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Crisi consiglio comunale Città di Castello: Castello cambia “spettacolo indegno, l’era Bacchetta finisce nel peggiore dei modi”

I Consiglieri di Castello Cambia: “Occorreranno molte energie per rimettere insieme i pezzi di una città che non merita la decadenza cui è stata condannata dalla cattiva amministrazione”

“Sta finendo nel peggiore dei modi un ciclo, un’idea logora e padronale di concepire la politica”. I consiglieri comunali Emanuela Arcaleni e Vincenzo Bucci commentano con queste parole lo “sfaldamento della maggioranza” che sta portando Città di Castello sull’orlo di una crisi senza precedenti.

“Sicuramente  proveranno a rappezzare una situazione grave e sintomatica di una crisi che viene da lontano. Ma l’indegno spettacolo di questi giorni mette in evidenza la fine di un modo di concepire la politica: quello dei cacicchi che credono di poter gestire la cosa pubblica come se fosse cosa propria, quello di chi ha comandato per anni senza sapere amministrare e senza avere una visione d’insieme della città, preferendo “dividere et imperare” piuttosto che lavorare al servizio del bene comune. L’era Bacchetta finisce tra pesanti accuse e minacce lasciando sul campo le spoglie di un tessuto sociale ed economico duramente provato dal vuoto amministrativo e culturale di questi anni. Occorreranno molte energie e un cambio di rotta radicale per provare a rimettere insieme i pezzi di una città che non merita la decadenza e l’umiliazione alle quali è stata condannata da chi l’ha amministrata fino ad oggi”.

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Rosanna Pazzi è andata in pensione, dopo oltre 40 anni di “onorato” servizio alla Segreteria del Comune di San Giustino

Con decorrenza 1°dicembre, la dipendente Rosanna Pazzi è andata in pensione, dopo oltre 40 anni di “onorato” servizio alla Segreteria del Comune di San Giustino, durante i quali ha svolto il proprio lavoro con responsabilità, dedizione, competenza, cortesia e professionalità. Uno speciale ringraziamento ad un’ottima collega e collaboratrice, di cui sentiremo sicuramente la mancanza.

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Caos Consiglio comunale a Città di Castello, Bacchetta precisa

“Quanto è accaduto ieri nel corso del consiglio comunale mi costringe “obtorto collo” ad alcune precisazioni. L’ex assessore Bartolini, nei quattro anni e mezzo di legislatura è stata costantemente assente rinunciando anche ad alcune sue deleghe che le erano state assegnate. Purtroppo il sottoscritto fra i molti difetti ha anche quello di far prevalere l’aspetto umano sulla “Ragion di Stato”. Avendo motivato la sua latitanza con motivi di salute, sicuramente veri, il sindaco non ha voluto mai umiliare questa signora revocandole le deleghe come sarebbe stato ovvio. Il comunicato che la signora ha letto però va ben al di là degli aspetti umani. Comunque non ho alcuna intenzione di farmi trascinare in una polemica che desta solo amarezza per i risvolti umani, ma stiano tranquilli tutti i manovratori che a vario titolo e con motivazioni diverse tentano di destabilizzare questo ultimo anno di legislatura: in nessun caso raggiungeranno il proprio obiettivo. Una nota a parte merita poi il comunicato diramato in queste ore dalla Lega di Città di Castello che dovrebbe essere citata per mancanza del comune senso del pudore. Questo è un partito che ha perso la metà esatta dei propri consiglieri comunali (1 su 2): non solo, Giorgio Baglioni è subentrato, ieri, dopo ben dieci rinunce. Comunque con tutti, amici e avversari, ci vedremo alle prossime elezioni comunali. Vedremo chi avrà più filo da tessere e saranno i cittadini a decidere, non le piccole e meschine furbizie di qualche arrivista.” E’ quanto dichiarato dal sindaco Luciano Bacchetta.

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Settore Estetica “Ora basta col balletto delle date, vogliamo certezza sulla riapertura del 4 dicembre”

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A pochi dalla scadenza della validità dell’ultimo Dpcm governativo, dal settore dei Servizi alla Persona, dell’Estetica di Confartigianato Toscana, arriva un appello forte per ottenere la certezza della riapertura dei centri estetici in Toscana assolutamente per il 4 dicembre prossimo: “Vogliamo sicurezza sulla data, per ripartire come si deve: è ora di finirla con questo esasperante balletto della date da parte delle autorità pubbliche, la nostra categoria ha pieno diritto di essere messa nelle condizioni di lavorare al meglio e soprattutto di veder premiata la sicurezza assoluta dei nostri centri estetici, sicurezza che avrebbe dovuto portare ad una loro riapertura già da tempo”. Si esprime così l’aretino Pierluigi Marzocchi, che per Confartigianato Arezzo ricopre l’incarico di presidente della Federazione Benessere e che è presidente regionale della categoria Estetica per Confartigianato Toscana.

Marzocchi che insiste: “La sicurezza dei nostri centri nasce dal fatto che lavoriamo solo per appuntamento, non ci sono code, attese o assembramenti e ovviamente nessun possibile focolaio. Poi il procedere per appuntamento crea anche una naturale forma di tracciamento che può essere anche utile per  la lotta alla pandemia. E poi la capacità di lavorare in sicurezza, sia per il personale, sia per i cittadini che entrano nei nostri centri, ha per le nostre strutture di servizio alla persona una storia antica, di valorizzazione della tutela della salute dei clienti che nasce ben prima dell’epoca covid”.

“Chiediamo quindi – insiste il presidente Marzocchi –  di avere al più presto la certezza che dal 4 dicembre le nostre aziende di servizio possano riprendere la loro attività nella nostra Regione, ogni ritardo è assolutamente da evitare perché sarebbe inutile dal punto di vista della sicurezza oltre che estremamente dannoso per una categoria che ha già pagato molto salato il periodo di lockdown tanto da mettere in ginocchio una fetta molto importante dell’economia”.

“Per di più i nostri imprenditori hanno poi investito tantissimo – approfondisce il rappresentante artigiano – per garantire la massima sicurezza dei loro clienti, per cui invitiamo donne e uomini a recarsi con estrema tranquillità, speriamo proprio del prossimo sabato 4 dicembre, presso i nostri centri estetici che lavorano nel rispetto di tutte le norme anti Covid, mascherine, sanificazioni dei locali e distanziamento, per cui penalizzarle ancora sarebbe illogico”.

Inoltre – conclude Marzocchi –  questa riapertura sarebbe anche un aiuto concreto al lavoro e all’imprenditoria femminile, visto che per il 95 per cento i nostri centri vedono donne impegnate a tutti i livelli, siano imprenditrici o lavoranti. Fuor di retorica, oltre alle giustissime giornate nazionali contro la violenza sulle donne, che hanno un fondamentale e positivo significato sociale, servono anche fatti concreti, e qui parliamo di un fatto altrettanto fondamentale per la valorizzazione, anche economica, e per il sostegno al lavoro femminile quanto mai necessario in questa crisi drammatica”.

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Covid-19 a Città di Castello Bacchetta: “ieri 11 nuovi positivi e 14 guariti, sono ancora 12 i tifernati all’ospedale”

“I dati di ieri ci dicono che a Città di Castello ci sono stati 11 nuovi positivi e 14 guariti”. E’ l’aggiornamento odierno della situazione dell’emergenza da Covid-19 fornito dal sindaco Luciano Bacchetta, che ha riferito anche come siano attualmente 12 i tifernati ricoverati all’ospedale, 11 nel reparto Covid e uno nella terapia intensiva Covid”. “Continua il trend di un numero molto alto di persone che guariscono a fronte, però, ancora di un numero significativo, molto alto anch’esso e da non sottovalutare, di nuove positività,  che offrono la prova di come la circolazione del virus sia intensa, pericolosa e molto presente”, ha ribadito il primo cittadino, rimarcando, comunque, come “il dato complessivo di contagiati nel territorio tifernate sia drasticamente diminuito nel corso di queste ultime due settimane”.  “La prossima settimana verranno prese le decisioni sulla classificazione per zone delle regioni, che potrebbero riportare l’Umbria a zona gialla e far venire meno, in parte, le prescrizioni e i divieti attuali, soprattutto per quanto riguarda i pubblici esercizi”, ha detto Bacchetta, che ha comunque precisato: “la decisone non è ufficiale ed è ancora una ipotesi, tenendo conto anche che in Umbria la presidenza della Regione ha preso posizioni più restrittive rispetto alla normativa nazionale”. Il sindaco ha, poi, parlato di “un ritorno a scuola dei ragazzi della prima media che è avvenuto in modo abbastanza ordinato”, evidenziando che “nei prossimi giorni capiremo le conseguenze di questo rientro in classe nell’ottica della probabile ripresa delle lezioni in presenza per tutti, anche per gli studenti delle superiori, appena dopo l’Epifania”. “Tutti noi tifiamo perché questo avvenga, considerando la didattica a distanza una diminutio, una limitazione del processo educativo e di crescita culturale e sociale dei giovani – ha spiegato Bacchetta – ma è anche vero che bisogna muoversi con grande prudenza rispetto a eventuali ritorni di nuovi casi di positività, pur nella prospettiva di un vaccino che verrà distribuito a partire da gennaio”. Il sindaco ha quindi anticipato che, “in occasione della festa di Santa Barbara del 4 dicembre, la cerimonia dedicata ai nostri Vigili del Fuoco non potrà che svolgersi in forma ridotta per rispettare le prescrizioni legate al Covid”. “Anche la bella iniziativa della Befana dei Pompieri in piazza – ha aggiunto Bacchetta – allo stato attuale penso non sarà possibile, perché le norme sul distanziamento sociale impediscono  lo svolgimento di simili eventi”. “Spero proprio che nell’arco del prossimo anno questo incubo che tutti stiamo vivendo, nella vita quotidiana in particolare, possa essere ampiamente ridimensionato e si possa tornare a una esistenza normale”, ha auspicato in conclusione il sindaco.

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È Mauro Benvenuto il nuovo presidente degli orafi di CNA

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Ha cinquant’anni, da trenta lavora nel settore orafo ed è titolare dell’azienda “I Fonditori” di Tegoleto, nata ventidue anni fa, specializzata nel campo dei semilavorati. Mauro Benvenuto è il nuovo Presidente degli orafi CNA, una carica di cui sente tutta la responsabilità: “Per questo ruolo ringrazio CNA per la fiducia, mi impegnerò a fianco dei colleghi orafi con cui ho lavorato in questi anni per portare progettualità a sostegno di un settore in difficoltà, lavorando in seno alla consulta orafa aretina di cui apprezzo il lavoro svolto sinora”.

Di sicuro, Benvenuto arriva in un momento di estrema difficoltà: “Non è un’esagerazione definire questo momento drammatico. Se guardo soltanto a dieci anni fa, vedo che il mondo del lavoro è cambiato tantissimo, ma le aziende e i comparti sono altrettanto cambiati. Quello che è successo con la pandemia è stato che, da marzo a maggio, c’è stata una rivoluzione e le aziende non hanno avuto modo e tempi per adeguarsi. Anche ora, la situazione è governata dall’incertezza: è come guidare nella nebbia, speri che prima o poi arrivi il sole a diradarla, ma intanto devi navigare a vista”. La risoluzione della crisi, per Benvenuto, non può che essere prima di tutto sanitaria: “Credo che solo con l’arrivo dei vaccini riusciremo a fare un discorso organico di pianificazione, e ritornare così a fare il nostro lavoro: un imprenditore è tale quando può pianificare. Adesso possiamo prendere decisioni soltanto nel breve periodo”. Tuttavia, Benvenuto “chiama” anche le istituzioni: “Sicuramente, nella fase di pianificazione, ci sarà bisogno di una grande attenzione alle imprese a livello istituzionale. Una ripartenza degna di questo nome non può prescindere da un’azione coordinata con le istituzioni”.

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Lega “l’era Bacchetta è finita. Si torni al voto. solidarietà all’ ex assessore Monica Bartolini”

“L’era Bacchetta è finita”. La Lega di Città di Castello con il suo consigliere comunale Giorgio Baglioni, esprime solidarietà all’ ex assessore Monica Bartolini per la coerenza e la dignità dimostrata nell’ultima assise comunale, dimettendosi dall’esecutivo e ai due consiglieri Bartolini e Schiattelli che, convergendo in un nuovo gruppo, hanno, di fatto, preso le distanze da quel poco che è rimasto dell’amministrazione comunale. ” La maggioranza prenda atto della situazione – si legge nella nota – non ci sono più le condizioni per per poter andare avanti, si dia parola ai cittadini. Città di Castello merita di più di un’amministrazione latitante così come asserito anche dai tanti consiglieri “emigrati”. Chiediamo pertanto alla maggioranza un sussulto di dignità e rispetto verso i tifernati, si torni al voto prima possibile, senza negare l’evidenza: ad ogni consiglio comunale la maggioranza perde i pezzi. Questa volta non è la Lega a rimarcare l’ inefficienza amministrativa, questa volta sono i diretti interessati che per loro voce riassumono un’evidente realtà. “Le decisioni sono appannaggio di figure individuali e gruppetti di potere mossi da ambizioni personali” o ancora “non è possibile lavorare per così tanti anni prendendo decisioni senza consultare non solo la giunta ma neanche la maggioranza, so che sono parole pesanti. Se la maggioranza ha perso così tanti elementi, possibile che siano tutti episodi di protagonismo?”. Queste le riflessioni rese pubbliche da chi ha vissuto questa maggioranza per anni e che legittimano le perplessità più volte espresse dalla Lega. Basta teatrini”

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Arianna Giannoni confermata alla Presidenza  Regionale di Confartigiaanto Ceramica

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Dopo l’elezione ai vertici regionali di Confartigianato ceramica, Arianna Giannoni viene confermata anche nel Consiglio direttivo nazionale di categoria.

Erede della prestigiosa tradizione familiare della bottega Giotto, giunta ormai alla terza generazione, Arianna porta avanti affiancata dal padre Araldo il laboratorio di Monte San Savino che è diventato in oltre 100 anni di storia un vero punto di riferimento per gli appassionati di arte e artigianato.

Quali sono le principali criticità riscontrate da Confartigianato per il settore della ceramica in questo periodo di emergenza sanitaria?

“Le botteghe d’arte presenti sul nostro territorio – dichiara Arianna Giannoni – sono per la grande maggioranza piccoli laboratori artigiani che vendono direttamente al pubblico soprattutto in un ambito locale e regionale.

Sicuramente il nuovo stile di vita legato al distanziamento sociale, la contrazione dei consumi delle famiglie e soprattutto il blocco dei flussi turistici dall’estero durante la bella stagione ha determinato una forte contrazione dei nostri fatturati. L’ingresso della Toscana in zona rossa a metà novembre ha poi rappresentato un ulteriore problema visto che secondo le interpretazioni più zelanti della recente normativa del governo la vendita al pubblico dei laboratori artigiani è stata – con un’evidente forzatura – equiparata alle vendite dei commercianti al dettaglio. Pertanto molti artigiani, per evitare il rischio di sanzioni ai loro clienti –  hanno scelto di rimanere chiusi al pubblico senza poter contare, d’altro canto, sui ristori previsti per le attività economiche del commercio al dettaglio”. “Al danno si unisce la beffa”, conclude Arianna Giannoni.

In questi giorni c’è stata anche la sua conferma nel Consiglio direttivo nazionale di Confartigianato Ceramica. Quali sono le principali iniziative cui state lavorando?

“Confartigianato si sta mobilitando in questi giorni contro la proposta presentata dall’Austria  all’Unione Europea di sospensione tariffaria per alcune categorie di prodotti in ceramica.

L’azzeramento del dazio doganale sulle importazioni di ceramica agevolerebbe l’ingresso sul mercato europeo di prodotti provenienti dalla Cina e da quei Paesi extra-europei che possono trarre vantaggio dai bassi costi di produzione.

Tale politica tariffaria avrebbe l’effetto di mettere in crisi le aziende manifatturiere europee – di cui la grande maggioranza si trova nel nostro Paese; potrebbe rappresentare inoltre una seria minaccia per i consumatori europei in considerazione del mancato rispetto da parte dei nostri concorrenti della rigida normativa comunitaria in materia di tutela della salute”.

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Consiglio comunale: tamponi, antifurto, sedute interrotte, parcheggi a pagamento nelle comunicazioni

Campagna Tamponi: dopo la commissione, anche il consiglio comunale di Città di Castello, nella seduta di lunedì 30 novembre 2020, si è occupato della proposta di Gaetano Zucchini di acquistare un quantitativo di 3000 tamponi rapidi da somministrare ad un cluster specifico che Emanuela Arcaleni Castello Cambia ha individuato nella popolazione scolastica. Il sindaco Luciano Bacchetta durante le comunicazioni ha aggiornato i dati del COVID: “Quattro positivi e 14 guariti. Nell’arco delle ultime due settimane, la tendenza è un numero molto alto di guariti, ma un numero consistente di positivi; il virus ancora circola e va tenuta la guardia alta. L’Umbria ha un numero alto di deceduti, 309, Castello nella seconda ondata è stato colpito molto meno della prima ma viviamo in questo contesto, Ci sono 11 ricoverati a Città di Castello e 10 sono nel reparto COVID normale e uno è in condizioni critiche. C’è stata una criticità della Muzi Betti, circoscritta. Gli operatori vengono dall’esterno e un operatore positivo ha determinato il contagio di 4 ospiti. Il paziente più a rischio, una centenaria è negativa oggi. Altri non destano preoccupazioni. La situazione sembra essere sotto controllo. Le case di riposo sono un anello debole, l’ASL fa incetta di infermieri perché ne ha bisogno e molti della Muzi Betti sono andati a lavorare in ASL. Probabilmente torneremo zona gialla, ci saranno sempre divieti e si chiuderà sempre alle 18.00. In Umbria comunque c’è un miglioramento ma al di là dei vaccini, questa situazione emergenziale perdurerà per diverso tempo ancora. Non c’è l’intenzione di diminuire le misure prudenziali. Un’ulteriore risalita sarebbe letale”. Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia, ha rilanciato l’importante messaggio del sindaco in commissione per usare 100mila euro per uno screening di massa e mi sono detto favorevole a fare un’analisi su questo. Oggi fare un tampone è proibitivo, se non c’è una motivazione cogente costa 70 euro e ci sono tanti cittadini che si vogliono controllare e non lo possono fare. Approvare con un voto la richiesta alla ASL di utilizzare il Lascito Mariani, per accelerare i tempi”. Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, “sono contrario ai soldi per il tampone. Non usiamo i soldi per una cosa spot che va contro un pronunciamento già assunto del consiglio comunale che destinava ad altro il Lascito Mariani. La seconda ondata è alla fine, non credo che sia nello spirito delle volontà delle sorelle Mariani, anche perché le informazioni dei test rapidi non costruiscono una mappa attendibile. Sarebbe esclusivo, nel senso che escluderebbe alcuni. Al limite sarebbe più utile utilizzare il Lascito per i vaccini”. Mirco Pescari, capogruppo del PD, ha detto: “benissimo tutto quanto aiuta a fare un tracciamento e una mappa, non compete a noi. Mi convince il monitoraggio della popolazione studentesca che è una platea particola e ci dà uno spaccato su quel target. Non mi convince utilizzare né il Lascito Mariani né altre. Le finalità del Lascito devono avere un obiettivo durevole e deve andare al Centro Alzheimer e Casa della Salute”. Filippo Schiattelli, alla sua prima uscita come consigliere di Civici per Città di Castello, sulla questione tamponi: “La ASL deve dire come e dove. La propaganda non serve a nessuno specialmente in questi momenti dedicati o dopo quello che è successo oggi in consiglio”. Gaetano Zucchini, capogruppo del Gruppo Misto, ha detto: “Sui tamponi, ripeto la proposta. Sono tamponi rapidi antigenici, regolato nello stato italiano dall’Istituto superiore di Sanità che ha dettato le linee guida. La proposta non è singolare ma segue le linee guida. La campagna serve ad individuare gli asintomatici o cluster particolari. Nessuno l’Amministrazione decida sulla politica sanitaria autonoma, che rimane alla ASL. Si proponeva l’acquisto di 3000 tamponi per 30mila euro da donare come gesto di appartenenza comunitaria alla ASL. Il sindaco ha individuato il Lascito Mariani, non mi sembra così illegittimo rispetto al dettato del testamento. L’Amministrazione farà la proposta alla ASL e ci dirà se è favorevole. Quindi tireremo le somme”.
Il sindaco Luciano Bacchetta ha concluso: “Sul Lascito Mariani rischiamo di avvilupparci in un dibattito che non esiste. Ho fatto una proposta a contrasto della diffusione del virus, sarà Asl a decidere. Il primo obiettivo del Lascito è Centro Alzheimer e Casa della Salute, sulla somma del reparto di oncologia non utilizzate c’erano risorse. Si deciderà nelle sedi preposte e il consiglio comunale sarà coinvolto”.

Cardella Antiusura. Il sindaco Luciano Bacchetta durante le comunicazioni al consiglio comunale di Città di Castello di lunedì 30 novembre 2020 ha proposto: “un incontro con il presidente della Commissione Antiusura Fausto Cardella, che vorrebbe aprire un confronto in relazione ai riverberi criminali che ci possono essere nella nostra regione sulle infiltrazioni della Ndrangheta e altri fenomeni legati alle conseguenze sull’economia del Covid. E’ un’opportunità da cogliere”. Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, ha accolto positivamente la proposta del sindaco sulla Commissione con il presidente Cardella.

Parcheggio ex Garibaldi. Marcello Rigucci, consigliere del Gruppo Misto, ha portato in evidenza “il parcheggio dietro la scuola Garibaldi che è tornato a pagamento. Si sarebbe dovuto mettere almeno un cartello per avvisare i cittadini”.

Consiglio sospeso, polemica. Marco Gasperi, consigliere del Gruppo Misto, ha parlato del comunicato stampa “mio e di Letizia Guerri sulla sospensione del consiglio comunale. E’ stato recepito in modo sbagliato. Per quanto concerne il tono, posso comprendere che sia risultato pesante; ma io rispondo del virgolettato. Tuttavia se qualcuno si è sentito offeso, voglio scusarmi. Non era intenzione. Nel merito: è una prassi che dura da anni. Io ho sempre sostenuto che sia necessario completare l’ordine del giorno; non è un problema legato alla stanchezza dei consiglieri ma una gestione dell’ordine del giorno che va a discapito del confronto politico. Si parte con gli atti amministrativi, interrogazioni, interpellanze, mozioni, ordini del giorno. Gli ultimi non vengono mai discussi e il consigliere è disarmato. Le conseguenze sono chiare: se si fanno dei concorsi il consigliere non può discutere di come è nominata la commissione, bisogna andare dalla Corte dei Conti. Il sindaco è intervenuto per ribadire che “sulle commissioni di concorso il consiglio comunale non può decidere. Io non so chi è in commissione e non voglio saperlo”. Nicola Morini, capogruppo di Tiferno Insieme, è intervenuto sul comunicato Guerri-Gasperi: “Sulle quattro ore di consiglio on line c’era un accordo”. Emanuela Arcaleni, consigliere di Castello Cambia, ha aggiunto: “Stigmatizzo il comunicato perchè sia Gasperi, ma soprattutto la Guerri essendo in maggioranza, avete votato la sospensione. Quindi il comunicato era privo di credibilità e ha gettato discredito sui lavori del Consiglio dal momento che nessuno partecipa per motivi economici. Detto poi da chi ha sempre votato la sospensione dei Consigli essendo in maggioranza, è ridicolo.”.

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Proseguono, senza sosta le iniziative di solidarietà in favore degli anziani della Muzi Betti

Proseguono senza sosta, in questo momento di difficoltà, le iniziative spontanee di solidarietà verso gli anziani della Muzi Betti a Città di Castello. Questa mattina una donazione di guanti, nei giorni scorsi materiale per i laboratori. “Ringrazio, veramente di cuore tutti quelli che in questi mesi hanno avuto pensieri gentili verso i nostri ospiti.”, ha dichiarato, Andreina Ciubini, presidente della struttura ricordando come “in questi giorni sia stato messo a disposizione dei familiari un citofono, per consentire ai parenti e familiari, dalle vetrate non solo di vedere ma, anche di poter parlare e dopo tanto tempo riascoltare le voci dei loro cari.

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Rimborso Tari: prorogato il termine, si alza a 16 mila euro la soglia Isee


Rimborso Tari a Città di Castello: prorogato il termine e Isee più alto. Due bandi per ristori e tecnologia. Sarà prorogato il termine – inizialmente previsto domani 2 dicembre 2020 – delle domande di rimborso sulla Tari del 2019 per i tifernati con l’Isee sotto una certa quota, che fino ad oggi era di 10mila euro ma che “in vista della proroga sarà ritoccato al rialzo fino a 16mila euro, così da consentire un’estensione notevole della platea degli aventi diritto. Ci sono ancora risorse e ne metteremo altre per 12mila euro, arrivando a 42mila euro, per sostenere il reddito delle famiglie” annuncia l’assessore alle Politiche sociali Luciana Bassini, aggiungendo che “sempre domani come zona sociale pubblicheremo due bandi, finanziati con fondi europei dalla Regione Umbria, si chiamano Noi Insieme e Family Tech e intervengono economicamente a favore di persone che al momento della presentazione della domanda non hanno reddito. Noi insieme prevede che il contributo sarà dato come voucher per beni alimentari o di prima necessità per 2400 euro più 300 euro per costi di utenze. Ci sarà un elenco di esercizi su scala di zona disponibili a prendere voucher. A questo si aggiunge un percorso per uscire dal bisogno. C’è poi il Family Tech, per ridurre il divario digitali nelle famiglie dove ci sono minori: un voucher da 600 euro, incompatibile con la misura governativa e anche in questo caso ci sarà un elenco”. Bandi e domande on line sul sito del comune di Città di Castello, www.cittadicastello.gov.it.

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Citerna: cimiteri comunali, lavori di manutenzione straordinaria per 118 mila euro. Decisione approvata all’unanimità in Consiglio

Sabato 28 novembre si è riunito il Consiglio comunale di Citerna, per la prima volta in modalità videoconferenza-streaming. L’Amministrazione comunale ha portato un’importante variazione di bilancio all’ordine del giorno, si tratta di un finanziamento di circa 118.000 euro per la manutenzione straordinaria dei tre cimiteri comunali. L’ordine del giorno della variazione proposta dalla maggioranza è stato approvato all’unanimità da tutto il consiglio comunale.
Il sindaco Enea Paladino interviene così sulla manutenzione straordinaria dei tre cimiteri comunali. “Una scelta – spiega il primo cittadino – che rivendichiamo con orgoglio quella di intervenire per risolvere annosi problemi d’infiltrazioni andando a sistemare le coperture dei nostri cimiteri, ampliare e costruire nuove tettoie, risolvere problemi dei fossi laterali ai cimiteri, imbiancature e sistemazione delle strutture. È importante tutelare i luoghi sacri che rappresentano le radici della comunità. Ringrazio tutte i gruppi consiliari sia di maggioranza che di opposizione per aver votato favorevolmente dando un bel segnale di coesione alla popolazione in questo difficile momento”.
Nel corso della seduta l’assessore al bilancio, Paola Giannelli, ha spiegato nel dettaglio l’intervento, precisando che “la manutenzione straordinaria dei tre cimiteri comunali, per un importo complessivo di 118.000 euro, sarà finanziata in parte mediante applicazione di una quota dell’avanzo di amministrazione destinato ad investimenti e, il resto, con fondi propri derivanti da economie sia di parte investimenti sia di parte corrente”.
“Votiamo convintamente questa variazione – ha detto il capogruppo di Civica Libera Tutti, Romano Ceppodomo – perché investire sui nostri cimiteri è segno di civiltà, oggi siamo quello che siamo grazie ai nostri cari defunti che oggi abitano lì ed è giusto dare a loro la dignità che gli spetta”.
Il vicesindaco ha inoltre illustrato tutte le opere pubbliche e gli interventi che l’amministrazione comunale ha concluso e che sta portando avanti nonostante il difficile momento economico.

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Sansepolcro in Azione: accedere subito al MES per migliorare i servizi delle strutture sanitarie periferiche, la medicina del territorio e il tracciamento dei contatti dei positivi al Covid-19

“Alla provincia di Arezzo spetterebbero 212,75 milioni di euro su 2,3 miliardi a disposizione della Toscana (dei 37 totali a livello nazionale) se il MES fosse disponibile. Azione sostiene da tempo la necessità di accedere subito alle risorse del MES, che potrebbero essere utilizzate in prevalenza per la medicina territoriale e per migliorare tutti i servizi a disposizione dei cittadini italiani, toscani ed aretini. A chi sostiene, che il MES non serve Azione risponde che accedere a questo fondo comporterebbe l’arrivo di risorse finanziarie di notevole entità, delle quali si gioverebbe l’intera Nazione. Di questi giorni sono le notizie locali che fanno capire come di questi denari ne abbia bisogno anche la Provincia aretina, permettendo la revisione delle strutture sanitarie delle “aree interne” e periferiche, potenziando le Case della Salute, che sono il luogo “vicino” ai cittadini, dove si possono trovare i servizi socio-sanitari di base offerti dal Sistema sanitario regionale, importantissime per evitare il sovraffollamento sulle strutture ospedaliere delle città principali e potendo subito razionalizzare il servizio erogato dai medici di medicina generale e incrementare e migliorare anche le attività di tracciamento dei contatti dei positivi Covid-19. A chi lamenta che si tratta di debito, Azione risponde che il tasso d’interesse per il “MES Sanitario”, sarebbe dello 0,08% nel caso di una scadenza a dieci anni (praticamente interessi zero). Con i rendimenti attuali dei titoli di Stato, farebbe risparmiare all’Italia circa 4,8 miliardi rispetto a un prestito che l’Italia dovesse cercare sul mercato collocando titoli di Stato. Quei 4,8 miliardi risparmiati, sarebbero un margine economico per investire nella scuola, nella sicurezza, nella spesa sociale, in grandi opere o nella riduzione dell’enorme debito pubblico. Al contempo i soldi che attualmente devono comunque essere usati sulla sanità (per buona parte sempre in deficit), potrebbero essere usati per ristorare le attività più colpite dalla pandemia e per il rilancio economico post pandemia. È un danno alla collettività nazionale respingere risorse finanziarie utili per potenziare il sistema sanitario in questo momento di crisi sanitaria mondiale, solo per l’assurda ideologia dei 5 Stelle e per l’incapacità del PD di prendere una posizione chiara e definita in merito e tutto a discapito dei cittadini.

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Cambia di nuovo la geografia del parlamento tifernate: l’assessore Bartolini si dimette. Schiattelli e Bartolini nel gruppo civici per Città di Castello, esordio del consigliere Baglioni in quota Lega

Si è dimessa, durante le comunicazioni del consiglio comunale di Città di Castello di lunedì 30 novembre 2020, l’assessore Monica Bartolini, assessore al Patrimonio e ai Servizi Demografici, Viabilità e Partecipazione. Durante le comunicazioni, l’assessore ha letto una dichiarazione in cui ha spiegato le ragioni: “Ho pensato molto prima di rassegnare le mie dimissioni dalla Giunta dopo aver saputo delle dichiarazioni lesive della dignità della mia persona, delle risultanze dell’incontro e dei giudizi espressi sul mio conto e sul mio operato che sono il segno della sfiducia del sindaco nei miei confronti. Ho sempre riconosciuto i miei limiti ma vorrei che tutti gli amministratori avessero la capacità e l’umiltà di conoscere i loro. Sono rimasta molto turbata dalle parole usate dal sindaco in un importante riunione di maggioranza. Da un sindaco tutti dovrebbero aspettarsi toni e giudizi che aiutino a superare i problemi non a esacerbarli. La sfiducia voglio rivolgerla a lui. Non è possibile lavorare per così tanti anni prendendo decisioni senza consultare non solo la giunta ma neanche la maggioranza, so che sono parole pesanti. Se la maggioranza ha perso così tanti elementi, possibile che siano tutti episodi di protagonismo? Le scelte sono state politiche. La crisi della città si è inasprita con la pandemia. La guida è incerta ed autoreferenziale. Mi assumo ogni responsabilità di questa dichiarazione. Ma non posso tacere. Ringrazio Giovanni Procelli che mi ha sempre sostenuto, i colleghi del consiglio e i funzionari comunali”. Giovanni Procelli, capogruppo della Sinistra, ha lasciato i lavori del consiglio, precisando che “non era forse il momento di anteporre queste motivazioni, alla crisi del Covid, ma dopo la scelta dell’assessore Bartolini, lascio i lavori del consiglio”. Nella stessa seduta i consiglieri Filippo Schiattelli e Luigi Bartolini, entrambi del Gruppo Misto, hanno costituito il gruppo Civici per Città di Castello”. Il consiglio ha anche surrogato la consigliera della Lega Rachele Polidori con Giorgio Baglioni, che insediandosi ha dichiarato: ““E’ un onore essere qui. Ringrazio chi quattro anni fa mi ha dato fiducia e cercherò di essere utile. Cercherò anche di rappresentare soprattutto i giovani e il punto di vista della Lega, facendo un’opposizione seria e responsabile”.
Sulle dimissioni dell’assessore Bartolini, Mirco Pescari, capogruppo del PD, ha detto: “rimango spiazzato dalle parole di Monica. Esprimo la mia solidarietà personale”. Nicola Morini, capogruppo di Tiferno Insieme: “Ormai sembra uno stillicidio, ogni consiglio comunale c’è una defezione, dalla maggioranza ora è passata alla Giunta. Sappiamo del nuovo Gruppo formato dai consiglieri Filippo Schiattelli e Luigi Bartolini. L’assessore ha usato le parole di chi l’ha preceduta nell’addio. Sia in maggioranza che in Giunta non potete fare finta di non vedere. Non fa bene a nessuno. La cartina di tornasole sta nella diatriba interna. Vi siete incartati anche nel Lascito Mariani, ora chi lo vuole per il Covid, chi per l’ospedale. Avete sbagliato un rigore a porta vuota e questo fa male alla città”. Emanuela Arcaleni, consigliere di Castello Cambia, ha dichiarato: “Sulle crisi di Giunta con le dimissioni della assessore Bartolini e sull’abbandono dei lavori del consigliere Procelli, è ormai evidente la profonda difficoltà di questo sindaco e della sua maggioranza: questa città non si merita questa estrema precarietà di governo”. Filippo Schiattelli, alla sua prima uscita come consigliere di Civici per Città di Castello “C’è un problema evidente. Il sindaco sorrideva quando parlava l’assessore Bartolini e questo mi lascia sgomento. E’ facile usare strumenti propagandistici per inseguire carriere politiche future? Quanto è avvenuta l’ultima riunione di maggioranza per discutere dei problemi della città? Anche nell’ultima non mi risulta che abbiate parlato di cose concrete. Lei sindaco si sta dimostrando un problema per questa città”. Gaetano Zucchini, capogruppo del Gruppo Misto, ha detto: “Le dimissioni di Bartolini mi lasciano profondamente lacerato. Ma ribadisco che è il momento di serrare le file in questa fase difficile della vita cittadina e portare avanti i progetti in essere”.
Il sindaco Luciano Bacchetta ha concluso: “Per quanto riguarda le dimissioni dell’assessore Bartolini, non intendo replicare per educazione. L’assenza perdurante per anni dell’assessore con le dimissioni ha un momento di chiarezza. Capisco i problemi personali ma non poteva durare. Mi dispiace che sia stata ammantata di politica. Io non ho mai mandato via nessuno ma da moltissimo tempo non poteva dare il suo contributo. Che ci sia egocentrismo o meno l’assessore non lo poteva sapere, non c’era mai. Per l’aspetto politico: se la maggioranza c’è bene, altrimenti il consiglio viene sciolto. Arriva il commissario e ognuno si assume le sue responsabilità. C’è stato un mandato popolare che alcuni consiglieri hanno disatteso. Il tempo è galantuomo. Ci sarà un momento in cui si potrà uscire dalla diplomazia e dare le spiegazioni. Non tirerò a campare, non è mio costume”.

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Sistema moda, un comparto in difficoltà che chiede attenzione

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Tra i settori che stanno subendo maggiormente la crisi economica c’è senza dubbio quello della moda. Il 2020 è un anno estremamente complicato per tutto il comparto ma, viste le premesse, anche il 2021 – perlomeno nei primi sei mesi – rischia di essere un anno in rosso.

A parlarne è Paolo Pernici, portavoce CNA Federmoda Arezzo: “Buona parte della stagione primaverile è rimasta nei magazzini, ciò significa che i negozi che non hanno venduto, non hanno comprato. Per contenere i costi, alcuni marchi non stanno producendo neanche il campionario, o lo stanno facendo in minima parte. Lo stesso si sta verificando ora con la stagione invernale, i negozi non vendendo abiti invernali, dunque non li ricompreranno, e così è compromessa anche la prima metà del 2021. Tradotto, questo significa che per la produzione la crisi è ancora più grave rispetto ai marchi, se questi accusano un calo dal 30 al 50%, la produzione è calata dal 40 al 60%”.

Non si fanno previsioni nemmeno su quando ci sarà una possibile ripresa: “Secondo alcuni si ricomincerà a salire da marzo – continua Pernici – e sempre che i vaccini funzionino. Mi sembra più realistico pensare che la ripresa riparta da settembre, però”.

Un settore in estrema sofferenza dunque, e l’aiuto non può che essere quello istituzionale: “Abbiamo chiesto un incontro alla Regione, questa crisi coinvolge tutta la filiera: se il negozio non vende, il marchio non ordina e la produzione è ferma. Considerando che il comparto moda rappresenta il 30% del manifatturiero in Toscana e che il 23% degli occupati del settore si trovano proprio nella nostra Regione, voglio augurarmi che la nostra richiesta di convocare gli stati generali venga accolta. Per questo ci siamo mossi assieme alle altre associazioni, non è il momento per le iniziative dei singoli”.

Pernici pone infine l’accento sulle forti peculiarità del comparto moda: “I finanziamenti regionali sono tutti orientati a sostenere l’industria 4,0. Ma il settore moda è fatto di una componente artigianale dalla quale non si può prescindere. Le piccole e medie imprese racchiudono il 60% degli occupati. Non sono il retaggio di un passato che sta scomparendo, sono il frutto delle richieste di mercato: la piccola impresa sa reagire meglio agli sbalzi produttivi. Perciò subordinare gli aiuti al rispetto dei paradigmi del 4.0 vuol dire ribaltare il concetto, non si può giudicare un settore a forte vocazione artigianale sulla base dell’introduzione di tecnologia avanzata. Le esigenze delle nostre aziende sono perfino banali: cambiare i macchinari, rinnovare gli ambienti, fare formazione. Quello che chiediamo è che si guardi la realtà per quella che è: piccole e medie imprese sono fondamentali per il sistema moda e devono essere aiutate”.

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Lega Umbertide, il segretario Vittorio Galmacci: “Il Pd di Umbertide e i suoi soci sulla sanità si svegliano dopo 20 anni di letargo. Ribadiamo ancora una volta che passata l’emergenza tutti i servizi sanitari torneranno come prima”

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“Ancora una volta il Pd e i suoi soci hanno provato a strumentalizzare il tema della sanità locale. Ben svegliati! Dopo 20 anni di silenzi e di accondiscendenze, di diktat imposti dai loro compagni di partito quando governavano l’Umbria ed erano ai vertici della sanità regionale, si accorgono solo ora che l’ospedale di Umbertide è stato depotenziato”.

Ad affermarlo è il segretario della Lega Umbertide, Vittorio Galmacci, che aggiunge: “Ma come? Prima andava tutto bene e adesso fanno finta di non aver nulla a che fare con coloro che hanno ridotto la sanità locale così come si trova. Ci vuole una bella faccia tosta a dire queste cose. Avete sconfessato gli ultimi venti anni della vostra azione politica e non ve ne siete accorti. Chissà cosa penseranno, appena lette le vostre esternazioni, i vostri padri politici, coloro che mentre smantellavano la sanità locale voi accoglievate in città con tutti gli onori, come se fossero degli eroi e invece nell’ombra smontavano pezzo per pezzo i servizi”.

“Ma il fatto più divertente è un altro – prosegue Vittorio Galmacci – Il Pd si trova a fare fronte comune con chi lo ha sempre osteggiato, soprattutto in tema di sanità, come Umbertide Cambia e Movimento 5 Stelle. Per loro, quindi, non è mai esistito lo scandalo Sanitopoli e da un po’ di tempo a questa parte è come se volessero chiedere scusa in qualche modo ai loro  vecchi avversari. È stata una vera e propria fiera dell’ipocrisia, un tranello strumentale che abbiamo subito scoperto.

Noi siamo sereni e non smetteremo mai di affermarlo – continua Vittorio Galmacci – perché le attuali autorità sanitarie competenti ci hanno detto fin dall’inizio che una volta terminata l’emergenza la sanità locale tornerà a operare come prima e non verrà toccato alcun servizio. Basta fare solo alcuni semplici esempi. Vi ricordate la situazione del pronto soccorso? Il Pd e i suoi fiancheggiatori dicevano che non avrebbe più riaperto. E invece è tornato attivo 24 ore su 24. Bisogna quindi diffidare di chi fa solo propaganda politica pensando unicamente a una futura campagna elettorale e non attua il senso di responsabilità, che in certi momenti è fatto di silenzi e operosità, per stare vicino alla nostra comunità”.

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“L’interesse è tutelare l’ambiente e realizzare quest’opera strategica”. La nota dell’amministrazione sul blocco dei lavori relativi al secondo ponte

L’amministrazione comunale di Sansepolcro sta lavorando con i propri uffici per risolvere al più presto ogni eventuale problema e per consentire un’immediata ripresa dei lavori relativi alla costruzione del secondo ponte sul Tevere.

Al netto quindi di quanto contestato e del percorso delineato dalle forze dell’ordine, l’interesse dell’amministrazione è di garantire la massima tutela ambientale e di realizzare, nel più breve tempo possibile, quest’opera strategica per la città.

Confidiamo in una ripresa dei lavori molto celere e nel superamento delle criticità segnalate, che in una fase davvero iniziale dei lavori verranno prese nella massima considerazione e trattate con l’urgenza del caso. Su questo gli uffici comunali, la direzione dei lavori e la ditta sono già impegnate in tutte le attività necessarie.

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“Festa della Toscana”, si accendono le luci su Palazzo delle Laudi

Anche la Festa della Toscana è dovuta sottostare alle regole anti Covid e così il programma delle iniziative, solitamente organizzato dal Comune di Sansepolcro, ha subito alcune modifiche rispetto al calendario tradizionale.

Il Borgo ha iniziato ieri sera a celebrare la ricorrenza, con Palazzo delle Laudi illuminato di bianco e rosso, i colori della Toscana. L’accensione delle luci si ripeterà anche stasera.

Questa mattina, tramite piattaforma virtuale, l’amministrazione comunale si è confrontata con gli studenti delle quinte classi delle scuole superiori. “Ogni anno organizziamo un incontro con gli studenti che hanno compiuto 18 anni, durante il quale vengono loro consegnate la Costituzione Italiana e la tessera elettorale – ha spiegato il sindaco Cornioli alle decine e decine di ragazzi collegati – Dato che non è stato possibile prevedere un confronto di persona a causa dei protocolli anti Covid, la Costituzione vi è stata inviata per posta e questa mattina, con l’assessore Marconcini ci “incontriamo” virtualmente con voi per ribadire l’importanza della Festa, che ricorda come in Toscana nel 1786, per la prima volta al mondo, Pietro Leopoldo D’Asburgo abbia abolito la pena di morte e la tortura, promulgando un nuovo codice penale (Codice Leopoldino). Un segno di civiltà e di lungimiranza che fa onore alla nostra terra”.

L’assessore Marconcini ha poi fatto un quadro storico della ricorrenza, sottolineando l’importanza della Festa e dei diritti, “che servono a creare una società migliore, anche attraverso la cittadinanza attiva. Sono concetti che si legano in modo indissolubile a quello di libertà. La libertà è come la salute: finchè c’è va tutto bene e forse nemmeno ce ne rendiamo conto. Proprio come sta succedendo con la pandemia, che ci ha privati delle nostre libertà fondamentali. Di sicuro, adesso le apprezzeremo di più”.

Il sindaco ha quindi sottolineato che leggere la Costituzione è un passaggio fondamentale nella vita di ogni italiano ed ha invitato gli studenti a farla propria: “Contiene diritti e doveri: leggerla ci aiuta a creare il senso di civiltà e di cittadinanza. E voi, giovani, siate cittadini del mondo. Ci auguriamo che la pandemia finisca presto e vi consenta di volare dove e come volete”.  

I partecipanti alla videoconferenza hanno anche seguito il saluto che il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo ha voluto inviare a tutte le scuole.

In occasione della Festa della Toscana si ricorda che Sansepolcro, in collaborazione con l’associazione “Cultura della Pace”, fa parte della rete “Cities for life”, organizzata e voluta dalla Comunità di Sant’Egidio. Attraverso questo progetto, la città ha “adottato” due condannati a morte detenuti in Texas. L’obiettivo è di creare una rete per una nuova cultura della vita, affinchè nel mondo non ci sia più la pena di morte.

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