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Inarsind al Governo: prolungare al 2024 gli effetti del Superbonus 110%

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“Il Decreto rilancio, con superbonus edilizio, ha dato una spinta eccezionale all’edilizia residenziale, in un momento estremamente critico per l’economia italiana” ma Inarsind, associazione sindacale nazionale che riunisce Architetti e Ingegneri liberi professionisti non può non sottolineare come “questa spinta, a causa delle tempistiche ristrette, abbia anche causato alcune distorsioni importanti al mercato e criticità nel processo”.

Inarsind, con la parole del segretario nazionale, l’architetto aretino Marco Becucci – propone allora “una diluizione dei tempi per la realizzazione di questo importantissimo processo di riqualificazione, processo che porterà l’Italia a risolvere le grandi criticità del patrimonio immobiliare, riducendo i rischi per la salute e la sicurezza, i consumi energetici favorendo l’emersione di una rilevante quota del mercato sommerso”.”.

“Il prolungamento dei termini per l’esecuzione delle opere al 2024  – è la richiesta Inarsind –  consentirà anche a coloro che stanno adesso valutando gli interventi di portarli a termine senza forzare i tempi e dedicando il giusto tempo allo studio, alla progettazione, all’approvazione e all’esecuzione degli stessi e pensiamo anche alle aree geografiche dove i lavori possono essere eseguiti in brevi periodi dell’anno”.

E’ questo il contenuto principale di una lettera  – a firma del presidente nazionale Roberto Rezzola e del segretario nazionale Marco Becucci  – che la stessa Inarsindha inviato al Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti, al Ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco e al presidente del Consiglio Mario Draghi, lettera nella quale si chiede appunto che il cosiddetto Superbonus 110% possa vedere la proroga per l’esecuzione delle opere edilizie fino a fine 2024.

“In questo modo  – secondo Inarsind –  si invoglieranno fortemente i proprietari degli immobili ad eseguire interventi di riqualificazione sismica ed energetica coinvolgendo professionisti, imprese edili e impiantistiche che da anni si trovano ad operare in un mercato asfittico e con ridotte prospettive dando certamente linfa al settore, perché allo stato attuale il tempo concesso per la realizzazione di questi interventi è limitato: la scadenza attuale è prevista per il 30 giugno 2022, prolungata al 31 dicembre solo per gli immobili delle aziende per l’edilizia economica popolare”.

E secondo Ingegneri e Architetti liberi professionisti “non si può pensare di riqualificare l’intero patrimonio immobiliare italiano in meno di due anni. Un patrimonio importante e che per anni non è stato sostenuto adeguatamente.

“Lo strumento adottato – spiega poi la lettera – ha di fatto generato una corsa alla riqualificazione, o meglio all’ottenimento di detrazioni fiscali, che, allo stato attuale, ha generato anche alcuni distorsioni tra cui un deciso aumento dei prezzi dei materiali, difficoltà nelle tempistiche per l’avvio dei lavori, il blocco di molti uffici edilizia privata comunali o il ritardo nell’approvazione dei progetti da parte degli stessi uffici, a causa dell’improvviso aumento delle pratiche presentate e del ridotto personale presente a causa dello smart working. Segnalate anche difficoltà nel reperimento di forza lavoro e un  forte rallentamento delle altre attività edilizie ordinarie, questo perché considerate meno interessanti e remunerative da parte delle imprese, con conseguenti problematiche generali allo sviluppo delle infrastrutture e dell’edilizia non residenziale”.

Ecco quindi i perché della richiesta al Governo di uno slittamento dell’efficacia del superbonus fino a tutto il 2024.

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Pallavolo serie B/M: Erm group San Giustino, domani si gioca il recupero contro la Edotto Inter Volley Foligno

La stessa avversaria nel giro di quattro giorni. ErmGroup San Giustino ed Edotto Rossi Inter Volley Foligno si rinnovano ora l’appuntamento per le 20.30 di mercoledì 10 marzo sul taraflex del palasport di via Anconetana per il recupero del match di andata, valevole per la seconda giornata del girone F2 del campionato di Serie B maschile. Prosegue pertanto il tour de force della squadra biancazzurra, che fino a domenica 21 andrà avanti giocando due partite alla settimana. Finora, il cammino è stato perfetto con tre vittorie per 3-0 nelle altrettante gare disputate, anche se nell’ultimo set di sabato scorso Conti e compagni hanno dovuto per la prima volta stringere seriamente i denti per ribaltare in loro favore ai vantaggi un set vissuto di rincorsa, dopo che nei precedenti otto avevano sempre incassato meno di 20 punti.

“L’auspicio è che quel 27-25 ci abbia insegnato a tenere sempre alta concentrazione – ha commentato a mente fredda il tecnico Francesco Moretti – perché altrimenti la Edotto Foligno avrebbe potuto riacquisire la giusta dose di fiducia con la quale renderci più difficile la vita a sfida riaperta. È anche vero, però, che alla fine il nostro carattere è uscito fuori e quindi abbiamo dimostrato che al momento giusto la tempra non ci manca; stavolta, però, confido in situazioni meno apprensive, ma con i ragazzi abbiamo analizzato attentamente quelle che sono state le nostre pecche”. La ErmGroup vuole quindi evitare patemi e continuare la bella striscia positiva di questo inizio stagione; alle pedine importanti della compagine folignate (Bacca e Cittadino in primis), sabato scorso si è aggiunto anche Duminica, schiacciatore che a tratti è stato una spina nel fianco.

Quanto basta per ribadire che le distrazioni non saranno ammesse; per evitare allora imprevisti non graditi, San Giustino deve soltanto esprimersi secondo le proprie potenzialità, anche se lo stato di forma generale del collettivo ha ancora i suoi margini da sfruttare, aspettando sempre il recupero del libero Leonardo Di Renzo. Sul 6+1 di partenza, non dovrebbero esserci dubbi: diagonale composta da Alessio Sitti e Leonardo Puliti, al centro Mirko Miscione e Giulio Cesaroni, a lato Rinaldo Conti e Filippo Agostini e libero Lucio Piazzi. A dirigere l’incontro sono stati chiamati il primo arbitro Lorenzo Catena di Ancona e il secondo arbitro Vieri Santin del comitato di Pesaro e Urbino. Come sempre, gli sportivi potranno seguire la diretta della partita sulla pagina Facebook della Pallavolo San Giustino.

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Città di Castello: alla cassa della farmacia o di esercizi commerciali della città con i prodotti acquistati anche lo scontrino “sos” con i numeri utili e le informazioni per attivare richieste di aiuti ai centri antiviolenza


Alla cassa della farmacia pronti a ricevere i prodotti acquistati e lo scontrino “salvavita” con impressi numeri telefonici ed informazioni utili per richiedere interventi e soccorsi immediati ai centri antiviolenza collegati. “Se sei vittima di stalking o violenza chiama il 1522 o il centro antiviolenza nella tua città al 3534164699”.

Poche parole ma efficaci e necessarie per poter avere sempre a portata di mano numeri utili all’occorrenza in casi di pericolo per la propria incolumità. E’ la inedita proposta, fra le prime nella regione Umbria (già in pratica nella vicina Toscana) oggetto di una interpellanza prima firmataria, Letizia Guerri assieme ai consiglieri comunali del Partito Democratico, Massimo Minciotti, Mirko Pescari e Luciano Tavernelli che contempla anche la richiesta di adesione delle Farmacie Comunali, di quelle private e di tutte le attività commerciali attraverso una adeguata e capillare campagna di comunicazione diretta ai cittadini. “Tra gli effetti indiretti dell’emergenza coronavirus, c’è l’odioso aumento dei casi di violenza domestica e di genere.

Un aumento anche in Umbria testimoniato dall’Istat che ha condotto un’analisi dei dati contenuti nel dataset del numero verde antiviolenza 1522 nel periodo compreso tra Marzo e Giugno 2020 da cui emerge come durate tale periodo siano state 64 le donne vittime di violenza (26 in piu’ rispetto al 2019) mentre le chiamate effettuate al numero antiviolenza sono state 125, 42 in piu’ rispetto al 2019.

Si rende necessaria la più diffusa sensibilizzazione ed informazione in merito ai servizi messi a disposizione delle vittime di abusi per far emergere situazioni di violenza e di stalking, Servizi nazionali, regionale e territoriali – si legge dell’interrogazione dei consiglieri Pd – il momento piu’ complesso e critico in termini psicologici e anche di sicurezza delle vittime è proprio la richiesta di aiuto.” Guerri, Minciotti, Pescari e Tavernelli sottolineano infine che “dal 25 Novembre 2020 a Città di Castello le volontarie dell’Associazione Liberamente Donna, il Comune di Città di Castello con la zona sociale dell’Alto Tevere, hanno non solo attivato il numero antiviolenza 3534164699 operativo 24 ore su 24 ma anche un centro dedicato alle donne vittime di violenza in via Luca Signorelli, purtroppo già pienamente in attività a soli tre mesi dall’inaugurazione.”

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Città di Castello: intesa tra Comune, Provincia di Perugia e fondazione per l’istruzione agraria per la riqualificazione dell’ex convitto Patrizi. Ospiterà l’asilo Cavour e l’attività scolastica dell’istituto secondario


“Abbiamo raggiunto un importante accordo che consentirà di ottenere due importanti obiettivi: riqualificare uno storico immobile alle porte del centro storico come l’ex convitto dell’istituto agrario e dare soluzione alle esigenze di spazi per l’educazione e la didattica dell’asilo Cavour e della scuola Ugo Patrizi”.

Lo annuncia il vice sindaco con delega ai Lavori Pubblici Luca Secondi nel dare notizia dell’approvazione da parte della giunta comunale dell’atto di indirizzo per la costituzione del rapporto d’uso del piano rialzato e del primo piano dell’edificio di via Armando Diaz tra il Comune e la Fondazione per l’Istruzione Agraria di Città di Castello. “L’intesa – spiega Secondi – prevede che, dopo l’esecuzione dei necessari lavori di miglioramento sismico dell’edificio da parte della Fondazione per l’Istruzione Agraria di Città di Castello, il Comune acquisirà in locazione l’immobile dell’ex convitto per destinare il piano rialzato all’asilo Cavour e mettere a disposizione della Provincia di Perugia il primo piano per le esigenze didattiche dell’Istituto Patrizi”.

Il vice sindaco sottolinea come sia stato “determinante il lavoro svolto dalla cabina di regia costituita per il progetto con l’assessore alla Scuola Rossella Cestini, nella quale hanno dato una disponibilità e un contributo fondamentali il presidente della Fondazione per l’Istruzione Agraria di Città di Castello Enrico Sebastiani, i dirigenti scolastici Massimo Belardinelli e Marta Boriosi, gli uffici tecnici del Comune e della Provincia di Perugia”. Il convitto dell’istituto agrario, chiuso dal 2004, è stato individuato dal Comune nell’ambito di una ricognizione sul territorio finalizzata a incrementare le superfici a disposizione dei servizi di istruzione ed educazione per contrastare la diffusione dell’epidemia da Covid-19 e a reperire spazi necessari all’esecuzione degli interventi di edilizia scolastica programmati.

“Considerate la collocazione ottimale nel tessuto urbano del capoluogo e la disponibilità di aree verdi esterne, oltre alla presenza del servizio di ristorazione scolastica, abbiamo ritenuto che l’immobile potesse prestarsi efficacemente a un utilizzo sinergico da parte del Comune e della Provincia di Perugia, soddisfacendo le esigenze di spazi per l’asilo Cavour, al quale attualmente il Comune garantisce i locali a piano terra dell’ex seminario, e dell’Istituto Ugo Patrizi”, spiega Secondi che, evidenzia come la Fondazione Agraria di Città di Castello “abbia immediatamente accolto la richiesta di mettere a disposizione i locali e di farsi carico dei necessari lavori di miglioramento sismico”.

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Riaprire gli uffici postali del territorio: la mozione della sinistra votata all’unanimità dal consiglio comunale di Città di Castello


Votata all’unanimità dal consiglio comunale di Città di Castello, lunedì 8 marzo 2021, la mozione della Sinistra “per la riapertura degli uffici postali del territorio”. A favore PD, PSI, La Sinistra, Gruppo Misto, Civici e Democratici per Città di Castello, Fratelli d’Italia e Forza Italia, Tiferno Insieme e Castello Cambia, Lega.
Giovanni Procelli, capogruppo della Sinistra, ha parlato “della chiusura di alcuni sportelli delle poste italiane sia delle frazioni che dei quartieri più popolosi del capoluogo.

Prima veniva garantito un orario continuato, ora la fruibilità è davvero limitato tanto da causare una protesta nel punto del Famila che ha manifestato il malessere di affrontare lunghe code. Al giornalista, la responsabile delle Poste ha spiegato che “la rimodulazione degli orari di apertura la Covid è legata all’Emergenza ma abbiamo comunque allungato gli orari in Umbria. Questo accadeva ad ottobre. Città di Castello ha una sola sede centrale, le proteste hanno portato al divieto di sedere dentro la struttura aggiungendo ulteriori disagi specialmente agli anziani, che devono aspettare gli stessi tempi in piedi. Queste modalità favoriscono non riducono gli assembramenti mentre l’apertura di più punti potrebbe differenziare l’afflusso dell’utenza.

La sede del Famila potrebbe proteggere i cittadini dagli agenti atmosferici e garantire sicurezza stradale. L’orario ridotto inoltre aggrava i dipendenti dell’unica sede accessibile. Chiediamo al sindaco di intervenire presso Poste e il Prefetto per chiedere la riapertura delle sedi di poste in tutto il territorio comunale. Ci è stato detto che nell’Alta Valle del Tevere sarebbero state riaperte. Se il problema è il distanziamento, concentrando la gente in un unico posto non si agesce in modo efficace”. Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia, ha detto: “Prima di Procelli ho fatto un’interrogazione simile contro le aperture a singhiozzo e code con assembramenti nella sede centrale e nelle sedi periferiche aperte ad orari molto ridotti. Ho chiesto al sindaco di intervenire.

Le istituzioni locali hanno mancato di far sentire la loro voce. Forza Italia ha fatto fare anche un intervento parlamentare che ha ricevuto un segnale di maggiore efficienza. Non cantiamo vittoria perché anche per l’abbattimento dei costi c’è il tentativo di contingentare gli accessi. Il comune deve far sentire la sua voce e aprire un’indagine per capire se un servizio pubblico possa gravare l’accesso ad un bene primario e renderlo pericoloso alla salute. Se ci sono assembramenti dovremmo anche fare una denuncia. La risposta non è chiusura totale ma maggiore apertura. Mandiamo i vigili urbani”.

Giorgio Baglioni, capogruppo della Lega, ha proposto “un’azione corale di tutti i sindaci del comprensorio o addirittura umbri, non basta l’intervento del sindaco. La Regione si è già attivata ma è necessario una mobilitazione di tutte le istituzioni regionali e questa è la strada che è stata intrappresa”. Marcello Rigucci, consigliere del Gruppo Misto, ha detto: “Ho scritto al direttore delle poste di Città di Castello e di Perugia e i gazebo non posso essere sistemati per ragioni di sicurezza. Ovunque vige il sistema della prenotazione, E’ giusto lamentarsi e protestare ma c’è un’impossibilità dei direttori di agire”.

Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia: “Il problema esiste e in un’interpellanza che verrà discussa a breve abbiamo posto il problema ma il nodo è la valutazione della qualità del servizio locale e la riorganizzazione sulla base anche degli utenti medi di Poste Italiane, che spesso sono persone anziane, per le quali le poste sostituiscono la banca per contante e disponibilità. Per loro lo sviluppo digitale dei servizi non è la soluzione”.

Luciano Tavernelli, consigliere del PD: “Per evitare le code è necessario estendere l’orario e aprire più sportelli. Non basta un sistema di prenotazione per gli anziani che sono gli utenti tipo. Poste utilizza la riduzione di orari e CIG per risparmiare non per problemi di sicurezza. Vanno riaperto gli uffici postali e favoriti gli utenti con disabilità, vanno costruite soluzioni per evitare assembramenti all’esterno. Non importa chi ha fatto la proposta, chiediamo che dalla prossima settimana i vertici locali delle Poste intervengano, guardiamo alla sostanza non a comparire sui social”.

Vittorio Morani, capogruppo del PSI, ha detto che “nonostante le proteste a tutti i livelli, Poste non ha fatto niente ed ora deve tenere conto dei disagi che sta causando a tutti gli utenti. La chiusura degli uffici postali non dipende dall’emergenza sanitaria ma semmai l’accentua. Bisogna intervenire perché poste hanno una grande varietà di servizi. Voteremo la mozione”. Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha detto: “Sono problematiche nazionali, ci sono ovunque, dobbiamo eliminare le code e farsi supportare dall’Arma dei Carabinieri con una convenzione nazionale per il ritiro delle pensioni e la consegna a casa. Condivido Tavernelli quando parla di pretesti. L’Emergenza Covid è una grande occasione per rivoluzionare in peggio. Il Covid non lascerà solo le macerie legate alle chiusure ma anche per le riorganizzazione produttive. Temo che lo smartiworking si trasformerà in un pretesto per trasformare posti di lavoro subordinato in lavoro autonomo”.
Gaetano Zucchini, capogruppo dei Democratici per Città di Castello, si è detto “d’accordo con la mozione. Abbiamo messo in evidenza il problema ma non sono venute soluzioni. Investiamo anche il prefetto che ha un ruolo anche dal punto socio-economico”.

Vittorio Vincenti, consigliere di Tiferno Insieme, ha chiesto: “Nel breve il sindaco non potrebbe un’ordinanza ad hoc per evitare quello che si verifica davanti agli uffici, che sia da stimolo ad una nuova organizzazione di poste?”. Il sindaco Luciano Bacchetta ha detto: “Ci siamo occupati molto spesso di questa vicenda, abbiamo interlocuito con la direzione di Firenze che comunque agisce con un’autonomia, che dovrebbe esprimersi nell’interesse dei cittadini, ma secondo logiche complessive del livello nazionale. Facciamo nostra questa mozione consente di fare altre pressioni ma da soli non otterremo molto perché i nostri strumenti sono limitati. Nel medio termine le cose miglioreranno ma senza voler fare la storia questa privatizzazioni producono i loro effetti nefasti oggi”. Nella replica Procelli si è detto soddisfatto “della trasversalità del consenso. Mi sono piaciuti gli interventi che hanno parlato di interessi economici, dietro il problema del Covid c’è chi ha approfittato sulle spalle della gente. Lo smart working: prima o poi i rapporti umani verranno distrutti dai collegamenti a distanza. Se Castello Cambia ha un documento simile, avremmo potuto unirli per evitare la stessa discussione”. Marcello Rigucci, consigliere del Gruppo Misto, ha detto: “Con il Covid c’è chi si approfitta,non possiamo imputare la colpa solo alle Poste. Le regole antiCovid le ha stabilite il governo centrale. Ci sono disagi.

La mia mozione per gli operatori sanitari di quartiere, ripresa da un’idea di Zucchini, si potrebbero impegnare anche sul fronte delle Poste. Condivido la mozione”. Luigi Bartolini, consigliere dei Civici per Città di Castello, ha annunciato voto positivo: “Per tutelare i cittadini nell’efficienza dei servizi essenziali”.

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L’otto marzo apre i lavori del Consiglio comunale

In apertura di consiglio comunale, ieri, lunedì 8 marzo 2021, il vicepresidente del consiglio comunale Marco Gasperi, che sostituiva la presidente Francesca Mencagli, ha letto una poesia di sua composizione in onore delle donne. Luciana Bassini, assessore alle Pari Opportunità, ha aggiunto: “Una delle categorie più colpite dalla pandemia solo le donne ma non hanno gettato la spugna e continuano a lottare per tutti. Come donne cercheremo sempre di offrire uno sguardo di comprensione a tutti”. Emanuela Arcaleni, consigliere di Castello Cambia, ha detto: “Voglio ricordare le donne del personale sanitario in prima linea. Le donne stanno facendo le spese della pandemia anche a livello lavorativo, circa il 75% dei posti persi erano occupati da donne. Potremmo ricordarcelo quando faremo il bilancio. Nella sfera privata, le donne hanno la maggior parte del carico di cura. C’è anche il tema della denatalità: questo modello di sviluppo produce un progressivo impoverimento del capitale umane di cui dobbiamo occuparci in termini di parità. C’è ancora strada da fare, pensiamo se siamo disposti a ripensare i ruoli che gestiscono questa società, dovremmo metterli in discussione. Come nelle quota rosa: le subiamo o siamo disposti ad accettarle? Servono a colmare il gap: senza quote la nostra Giunta avrebbe tre donne. Siamo 4 donne su 24 consiglieri. Perché così poche?”. Il sindaco Luciano Bacchetta ha detto: “L’Otto marzo è particolare: nella giornata di ieri correva un anno dall’inizio ufficiale del COVID in Italia. Abbiamo ancora una situazione drammatica dal punto di vista sanitario che si ripercuote nella vita di tutti i giorni. Mai come oggi l’Otto Marzo è importante perché io credo nella parità di intelligenza. A volte questa parità di genere genera mostri: siamo costretti a fare con legge quello che si dovrebbe fare con coscienza. Ho dedicato l’Otto Marzo non alle signore che hanno una loro storia ma alle adolescenti, che sono le vere vittime della pandemia. Le nostre figlie, le nostre nipoti che non possono vivere la quotidianeità affascinante dell’adolescenza. Hanno una perdita di socialità terrificante. Oltre alle tropo persone morte, le vere vittime sono le nostre adolescente alle quali la pandemia hanno tolto tante emozioni e momenti belli. Dedichiamolo a loro, la mattina in DAD e nel pomeriggio vedendosi in modo nascosto, come se incontrarsi tra amiche fosse un peccato mortale. Stanno vivendo una condizione di non libertà innaturale, faccio appelli giusti al rispetto delle regole, ma capisco la loro situazione”.
Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, ha ribadito il concetto rispetto alle restrizioni a cui soggiacciono gli adolescenti, mentre Vittorio Vincenti, consigliere di Tiferno Insieme, ha sottolineato “la mancanza di esperienze formative in questo periodo di quasi confinamento, che sono momenti di grande crescita anche come persona e che spesso sono consumate nella scuola e nella relazione”.


Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha preso le distanze dalla Giornata della donna: “Prendo le distanze anche dalle parole del presidente della Repubblica quando dice che il femminicidio è inaccettabile, perché l’omicidio è accettabile. Non sono d’accordo neanche con le quote rosa: le donne in gambe vanno avanti, ci sono tante donne in posizioni di rilievo, dalla vicepresidente degli Usa, alla presidente della Commissione europea, fino alla sindaca di Roma. Non è con le quote rosa che raggiungeremo la parità, magari salariale, soprattutto sui corpi intermedi, come ad esempio nella giunta della Camera di Commercio. Nei corpi intermedi c’è un problema di cooptazione ma ad esempio nella composizione delle liste è una riserva che non produce valore”.

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Città di Castello: discussione tesi di laurea presso la biblioteca Carducci. Approvata la mozione della Lega

Grazie alla Lega i laureandi tifernati potranno discutere la loro tesi on line direttamente dalla biblioteca Carducci, con tutta la strumentazione tecnologica necessaria. Ad esprimere soddisfazione per l’approvazione della mozione è il capogruppo della Lega, Giorgio Baglioni. “Nella seduta del consiglio comunale dell’8 marzo – spiega – è stata approvata quasi all’unanimità, con un solo astenuto, questa nostra mozione: una proposta per il bene di tutti quei laureandi tifernati che in questo periodo di pandemia, devono discutere la loro tesi, generalmente da casa e non sempre con tutta la strumentazione adeguata. Da oggi, grazie all’intervento della Lega, sarà il comune ad offrire una sede adeguata e gratuita: inizialmente doveva essere l’aula del consiglio comunale poi attraverso un emendamento è stata individuata la biblioteca Carducci così da offrire allo studente un’ottima connessione, un maxi schermo e un ampio spazio dove un massimo di 10 persone potranno assistere all’evento. Non sappiamo quanto durerà questo periodo di emergenza sanitaria ma come Lega, crediamo che le istituzioni debbano, il più possibile, agevolare la quotidianità. Trovo giusto e necessario – continua Baglioni- che venga data la possibilità ad ogni laureando, di sfruttare una sala pubblica, come quella della biblioteca comunale, in modo da poter dare maggiore lustro a questo momento culminante della vita di ogni studente universitario”.

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Perugia: “Destinazione finale delle mascherine”, Il consigliere Rigucci torna sulla vicenda e chiede pagamento fornitura risalente a inizio pandemia

“Destinazione finale delle mascherine”: Marcello Rigucci vuole conoscere quale sia stato l’impiego delle 200 mascherine ffp2 ed altri dispositivi di protezione nei periodi risalenti all’emergere della piena pandemia nei primi mesi del 2020. In quei giorni, infatti, tali dispositivi dovevano essere fornite al Comando di Polizia Provinciale, autorizzato da Prefetto e Questura di Perugia, di eseguire lungo le arterie Provinciali un controllo serrato sulle persone e spostamenti per contenere l’azione pandemica.
Il consigliere di minoranza ha in più occasioni presentato sulla vicenda documenti in Consiglio provinciale.
L’ultimo, in ordine di tempo, di questi atti è l’interpellanza in oggetto nella quale si evince che “a seguito di numerose sollecitazioni, e dopo il consiglio del 23 febbraio ricevo finalmente per email, dalla segreteria generale, una documentazione comprovante la destinazione finale delle mascherine.


Alla luce della documentazione inviatami – si legge nel documento -, è evidente l’atto giuridico di distrazione dei beni acquisiti per il reparto Polizia Provinciale a favore di altri centri di costo o uffici non pertinenti. Questa operazione – sostiene Rigucci – ha messo l’intero Corpo di Polizia Provinciale in pericolo, aumentandone il rischio di contagio, considerando che la protezione delle ffp2 risulta essere dell’85% mentre quella delle chirurgiche solo del 15%”.
In sede di commissione Rigucci ribadiva, inoltre, il mancato pagamento delle mascherine in oggetto”.
Pertanto si chiede “l’ immediato pagamento di tutte le fatture emesse dalla ditta fornitrice; la somma di circa 2500€ fuori bilancio e l’atto disciplinare nei confronti dell’ex dirigente per la distrazione dei beni”.

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Covid-19 a San Giustino: scendono ancora i positivi, ad oggi il numero è di 134

Aggiornamento quadro complessivo dei positivi nel territorio di San Giustino

Sono 134 le persone attualmente positive, delle quali 13 ricoverate in ospedale e le altre poste in isolamento domiciliare.

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Sansepolcro: questa sera su retesole (ch 13) torna In Primo Piano. Ospite Andrea Laurenzi (Pd – In Comune)

Nuovo appuntamento con In Primo Piano. Ospite del programma condotto da Michele Tanzi ed in onda questa sera dalle ore 21,15 su retesole (ch 13) il capogruppo di PD In Comune, Andrea Laurenzi

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Covid-19 a Città di Castello: Bacchetta “ieri 28 guariti e 26 nuovi positivi. Numeri sempre alti, servono maggiori controlli e necessario massimo sforzo nel rispettare le regole. Polemich esu social pretestuose”


“I dati di ieri ci parlano di 26 nuovi positivi al Covid-19 e di 28 guariti”. Il sindaco Luciano Bacchetta ha aggiornato così la situazione della pandemia a Città di Castello, puntualizzando che “i numeri sempre alti del contagio, seppur in impercettibile miglioramento, continuano a rendere e necessario rispettare le regole e anche controllare che questo avvenga, specie nei luoghi pubblici e nei parchi cittadini”.

“Le forze dell’ordine stanno facendo in modo encomiabile il loro dovere e non appartiene certo alla mia cultura creare uno stato di polizia, ma i controlli dovranno aumentare”, ha chiarito il primo cittadino, che ha osservato: “capisco che i nostri giovani abbiano bisogno di vivere la propria età e di avere una socialità dopo un anno durissimo, ma le norme ci impongono una rigidità che deve essere rispettata”.

“Stiamo vedendo la luce in fondo al tunnel con la prospettiva della vaccinazione di massa, che ci dicono partirà tra la fine di marzo e i primi giorni di aprile con una dotazione di dosi molto consistente in grado di poter aggredire efficacemente la diffusione del Coronavirus, ma prima di concretizzare appieno questo obiettivo dobbiamo fare il possibile per continuare a rispettare al massimo le normative nella fase attuale, che è la più dura e terribile”, ha rimarcato Bacchetta, ricordando anche “il sacrificio delle scuole ancora chiuse, al pari degli asili nido, che per prudenza a Città di Castello abbiamo deciso di non riaprire per una ulteriore settimana dopo l’ordinanza della Regione, visto che la circolazione del virus è sempre importante”.

Nel prendere atto che le operazioni di vaccinazione degli operatori sanitari, degli ultraottantenni e del personale della scuola “sono finalmente più dinamiche e fluide rispetto all’inizio anche presso il nostro Cva di Trestina”, Bacchetta ha riferito dell’incontro di stamattina con l’Usl Umbria1. “Abbiamo avuto un confronto con il direttore del Distretto Sanitario Alto Tevere dottoressa Daniela Felicioni, che ringrazio, nel quale come amministrazione comunale, di concerto con la Provincia di Perugia, abbiamo messo a disposizione un’ulteriore soluzione logistica per il secondo punto vaccinale di Città di Castello, che diventa importantissimo in vista della vaccinazione di massa e che speriamo di aprire presto”, ha spiegato il sindaco. A questo proposito il primo cittadino non ha voluto replicare “a chi sui social imperversa in maniera risibile con argomentazioni pretestuose”.

“Li invito a informarsi meglio, a essere meno prevenuti e a studiare di più”, ha sottolineato Bacchetta. Il sindaco ha, quindi, concluso con un augurio in occasione della Giornata Internazionale della Donna. “Fra i tanti effetti negativi della pandemia, con le sue limitazioni – ha detto – c’è anche quello di poter festeggiare poco e male l’8 marzo, per cui a tutte le donne facciamo i nostri più grandi auguri, anche perché sono tra coloro che hanno subito le maggiori conseguenze di questa emergenza sanitaria, tra le difficoltà della famiglia e del lavoro”.

“Voglio salutare in particolare le adolescenti, perché so quanto soffrono per la pandemia, che ha annullato il confronto, il contatto, le prime esperienze di questa fase particolare della loro vita”, ha aggiunto Bacchetta, che ha evidenziato: “da un anno i nostri ragazzi e le nostre ragazze non riescono più a frequentarsi normalmente, per cui mi sento di fare tanti sinceri auguri alle nostre adolescenti, sperando che il prossimo 8 marzo saranno ragazze libere di fare la propria vita e di vivere serenamente la propria giovinezza”.

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Citta’ di Castello: interpellanza dei Civici per Castello sulla presidenza della commissione controllo e garanzia

Nel consiglio comunale di lunedì 1 marzo 2021 di Città di Castello, Filippo Schiattelli, capogruppo dei Civici per Città di Castello, ha presentato un’interpellanza nella quale ha chiesto informazioni su “i fatti avvenuti il 14 gennaio 2021 in occasione della elezione di Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, a presidente della Commissione Controllo e Garanzia nel corso della quale il sindaco Luciano Bacchetta ha rivelato che il consigliere aveva una causa con l’azienda. Chiediamo di spiegare i motivi e le argomentazioni per cui ha deciso di mettere in relazione questa notizia con l’espletamento delle funzioni. Come ne è venuto a conoscenza? E’ indispensabile fugare ogni dubbio in merito alla piena legittimità dei lavori”.

Il sindaco Luciano Bacchetta ha detto: “Non riesco a capire il senso di questa interpellanza a cui non faccio nessuna fatica a rispondere. Conoscevo di questa azione legale perché alcuni giorni prima i livelli apicali di SOGEPU mi hanno comunicato la loro intenzione di adire alle vie legali per lacune dichiarazioni fatte da Bucci e considerate lesive della loro professionalità e dell’immagine dell’azienda. Io non sono intervenuto nel merito e non ho voluto sapere i motivi – la mia opinione è che queste iniziative non servono a nulla – ma pensavo chye non gfosse opportuno mischiare queste due vicende. I dubbi sull’elezione di Bucci sono però di natura politica essendo stato eletto con un voto della maggioranza ed anche la minoranza, Forza Italia per esempio, era furibonda per questa elezione. Non potevo dire di desistere perché avrei fatto un’interferenza”.

Emanuela Arcaleni, consigliere di Castello Cambia, ha detto “A me interessa capire le risposte del sindaco Bacchetta. La domanda non è relativa a chi ha deciso l’azione legale ma come mai il sindaco ha tirato fuori questa notizie riservata che riguardava un consigliere in quel momento eletto presidente della Commissione, l’ha rivelato in sede pubblica, non so ma non credo se ne aveva prima parlato con il diretto interessato per chiedere se fosse d’accordo con la divulgazione ma non mi risulta. Una notizia lesiva della sua persona e assumendola come motivo di una diminuzione delle sue prerogative e dei suoi diritti di consigliere. Su questo deve dare una risposta: in quanto denunciato il consigliere Bucci non potesse assumere una presidenza di Commissione. Che una abbia subito una denuncia e il processo non è ancora iniziato, ma si sia fatto un processo istituzionale, su questo bisogna avere chiarimenti. Mi sembra molto grave e deve dare risposta. Quando l’ha saputo non è importante. La denuncia non è di oggi. E’ stato leso anche il rispetto delle istituzioni,. Avrebbe riservato a chiunque questo trattamento. Lei dovrebbe fare una riflessione. Anche il segretario comunale ha risposto che non c’è incompatibilità”. Mirko Pescari, capogruppo del PD, ha detto: “Una riflessione di metodo: Negli ultimi cinque anni abbiamo indossato casacche diverse. L’aspetto rilevante è il rapporto tra eletti e le articolazioni del sistema e la provocazione dell’interpellante. In quella commissione ci sono alcuni elementi di opportunità politica. Le reazioni anche di minoranza sono state eloquenti e hanno gridato all’illegittimità dell’elezione di Bucci. C’è un problema di opportunità che anche l’azienda ha sottolineato e i legali dell’azienda l’hanno consigliata di badare bene al rapporto con la commissione. Secondo me fermo restando l’incomprimibile diritto degli amministratori di SOGEPU a difendere la loro onorabilità questo non è un elemento dietro il quale nascondersi o evitare il necessario rapporto tra azienda e proprietà, che è il comune di Città di Castello, consiglio e commissioni sono la massima assise del proprietario. Questa è la legge se in un momento di conflitto estremo. Se il sindaco ha invitato a riflettere sull’opportunità non c’è niente di male. Siamo contentissimi anche di un accordo spartitorio se serve a mandare avanti il lavoro. Dovresti ammettere che l’accordo trovato a poco a che fare con interessi dei cittadini e molto con alcune storie personali”. Vittorio Morani, capogruppo del PSI, ha detto: “Non entro nel merito di cui ha parlato il sindaco. Siamo consapevoli che ognuno rappresenta una parte politica e questa interpellanza non aiuta il lavoro di una commissione voluta dalla maggioranza. Cerchiamo di essere costruttivi per la città. Superiamo le ruggini e pensiamo alle emergenze che sono in corso. Non condivido l’interpellanza, la respingiamo al mittente”. Marco Gasperi, capogruppo del Gruppo Misto, ha precisato: “Ciò che Schiattelli chiede è istituzionale: perché è stata presa questa iniziativa dentro un contesto istituzionale. Un sindaco viene informato di un fatto del genere. E’ ovvio ma se Bucci ritiene di essere stato leso deve denunciarlo, io lo farei. Il problema è poi politico: SOGEPU, il controllato, vuole decidere se farsi controllare dal controllore”. Cesare Sassolini, capogruppo Forza Italia, ha detto: “Il sindaco poteva divulgare questa notizia? E’ stata divulgata in una sede istituzionale non data alla stampa. Non è un’ingerenza, anch’io ritenevo inopportuna l’elezione di Bucci ma soprattutto valutavo i risvolti tecnico-legale. Non facilitano il lavoro della commissione, mi aspettavano che il presidente portasse gli atti all’attenzione dei commissari. Quando si è coinvolti, è difficile essere terzi ed imparziali. Io non ero d’accordo con le modalità di elezione e non ho più partecipato ma non mi sono opposto”. Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia e presidente della Commissione Controllo e Garanzia, ha detto: “Dobbiamo garantire il livello istituzionale da parte di tutti. Io mi impegno a risolvere se ci sono elementi critici, sono responsabile. La giustizia è lenta e questi sono solo di ostacolo. Il sindaco non lo sapeva da poco, la denuncia è di due anni. Cercherò di difendermi ma il livello istituzionale è salvaguardato”.

Il sindaco: “Non c’e nessun aspetto legale, ho parlato di opportunità politica, perché qualche giorno prima, SOGEPU mi ha comunicato l’azione legale. Non li ho incoraggiati ed io ho comunicato la notizia in una sede istituzionale perché rendeva inopportuna la nomina del presidente”.

Arcaleni: “Stiamo aspettando la lettera annunciata al presidente Goracci. Il consiglio accetterà che la maggiore partecipata si sottrae ai quesiti del consiglio per Bucci, che si è detto disponibile a lasciare la presidente al vice?”. Nella replica Schiattelli ha detto: “Siamo usciti molto fuori dal tema. Ho invitato ad attenersi all’argomento. Non volevo essere provocatorio ma domanda legittima sul funzionamento delle istituzioni rispetto all’agibilità del ruolo. I tribunali sono altrove. Il sindaco ha già fatto bene a sollevare la questione: è la normalità che una partecipata denunci un consigliere? Gli esercizi di retorica che ho sentito sono inutili. Da quali pulpito vengono le paternali? Non starò qui a riportare le conseguenze delle scelte dentro le delegazioni consiliari di alcuni partiti. Io ho fatto scelte in coerenza con le promesse fatte agli elettori. Sofferte e non per vantaggi personali. Questo atteggiamento non aiuta ad affrontare i gravi problemi che abbiamo davanti”.

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Città di Castello: stop alla tre giorni in canoa. Paoloni “gara nazionale abbiamo deciso di fermarci per il bene di tutti”

«Con profonda amarezza e anche con un gran senso di responsabilità, annunciamo che la gara nazionale di discesa in canoa del Tevere non si farà». A dirlo è stato il presidente del Canoa Club Città di Castello, Sandro Paoloni, a qualche giorno dall’inizio della manifestazione.

«L’evento era pronto secondo le nuove regole dettate dalla Federazione per limitare la pandemia da Covid – ha detto ancora il numero uno biancorosso – grazie ai nostri volontari avevamo già preparato il campo da gara seguendo le indicazioni e, come accade ogni anno, avevamo ripulito un lungo tratto del fiume Tevere per renderlo adeguato anche ai più piccoli».

Una organizzazione perfetta, come da caratteristica del Canoa Club

«Le nostre competizioni potevano prendere il via – ha ribadito Paoloni – sono eventi di carattere nazionale, a cui partecipano sportivi professionisti. Per cui avevano tutte le carte in regola per poter effettuare la due giorni di gare: sarebbe stata un piccolo ritorno alla normalità per la nostra cittadina, oltre che un momento importante per il club, visto che da Città di Castello vengono scelti gli atleti che parteciperanno ai vari stage nazionali».

Al termine di una lunga riflessione, invece, la società ha deciso lo stop.
«Negli ultimi giorni sono stato molto a contatto sia con i vertici del Comune che con quelli della federazione umbra e del Coni umbro – ha detto ancora Paoloni – e visto l’andamento della pandemia nella regione insieme a quanto accade nella nostra città e tenuto conto anche dell’ultima ordinanza della presidente Donatella Tesei, abbiano deciso di fermarci, in accordo con i vertici regionali e comunali. Uno stop per riprendere al meglio il prossimo anno…»

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Pallavolo serie B2/F: Autostop Trestina, continua la striscia positiva, vittoria da tre con Corridonia

Continua la strisca positiva dell’Autostop Trestina che dopo la bella vittoria infrasettimanale a Trasimeno, torna a vincere tra le mura amiche del Palafemac 3 a 1 (dopo quattro trasferte consecutive) contro la Corplast Corridonia (Mc), nella settima giornata di serie B2 F girone I1.
Nello starting six partono Mancini e Cicogna a posto a4, Ragnacci e Cerbella centrali, Bertinelli e Giunti pallegiatore-opposto; Cesari libero, tornano a disposizione di Coach Rossi sia Lillacci che capitan Tarducci.


Partono subito alla grande le ospiti, che sbagliano poco e sono molto incisive in attacco, spingono notevolmente in battuta con un’ottima Benedetti che mette spesso in difficoltà la ricezione trestinese con una battuta al salto davvero efficace. C’è equilibrio ma solo fino a metà set (11-15 per le marchigiane), le bianconere non riescono a ridurre il gap che si è formato e il set si chiude 25 a 17 per le ospiti.
Nel secondo set Lillacci sostituisce Cesari e Tarducci rileva Giunti: è proprio il capitano a suonare la carica e spronare le compagne che ritrovano lucidità e grinta, con Mancini e Cicogna che da posto 4 cominciano a trovare i giusti varchi, grazie anche a una ricezione precisa e costante: vita facile per le bianconere che chiudono il frangente 25 a 13.


Nel terzo set torna l’equilibrio, si gioca punto a punto, Corridonia ritrova gli attacchi vincenti di Partenio e Benedetti, sempre pungente anche dalla seconda linea: le bianconere difendono molto e sono più incisive nel contrattacco, ancora con bomber Tarducci e la coppia delle centrali Cerbella-Ragnacci, sempre ben servite da Bertinelli (19-15); poi l’Autostop ingrana la quarta, anche grazie a tre errori ospiti, e si porta sul 2 a 1 (25-18).
Ormai Trestina è in palla e vuole chiudere anche il quarto set: sul 13 a 6 coach Marega è già costretto a chiamare il suo secondo time-out, le marchigiane sono ormai in calo fisico, le bianconere ancora con il suo capitano volano a + 13 (17 a 7); coach Rossi inserisce Paradisi per Ragnacci che mette a terra la palla del 23 a 8, poi c’è posto anche per la giovanissima Letizia Montacci, al suo esordio in campionato che chiude set e partita (25 a 9).
Top scorer dell’incontro capitan Tarducci con 18 punti.


Ancora da definire il recupero della 4a giornata di campionato, mercoledì 10 sempre al Palafemac contro la BCC-Fano PU; certa invece l’ottava giornata sempre al Palafemac, sabato 13 Marzo alle ore 21, contro il Cattolica Volley.

Autostop Trestina – Corplast Corridonia 3-1: 17/25 – 25/13 – 25/18 – 25-9
AUTOSTOP TRESTINA: Tarducci 18, Cerbella 11, Cicogna 10, Ragnacci 9, Mancini 7, Giunti 2, Bertinelli 1, Paradisi 1, Montacci 1, Cesari (L1), Lillacci (L2) NE: Polenzani, Giambi.

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“Cura, prendersi cura, economia della cura, un punto di vista femminista, storico ed economico”. Iniziativa delle Consigliere di Parità della Regione Umbria e delle Province di Perugia e Terni

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Nell’ambito delle iniziative per l’8 marzo, giornata internazionale per i diritti delle donne, le Consigliere di Parità Regione Umbria e Provincia di Perugia e Terni, Monica Paparelli, Giuliana Astarita e Maria Teresa Di Lernia, organizzano per il 10 marzo dalle ore 17 alle ore 19 un seminario online sul tema della cura che riguarda lavori indispensabili quali la riproduzione, il prendersi cura delle relazioni come del vivere l’ambiente, l’economia della cura che non è soltanto lavoro domestico non retribuito ma ripensare all’economia del welfare interverranno oltre le tre consigliere:


Letizia Paolozzi, giornalista, scrittrice, da anni impegnata sulle tematiche di genere;
Alberto Leiss, giornalista e scrittore, attivista associazione Maschile plurale;
Silvia Doria, sociologa, docente Università Roma Tre, studiosa di pratiche organizzative, economiche, lavoro.


Il meeting avverrà su piattaforma Zoom
id riunione: 95428368808
passacode 765800
diretta facebook pagina Consigliere di Parità Umbria

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8 Marzo: sentita cerimonia sotto la targa commemorativa delle partigiane sul muro dell’ex carcere femminile di Perugia

Nessuna festa oggi, ma una commemorazione sotto la targa commemorativa delle partigiane, recentemente ripristinata dalla Provincia di Perugia. Una cerimonia semplice ma molto sentita, ai piedi una corona di garofani rossi e mimose per non dimenticare. Roberta Perfetti dell’ANPI sezione partigiane d’Italia prende la parola ringraziando la Provincia di Perugia per aver riposizionato la targa con i nomi della detenute nell’allora Carcere femminile di Perugia “Abbiamo cominciato l’anno scorso a mettere fiori ai piedi di questa lapide come omaggio alle antifasciste prigioniere politiche che nel ‘42-’43 hanno partecipato alla lotta armata.

Quello di oggi è un atto di riconoscenza per aver lottato e sofferto per conquistare i diritti che ci sembravano scontati e che non lo sono. Essere sotto questa lapide dà uno spessore più forte a questa giornata che da festa diventa atto di riconoscenza”.
“Era un dovere della Provincia ripristinare questa targa. Il dovere delle istituzione è quello – ha ricordato Erika Borghesi in rappresentanza della Provincia di Perugia – di preservare la memoria, unico modo per affermare i diritti della donne. Oggi ricordiamo le donne antifasciste imprigionate nel carcere di Perugia, donne fortemente determinate ad affermare libertà, democrazie e emancipazioni. Molte di loro furono partigiane altre si impegnarono nelle Istituzioni. Oggi non è la festa della donna è un giorno che deve ricordare a tutti che i diritti conquistati dalle donne non vanno messi in discussione, a fare le spese della pandemie sono le donne dal punto di vista lavorativo, sociale e personale senza contare i tanti femminicidi di questi primi mesi dell’anno. Parleremo di festa quando veramente le donne saranno un valore aggiunto per la nostra società”.

“Queste sono state donne straordinarie – ha detto Mirella Alloisio partigiana classe 1926 –. In carcere si facevano portare libri (era molto difficile reperirli) perché avevano capito che solo studiando sarebbero riuscite a cambiare le cose. Si stavano preparando per affrontare la società dopo la caduta del fascismo perché sapevano che sarebbe caduto”.
Hanno partecipato alla cerimonia API Partigiane d’Italia, ANPI 28 Marzo, ANPI Bonfigli-Tomovic, ANPI Studentesca, UDI, OMPHALOS, ANPPIA, RU2020, CGIL e Francesca Candori ANPI Perugia.

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Città di Castello: 8 marzo il viva alle donne con la mimosa in mano di Luisa Zappitelli, 109 anni. La nonna d’Italia che stupisce ancora per la sua straordinaria vitalità


“Viva le donne auguri a tutte buon otto marzo”. Dalla finestra della sua abitazione a Citta’ di Castello, dove vive con la figlia Anna rispettando tutte le precauzioni anti-covid, ancora una volta la “nonna d’italia, Luisa Zappitelli, “Lisa”, ha voluto tributare a tutte le donne il proprio sostegno e vicinanza e ricordare un otto marzo particolare gia’ scritto nei libri di storia. Con un ramoscello di mimosa in mano, un gentile omaggio di un cittadino di Citta’ di Castello, nonna Lisa da dietro la mascherina indossata come si deve ha sussurrato con la solita determinazione e orgoglio una sorta di inno a tutte le donne nella giornata simbolo della difesa di quei diritti e delle giuste rivendicazioni sociali che l’ha vista protagonista 47 anni quando ha votato per la prima volta assieme ad un gruppo di incredule coetanee e poi lo ha fatto sempre fino ad oggi senza mai disertare una volta le urne.

Un record che le è valso in occasioni piu’ o meno ufficiali menzioni e sottolineature del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (nel 2018 proprio nel discorso ufficiale della giornata Internazionale della donna), per essere il simbolo vivente della battaglia delle donne per la conquista dei diritti sacrosanti non solo quelli sanciti dalla Costituzione. Ha compiuto 109 anni Luisa Zappitelli, nel novembre del 2020 (e’ nata l’11 novembre del 1911 a Villa del Seminario a Citta’ di Castello) la signora di Città di Castello e’ tra le persone più longeve d’Italia. Per lei niente festa con parenti e amici a causa del Covid, ma proprio da questa ultracentenaria, da sempre sensibile ai temi di attualità, è arrivato un chiaro messaggio sul rispetto delle regole e distanziamenti vari. “Mettete la mascherina mi raccomando, questo virus è un brutto diavolo”, è andata sempre ripetendo in questo anno marchiato dal Covid. Un messaggio forte che oggi ha ribadito dalla sua finestra indossandola e tenendo in mano quel ramoscello di mimose che ha stretto con orgoglio e con lo stesso orgoglio con la figlia Anna Ercolani accanto ha rilanciato con determinazione, volontà e concetti gia’ espressi sul vaccino. “Mi vaccinerò contro il Covid appena me lo permetteranno, nei medici ho avuto sempre tanta fiducia”.

“Nella mia vita ho sempre seguito tutto quello che i dottori mi hanno detto di fare e ho sempre preso tutte le medicine”, aggiunge. Al suo appello- augurio alle donne nel giorno dell’8 marzo si è unito anche il sindaco Luciano Bacchetta, assieme agli assessori Luciana Bassini, Rossella Cestini, Michela Botteghi e a tutta la giunta nel ringraziare ancora una volta nonna Lisa per quello che rappresenta e per come lo fa con la forza straordinaria di una giovane donna nel mettere in evidenza ogni volta valori, ideali e situazioni di grande impatto sociale. Grazie nonna Lisa”. Seconda di sei fratelli, 3 maschi e 3 femmine poi rimasta vedova in giovane età con una famiglia da tirare su, Nonna Lisa, (è nata l’8 novembre 1911 a Villa Seminario di Città di Castello) ha più volte ribadito da fervente cattolica, che la sua “ricetta segreta” contro le malattie è “pregare il Signore” e rispettare le regole: ha ricordato di aver contratto durante la sua vita diverse influenze, tra cui la terribile “Spagnola”, ed una brutta polmonite tanti anni fa che ancora non dimentica. “Ma grazie a Dio – ha precisato – sono sempre guarita in poco tempo, ce l’ho fatta ed eccomi qui”.

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Covid 19 a Sansepolcro: Cornioli “oggi registriamo 11 nuovi positivi, negli ultimi sette giorni i casi sono stati 53”

Oggi il report della Asl indica 11 nuovi positivi a Sansepolcro. Negli ultimi sette giorni i casi totali sono stati 53, in aumento rispetto alla settimana scorsa (+13). Nelle sei settimane precedenti, infatti, abbiamo avuto 13, 11, 16, 37, 62 e 40 casi.

Da tre settimane siamo Zona Arancione decretata dal Ministero della Salute e lo saremo anche la prossima. Da domani tutte le scuole di Sansepolcro sono in didattica a distanza. Il dpcm entrato in vigore il 6 marzo prevede infatti che, in presenza di varianti o con incidenza superiore a 250, il Presidente della regione possa disporre la sospensione dell’attività didattica in presenza. L’incidenza di oggi a Sansepolcro è 341.

A tutte le famiglie che hanno persone in quarantena raccomandiamo di isolarli il più possibile visto che potrebbero essere positivi e che altri membri del nucleo familiare possono continuare ad uscire.

Ricordo che la situazione è costantemente monitorata dal Comune assieme ad ASL Toscana sud est, Regione Toscana e Prefettura. Il tracciamento da parte del settore Prevenzione della ASL viene effettuato mettendo in quarantena i contatti stretti di sospetti contagi da variante, non più quelli avvenuti negli ultimi 2 giorni ma quelli avvenuti negli ultimi 14.

La situazione della RSA San Lorenzo sta gradualmente tornando alla normalità ed è stabile rispetto alla settimana scorsa.

Ricordiamo a tutti che quando si hanno anche dei MINIMI SINTOMI che ormai conosciamo tutti, dobbiamo isolarci, fermare la famiglia per capire l’entità della situazione. Solo con atteggiamenti responsabili possiamo, tutti insieme, uscire da questa pandemia.

Ecco quindi il resoconto che facciamo ogni domenica: dall’inizio della seconda fase dell’emergenza, al Borgo i positivi totali sono 607 (in questa settimana + 53). Dei 607 casi totali, 467 sono guariti (+ 47 in questa settimana). Gli attualmente positivi sono 125. Di questi, 112 sono in isolamento domiciliare, 9 ricoverati in ospedale e 4 in strutture di cure intermedie. A loro vanno i nostri migliori auguri di pronta guarigione. In questa settimana c’è stato il decesso di due nostri concittadini. Giungano alle famiglie le più sentite condoglianze. Dall’inizio della seconda fase sono deceduti 15 nostri concittadini.

Per quanto riguarda i nuovi positivi di oggi, nella Sud Est (province di Arezzo, Siena e Grosseto) sono 267, di cui 147 nella provincia di Arezzo (per i quali sono stati effettuati 1462 tamponi). Nell’Aretino, le persone positive in carico sono 1973. Oggi si registrano 16 guarigioni.

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