Stato delle pavimentazioni del centro storico con particolare attenzione a quelle installate negli ultimi venti anni in pietra; è questo l’oggetto di un’interpellanza presentata da Vittorio Vincenti, consigliere di Tiferno Insieme a Città di Castello nella quale si legge “Negli ultimi venti anni la città è stata oggetto di rifacimento della pavimentazione delle vie principali del centro storico quali via XI settembre, via Fucci, Via Scatorbia, Via Mario Angeloni, Piazza Matteotti ed altre con l’uso di pietra detta serena proveniente da diverse cave dell’Appennino. Di fatto non è mai stata progettata una regolamentazione del traffico nel centro storico negli e lo stato delle pavimentazioni in pietra serena, come quella di Via XI settembre e in piazza Matteotti, sono in avanzato stato di degrado con la formazione di evidenti avvallamenti e evidenti screpolature superficiali. Risulta ancora oggi che via XI settembre e piazza Matteotti siano percorse da insistente traffico, piazza Matteotti e piazza Fanti sono usate per i mercati bisettimanalmente e il traffico di mezzi e la pulizia con pesanti spazzatrici sia la prassi. Via San Florido è nella stesa situazione di traffico pesante”. Su questo argomento Vincenti vuole sapere dalla Giunta “se esiste un progetto di dettaglio allegato alle progettazioni delle pavimentazioni dove si evince che la pavimentazione scelta sia adatta a traffico veicolare intenso come quello di via XI Settembre. Ci sono prove di accettazione dei materiali di tali pavimentazioni e come sono state svolte da parte dei vari direttori che si sono susseguiti in tali lavori? Era stato previsto nella progettazione delle piazze principali una destinazione d’uso come aree di mercato con i conseguenti pesi? In caso nelle zone di San Florido e via Marconi vi siano problemi di durabilità delle suddette pavimentazioni, ci sono polizza o garanzia da parte delle imprese che hanno installato le pavimentazioni? Il comune per mezzo degli uffici tecnici ha in programma di mettere a bilancio o programmare una sistemazione della parti più ammalorate delle vie XI settembre e dei Fucci e delle zone delle piazza principali? Ed infine Vincenti chiede se “comune e la presente amministrazione abbiano in mente di regolamentare i traffici di mezzi nel centro storico per mezzo di una zona a traffico limitato e quali siano i tempi”.
Covid-19 a Città di Castello: Bacchetta “ieri ben 42 guariti a fronte di 17 nuovi positivi. La mostra dei presepi, purtroppo, non si potrà svolgere”
“L’Usl Umbria 1 ci ha comunicato che ieri ci sono state ben 42 persone guarite e 17 nuovi positivi”. Il sindaco Luciano Bacchetta ha sottolineato l’aggiornamento di oggi della situazione dell’emergenza da Covid-19 a Città di Castello, sostenendo che, “se la forbice sempre più consistente tra persone guarite e nuove positività conferma una speranza ed è un segnale importante, è anche vero che dobbiamo continuare a essere molto prudenti, perché il numero dei nuovi positivi è ancora alto ed è la prova che la capacità di trasmissione del Coronavirus è ancora intatta e pericolosa”. “Il dato tifernate è sicuramente incoraggiante rispetto a alla media nazionale e regionale, visto che il numero dei positivi dal punto di vista percentuale è molto più basso che altrove”, ha ribadito il sindaco, che ha osservato: “possiamo iniziare a ragionare in maniera cauta, prudente e responsabile attorno alla data del 3 dicembre prossimo, quando scadranno i termini previsti per la zona arancione in Umbria ed è possibile che alcune restrizioni vengano allentate, vengano presi alcuni provvedimenti in funzione della nuova fase che si deve aprire e che dovrà comunque essere all’insegna della prudenza, perché il virus va contrastato in maniera efficace e alcune ipotetiche riaperture che si potrebbero verificare per dare respiro all’economia dovranno essere gestite con la massima cautela”. In questo contesto Bacchetta ha annunciato che “purtroppo, al pari di tante alte iniziative, la bella mostra dei presepi che ha fatto di Città di Castello una delle principali realtà espositive di questa magnifica arte nel nostro paese non si potrà tenere, per l’esigenza di rispettare le norme anti-Covid e soprattutto per le limitazioni sulla circolazione fra regioni”. “L’appuntamento sarà per l’anno prossimo e gli amici dei presepi, che sono molto appassionati, cercheranno di recuperare quello che si è perso quest’anno”, ha precisato il primo cittadino. Bacchetta ha, quindi, concluso ponendo l’accento su due iniziative che hanno denotato “una positiva collaborazione tra istituzioni e altri soggetti cittadini, che è molto importante in un momento simile perché è fondamentale dimostrare la massima compattezza e la convinzione nell’unità di intenti”. “Il primo circolo didattico, con la scuola di Rignaldello, usufruisce dei locali della nostra Pinacoteca comunale per lo svolgimento delle lezioni, una bella idea del dirigente Belardinelli, che consente ai bambini di continuare a svolgere la propria attività didattica in maniera sicura, ma anche originale e diversa”. “Non è da tutti andare a scuola e fare lezione all’interno del nostro bellissimo museo, per cui vanno ringraziati gli ideatori”, ha detto Bacchetta. “I lavori del ‘drive through’ del Centro Servizi di Cerbara sono stati ultimati brillantemente e il servizio è pienamente operativo, offrendo la possibilità di svolgere i tamponi in sicurezza e procedendo in modo spedito con la propria attività”, ha evidenziato il sindaco.
Manutenzione piazze e aree centro storico: Secondi risponde all’interpellanza di Schiattelli (Misto) ” investimenti per quasi 20 milioni di euro”
Nel consiglio comunale di Città di Castello del 16 novembre 2020, con una interpellanza il consigliere del Gruppo Misto Filippo Schiattelli ha chiesto al sindaco Luciano Bacchetta e alla giunta “la possibilità di inserire nel piano annuale delle opere pubbliche 2020 un’adeguata cifra al fine di dare degna sistemazione” a piazza san Giovanni in Campo, via Luca Signorelli e al loggiato Celso Ragnoni in piazza Fanti. Per Schiattelli in piazza San Giovanni in Campo si tratterebbe di procedere al “rifacimento completo del solo lastricato ammalorato, magari scegliendo un tipo di pietra comunque diversa dal porfido argentato non adatto al centro storico, poiché i sottoservizi furono rinnovati negli anni ’80-’90 in occasione del rifacimento dell’intera piazza”. Per via Luca Signorelli il suggerimento di Schiattelli è di eseguire “una semplice manutenzione adeguata ai luoghi con riprese di sampietrini montate a regola d’arte al posto del catrame”, mentre per il loggiato del palazzo dell’ex pretura l’ipotesi di intervento potrebbe consistere in “una semplice e definitiva scrostatura e ritinteggiatura del solaio, oltre che delle pareti laterali, anche al fine di ricoprire tutte le brutte scritte oggi presenti”. “Il Comune –ha concluso Schiattelli – sta investendo molto nel centro storico ed è proprio per questo che non dobbiamo consegnare ad altri argomenti che potrebbero ritorcersi contro di noi e che invece, con limitati e modesti interventi, porterebbero il centro storico a quella visibilità che è già conosciuta ed apprezzata da tutta Italia e dal mondo”. Nella replica Luca Secondi, vicesindaco e Assessore ai Lavori Pubblici, ha detto “Alcune segnalazioni riguardano il decoro come nel caso del Palazzo del Podestà, altri implicano la manutenzione straordinaria. Abbiamo progettato per la manutenzione straordinaria di sanpietrini e di pietre rispettando il materiale e il contesto. Li presentiamo ai bandi finalizzati al ripristino completo. Il rattoppo a volte è fatto dalle squadre operative, in questo periodo impiegate soprattutto per l’edilizia scolastica. Gli interventi segnalati sono noti e si interverrà. Le telecamere hanno diminuito agli atti vandalici. Ringrazio per i punti che ha posto che sono priorità anche dell’Amministrazione e siamo al lavoro per dare seguito”. Marcello Rigucci, consigliere del Gruppo Misto, ha detto: “La situazione delle strade è disastrosa, abbiamo una normativa di tutela al centro storico ma poi viene elusa. Tutti fanno quello che vogliono sull’arredo”. Vincenzo Bucci, capogruppo Castello Cambia: “L’amministrazione ha accumulato ritardi su centro storico, pavimentazioni. Il problema è la politica verso il centro storico, comprese le barriere architettoniche”. Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia, ha detto: “Negli ultimi anni si è fatta una politica che ha privilegiato grandi contenitori fuori dal centro storico e il decadimento, l’abbandono del centro storico è aumentata, facendo perdere attrattività anche commerciale. Schiattelli ha ragione ma i suoi punti sono l’inizio. Un amministratore che volesse essere rieletto, farebbe un piano di rilancio da sottoporre a categorie e cittadini”. Vittorio Vincenti, consigliere di Tiferno Insieme, ha dichiarato: “Il rattoppo delle buche di via Luca Signorelli dal 2006 nel 99% intervengono sui sanpietrini con l’asfalto. L’edilizia scolastica non c’entra. C’è una generalizzata disattenzione a tutti i livelli, politico e delle persone, del centro storico. Sulle Logge: è incredibile abbiamo preso mutui per le porte antipiccione, l’ascensore, i bagni ed adesso dobbiamo ricorrere ai lavori socialmente utili? Le telecamere risolvono tutto? Usiamole per sciogliere gli assembramenti dei giovani nel centro storico. L’amministrazione deve dare input, i vigili devono fare il loro lavoro, speravamo sul nuovo comandante ma forse il centro storico non porta voti? Serve solo per Estate in città? E’ un gran peccato”. Marco Gasperi, consigliere del Gruppo Misto, ha concordato con chi lo ha preceduto ed ha introdotto la problematica “bassa densità demografica e alto indice di superficie. Negli anni ho rivalutato l’operato dell’assessore Secondi anche nel miglioramento dell’accesso ai finanziamenti. Propongo di partecipare ai bandi per l’arredo urbano, perché un centro storico in ordine è di persè attrattivo”. Nella replica Secondi ha detto “la manutenzione ordinaria non risolve quella straordinaria che dà risposte definitive. Come ha colto Gasperi, in un territorio vasto come il nostro non possiamo intervenire solo con la manutenzione ordinaria. Abbiamo avuti tagli alla spesa corrente per 10 milioni di euro, dobbiamo reperire nei bandi tutte le risorse possibili e pianificare. Palazzo Bufalini, piazza dell’Archeologia, le Mura che finanziamo noi, il Palazzo Comune per circa 20 milioni di euro. Il canale è la manutenzione straordinaria. I mutui vanno utilizzati ma con intelligenza”.
Le mascherine “luxury” di Tela Umbra stanno facendo il giro del mondo grazie ad un ampio reportage realizzato dall’associated press
Le mascherine glamour “Luxury” griffate Tela Umbra stanno facendo il giro del mondo grazie ad un ampio reportage realizzato dai videogiornalisti, Francesco Sportelli e Luigi Navarra per “The Associated Press”, di cui fa parte APTN (The Associated Press Television News), la prima agenzia di stampa internazionale con sede negli Stati Uniti d’America. L’Associated Press è una cooperativa di organi d’informazione (circa 1700 giornali e 5000 emittenti radiotelevisive), con 242 sedi che coprono oltre 120 paesi del mondo. Un servizio di oltre sei minuti (allegato) realizzato all’interno del laboratorio della Tela Umbra in pieno centro storico, che immortala tutte le fasi di lavorazione della mascherina da “sera” per le grandi occasioni uscita fuori dai telai dell’800 un capolavoro della tradizione tessile ispirato al momento che il Paese sta vivendo. “Luxury”: si chiama così la mascherina prodotta dal laboratorio “Tela Umbra”, già divenuta oggetto di tanti “mi piace” sul web (profilo Instagram in particolare), con richieste della stessa arrivate anche da ogni parte del mondo. La mascherina è realizzata con tessuto in puro lino e filo dorato: ogni pezzo è unico, essendo lo stesso costruito a mano e proprio per questo il prodotto è proposto in “Limited edition”. Il reportage che ora è a disposizione degli organi di informazioni piu’ importanti in Europa ed America inoltre racconta anche la affascinante storia di Tela Umbra attraverso i volti e lo voci delle sei socie lavoratrici e del presidente, il Professor Pasquale La Gala che ha evidenziato la straordinaria opportunità offerta da questa ulteriore occasione di promozione internazionale del laboratorio per far conoscere la secolare tradizione tessile tifernate. Il sindaco, Luciano Bacchetta, nel ringraziare “gli organi di informazione a tutti i livelli per il prezioso lavoro che svolgono nel raccontare e far vedere le bellezze e peculiarità uniche che Città di Castello con orgoglio annovera”, ha evidenziato come “ancora una volta la città grazie ai suoi gioielli storico-artistici sta facendo il giro del mondo in un momento difficile per tutti.” CDCNOT/20/11/26//COMINLINEA/483/GGAL
TELA UMBRA
Il laboratorio Tela Umbra, fondato nel 1908 dalla baronessa Alice Hallgarten e dal marito Leopoldo Franchetti, è un’esperienza storica e produttiva unica al mondo. È l’unico laboratorio nel quale vengono prodotti artigianalmente manufatti utilizzando lino puro, lavorati su telai manuali di fine ‘800, utilizzando disegni originali di epoca medioevale e rinascimentale. Alice Hallgarten Franchetti, giovane americana innamorata dell’Italia, passa interi pomeriggi camminando nelle campagne, in visita a povere case dove analfabetismo e malattie rendono ancora più difficile una vita già dura. Incontra donne che le narrano degli stenti cui sono costrette le loro famiglie mentre, sedute al telaio, tessono stoffe con arte e perizia tramandate per generazioni. È da quegli incontri che scaturisce la passione che maturerà radicalmente la vita di Alice e di quante la seguiranno nell’impresa. Prende vita, già chiara in lei, l’intuizione di consentire alle madri di esercitare quell’arte come in casa, accanto ai loro bambini; ma questa volta con strumenti efficienti, in un ambiente sano ed organizzato come impresa in grado di sostenersi negli anni. Nasce in quel momento quel particolarissimo esempio di integrazione tra arte ed umanità che ancora oggi vive con il nome di Tela Umbra.
Ad In Primo Piano. Fabbio Battistelli
Torna In Primo Piano. Ospite del programma condotto da Michele Tanzi ed in onda questa sera dalle ore 21,15 su Retesole (Ch 13) il maestro e docente al conservatoriuo di Firenze, Fabio Battistelli
Covid-19 nel Comune di Umbertide: Carizia” oggi 12 guariti e 9 nuovi positivi”
“L’aggiornamento odierno vede dodici nostri concittadini guariti dal Covid-19 e nove casi di positività. Alla data di oggi gli umbertidesi positivi sono 155, di cui 147 si trovano in isolamento domiciliare e otto sono ricoverati in strutture sanitarie”: lo rende noto il sindaco Luca Carizia.
Covid-19 a Sansepolcro: Cornioli “oggi contiamo 4 nuovi positivi. Serve attenzione, uscire di casa solo se necessario”
“A Sansepolcro i casi odierni di positività al Coronavirus sono 4, come comunicato dalla Asl.
Il numero di nuovi casi positivi nella Sud Est, invece, è 133 di cui 97 nella provincia di Arezzo (per i quali sono stati effettuati 2132 tamponi).
Nell’Aretino, le persone positive in carico sono 2787 e oggi si registrano 16 guarigioni.
Torno a ripetere quanto già detto nei giorni scorsi perchè è importante che il concetto sia chiaro: in caso di presenza di sintomi riconducibili al Covid, la persona deve essere isolata dalla famiglia il più possibile. E’ rischioso e da irresponsabili uscire da casa, il contagio viaggia velocissimo.
La stessa attenzione la devono avere i familiari della persona, almeno fino al responso (negativo) del tampone”.
Sansepolcro: “no alla violenza”, 4 panchine rosse e un mazzo di rose inatteso
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Una mattina di gesti importanti. Non solo quello di mettere a disposizione della comunità alcune panchine rosse per dire “No” alla violenza sulle donne. C’è stato un altro gesto che ha colpito fortemente le persone presenti oggi all’inaugurazione delle panchine a Sansepolcro.
Una donna del Borgo, che ha voluto rimanere anonima, ha fatto recapitare dalla fioraia 4 rose rosse, una per ogni panchina. Un segno, un pensiero che ha commosso tutti e che dimostra come le azioni di sensibilizzazione non debbano mai fermarsi.
La prima panchina è stata collocata nei giardini di viale Osimo, davanti alla scuola. E’ stata realizzata alcuni anni fa dagli operai del Comune che l’hanno presa in “custodia”. Questa mattina ha trovato la sua collocazione definitiva e in questa occasione è stata preparata una pergamena per Enzo Mazzoni, ex capo squadra degli operai del Comune che tanto a cuore aveva preso questa iniziativa.
Poi la seconda parte della cerimonia si è tenuta in piazza Torre di Berta, alla presenza di alcuni componenti del Comitato “Le ragazze e i ragazzi del ‘60”, che hanno donato tre panchine, decorate da una targa e un paio di scarpette rosse, in ricordo delle tre vittime di femminicidio che il Borgo porta sempre nel cuore: Alexandra, Katia e Silvia.
“Nonostante il periodo difficile, in cui poco ci è consentito di fare, questa mattina ha un valore importantissimo – ha commentato l’assessore alle Pari Opportunità Catia Del Furia – Vorrei ringraziare tutti coloro che si sono spesi per queste iniziative e, sinceramente, grazie anche alla donna che ha donato le 4 rose. Per noi è stato un gesto che non ha eguali perché anonimo, inaspettato e venuto dal cuore. Purtroppo la pandemia sta provocando gravi conseguenze anche sul fronte della violenza sulle donne. Dobbiamo lavorare sull’educazione e la cultura delle persone, dobbiamo garantire alle donne gli strumenti e l’opportunità di denunciare. E’ un cammino lungo e difficile ma è necessario portarlo avanti, anche grazie alla sinergia tra enti ed associazioni. E proprio con loro, in tutti questi anni, abbiamo lavorato. Il mio ultimo ringraziamento va alle associazioni che trovano rappresentanza in seno alla Commissione Pari Opportunità, la Fidapa, l’Inner Wheel e il Soroptimist”.
Oltre a sostenere le iniziative promosse dall’amministrazione, queste realtà hanno infatti organizzato progetti importanti a sostegno della lotta contro la violenza di genere. “In particolare – conclude l’assessore Del Furia – ricordo l’iniziativa ‘Clementine Antiviolenza – Sosteniamo i centri antiviolenza della Rete D.i.Re.’, promossa dal Soroptimist che permette, attraverso un acquisto on-line nel suo sito ufficiale, di sostenere i centri antiviolenza, compreso il Pronto Ascolto Donna che opera a livello territoriale, e ‘NOICISIAMO 2.0’, la campagna realizzata da Fidapa per la distribuzione di volantini informativi sull’operatività del centro territoriale antiviolenza – che, anche nel periodo di lock down ha sempre continuato a dare risposte. I volantini vengono distribuiti nelle farmacie, nei supermercati e negli ambulatori medici”.
Sansepolcro è contro la violenza di genere e continuerà con impegno a promuovere azioni di sensibilizzazione, anche grazie a queste straordinarie realtà e persone.
Città di Castello: se non c’è spazio la scuola va in Pinacoteca. Nell’anno di Raffaello, la primaria di rignaldello si trasferisce nelle aule del museo
A Città di Castello se non c’è spazio, la scuola va in Pinacoteca. Nell’anno del Covid e di Raffaello, le classi della primaria di Rignaldello da qualche giorno stanno facendo lezione in Pinacoteca, il museo che tra le altre opere preziose custodisce lo Stendardo Processionale del grande maestro rinascimentale, di cui quest’anno si sarebbe dovuto celebrare il Cinquecentenario della morte. Gli spazi del plesso di Rignaldello non garantivano una didattica adeguta in sicurezza e la soluzione è stata trasferirsi nel museo, che attualmente è chiuso per le stesse norme anticovid. “Non è mai capitato ma chissà che non diventi una prassi, anzi una best practise, in futuro” commentano l’assessore alla Cultura Vincenzo Tofanelli e l’assessore ai Servizi educativi Rossella Cestini. “Abbiamo accolto con entusiasmo questo progetto sperimentale consapevoli che il patrimonio dell’Ente può esser messo a disposizione della Comunità in questo periodo di emergenza favorendo attività innovative e garantendo la sicurezza e la salute nello svolgimento delle attività didattiche. Per i bambini poi sarà un’esperienza anche molto emozionale che speriamo li formi in modo positivo al loro rapporto con l’arte e con la bellezza. Di certo il museo per loro non sarà un corpo estraneo ma parte della loro quotidianità e della loro storia”. Scuola pilota per i nuovi ambienti di apprendimento Indire, non poteva che essere il Primo Circolo San Filippo ad avere questa idea: “Il corpo docente, assieme tutto il personale hanno accolto con entusiasmo questa sfida per garantire la scuola quanto possibile in presenza” dichiara il direttore del Circolo Massimo Belardinelli. “Crediamo fermamente che oggi più che mai sono necessarie soluzioni nuove a problemi nuovi, e come comunità scolastica abbiamo le professionalità da mettere in campo per garantire alla famiglie e alla didattica soluzioni innovative”. Oggi ad esempio, mercoledì 25 novembre, è la Giornata per l’eliminazione della violenza sulle donne e la maestra, la professoressa, Carla Orbi dalla sua aula ospitata nell’aula nuova della Pinacoteca sta affrontando questo tema di dura attualità: “Per ora tre giorni continuativi a settimana, la classe diventa il Museo, le attività curricolari si integrano con la cultura e la storia del Museo e dai libri di scuola passare all’esperienza concreta”. “Il nuovo regolamento sull’utilizzo dei beni patrimoniali pubblici si sta rivelando un ottimo strumento di gestione dei beni in questi difficili tempi” dichiara il Dirigente del servizio Musei e Istruzione Giuliana Zerbato “il distanziamento e la necessità di grandi spazi per svolgere attività in presenza diventa un imperativo imprescindibile. Questa esperienza pilota, una delle prime nel suo genere, in questo particolare momento, accoglie le sollecitazioni che Governo nazionale e Regioni hanno emanato con propri decreti e ordinanze: aprire nuovi spazi, utilizzare tutto il patrimonio esistente a favore della collettività, per superare presto questa difficile stagione di emergenza. Teatri, Cinema, Biblioteche possono rappresentare spazi polivalenti per le scuole ed istituti della Città. Grazie alla collaborazione con il gestore del Museo Il Poliedro società cooperativa di Città di Castello che da anni ha in gestione le strutture museali della città , il progetto è diventato realtà e destinato a far “scuola”.
Città di Castello: giornata per l’eliminazione della violenza sulle donne. Inaugurato il centro antiviolenza medusa.
Nel rispetto delle norme anticontagio e in concomitanza con la Giornata per l’eliminazione della violenza sulle donne, a Città di Castello è stata inaugurata la sede del Centro antiviolenza Medusa, che servirà tutte le donne dell’Alto Tevere. Si trova nel centro storico di Città di Castello in via Luca Signorelli, n. 12, e al varo di questo servizio erano presenti solo gli strettissimi addetti ai lavori: l’assessore alle Pari Opportunità tifernate, Luciana Bassini, in quanto Città di Castello è comune capofila a livello di zona sociale e rappresentava anche gli altri sette, Umbertide, San Giustino, Citerna, Monte Santa maria Tiberina, Montone, Pietralunga e Lisciano Niccone, la dirigente del Settore Giuliana Zerbato, la rappresentante del Centro delle Pari Opportunità Regione Umbria Stefania Pieracci, Maria Luisa Favitta per Rete Umbra Antiviolenza, Veronica Baldoni, in rappresentanza dell’associazione Liberamente Donna che gestisce il numero verde attivo 24 ore al giorno 3534164699.
“Questo risultato non scontato il frutto di un grande lavoro di squadra a partire dagli altri assessori della zona, gli uffici, l’associazione Liberamente Donna e le Farmacie comunali che hanno finanziato gli arredi, il Centro per le Pari Opportunità”. Voglio ringraziare tutti” ha detto l’assessore Luciana Bassini “Sarà un punto di riferimento per tutti e mentre lo andavano costruendo abbiamo sentito la vicinanza di tanti cittadini e cittadine.Il centro è a disposizione di chi si trovi, lei e i suoi figli, in una situazione di disagio. Si rivolga a noi e saremo in grado di aiutarla, lo stiamo già facendo in realtà. Il numero 3534164699 è attivo da qualche settimana e sta già ricevendo segnalazioni dal territorio. Se da un lato questo significa che il servizio funziona, dall’altro evidenzia una criticità anche in un contesto locale. Questo centro arriva alla fine di un percorso pluriennale, costellato di simboli, dalla panchina con le scuole, alla targa fino al numero e quindi ad una sede fisica, primo nucleo di una casa di accoglienza, che è il nostro prossimo obiettivo”. Veronica Baldoni per l’Associazione ha spiegato che il nome “Medusa è stato scelto perché questo mostro è il simbolo del ribaltamento di significati che spesso accompagna la violenza di genere. Medusa, una delle molte a cui Zeus fece violenza, fu trasformata in un’assassina anche se era solo una vittima. Dislocare le colpe è l’errore che facciamo spesso anche adesso, quando diciamo che alcune donne con i loro comportamenti istigano, provocano – giustificano – la violenza. Ma non è così: solo la donna è la vittima e il carnefice va cercato altrove”.
Il centro Medusa sarà aperto cinque giorni alla settimana a partire dal 30 novembre 2020. L’orario verrà comunicato nei prossimi giorni. Stasera al tramonto la torre civica si illuminerà di rosso per ricordare le donne vittime di violenza di genere e, in diretta Facebook, la giovane talentuosa interprete Sara Peli canterà un brano a sigillo di questa Giornata di sensibilizzazione 2020.
Covid-19 a Città di Castello: Bacchetta” ieri 17 guariti e 17 positivi, oltre al decesso di una persona di 91 anni”
“Nella giornata di ieri abbiamo avuto 17 nuovi positivi e 17 guariti, ma, purtroppo, anche una persona deceduta, un signore di 91 anni che si trovava nella propria abitazione e non era ricoverato in ospedale”. Nell’esprimere le condoglianze ai familiari del tifernate scomparso e la vicinanza alla famiglia nel lutto che l’ha colpita, il sindaco Luciano Bacchetta ha evidenziato come “il fatto che le ultime cifre di ieri si equivalgano confermi la tendenza ormai consolidata di una presenza ancora significativa di nuove positività, che testimoniano la circolazione del virus, ma anche di numerose guarigioni, che testimoniano come nella maggior parte dei casi la malattia passi più velocemente che in passato”. “Il decesso di un concittadino – ha aggiunto il sindaco – certifica invece che il Covid continua ancora a mietere vittime e che quindi dobbiamo essere prudenti, anche se la situazione complessiva permette di guardare in maniera più serena all’emergenza”. “Città di Castello è in Umbria e per l’Umbria è stata confermata fino al 3 dicembre la zona arancione, per cui le prescrizioni attuali, che sono molto prudenti e abbastanza limitanti, vengono prorogate”, ha osservato Bacchetta, formulando l’auspicio che “se i numeri continuano a scendere ci possa essere un presumibile e auspicabile passaggio a un regime meno complesso e difficile, che magari riporti l’Umbria a zona gialla”. “Stamattina – ha riferito il sindaco – abbiamo avuto un incontro molto proficuo con il commissario straordinario dell’Usl Umbria 1 dottor Gilberto Gentili, nel quale, tra gli altri argomenti è stato toccato anche quello della situazione del Covid nella nostra città”. “A Città di Castello i numeri nella seconda ondata sono nettamente migliori rispetto al resto della regione e c’è stata una gestione meno angosciosa e difficile rispetto alla prima fase, anche se il numero dei positivi è stato molto alto, ma ci sono stati in proporzione molti meno ricoveri e molti meno deceduti”, ha sottolineato Bacchetta, che ha puntualizzato: “più di tutto però c’è stata gestione da parte degli operatori dell’Usl Umbria 1 che ha consentito di limitare i danni e per questo vanno ringraziati”. Il sindaco ha quindi invitato a considerare che “ora l’aspetto fondamentale da tenere presente è anche quello economico, perché sarà necessario pensare al futuro”. “Pur rispettando tutte le prescrizioni e la prudenza è chiaro che bisognerà ragionare sulla possibilità di tentare di tornare a una vita normale”, ha rimarcato Bacchetta, facendo riferimento anche alla prossima disponibilità del vaccino. In conclusione il sindaco ha aggiornato sulla situazione della Muzi Betti, “dove sono state quasi completate tutte le valutazioni legate alla positività di due operatrici e di una ospite, con i tamponi effettuati su tutti gli altri che hanno dato e stanno dando responso negativo, per cui sembra che la situazione non presenti criticità particolari”.
Citerna celebra con un’opera d’arte la “Giornata contro la violenza sulle donne”. Il Comune sceglie la scultura di Bartoccini per sottolineare la parità di genere e il valore della donna
Citerna sceglie un’opera d’arte per ricordare la “Giornata contro la violenza sulle donne”. La scultura in bronzo raffigurante un nudo di donna disteso con la mano sul volto, scolpita dall’artista del Novecento Bruno Bartoccini, originario proprio di Pistrino, frazione di Citerna, è l’immagine forte scelta per simboleggiare questa ricorrenza.
“La donna è bellezza, armonia e fonte di vita, raziocinio e fisicità, da sempre ispiratrice dei capolavori dell’arte figurativa e letteraria – dice l’assessore Anna Conti -. La donna musa dell’uomo e non sua vittima, oggetto di ammirazione, fonte di emozione e di creazione e non oggetto di soprusi e violenze. È questo il messaggio che ci piace ricordare in questa giornata, ogni donna deve avere la consapevolezza del proprio valore, deve poter esprimere raziocinio e fisicità con libertà, orgoglio e consapevolezza, portando avanti con coraggio le proprie scelte”.
“Ancora oggi – aggiunge l’assessore Paola Giannelli – le donne devono spesso combattere contro soprusi fisici e psicologici in ogni ambito della vita. Spesso non hanno il coraggio di esprimere i propri desideri o le proprie ambizioni per paura o senso di inferiorità. Ma invitiamo tutte le donne a non vergognarsi, a denunciare qualunque sopruso e andare avanti a testa alta in ogni occasione”.
“È assurdo pensare – conclude la consigliera Valentina Cirignoni – che nel 2020 ci possano essere ancora violenze e soprusi, anche in forma di mobbing, ma è così purtroppo. Invitiamo tutte le donne a prendere in mano la propria vita e a far sentire la propria voce, affermando senza indugio il proprio valore in tutti i contesti della vita “.
Andrea Lignani Marchesani: ” per Città di Castello 235270 euro in buoni spesa dal decreto ristori ter: occorrono bandi celeri e una modalità di erogazione diversa dal drive through al Centro servizi”
“Altri 235270 euro in buoni spesa sono stati previsti dal decreto ristori ter per i nuclei familiari in difficoltà economica per l’emergenza Covid a Città di Castello. Scontato che occorrano bandi celeri con criteri trasparenti ai fini di una veloce erogazione in un momento in cui l’emergenza economica è anco più grave che nel mese di marzo; ma è importante trovare un modo differente di distribuzione dei medesimi alla luce di una oggettivamente differente situazione logistica ed epidemiologica. Rimane invariato il punto di vista del sottoscritto dalla necessità di garantire riservatezza ai beneficiari cosa nemmeno lontanamente prevista dal drive-through al Centro servizi di Cerbara. Ma oggettivamente la necessità di una soluzione diversa è determinata dall’occupazione di quello spazio dall’erogazione dei tamponi. Non vorremmo che la mancanza di un lock down totale fosse il pretesto per un “pellegrinaggio” negli uffici comunali con una presenza causale di qualche assessore di turno. Se per questioni di salute pubblica è chiuso in presenza il Consiglio comunale analogamente non si possono fare assembramenti in Comune che oltre a minare la sicurezza dei dipendenti e dei beneficiari affosserebbero definitivamente la riservatezza dei soggetti bisognosi. Si dovrebbe privilegiare la via telematica e, in mancanza di questa, una consegna a domicilio attraverso apposite organizzazioni di volontariato. All’uopo è stata presentata un’interrogazione in data odierna”.
25 novembre: La Provincia di Perugia rinnova l’impegno contro la violenza sulle donne e sui loro figli. Il palazzo di Piazza Italia si illumina di rosso
La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne deve essere un momento di profonda riflessione che non lasci spazio a retorica e a discorsi di rito, ma si basi sui dati oggettivi che allarmano e obbligano la politica, la scuola, le associazioni, le forze dell’ordine e la società nelle sue più ampie articolazioni a sbarrare la strada al fenomeno.
I numeri parlano chiaro. Nei primi sei mesi del 2020 gli omicidi con vittime di sesso femminile, prevalentemente riconducibili all’ambiente familiare, non sono diminuiti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il dato emerge dal report, pubblicato nel sito del Ministero dell’Interno, elaborato dal servizio analisi della direzione della Polizia criminale. Risulta chiaramente che nel periodo del lockdown i reati riconducibili alla violenza di genere sono stati acuiti dalla forzata convivenza. Non solo gli omicidi, ma anche i maltrattamenti e le violenze sessuali, dopo il periodo di lockdown, risultano cronici.
Arrivando al mese di ottobre, risultano 91 le donne uccise, una ogni tre giorni. Questo è il drammatico bilancio che emerge dal rapporto Eures diffuso in questi giorni. Sono nel contempo diminuite le denunce, ma non perché è arretrata la violenza, ma perché le donne costrette in casa sono sottoposte a maggiore controllo.
Sono passati 21 anni dalla prima giornata celebrativa, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1999, e anche se sono aumentati provvedimenti dal punto di vista legale e di assistenza a favore delle donne, il fenomeno resta allarmante. La cronaca ci restituisce inoltre a ritmo incessante il dramma della violenza assistita dai minori in ambito familiare. Troppo spesso i bambini fanno esperienza di qualsiasi forma di maltrattamento compiuto attraverso atti di violenza fisica, verbale, psicologica, sessuale ed economica, su figure di riferimento o su altre figure affettivamente significative adulte e minori. Per non parlare di quando essi stessi vengono uccisi da chi diceva di amarli.
La violenza sulle donne resta un problema culturale a prescindere dalla condizione sociale. Ancora troppo spesso le vittime vengono additate come corresponsabili e i carnefici giustificati. Quante volte abbiamo sentito le frasi “se l’è cercata”, “l’ha uccisa per troppo amore”, “lei lo voleva lasciare”. Non sarà mai troppo presto per rimediare a questa scia di sangue, ma non è troppo tardi per creare una società migliore che ponga il reciproco rispetto alla base di ogni agire. La Provincia di Perugia è a fianco delle donne e degli uomini che abbracciano quella che deve essere vissuta come una rivoluzione culturale e sociale. Il Palazzo di Piazza Italia illuminato di colore rosso è il simbolo della volontà di sostenere tutte le azioni che da un verso tutelino le donne da ogni forma di violenza e dall’altro creino le condizioni perché di quelle tutele non ci sia più bisogno.
Politica Sansepolcro Laurenzi (PD In Comune) “obbligatorio costruire un tavolo di lavoro permamente con l’Umbria. Servono scelte che uniscano i territori”
“Non possiamo attendere oltre, dobbiamo lavorare per costuire un tavolo di lavoro permamente con l’altotevere umbro su ambiente, sanità, scuola, trasporti, cultura turismo ma questa volta l’impegno deve essere concreto, dico non a passerelle elettorali convegni o conferenze, che lasciano il tempo che trovano, dico si ad un forte impegno che ci permetta di preparare proposte concrete e condivise ch dovranno essere presentate agli organi regionali. Il nostro territorio non può prescindere l’uno dall’altro, troppi gli interessi che ci legano. Sarò chiaro, da parte mia nessun tabù, neanche su temi più complicati come i rifiuti ad esempio. La politica deve andare oltre, serve programmare il futuro dell’altotevere e della valtiberina per i prossimi anni e lo dobbiamo fare insieme. La politca degli spot, quella che parla alla pancia dei cittadini la lascio a sovranisti e populisti, a noi interessa realizzare e centrare obbiettivi che potranno ridare slancio ad una area vasta, che non ha nulla da invidiare a piazze più importanti anche di livello nazionale”
Covid-19 a Sansepolcro: Cornioli “oggi registriamo un solo caso di positività. Situazione in miglioramento in tutta la provincia”
“Oggi abbiamo un solo caso positivo, come ci ha comunicato la Asl. I dati in calo sono conseguenti alle restrizioni, prima della zona arancione e poi della zona rossa, a cui stiamo rispondendo. Bene così, ma non allentiamo la tensione, soprattutto nei rapporti familiari e amicali, quelli più a rischio in questo momento. Anche a livello provinciale la situazione è in miglioramento e la pressione del Covid sul San Donato si è fatta più gestibile.
Il numero di nuovi casi positivi nella Sud Est è pari a 124, di cui 58 nella provincia di Arezzo (per i quali sono stati effettuati 1282 tamponi). Nell’Aretino i positivi in carico sono 2862 e si registrano 100 guarigioni nelle ultime 24 ore”.
San Giustino: Un video per dire “NO” alla violenza sulle donne. Assessore Crispoltoni: “Un messaggio ‘diverso’ fatto con il cuore”
‘Io contro la violenza sulle donne ci metto la faccia’. E’ il titolo del video, promosso dal Comune di San Giustino, in occasione del 25 novembre, realizzato dagli attori delle Compagnie teatrali del territorio sangiustinese, insieme alle due Scuole di danza del territorio. Una poesia che scorre insieme alle immagini, dove ogni attore e ogni ballerina indossa o è vicino a qualcosa di rosso per sensibilizzare, prevenire e dire basta alla violenza di genere.
“Il 25 novembre – commenta l’assessore comunale alle Pari Opportunità, Milena Crispoltoni – ‘Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne’, viene celebrata oramai da tempo nel nostro territorio con serate a tema che, lungo il corso degli anni, l’Amministrazione comunale ha promosso in collaborazione e sinergia con le Scuole, le Associazioni teatrali, le Scuole di danza e cittadini che, particolarmente sensibili a questa tragica realtà, hanno sempre apportato il proprio prezioso contributo. Il lavoro in vista di tali appuntamenti, che sempre hanno raccolto una grande e sentita partecipazione da parte della cittadinanza, ha rappresentato quindi anche una preziosa occasione di incontro e confronto tra Associazioni e Amministrazione, oltre ad aver contribuito ad incentivare quelli che sono i rapporti tra le varie Associazioni che, del territorio, sono una parte essenziale, come essenziale e fondamentale è il ruolo da esse svolto. Solitamente, i lavori iniziano per tempo e hanno la finalità di sensibilizzare ognuno di noi a quella che è la grande tragedia della violenza di genere. In quest’anno, così particolare, foriero di momenti difficili che sembrano non avere ancora una fine, in un primo momento si è pensato non fosse possibile realizzare il nostro appuntamento per rimarcare in modo forte il “NO” alla violenza contro le donne. Invece, eccoci qua. Proprio in questo 2020, in cui per effetto del lockdown prendiamo atto essere aumentati i casi di violenza domestica, in cui il restare in casa h24 è stato per tante donne una dolorosa prigionia, si è ritenuto importante inoltrare un messaggio. Un messaggio diverso dal solito, ma fortemente voluto e reso possibile dal grande cuore, dal senso civico e dall’estro creativo dei nostri Gruppi teatrali e delle nostre Scuole di danza che…ci hanno messo la faccia! È stato così da loro realizzato un video che, nella giornata del 25 novembre, sarà pubblicato sul sito del Comune. A loro, il ‘GRAZIE’ dell’Amministrazione e della Cittadinanza”.
La Usl Umbria 1 aderisce alla giornata mondiale contro la violenza sulle donne
La Usl Umbria 1 aderisce alla giornata mondiale contro la violenza sulle donne
Nelle strutture del Trasimeno verrà posta una sedia rossa in ricordo delle donne vittime di violenza. A Città di Castello inaugurazione della sede del Centro antiviolenza
Perugia, 24 novembre 2020 – I distretti Trasimeno e Alto Tevere della Usl Umbria 1 aderiscono alla giornata mondiale contro la violenza sulle donne che si celebra il 25 novembre esponendo sedie rosse e inaugurando la sede di un nuovo centro antiviolenza.
Nei presidi del distretto del Trasimeno verranno posizionate alcune sedie rosse, in memoria delle donne vittime di violenza, nell’ambito della campagna di sensibilizzazione “Posto occupato”, promossa dal Gruppo Informale Punto Rosa 2.0 Donne, tumore al seno e dintorni, e delle associazioni Cesvol Umbria, Il Bucaneve ODV e Soggetto Donna APS. Sulla locandina che segnalerà la postazione, saranno presenti i riferimenti utili attivi nel territorio e gestiti rispettivamente dalle Associazione Donne “La Rosa” e dall’Accademia Pietro Vannucci: CAV Centro Antiviolenza “Maria Teresa Bricca” di Città della Pieve (telefono 0578 321669 345 7107440 attivo dal lunedì al sabato dalle 9 alle 21); 1522 numero nazionale antiviolenza e stalking; Punto di ascolto Punto Ascolto di Magione (telefono 075 8473063 attivo il martedì dalle 15.30 alle 18.30 e il giovedì dalle 9.30 alle 11.30); Telefono Donna numero verde regionale (800861126 attivo h 24).
A Città di Castello, in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, verrà inaugurata, in maniera virtuale, la sede del centro antiviolenza, messa a disposizione dal Comune in via Luca Signorelli che sarà gestito da Liberamente donna (numero di telefono 3534164699). La Usl Umbria 1 ha aderito al Protocollo d’intesa per la costituzione della rete territoriale inter-istituzionale antiviolenza insieme al Comune di Città di Castello, quale capofila della zona sociale n. 1, le forze dell’ordine, il Centro per le pari opportunità, l’Associazione “Liberamente Donna” e il Centro antiviolenza.




