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Covid-19 a Città di Castello: Bacchetta “ieri 14 guariti e 20 nuovi positivi. Da questa mattina drive-through operativo”


“Ieri l’Usl Umbria 1 ci ha comunicato che sono guarite 14 persone, ma ci sono stati 20 nuovi positivi”. Lo ha dichiarato stamattina il sindaco Luciano Bacchetta, parlando di “un trend che si conferma, con la guarigione di molte persone in isolamento domiciliare, per le quali il decorso della malattia è piuttosto breve”. Nel fare loro gli auguri di pronta guarigione, il primo cittadino ha confermato che “sono 11 le persone residenti a Città di Castello ricoverate nel reparto Covid e un tifernate in terapia intensiva Covid, un dato stabile perché nessuno per ora è stato dimesso”. Bacchetta ha ufficializzato che “da stamattina è operativo il ‘drive through’ al Centro Servizi di Cerbara, che speriamo sia funzionale, accogliente e consenta lo svolgimento delle procedure legate ai tamponi in sicurezza e tranquillità”. “Un ringraziamento va alla professionalità di tutti gli operatori sanitari impegnati nel territorio – ha detto il sindaco – in particolare di coloro che eseguono i tamponi e sono costantemente in prima linea, svolgendo un lavoro difficile, complesso e anche rischioso”. “E’ importante sottolineare quanto queste persone dimostrino attaccamento al loro dovere e quanto rispettino gli impegni che tale dovere impone”, ha puntualizzato Bacchetta nel rivolgere loro “i complimenti per quello che stanno facendo e la vicinanza anche alle preoccupazioni che hanno e che possono avere, giustamente, anche dal punto di vista personale”. “La notizia più importante è che sembra ormai quasi certo che il vaccino sarà operativo fin da gennaio anche nel nostro territorio regionale, dove l’indice Rt è sceso sotto l’1 e questo ci consentirà di vivere forse in modo più sereno la fase prenatalizia”, ha sottolineato il sindaco. “I vaccini dovrebbero essere previsti in Umbria nella primissima fase, si parla in modo abbastanza attendibile e verosimile di gennaio, con circa 25 mila dosi che dovrebbero coprire le esigenze e il fabbisogno di 16 mila persone”, ha spiegato Bacchetta, precisando che “in questa prima fase non verranno effettuati a tutti, ma solo ad alcune categorie mirate, in primo luogo gli operatori sanitari, come è ovvio e giusto che sia visto che sono le persone più esposte, e alle persone anziane ospiti di Rsa, che hanno età anche molto avanzate, come testimonia a Città di Castello l’ospite positiva della Muzi Betti con i suoi cento anni, e sono persone fragili, molto esposte ai rischi del Covid”. “Questo legato alla disponibilità dei vaccini a gennaio, sperando che siano efficaci e sicuri, elemento di cui non dobbiamo dubitare, è un gran bel segnale di speranza per il futuro, ma per adesso è opportuno necessario e importante seguire tutte le prescrizioni date, perché la battaglia contro il Covid non è affatto vinta”, ha concluso Bacchetta.

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Pietralunga: Giornata contro la violenza sulle donne, una panchina rossa in via Fratelli Cancellieri. Inaugurazione mercoledì 25 novembre. Vicesindaco Radicchi: “Un simbolo per ricordare, sensibilizzare e riflettere”

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In occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre, il Comune di Pietralunga installerà in via Fratelli Cancellieri una panchina rossa.
La cerimonia, prevista per le ore 15, si terrà nel rispetto delle norme anti-Covid e vedrà la partecipazione dell’intera Giunta e del parroco don Francesco, che benedirà la panchina. Un’iniziativa che vuol porre l’attenzione sul tema della parità di genere, annunciata dall’Amministrazione esattamente un anno fa, quando realizzò un convegno per sensibilizzare la comunità sul tema della violenza e del femminicidio.
“La cronaca – afferma il vicesindaco Federica Radicchi – ci porta ormai quotidianamente al tema della violenza contro la donna. Una violenza seminata spesso tra le mura domestiche, le quali, invece di essere il centro nevralgico di protezione e serenità, diventano luogo di paura e coercizione, fisica e mentale. L’ordinarietà con la quale ci vengono propinate tali notizie non deve, però, farci abbassare la guardia su questa tematica. Credo che il tutto sia sotteso da un retaggio culturale che vede la donna fragile, perciò manipolabile e, quindi, incapace di emanciparsi. Probabilmente è ancora mal digerito il fatto che una donna possa essere autonoma e raggiungere gli stessi obiettivi dell’uomo; infatti ancora troppo spesso la figura femminile viene emarginata e discriminata proprio per il suo essere donna, lo vediamo accadere continuamente nei luoghi di lavoro ad esempio. La violenza è di fatto un problema culturale, non più soltanto emergenziale o il risultato di patologie mentali devianti. Lo scorso anno per questa occasione organizzammo un convegno dal titolo ‘Ti amo da morire’ in cui, io stessa, annunciai l’installazione della panchina rossa. Questa, oltre a farci ricordare le povere vittime di violenza, non deve essere soltanto un simbolo, ma spero possa essere motivo di riflessione ogni qual volta si sceglie consapevolmente e volutamente di non rispettare, prevaricare, offendere e odiare. La violenza è una scelta. Sempre”.

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Inaugurata la sede del centro antiviolenza a Città di Castello, servirà 8 comuni

Hanno scelto la statua di Medusa tiene in mano la testa di Perseo, realizzata da Luciano Garbati ed esposta davanti al Tribunale di New York dove il Movimento #Mee Too ha avuto grande fermento. Sono le volontarie dell’Associazione Liberamente Donna che con la zona sociale dell’Alto Tevere hanno aperto il numero antiviolenza 3534164699 e da domani, mercoledì 25 novembre 2020, avranno anche una sede per il centro antiviolenza in via Luca Signorelli 12 a Città di Castello. L’inaugurazione cadrà nel giorno in cui si ricorda la Giornata per l’eliminazione della violenza sulle donne in un anno molto particolare, dominato da un’Emergenza sanitaria mondiale che catalizza l’attenzione con il rischio che “altri fenomeni da estirpare allo stesso modo del Covid passino in secondo piano” dice l’assessore alle Politiche sociali di Città di Castello Luciana Bassini per la quale “non si può ignorare che gli episodi di violenza sulle donne, specialmente con la convivenza forzata a causa del lock down e del confinamento, non solo non siano diminuiti ma abbiano assunto contorni più critici. Per questo nel rispetto di tutte le normative anticontagio, domani in mattinata inaugureremo simbolicamente la sede del centro che servirà l’intera zona sociale e cioè le donne di Città di Castello, Umbertide, San Giustino, Citerna, Montone, Pietralunga, Monte Santa Maria Tiberina e Lisciano Niccone. La sera al tramonto illumineremo la torre civica di rosso e la giovane cantante Sara Peli accompagnerà questo gesto simbolico con un brano attinente al tema della promozione della cultura di genere, del rispetto delle differenze, del contrasto al pregiudizio e alle discriminazioni. Da questo punto di vista la storia di Medusa è emblematica, perché fu punita per aver subito violenza, come se in qualche modo si fosse meritata il castigo. Questa mentalità va superata e sarebbe bello se anche l’iniziativa di domani contribuisse a farlo”. “Voglio ringraziare la donne che hanno dato vita a Liberamente Donna, l’associazione protagonista di questo progetto così importante e ricordare il numero attivo 24 ore su 24, a cui chi è in difficoltà può rivolgersi per un aiuto subito: 3534164699”.

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Ex ospedale e casa della salute: sindacati all’attacco “basta strumentalizzazioni, la verità la conoscono tutti”

Il presidio che giovedi 19 novembre le OO.SS. hanno fatto presso l’ex ospedale di Città di Castello, proprietà della Regione Umbria, per la realizzazione della Casa della Salute e il recupero dell’immobile, con i soldi che ha suo tempo la Regione aveva messo a bilancio e che sono stati destinati ad altro uso dall’attuale Giunta Regionale, ha disturbato qualche politico locale che si è premurato di dire che le OO.SS. sono nuove a fare certe rivendicazioni e che lo fanno solo perché è cambiato il colore di chi amministra la Regione.
Vogliamo rispondere con i fatti alle accuse di chi parla senza sapere o è in mala fede solo per fare bassa propaganda a suo uso e consumo. Altri hanno affermato che il nostro presidio volesse risolvere il problema covid con il recupero edilizio dell’ ex ospedale, non credendo alla magia e vantando una media intelligenza, l’accusa, per noi, cade da sola.
Le organizzazioni sindacali sono anni che chiedono la realizzazione della Casa della Salute e il recupero dell’ex ospedale di Città di Castello come dimostrano le iniziative fatte negli anni scorsi.
Per restare agli ultimi anni: a dicenbre 2014 è stato fatto un presidio di CGIL CISL UIL davanti all’ex ospedale il Corriere dell’Umbria titolava allora “Anche i sindacati sono stufi del ping pong fra regione e Comune sull’ex ospedale” anche all’ora si chiedeva la realizzazione della Casa della Salute ed il recupero dell’immobile ed in Regione c’era la prima giunta Marini, tanto per sottolineare che per le OO.SS. non ci sono amministrazioni amiche o nemiche, ma semplicemente problemi dei lavoratori e dei cittadini da risolvere e tutelare, questa si chiama politica sindacale.
Nel gennaio 2016 a seguito della piattaforma unitaria dei sindacati pensionati di CGIL CISL UIL Regionali, si è riproposto il tema delle Casa della Salute in ogni distretto socio sanitario dell’Umbria e conseguentemente nell’Alto Tevere si è di nuovo rivendicato le questioni sopra riportate.
Il 30 marzo 2018 a seguito degli incontri sui bilanci comunali le OO.SS. sono uscite con un comunicato nel quale testualmente veniva fatto il seguente resoconto “da parte della Regione (giunta Marini) vi è stato lo svincolo dal Bilancio Regionale, che potrebbe permettere di fare passi in avanti circa il recupero di un immobile importante per la realtà cittadina (ex ospedale). Altresì importante il finanziamento derivante dalle opere pubbliche finanziate con interventi relativi alla ricostruzione post-sisma 2014.
Il 2 aprile 2019 CGIL CISL UIL a seguito degli incontri con il Comune di Città di Castello pubblicavano un comunicato stampa di sintesi del confronto e tra l’altro scrivevano ”si apprezza l’impegno (dell’amministrazione) per gli investimenti in opere pubbliche ….., così come le azioni relative all’ex-ospedale per il progetto della casa della salute, su cui il sindaco ha informato le OO.SS. di aver definito con Regione ed ASL il relativo finanziamento di 10 ML/€ per un primo intervento”. Questo è il punto che contestiamo alla Giunta Tesei, dove sono finiti i soldi che erano previsti per questo territorio per la Casa della Salute e la ristrutturazione dell’ex ospedale?
Oggi i servizi sanitari territoriali sono collocati in larga parte in immobili non di proprietà della ASL1, pertanto ogni mese sono decine di migliaia di Euro di affitti, per mantenere la collocazione dei servizi nel territorio è quindi auspicabile che in futuro, anche attraverso la realizzazione della Casa della Salute non sia necessario una spesa esosa per gli affitti che potrebbero essere in gran parte azzerati e contemporaneamente migliorare, i servizi socio sanitari e renderli più efficienti ed efficaci.
La mobilitazione sindacale di questi giorni è dunque il proseguo di una rivendicazione avviata già molti anni fa, che crediamo doverosa e che proseguiremo per il bene comune dei lavoratori e dei cittadini dell’Alto Tevere. Rivendicare il diritto al benessere o una mobilità pubblica sostenibile..non è compito delle OO.SS? Noi pensiamo lo sìa… e dovrebbe esserlo di più anche per la classe politica.

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Clausura e covid: dodici scatti inediti di vita quotidiana all’interno del monastero di santa Veronica giuliani. Presentato “laus deo” 2021 il calendario delle sorelle cappuccine

Clausura e “covid” a confronto: dodici scatti e didascalie uniche che raccontano le storie di vita quotidiana tramandate da oltre cinque secoli ed oggi più che mai attuali e vere. Un anno di cambiamenti profondi e tribolati sta finendo e a breve si affaccerà il nuovo 2021. Anche quest’anno le sorelle del Monastero Santa Veronica Giuliani di Città di Castello (fondato nel 1623 da Monsignor Giovanni Antonio Fuccioli) hanno deciso di aprire le porte della loro casa, ma in maniera diversa rispetto all’anno scorso: hanno scelto di lanciare un messaggio attraverso le testimonianze scritte ai tempi della Santa con l’ausilio delle foto scattate durante il lockdown. Nel calendario “Laus Deo” (realizzato da Petruzzi editore e Cartoedit), i fotografi amatoriali Silvio Ficarra e Giuseppe Marsoner hanno saputo cogliere in dodici scatti l’essenza del quotidiano, il ripetersi delle “piccole cose” nei gesti di carità, di ringraziamento e di gioia di vivere. Immagini inedite, storiche, mai immortalate da dentro dall’obiettivo di un macchina fotografica che ci propongono ci riportano al tempo di Santa Veronica quando portava le brocche d’acqua, lavava i panni e cucinava, allora come anche oggi fanno le sorelle cappuccine. Vite silenziose ma presenti per i tanti che chiedono loro una parola, un consiglio o una preghiera, semplici ma forti nella fede e nella vita operosa di ogni giorno. “Un’iniziativa – spiega Angelica Lombardo, presidente dell’ associazione Le Rose di Gerico che ha coordinato il progetto, che per la seconda volta è stata fortemente voluta dalla comunità delle sorelle del Monastero per entrare in punta di piedi nelle case di tutti e condividere con noi i prossimi mesi la speranza di tornare a vivere la vita di sempre nella preghiera e fratellanza”. Questa volta la badessa madre Giovanna e le altre sette “sorelle” del monastero di clausura c’hanno voluto mettere la faccia e non solo, per dare un segnale inedito, attraverso anche le nuove tecnologie e strumenti editoriali, e manifestare così vicinanza e sostegno a tutti immortalando i piccoli-grandi gesti quotidiani che affondano le radici nella storia secolare dell’ordine monastico e del monastero. Loro dal “seicento” ad oggi sono passate attraverso i secoli, le guerre, distruzioni, pandemie varie e sono giunte oggi a vivere come tutto il mondo un anno di paure, insicurezza, tragedie che hanno voluto condividere lanciando però un messaggio di speranza. “Durante i mesi di lockdown quando anche il nostro monastero come tutte le altre strutture religiose ha dovuto osservare le normative legate al diffondersi della pandemia, abbiamo deciso di realizzare questo calendario 2021 che racchiude l’essenza e la storia di chi c’ha preceduto avendo sempre al centro il messaggio della santa che ci guiderà sempre anche in questi momenti difficili”, ha precisato la badessa madre Giovanna con il calendario stretto fra le braccia nel chiostro del monastero, proprio sotto la finestra della “cella” di Santa Veronica nel corso di una breve ed unica presentazione ufficiale del calendario affiancata dalla presidente dell’ associazione Le Rose di Gerico, Angelica Lombardo, dal parroco della Cattedrale, Don Alberto Gildoni e dall’assessore alle Politiche Sociali, Luciana Bassini che ha ringraziato le sorelle Cappuccine per il prezioso lavoro editoriale “di grande significato storico, culturale e sociale”. Il calendario potrà essere richiesto scrivendo a questa email: calendario.svg@gmail.com. Altre informazioni direttamente sul profilo Facebook del monastero o al sito www.santaveronicagiuliani.it, info@santaveronicagiuliani@gmail.com. Le offerte ricevute saranno destinate alla manutenzione del Monastero e al riscaldamento per questo inverno.

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Caccia: Bettarelli “in Emilia Romagna, Marche e Basilicata sono già consentiti gli spostamenti dei cacciatori tra Comuni: la Lega si attivi anche in Umbria anziché tentare l’ennesimo scaricabarile su Roma”

“In Emilia Romagna, Marche e Basilicata sono già consentiti gli spostamenti dei cacciatori tra Comuni: la Lega si attivi anche in Umbria anziché tentare l’ennesimo scaricabarile su Roma. Il mondo venatorio umbro è ancora in attesa di risposte”. Lo afferma il consigliere del Partito Democratico Michele Bettarelli, spiegando che “mentre nelle regioni confinanti le Amministrazioni regionali hanno chiesto e ottenuto dal Prefetto il via libera allo spostamento dei cacciatori (per la prosecuzione dei piani di contenimento dei cinghiali) dal territorio di un Comune all’altro, in Umbria assistiamo da giorni all’ennesimo scaricabarile della Lega su Roma”. 

Secondo Bettarelli “chiedere al Governo e attendere per non assumersi responsabilità è una prassi ormai consolidata anche in tema di caccia e spostamenti, che ha unito (a suon di comunicati stampa) i vertici regionali del partito di Matteo Salvini. Nel frattempo peró le squadre di cacciatori nella nostra regione, a differenza dei vicini che hanno già potuto riprendere regolarmente  l’attività venatoria a partire dal fine settimana appena trascorso, continuano ad attendere che la Lega dalle parole dei comunicati stampa, dagli appelli al Governo passi ai fatti e si attivi anche in Umbria seguendo il buon esempio di chi evidentemente ce l’ha fatta”.

“Dopo il via libera di Emilia Romagna, Marche e Basilicata – conclude l’esponente dell’opposizione – il Carroccio in Umbria (dove governa) dimostri di voler aiutare davvero il mondo venatorio attivandosi concretamente per disporre quanto prima l’autorizzazione per lo spostamento dei cacciatori sul territorio”.

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Tonino Giunti (Forza Italia) “l’acqua di Montedoglio fa gola a tutti, agli abitanti della Valtiberina restano le sole briciole”

“Ci sono aree della Valdichiana che chiedono di avere a disposizione più condotte per irrigare più territori con acqua di qualità, in quantità sufficiente per migliorare, potenziare ed eventualmente modificare l’impostazione culturale delle loro produzioni, questo si legge sui quotidiani. Tutti sanno che l’acqua di Montedoglio disseta già una parte significativa di Arezzo, Firenze , la Valdichiana appunto ed una parte dell’Umbria oltre a far mantenere a livello il lago Trasimeno. L’invaso non è immenso, come qualcuno pensa , anzi in certi momenti il livello dell’acqua si abbassa notevolmente, il muro crollato, ancora non è stato ricostruito. Tutto questo utilizzo presente e futuro non mi sembra sia politicamente corretto nei riguardi del territorio dove è situato Montedoglio. Ci sono zone che non hanno le condotte per uso irriguo,ad esempio , la frazione di Gricignano , parti della piana verso Anghiari, oltre la zona pedemontana di Sansepolcro. E’ passato tanto tempo ci aspettiamo fatti concreti in Valtiberina , prima di portare l’acqua altrove”.

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Pallavolo serie B/M: ERM group San Giustino, da mercoledì riprendono gli allenamenti

Dopo la settimana appena conclusa che ha visto i nostri ragazzi impegnati nei consueti quattro allenamenti tecnici e due fisici, e la posticipazione dell’allenamento congiunto con la Sir Safety Perugia a data da destinarsi, i boys biancoazzurri sono pronti ad impegnarsi, a partire da mercoledì, con mister Francesco Moretti, per tre sedute tecniche, e con il preparatore atletico Giovanni Collacchioni per i due allenamenti fisici, presso il palazzetto comunale. Il desiderio di riprendere i campionati e la voglia di far bene sono sempre più intensi e giorno dopo giorno lavorano per raggiungere questo obbiettivo.

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La biblioteca a domicilio. Attivato prestito anticovid con consegna dei libri a casa

Tra le prime in Umbria, la Biblioteca Carducci di Città di Castello, da domani martedì 24 novembre 2020, porterà i libri agli utenti. Chiusa, in linea con le disposizioni governative, fino al prossimo 3 dicembre 2020, l’Amministrazione comunale ha deciso che se gli utenti non possono andare in Biblioteca, sarà la Biblioteca ad andare dagli utenti, attraverso un servizio di consegna a domicilio dei libri. Per continuare ad usufruire del servizio di prestito offerto dalla biblioteca è stato attivato il “Prestito con consegna a domicilio”. E’ l’assessore alla Cultura Vincenzo Tofanelli a spiegare il funzionamento del meccanismo: “Il cittadino sceglierà il libro, l’audiolibro, la rivista che ti interessa consultando il catalogo on-line www.umbriacultura.it oppure scrivendo una mail all’indirizzo biblioteca@cittadicastello.gov.it, il bibliotecario chiamerà il cittadino con il quale concorderà il giorno e le modalità di consegna. Il giorno stabilito il materiale richiesto verrà consegnato da personale autorizzato, munito di cartellino di riconoscimento, senza alcun contatto fisico, nel rispetto dei protocolli sanitari (tutela dell’utente, dell’operatore) e delle misure di quarantena del materiale librario. Si potrà richiedere fino ad un massimo di sei libri/audiolibri/riviste. Come consueto il materiale resterà in possesso 30 giorni con possibilità di proroga telefonica – 20 giorni. La Biblioteca si recherà nella zona due volte a settimana, dal lunedì al venerdì indicativamente dalle 11 alle 13 al mattino, e dalle 17 alle 19 di pomeriggio – anche se gli orari possono essere personalizzati in base alle esigenze. Per restituire, sarà sufficiente andare all’ingresso di via XI Settembre e lasciare il materiale possesso nella scaffalatura posta all’entrata. Il personale provvederà al rientro”. L’ingresso di via XI Settembre sarà aperto nei giorni lunedì 8.30-12.00, martedì 15.00 -18.00, mercoledì 15.00 -18.00, giovedì 9.00 – 12.00 e 15.00 -18.00, venerdì 9.00 – 12.00 e 15.00 – 18.00, sabato 9.00 – 12.00. Il servizio è rivolto a tutti gli utenti iscritti alla biblioteca comunale Carducci e residenti nel comune di Città di Castello. Se un utente risiede fuori dal comune, il personale troverà la soluzione più adatta alle esigenze. “Anche se le misure anticontagio ci costringono a ripensare l’organizzazione e l’erogazione, il Comune ha deciso di non rinunciare e di non interrompere i servizi fondamentali e tra questi quelli connessi alla cultura e alla formazione – commentano il sindaco Luciano Bacchetta e l’assessore. “Tutti speriamo che le modalità siano quanto più provvisorie e che presto la regressione della pandemia possa consentire di tornare in presenza nella Biblioteca, un punto di riferimento e di socialità per tanti cittadini e tanti giovani, che l’hanno eletta a luogo di studio. Attivare il prestito a domicilio risponde a questa politica e siamo certi che in questo periodo di restrizioni sarà una buona alternativa – comunque l’unica possibile senza rischio – per non privare tanti studenti e studiosi di supporti essenziali al loro percorso”. Per qualsiasi altra informazione e chiarimento puoi telefonare al numero 075 8523171 nei giorni dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00, il sabato dalle 9:00 alle 13:00

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Tamat NGO: al via il progetto “Baara Ni Yiriwa”, lavoro e sviluppo in Mali

La scorsa settimana, nelle giornate dal 16 al 21 novembre, il Direttore Generale di Tamat NGO Piero Sunzini, accompagnato dalla responsabile del progetto Denisa Savulescu, ha tenuto in Mali una serie di incontri per avviare con i partner locali il progetto “Baara Ni Yiriwa – Lavoro e Sviluppo in Mali”.  

“Baara Ni Yiriwa – Lavoro e Sviluppo in Mali” è un progetto coordinato da Tamat NGO, finanziato dal Ministero dell’Interno italiano (Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione), in collaborazione con Fondazione ISMU, il Centro di Ateneo per la solidarietà internazionale (CESI ) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (UCSC), Haut Conseil des Maliens des Maliens à l’Extérieur – Italie (H.C.M.E Italie), Le Tonus ONG (Mali) e Caritas Mali.  

La delegazione, grazie agli ottimi rapporti con ISMU e Università Cattolica, ha avuto la possibilità di incontrare S.E. cardinale Jean Zerbo, Arcivescovo di Bamako presso la sede dell’arcivescovado, con il quale è stato consolidato un proficuo percorso di collaborazione, e i responsabili locali di CARITAS MALI e della ONG Le Tonus con i quali sono stati definiti aspetti operativi finalizzati alla gestione locale del progetto. Tamat NGO ha inoltre incontrato il Segretariato Esecutivo dell’HCME (Haut Conseil des Maliens de l’Extérieur), anche quest’ultimo partner di progetto. Il segretario Mahmoud Idrissa Boune ha sottolineato che HCME è membro della rete AWARTMALI e che, proprio con CARITAS MALI, ONG Le Tonus e altre componenti, parteciperà al progetto BAARA NI YIRIWA, condividendo l’importanza di informare e sensibilizzare sui temi della migrazione, dei reinserimenti, dei progetti nel settore agricolo, dell’artigianato e della formazione.

Infatti, “Baara Ni Yiriwa – Lavoro e Sviluppo in Mali”, è un progetto della durata di 36 mesi che che si svolgerà nella Regione di Koulikoro, Cercle de Kati, in 4 villaggi dei comuni di Yélékebougou e Kambila e che prosegue la good practice del progetto europeo AWARTMALI coordinato da Tamat e finanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione dell’Unione Europea (AMIF ), che ha fornito metodologie di successo. In questa nuova fase, proprio grazie alla lungimiranza del progetto AWARTMALI che, come dimostrano gli incontri, è stato in grado di attivare un importante network locale, il progetto non solo continuerà a sensibilizzare ed informare a livello locale sui rischi della migrazione, ma risponderà concretamente ai bisogni di creazione d’opportunità, chiaramente espressi dalle popolazioni locali nel corso della campagna di sensibilizzazione, attraverso formazione e lavoro in campo agricolo e nel settore dell’artigianato.

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Musica ai tempi del Coronavirus: Fabio Battistelli “musicisti e operatori dello spettacolo lasciati soli. Festival delle Nazioni bella sfida”

“Non è un momento facile, per musicisti e operatori dello spettacolo. Tante persone che conosco, colleghi di una vita, non lavorano ne percepiscono reddito da mesi il rischio concreto è di perdere, causa pandemia, tante professioniltà. In tanti stanno cercando un lavoro stabile, i più fortunati, quelli che lo troveranno, potrebbero decidere anche di non tornare a lavorare in teatro. Questo creerebbe un vuoto enorme, e la qualità degli spettacoli potrebbe risentirne in modo pesante. Il nuovo incarico al Festival delle Nazioni? bella sfida, sopratutto perchè la scleta del Consilgio Comunale è stata quella di affidare l’ente, a tifernati. Da un lato è positivo, perchè il senso di appartenza ad una città è fondamentale, in questi casi, le aspettative sono tante, noi faremo dei tutto per non deluderle”

https://www.facebook.com/primo.notizie/videos/1040400833090090
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Infrastrutture: interpellanza di Tiferno Insieme

Con un’interpellanza al consiglio comunale di Città di Castello, il gruppo Tiferno Insieme punta l’attenzione “sulla situazione delle infrastrutture in Altotevere che presenta da molti anni criticità tali da ingenerare una notevole penalizzazione del nostro territorio soprattutto in termini economici legati soprattutto al commercio, alla produzione industriale-artigianale e al turismo”. Per Nicola Morini, capogruppo di Tiferno Insieme, e Vittorio Vincenti, consigliere comunale, “le maggiori problematiche riguardano: il precario stato di manutenzione della superstrada E45, con particolare attenzione alla direttrice verso Cesena, e le continue difficoltà di scorrimento e blocco del traffico (con particolare riferimento alla vicenda del viadotto Puleto); il mancato completamento del tratto della E78 verso Arezzo e del collegamento verso le Marche attraverso il tunnel della Guinza; il prolungamento dei lavori di ripristino della FCU verso Sansepolcro e il perdurare della chiusura del tratto da Città di Castello. “Riteniamo necessario che il nostro Comune indichi con propria espressione una priorità di azione inerente le infrastrutture per evitare l’isolamento della Valtiberina umbro-toscana e che sarebbe opportuno che il Comune di Città di Castello si ponga come capofila della Valtiberina umbro-toscana per rappresentare le istanze emergenti dal territorio”. Per questo Tiferno Insieme nel documento chiede a sindaco e Giunta “qual è attualmente il reale stato dell’arte circa lavori, progettazioni e utilizzo della superstrada E45, della superstrada E78-Due Mari e della ferrovia FCU e se e quali iniziative intende intraprendere la Giunta, anche assieme ai Comuni della Valtiberina toscana, per favorire soluzioni ad una situazione in stallo ormai da decenni”.

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A Città di Castello la postazione per tamponi drive-through si sposta a Cerbara

Da martedì 24 novembre, il drive-through del distretto Alto Tevere della Usl Umbria 1 sarà spostato da via Vasari in Località Madonna del Latte in via Vittorini 27 in località Cerbara, sempre a Città di Castello, nel piazzale antistante gli uffici della Sogepu.
Il servizio sarà aperto dal lunedì al sabato dalle 8 alle 14.
Si ricorda che gli utenti potranno accedere solo dopo essere stati contattati dalla Usl Umbria 1, per la comunicazione dell’appuntamento, e dovranno arrivare muniti di tessera sanitaria e documento di identità.

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Coronanavirus a Città di Castello: Bacchetta “ieri 12 guariti e 3 nuovi positivi”


“I dati di ieri dell’Usl Umbria 1 parlano di 12 persone guarite e di tre nuovi positivi”. E’ il riscontro numerico comunicato stamattina dal sindaco Luciano Bacchetta, che ha preso atto “di un segnale buono, seppur circoscritto, per quanto riguarda i nuovi casi di contagio, rispetto ai giorni precedenti nei quali il numero era stato comunque consistente”. “E’ un buon auspicio, anche se per affermare che ci sia una inversione di tendenza la diminuzione delle persone positive deve essere consolidata nell’arco dei giorni”, ha precisato il primo cittadino. “Nell’ospedale di Città di Castello sono attualmente 12 i tifernati ricoverati, 11 nel reparto Covid e uno in terapia intensiva”, ha detto Bacchetta, che ha rivolto a tutti “gli auguri di pronta guarigione” e “una particolare vicinanza alla persona che si trova in terapia intensiva”. “Al momento a Città di Castello l’attuale tipologia di Covid, con un numero molto alto di persone che guariscono e la maggior parte dei contagiati in isolamento domiciliare, ci consente di poter affrontare l’emergenza in maniera abbastanza efficace dal punto di vista organizzativo, soprattutto guardando alla disponibilità di posti all’ospedale”, ha osservato Bacchetta. Il sindaco ha, quindi, aggiornato a “319 il dato delle persone che si trovano attualmente in isolamento precauzionale, che non sono positive ma hanno avuto contatti con persone positive”. “La direttrice del Distretto Alto Tevere dell’Usl Umbria 1 Daniela Felicioni ci ha comunicato che domani finalmente sarà operativo nel parcheggio del Centro Servizi il nuovo ‘drive through’ per i tamponi che sostituisce quello attivato in via Vasari”, ha annunciato Bacchetta, che ha ringraziato “tutti coloro che si sono impegnati per questo importante risultato per conto dell’Usl Umbria 1, del Comune e di Sogepu, compresi i membri della Protezione Civile e del volontariato cittadino che hanno dato il loro contributo al raggiungimento dell’obiettivo”. “I lavori erano partiti all’inizio della scorsa settimana e in tempi molto brevi è stato possibile attivare un presidio per l’effettuazione dei tamponi che offre la superficie ampia, e anche ben servita dalla superstrada, necessaria per questo servizio, che non era più possibile continuare a mantenere in via Vasari per l’elevato numero di persone che lo frequentavano e che intasavano con le auto la viabilità e il parcheggio del quartiere, rendendo problematica la convivenza con i residenti, oltre che l’effettuazione delle prestazioni sanitarie”, ha evidenziato il sindaco. “La nuova sede del Centro Servizi permetterà di offrire un buon servizio ai cittadini”, ha commentato Bacchetta. “Siamo ora in attesa di conoscere gli sviluppi riguardanti le future prescrizioni per contenere la pandemia, capire se l’Umbria resterà regione arancione o tornerà gialla e che tipo di normative verranno applicate sotto il periodo natalizio”, ha concluso il sindaco, chiarendo: “noi ci atteremo a tutte le disposizioni dei livelli regionali e nazionali”.

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San Giustino – Quest’anno a Castello Bufalini niente Presepe Vivente. Appuntamento al prossimo Natale. Assessore Crispoltoni: “Decisione sofferta ma necessaria per tutelare la salute di tutti”

“Un velo di nostalgia ci avvolge il cuore guardando i viali e giardini vuoti del Castello Bufalini, laddove, grazie all’accoglienza e collaborazione grande della Direzione Regionale dei Musei dell’Umbria, negli anni passati aveva trovato collocazione il Presepe Vivente”. Sono le parole dell’assessore alla cultura del Comune di San Giustino, Milena Crispoltoni Ganganelli, che, con particolare dispiacere, comunica il rinvio al prossimo anno della sacra rappresentazione.
“Il comitato organizzativo, le associazione, insieme a privati cittadini, uniti dall’attaccamento alle tradizioni e dal senso di appartenenza al territorio, di cui Castello Bufalini è da sempre il cuore pulsante, con un lavoro generoso e certosino, sono riusciti a realizzare, ogni anno di più, un qualcosa di unico e suggestivo a favore dell’intera comunità e delle migliaia di visitatori che hanno reso omaggio, con la loro presenza, a ciò che la Natività rappresenta, ma anche a tutti coloro che per mesi avevano lavorato per realizzare il Presepe Vivente. Nel ringraziare tutti coloro che hanno fatto vivere questa magia che ci ha coinvolto ed emozionato, vista l’attuale situazione legata all’epidemia da Covid-19, siamo costretti a comunicare l’impossibilità a realizzare il Presepe Vivente, con la speranza di poterci ritrovare insieme il prossimo Natale”.

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Coronanavirus ad Umbertide: Carizia “oggi 3 nuovi guariti e 5 positivi”

L’aggiornamento di oggi vede tre nostri concittadini guariti dal Covid-19 e cinque casi di positività.

Inoltre è stata registrata anche una dimissione ospedaliera.

Attualmente i nostri concittadini positivi sono 187, di cui 179 si trovano in isolamento domiciliare e otto sono ricoverati in strutture sanitarie.

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Il Verde che premia, Sansepolcro sullo scalino più alto del podio

Il progetto degli Orti Sociali non ha entusiasmato solo gli abitanti di Sansepolcro. Il Comune è infatti tra i vincitori del Premio “La Città per il Verde 2020”, un’iniziativa della casa editrice Il Verde Editoriale di Milano, che da 36 anni pubblica ACER, la rivista tecnico-scientifica dedicata ai professionisti del verde e del paesaggio.

L’intervento “Tra il Bastione di Santa Lucia e gli Orti sociali di Santa Chiara”, inaugurato alcune settimane fa, sarà premiato attraverso una cerimonia online giovedì prossimo 26 novembre tra le 10 e le 12.

Il Premio “La città per il Verde” è stato istituito nel 2000 e durante questi venti anni ha seguito la crescita del verde pubblico in Italia, rendendo evidenti gli interventi di trasformazione delle città in cui gli spazi aperti di nuova realizzazione o le trasformazioni urbanistiche dei quartieri industriali hanno reso migliore la qualità della vita. L’iniziativa assegna il premio a quei Comuni che si sono distinti per realizzazioni o metodi di gestione innovativi, finalizzati all’incremento del patrimonio verde pubblico attraverso interventi di nuova costruzione e di riqualificazione o nei quali si è privilegiato l’aspetto manutentivo.

“Nella categoria tra i 15 mila e i 50 mila abitanti, il nostro Sansepolcro è risultato vincitore e questo è un bellissimo traguardo su cui dobbiamo lavorare ancora. Il premio certifica la lungimiranza della nostra amministrazione verso i temi come l’ambiente e il recupero di aree verdi – dichiara l’assessore all’Urbanistica Francesco Del Siena – Il recupero degli orti pensili del Bastione di Santa Lucia è un esempio calzante di come alcuni luoghi, che sembrano ormai non essere più utilizzabili, in realtà lo siano, diventando anche occasione di inclusione sociale, di diffusione di informazioni e conoscenze tra generazioni. Un premio che l’Amministrazione deve dividere con tutti gli attori che hanno reso possibile questo intervento, cioè INPS, sindacati e imprese locali”.

Gli orti sociali sono spazi urbani destinati alla coltivazione e affidati a cittadini o ad associazioni. Gli obiettivi sono molteplici: ambientale, sociale e di riqualificazione di zone della città che necessitano di un ripristino. In particolare, nel caso del Borgo, avranno anche fini didattici e per i disabili. Sul tema, l’amministrazione comunale di Sansepolcro ha vinto due bandi di finanziamento: uno per il progetto “Mille Orti sociali” e uno per “Città murate”.

Gli uffici comunali stanno lavorando al bando per l’affidamento della gestione degli Orti Sociali, sia del Bastione di Santa Lucia che di Villa Serena, di prossima inaugurazione. Ma intanto questo riconoscimento aggiunge valore al progetto e a tutto ciò che gli ruota intorno.

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Un flash mob virtuale in tutta Italia e 4 panchine rosse

Anche Sansepolcro “presta la voce” alla campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne che si tiene in occasione della “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza”, mercoledì 25 novembre.

Le iniziative in programma sono la pubblicazione di un video realizzato dall’artista toscana, Emma Castè e l’inaugurazione di alcune panchine rosse.

Le iniziativa sono coordinate da Catia del Furia, assessore alle Pari Opportunità. Mercoledì, quindi, sulla pagina Facebook del Comune, alle ore 11 sarà trasmesso il video “Oltrepassare la violenza”.

Inoltre l’amministrazione comunale ha voluto dare un ulteriore segno tangibile alla Giornata, così mercoledì saranno inaugurate 4 “panchine rosse”, diventate negli ultimi anni il simbolo della lotta alla violenza sulle donne.

Alle 11, in viale Osimo, ai Giardini “Silvana Falasconi”, sarà inaugurata la prima. Alle 11,45 in piazza Torre di Berta, su iniziativa del comitato “Le ragazze e i ragazzi del ’60”, ne saranno inaugurate tre, in ricordo delle tre vittime di femminicidio, sempre nel cuore di Sansepolcro: Silvia, Alessandra e Katia.  

“Sansepolcro aderisce alla campagna di sensibilizzazione “Oltrepassare la violenza” e lo ha fatto attraverso la realizzazione di manifesti che sono stati affissi in queste settimane in città e attraverso la proiezione di un filmato sulla pagina Facebook del Comune, mercoledì prossimo – spiega l’assessore Del Furia – Tutti i comuni, e sono tanti, che hanno aderito a questa campagna, proietteranno nei propri canali istituzionali lo stesso filmato alla stessa ora nell’intento di creare un flash mob virtuale. Così come i manifesti sono stati affissi in tante città d’Italia, per esprimere un comune messaggio contro la violenza. A proposito dei manifesti, mi preme ringraziare la Lino Service di Città di Castello che ha stampato gratuitamente il materiale, dimostrando una sensibilità straordinaria per l’iniziativa. Vorrei ringraziare anche la ditta Bellumore Lab di Sansepolcro per aver prodotto e donato la targa che verrà apposta nella panchina dell’amministrazione”.

Questa panchina è stata realizzata nel 2016 dagli operai del Comune e, da allora, è sempre stata esposta sotto le logge del Comune nella settimana del 25 novembre. “Ma quest’anno abbiamo deciso di darle una collocazione definitiva – continua l’assessore – La scelta del parco comunale è stata condivisa insieme alla Commissione Pari Opportunità, sia per la vicinanza alla scuola sia perché il parco è frequentato da molte famiglie. Ancora la violenza contro le donne è un fenomeno con dei numeri spaventosi che la pandemia ha purtroppo aggravato”.

Proprio per non dimenticare le vittime di violenza, Silvia, Alessandra e Katia e per rafforzare un messaggio di contrarietà, verrà realizzata anche un’installazione temporanea in Piazza Torre di Berta. Saranno posizionate, in attesa di una collocazione definitiva che avverrà nei primi mesi del 2021, tre panchine rosse realizzate dal “Comitato degli amici e delle amiche del 1960”, un comitato spontaneo di cittadini che, attraverso la realizzazione di questi splendidi manufatti, ha dimostrato forte spirito civico.

“Sono orgogliosa di essere riuscita, insieme alla Commissione, a portare a termine questo percorso e sono fiera che anche la Città di Sansepolcro abbia le sue panchine rosse” conclude la Del Furia.

Le inaugurazioni saranno in forma ristretta e chiuse al pubblico.

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