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Farmaci, per ritirarli basta un codice, la ricetta si stampa direttamente in farmacia

Saranno sufficienti il Numero di ricetta elettronica (NRE) comunicato dal proprio medico tramite messaggio Sms sul telefono dell’assistito e la Tessera sanitaria. Le farmacie toscane si fanno così carico di un passaggio burocratico, per contribuire a ridurre al minimo le occasioni di contatto tra pazienti e per evitare che si creino lunghe code negli ambulatori, purtroppo più affollati del solito in questi giorni, nonostante l’invito della Regione sia quello di non recarsi dal proprio medico di famiglia se non per reale necessità.

“Il Sistema Sanitario Regionale – dichiara l’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi – sta facendo quadrato in questi giorni per far fronte alla diffusione del Covid-19, e la farmacia sta come sempre giocando un ruolo fondamentale. Grazie per la collaborazione ai medici di medicina generale, gli unici a poter compilare la ricetta dematerializzata per ciascun singolo paziente e comunicare il relativo Numero di ricetta elettronica. Ci auguriamo così di semplificare l’iter per i pazienti, e di contribuire a ridurre l’affollamento degli ambulatori dei nostri medici di famiglia”.

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Coronavirus, da lunedì 16 marzo misure straordinarie per il lavoro in Regione Toscana

Nessuna attività regionale viene sospesa, ma sono state individuate una serie di funzioni essenziali – tra queste, ad esempio, la protezione civile, le altre funzioni regionali coinvolte nella gestione dell’emergenza sanitaria e l’attività di informazione – la cui operatività sarà assicurata da un presidio di dipendenti che lavoreranno negli uffici e da altri che utilizzeranno il telelavoro, in maniera esclusiva o alternata con la presenza in sede.

Per tutte le altre attività, l’unica modalità prevista è quella del telelavoro, ad oggi previsto fino alla data del 25 marzo.

Le nuove modalità riguarderanno anche l’Ufficio relazioni con il pubblico, che potrà essere però sempre essere contattato dai cittadini scrivendo all’indirizzo e-mail urp@regione.toscana.it o chiamando il numero verde 800.860.070.

“Il nostro obiettivo – spiega l’assessore al personale Vittorio Bugli – è quello di tutelare al massimo la salute dei lavoratori mantenendo però l’operatività e l’efficienza degli uffici. Sono convinto che con l’adozione di queste modalità, per la cui definizione è stato positivo ed importante il confronto con le rappresentanze sindacali, riusciremo a centrarlo. Ringrazio fin da ora tutti i lavoratori della Regione Toscana per l’impegno che, come sempre, metteranno nello svolgimento dei loro compiti, ancora più necessario nella situazione di grande delicatezza in cui il paese e la Toscana si trovano”.

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CONFERENZA EPISCOPALE TOSCANA: Chiese e fedeli nel tempo della pandemia da coronavirus

L’evolversi dell’emergenza epidemiologica da coronavirus covid-19 induce a rafforzare l’impegno delle nostre comunità ecclesiali per contrastare la diffusione della malattia, che avrebbe conseguenze fatali sull’intero sistema sanitario e di conseguenza sulla stessa coesione sociale. Quanto scriviamo fa seguito ai più recenti provvedimenti del Governo e al Comunicato della Presidenza della C.E.I. del 12 marzo.
Ci sembra di dover raccogliere anzitutto l’invito delle Autorità pubbliche a restare in casa per quanto ci è possibile. Aderire a questa esortazione deve essere inteso non solo come un esercizio di responsabilità civica, ma ancor prima come fondamentale espressione di carità cristiana: rispetto del prossimo, contributo a non aggravare l’opera lodevole ed estenuante di medici, infermieri, volontari e forze dell’ordine, favorire chi è costretto a uscire per irrinunciabili motivi di lavoro o di prima necessità. Esortiamo a vivere la permanenza in casa anche come un tempo di preghiera e di raccoglimento. Di fronte a Dio ciò che qualifica la nostra preghiera non è il luogo da cui si innalza, ma il cuore da cui sgorga.
Quanto siamo costretti a vivere in questi giorni è anche occasione per scoprire meglio due modi di presenza del Signore in mezzo a noi, non come segno di ripiego, ma come necessità costante per la vita cristiana, anche nel futuro. Anzitutto, la famiglia è come una “Chiesa domestica”, dove siamo chiamati a crescere insieme nella fede e nell’amore, memori della promessa del Signore: «dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro» (Mt 18,20). Vale per noi in questi giorni l’esortazione di San Giovanni Crisostomo ai suoi fedeli: «Fate della vostra casa una Chiesa» e quelli accolsero l’invito con «acclamazioni di giubilo». Pregare in casa non deve essere inteso come una privazione, ma come occasione per riconoscere la grandezza della vita familiare. Una seconda esortazione riguarda l’importanza di riscoprire in questi giorni il grande valore della “presenza reale” del Signore nella sua Parola: una presenza da custodire, coltivare e approfondire personalmente e in famiglia. Diamo alle nostre giornate il giusto orientamento lasciandoci illuminare da un’assidua lettura e una profonda meditazione della Sacra Scrittura.
In questo contesto, che privilegia il rimanere nelle nostre case, considerato il ruolo che le chiese hanno sempre avuto nel contesto delle città, borghi e paesi della Toscana, nonché nel sentire della nostra gente, riteniamo di poter mantenere aperte le nostre chiese, come segno di una Chiesa che resta presente alla vita delle comunità, ancor più in questi giorni di sofferenza. L’apertura delle chiese viene proposta dunque come un segno, non come un invito a frequentarle. Di qui la precedente esortazione a valorizzare la casa come luogo di preghiera e di lettura della Parola di Dio. Occorre però essere molto avveduti, per cui l’apertura può esserci a condizione che si possa garantire un rassicurante adeguato livello sanitario (distanza tra le persone, esclusione di oggetti che possono passare da una mano all’altra come i libri di preghiere, possibilità di intervenire con frequenza con azioni di disinfezione di panche, porte, maniglie o altri oggetti che possono essere toccati dai fedeli, ecc.), anche tenendo conto che tutto questo sia consentito dalle condizioni di salute ed età dei nostri preti. Senza queste condizioni sarebbe un gesto di irresponsabilità aprire i nostri luoghi di culto e lo sarebbe soprattutto verso i più deboli.
Ci sembra infine significativo e lodevole l’impegno di molti sacerdoti a restare in contatto con i fedeli mediante i social, rendendosi utili così all’accompagnamento e offrendo anche l’opportunità di unirsi alla preghiera del sacerdote in chiesa. Vanno anche valorizzate le trasmissioni dedicate alla preghiera che vengono offerte nelle reti nazionali e attraverso i nostri mezzi di comunicazione locali. In questo contesto esortiamo i sacerdoti a farsi vicini soprattutto ad anziani e malati tramite il telefono, portando loro parole di sostegno e di conforto.
Il nostro pensiero va, con sentimenti di solidarietà e vicinanza, agli ammalati e alle persone e famiglie in quarantena. La fede ci invita a vedere nella loro sofferenza, nell’orizzonte della croce di Gesù, una partecipazione al mistero della redenzione. Nella nostra preghiera ci sono tutti loro, come pure quanti hanno incontrato la morte in questa pandemia. Ci sentiamo vicini con ammirazione e gratitudine nonché con la preghiera a quanti operano nel nostro sistema sanitario e di protezione civile per combattere il morbo. Chiediamo al Signore luce per i nostri governanti, affinché le loro decisioni siano nel segno della saggezza e trovino convinta accoglienza nel nostro popolo.
L’emergenza sanitaria ci coglie nei giorni della Quaresima, e le indicazioni di comportamento che ci vengono date vanno accolte quasi come un’opera penitenziale specifica di questo tempo, un’opera di misericordia e di carità verso i più fragili. Ma noi sappiamo anche che la Quaresima è preparazione alla Pasqua del Signore: nel suo potere di Risorto poniamo le ragioni della nostra speranza di vita.
13 marzo 2020
I Vescovi delle Chiese della Toscana

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Colacem dona 4 ventilatori e 3 ecografi polmonari all’ospedale di Gubbio – Branca

In questo momento di emergenza generato dal diffondersi del coronavirus, Colacem S.p.A. (Gruppo Financo) vuole partecipare con gesti concreti al rafforzamento del sistema sanitario regionale umbro, donando 4 ventilatori polmonari e 3 ecografi per la diagnosi precoce di polmoniti virali all’Ospedale di Gubbio – Branca.
“In questa difficile situazione stiamo tutti riconoscendo l’importanza delle competenze, della ricerca e della scienza. Riscopriamo il valore di un sistema economico e produttivo che permette la qualità della vita, assicurando risorse per le cure e l’assistenza, la scuola e le infrastrutture: servizi essenziali per il vivere civile. Con queste apparecchiature sanitarie vogliamo sostenere l’enorme sforzo che in questi giorni tutto il personale ospedaliero sta mettendo in atto –è il commento dei titolari di Colacem S.p.A–. La speranza è che, anche grazie alle nuove disposizioni più restrittive e alle misure di contenimento della diffusione del virus, immediatamente adottate anche in azienda per salvaguardare i nostri dipendenti, la nostra Umbria non ne abbia necessità. Tuttavia è fondamentale prepararsi quanto più possibile per garantire la migliore assistenza sanitaria in una situazione grave e imprevista”.

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Emergenza Covid-19, attivato il Centro operativo comunale. Il sindaco Carizia: “Predisposta strategia per ogni evenienza e per aiutare i più deboli”

Il sindaco Luca Carizia ha firmato l’ordinanza di attivazione del Centro operativo comunale (Coc) del Comune di Umbertide per l’emergenza epidemiologica da Covid-19.Sono state attivate le seguenti funzioni: funzione sanità ed assistenza sociale, funzione assistenza alla popolazione, funzione di volontariato e funzione mass media, informazione e comunicazione.Occorre rispondere alle esigenze dei più bisognosi, in particolare degli anziani e delle persone immunodepresse o affette da gravi patologie in difficoltà nel reperire mezzi di sostentamento e farmaci. Il Comune di Umbertide garantirà per tutta la durata dell’emergenza un servizio gratuito di consegna a domicilio per beni di prima necessità e di farmaci (con il solo costo della spesa e dei farmaci a carico del richiedente) tramite i volontari del Gruppo Comunale di Protezione Civile e della Croce Rossa Italiana. Si può accedere al servizio, attivo tutti i giorni a partire da sabato 14 marzo, contattando il numero telefonico 379 1264613 dalle ore 08.00 alle ore 20.00.“Questa ordinanza va nella doppia direzione di aiutare le persone più deboli e di attivare un presidio che tenga conto di ogni evenienza – afferma il sindaco Carizia – occorre predisporre delle strategie per essere pronti a possibili fenomeni di contagio nel nostro territorio, considerando che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito questo contagio come una pandemia. Il nostro ringraziamento va al Gruppo Comunale di Protezione Civile e alla Croce Rossa Italiana per la disponibilità e la sensibilità dimostrata. Invito ancora una volta tutta la comunità umbertidese a stare a casa per evitare al massimo i contatti e a rispettare con il massimo rigore tutte le disposizione per limitare la diffusione del virus”.

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Uscirne dipende da noi. La versione “made in Misericordia di Arezzo” del decalogo di buone pratiche per contenere il contagio da Covid-19

La versione “made in Misericordia di Arezzo” del decalogo di buone pratiche per contenere il contagio da Covid-19 secondo le indicazioni ministeriali. Solo con qualche spiegazione e commento in più. Che forse non tutti vi illustrano.

In questi non facili giorni in cui infuria la guerra contro il coronavirus, anche la Misericordia di Arezzo propone la propria versione del vademecum ministeriale, insomma le classiche 10 (dieci) regolette di buoni comportamenti da seguire in fatto di prevenzione di nuovi casi di Covid-19, nell’ambito del generale sforzo per contenere e/o rallentare più possibile i contagi (vedi la prima infografica tra quelle allegate in immagine e in pdf in fondo all’articolo).

Cercheremo però di farlo aggiungendo, dove serve, semplici e schiette spiegazioni di commento, di quelle quasi mai riportate – magari per esigenze di sintesi – nelle svariate comunicazioni istituzionali cui assistiamo in questi giorni.

Noi infatti tendiamo a farne anche una questione di “buona comunicazione”, convinti come siamo che alla gente spiegare si possa, quindi si debba.

Perché se le ragioni di certe scelte vengono rese più chiare, magari è anche più facile osservarne le norme da parte di tutti. Mentre insofferenza, pregiudizio e negazionismo si alimentano proprio degli aspetti meno chiari di ogni questione.

Proviamoci, dunque.

1-Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o con gel disinfettante a base alcolica. Nella guerra senza quartiere che da sempre ci oppone ai microbi, il lavaggio delle mani è stata la conquista più rivoluzionaria della storia della Medicina: cerchiamo di non dimenticarcene proprio ora! (Per il resto, guardate indietro tra gli articoli: ne abbiamo pubblicati già due in tema di disinfezione delle mani.)

2-Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute. Nelle fasi iniziali, la Covid-19 può assomigliare a una comune influenza di stagione al punto da rendere assai difficile distinguerle (anche se questa rimane poi la sola similitudine possibile tra le due malattie). Perciò meglio sospettare il peggio e mantenere un sano “distanziamento sociale” da persone raffreddate o con tosse. Non a caso questa norma – indicazione di mantenersi fuori dallo spazio interpersonale di almeno 1 m – è stata proprio in questi giorni estesa a tutti, anche in assenza di sintomi, come misura precauzionale e di contrasto alla circolazione del virus. Esso infatti si concentra in goccioline che emettiamo col respiro, quindi anche parlando, ridendo, mangiando ecc (= dropped). E sapevate che nelle prime vie respiratorie durante uno starnuto o un forte colpo di tosse il flusso d’aria istantaneo che si genera viaggia a quasi 400 km orari di velocità? (Anche se occorre precisare che la notizia della capacità del virus di arrivare addirittura a 4 metri e mezzo di distanza e di sopravvivere in ambiente esterno per oltre mezz’ora era del tutto infondata ed è già stata ampiamente smentita…una delle tante fake-news circolate in questi giorni sui social, con una “viralità” superiore perfino a quella del coronavirus!).

3-Non toccarsi naso, occhi e bocca con le mani. Per ragioni analoghe al punto precedente, toccarsi queste parti può significare “portare a destinazione” cariche virali presenti sulle proprie mani dopo averle raccolte in giro da chissà dove (magari avendo stretto altre mani, o toccato superfici contaminate ecc), depositandole così in punti che rappresentano altrettante porte d’ingresso spalancate per i microbi. Il virus può infatti trasferirsi a infettare l’organismo ricevente, oltre che per bocca o dal naso, anche attraverso i fluidi dell’occhio.

4-Copri bocca e naso con fazzoletti monouso quando starnutisci o tossisci. Se non hai un fazzoletto, usa la piega del gomito. Dobbiamo mettere nel conto di questa situazione che potremmo essere noi stessi, magari portatori sani o con scarsi sintomi, a propagare il virus agli altri! Quindi è opportuna norma di prevenzione dell’ulteriore contagio adottare questa condotta, che dovrebbe del resto rappresentare una comune pratica di buona educazione anche in epoche normali.

5-Non prendere farmaci antivirali né antibiotici senza la prescrizione del medico. I farmaci ad effettiva azione antivirale sono pochissimi e nessuno è efficace sul coronavirus della Covid-19. Gli antibiotici poi non sono attivi sui virus per definizione. Infine, un vaccino ancora non c’è. Le possibili eventualità di assunzioni di farmaci riguardano al momento o la mitigazione dei soli sintomi o la necessità di agire su complicanze batteriche, perciò possono avvenire esclusivamente previa valutazione del medico.

6-Pulisci le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcool. Sulle superfici di oggetti, ripiani, sedie, tavoli, scrivanie e suppellettili varie possono depositarsi cariche virali concentrate nelle goccioline acquose provenienti – come descritto sopra – dalle emissioni fuoriuscite dalle alte vie respiratorie, o lasciate in giro per l’intermediazione dei contatti casuali delle dita. Pur se il virus non resiste da solo in ambiente esterno – si deteriora entro pochi minuti – è buona norma disinfettare anche tali superfici esposte.

7-Usa la mascherina solo se sospetti di essere malato o se assisti persone malate. Questa norma privilegia un criterio di salvaguardia della salute altrui: cioè indossare la mascherina non serve tanto per schermarci contro il contagio proveniente da altri, quanto per proteggere gli altri dal nostro, ossia per evitare che siamo noi a coinvolgere loro.

8-I prodotti MADE IN CHINA e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi. Anche se in un primo tempo il solito impazzare sul web di false notizie aveva cominciato a far dubitare su questo punto, nessuno studio ha dimostrato che tale possibilità sia mai stata (né lo sia adesso) nei fatti.

9-Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus. Anche in questo caso, in più d’una occasione s’erano sparse voci allarmistiche in merito, rivelatesi del tutto infondate. (I coronavirus sono virus diffusi nel mondo animale già in natura e forse questo dato ha ingenerato il dubbio sulla diffusione, ma l’assoluta assenza di convalida l’ha escluso).

10-In caso di dubbi, non recarti al Pronto Soccorso, chiama il tuo medico di famiglia e segui le sue indicazioni. Aggiungiamo che è possibile consultare già in prima battuta anche lo stesso 118 (112 per le regioni dov’è già attivo questo numero unico europeo). Poi ci sono i vari numeri dedicati, anche regionali, di cui riportiamo l’infografica qui in fondo. In ogni caso, la raccomandazione di non recarsi al PS è la cosa più importante in quanto bisogna assolutamente salvaguardare la struttura ospedaliera dalla presenza di eventuali ulteriori infetti contagiosi e al contempo evitare di congestionarla, così che possa (nell’interesse di tutti e anche nostro!) continuare a provvedere alla miglior cura dei casi più aggravati.

Va spiegato, sempre per chiarezza, che non si parla più da tempo di “arrestare” la diffusione del SARS-nCov-2, quanto di “contenerla”, o meglio ancora “rallentarla”, per mitigarne i danni sociali.

Si tratta di una differenza sostanziale da capire: l’epidemia non si può più “fermare”, nel senso proprio del termine; questa ormai sarebbe un’aspettativa mal riposta.

Però si può diluirla di più nel tempo, la diffusione, in modo da mantenerne il picco dei casi gravi costantemente compreso dentro le nostre possibilità di cura!

Se ci ammalassimo tutti insieme o comunque in un lasso di tempo troppo breve, l’afflusso dei casi più bisognosi di terapie (intensive) ai centri ospedalieri di riferimento e di supporto ne comprometterebbe le capacità di curare tutti, con esiti da incubo… quali perfino quello di dover scegliere tra chi curare e chi lasciare al proprio destino.

Perciò è così essenziale ostacolare in tutti i modi praticabili la circolazione del nuovo coronavirus, almeno ritardandola, in modo che se non altro i nuovi pazienti trovino posti liberati dai guariti; ma per farlo bisogna sentirci tutti responsabili e consapevoli del dovere civico di osservare scrupolosamente le indicazioni di comportamento – per quanto restrittive – tracciate e imposte dalle autorità.

La più recente campagna ministeriale e governativa dell’ “IORESTOACASA” ne è diventato il simbolo più eloquente: avete fatto caso che semplicemente restandocene ciascuno a casa nostra si ottemperano molto meglio (o addirittura già implicitamente) tutte e 10 le raccomandazioni elencate sopra?

Ne vale del futuro di ciascuno di noi. E ora dipende solo da noi!        

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Il cordoglio dell’amministrazione per la scomparsa di Ivano Pescari. Potenziata la terapia intensiva


“La scomparsa di Ivano Pescari, un caro amico ex dipendente comunale, ci lascia tutti nello sconforto. Alla famiglia porgiamo le più sentite condoglianze. Appena questo terribile momento sarà passato lo ricorderemo come merita” dichiara il sindaco Luciano Bacchetta “Nel frattempo ci giunge la comunicazione dalla Regione dell’Umbria che nell’ospedale di Città di Castello è stata individuata un’area per pazienti COVID con letti di pneumologia e un turno medico infermieristico specifico, verranno attivati altri 4 posti di terapia intensiva. E’ già in funzione una zona grigia annessa al porto soccorso per i pazienti sospetti. Rimangono invariate le attività mediche oncologiche e chirurgiche e quelle del Dipartimento materno-infantile. E’ stato previsto dalla Regione Umbria un aumento del budget per la Residenza Protetta Muzi Betti. E’ dovere dell”Amministrazione comunale, in questo momento di emergenza, collaborare con Regione Umbria ed Asl: di fronte all’emergenza non possono esistere campanili”.
TERAPIA INTENSIVA MEGLIO DI RIANIMAZIONE. VI PREGO DI SOSTITUIRE GRAZIE

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Consiglio comunale sospeso, ma l’attività non si ferma. Il presidente dell’assise: “Confronto via skype tra maggioranza e opposizione”

Fino al termine dell’emergenza Coronavirus, il consiglio comunale di Sansepolcro non si riunirà, ma l’attività di confronto tra maggioranza e opposizione continua grazie alle tecnologie.

Ne dà notizia il presidente dell’assise cittadina, Lorenzo Moretti: “Anche due sere fa abbiamo fatto una riunione via Skype alla presenza del sindaco, dell’assessore Vannini e dei capigruppo. E’ stata l’occasione per aggiornarsi sulla situazione del Coronaviurus e le parti hanno concordato di fare riunioni periodiche via Skype per continuare a rimanere allineati e informati sull’emergenza. Ringrazio tutti per la disponibilità e la serietà dimostrata, il Consiglio non si riunisce ma la sua attività non si ferma di certo”.

Moretti fa anche presente che, per esigenze di bilancio, eventualmente sarà possibile convocare un Consiglio ristretto, alla presenza del sindaco, di un assessore e dei capigruppo.

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Nuovo numero verde per l’emergenza Coronavirus. Attivato l’800 050 529. Si aggiunge a quello già esistente. Ecco a chi sono dedicati

Si potenzia ancora il servizio della Asl per rispondere alle tante domande sull’emergenza Coronavirus. Oltre  1000, infatti, sono le chiamate ricevute ogni giorno fino ad oggi.

La Sud Est ha quindi attivato un altro numero verde: si tratta dell’800 050 529, che si aggiunge al già esistente 800 579 579.  Entrambi i numeri verdi hanno a disposizione 10 linee telefoniche attive contemporaneamente dalle 8 alle 20 di tutti i giorni (anche festivi). I due numeri sono dedicati  a coloro che sono stati in contatto con persone positive o a chi è rientrato da Cina, Hong Kong, Singapore, Iran e Corea del Sud.

Inoltre la ASL Toscana Sud Est ha attivato il servizio di messaggistica istantanea di whatsapp a cui sottoporre domande, il cui numero è 366 6382531.

I cittadini, per comunicare la presenza sul territorio della AUSL Toscana sud est ai Servizi di Igiene Pubblica dei Dipartimenti di prevenzione e per evitare d’intasare le linee telefoniche, possono utilizzare l’e-mail rientrocina@uslsudest.toscana.it.

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Anche in questi momenti “Lucignolo” è presente: il centro diventa smart per stare vicino ai bambini e alle loro famiglie

In questo periodo così complicato ci siamo mobilitati da subito per trovare un modo per arrivare comunque ai nostri bambini. I centri del Comune di Umbertide “Lucignolo”, “Non solo compiti Verna” e “You.Spa”, gestiti dalla Cooperativa ASAD, sono un punto di riferimento per centinaia di famiglie del territorio e in un momento così non potevamo tirarci indietro. La socializzazione ed il supporto alla comunità sono punti cardine dei nostri servizi e quando questi non sono attuabili fisicamente è necessario trovare un’alternativa.
Abbiamo cercato una modalità smart per raggiungere i nostri bambini, utilizzando gli strumenti della tecnologia più basilari e più facilmente accessibili alle famiglie. È stata aperta una pagina Facebook (I Lucignoli) in cui potrete vedere i momenti di gioco e di creatività dei bambini e ragazzi dei centri, grazie a foto e video che le famiglie inviano ai nostri educatori. Abbiamo deciso in questa pagina di far parlare direttamente i bambini, i veri protagonisti dei nostri servizi.
Alcune ragazze del gruppo medie ci hanno anche inviato dei tutorial per aiutare i compagni nella gestione dei compiti online.
Inoltre ci siamo proposti da subito, contattando le famiglie su WhatsApp, di aiutarli a scaricare il materiale scolastico da registri elettronici e piattaforme online.
Stiamo infine provvedendo ad attivare, sempre tramite WhatsApp, dei gruppi dove genitori e bambini potranno comunicare direttamente coi loro compagni e con l’educatore che li segue dall’inizio dell’anno scolastico per condividere strategie, metodi e per continuare serenamente a svolgere i compiti come hanno sempre fatto: insieme ma con una spinta verso l’autonomia.
Lucignolo funzionerà con gli stessi orari ma virtualmente.
Vogliamo così continuare ad essere utili anche se non possiamo vederci e stare insieme fisicamente.
È un momento particolare per tutta la comunità e vorremmo far sentire ai bambini e alle famiglie del territorio che noi ci siamo, che “Lucignolo è presente”.

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L’unico tampone in analisi del cittadino residente a Sansepolcro è risultato negativo

L’unico tampone in analisi del cittadino residente nel nostro Comune è risultato negativo.
Al momento non ci sono altri tamponi in analisi legati a cittadini del Comune di Sansepolcro.

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Coronavirus, la sanità regionale Toscana dice sì al ‘Tocilizumab’ della Roche

A breve arriverà anche in tutti gli ospedali della Toscana il ‘Tocilizumab’, il farmaco prodotto dall’azienda farmaceutica Roche per curare l’artrite reumatoide, ma che si è scoperto essere in grado di ridurre i problemi polmonari dei soggetti colpiti dal Coronavirus.

La Regione Toscana ha deciso infatti di accettare l’offerta che l’amministratore delegato della Roche ha rivolto a tutte le Regioni che vogliano ricevere gratuitamente questo presidio medico che non ha nessun effetto sul virus ma che allevia i danni che è in grado di provocare.

Il presidente della Regione Toscana, Enrico  Rossi, e l’assessore regionale al diritto alla salute, Stefania Saccardi, hanno voluto ringraziare l’azienda per la disponibilità dimostrata e per la fornitura gratuita. 

Ora sarà l’Estar, l’organismo che assicura le forniture all’intero sistema sanitario regionale, a rivolgersi alla Roche per richiedere i quantitativi necessari del farmaco destinato ad essere somministrato ai soggetti più gravi e con seri problemi polmonari.

Il ‘Tocilizumab’ infatti è un anticorpo monoclonale, cioè una proteina modificata in laboratorio per agire contro l’IL6, un’altra proteina prodotta dal sistema immunitario nella fase più grave dell’infezione e dannosa per il sistema respiratorio. 

Presidente e assessore sottolineano infine come, anche grazie alla generosità della casa farmaceutica, i molti sanitari che in questi giorni si stanno prodigando per far fronte al virus, potranno avere a disposizione un presidio che potrebbe aiutare i pazienti ad uscire dalla fase più critica dell’infezione.

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Coronavirus: attivato il COC, la ASL comunica secondo malato

Dichiarazione del sindaco Luciano Bacchetta: “Comunico l’attivazione del Coc, Centro operativo comunale, in coordinamento con la ASL Umbria 1 e con la Regione dell’Umbria. Dobbiamo mettere a punto le formalità, perché questa emergenza non è tra quelle preordinate, ma il Coc di fatto è operativo. Dobbiamo essere uniti per profondere il massimo sforzo possibile per attenersi alle direttive del governo. A questo proposito si sta realizzando il coordinamento tra tutte le istituzioni pubbliche per garantire il rispetto delle prescrizioni previste. Ovviamente ci rendiamo conto che le limitazioni delle libertà personali e la chiusura di molte attività determinano un forte disagio, tuttavia è in un momento come questo che debbono manifestarsi più forti i valori di solidarietà umana tra le persone. I tifernati sono da sempre un popolo combattivo e responsabile ed ora più che mai dovremo esaltare queste nostre caratteristiche. Chiediamo di non considerare le fake news che circolano nella rete anche in queste ore tendenti a suscitare inutile panico. Questi comportamenti verranno perseguiti dalle autorità competenti. Per trasparenza comunico che il secondo malato di Coronavirus è un uomo di 66 anni ricoverato presso l’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia”.  

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Coronavirus, 44 nuovi casi di Covid-19 in Toscana

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Dall’ultimo monitoraggio comunicato mercoledì pomeriggio, oggi (giovedì

12 marzo) sono in tutto 44 i nuovi tamponi risultati positivi al test per il Coronavirus, eseguiti nei tre laboratori di virologia e microbiologia delle tre aziende ospedaliero universitarie della Toscana: 30 nel laboratorio di Careggi, 6 nel laboratorio di Pisa, 8 nel laboratorio di Siena.

I dati sono stati trasmessi dagli uffici dell’assessorato al Ministero della salute.

Ad oggi sono complessivamente 364 i tamponi risultati positivi al test del Coronavirus Covid-19. Questa la suddivisione per provincia di segnalazione: 86 Firenze, 43 Pistoia, 25 Prato (totale Asl centro: 154), 49 Lucca, 40 Massa Carrara, 34 Pisa, 16 Livorno (totale Asl nord ovest: 139), 16 Grosseto, 41 Siena, 14 Arezzo (totale sud est: 71).

Ad oggi sono 2 i casi di guarigione virale (negativizzati), 5 i casi clinicamente guariti e 5 i deceduti (a confermare se la morte vada imputata al virus dovrà essere l’Istituto superiore di sanità). Sono, quindi, 352 quelli attualmente positivi.

Dal 1° febbraio a oggi, sono in tutto 3165 i tamponi eseguiti nei tre laboratori.

Dal monitoraggio giornaliero sono 5.775 le persone in isolamento domiciliare, di cui 2.675 prese in carico attraverso i numeri dedicati, attivati da ciascuna Asl. Sono 2.163 persone nella Asl centro (Firenze – Empoli – Prato – Pistoia), 221 persone nella Asl nord ovest (Lucca – Massa Carrara – Pisa – Livorno) e 291 nella sud est (Arezzo – Siena – Grosseto).

Le informazioni sui singoli casi saranno fornite dagli uffici stampa delle aziende sanitarie, nel rispetto della privacy.

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Emergenza coronavirus: polisport impianti chiusi

L’assessore allo Sport del comune di Città di Castello Massimo Massetti e l’amministratore unico di Polisport Stefano Nardoni ribadiscono che gli impianti sportivi sono chiusi fino al 3 aprile 2020, sulla base del Decreto del Presidente della Repubblica.

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San Giustino – Il Comune attiva il servizio di consegna farmaci e beni alimentari a domicilio per tutta la durata dell’emergenza sanitaria da Coronavirus

Da oggi, giovedì 12 marzo, il Comune di San Giustino attiva un servizio di utilità sociale rivolto alle persone anziane, ovvero sopra i 65 anni, che non possono ricevere supporto dai propri familiari e alle persone fisicamente fragili a causa di patologie croniche.
Il provvedimento sarà attivo per tutta la durata dell’emergenza sanitaria nazionale legata alla diffusione del Coronavirus e a seguito delle restrizioni introdotte dal Decreto #IoRestoaCasa.
Il servizio, erogato grazie alla collaborazione volontaria dell’ANPAS Croce Bianca e del Gruppo di Protezione Civile Locale prevede la consegna a domicilio su richiesta di medicinali e i beni di prima necessità.
Gli interessati possono contattare il numero 075.8520049, operativo tutti i giorni, 24 ore su 24 dove risponderà un operatore al quale si dovranno fornire le proprie generalità, l’indirizzo e i servizi di base ai quali si vuole fare accesso.
I servizi di utilità sociale individuati sono la consegna farmaci, la consegna della spesa alimentare e di beni di prima necessità, i servizi essenziali di base (come il pagamento delle bollette o le ricariche telefoniche) e la consegna sacchi per la raccolta differenziata.

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Nuove misure per l’emergenza da Covid-19: da venerdì 13 marzo resteranno chiusi i centri di raccolta dei rifiuti in Altotevere e saranno sospesi i servizi a chiamata per il ritiro degli ingombranti

L’amministratore unico di Sogepu Cristian Goracci rende noto che l’azienda ha adottato nuove misure in attuazione dei Decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’8, del 9 e dell’11 marzo per la gestione e il contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.
Da domani, venerdì 13 marzo, saranno chiusi al pubblico i centri di raccolta dei rifiuti (isole ecologiche) gestiti da Sogepu nei comuni di Città di Castello, San Giustino, Citerna, Pietralunga, Montone e Monte Santa Maria Tiberina e saranno sospesi i servizi a chiamata per il ritiro dei materiali ingombranti nei comuni di Città di Castello, San Giustino e Citerna.
Nei comuni di Città di Castello e San Giustino continueranno a essere svolti regolarmente i servizi di raccolta a domicilio (anche su chiamata) del verde derivante dalla manutenzione di giardini e orti, che è necessario per il procedimento di trattamento del rifiuto organico negli impianti del Polo di Belladanza.
I provvedimenti adottati da Sogepu, in accordo con le amministrazioni comunali interessate, saranno in vigore fino a nuova comunicazione.
La sospensione dei servizi risponde all’esigenza di eliminare occasioni di assembramento o contatto tra addetti e utenti, con l’obiettivo tutelare la salute pubblica, ma anche la continuità dell’operatività dell’azienda, chiamata ad assicurare servizi pubblici essenziali quali il ritiro e il trattamento dei rifiuti nell’interesse della collettività.
In attuazione delle ultime disposizioni del Governo sono state ulteriormente aumentate le precauzioni per l’accesso agli uffici dell’azienda: i cittadini sono tenuti rivolgersi unicamente via telefono o mail al personale della sede di via Elio Vittorini 27, a Cerbara di Città di Castello (numero verde 800.132152, mail info@sogepu.com), e agli addetti dell’Ufficio Tari (telefono 075.8510846, mail tributi@sogepu.com).

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Emergenza coronavirus: chiuse attivita’ commerciali, tranne alimentari e servizi essenziali. Il sindaco: “state a casa. Attenti alle fake news. fidatevi Solo delle fonti ufficiali”. Sul sito del comune gli aggiornamenti e le informazioni


“Le nuove misure ribadiscono e estendono alle attività commerciali quanto già disposto” dichiara il sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta sottolineando come “il comportamento da adottare per tutti è quello di stare a casa e limitare al minimo indi-spensabile i rapporti interpersonali e le occasioni di trasmissione del contagio. Non è piacevole per nessuno, ma è quello che dobbiamo fare in questo momento di emer-genza”. “Invito inoltre a guardarsi dalle fake news. Sono tante le chiacchiere in libertà che sento in questo ore e che alimentano solo la confusione. Fidatevi solo di siti e fonti ufficiali. Stiamo lavorando tutti insieme per superare le difficoltà in cui ci troviamo con un grande senso di solidarietà l’uno verso l’altro. Deve prevalere la parte migliore di noi e aiutarci ad uscire dall’emergenza nel modo più rapido possibile”. Il comune di Città di Castello nel sito istituzionale, www.cittadicastello.gov.it, ha attivato una pagina speciale “Coronavirus” che è aggiornata costantemente e nella quale sono pubblicate tutte le notizie ed i documenti rilevanti per i cittadini. Le stesse informazioni sono a disposizione nella Pagina Facebook Comune di Città di Castello. Gli uffici comunali hanno rior-ganizzato le modalità di erogazione del servizio, in particolare: sospensione dell’apertura di tutti i musei, degli asili nido e della scuola di musica, della Biblioteca, chiusura degli impianti sportivi compresi quelli gestiti da Polisport. Sospensione di tutti i mercati: martedì a Trestina e Città di Castello, giovedì e sabato a Città di Castello. Scale mobili chiuse dalle 18.00. Il Giudice di Pace fino al 22 marzo 2020 rimane aperto dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 10.00; per le asseverazioni il mercoledì dalle 9.00 alle 10.00. Chiuso il sabato. Si invita a ricorrere al telefono o alla posta elettronica per avvalersi o contattare i servizi del comune lo Sportello del cittadino. Qualora fosse necessario depositare documenti, non trasmissibili elettronicamente, è necessario concordare con gli uffici interessati un appuntamento. I recapiti sono pubblicati sul sito dell’Amministrazione Trasparente. Per l’Anagrafe e Stato civile sono pubblicati nella Pagina speciale del sito del comune i moduli di più frequente uso da parte dell’utente. E’ possibile richiedere per posta elettronica la produzione di certificati. In ogni caso è in funzione il centralino del Comune 075/85291 o il Comando della Polizia municipale

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