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Aldo Cazzullo a Città di Castello: «Francesco. Il Primo Italiano» in scena il 13 dicembre

Aldo Cazzullo, giornalista, scrittore e volto noto della televisione, torna a Città di Castello, per presentare il libro che ha dedicato a ‘Francesco. Il Primo Italiano’ per Harper Collins, Sabato 13 Dicembre alle ore 21 per iniziativa della Caritas diocesana a cui andrà interamente l’incasso della serata e del Comune di Città di Castello, assessorati alla cultura e politiche sociali – Info e prenotazioni da Lunedi 1 Dicembre

Aldo Cazzullo, giornalista, scrittore e volto noto della televisione, torna a Città di Castello, per presentare il libro che ha dedicato a ‘Francesco. Il Primo Italiano’ per Harper Collins, in occasione dell’ottavo centenario della morte del santo. Il tour, strepitoso e di successo, farà tappa al Teatro degli Illuminati con un “monologo” in programma, Sabato 13 Dicembre alle ore 21 per iniziativa della Caritas diocesana a cui andrà interamente l’incasso della serata e del Comune di Città di Castello, assessorati alla cultura e politiche sociali. “Di uomini così, ne nasce uno ogni mille anni. Duemila anni fa, Gesù. Nel millennio precedente, Buddha. Nel millennio successivo abbiamo avuto san Francesco” dice Cazzullo, scrittore di saggistica più venduto in Italia negli ultimi anni., dall’anagrafe – (il libro è dedicato a tutti i Francesco e le Francesca). “A Città di Castello dove farò un monologo – precisa Aldo Cazzullo – sono felicissimo di tornare in un teatro che ho sempre trovato pieno, accogliente, attento e caloroso. Se c’è una regione dove portare il libro e la storia di Francesco è l’Umbria, perché San Francesco è più che umbro: nasce, passa la maggior parte della sua vita e riposa in Umbria. Appartiene prima di tutto agli umbri, agli Italiani e all’umanità, anche se poi viaggiò moltissimo però il cuore della sua vita è incastonato in umbria che è l’ombelico d’Italia. Anche questo è uno dei motivi per cui Francesco è il primo italiano, che scrive la prima poesia in Italiano, il cantico delle creature, perché inventa il presepe, reinventa il teatro, la pittura, ispira gli artisti, è il vero precursore dell’umanesimo con l’uomo al centro dell’universo ed è profondamente umbro legato a questa terra meravigliosa che io amo molto”. C’è attesa a Città di Castello per il ritorno di Cazzullo. Una città che gli ha sempre dimostrato affetto, stima ed ammirazione. Il libro su Francesco e la presentazione a teatro possono senza dubbio rafforzare questo legame. Tra l’altro la presentazione e’ organizzata dalla Caritas diocesana, a cui andrà tutto il ricavato dell’incasso della serata e dal comune: “il lavoro che fa la Caritas è straordinario – prosegue Cazzullo – quelli che dicono che la chiesa quando si prende cura dei poveri dimentica il vangelo, diventa una Ong non conoscono gli insegnamenti di Francesco. Quando la chiesa si prende cura dei poveri, è il vangelo, incarna il vangelo, avvera il vangelo. Francesco è il vangelo calato nella storia e nella vita. Questa cosa ovviamente la dirò ai tifernati.” Soddisfazione da parte degli organizzatori, il direttore della Caritas diocesana, Gaetano Zucchini ed il sindaco Luca Secondi e gli assessori alla cultura e politiche sociali, Michela Botteghi e Benedetta Calagreti per un evento di grande valore culturale, sociale e storico che tra l’altro si inserisce a pieno titolo nel ricco cartellone di manifestazioni che precedono il Natale. “L’incasso della serata – ha precisato Zucchini – andrà a sostenere le azioni della Caritas diocesana per contrastare l’emergenza abitativa”. Da Lunedi 1 dicembre, sarà possibile prenotare i biglietti che per la platea ed il primo, secondo e terzo ordine centrale hanno un costo di 15 euro, mentre per il primo, secondo e terzo ordine laterale e quarto ordine hanno un costo di 10 euro. Info e prenotazioni: dal lunedi al giovedi dalle ore 10 alle 12 al 075-8529613 e teatro@comune.cittadicastello.pg.it. Botteghino degli Illuminati, dalle ore 18 in poi del giorno di rappresentazione. CDCNOTIZIE/2025/11/27/COMUNINLINEA/471/G

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La polizia locale di San Giustino “pioniera” della guida sicura in Umbria

Lunedì 24 novembre, i sei agenti del corpo con in testa il comandante hanno sostenuto l’apposito corso all’Autodromo Nazionale dell’Umbria di Magione. Indubbia la sua utilità

Quella di lunedì 24 novembre è stata una giornata di formazione inedita all’Autodromo Nazionale dell’Umbria “Mario Umberto Borzacchini” di Magione: il corpo di Polizia Locale di San Giustino è stato il primo in regione a frequentare il corso di guida sicura, un’attività finora appannaggio delle sole forze dell’ordine statali.
Sotto la guida del comandante Nicola D’Avenia, l’intero organico ha seguito il programma del CNESS (Centro Nazionale di Educazione alla Sicurezza Stradale), diretto dall’istruttore Andrea Guerra. Il training ha alternato teoria e pratica in pista, focalizzandosi su tecniche fondamentali per l’operatività di servizio: corretta posizione di guida, frenata d’emergenza, gestione degli ostacoli improvvisi e controllo del veicolo su fondi a scarsa aderenza.
Il valore dell’iniziativa è stato sottolineato dai vertici dell’organizzazione;
Ruggero Campi, presidente dell’Aci di Perugia, ha evidenziato come San Giustino debba fungere da modello per gli altri Comuni: “Una maggiore padronanza del mezzo da parte degli agenti si traduce direttamente in un innalzamento della sicurezza pubblica”, ha detto.
Roberto Battistelli, presidente dell’Autodromo, ha ribadito il ruolo sociale della struttura: “Non solo tempio della velocità, ma risorsa a disposizione delle istituzioni per promuovere la cultura della sicurezza e il rispetto delle regole”.
Per il comandante D’Avenia, l’addestramento risponde a una precisa esigenza operativa legata agli interventi di emergenza e si inserisce nel più ampio progetto di educazione stradale che l’amministrazione porta avanti da anni nelle scuole del territorio.

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Nella Frontini, 100 anni e una famiglia da Guinness: la centenaria festeggiata con una targa del Comune

Centenaria al vertice di una famiglia da guinness dei primati. Ha spento 100 candeline sulla torta di compleanno, Nella Frontini, stretta nel caloroso abbraccio di 23 persone, fra figli, nipoti, bisnipoti e trisnipoti – Il sindaco Luca Secondi oggi gli ha consegnato una targa ufficiale

Centenaria al vertice di una famiglia da guinness dei primati. Ha spento 100 candeline sulla torta di compleanno, Nella Frontini, nata il 27 novembre 1925 in una frazione del comune di Arezzo, Santa Maria della Rassinata, da sempre punto di riferimento della comunità di Volteranno di Città di Castello dove risiede con la sua numerosa famiglia “extra large” composta da cinque figli, Liliano, Giselda, Adelia, Tiziana e Luciano, sei nipoti, Sonia, Maura, Eleonora, Claudio, Samantha e Michel, sette pronipoti, Elena, Andrea, Manuel, Nico, Gregorio, Anna e Azzurra e un trisnipote, Diego, ultimo arrivato. Oltre alla stretta parentela si aggiungono due generi, Paolo e Fausto e due nuore, Elia e Lorella, per un totale di 23 persone senza contare, mariti e mogli dei nipoti. Un primato familiare nel primato di longevità, quello di “nonna” Nella, che ha sempre diviso la sua lunga vita fra famiglia e lavoro. Mamma, nonna, bisnonna e trisnonna affettuosa ha sempre con orgoglio rivendicato le proprie origini ed il suo attaccamento alla comunità di Volterrano, alla sua gente e tradizioni, un vero e proprio esempio per tutti di laboriosità e bontà. Il sindaco, Luca Secondi gli ha consegnato oggi una targa per rendere ancora più ufficiale, affettuosa e carica di significati questa “ricorrenza di vita straordinaria, esempio in particolare per le giovani generazioni”. Nata da una famiglia modesta composta da 2 fratelli e 3 sorelle, Nella è rimasta orfana di padre a 14 anni ed ha iniziato a lavorare fin da bambina nei campi e ad accudire il bestiame. Nel1949 si è sposata con Domenico: sono nati 5 figli . “Abbiamo avuto dalla famiglia tante soddisfazioni e la salute che non ci ha mai abbandonato fino ad oggi. Nella mia vita ho sempre lavorato tanto – ha detto sorridente la neo centenaria – ho cucinato tantissimo per la famiglia con gli anni sempre più numerosa.” 18 anni fa è purtroppo rimasta vedova, ma l’affetto di figli e nipoti non sono mai mancati. Ha vissuto nel comune di Arezzo fino a 38 anni, e poi si è trasferita nel paese di Volterrano. Continua ancora oggi ad occuparsi dei suoi animali da cortile (polli, oche, conigli, ecc.). La giornata, la trascorre maggiormente in casa con il figlio primogenito e la nuora, oppure quando il meteo lo permette, nel paese a parlare o passeggiare con i vicini. Davvero un esempio di vita vissuta bene ed in armonia con tutti. “I nostri anziani – ha detto il sindaco tifernate – rappresentano una straordinaria risorsa umana ed un vanto per la comunità locale, punto di riferimento per tutti ed in particolare per le giovani generazioni. La bellissima storia di Nella, del traguardo di vita che ha raggiunto dei valori che ancora oggi trasmette alla sua numerosa famiglia e alla comunità in cui vive sono la testimonianza concreta da cui ogni giorno ripartire. Buon compleanno”. Attualmente a Città di Castello sono 19 gli ultracentenari: 17 femmine e 2 maschi.

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Interruzione energia elettrica, domani, venerdi 28 novembre dalle ore 8 alle ore 14,30 in piazza Matteotti e Via Bufalini, effettuati da Enel distribuzione

Enel distribuzione comunica che, domani, venerdi 28 novembre, dalle ore 8 alle ore 14,30, in piazza Matteotti e Via Bufalini, l’energia elettrica verrà interrotta per effettuare lavori sugli impianti. Durante i lavori l’erogazione dell’energia elettrica potrebbe essere momentaneamente riattivata e pertanto Enel invita a non commettere imprudenze e comunque a non utilizzare gli ascensori. Per informazioni: e-distribuzione.it.

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Città di Castello, il BeLONGEVITY Festival 2025 lancia la candidatura a prima BeLongevity City d’Italia

LO SCORSO WEEK-END CITTÀ DI CASTELLO HA CELEBRATO LA LONGEVITÀ E ORA SI CANDIDA A DIVENTARE LA PRIMA BELONGEVITY CITY D’ITALIA.
 
Lo scorso weekend Città di Castello ha ospitato, negli spazi storici de Il Quadrilatero di Palazzo Bufalini, il BeLONGEVITYFestival 2025: una due giorni interamente dedicata al buon stile di vita, pensata come un vero e proprio laboratorio nazionale sulle buone pratiche sportive e alimentari. Oltre 40 professionisti – tra esperti, tecnici e addetti ai lavori – hanno dato vita a un progetto originale ideato da un qualificato team tecnico-scientifico guidato dalla famiglia Guerra di ELAV Medical School e Clinique, con il patrocinio del Comune di Città di Castello.
 
Il Festival si articolava in sei aree tematiche, ognuna dedicata a uno dei pilastri della longevità: Mentalness, Nutrition, Exercise, Regeneration, Socialness, Science. Ciascuna area proponeva tre livelli di fruizione: un percorso informativo, uno dimostrativo e uno di check-up, dove, attraverso valutazioni individuali, ogni visitatore ha potuto scoprire il proprio stato di longevità in salute e vitalità.
 
Il BeLONGEVITY Festival è riuscito a coniugare efficacemente la dimensione più scientifica della manifestazione, sostenuta da autorevoli congressi professionali, con un’offerta aperta al grande pubblico, interessato ad approfondire curiosità, consigli e nuove conoscenze legate al tema della longevità.
 
Tra gli appuntamenti più attesi spicca sicuramente “Il Teatro della Longevità”, uno spettacolo condotto da Enrico Guerra che, attraverso parole, musica, monologhi e suggestioni visive, ha emozionato il pubblico della gremitissima Sala degli Specchi, invitandolo a riflettere sul significato più profondo del vivere a lungo e vivere bene. Nel corso della serata si sono esibite anche le allieve dei corsi Clinique, accompagnate al pianoforte dal M° Francesco Fancelli.
 
Per la famiglia Guerra l’intero evento rappresenta il coronamento di un desiderio coltivato negli ultimi tre anni di intenso lavoro in un settore sempre più attuale e centrale nel dibattito contemporaneo. Un progetto pensato sin dall’inizio per essere accolto proprio a Città di Castello, sede storica di ELAV MedicalSchool e Clinique.
 
Con questa prima edizione si gettano le basi per la nascita della prima vera BeLongevity City d’Italia proprio a Città di Castello. Il centro fitness Clinique ospiterà infatti il primo BeLongevity Center del Paese, un polo di eccellenza dove ogni persona potrà conoscere la propria età biologica e, con il supporto di specialisti qualificati, costruire un percorso personalizzato di longevità performante.
L’obiettivo è ambizioso: offrire a tutti la possibilità di raggiungere il massimo potenziale fisico e mentale, trasformando Città di Castello in un punto di riferimento nazionale per la prevenzione, la salute e la qualità della vita, grazie anche al supporto di vision partner proiettati come una grande squadra verso questo obbiettivo (Supermercati Gala, Generali Assicurazioni, Top Quality Group, Laboratorio Chimico Tiferno, Media Salutis e Bikeland).
Un modello innovativo e un bell’esempio virtuoso che unirà scienza, educazione e comunità.
 
www.belongevity.eu
+39 075 8522 152

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“Nati per la libertà” dei Modena City Ramblers al Circolo Aurora di Arezzo

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Domenica 30 novembre, alle ore 18, la presentazione del libro della band emiliana in cui si raccontano episodi e protagonisti della Resistenza. All’interno si parla anche della strage di San Severo

AREZZO – Per il calendario “Eventi dell’Alpe di Poti”domenica 30 novembre 2025, alle ore 18, il Circolo Aurora di piazza Sant’Agostino, ad Arezzo, ospita la presentazione di “Nati per la libertà. Racconti resistenti” (Edizioni La nave di Teseo), libro dei Modena City Ramblers, storica band modenese, che racconta alcuni fatti della Resistenza, tra i quali la strage nazifascista di San Severo.

L’iniziativa è in continuità con quelle che si sono tenute negli ultimi tre anni nella piccola località lungo la strada panoramica di Poti, dove il 14 luglio 1944 avvenne l’efferato eccidio in cui persero la vita 17 uomini, tra cui anche Silvestro Lanzi, nonno di Luca e Sauro Lanzi della band aretina Casa del Vento. Il volume sta avendo un grande successo e sta facendo così conoscere il tragico evento e la storia di Silvestro e la moglie Elena Boncompagni in tutta Italia. 

Tra le fila dei Modena City Ramblers figura il chitarrista e violinista Francesco Moneti, che è anche membro fondatore della Casa del Vento. La band emiliana nasce nel 1991 come gruppo di folk irlandese, innamorato della musica e delle tradizioni dell’isola di smeraldo. Ha pubblicato venti dischi fra inediti e live, fatto più di mille concerti e vanta collaborazioni importanti, tra le quali Luis Sepulveda, Paco Ignacio Taibo II, Bob Geldof, Paolo Rossi, Terry Woods, Goran Bregovic e Francesco Guccini. Da sempre impegnati al fianco di associazioni come Libera ed Emergency, i Modena City Ramblers hanno ricevuto nel 2004 il premio Amnesty Italia per la canzone “Ebano”.

Oltre al gruppo degli abitanti e dei volontari che da alcuni anni fanno rivivere San Severo e la sua storia, saranno presenti al Circolo Aurora Francesco MonetiLuca LanziSauro Lanzi e Massimiliano Gregorio in rappresentanza dei Modena City Ramblers e della Casa del Vento, per una domenica di antifascismo e memoria.

L’evento, patrocinato dalla Regione Toscana, nasce dalla collaborazione delle due band con Io vivo PotiLa fattoria in cammino e Circolo Aurora.

Modera l’incontro, a ingresso libero fino a esaurimento posti, il giornalista culturale Marco Botti.

IL LIBRO

“Nati per la libertà. Racconti resistenti” racconta tante storie, come quella di Luisa, che a 17 anni fa la staffetta partigiana, nascondendo i dispacci sotto la sella della sua bicicletta, oppure quella di Matteo, che davanti al fascista che ha ucciso i suoi amici deve scegliere tra vendetta e giustizia.

Nelle pagine del volume vivono Kurt, un soldato tedesco diverso dagli altri, e la famiglia che lo aiuterà a nascondersi. Nel libro si agita Scarpasoun, il partigiano che non vorrebbe uccidere nessuno, e si confida il fantasma di Savoniero, scappato sull’Appennino dopo essere fuggito da un campo di prigionia in Russia. 

Le vite di questi e altri uomini e donne “nati per la libertà” sono quelle di partigiani più o meno sconosciuti, ma anche di individui troppo normali per essere ricordati come eroi, ugualmente protagonisti della lotta che ha portato alla Liberazione. 

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Ad Anteprima Sport Conti e Piombini della Altotevere Bike

Ad Anteprima Sport Luca Conti e Daniele Piombini della Altotevere Bike. ASD di Selci

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ErmGroup Altotevere, la fiducia di Biffi: “Stiamo imparando a soffrire”

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Il capitano e palleggiatore biancazzurro celebra il momento della squadra: “Tutto il meccanismo generale sta funzionando. A Savigliano non allentiamo la presa”

Il momento positivo della ErmGroup Altotevere, salita fino alla seconda posizione nel girone Bianco del campionato di Serie A3 Credem Banca, è frutto ovviamente del contributo di più “attori”. Ci siamo soffermati sugli attaccanti al centro e alle bande, ma nel 60% di prolificità offensiva raggiunto nella partita di domenica scorsa contro la Negrini Cte Acqui Terme c’è anche e soprattutto la mano del palleggiatore Jacopo Biffi, che in campo deve ragionare anche da capitano del gruppo. A lui spetta il compito fondamentale di operare le scelte e di generare una distribuzione dei palloni che tenga conto di più fattori; spesso, tuttavia, il regista ha pochissimi secondi (se non attimi) per decidere cosa fare. In questo, Biffi sta dimostrando di aver compiuto un salto di qualità, tanto da essere stato riconosciuto all’unanimità come uno fra i migliori in campo nel match contro i piemontesi. E non è la prima volta che si distingue. “Valuto sempre la mia prestazione in base a come gioca la squadra – spiega Biffi – e io non sono la pedina che deve fare i punti, ma quella che deve gestire al meglio i compagni.

Costanza e lavoro gli ingredienti giusti: ogni settimana c’è sempre qualcosa da migliorare e con i tre allenatori che abbiamo ciò è possibile”. Torniamo al 60% in attacco che spicca nello scout dell’ultimo match: questo avvalora in primis la prestazione di Biffi. “Certamente – risponde il capitano – è l’indicatore principale del mio rendimento. Oltre al certosino lavoro di allenamento, lo si deve allo studio della partita che facciamo con gli allenatori sul tipo di gioco messo in pratica dagli avversari, soprattutto sul muro. Vuol dire che per adesso tutto il meccanismo generale sta funzionando”. Senza dimenticare la componente mentale: quando si vincono due set ai vantaggi, come il secondo e il terzo, il segnale è chiaro. “Vuol dire che stiamo imparando a soffrire – replica Biffi – e che in questo campionato ogni partita con le squadre più dotate si gioca sui dettagli. Arrivare al 24esimo punto sta diventando una normalità e, andando avanti con il campionato, ci accorgeremo che ogni avversaria ci porterà fino a questo punto: saper gestire determinati frangenti fa quindi la differenza”. E dire che l’Acqui Terme ha provato più volte a scappare con piccole accelerazioni, ma è stata fermata sempre in tempo. 

“Il nostro merito è stato quello di costringerli a dover fare un qualcosa in più per poterci staccare. La correlazione muro-difesa e il cambio palla costante sono state (forse) le “chiavi” che ci hanno permesso di tener duro in tutti i set”. Adesso, l’atteggiamento premiante è soltanto uno: non scendere dal livello di concentrazione raggiunto, nemmeno sabato prossimo sul campo di una Monge Gerbaudo Savigliano fanalino di coda. “La classifica dirà pure questo, ma conosciamo bene i componenti del Savigliano; molti di essi li abbiamo incontrati l’anno scorso e sappiamo che, quando riescono a giocare alla loro maniera, possono mettere in difficoltà chiunque. Anzi, la classifica non rende giustizia a questa squadra e allora noi dobbiamo rimanere sempre gli stessi”, conclude Biffi.

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“Lirismo indifeso” di Franco Onali. La Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Arezzo omaggia uno dei più originali pittori italiani del secondo Novecento, da sempre legato al territorio aretino. Sabato 29 novembre il vernissage con un concerto jazz. La mostra proseguirà fino al 6 gennaio

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Dal 29 novembre 2025 al 6 gennaio 2026 la Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di piazza San Francesco, ad Arezzo, ospita “Lirismo indifeso”, mostra antologica di Franco Onali a cura di Jacopo Bucciantini

Sabato 29 novembre, alle ore 18, l’inaugurazione ufficiale con il concerto jazz di Giulio Angirsani (tromba) e Angelo Lazzeri (chitarra). All’interno del percorso espositivo il visitatore troverà anche la videoart “Le bagnanti di Franco Onali”, per la regia di Jacopo Bucciantini, ispirata alle opere dell’artista, e un breve documentario dedicato al “making of” della mostra. 

“Lirismo indifeso” è organizzata da associazione culturale L’ulcera del signor Wilson Fondazione Guido di Arezzo, con il patrocinio di Regione ToscanaConsiglio Regionale della Toscana e Comune di Arezzo e la collaborazione di Terra di Arezzo e Fondazione Arezzo Intour.

La mostra sarà visitabile nei giorni di giovedì e venerdì dalle 16 alle 19, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. Lunedì 6 gennaio, dalle 16 alle 19, si svolgerà il finissage.

LA MOSTRA

Alla base del progetto espositivo “Lirismo indifeso”, che segna il ritorno di Franco Onali ad Arezzo, vi è la volontà di restituire al pubblico la sua grammatica pittorica mediante una selezione di opere che ne ripercorrono la carriera. La mostra intende fornire al pubblico alcuni strumenti atti a dipanare l’enigma che risiede nella produzione eterogenea del maestro. Un evento finalizzato al netto superamento della fruizione frontale e asettica, per lasciare spazio a una libera e individuale sperimentazione estetica dell’immaginario dell’artista.

A prima vista, potrebbe quasi sembrare che l’arte di Onali sia molto eterogenea, addirittura scostante. I lavori in questione, difatti, non esprimono nulla direttamente: essi si limitano a riflettere gli stati d’animo del loro autore, un uomo istintivo, senza filtri. Non è un caso che la produzione sia caratterizzata da periodi estremamente floridi, alternati a momenti del tutto improduttivi. 

Esistono due cicli essenziali nella produzione di Onali: uno giovanile, dagli anni Quaranta agli anni Settanta, conclusosi con la separazione dalla prima moglie, e uno senile, dagli anni Novanta a oggi, iniziato col superamento della depressione post divorzio, a seguito dell’incontro con Anna Maria Roncoroni, che sarebbe divenuta la sua seconda moglie.

Il primo ciclo è contraddistinto dalla produzione di opere post-cubiste. Nei primi anni Onali realizza pitture figurative partecipi di tratti surrealisti o simbolisti e sviluppa, nel tempo, una predilezione per un’estetica tendenzialmente cubista ma con principi fondanti originali. Se il cubismo si basa sull’idea di mostrare un soggetto da più punti di vista, superando così le regole prospettiche canoniche, Onali si serve di questo principio per riflettere le proprie tensioni. In altre parole, l’assenza di una prospettiva esatta assume un nuovo significato: essa veicola l’assenza di certezze che ha caratterizzato gran parte dell’esistenza del romano. Il post-cubismo di Onali si configura quale mero mezzo comunicativo di qualcos’altro. Mediante la pittura, egli cerca di lenire il proprio disagio, fintantoché esso non prende il sopravvento, portando l’artista a interrompere del tutto il suo lavoro per anni.

Il secondo ciclo si differenzia profondamente dal primo. Il pittore si dedica soprattutto all’astrattismo, declinandolo in plurime forme. L’autore torna a dipingere non tanto perché ha ritrovato fiducia nell’arte, bensì perché dipingere diventa un rituale. Il suo linguaggio astratto non esprime nulla direttamente, al contrario riflette il disinteresse radicale per oggetti e soggetti. Onali palesa la vuotezza, mostra il niente e lo fa attraverso un sapiente uso dei colori. Egli “non si esprime” grazie a una sensibilità estetica raffinata e incisiva. Non sono rari i dipinti in cui il soggetto corrisponde a un’area della tela priva di vernice, circondata da altre aree coperte da colori vibranti: è il riflesso di un artista che sceglie la non-espressione, ergo sceglie una autenticità assoluta. Ecco, quelle figure bianche, quelle non-figure, rispecchiano perfettamente il loro artefice: un uomo in costante ricerca di qualcosa che egli stesso non è mai riuscito a descrivere a parole, ma a cui si è potuto avvicinare attraverso il suo originale lavoro.

LA BIOGRAFIA

Benché la vita di Franco Onali attraversi città, accademie, amicizie illustri e collaborazioni di rilievo, sorprende constatare quanto sia scarsa la documentazione disponibile circa il suo percorso. Ciò è conseguenza diretta della precisa volontà dell’artista di restare ai margini delle scene, rifuggendo ogni forma di esposizione pubblica o di costruzione dell’immagine di sé. Onali non ha mai cercato galleristi, né ha partecipato attivamente al sistema dell’arte; anzi, ha sempre preferito sottrarsi, evitando inaugurazioni, interviste e circuiti ufficiali.

Ciò che oggi possiamo ricostruire della sua storia deriva da testimonianze orali, ricordi privati e frammenti raccolti nel tempo. Il pittore ha vissuto e lavorato, in sostanza, come chi non desiderava essere un personaggio pubblico, preservando la sua libertà espressiva anche a costo di lasciare dietro di sé un percorso difficile da mappare.

Franco Onali nasce a Roma nel 1932. Fin da piccolo dimostra di possedere una connaturata disposizione per il disegno. In adolescenza, studia all’Accademia di Belle Arti della sua città natale e, successivamente, prosegue gli studi all’Accademia di Belle Arti di Firenze.

Nella capitale Onali frequenta i corsi dei professori Renato Marino Mazzacurati e Roberto Melli e incontra artisti del calibro di Mario Mafai e Ugo Capocchini, con i quali stringe una amicizia duratura.

Concluso il percorso accademico, il giovane artista inizia a viaggiare per l’Europa, guadagnandosi da vivere, vendendo vignette e illustrazioni ai quotidiani che hanno sede nei luoghi in cui si trova di volta in volta.   Alla fine degli anni Cinquanta giunge a Stoccolma, dove lavora come designer per alcuni architetti. In Svezia conosce Mario Marenco e Gianni Boncompagni, con i quali – oltre a legare strettamente sul piano personale – inizia una collaborazione di natura professionale. Dopo essere rientrato in Italia, nel 1960, Onali elabora le illustrazioni della Guida di Roma per Turisti Svedesi, in occasione delle Olimpiadi: si tratta di un libro dai toni satirici, ideato dall’aretino Boncompagni. Nello stesso periodo collabora con Marenco a numerosi progetti di design, ideando, ad esempio, occhiali da sole e divani.

Attivo anche nel settore televisivo, lavora alle scenografie di vari programmi Rai di Renzo Arbore. Negli anni Ottanta affianca Marenco in Arabia Saudita, per la realizzazione di alberghi di lusso ed esclusive abitazioni private.

Contemporaneamente, la produzione pittorica di Onali si sviluppa in maniera eterogenea, avvicinandosi a varie forme espressive, dal figurativo all’astratto. La sua arte è così dinamica e mutevole che i critici hanno difficoltà ad ascriverla a una corrente esatta. Secondo alcuni, egli è un degno erede della Scuola Romana del XX secolo, per altri, invece, è un post-cubista. La verità è che Onali non è interessato a crearsi una identità commerciale, bensì persegue una ricerca artistica atta ad alimentare la sua inalienabile libertà espressiva.

Nel corso degli anni, il pittore intrattiene rapporti di amicizia e, talvolta, di acceso confronto autoriale con artisti quali Renato Guttuso, Mario Schifano, Alberto Sughi, Tano Festa, Franco Angeli e Gino Severini. Nel 1964 proprio il cortonese Severini si stupisce, in occasione di una personale ad Arezzo, che Onali non abbia ancora riscosso successo in tutto il mondo.

Le opere, nel corso degli anni, vengono comunque esposte in contesti prestigiosi: a New York, a Las Vegas, a Stoccolma, a Lugano e a Buenos Aires. In quest’ultima città, ad esempio, Onali espone nel 1995 all’interno del Museo Nazionale delle Belle Arti. In Italia lo troviamo attivo soprattutto a Roma e Bologna, oltre che ad Arezzo, città d’adozione a cui Onali è legato fin da inizio carriera. Ancora oggi ha lo studio in Valtiberina.

www.onalifranco.it

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ensa Perugia: «Bene il raddoppio delle rampe a Ponte San Giovanni. Serve una gestione dei cantieri Anas, che riduca i disagi e garantisca sicurezza per cittadini e pendolari»

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Il gruppo consiliare Pensa Perugia ha depositato nei giorni scorsi un ordine del giorno volto a mitigare i disagi derivanti dai lavori in corso e programmati da Anas sul raccordo Perugia–Bettolle, in particolare nelle gallerie “Madonna Alta” e “Prepo, e a garantire una gestione coordinata dei cantieri che interesseranno il territorio comunale nei prossimi mesi.

L’iniziativa si inserisce nel percorso già avviato in Commissione sul progetto di raddoppio delle rampe a Ponte San Giovanni, per il quale gli uffici comunali hanno posto osservazioni e condizioni tecniche rilevanti.

«Bene il raddoppio delle rampe a Ponte San Giovanni – afferma il capogruppo Lorenzo Mazzanti – Il progetto, datato 2017, è importante e utile per migliorare la fluidità del traffico. Siamo oggi l’amministrazione che si sta assumendo la responsabilità della fase decisoria, dando impulso a un’opera attesa da anni. Allo stesso tempo, è chiaro che non si tratta di un’alternativa ad altre progettualità necessarie, ma di un tassello dentro una strategia più ampia di riordino della mobilità».

Il gruppo sottolinea tuttavia che la realizzazione delle opere dovrà avvenire con la massima attenzione alla minimizzazione degli impatti e alla tutela dei residenti.

Durante l’espressione del parere sul progetto, gli uffici comunali hanno richiesto una serie di approfondimenti e condizioni imprescindibili, tra i quali: uno studio trasportistico aggiornato, a supporto delle scelte progettuali e dei flussi di traffico previsti; la riconfigurazione della nuova viabilità Balanzano-Ponte San Giovanni per renderla coerente con il Piano regolatore generale; il contenimento degli allargamenti stradali verso gli abitati, con particolare attenzione alle zone di via San Bartolomeo, via Catanelli e via Bochi; l’inserimento di barriere antirumore lungo tutto il tracciato in adiacenza ai centri abitati; un cronoprogramma di cantiere condiviso per coordinare le fasi dei lavori.

«Si tratta di elementi necessari – prosegue Mazzanti – per garantire sia l’efficacia del progetto, sia la tutela del territorio».

Il parere tecnico propone inoltre ulteriori interventi sulla viabilità locale, non presenti nel progetto originario di Anas: allo svincolo di Balanzano la realizzazione di nuove rotatorie sulle principali intersezioni; allo svincolo Ponte San Giovanni–Torgiano rotatorie tra le rampe e la viabilità locale, in particolare su via Manzoni, via Benucci e gli accessi alla E45.

Opere integrative che potranno essere realizzate, ove condivise, tramite specifica convenzione tra Comune e Anas.

L’ordine del giorno impegna la sindaca e la Giunta a richiedere ad Anas un piano lavori più dettagliato e con tempi certi; programmare i cantieri privilegiando lavorazioni notturne e percorsi alternativi adeguati; garantire una comunicazione tempestiva e trasparente ai cittadini; sollecitare la messa in sicurezza della strada statale 728, soprattutto nelle zone di Colle Umberto e San Giovanni del Pantano, dove persistono criticità legate a curve pericolose, attraversamenti a raso e scarsa illuminazione.

«Queste opere – conclude Mazzanti – vanno realizzate tenendo insieme sviluppo infrastrutturale
alità della vita dei quartieri. Perugia ha bisogno di una mobilità più fluida, ma anche di scelte tecniche solide e partecipate».

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Chiusura della scuola dell’infanzia di Montedoro a fini precauzionali: nota dell’amministrazione comunale

“A seguito della comunicazione di Usl Umbria1 riguardo la salubrità dell’acqua e ad alcuni valori non congrui rispetto alla norma legati al batterio della “legionella” riscontrati nella scuola dell’infanzia di Montedoro è stata emessa una ordinanza sindacale precauzionale di chiusura della scuola per i prossimi due giorni (numero 394 del 26 Novembre 2025) per consentire lo svolgimento di tutte le attività connesse alla sanificazione e successivamente insieme con la direzione didattica del primo circolo didattico, la dottoressa Silvia Ghigi, si valuteranno eventuali soluzioni alternative, se vi fosse la necessità, per non creare ulteriori interruzioni dell’attività didattica stessa”.

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Sasha Cori: “a Pietralunga mi trovo molto bene, ma non c’è mai una partita facile”

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Sasha cori è arrivato da poche settimane a Pietralunga. Un gol, quello del momentaneo pari con lo Spoleto, e ormai punto di riferimento in attacco del club rossoblù. Un passato prestigioso tra serie B e serie C, tante reti, la grande esperienza al servizio del gruppo di Luca Pierotti.

Come ti stai trovando a Pietralunga? “Molto bene”, risponde Sasha. “Tutta la squadra, la società, lo staff tecnico mi hanno fatto sentire subito a mio agio; l’organico è costruito per vincere, anche se, in tutte le categorie, non è mai facile, visto che contro di noi tutti giocano al massimo, come fosse la partita della vita…”.

Tu hai giocato a Cosenza insieme ad Elio Calderini che, sicuramente, avrai sentito prima di intraprendere questa tua ennesima nuova avventura. “Sì, con Elio abbiamo trascorso davvero un bellissimo periodo in Calabria, in una piazza calorosa come quella di Cosenza, dove abbiamo vinto una Coppa Italia e fatto bene in campionato. Ovviamente ci siamo sentiti e aveva ragione quando mi raccontava di come si sta bene qui a Pietralunga”.

L’Eccellenza umbra? “Ovviamente la conosco poco, ma per le partite che ho giocato devo dire che è un campionato molto equilibrato. Non esiste distacco tecnico tra le squadre, ogni partita è difficile e non è semplice come la gente si aspetta. Noi dobbiamo sempre migliorare, non si deve mai smettere, lo faccio ancora io che ho 36 anni”. Ora c’è il Santa Sabina da affrontare domenica prossima al Martinelli. “Non conosco i prossimi avversari, parlando con Elio però mi ha detto che si tratta di una squadra organizzata che ti lascia comunque giocare. Staremo a vedere. Noi ovviamente dobbiamo puntare al massimo, come sempre…”. Sasha Cori, con la sua grande esperienza, non si accontenta mai. A Pietralunga, come in tutta la sua carriera, l’obiettivo è uno solo: vincere, ma senza mai sottovalutare nessuna partita, perché in questo campionato ogni gara nasconde insidie.

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Incidente stradale lungo la E45 svincolo di Umbertide direzione sud. In corso le operazioni di recupero del mezzo pesante

Alle ore 7:30 di questa mattina, la squadra della sede centrale del Vigili del Fuoco è intervenuta lungo la E45, prima dello svincolo di Umbertide in direzione sud, a seguito di un incidente stradale che ha coinvolto un mezzo pesante. Fortunatamente, la circolazione non è stata interrotta; è stata aperta soltanto una corsia di marcia per permettere il passaggio dei veicoli in sicurezza.

In questo momento, le operazioni di recupero del mezzo coinvolto sono in corso e vengono eseguite mediante autogru. Sul posto sono presenti anche agenti della Polizia stradale, che stanno gestendo la situazione e garantendo la sicurezza degli automobilisti, e personale dell’ANAS, impegnato nel supporto alle operazioni di soccorso.

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La Scuola Primaria di Riosecco ospita “Voce narrante – Esplorazioni tra le storie della letteratura per l’infanzia”

Giovedì 27 novembre 2025, alle ore 17:00, la Scuola Primaria di Riosecco, parte del Secondo Circolo Didattico di Città di Castello, con il patrocinio del Comune di Città di Castello, ospiterà un evento di grande rilievo culturale: “Voce Narrante – Esplorazioni tra le storie della letteratura per l’infanzia”.
L’incontro, che si terrà presso la biblioteca della scuola, vedrà la partecipazione di noti scrittori italiani per l’infanzia, tra cui Fabrizio Altieri, Luisa Carretti, Claudia Mencaroni, Marco Moschini, Barbara Pumhosel, Alessia Racci Chini e Alan Rossi.
L’evento è parte di “Scampia Storytelling – Festival delle periferie”, un’iniziativa promossa dall’ICWA (Italian Children’s Writers Association), che mira a portare la letteratura nelle scuole delle periferie italiane, creando occasioni di incontro tra i giovani lettori e il mondo della narrativa. Questo progetto consente agli alunni di entrare in contatto diretto con gli autori, scoprendo il valore delle storie e comprendendo il processo creativo che sta alla base della scrittura per l’infanzia.
Negli ultimi giorni, gli alunni del Secondo Circolo Didattico, dopo aver letto i libri consigliati dagli scrittori, hanno avuto l’opportunità di incontrare questi autori di persona. Un incontro che ha rappresentato un’esperienza straordinaria per i bambini, che hanno potuto fare domande, ascoltare curiosità sulle opere e scoprire il dietro le quinte della scrittura. Questi momenti di confronto diretto hanno reso le storie ancora più vive e coinvolgenti, trasformando la lettura in un’esperienza personale e unica, che ha stimolato l’interesse dei piccoli lettori per il mondo dei libri.
L’evento di giovedì 27 novembre offrirà anche un’importante occasione di riflessione sul ruolo centrale della lettura nell’educazione e sul valore della cultura come strumento di crescita, inclusione e stimolo creativo. In un’epoca in cui i giovani sono sempre più immersi nelle tecnologie digitali, iniziative come questa aiutano a riscoprire la bellezza della lettura condivisa, aprendo la mente dei ragazzi a nuovi mondi e idee.
“Scampia Storytelling” non è solo un festival, ma un progetto che porta la letteratura direttamente nelle scuole delle periferie, creando un ponte tra il mondo dei libri e le realtà più marginali. Gli scrittori coinvolti visitano gratuitamente le scuole, raccontano le loro storie e offrono ai bambini l’opportunità di esplorare nuovi orizzonti attraverso la lettura.
La tavola rotonda di Riosecco è aperta a docenti, studenti, genitori e a chiunque sia interessato alla letteratura per l’infanzia. L’ingresso è gratuito e tutti sono invitati a partecipare a questo momento di arricchimento culturale e riflessione sul valore delle storie. Un’opportunità imperdibile per incontrare gli autori e approfondire temi legati all’educazione, alla cultura e alla lettura.

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Proseguono le attività di Laboratori Permanenti sul territorio della Valtiberina Toscana.

Nell’ambito del progetto PIETRO LEOPOLDO INNOVATORE, risultato tra i vincitori del bando della Regione Toscana per le Celebrazioni dei 260 anni dall’insediamento di Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena come Granduca di Toscana, avranno luogo gli ultimi 2 appuntamenti al Teatro G. Papini di Pieve Santo Stefano.
Giovedì 27 novembre alle ore 10.30 in scena Pietro Leopoldo raccontato ai ragazzi una lettura teatrale delle gesta di Pietro Leopoldo dedicata alle scuole, con la partecipazione del Coro Altotiberino di Pieve Santo Stefano.

Venerdì 28 novembre alle ore 21.00 avrà luogo Pietro Leopoldo e il Granducato di Toscana letture teatrali realizzate dagli attori di Laboratori Permanenti inframmezzate da esecuzioni musicali dell’epoca realizzate dal vivo dal Coro Altotiberino di Pieve Santo Stefano.

Gli eventi sono realizzati con il contributo della Regione Toscana e sono a ingresso gratuito.

Giovedì 27 novembre alle ore 11.45 presso il Teatro Comunale G. Papini di Pieve Santo Stefano avrà luogo la conferenza stampa di presentazione della quinta stagione della rassegna Metamorfosi e la dodicesima edizione di Pieve Classica.

La rassegna teatrale, organizzata da Laboratori Permanenti in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Pieve Santo Stefano, è pensata da anni per essere in armonia con la città, rivolgendosi a un pubblico eterogeneo, trasversale per età, provenienza e interessi, con particolare attenzione agli studenti di Pieve Santo Stefano a cui sono dedicati alcuni matinée.

Proseguono anche gli appuntamenti di NUOVI ORIZZONTI, la rassegna di teatro contemporaneo del Comune di Monterchi.

Domenica 30 novembre ​alle ore 15.30 ​presso il Museo Madonna Del Parto​ avrà luogo LA PAGINA PIÙ BELLA DEL MONDO​, Letture dedicate al tema della violenza sulle donne, violenza di genere

Un appuntamento ormai annuale che coinvolge tutti gli appassionati di lettura. In un luogo che emana la profondità e spiritualità della creazione, chiunque lo desideri potrà leggere pagine dedicate al contrasto alla violenza sulle donne; un momento collettivo, un gesto pacifico di lettura comune. (INGRESSO 1€)

Infine, sempre domenica 30 novembre alle ore 17:00 nell’ambito della rassegna “CHE SPETTACOLO! ALLO SMERALDO” al Teatro dello Smeraldo di Pistrino (Pg)in scena ANNUNCIO RITARDO una produzione Laboratori Permanenti, testo di Giorgia Francozzi, con Giancarlo Baglioni, Vittorio Augusto Cesarini e la regia di Caterina Casini.

L’incontro/scontro tra due generazioni, gli accadimenti della vita, i progetti: il caso avvicina due personaggi di diversa generazione, in un luogo di transito urbano. Un dialogo a volte duro a volte ironico, che riesce a diventare poesia quando l’attenzione, finalmente, si rivolge all’altro e non a sé stessi. Una messa in scena diretta, incisiva, essenziale.

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Lettera aperta del Comandante della Polizia Locale ai cittadini

“Negli ultimi tempi si assiste a un crescente attacco rivolto al Corpo di Polizia Locale, in particolare su temi che riguardano la vita della nostra città, come i parcheggi irregolari e altre presunte inefficienze.

Ritengo doveroso, in qualità di Comandante, rivolgere alcune riflessioni a tutti voi.

L’attuale organico non permette una presenza costante in ogni angolo del territorio. È pertanto necessario ricordare che il rispetto delle regole non può essere delegato esclusivamente alle forze dell’ordine: esso parte dal comportamento quotidiano di ciascun cittadino. Purtroppo, negli ultimi tempi, assistiamo a un generale affievolimento di questo senso civico.

Desidero ribadire che il Corpo di Polizia Locale ha sempre operato con dedizione al servizio della comunità, impegnandosi nel rispetto dei cittadini e delle leggi.

Oggi gestiamo la quasi totalità degli incidenti stradali, garantiamo la presenza davanti alle scuole, curiamo il sistema di videosorveglianza che, grazie alla collaborazione con tutte le forze dell’ordine, ha prodotto risultati importanti per la sicurezza urbana, contribuendo a decine di arresti.

Supervisioniamo inoltre i mercati settimanali e ci occupiamo dei procedimenti relativi agli spostamenti anagrafici della popolazione.

Nessuno può quindi dubitare del massimo impegno del nostro Corpo. Proprio per questo, leggere sui social attacchi continui e generalizzati rivolti esclusivamente alla Polizia Locale — quando nel nostro Comune operano anche tutte le altre forze di polizia — risulta profondamente iniquo e demoralizzante.

Il nostro ufficio rimane sempre aperto ai cittadini per qualunque segnalazione o confronto diretto.

Ciò che chiediamo è dialogo, trasparenza e rispetto, non critiche anonime e offensive provenienti dal web.

Confidando nella comprensione e nella collaborazione di tutti, porgo cordiali saluti.”

Il Comandante della Polizia Locale

firma

Dott. Antonello GUADAGNI

L’amministrazione comunale di concerto esprime la propria vicinanza e stima nei confronti di tutto il personale della Polizia locale. “Desidero esprimere il pieno sostegno dell’Amministrazione comunale al Comandante Guadagni e a tutto il Corpo di Polizia Locale. Le nostre agenti e i nostri agenti svolgono quotidianamente un lavoro fondamentale, garantendo sicurezza, presenza e professionalità. Invito la cittadinanza a riconoscere questo impegno e a mantenere un confronto civile e costruttivo: solo collaborando possiamo costruire una comunità più rispettosa e più sicura per tutti.”

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Città di Castello e Alta Valle del Tevere, rete unita contro la violenza sulle donne: il tavolo interistituzionale fa il punto dopo cinque anni

A Città di Castello e in Alta Valle del Tevere una lotta contro la violenza sulle donne sul campo, con la forza della rete tra istituzioni, forze dell’ordine, scuole, mondo dell’associazionismo e del volontariato, operatori economici, professionisti: riunito ieri il tavolo di monitoraggio interistituzionale che da cinque anni lavora in modo partecipato sul fenomeno.

A Città di Castello e in Alta Valle del Tevere la lotta contro la violenza sulle donne si fa sul campo, 365 giorni su 365, con la forza della rete tra istituzioni pubbliche, le forze dell’ordine, scuole, mondo dell’associazionismo e del volontariato, operatori economici. E’ il dato di fatto cristallizzato dalla riunione del tavolo interistituzionale di monitoraggio delle azioni a contrasto e prevenzione della violenza di genere nel comprensorio che si è riunito ieri nella residenza municipale tifernate. Un faccia a faccia che ha certificato l’importanza di quanto è stato seminato in cinque anni di lavoro fattoi insieme e che sta dando frutti finalmente riconoscibili, perché le donne che chiedono aiuto arrivano dal contatto con i servizi, dietro le informazioni che circolano negli ambienti culturali e sociali, nei luoghi di lavoro e di studio, grazie consapevolezza che sta crescendo nelle comunità. I dati del Centro Antiviolenza Medusa, che nel comprensorio altotiberino solo nel 2025 ha preso in carico 46 donne (l’ultima proprio nella giornata di ieri), rispondendo a 400 chiamate e svolgendo 369, colloqui, riflettono oggi i risultati delle azioni corali portate avanti nella vallata come risposta di comunità. Iniziative mirate a prevenire e contrastare le forme in cui la violenza si manifesta, ad aiutare le donne a denunciare e voltare pagina, ad educare i giovani, a sensibilizzare e coinvolgere i cittadini. Un impegno costante e convinto di una realtà territoriale che, una volta all’anno, il 25 novembre, si riunisce per fare il punto, con l’obiettivo di analizzare e capire l’evoluzione del fenomeno della violenza di genere, ma anche di progettare nuove risposte per contrastarla. “La lotta alla violenza di genere è una responsabilità collettiva che richiede consapevolezza, intraprendenza, coraggio e volontà di darsi continui traguardi. Noi – spiegano il sindaco Luca Secondi, l’assessore alle Pari Opportunità, Letizia Guerri, l’assessore alle Politiche Sociali, Benedetta Calagreti e l’assessore alla Cultura, Michela Botteghi – lo facciamo durante tutto l’anno con un lavoro sul campo giorno per giorno e, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, lo facciamo con il tavolo interistituzionale di monitoraggio, che riuniamo come Comune di Città di Castello in qualità di capofila della Zona Sociale 1. Il luogo cardine di ogni valutazione e progettazione rispetto alle azioni da intraprendere o intraprese, un luogo di confronto aperto e concreto, nel quale ogni 12 mesi programmiamo le azioni di mettere in campo e valutiamo i risultati ottenuti. Una cabina di regia che funziona ed è efficace e che è riuscita nel tempo a dar vita ad una rete concreta e indispensabile come ci hanno raccontato le operatrici di Liberamente Donna che gestiscono per il Comune di Città di Castello il Centro Antiviolenza Medusa.”. Nella sala del consiglio comunale tifernate rappresentanti delle istituzioni pubbliche del comprensorio, del Centro Antiviolenza Medusa, del mondo della scuola, delle imprese, del sindacato, dell’associazionismo, delle forze dell’ordine, dell’Usl Umbria 1, dell’Agenzia Regionale per le Politiche Attive del Lavoro dell’Umbria, avvocati e semplici cittadini hanno guardato in faccia alla realtà che emerge dal territorio e si sono confrontati per trovare nuove soluzioni. I numeri del Centro Antiviolenza Medusa, costituito nel 2020 dal Comune tifernate come capofila delle otto municipalità della Zona Sociale 1 e gestito dall’associazione LiberaMente Donna, e le esperienze dei servizi sociali e sanitari sono stati la base per un’analisi che ha toccato gli aspetti maggiormente preoccupanti legati alla violenza sulle donne, basandosi anche sulle nuove esperienze provenienti da Umbertide, dove il CAV ha aperto uno sportello, e da San Giustino, dove sono state sviluppate specifiche iniziative di sensibilizzazione. Nella riunione è stato fatto il punto del lavoro condotto nel 2025 sulla base proprio del tavolo di monitoraggio 2024: maggiore impulso all’informazione, ritenuta da tutti fondamentale per scardinare i contesti nei quali si annida la violenza, Attraverso una immagine grafica nuova, l’attività del Centro Antiviolenza Medusa, con il numero di telefono da chiamare 24 ore su 24 per chiedere aiuto (3534164699), sarà fatta conoscere a breve a tutte le donne nei luoghi dello sport del territorio, ambienti d’elezione per l’incontro tra generazioni di giovani e di adulti. Un’iniziativa che, dopo la stampa sugli scontrini delle farmacie della quale Città di Castello fu antesignano nel 2021, chiederà la collaborazione e il protagonismo delle associazioni sportive di Città di Castello e dell’Altotevere, esperienze consolidate e capaci di stabilire contatti con una platea molto ampia di persone di tutte le età che praticano una disciplina o partecipano ad aventi su campi da gioco, palazzetti e palestre, ampliamento dei firmatari del protocollo vigente per l’inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza e ancora attività di sensibilizzazione e informazione per gli studenti delle scuole medie, sportelli di ascolto e supporto mensili per l’educazione all’affettività e alla sessualità, che, in accordo con i dirigenti scolastici per tutto l’anno scolastico 2025-2026 grazie alla collaborazione tra il Comune di Città di Castello, il Comitato tifernate della Croce Rossa Italiana e gli istituti secondari di secondo grado pubblici e paritari del territorio. Ma sono arrivati come ogni anno gli input necessari per impostare il lavoro per il 2026: ampliamento della platea degli attori sociali protagonisti della mobilitazione finalizzata alla prevenzione dei fenomeni e alla protezione delle donne con uno sguardo particolare rivolto alle associazioni sportive. Centralità del mondo della scuola, nel quale il Comune di Città di Castello fu pioniere in Italia nel 2023 lanciando corsi di formazione per gli insegnanti della primaria, sarà ancora una volta il canale principale di azione. Un tessuto economico consapevole, che risponde e chiede di essere protagonista sul campo delle iniziative rivolte alle donne vittime di violenza. Da tempo abbiamo compreso quanto la violenza contro le donne non possa più considerarsi un’emergenza ma una caratteristica strutturale della nostra società.
Per questo nasce nel 2021 il tavolo di monitoraggio perché abbiamo compreso quanto sia necessario che il corpo sociale tutto sia coinvolto e che insieme acquisisca consapevolezza e possa strutturare le risposte necessarie in termini di azione di contrasto, protezione, educazione e quindi prevenzione. Sentiamo la grande responsabilità di combattere la violenza di genere in tutte. Le sue forme e oltre le ricorrenze, portando le nostre comunità a essere luoghi più consapevoli, solidali, pronti proteggere e sostenere chiunque ne sia vittima”, concludono sindaco e amministratori comunali.

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San Giustino, «Lo sport educa al rispetto»: riflessioni e testimonianze contro la violenza sulle donne

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Tra le iniziative per celebrare la Giornata contro la Violenza sulle donne il Comune di San Giustino ha aperto una riflessione pubblica attorno alle potenzialità che offre lo sport nell’educare al rispetto.
In una sala gremita del Museo del Tabacco lunedì 24 novembre -nell’ambito dell’Officina dell’Espressività e con la partecipazione dell’associazione Liberedessere e Ami (Avvocati matrimonialisti)- si è svolta l’iniziativa dal titolo «Lo sport educa al rispetto», che ha visto gli interventi di Ina Varfaj, arbitra della Federazione Italiana Pallavolo; Tiziana Martinelli, campionessa di pesca subacquea e Cristina Crisci, giornalista.
Voci diverse, ma unite da una testimonianza comune: lo sport e la consapevolezza come spazi di crescita, autodeterminazione e pari dignità. Negli interventi sono state sottolineate le esperienze di donne che provengono da ambiti diversi, ma che attraverso impegno, talento, tenacia, disciplina, forza hanno perseguito e realizzato le proprie aspirazioni, affermando i valori alla base della parità di genere.

Tiziana Martinelli, pluridecorata campionessa di pesca in apnea, già direttore Tecnico della Nazionale Femminile, è campionessa italiana ed Euro-Africana, terza a squadre nel mondiale 2021 e quinta in assoluto, nonché prima donna istruttrice federale di pesca sportiva, è anche mamma di due figli, un lavoro da geometra. Ha raccontato la sua esperienza sportiva e di vita, dalla passione nata in famiglia attraverso il padre ai titoli internazionali raggiunti ricordando il valore della consapevolezza in qualsiasi percorsa si intraprenda.

Ina Varfaj è una giovane arbitro nazionale di pallavolo, tesserata per il Comitato Territoriale Umbria della Federazione Italiana Pallavolo (FIPAV): nel suo intervento ha esordito raccontando la domanda che più spesso le viene rivolta: «Ma tu arbitri anche il volley maschile?» per poi entrare nel dettaglio di questa sua passione che, con impegno e determinazione, ha trasformato in un percorso certificato nel mondo sportivo.

Cristina Crisci, giornalista del quotidiano La Nazione, con esperienze maturate (dal 1997) tra carta stampata e tv, ha invece posto l’accento sulle tante storie di donne raccontate nella sua professione, vicende di cronaca, ma anche vicende che narrano di successi sportivi citando esempi positivi e ponendo l’accento «sul valore delle parole che si scelgono perché ogni possibile cambiamento culturale passa anche per queste».

L’incontro è stato aperto dai saluti istituzionali del sindaco di San Giustino Stefano Veschi, col presidente della consulta dello sport Gabrio Possenti e una breve introduzione da parte dell’assessore Loretta Zazzi mentre le conclusioni sono spettate alla presidente del Consiglio della Regione Umbria, Sarah Bistocchi, che ha ribadito come «il contrasto alla violenza di genere richieda un impegno costante delle istituzioni e delle comunità: un lavoro quotidiano di educazione, consapevolezza e responsabilità collettiva, necessario per costruire una cultura del rispetto capace di prevenire ogni forma di abuso».
L’iniziativa, moderata dall’avvocato Nada Lucaccioni di Ami Umbria, ha visto la partecipazione in platea di molti giovani atleti dei gruppi sportivi locali.
C’è stata anche una parentesi teatrale col monologo «Noi crediamo nell’amore» di Paola Cortellesi, interpretato dalle ragazze e dai ragazzi dell’Accademia Teatrale Tfb che ha offerto al pubblico una riflessione emotivamente forte sul significato delle relazioni e sul riconoscimento dei segnali della violenza.

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