretizzata con l’avviso che raccoglie richieste e necessità delle attività in vista della ripartenza. Si stanno valutando ipotesi e interventi in materia di Tosap e di Tari. Se ci sarà concesso dal Governo, anche a carico nostro, azzereremo la Tosap e ridurremo la tassa sulla pubblicità. Faremo tutto quanto in nostro potere per alleviare le difficoltà del periodo. Faremo l’impossibile. Le nuove concessioni di Suolo Pubblico saranno gratuite: o per iniziativa del Governo o ci penseremo da soli”.
Da settimane l’amministrazione è in contatto con la Asl e con la Soprintendenza per parlare di deroghe per le autorizzazioni paesaggistiche e delle disposizioni igienico-sanitarie haccp, oltre che delle pertinenze. “Non basta dire che non si deve pagare: un’amministrazione deve autorizzare e l’imprenditore deve poter lavorare in tranquillità”.
Tasse e tributi: oltre un mese fa, la Giunta comunale ha approvato la rimodulazione di alcune scadenze di natura fiscale. “Ma la questione delle tasse è molto delicata e soprattutto rischia di essere “manipolata” da parte di chi grida all’azzeramento delle stesse per andare incontro alle esigenze dei cittadini. Deve essere chiaro: le tasse saranno abbassate fino al limite che viene consentito: la competenza resta dello Stato”.
Nella fase della ripartenza, sono state riaperte le Casine dell’Acqua, i cimiteri e i parchi. L’isola ecologica ha riaperto per il verde, nonostante il provvedimento della Regione che impone la chiusura dei Centri per un altro mese. Sono in corso interventi di manutenzione nei parchi, i lavori pubblici stanno pian piano riprendendo. E con questo Consiglio comunale, anche l’attività della massima assise della comunità riparte.
“A corollario di tutto questo, i cittadini di Sansepolcro non sono mai stati lasciati soli. Un ascolto continuo, con gli strumenti e la tecnologia che abbiamo a disposizione e senza limiti di orario. In chiusura, ringrazio di cuore, a nome di tutta l’amministrazione comunale, il personale sanitario, il mondo del volontariato e i cittadini tutti per l’impegno di questi mesi, per i sacrifici fatti e per quello che ancora ci sarà da fare. Siamo una comunità forte e coesa, ce la faremo”.
Coronavirus, salta l’ultimo spettacolo della stagione di prosa e 200 tifernati devolvono il biglietto alla cultura
200 abbonati tifernati devolvono il biglietto del teatro, cancellato dal Coronavirus, alla Cultura. E’ accaduto a Città di Castello dove gli abbonati del Teatro degli Illuminati hanno rinunciato al risarcimento per lo spettacolo della stagione di prosa, sospeso a causa delle misure di distanziamento sociale, donando 2000 euro a sostegno della Cultura.
“Ci sono molti modi per aiutare in questo momento di emergenza ma quello scelto dagli abbonati del Teatro di Città di Castello mi sembra veramente encomiabile. Non hanno voluto indietro il costo del biglietto dell’unico appuntamento saltato della Stagione di pro-sa ma lo hanno devoluto ad eventi culturali per un totale di circa 2000 euro” dichiara l’assessore al ramo Vincenzo Tofanelli, dando notizia di questa particolare forma di beneficenza “che si somma all’onda di interventi a favore di ospedale, buoni-spesa, ri-fornimento di mascherine, solo per citare i più ricorrenti, confermando lo straordinario senso civico e di solidarietà dimostrato dai tifernati nei momenti più critici che abbiamo attraversato. Il gesto simbolico ma anche concreto inoltre dà una speranza verso il futu-ro prossimo che tutti speriamo ci attenda dal 18 maggio con la ripresa, sorvegliata e prudente delle attività e tra queste le manifestazioni culturali e la fruzione dei luoghi della cultura, il Teatro ma anche la Biblioteca ed i musei”.
Nello specifico, degli otto previsti dalla stagione di Prosa e Danza 2019-2020, l’unico appuntamento non andato in scena a causa del Covid 19 è stato “Il Tartufo” di Moliere, in calendario il 31 marzo 2020. Complessivamente gli abbonati della stagione erano 219 più 50 abbonamenti nell’ambito dell’iniziativa di Oleificio Ranieri Taste the Theatre. I vou-cher restituiti sono stati 63 ma gli altri 206 hanno scelto di donare il corrispettivo dello spettacolo perso alla Cultura, “compiendo un atto altamente simbolico e che l’Amministrazione ha apprezzato” ha aggiunto Tofanelli “perché diretto ad un settore spesso penalizzato nei finanziamenti anche se rappresenta la spina dorsale della nostra identità ed anche dell’attrattività del sistema Paese. Voglio interpretare questa liberalità non solo come una bella espressione dell’essere cittadini ma anche come un segno di speranza verso la ripresa ed una indicazione dell’orientamento che la ripresa assuma, valorizzando il patrimonio artistico e le risorse culturali del nostro territorio”.
Arrestato pluri pregiudicato di 40 anni per evasione dagli arresti domiciliari
Nel pomeriggio di ieri, i Carabinieri dell’Aliquota Operativa del NORM della Compagnia di Città di Castello, hanno dato esecuzione ad un ordine di carcerazione emesso dal Magistrato di Sorveglianza di Perugia, nei confronti di un 40enne pluripregiudicato.
L’uomo, che sebbene sin dal 30 gennaio 2020 fosse sottoposto ad una misura detentiva domiciliare dovendo scontare una pena di 8 mesi per furto aggravato, si era reso nel tempo responsabile di numerose violazioni, per le quali era stato deferito in stato di libertà dai Carabinieri.
Infatti, in due circostanze, nel mese di aprile ed i primi giorni del mese di maggio, l’uomo si era assentato ingiustificatamente dalla propria abitazione, dalla quale non si sarebbe potuto allontanare in virtù della misura cui era sottoposto, venendo così denunciato dai Carabinieri per evasione.
Militari che, peraltro, lo avevano sottoposto ad altre indagini, essendo il 40enne fortemente sospettato anche per un furto consumato nella notte del 3 maggio, presso un supermercato di San Giustino, frazione Selci, quando ignoti avevano cercato di asportare una cassaforte senza tuttavia riuscire nel loro intento.
Il materiale investigativo raccolto dai Militari e relazionato al Magistrato di Sorveglianza, chiarissimo segno di incompatibilità con la misura domiciliare cui l’uomo risultava sottoposto, hanno così indotto l’A.G. a sospendere il beneficio goduto, prevedendo la continuazione dell’espiazione della pena all’interno dell’istituto penitenziario di Perugia.
Fase 2: Lara Chiarini (Insieme per Anghiari” “riapertura delle attività commerciali: l’amministrazione comunale di Anghiari cosa propone di fare?”

“Lunedì prossimo, stando alle disposizioni del Governo, molte attività potranno riprendere a lavorare, nello specifico le attività commerciali. Da ultime notizie pare che sempre da lunedì, anche i ristoranti, i bar, i saloni dei parrucchieri e i centri estetici potranno riaprire le saracinesche e ripartire. Nei giorni scorsi, anche in vista di queste riaperture, come gruppo consiliare abbiamo già lanciato alcune proposte a sostegno di chi, dopo un lungo periodo di forzata chiusura, potrà finalmente ripartire anche se tra molte difficoltà e restrizioni.
Non ci risulta che ad Anghiari, a differenza di altri comuni, siano stati istituiti dei tavoli di concertazione con queste categorie economiche. L’ascolto dei loro bisogni e delle loro istanze è sicuramente il primo passo fondamentale da fare per far sì che l’amministrazione comunale possa mettere in campo quelle risposte e quegli aiuti che riteniamo assolutamente doverosi quanto fondamentali in un momento di crisi come questo.
Pensiamo che in questi mesi di chiusura il Comune abbia avuto diversi risparmi da un punto di vista delle uscite e che, pertanto, nelle “pieghe” del bilancio, potrebbero essere reperite risorse da poter destinare, ad esempio, alla costituzione di un fondo speciale a sostegno di quelle attività economiche maggiormente penalizzate dal lock down.
Abbiamo già indicato di rimodulare la TARI, sia mediante una rivisitazione delle tariffe che attraverso la previsione di una particolare scontistica rivolta a tutte le utenze “non domestiche” che in questi mesi di chiusura hanno sicuramente prodotto meno rifiuti ed effettuato minori conferimenti nelle discariche.
Proponiamo di non far pagare la TOSAP, la tassa dovuta per l’occupazione del suolo pubblico e di concedere gratuitamente maggiori spazi pubblici ai ristoranti e ai bar. Proponiamo misure di sostegno, da parte dell’amministrazione comunale, ai canoni di locazione commerciale.
Pensiamo anche a strategie per il rilancio dell’economia locale che prevedano ad esempio dei meccanismi virtuosi per i quali si possano incentivare gli acquisti ed i consumi in paese piuttosto che altrove. C’è bisogno di interventi a sostegno di queste categorie che anche nel periodo estivo non potranno che scontare le conseguenze delle misure restrittive che inibiranno il turismo e non consentiranno la celebrazione di eventi attrattivi.
Ad oggi, però, nessun intervento da parte dell’attuale Amministrazione comunale di Anghiari su questo importante tema, nessuna proposta, nessun progetto. Né è stata mai convocata una commissione delle attività produttive anche per discutere, in maniera costruttiva, le proposte lanciate da giorni dalle minoranze.
Ad Anghiari tutto tace. E non è un buon segno!”
Fase 3: Fratini (Sindaco di San Giustino) “il Vostro senso civico, ci ha dato la forza per affrontare la pandemia. Grazie di cuore! Ora è giunta l’ora di ripartire
“E’ giunta l’ora di ripartire, di allentare le tenaglie della burocrazia, di stare vicini alle imprese che in questa grave emergenza hanno, con tanto senso di responsabilità, ottemperato agli obblighi imposti dal DPCM sul coronavirus” Queste le parole del Sindaco Paolo Fratini, in vista della fase 3 “Abbiamo impostato, per quanto ci è consentito e nei limiti delle nostre possibilità, del nostro bilancio, aiuti concreti. Stiamo lavorando ad un pacchetto di sgravi fiscali per quanto dovuto come imposte comunali. Il nostro è un bilancio sano, questo grazie a chi negli anni ha amministrato la macchina comunale. Parlo del piccolo commercio fatto da bar, ristoranti, strutture ricettive centri estetici, parrucchieri, libere professioni che hanno subito ingenti perdite economiche, in questi mesi di chiusura totale, causa emergenza. Non ci possiamo permettere di abbandonare, chi, nel corso degli anni ha contribuito al benessere del nostro comprensorio” prosegue Fratini “sia per quanto riguarda i servizi erogati alle persone, che per quanto riguarda il versamento delle imposte. Saremo vicini anche alle famiglie con figli, appena avremo in mano il nuovo decreto, ci attiveremo per realizzare, nel pieno rispetto degli obblighi su distanziamento, sicurezza e igiene, i campus estivi. Stiamo già lavorando ad un tavolo , tra associazioni sportive e scuola, per definire nel dettaglio il progetto che andremo a realizzare. Vicini anche alle società sportive, per quanto riguarda le attrezzature che serviranno a sanificare gli ambienti, anche in questo caso stiamo studiando contributi ad hoc. I nostri settori giovanili” continua Fratini “vanno tutelati, svolgono una funzione sociale, di cui non possiamo fare a meno. Grazie anche alle aziende che, con il loro contributo, ci hanno permesso di consegnare mascherine alle famiglie, ma anche a tutti coloro i quali, hanno donato quanto nelle loro possibilità, a tutti i concittadini che con enorme senso civico hanno rispettato le regole, ci sono stati casi sporadici, alcune infrazioni, ma le forza dell’ordine le hanno sapute gestire con serenità, con dialogo e buon senso. Sarò sincero con il Vostro comportamento ci avete dato la forza per andare avanti e proseguire nell’affrontare la pandemia. Ora però è giunta l’ora di ripartire dobbiamo finire, entro l’estate, la variante capoluogo, iniziare i lavori alla palestra comunale di Selci Lama e tante opere pubbliche che, per forza di cose, sono rimaste indietro. E’ l’alba di un nuovo inizio” conclude Fratini “la responsabilità passa attraverso il rispetto dei comportamenti e delle norme. L’emergenza non è finita, il covid 19 è ben presente, sta anche a noi riuscire a contenerlo”
Coronavirus: le Farmacie comunali hanno donato un letto altamente tecnologico all’ospedale di Città di Castello
Solidarietà senza sosta nei confronti della sanità locale anche in piena Fase2. Le Farmacie comunali hanno donato un letto altamente tecnologico all’ospedale di Città di Castello. Questa donazione è frutto di una iniziativa sinergica concordata tra l’amministratore unico Lazzaro Gaudenzi Fiorucci in accordo con il direttore Luca Mancini e l’amministrazione comunale. Il letto “hi-tech” andrà a rafforzare la dotazione sanitaria e tecnologica del reparto di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale di Città di Castello diretta dal dottor Stefano Martinelli e dalla coordinatrice Chiara Mearelli. “Si tratta di un letto altamente tecnologico, uno strumento utile per questa fase covid –19 ma anche per la normale attività del reparto rianimazione”, hanno precisato Lazzaro Gaudenzi Fiorucci e Luca Mancini. “Questa donazione all’ospedale e quindi alla città dimostrano ulteriore attaccamento e attenzione alle esigenze della struttura sanitaria. Le tre farmacie comunali – hanno precisato il sindaco Luciano Bacchetta e l’assessore al Bilancio, Vincenzo Tofanelli, sono un patrimonio del comune che oltre dare un servizio svolgono un ruolo di mercato nell’interesse dei tifernati soprattutto in momenti di difficoltà come quello che stiamo attraversando”.
PD “Amministrazione sorda alla città. Si limita a fare da passacarte senza mettere un euro per gli umbertidesi: è ora di darsi una mossa”
Amministrare significa ascoltare e prendere poi provvedimenti condivisi specialmente in questa fase emergenziale, inizia così la nota del gruppo PD.
” Nelle ultime settimane si è discusso molto sul ruolo dell’Amministrazione comunale in contesti come quello che stiamo vivendo. Fin dall’inizio la nostra posizione, condivisa con le altre opposizioni, è stata quella di alleggerire il carico fiscale dei cittadini e delle imprese del territorio tramite la proposta, bocciata nettamente dalla giunta, di rinviare di qualche mese le scadenze delle principali imposte comunali. La questione delle mascherine poi è stata gestita dalla stessa giunta in maniera del tutto superficiale: si pensi infatti che la Protezione Civile Nazionale, che vogliamo ringraziare anche tramite il Gruppo umbertidese per il lavoro svolto, ha consegnato 208 mila mascherine chirurgiche alla Regione Umbria. Di queste, 150 mila la Regione le ha distribuite a tutti i Comuni in modo da destinarle alle famiglie indigenti, over 65 e disabili non autosufficienti. Umbertide ne ha ricevute 2.500 e ad ognuno degli aventi diritto ne sono state consegnate 8! E’ quindi evidente che l’Amministrazione non abbia minimamente pensato ad un piano di coordinamento per la distribuzione sul territorio locale, lasciando purtroppo fuori dalla platea dei beneficiari tutti quei cittadini immunodepressi molti dei quali si sono trovati a riprendere il lavoro nei giorni scorsi.
Diversamente da altri Comuni come San Giustino e Bastia Umbria, l’Amministrazione ha preferito anche questa volta estraniarsi dal prendere come esempio gesta virtuosi di realtà a noi confinanti.
A tal proposito è giunto proprio il momento di seguire la linea adottata da altri comuni come Gubbio e Gualdo Tadino i quali nelle scorse settimane si sono impegnati nell’organizzazione di incontri sulle varie piattaforme virtuali con imprese e con le associazioni di categoria locali. Perché appunto ascoltare risulta fondamentale per agire sul piano concreto amministrativo e a fronte di questa considerazione risulta quanto mai necessario la convocazione di un Consiglio straordinario, molto più puntuale e preciso, per individuare le strategie da mettere in campo nei prossimi mesi. Come Consiglieri di opposizione abbiamo infatti firmato la richiesta per convocarlo, precisando riga per riga l’ordine del giorno della discussione così come reso possibile dal nostro Regolamento comunale.
Sembra inoltre impossibile, in circostanze come queste dove occorre limitare il più possibile contatti e spostamenti superflui, continuare con un Consiglio ai quali i cittadini stessi non possono partecipare e collegarsi tramite web. Procedere subito nel risolvere questa mancanza, insieme al ripristino della Trasparenza degli atti nel sito istituzionale del Comune, ci sono sembrati due primi motivi validi per richiedere un Consiglio straordinario dove si possa tornare a discutere concretamente, con ordini del giorno e mozioni, di provvedimenti. Il gruppo PD lavorerà affinché tutti possano tornare ad assistere al dibattito consiliare anche su smartphone e tablet”.
Lettera aperta alla Direzione USL Umbria 1, da parte dell’Associazione Umbertide Partecipa
“Dopo la FASE 2 inizierà dal 18 maggio un altro momento importante per la ripresa del Paese. Verrà riaperto con ben due settimane di anticipo rispetto al primo cronoprogramma il commercio al dettaglio, così come concordato tra la presidente della Regione Donatella Tesei e il presidente del Consiglio al termine dell’incontro avuto tra tutti i governatori e il governo stesso. Questo non vuol dire che l’emergenza è finita: anzi sarà ancora un momento nel quale la differenza la farà ancora il nostro senso di responsabilità e il rispetto delle regole.
Crediamo che un altro segnale di “quasi” ritorno alla normalità sia rappresentato dalla chiusura del reparto COVID di Città di Castello che in questi due mesi ha svolto un ruolo essenziale nel nostro territorio in un momento particolarmente difficile.
E’ pertanto logico, e su questo punto crediamo che moltissimi cittadini umbertidesi concordino, che stante la situazione attuale si possa procedere alla fine dell’ emergenza anche nel nostro Ospedale riattivando anticipatamente la RSA la cui riapertura è prevista per luglio ma che, in linea con quanto deciso per il reparto Covid di Città di Castello nonchè del crescente disagio creato a tanti ammalati e alle loro famiglie in questo periodo di chiusura si potrebbe anticipare all’inizio di giugno.
Chiediamo pertanto alla Direzione della USL Umbria 1 di adoperarsi in tal senso restituendo al nostro Ospedale un servizio essenziale di grande utilità, apprezzato da tutti anche grazie al personale sanitario che nel corso di questi cinque anni ha dimostrato grandi doti di umanità e professionalità”.
Umberide Cambia “proteggere la residenza Balducci è un dovere”
“Per senso di responsabilità e non per creare allarmismo, vorremmo chiedere al Sindaco chiarezza massima e pubblica su un aspetto molto delicato che riguarda la gestione delle residenze protette, luoghi di massima fragilità sanitaria, come le cronache hanno purtroppo ampiamente dimostrato e come dichiarato sia dall’Istituto Superiore di Sanità che dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. A fronte di questo massimo livello di allerta sembra che le linee guida della regione Umbria prevedano o consentano la possibilità di ricoverare una persona colpita da coronavirus, teoricamente guarita dall’infezione, appunto in una struttura protetta, ad Umbertide, ad esempio, la residenza Balducci. Seppure questa possibilità sia legata all’esito negativo di due tamponi, quindi nei canoni di una “legittimità” clinica, e preveda l’allestimento di “camere grigie”, riteniamo sia una soluzione da evitare assolutamente, per un principio ed una esigenza di precauzione. Sappiamo bene infatti che l’esito del tampone non garantisce certezza assoluta di guarigione e che comunque si può verificare una ricaduta. Se quindi è fuori luogo discriminare un paziente Covid e necessario dare a pazienti Covid anziani la possibilità di un ricovero adeguato, ci sembra al tempo stesso assolutamente inopportuno prevedere ancora un loro inserimento in strutture che ospitano le persone più indifese rispetto alla possibilità di contagio. Immaginiamo, prudenzialmente, altre soluzioni. A questo proposito vorremmo ribadire due considerazioni. La prima: dopo l’episodio di contagio che ha riguardato la residenza protetta “Balducci” circa due mesi fa, riteniamo che la struttura sia stata gestita con professionalità, attenzione e la necessaria prudenza. Insomma bene. Perchè dunque rialzare il rischio di contagio? La seconda: abbiamo individuato in tempi non sospetti la Prosperius quale struttura per il recupero funzionale dei malati Covid sottoposti a trattamenti di terapia intensiva e la RSA (residenza sanitaria assistita), oggi chiusa, come spazio idoneo per una adeguata gestione di situazioni Covid, siano esse legate a isolamento o, come in questo caso, a persone anziane che necessitano di assistenza. Una ipotesi da (ri)prendere in considerazione, per evitare, oltre al rischio contagio, la riduzione di spazi e posti che la direttiva della Regione necessariamente comporta per le residenze protette, che, appunto, devono rimanere tali”.
Alla bottega del cinema Astra tornano i prodotti della Fattoria di Germagnano
Al Cinema Astra di San Giustino torna la possibilità di fare un ordine per un’ iniziativa all’insegna della valorizzazione e della fruizione di prodotti locali a km zero. Presso la bottega del cinema arrivano infatti i buonissimi prodotti della Fattoria di Germagnano. Grazie al GAV (Gruppo d’acquisto Valtiberina) sarà infatti possibile ordinare i prodotti che si potranno poi ritirare proprio presso la bottega del Cinema Astra di San Giustino. Nonostante l’emergenza e nel rispetto delle prescrizioni, riprende l’impegno del Cinema Astra non solo per promuovere prodotti buoni e sani, ma anche per iniziare finalmente a sviluppare un modello possibile di nuovo e consapevole consumo.
Covid 19: Cornioli “0 positivi, 5 guariti, numeri incoraggianti, altro passo verso la ripartenza”
“Anche oggi non ci sono nuovi positivi mentre abbiamo ben 5 guariti. Numeri incoraggianti, famiglie che possono vivere con più tranquillità, e per tutti noi un passo dopo l’altro verso la ripartenza. Non ci sarà niente di immediato, non potremo tornare subito alla vita di pochi mesi fa: mettiamoci in testa che dobbiamo continuare a rispettare le regole, perchè solo così l’attesa sarà più breve. Lo facciamo per noi, per le nostre famiglie e per i nostri amici”.
Coronavirus fase 2: l’appello del campione del disco Faloci “tornare a fare sport rispettando le regole”
“Non c’è niente di più bello che tornare a fare sport, ma ricordiamoci tutti di rispettare le regole, di rispettare gli altri osservando le distanze interpersonali, perché altrimenti non avremo la possibilità di ripartire come vorremmo”. E’ l’appello agli sportivi locali che arriva da Giovanni Faloci, discobolo tifernate più volte campione italiano e nazionale azzurro ai Campionati del Mondo, ai Campionati Europei e alle Universiadi, che ha ripreso in questi giorni gli allenamenti a Città di Castello in concomitanza con la Fase 2 della gestione dell’emergenza da Covid-19. In preparazione dei Campionati Europei e delle Olimpiadi in programma nel 2021, Faloci è tornato all’attività sportiva dopo due mesi di stop, scegliendo la pista di atletica della Provincia di Perugia intitolata ad Angiolo Monti. “Un impianto straordinario, sempre curato grazie all’attenzione del presidente della Provincia e sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta, dell’assessore Massimo Massetti e al lavoro del gestore Polisport e dell’Atletica Libertas”, sottolinea Faloci, che ha preferito per questo tornare a curare la preparazione in vista degli importanti traguardi del prossimo anno nella propria città, piuttosto che in altre strutture federali della Penisola. “Riprendere a calcare l’erba, a correre sulla pista e a lanciare dalla pedana è stato bellissimo, veramente un ritorno alla libertà, emozioni che danno davvero grande forza per allenarsi duramente come richiede la preparazione a eventi agonistici di livello internazionale”, osserva il discobolo tifernate, che oltre al presidente dell’Atletica Libertas Ugo Tanzi ha trovato al ritorno in pista anche l’assessore allo Sport Massimo Massetti e il fiduciario del Coni dell’Umbria per l’Alta Valle del Tevere Simone Santi. “Quello di Faloci è un messaggio di grande responsabilità, da parte di un campione che trasmette una passione forte e profonda per lo sport, che facciamo nostro, con la convinzione che rispettare le regole e la sicurezza sia l’impegno più serio con il quale guardare alla riapertura degli impianti sportivi a Città di CAstello”, evidenziano il sindaco Luciano Bacchetta e l’assessore Massimo Massetti, che proprio stamattina hanno incontrato nella sede della Provincia di Perugia il presidente del Coni Domenico Ignozza e il presidente del Comitato Paralimpico Gianluca Tassi. “Già da tempo abbiamo iniziato a lavorare nei nostri impianti comunali in coordinamento con Polisport, attraverso l’amministratore unico Stefano Nardoni e tutti gli addetti, e con le associazioni sportive con cui gestiamo in convenzione le strutture del territorio per prepararci alla Fase 2 dell’emergenza da Covid-19 con le carte in regola per accogliere di nuovo la platea di circa 14 mila praticanti della nostra città”, chiariscono Bacchetta e Massetti che affermano: “saremo pertanto pronti quando dal Governo e dalla Regione arriveranno indicazioni sulla ripresa dell’attività sportiva”. “E’ necessario creare le condizioni più giuste per ripartire garantendo la sicurezza degli atleti, in particolare dei tanti giovani che frequentano gli impianti sportivi, sulla base di linee guida condivise tra istituzioni pubbliche, federazioni e società”, ha dichiarato a margine dell’incontro di Perugia il presidente del Coni Ignozza, ricordando la tradizione di Città di Castello, che con la propria impiantistica e il proprio movimento sportivo è un punto di riferimento in Umbria, al quale lo stesso Coni, oltre a numerosi patrocini per le manifestazioni più importanti, ha concesso il marchio di qualità Educamp per i centri estivi di Polisport. “La collaborazione con Polisport, che ringraziamo per la professionalità e la qualità con cui gestisce l’impiantistica comunale, e con le società sportive, che sono sempre disponibili e attente alle esigenze della pratica sportiva, sono basi salde per una ripresa in cui crediamo fermamente”, rimarcano Bacchetta e Massetti. Nel contesto umbro Città di Castello vanta numeri da record nello sport: circa 14 mila praticanti, cioè un tifernate su tre impegnato a livello agonistico o amatoriale in una delle circa 40 discipline fruibili nel territorio attraverso circa 120 società. Lo scorso anno in media oltre 10 tifernati all’ora hanno frequentato stadi, palazzetti, palestre e strutture diverse del territorio comunale, come le piscine comunali e la pista d’atletica. In totale gli impianti sportivi hanno registrato, infatti, 289.540 presenze di utenti per oltre 30 mila ore, con 2.376 giorni complessivi di apertura.
Impianti sportivi – Incontro tra il Presidente della Provincia Luciano Bacchetta e i presidenti del Coni, Ignozza e del Comitato Paralimpico Tassi
Sport e sicurezza: il presidente della Provincia di Perugia, Luciano Bacchetta ha incontrato il Presidente del Coni Umbria, Domenico Ignozza e il Presidente del Comitato Paralimpico Umbria Gianluca Tassi. Un incontro propedeutico a definire modalità e tempistica, nel rispetto delle restrizioni imposte dal Covid-19, per l’utilizzo da parte delle società sportive delle varie discipline dei 40 impianti, tra palazzetti dello sport e palestre, di cui è proprietaria la Provincia di Perugia. La cautela è d’obbligo.
“Dobbiamo affrontare la non semplice esigenza di tutela salute pubblica e la legittima richiesta di coloro che praticano sport che vogliono tornare a svolgere le loro attività – ha sottolineato il Presidente Bacchetta -. Dobbiamo mettere in campo un protocollo che tenti di conciliare entrambe esigenze. Un’impresa non semplice, molto complessa. Rischiamo infatti, se non ci coordiniamo bene con il Coni e le scuole, di non poter riattivare quei momenti ricreativi ai quali siamo abituati. Invece dobbiamo organizzarci per riprendere le attività sportive al meglio. Sarà importante anche conoscere le risorse che verranno destinate allo scopo. Penso alla sanificazione degli impianti e alla sicurezza delle strutture. Stiamo lavorando con il Coni e il Comitato paralimpico per raggiungere l’obiettivo, nella consapevolezza che non sarà impresa semplice perché è facile dire si riparte più difficile ripartire realmente tenendo conto delle limitazioni che ci sono e ci saranno e che si presentano particolarmente stringenti”. L’obiettivo è comunque andare avanti. “Il Presidente Bacchetta nel riceverci ha dimostrato grade sensibilità – ha dichiarato Ignozza – con la volontà di far ripartire mondo sportivo creando le più giuste condizioni per una ripresa in sicurezza. Le palestre sono frequentate in prevalenza dai giovani ai quali, come ha sottolineato il Presidente della Provincia dobbiamo garantire la massima garanzia per la salute. Per questo occorre mettere in atto disposizioni perché le strutture possano essere fruite in tutta tranquillità. Non c’è necessità di grossi lavori alle infrastrutture, ma si devono adottare linee guida a cui tutti si devono attenere. Come ha suggerito Bacchetta sarà istituito un tavolo lavoro con tecnici della Provincia, Coni, Comitato paralimpico, ma soprattutto con le Federazioni degli sport che maggiormente usufruiscono di quegli spazi”
Pietralunga – Distribuite dal Comune oltre 5 mila mascherine.
E’ terminata la distribuzione di mascherine protettive da parte del Comune di Pietralunga, per tutelare la salute dei propri cittadini e contenere la diffusione del coronavirus.
L’Amministrazione, in aggiunta alle 400 mascherine fornite dalla Protezione civile regionale, ha deciso di acquistarne con proprie risorse altre 5 mila. Tali dispositivi di protezione, in parte sono stati donati al Centro di Salute di Pietralunga, il restante è stato destinato alla popolazione questo week end.
Sono stati proprio i consiglieri di maggioranza e gli assessori, coadiuvati dal gruppo di volontari della Protezione civile pietralunghese, raggruppamento “Anteo”, a consegnare circa 2 mila mascherine alla comunità, coprendo buona parte del fabbisogno del paese.
Il ritiro è avvenuto nell’area della protezione civile: i cittadini, senza scendere dalla propria auto hanno percorso un tragitto diviso in due step: il primo prevedeva l’accertamento dei requisiti anagrafici (residenza, componenti del nucleo familiare), la sanificazione delle mani e la firma del modulo del ritiro. Nel secondo venivano consegnate le mascherine.
Per tutti i cittadini che non hanno potuto ritirare il dispositivo di protezione è prevista nei prossimi giorni una consegna a domicilio.
“Sono molto soddisfatto del risultato ottenuto con questa iniziativa, che ha riscosso molto successo – ha commentato il sindaco Mirko Ceci -. Un ringraziamento particolare va ai componenti della giunta comunale, ai consiglieri di maggioranza, che in questi tre giorni hanno presieduto i lavori di distribuzione dei DPI, e, ovviamente, ai volontari della Protezione civile pietralunghese. Ci teniamo a sottolineare un’altra iniziativa, che nasce dalla costante collaborazione e il proficuo dialogo con il gruppo di maggioranza. Abbiamo deciso infatti di procurare, a nostre spese personali, delle mascherine pediatriche al fine di salvaguardare la salute dei nostri piccoli concittadini e anche di continuare a sostenere le famiglie in questo particolare momento. Consapevoli che questi dispositivi saranno necessari per un lungo tempo, abbiamo ritenuto opportuno comprare delle mascherine lavabili, quindi riutilizzabili, e consegnarle in buste chiuse. Evitare lo spreco e l’aumento di materiali non riciclabili, come i dispositivi di protezione, è un aiuto non solo per le ‘tasche’ delle famiglie, ma anche per sostenere l’ambiente, altrimenti a breve saremo costretti a sopperire ad una nuova emergenza, quella relativa allo smaltimento dei rifiuti”.
Coronavirus, fase due. Secondi: “continua trend zero nuovi positivi. Attesa per la fase tre e per la ripartenza. Comune pronto a fare la sua parte ”
“Anche oggi ci sono notizie positive, nessun nuovo caso. Questo è un elemento di rassicurazione nella prudenza generale perché i numeri si devono consolidare affinchè il virus possa essere debellato. Ringrazio le Farmacie Tifernati che hanno donato all’ospedale di Città di Castello un lettino sanitario attrezzato. I gesti di solidarietà non si fermano con l’uscita dall’Emergenza. Tra le comunicazioni importanti per la Fase Tre, la Regione Umbria nel confronto con il livello nazionale sta valutando le riaperture già dal 18 maggio, auspichiamo che possa avvenire nel massimo della sicurezza con protocolli chiari e differenziati per attività. Noi come comune ci mettiamo a disposizione con il nostro sito istituzionale, pubblicando tutta la produzione normativa a proposito. La riapertura sarà legata anche al Decreto Rilancio nel quale ci sono molte misure che interessano il territorio e la produttività a cui l’ente locale si dovrà far trovare preparato. Ad esempio le pratiche per gli eco-bonus e sisma-bonus passeranno per il comune, che dovrà fare la sua parte ”.
AIMET chiude in positivo il bilancio 2019 e lancia nuove sfide per il 2020, al via nuovi servizi per la mobilità elettrica e sostenibile
Un bilancio caratterizzato da una forte impronta etica che guarda con fiducia al futuro. E’ quello approvato da AIMET che ha chiuso il 2019 confermando il trend positivo degli anni precedenti. Anche nel corso del 2019 infatti l’azienda che fornisce energia elettrica e gas metano in una vasta area del Centro Italia, ed in particolare in Umbria e nell’Alta Valle del Tevere, ha registrato una crescita costante, confermando alla base della sua azione una spiccata attenzione alla sostenibilità etica e ambientale e una significativa vicinanza ai territori in cui opera.
Ad illustrare il bilancio 2019 e i progetti per il 2020 l’ing. Patrizio Nonnato, amministratore unico di AIMET. “AIMET ha chiuso il 2019 con un trend positivo che ci consentirà di proseguire anche per il 2020 e negli anni a venire con il nostro progetto di espansione delle offerte e dei servizi – ha spiegato l’ing. Nonnato – Già a partire dalla primavera, AIMET si occuperà anche di mobilità elettrica e sostenibile, proponendo ai Clienti una vasta scelta di veicoli leggeri, come biciclette, scooter e monopattini, ma anche autovetture prodotte dalle principali case automobilistiche. Grazie a questo nuovo servizio, saremo in grado di fornire alle imprese e alle Amministrazioni locali soluzioni innovative e integrate del tipo chiavi in mano, progettando la flotta green più rispondente alle loro necessità.
Inoltre nei piani strategici del gruppo ESA Italia di cui AIMET fa parte, – ha proseguito l’ing. Nonnato – è prevista anche l’espansione verso nuovi territori, dove abbiamo intenzione di esportare il nostro fare impresa basato su etica e sostenibilità, instaurando un rapporto chiaro e trasparente con il cliente che diventa attore attivo e non semplice fruitore passivo dei nostri servizi e contribuendo allo sviluppo e alla crescita del territorio e delle comunità locali”.
Nel frattempo, da ieri, lunedì 11 maggio, AIMET ha riaperto al pubblico gli sportelli territoriali, continuando ad offrire ai clienti anche i nuovi canali digitali, tra cui il sito internet www.aimetonline.it dove è possibile attivare il nuovo contratto di fornitura di luce e gas usufruendo di un 20% di sconto.
“Pacchetto scuola”, contributo per libri e materiale didattico. Domande entro il 3 luglio. La modalità on line sarà attiva dal 18 maggio
Un contributo per sostenere le spese necessarie alla frequenza della scuola, per l’acquisto di libri, materiale didattico ecc. E’ quanto previsto dal “Pacchetto Scuola”, bando pubblicato dal Comune di Sansepolcro, finanziato con fondi statali e regionali, destinato agli studenti della scuola Media e Superiore.
I requisiti per partecipare sono:
a) iscrizione per l’a.s.2020/2021 ad una scuola secondaria di primo o di secondo grado, statale, paritaria privata o degli Enti locali o iscritti ad un percorso di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) presso una scuola secondaria di secondo grado o un’agenzia formativa accreditata;
b) economici: l’ISEE del nucleo familiare di appartenenza dello studente o ISEE minorenni nei casi previsti, calcolato secondo le modalità di cui alla normativa vigente, non deve superare il valore di 15.748,78 euro;
c) anagrafici: residenza nel Comune di Sansepolcro, età non superiore a 20 anni (da intendersi sino al compimento del 21esimo anno di età ovvero 20 anni e 364 giorni).
La documentazione da presentare è la seguente:
1) domanda di ammissione al bando, redatta su apposito modulo predisposto dal Comune (per scaricarla, www.comune.sansepolcro.ar.it – Area Tematica Pubblica Istruzione – Diritto allo studio);
2) fotocopia di un documento d’identità in corso di validità del dichiarante (art. 38 del D.P.R. n. 445/2000).
La domanda d’ammissione al bando, indirizzata al Sindaco, deve arrivare al Comune di Sansepolcro entro venerdì 3 luglio 2020.
Potrà essere trasmessa con una delle seguenti modalità, privilegiando la 1) e la 2):
1) PEC: protocollo.comunesansepolcro@legalmail.it
2) On line: http://pacchettoscuola.comune.sansepolcro.ar.it (in funzione dal 18 maggio)
In entrambi i casi, con allegata copia scansionata del documento di identità del sottoscrittore.
3) consegna a mano: Ufficio Pubblica Istruzione (a riapertura al pubblico) con allegata copia fotostatica del documento di identità del sottoscrittore. Per la consegna a mano è necessario prendere accordi preventivamente telefonando a uno dei seguenti numeri: 0575732257, 0575732449 o 0575732231.
Non è richiesta documentazione di spesa, che deve essere comunque conservata per esibirla in caso di eventuali controlli.


