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Alessio Abibi lancia la pietralunghese dopo il colpo di terni: “tre punti fondamentali, ma non dobbiamo fermarci”

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Alessio Abibi (nelle foto) è stato uno dei protagonisti della vittoria della Pietralunghese a Terni, grazie a diverse parate decisive che hanno consentito ai rossoblù di mantenere il vantaggio e conquistare tre punti fondamentali per le ambizioni della squadra. Dopo il match, il portiere della Pietralunghese ha condiviso le sue riflessioni sulla partita e sul momento della squadra. “È stata davvero una bella partita tra due squadre esperte. Loro sono un avversario di tutto rispetto, con giocatori importanti, quindi la sfida è stata di livello superiore. Noi siamo stati bravi a sfruttare l’occasione più nitida che ci è capitata e poi, anche se abbiamo sofferto fino all’ultimo, siamo riusciti a portare a casa i tre punti che, in realtà, valgono come sei”, ha commentato Abibi, evidenziando l’importanza di questo successo, che rilancia le ambizioni della Pietralunghese in campionato. “Non è solo il risultato di questa partita a renderci fiduciosi, ma anche il fatto che abbiamo ottenuto tre risultati positivi consecutivi. Questi punti ci danno morale, ma sappiamo bene che dobbiamo continuare a lavorare e migliorare.

Dobbiamo restare concentrati e non abbassare la guardia”, ha proseguito Abibi, facendo il punto sul momento della squadra. Il portiere parla anche del supporto che la Pietralunghese riceve dal presidente Giuliano Martinelli, una figura che rappresenta un punto di riferimento per la squadra. “Giuliano è il patron ideale. Ci tratta come figli, è sempre il primo tifoso e il primo motivatore. Ho conosciuto tanti presidenti durante la mia carriera, ma come lui nessuno. La sua presenza e il suo sostegno sono fondamentali per noi, ci danno la carica giusta per dare il massimo”. Ora la Pietralunghese si prepara a una nuova sfida importante.

Domenica prossima, infatti, arriverà al Martinelli la Nuova Alba, una squadra che, all’esordio di Coppa Italia, ha sconfitto proprio i ragazzi di mister Pierotti. “Quella sconfitta è ancora nella nostra testa, e vogliamo assolutamente rifarci. La Nuova Alba è una squadra fastidiosa, con parecchi giocatori di esperienza. Non sarà una partita facile, ma noi vogliamo ritrovare la vittoria in casa, dove dobbiamo essere forti. I tre punti sono fondamentali”, ha sottolineato Abibi. Con un’ottima dose di fiducia derivante dalla vittoria a Terni e da una serie di risultati positivi, la Pietralunghese è pronta a scendere in campo contro la Nuova Alba con l’obiettivo di continuare a crescere e consolidare la propria posizione in classifica. La determinazione di Abibi e dei suoi compagni di squadra sembra essere una risorsa fondamentale per affrontare al meglio la parte finale del campionato. L’attenzione ora è tutta rivolta al match di domenica, dove la Pietralunghese, spinta dal proprio pubblico, cercherà di allungare la striscia positiva e riscattare la sconfitta subita in Coppa Italia.

“Vogliamo dimostrare che siamo una squadra diversa rispetto a quella che ha perso contro la Nuova Alba. Affrontiamo un avversario difficile, ma sappiamo di poter fare bene”, ha concluso Abibi, pronto a difendere la porta della Pietralunghese con il solito impegno e la consapevolezza che ogni partita è fondamentale per raggiungere l’obiettivo finale

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Sabato1 novembre, la “carica dei 101 e più, cani da tartufo in passerella fra le piazze e gli scorci mozzafiato del centro storico

La “carica dei 101 e più cani da tartufo in passerella fra le piazze e gli scorci mozzafiato del centro storico. Il pomeriggio di sabato 1 novembre, alle ore 16 il salone nazionale tartufo Bianco Pregiato (45esima edizione in programma da venerdi 31 ottobre a domenica 2 novembre) celebrerà il protagonista assoluto della cerca e cavatura: il cane. Come per la moda ed il cinema, andrà in scena una inedita sfilata che percorrerà Corso Vittorio Emanuele dedicata ad una delle razze più celebri quando si parla di tartufo, il lagotto romagnolo e a tutte le altre razze che fanno di Città di Castello, una delle capitali nazionali anche in questo settore. In collaborazione con l’Associazione Cavatori Altotevere, gli amici a quattro zampe dal fiuto straordinario saranno al centro dell’attenzione nel salotto buono della città trasformato per l’occasione in un bosco “metropolitano”.

“Un momento pensato e dedicato ai nostri cani e a quel legame straordinario con l’uomo e la natura che è alla base della tradizione della cerca e cavatura, dichiarata patrimonio immateriale dell’umanità che in questo territorio è alla base di una tradizione che numeri di tesserino alla mano, continua a rinnovarsi”, hanno dichiarato, l’assessore al turismo e commercio, Letizia Guerri, il presidente dell’Ente Fiera Salone Nazionale Bianco Pregiato, Lazzaro Bogliari ed il presidente dell’Associazione Tartufai Alto Tevere (fondata nel 1986), Andrea Canuti, con il suo cane “Luce”, un lagotto romagnolo campione di cerca come l’esercito di cani a Città di Castello, circa 2000 di ogni razza e taglia, un vero e proprio record al pari dei “cavatori” in attività, 1.700 nel capoluogo e nel comprensorio, fra cui sempre più giovani e donne, che colloca la città di Alberto Burri e Monica Bellucci al secondo posto nella classifica nazionale per numero di tartufai in rapporto agli abitanti. Non solo in questi giorni della mostra, a Città di Castello, i cani da tartufo arrivano a sfiorare e superare cifre da capogiro talvolta ben al di sopra di cinquemila euro (per i cani già addestrati e 1500 euro per i cuccioli) tanto è la loro bravura fra boschi e colline a scovare le “pepite d’oro”, il pregiato tartufo bianco che alla borsa attuale dei prezzi al dettaglio, si attesta per ora su quotazioni anche oltre tremila e 500 euro per un chilo di “bianco”.

Bracchi, bracchi-pointer, lagotti, cocker, meticci, lagotti romagnoli in questo lembo di terra di confine fra Umbria, Marche, Toscana ed Emilia Romagna, nascono, crescono e diventano autentici campioni della ricerca, indispensabili compagni di viaggio della cerca del “re” del bosco. Cani in azione a partire da domani, giovedì 30 ottobre dalle ore 10 con “La cerca del tartufo raccontata ai bambini” attivita’ di conoscenza e avvicina alla cerca e cavatura del tartufo con le scuole primarie di Citta’ di Castello curato dall’Associazione tartufai altotevere presso la palazzina A del palasport e cittadella dello sport in via Engels. Circa 170 bambini e bambine delle scuole primarie e venti ragazzi diversamente abili che fanno riferimento alla Cooperativa “La Rondine” vestiranno gli abiti dei tartufai con i cani al seguito sotto lo sguardo vigile ed esperto dei rappresentanti dell’associazione. Gli organizzatori, in base alle previsioni meteo hanno deciso una sede diversa da quella tradizionale del Lago di Rignaldello.

Domenica 2 Novembre a partire dalle ore 10 presso i Giardini del Cassero, i cani saranno di nuovo sotto i riflettori del “4° memorial Alessandro Ghigi” a cura dell’Associazione Tartufai Alta Valle del Tevere e Comune di Città di Castello, una consolidata gara da ricerca e cavatura del tartufo su ring ormai divenuta un appuntamento nazionale di rilievo. Le categorie in gara prevedono la presenza dei cuccioli fino a sette mesi (femmine e maschi), libera adulti (femmine e maschi) e riporto (tutte le categorie). Di particolare interesse il premio, “Jimmy”, in memoria del compianto Giovannino Jimmy Cecchini (storico tartufaio ed imprenditore del settore) riservato al più giovane tartufaio in gara.

Per tutte le informazioni sul Salone del Tartufo Bianco Pregiato è possibile consultare il sito web della manifestazione (https://biancopregiato.it/), i portali istituzionali del Comune di Città di Castello (https://www.comune.cittadicastello.pg.it/) e di Città di Castello Turismo (https://www.cittadicastelloturismo.it/), insieme ai canali social collegati all’evento: tel. 075- 8529254 – 8554922.

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La Pro Loco Cinquemiglia compie 50 anni

27 Ottobre 1975- 2025: sono passati 50 anni da quando BARAFANI Pietro, BELARDINELLI Giorgio, BERNARDINI Antonio, BORCHIELLINI Luigi, CROCIONI Uliano, FLORIDI Paolo, GUERRINI Oliviero, MONTEMAGGI MEDICI Maria Giuseppina, PAOLINI Francesco, RAMPACCI Romano, SERRI Pasquale, TOGNACCIOLI Luigi, TOGNACCIOLI Ugo, con entusiasmo e amore per il territorio, diedero vita alla Pro Loco Cornetto- Cinquemiglia.


Mezzo secolo durante il quale, grazie all’impegno costante di decine di volontari, l’associazione è diventata un pilastro della vita culturale e sociale del territorio, promuovendo tradizioni, eventi e senso di appartenenza.
In occasione di questo importante traguardo, un sentito ringraziamento va a tutti coloro che hanno fatto parte della Pro Loco nel corso degli anni, contribuendo con il proprio tempo, il proprio entusiasmo e le proprie idee.
Un pensiero speciale va a chi oggi non è più con noi, ma ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’associazione. Il loro ricordo è parte viva di questo anniversario.
E un grazie sincero va anche a tutti i volontari ancora attivi, che con rinnovato slancio continuano a portare avanti lo spirito originario dell’associazione.


Per celebrare insieme questo mezzo secolo di vita, Sabato 22 novembre, presso il CVA di Trestina, si terrà una serata conviviale con cena, momenti di condivisione di foto e video storici e non potrà mancare la parte musicale accompagnata da [nome del gruppo], sarà sicuramente una serata da ricordare per soci, ex soci e amici della Pro Loco. Sarà un’occasione per ritrovarsi, ricordare, ma anche guardare avanti.


“Questo anniversario non è solo un traguardo, ma una tappa del nostro cammino – dichiara il presidente Serri, insieme alla vicepresidente Floridi e a tutto il consiglio direttivo attuale – La storia della Pro Loco è fatta di persone, cuore e territorio. E continueremo a scriverla insieme.”

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Paolo Canevari: God Year. A cura di Lorenzo Fiorucci, Città di Castello Pinacoteca Palazzo Vitelli 15 novembre 2025 – 15 febbraio 2026

La Pinacoteca comunale di Città di Castello ospita, dal 15 novembre 2025 fino al 15 febbraio 2026, la mostra personale di Paolo Canevari dal titolo “God Year”, a cura dello storico e critico d’arte Lorenzo Fiorucci., promossa dal Comune di Città di Castello, Assessorato alla cultura, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Beni Cultura e Paesaggio dell’Umbria. L’esposizione si svolge negli spazi rinascimentali di Palazzo Vitelli alla Cannoniera, luogo simbolico della città tifernate, che accoglie alcuni tra i massimi capolavori del Rinascimento italiano, da Luca Signorelli a Raffaello Sanzio, da Lorenzo Ghiberti a Luca della Robbia.

È proprio questo dialogo tra contemporaneità e memoria storica a costituire il cuore della mostra: le sculture, le installazioni e le performance di Canevari si confrontano con la stratificazione culturale del museo, generando un cortocircuito visivo e concettuale che invita a interrogarsi sul nostro presente.

“Con God Year, la Pinacoteca di Città di Castello riafferma la propria vocazione a essere luogo vivo di incontro tra passato e presente, dove Rinascimento e l’arte contemporanea si fondono in un racconto inedito sulla complessità del nostro tempo” dichiarano il sindaco di Città di Castello Luca Secondi e l’assessore alla Cultura Michela Botteghi. “Ringraziamo Paolo Canevari per avere valorizzato la doppia anima della Pinacoteca, contribuendo alla valorizzazione delle collezioni contemporanee del museo, anche in relazione al lascito di Alberto Burri”

“La mostra si distingue per l’alto profilo culturale e per la capacità di dialogare con le collezioni antiche e contemporanee del polo museale cittadino, rafforzando il ruolo di Città di Castello come centro vitale dell’arte contemporanea in Umbria” dichiara la dott.ssa Francesca Valentini, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Umbria, che sostiene il progetto scientifico, ”La soprintendenza con la dott.ssa Alessandra Donati ha infatti affiancato l’organizzazione della mostra condividendo le scelte dell’artista e del curatore al fine di armonizzare al meglio il dialogo con la collezione di Palazzo Vitelli alla Cannoniera. Ogni sala della Pinacoteca diventa così un luogo di meditazione sul rapporto tra arte, storia e contemporaneità, dove il linguaggio dell’artista rivela letture inattese delle opere antiche e, al tempo stesso, restituisce al pubblico una rinnovata percezione del museo”.

Il titolo God Year dichiara la natura stessa della ricerca dell’artista romano.
L’espressione ricavata dal simbolo di una delle più note industrie di pneumatici, evoca l’idea di Giubileo, un tema che in Umbria — terra di santi e di spiritualità, da San Benedetto a Francesco — assume un significato amplificato. Allo stesso tempo, la mostra si muove sul crinale delle contraddizioni tra sacro e profano, fede e consumo, materia e spirito, elementi costitutivi della poetica di Canevari.

Come sottolinea il curatore Lorenzo Fiorucci: “Canevari ha da anni scelto come materia d’elezione lo pneumatico e la camera d’aria, materiali che nelle sue opere evocano simbologie e narrazioni complesse, capaci di mettere in crisi ogni lettura superficiale. Lo pneumatico è al tempo stesso simbolo di progresso tecnologico e di sviluppo capitalistico, ma anche scarto, rifiuto inquinante, emblema del petrolio e dello sfruttamento globale. La sua trasformazione in scultura e installazione diventa così un atto di riflessione sul nostro modo di vivere e di produrre significato.”

Le opere di Canevari, poste in dialogo con i tesori della collezione rinascimentale, costruiscono un percorso immersivo in cui la materia – privata della sua funzione originaria – si carica di nuove valenze simboliche.

La mostra, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Città di Castello nella persona dell’assessora Michela Botteghi, coordinata dal Servizio Cultura, rappresenta anche un’occasione formativa per un gruppo di giovani storici dell’arte: Livia Castellani, Niccolò Falaschi, Chiara Maccarelli, Giulio Verna ed Eleonora Reali. Il museo si è trasformato in un vero e proprio cantiere di lavoro, nel quale i giovani studiosi hanno elaborato interpretazioni e chiavi di lettura delle opere in relazione allo spazio espositivo, in un dialogo diretto con l’artista. Durante il periodo espositivo sono previsti incontri e momenti di confronto pubblico tra l’artista e i giovani curatori. Con God Year, la Pinacoteca di Città di Castello riafferma la propria vocazione a essere luogo vivo di incontro tra passato e presente, dove Rinascimento e arte contemporanea si fondono in un racconto inedito sulla complessità del nostro tempo.

Info mostra

Paolo Canevari: God Year

a cura di Lorenzo Fiorucci

Città di Castello

Pinacoteca Palazzo Vitelli alla Cannoniera

15 novembre 2025 – 15 febbraio 2026

Tel Ufficio cultura 075 8523171

Biglietteria 075 852 0656

Mail cultura@ilpoliedro.org

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50 anni di Pro Loco Cornetto-Cinquemiglia: una storia di passione e dedizione

Una serata per celebrare: sabato 22 novembre al CVA di Trestina conviviale con cena

27 Ottobre 1975-2025: sono passati 50 anni da quando BARAFANI Pietro, BELARDINELLI Giorgio, BERNARDINI Antonio, BORCHIELLINI Luigi, CROCIONI Uliano, FLORIDI Paolo, GUERRINI Oliviero, MONTEMAGGI MEDICI Maria Giuseppina, PAOLINI Francesco, RAMPACCI Romano, SERRI Pasquale, TOGNACCIOLI Luigi, TOGNACCIOLI Ugo, con entusiasmo e amore per il territorio, diedero vita alla Pro Loco Cornetto-Cinquemiglia.
Mezzo secolo durante il quale, grazie all’impegno costante di decine di volontari, l’associazione è diventata un pilastro della vita culturale e sociale del territorio, promuovendo tradizioni, eventi e senso di appartenenza.
In occasione di questo importante traguardo, un sentito ringraziamento va a tutti coloro che hanno fatto parte della Pro Loco nel corso degli anni, contribuendo con il proprio tempo, il proprio entusiasmo e le proprie idee.
Un pensiero speciale va a chi oggi non è più con noi, ma ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’associazione. Il loro ricordo è parte viva di questo anniversario.
E un grazie sincero va anche a tutti i volontari ancora attivi, che con rinnovato slancio continuano a portare avanti lo spirito originario dell’associazione.
Per celebrare insieme questo mezzo secolo di vita, Sabato 22 novembre, presso il CVA di Trestina, si terrà una serata conviviale con cena, momenti di condivisione di foto e video storici e non potrà mancare la parte musicale, sarà sicuramente una serata da ricordare per soci, ex soci e amici della Pro Loco. Sarà un’occasione per ritrovarsi, ricordare, ma anche guardare avanti.
“Questo anniversario non è solo un traguardo, ma una tappa del nostro cammino – dichiara il presidente Serri, insieme alla vicepresidente Floridi e a tutto il consiglio direttivo attualeLa storia della Pro Loco è fatta di persone, cuore e territorio. E continueremo a scriverla insieme.”

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“God Year”: la mostra di Paolo Canevari a Città di Castello Pinacoteca Palazzo Vitelli 15 novembre 2025 – 15 febbraio 2026

A cura di Lorenzo Fiorucci

La Pinacoteca comunale di Città di Castello ospita, dal 15 novembre 2025 fino al 15 febbraio 2026, la mostra personale di Paolo Canevari dal titolo “God Year”, a cura dello storico e critico d’arte Lorenzo Fiorucci., promossa dal Comune di Città di Castello, Assessorato alla cultura, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Beni Cultura e Paesaggio dell’Umbria. L’esposizione si svolge negli spazi rinascimentali di Palazzo Vitelli alla Cannoniera, luogo simbolico della città tifernate, che accoglie alcuni tra i massimi capolavori del Rinascimento italiano, da Luca Signorelli a Raffaello Sanzio, da Lorenzo Ghiberti a Luca della Robbia.

È proprio questo dialogo tra contemporaneità e memoria storica a costituire il cuore della mostra: le sculture, le installazioni e le performance di Canevari si confrontano con la stratificazione culturale del museo, generando un cortocircuito visivo e concettuale che invita a interrogarsi sul nostro presente.

“Con God Year, la Pinacoteca di Città di Castello riafferma la propria vocazione a essere luogo vivo di incontro tra passato e presente, dove Rinascimento e l’arte contemporanea si fondono in un racconto inedito sulla complessità del nostro tempo” dichiarano il sindaco di Città di Castello Luca Secondi e l’assessore alla Cultura Michela Botteghi. “Ringraziamo Paolo Canevari per avere valorizzato la doppia anima della Pinacoteca, contribuendo alla valorizzazione delle collezioni contemporanee del museo, anche in relazione al lascito di Alberto Burri”

“La mostra si distingue per l’alto profilo culturale e per la capacità di dialogare con le collezioni antiche e contemporanee del polo museale cittadino, rafforzando il ruolo di Città di Castello come centro vitale dell’arte contemporanea in Umbria” dichiara la dott.ssa Francesca Valentini, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Umbria, che sostiene il progetto scientifico, ”La soprintendenza con la dott.ssa Alessandra Donati ha infatti affiancato l’organizzazione della mostra condividendo le scelte dell’artista e del curatore al fine di armonizzare al meglio il dialogo con la collezione di Palazzo Vitelli alla Cannoniera. Ogni sala della Pinacoteca diventa così un luogo di meditazione sul rapporto tra arte, storia e contemporaneità, dove il linguaggio dell’artista rivela letture inattese delle opere antiche e, al tempo stesso, restituisce al pubblico una rinnovata percezione del museo”.

Il titolo God Year dichiara la natura stessa della ricerca dell’artista romano.
L’espressione ricavata dal simbolo di una delle più note industrie di pneumatici, evoca l’idea di Giubileo, un tema che in Umbria — terra di santi e di spiritualità, da San Benedetto a Francesco — assume un significato amplificato. Allo stesso tempo, la mostra si muove sul crinale delle contraddizioni tra sacro e profano, fede e consumo, materia e spirito, elementi costitutivi della poetica di Canevari.

Come sottolinea il curatore Lorenzo Fiorucci: “Canevari ha da anni scelto come materia d’elezione lo pneumatico e la camera d’aria, materiali che nelle sue opere evocano simbologie e narrazioni complesse, capaci di mettere in crisi ogni lettura superficiale. Lo pneumatico è al tempo stesso simbolo di progresso tecnologico e di sviluppo capitalistico, ma anche scarto, rifiuto inquinante, emblema del petrolio e dello sfruttamento globale. La sua trasformazione in scultura e installazione diventa così un atto di riflessione sul nostro modo di vivere e di produrre significato.”

Le opere di Canevari, poste in dialogo con i tesori della collezione rinascimentale, costruiscono un percorso immersivo in cui la materia – privata della sua funzione originaria – si carica di nuove valenze simboliche.

La mostra, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Città di Castello nella persona dell’assessora Michela Botteghi, coordinata dal Servizio Cultura, rappresenta anche un’occasione formativa per un gruppo di giovani storici dell’arte: Livia Castellani, Niccolò Falaschi, Chiara Maccarelli, Giulio Verna ed Eleonora Reali. Il museo si è trasformato in un vero e proprio cantiere di lavoro, nel quale i giovani studiosi hanno elaborato interpretazioni e chiavi di lettura delle opere in relazione allo spazio espositivo, in un dialogo diretto con l’artista. Durante il periodo espositivo sono previsti incontri e momenti di confronto pubblico tra l’artista e i giovani curatori. Con God Year, la Pinacoteca di Città di Castello riafferma la propria vocazione a essere luogo vivo di incontro tra passato e presente, dove Rinascimento e arte contemporanea si fondono in un racconto inedito sulla complessità del nostro tempo.

Info mostra

Paolo Canevari: God Year

a cura di Lorenzo Fiorucci

Città di Castello

Pinacoteca Palazzo Vitelli alla Cannoniera

15 novembre 2025 – 15 febbraio 2026

Tel Ufficio cultura 075 8523171

Biglietteria 075 852 0656

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L’artista tartufaia Moira Lena Tassi porta l’arte del tartufo da Città di Castello a Bologna

Esposta a Bologna l’opera pittorica “Il peccato più prelibato”


“Un omaggio alla mia terra, a Raffaello, alla mia famiglia e a mio nonno tartufaio”
Nel celebre ristorante Franco Rossi, a due passi da Piazza Maggiore, l’artista tartufaia Moira Lena Tassi espone la sua opera pittorica Il peccato più prelibato: un intenso omaggio alla propria terra e alle sue radici familiari.
«Mi sono ispirata al celebre affresco di Raffaello Adamo ed Eva – racconta Tassi – per rendere omaggio a uno dei più grandi maestri di tutti i tempi, così profondamente legato al nostro territorio. Ho voluto reinterpretare il tema del peccato originale con leggerezza e ironia: al posto del frutto proibito, ho inserito il tartufobianvo pregiato, simbolo di desiderio e piacere, trasformandolo in una metafora contemporanea, legata alla nostra cultura e alle nostre tradizioni.»
L’opera, un olio su tela di 120×100 cm, rivisita il mito biblico con uno sguardo affettuoso e moderno. Adamo ed Eva hanno i volti del figlio dell’artista, Giacomo, e della sua fidanzata Agnese. «Sono due giovani innamorati di oggi – spiega Tassi – che incarnano l’innocenza e il desiderio, proprio come i protagonisti del mito.»
Dietro la simbologia del quadro si cela anche una storia familiare autentica e profondamente legata alla terra. Giacomo, oggi ventitreenne, fin da bambino seguiva il nonno Gabrio, esperto cercatore di tartufi, nei boschi dell’Alta Valle del Tevere. Una tradizione tramandata da generazioni: nella sua lunga carriera, Gabrio trovò persino un rarissimo tartufo bianco che ha sfiorato gli  800 grammi, che poi ha viaggiato fino a Zurigo. Oggi Giacomo continua quella passione insieme al suo inseparabile lagotto Lapo, trasmettendo ad Agnese la curiosità e l’amore per questa antica arte.
«Durante la stagione della trifola – racconta Moira Lena Tassi – a volte accompagno mio padre o mia madre nei boschi dell’Alta Valle del Tevere. Ogni uscita è un’avventura: quando i nostri lagotti, Luna e Duca, iniziano a scavare con entusiasmo, l’emozione è sempre la stessa. Mi avvicino con il vanghino, li premio con una carezza e qualche crocchetta, poi scavo con delicatezza e molta attenzione: il tartufo è fragile, un capolavoro della natura, sempre unico per forma, grandezza e profumo.»
Per Tassi, la cerca del tartufo è un rito familiare e un dialogo con la terra, intrecciato alla memoria del nonno, figura centrale della tradizione tartufaia dell’Alta Valle del Tevere.
«Mio nonno – prosegue l’artista – è stato un punto di riferimento per molti tartufai della zona. A 84 anni andava ancora per boschi, con il suo basco, la pipa nel taschino e gli stivaloni consumati. Fin dagli anni Trenta percorreva chilometri a piedi, da Città di Castello fino alle Marche, restando via anche due giorni. Trovava ospitalità presso i contadini in cambio di piccoli tartufi, mangiava un piatto di minestra e dormiva nella stalla. E tornava sempre con il tascapane pieno di meraviglie della terra, raccolte con forza, pazienza e passione.»
Accoglieva cani randagi e li addestrava con dolce fermezza. In mancanza di un guinzaglio, si toglieva la cintura per condurli a casa. Così, nel tempo, formò una vera squadra di fedeli compagni di avventure.
Nella famiglia Tassi, la Cerca e Cavatura del Tartufo è una tradizione di sangue che attraversa quattro generazioni: dall’avo Artemio Smacchia (classe 1900), primo insignito del titolo di “Veterano dei Tartufai” alla Prima Mostra del Tartufo di Città di Castello nel 1980, alla figlia Mirella, al genero Gabrio Tassi, fino a Moira Lena e al giovane Giacomo.
«A Città di Castello – sottolinea l’artista – la Mostra Mercato del Tartufo e dei Prodotti del Bosco, nata nel 1980, è diventata oggi, a distanza di 45 anni, il Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato . Tra pochi giorni prenderà il via questa splendida manifestazione, che rappresenta un orgoglio per tutta la città. Ne sono fiera sia come tifernate sia come artista tartufaia – e sono certa che lo sarebbe anche mio nonno, che ha dedicato la vita a questa passione.»
Oggi quella passione si rinnova nell’arte di Moira Lena Tassi e nello sguardo di suo figlio: due custodi di una storia che intreccia terra, arte memoria e bellezza.
Nella loro storia, il tartufo – vero “oro” dell’Alta Valle del Tevere – si trasforma nel più affascinante dei peccati: un simbolo universale di desiderio e vita che unisce il passato e il presente.

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Ad In Primo Piano Letizia Guerri

Torna In Primo Piano. Ospite del programma condotto da Michele Tanzi, l’assessore a Istruzione e Turismo del Comune di Città di Castello, Letizia Guerri

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Ricostruzione post sisma 2023: il Comune di Umbertide, la Regione Umbria i Comuni di Gubbio e Perugia, ricordano la scadenza del 31 ottobre 2025 per la presentazione delle manifestazioni di volontà

Come comunicato nel corso dei vari incontri informativi tenutisi nei mesi scorsi, il Comune di Umbertide, congiuntamente a Regione e Comuni di Perugia e Gubbio, ricorda a tutti i cittadini colpiti dal sisma del 2023 la scadenza perentoria del 31 ottobre prossimo per la presentazione della dichiarazione di manifestazione di volontà finalizzata alla richiesta del contributo per la ricostruzione degli edifici danneggiati.


La dichiarazione dovrà contenere il livello operativo del danno e rappresenta un passaggio fondamentale per poter accedere ai contributi dedicati alla ricostruzione.
Si raccomanda pertanto a tutte le persone interessate di inviare tempestivamente la manifestazione di volontà, utilizzando l’apposito modello al fine di non perdere il diritto al contributo.

L’invio dovrà essere effettuato esclusivamente tramite la piattaforma telematica Ge.Di.Si., raggiungibile al seguente indirizzo: https://gedisi.sisma2016.gov.it/s/

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Lavori in corso a Sansepolcro per la 6° Mostra di Arte Presepiale

Le opere di artisti da tutta Italia per una mostra diffusa che unisce arte, tradizione e spiritualità

Sono iniziati il primo di ottobre i lavori per la 6° Mostra di Arte Presepiale Città di Sansepolcro, un evento che celebra la magia del Natale attraverso una delle sue più antiche e suggestive tradizioni.Una esposizione diventata negli anni un appuntamento immancabile per residenti e visitatori provenienti da tutta Italia, un’occasione per ammirare presepi unici e vivere un’esperienza che unisce fede, arte e comunità.

Parliamo di questa edizione con Dario Scarcelli, responsabile logistica dell’Accademia Enogastronomica della Valtiberina, l’associazione che organizza questo evento.

Lei fa parte del gruppo di lavori fin dalla prima edizione?

No, sono arrivato alla sua seconda edizione, sono stato sempre attratto dalla magia del presepe sin da bambino e quando mi hanno proposto di far parte del gruppo ho accettato subito. Questa è un’associazione dove non ci si annoia mai, c’é tanta voglia di fare, creatività e amicizia tra i soci.

Quali sono le problematiche per organizzare una mostra di questo tipo?

Sicuramente logistiche ed economiche, ma anche di grande impegno, i lavori iniziano ormai come da tradizione il primo di ottobre e terminano a fine gennaio. Quattro mesi di duro lavoro, trascurando la famiglia e gli amici, ma con la soddisfazione che in pochi anni questa manifestazione è diventata una delle più importanti del centro Italia.

Ci può anticipare le novità dell’edizione 2025?

No, anche perché ancora siamo un cantiere aperto e la progettazione della Mostra la segue personalmente il nostro presidente Domenico Gambacci, ideatore di questa manifestazione e di tante altre iniziative.

Ci sono dei progetti legati a questa manifestazione che sono rimasti nel cassetto?

Purtroppo si, avevamo presentato dei progetti che avrebbero portato grandi benefici a tutta la Valtiberina, come fare di Sansepolcro la “Città del Presepe”, per poi estenderla a tutto il territorio come la “Valle dei Presepi, partecipare al Guinness dei Primati con il Presepe più grande d’Italia o sfruttare l’invito che ci era stato fatto di un gemellaggio tra Sansepolcro e Napoli per valorizzare l’arte presepiale. Tante occasioni perse.

La mostra che si svolgerà dal 6 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026 nella bellissima Chiesa di Santa Maria dei Servi e nella ex scuola Luca Pacioli, si contraddistingue anche per la partecipazione di tante associazioni del territorio, che realizzano opere importanti con capacità e passione.

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Esposizione bandiera Palestina casa comunale Città di Castello: Gatticchi (PD) risponde a Lignani Marchesani (Fd’I) e presenta mozione al prossimo Consiglio Comunale

Nei giorni scorsi si è appreso da articoli di stampa che un Consigliere Comunale tifernate ha chiesto alla Polizia locale di intervenire per rimuovere dalla sede del Comune la bandiera Palestina, definendo l’esposizione “illegale” e “in contrasto con le norme vigenti”, citando il Dpr n. 121 del 7 aprile 2000, che disciplina l’esposizione delle bandiere nelle sedi istituzionali.

Pur non destando stupore che una simile iniziativa sia stata promossa da forze politiche che storicamente si sono sempre caratterizzate per essere forti con i deboli e deboli con i forti, si esprime il forte biasimo per quanto accaduto, trovando l’iniziativa irrispettosa nei confronti delle centinaia di persone che anche a Città di Castello nei giorni scorsi sono scese in piazza in segno di solidarietà nei confronti del popolo palestinese.

Sul punto, oltre ad evidenziare che la bandiera della Palestina è stata esposta nel nostro Comune fuori dal cerimoniale di cui all’art. 2 del Dpr n. 121 del 7 aprile 2000 in segno di solidarietà al popolo palestinese ed a seguito di deliberazione del Consiglio Comunale, si ritiene che l’esposizione in questione potrebbe non rientrare nella casistica disciplinata dal Dpr in oggetto in quanto lo Stato italiano non riconosce quello di Palestina. Infatti, il cerimoniale ivi disciplinato, regola l’esposizione di bandiere di Paesi stranieri in occasioni di visite ufficiali, presupponendo pertanto per la sua applicazione il riconoscimento dello stato Straniero in visita. Inoltre con questa mozione, oltre alla presunta violazione della fondamentale normativa preposta alla regolamentazione dell’esposizione di bandiere e stendardi negli edifici pubblici, si vogliono evidenziare le gravi e molteplici violazioni del diritto internazionale perpetuate dal governo israeliano e poste alla base dell’esposizione della bandiera palestinese nel nostro Comune, come certificate dalle Nazioni Unite e dalla Corte Internazionale di Giustizia.

Per queste motivazioni ho presentato una mozione in Consiglio Comunale per chiedere che la rimozione della bandiera palestinese esposta nel nostro Comune avvenga solo nel momento in cui lo Stato italiano riconoscerà quello palestinese, applicandosi conseguentemente la normativa di cui al DPR 121 del 7 aprile 2000. Nell’eventualità in cui il Dpr di cui sopra venisse interpretato diversamente dagli organi competenti a decidere e venisse pertanto intimato al nostro Comune di rimuovere la bandiera esposta, con questa mozione chiede all’amministrazione di esporre uno striscione riportante la seguente frase: “Contro ogni forma di violenza, di fascismo e di razzismo, Città di Castello è a fianco del popolo Palestinese”.

Città di Castello, lì 28/11/2025

Il Consigliere Comunale

Gionata Gatticchi – Capogruppo PD

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Sansepolcro si prepara a festeggiare Halloween: venerdì 31 ottobre torna “Borgo in Halloween” nel centro storico

Il centro storico di Sansepolcro è pronto per accogliere anche quest’anno grandi e piccoli per una nuova e coinvolgente edizione di “Borgo in Halloween”, l’appuntamento organizzato per celebrare la notte più magica e misteriosa dell’anno.

L’iniziativa, promossa dall’Associazione Centro Commerciale Naturale del Centro Storico in collaborazione con Confcommercio Valtiberina Toscana e Confesercenti Valtiberina e il sostegno del Comune di Sansepolcro, animerà le vie e le piazze del cuore cittadino venerdì 31 ottobre a partire dalle ore 16:00, con un ricco programma di eventi e intrattenimenti per tutte le età.

Nel pomeriggio i bambini potranno divertirsi con il tradizionale “Dolcetto o scherzetto”, il Baby Circus in Piazza Torre di Berta, e gli spettacolari show itineranti con luci LED, mentre negozi e locali del centro resteranno aperti per una serata all’insegna dello shopping, degli aperitivi e delle cene a tema.

“Borgo in Halloween” è un’occasione per vivere insieme il centro storico in un’atmosfera di festa e divertimento, valorizzando al tempo stesso le attività commerciali e l’accoglienza della nostra città.

Tutti i cittadini, le famiglie e i visitatori sono invitati a partecipare.

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Oggi a Sansepolcro la cerimonia al sacrario dei caduti Sloveni

Tradizionale cerimonia stamattina presso il Sacrario del cimitero urbano in onore dei caduti e prigionieri sloveni durante il secondo conflitto mondiale. L’ambasciata della repubblica dell’Europa centrale era rappresentata dal generale di brigata David Humar e dal ministro plenipotenziario Zorko Pelican. Che sono stati accolti da Antonello Antonelli, presidente del consiglio comunale di Palazzo delle Laudi.

“ll solido legame che da anni unisce la Valtiberina alla Repubblica di Slovenia” ha detto Antonelli “vive oggi un nuovo capitolo. Che rinforza la nostra amicizia e la forte volontà di perpetuare la memoria in onore della libertà e di quanti dettero la propria vita per essa”. Deposta una corona presso il Sacrario del cimitero di Sansepolcro, con la delegazione slovena che si è successivamente recata al campo di Renicci, in territorio anghiarese, e poi a Caprese Michelangelo presso la lapide in memoria di Dusan Bordon. Presenti sul posto anche una rappresentanza dell’Anpi di Sansepolcro e delle forze dell’ordine.

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Sansepolcro brinda al successo di “B.E.V.I.”: la città diventa capitale del vino italiano per un weekend

Oltre mille presenze e 101 cantine selezionate da Luca Gardini per la prima edizione di “Borgo Eccellenze Vinicole Italiane”. Soddisfazione unanime da parte del Comune, delle associazioni di categoria e dei protagonisti del settore.

Sansepolcro (AR), 28 ottobre 2025 – La qualità e l’eccellente organizzazione ripagano sempre. E il premio è puntualmente arrivato, tanto che Sansepolcro – nota per Piero della Francesca, per Luca Pacioli e per le sue tradizioni fatte di balestra, di bandiera e di merletto – si è ritrovata a essere per un fine settimana la “città del vino”, con il Borgo Palace Hotel nelle vesti di quartier generale della situazione che ha registrato il gradito “sold out” e oltre un migliaio complessivo nell’arco della giornata. Ma non è soltanto questo il vero motivo del grande successo riscosso da “B.E.V.I. – Borgo Eccellenze Vinicole Italiane”, evento inedito che però ha subito fatto presa nel gradimento della gente di Sansepolcro e del circondario. Se da un lato il vino in Valtiberina e in Alta Valle del Tevere più in generale comincia a farsi spazio grazie anche alla determinazione di giovani imprenditori (il che è già significativo), dall’altro questo territorio ha avvertito l’esigenza di creare e crearsi una cultura del vino, superando quello che fino a poco tempo fa era l’ostacolo chiave: la presunta inadattabilità dei suoi terreni alla viticoltura. In questo senso, la vera notizia è stata comunicata nella conferenza stampa iniziale di sabato 25 ottobre da Cristiano Cini, l’aretino che sta al timone di Ais Toscana

“A seguito dei cambiamenti in atto, il microclima della Valtiberina ben si presta per la produzione di un vino bianco di alto livello”, ha detto. Della serie: può aprirsi un mondo anche in questo settore. Dal taglio del nastro pomeridiano sotto le logge di Palazzo delle Laudi (primo luogo di assaggio assieme a salumi e formaggi tipici) e con le applaudite evoluzioni del locale Gruppo Sbandieratori, fino all’epilogo della masterclass domenicale tardo-pomeridiana, è stato un susseguirsi di consensi anche per l’allestimento delle suggestive location: l’auditorium di Santa Chiara, sede di una partecipatissima masterclass, “Vini del cuore”; la galleria di Franco Alessandrini, scelta per il Wine Talk di Francesco Sorelli, scrittore e direttore del consorzio Chianti Rufina; l’Inghirami Store di via XX Settembre, inaugurato con calici di “Singersangio” e la conviviale serale in un chiostro della chiesa di San Francesco vestito a festa, con assieme un clima atmosferico davvero gradevole. Ultima tappa all’interno della città nell’altro chiostro, quello di Palazzo delle Laudi, con l’After Party e la musica, grazie a “I Citti del Fare”. La risposta di Sansepolcro è stata ottima:

partecipazione numerosa ed esercizi commerciali (non soltanto ristoranti e bar) che hanno registrato un maggiore movimento rispetto ai normali flussi. La parte più prettamente specialistica si è consumata domenica 26 con fulcro la sala “Piero della Francesca” del Borgo Palace Hotel: è qui che si sono date appuntamento le 101 prestigiose cantine d’Italia (comprese quelle locali) selezionate dalla figura chiave di “B.E.V.I.”: Luca Gardini, wine critic e campione del mondo dei sommelier, che assieme a Cristiano Cini ha tenuto la masterclass del mattino sulle tre B, ovvero Barolo, Brunello e Barbaresco, in un’altra sala dell’albergo. L’elegante struttura ricettiva alle porte di Sansepolcro è stata letteralmente presa d’assalto da esperti, appassionati e visitatori, fino al gran finale con la masterclass sui grandi vini Supertuscan. C’è stata anche la possibilità di gustare la mitica carbonara del ristorante Pipero di Roma e di fare conoscenza con la Compagnia Toscana Sigari, assaggiando le tante varietà di sigaro prodotte in città. 

“E’ andata benissimo e siamo molto contenti – ha commentato Luca Gardini, che fin da maggio, dopo “Primi dei Primi”, aveva in mente di ideare un qualcosa di importante sul posto – perché Sansepolcro ha messo in vetrina le eccellenze italiane e allo stesso tempo è andata in giro per l’Italia. Uno scambio reciproco: qui siamo venuti per narrare ciò che il nostro Paese possiede dietro la produzione del vino. E da tutta Italia la gente è venuta qui, grazie al lavoro portato avanti dal team che si è impegnato per la manifestazione e che ha reso soddisfatti i convenuti”. Ma gli artefici principali del successo, i cardini di “B.E.V.I.”, sono stati più di uno; fra questi c’è a pieno titolo il sindaco Fabrizio Innocenti che, a nome dell’amministrazione comunale, si è adoperato in prima persona per la sua riuscita, ben convinto che si trattasse anche di una operazione efficace anche dal punto di vista della promozione di Sansepolcro e del territorio. “Abbiamo vissuto la nostra prima grande esperienza sul vino – ha evidenziato il primo cittadino – cercando di coinvolgere più realtà possibili, a cominciare dai locali pubblici. Tante erano le aspettative e debbo dire che, all’indomani della rassegna in centro, in qualche esercizio erano visibilmente contenti per aver visto tanti turisti in giro per il Borgo. Anche noi lo siamo per aver saputo veicolare il preciso messaggio: anche qui da noi, in una valle divisa fra Umbria e Toscana, si può fare un buon vino e allora ci siamo decisi a chiamare le più importanti cantine nazionali proprio per valorizzare insieme la nostra zona. Abbiamo già in mente la prossima edizione, nella quale “limeremo” quei piccoli aspetti che eventualmente hanno bisogno di essere migliorati – se necessario – al fine di poter crescere ulteriormente, anche se siamo molto soddisfatti”.

Una soddisfazione che diventa triplice per Cristiano Cini: da aretino, da presidente regionale di Ais Toscana e da direttore di Wine Tv“Due mesi di lavoro da parte di un team che ha lavorato in amicizia e armonia; ci abbiamo messo tutto, ora ci sentiamo gratificati – puntualizza Cini – e abbiamo visto i produttori con il sorriso sulle labbra. Con Luca Gardini abbiamo poi voluto far capire che l’approccio con il vino è per tutti, senza timore o imbarazzo verso chi usa linguaggi più forbiti. Questo genere di eventi ha dimostrato di saper funzionare anche a Sansepolcro”. Chiusura doverosa con colui che è stato l’altro grande promotore di “B.E.V.I.”, l’imprenditore Tommaso Inghirami, titolare della tenuta di Grignano a Pontassieve: “Abbiamo celebrato a Sansepolcro le eccellenze del vino italiano, portandovi cento cantine fra le quali anche quelle del nostro territorio, perché ci piace raccontare anch’esse, dal momento che hanno la giusta stoffa per poter giocare partite importanti a tutti i livelli. La bellezza di B.E.V.I. è stata poi l’inclusività: tanto tenevamo a questo aspetto e alla partecipazione di realtà economiche e associative per far capire che la manifestazione è della città e per la città e il territorio. Anzi, nelle prossime edizioni dovremo essere sempre più inclusivi”.           

Ringraziamenti 

Un sentito ringraziamento va alle 101 cantine protagoniste di questa prima edizione di B.E.V.I. – Borgo Eccellenze Vinicole Italiane, che hanno portato a Sansepolcro la qualità, la storia e l’innovazione del vino italiano. 

Aliotti, Argiano, Badia di Morrona, Baldetti, Barollo, Bersi Serlini, Borgogno, Boroli, Broglia, Bulichella, Burlotto, Ca’ del Bosco, Ca’ Viola, Camigliano, Cantina St. Michael Eppan, Cantine Dei, Cantine Lunae, Capanna, Capannelle, Castellare di Castellina, Cava d’Onice, Civettaja, Col di Lamo, Colesel, Contratto, Cusumano, Davide Del Gaia, Elena Fucci, Elvio Cogno, Enzo Boglietti, Ettore Germano, Fattoria di Petrognano, Fattoria Nicolucci, Ferrari, Fontanavecchia, Franco Pacenti, Fuligni, Gagliardo, Giacomo Fenocchio, Giodo, Graci, Grignano, Il Colombaio di Santa Chiara, Il Pollenza, Ippolito, La Fornace, La Palerna, La Spinetta, Le Potazzine, Leone de Castris, Lodi Corazza, Lungarotti, Machiarano 1899, Marchesi Antinori, Marchesi di Gresy, Marisa Cuomo, Marzocco di Poppiano, Nals Margreid, Paitin, Palladino, Pelissero, Perlage, Petrolo, Piscinale, Podere Civettaja, Podere Forte, Podere Monastero, Poderi Parpinello, Revì, Riecine, Rocca delle Macìe, Ronco dei Pini, San Felice, San Luciano, Sandrone Luciano, Santa Barbara, Santadi, Socré, Sottimano, Specogna, Su’Entu, Tenuta Contessa, Tenuta La Pazzaglia, Tenuta Licinia, Tenuta Montione, Tenuta San Guido, Tenuta Sette Ponti, Tenuta Valdipiatta, Tenute Bonora, Tenute Martarosa, Terre Nere, Tornatore, Torre Mora, Tramin, Tre Monti, Vallepicciola, Venti Venti, Vigneti di Ettore, Vigneti Vumbaca, Villa Bucci, Vini Gagliardi.

Un ringraziamento speciale al Comune di Sansepolcro, a Confcommercio Valtiberina Toscana, a Confesercenti, e alla Camera di Commercio Arezzo-Siena per il fondamentale supporto istituzionale, insieme a tutte le associazioni e agli operatori economici che hanno contribuito a rendere l’evento un successo condiviso. 

Si ringraziano inoltre gli sponsor ufficiali per il loro sostegno:
Ingram, Ediltevere, Romolini Immobiliare – Christie’s International Real Estate, Oni Wines, Tratos, Vimer, Allianz, Allianz Trade, Tenuta Montano, Il Nastro – Finlogic Group, Gruppo Alimentare Valtiberino, Inplaf, Del Morino, Borgo Palace Hotel, Donati Legnami, Testerini Costruzioni, Consulente Enologica.

Grazie ai partner tecnici che hanno affiancato la manifestazione con competenza e passione:
Accessori da Vino, Fieramente, Amedei Toscana, AIS Toscana, Anima – Cerve Group, Bellumore Lab, Acqua di Toscana San Felice.

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Città di Castello celebra lo Chef Gianfranco Vissani come Ambasciatore del Tartufo Bianco Pregiato

In occasione della 45ª edizione del Salone Nazionale del Bianco Pregiato, la città di Città di Castello conferirà il titolo di “Ambasciatore del Tartufo Bianco Pregiato di Città di Castello” allo Chef Gianfranco Vissani, figura iconica della cucina italiana e internazionale.

Con questo riconoscimento, l’amministrazione comunale intende rendere omaggio a uno dei protagonisti assoluti della gastronomia contemporanea, che da sempre rappresenta con maestria il legame profondo tra cucina, territorio e cultura.

Pioniere della cucina italiana d’autore, Gianfranco Vissani ha saputo interpretare e valorizzare le materie prime autentiche del Paese, restituendo alla tavola l’identità, la tradizione e il sapere gastronomico dell’Umbria con creatività, passione e rispetto per la terra.

La sua costante dedizione alla promozione dei prodotti d’eccellenza, la sua autorevolezza nel panorama enogastronomico internazionale e la sua capacità di raccontare, attraverso la cucina, l’anima dei luoghi e dei sapori, fanno di lui un testimone ideale della qualità e dell’unicità del Tartufo Bianco Pregiato di Città di Castello.

Per questi meriti, lo Chef Gianfranco Vissani viene insignito del titolo di Ambasciatore del Tartufo Bianco Pregiato di Città di Castello, come segno di riconoscenza e stima per il suo straordinario contributo alla diffusione della cultura gastronomica italiana nel mondo e per essere esempio virtuoso per le nuove generazioni di chef.

La cerimonia ufficiale di conferimento si terrà venerdì 31 ottobre alle ore 11.00 presso Palazzo Bufalini, Città di Castello.

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“ Slow food Alta Umbria: un contributo alla qualita’ e tipicità delle produzioni nell’ambito del 45° salone nazionale del bianco pregiato di Citta’ di Castello 31 ottobre 2 novembre 2025”

“ Le logge di palazzo Bufalini “ Loggiato Gildoni” in piazza Matteotti a Città di Castello dal 31ottobre al 2 novembre 2025 vedranno la Condotta Slow Food Alta Umbria protagonista di esposizioni ed iniziative nell’ambito del 45° salone del bianco pregiato ( mostra del tartufo) che si terrà a Città di Castello. Nei vari spazi allestiti sarà possibile conoscere alcuni dei più significativi prodotti che si fregiano del prestigioso riconoscimento di Presidio da parte della Fondazione Internazionale per la Biodiversità di Slow Food. Saranno presenti oltre ai i due Presidi dell’Alta Valle del Tevere, mazzafegato e vinosanto da uve affumicate, numerosi Presidi umbri : sedano nero di Trevi , fagiolina del Lago Trasimeno, fava cottora di Amelia e Lumachella di Orvieto. Ospiti della manifestazione anche Presidi Laziali e Marchigiani.

Presenti alcuni produttori del Mercato della Terra di Umbertide . Significativa ed organizzata la partecipazione dei ragazzi del progetto” Nido dei pettirossi”con il loro splendido “oro giallo”l o zafferano. Nelle varie giornate sarà possibile conoscere queste produzioni, degustarle ed assaporarle in occasioni specifiche e nei vari stand acquistarle.Si terranno per il pubblico veri e propri seminari di conoscenza dei prodotti anche per mezzo di incontri con i produttori. Sabato, primo novembre, riflessione su “ Biodiversità , territorio e clima: esperienze e progetti a confronto” Con Alessandra Cannistra,( Presidente regionale Slow Food), Alberto Paliotti ( Docente Università di Perugia DSA3), Flavio Orsini ( storico produttore del Presidio fagiolina del Lago Trasimeno). Domenica saranno protagoniste dello spazio Slow Food birre aromatizzate con vari Presidi.” Presenti anche gli stand delle Comunità degli olivi originali dell’Alta Valle del Tevere e dei produttori dell’olio rajo di Amelia.

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Standing ovation del pubblico del Morlacchi per l’Omaggio a Battisti di Peppe Servillo (voce), Fabrizio Bosso (tromba), Javier Girotto (sassofoni, arrangiamenti), Rita Marcotulli (pianoforte), Marco Siniscalco (contrabbasso), Mattia Barbieri (batteria)

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Aucc, festeggia così i suoi 40 anni di vita e rafforza il progetto “Adotta un ricercatore”

Un Morlacchi “sold out” per lo straordinario concerto di Peppe Servillo insieme alla sua formazione, con l’omaggio a Lucio Battisti. L’Associazione Umbra per la lotta Contro il Cancro festeggia così i suoi 40 anni di vita, con il presidente Giuseppe Caforio che ha ricordato il fondatore Vittorio Menesini e ringraziato gli artisti per “essersi esibiti gratuitamente e per il contributo che danno da 10 anni al progetto Adotta un ricercatore”, la campagna di raccolta fondi promossa dall’Associazione, con cui vengono finanziate le borse per attività di ricerca di ricercatori impegnati in campo oncologico dell’Università degli Studi di Perugia. Pensieri e parole, Perchè no, la Collina dei ciliegi, Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi e tante altre canzoni in un crescendo di “Emozioni” che hanno portato il pubblico a una standing ovation per la straordinaria formazione di Servillo.

Una sinergia, quella fra Servillo e Aucc, che nasce da un incontro, in un aeroporto, con un suo omonimo, il professor Giuseppe Servillo e la dottoressa Maria Agnese Della Fazia – responsabili del laboratorio di Patologia Generale del Dipartimento di Medicina e Chirurgia, dell’Università degli Studi di Perugia. Una omonimia fortunata che ha generato un’amicizia fraterna, un legame forte che dura da 10 anni.

“Siamo onorati – ha detto l’artista Servillo – di contribuire a questo importante progetto. Con la raccolta dei fondi adottiamo un ricercatore, il quale, lavorando, seminerà dei semi che apriranno nuove strade. La ricerca è fondamentale e con questa serata speriamo di contribuire anche a diffondere la cultura della solidarietà e della prevenzione, che si traduce in benessere collettivo e nel diritto di tutti e per tutti alla salute pubblica. Non è inutile ricordare che in Italia si investe poco in ricerca e quel poco è inversamente proporzionale alla qualità della nostra ricerca che è altissima. E ogni minimo contributo è un importante sostegno, non solo per i ricercatori, ma per tutti noi, per la nostra salute. La ricerca ha un valore che resta nel tempo, è il miglior investimento che si possa fare e per noi è motivo di grande orgoglio partecipare a questa iniziativa. Conoscendo Pino (il professor Servillo, ndr), è indiscutibile che l’intento del progetto è nobile, sincero e autentico”.

Un ensemble di straordinari interpreti italiani, riuniti per omaggiare un indimenticabile cantautore, qual è Lucio Battisti: “E’ da qualche anno che proponiamo in Italia questo concerto, con grande favore del pubblico. Battisti è uno degli autori più personali del nostro paesaggio musicale, personale nel timbro della voce, nel modo di comporre musica e di interpretare i testi. Riproporlo è stata una bellissima emozione e una soddisfazione entrare nelle pieghe del suo lavoro, poter riarrangiare come ha fatto egregiamente Girotto in questa chiave latin jazz che ha portato tutto il repertorio nel mondo sud amerciano, lasciando ampio spazio all’improvvisazione e alla contaminazione. Tutti i brani scelti sono quelli scritti da Mogol e Battisti, tranne uno che il cantautore ha composto insieme al poeta e scrittore Pasquale Panella”.

Il presidente Caforio ha ringraziato il folto pubblico presente e il Comune di Perugia per il supporto dato, quest’ultimo rappresentato dagli assessori David Grohmann e Costanza Spera che hanno portato i saluti della sindaca Vittoria Ferdinandi: “E’ bellissimo vedere con quanta generosità la città ha risposto all’invito. Questo è un modo efficace per sostenere la ricerca”.

Il professor Servillo ha parlato dell’attività di ricercatore: “Oggi, si lavora sul singolo caso, personalizziamo la ricerca. Se riusciamo ad arrivare al singolo tumore e in un tempo non troppo lungo, allora potremo dire che si guarisce di cancro”.

Il presidente Caforio ha ricordato che grazie a questo progetto nel laboratorio gestito dal professor Servillo e dalla dottoressa Della Fazia lavorano 6 ricercatori.

Prima del concerto, l’Aucc ha consegnato un attestato di stima e riconoscimento per il supporto dato all’Associazione, al giornalista Claudio Mariani, scomparso di recente e ritirato dalla collega Patrizia Palma, alla Ovus Pubblica assistenza di Corciano, al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Perugia. Alla famiglia Brugnoli e alla famiglia Sassone-Corsi sono stati consegnati attestati di sostenitore del progetto “Adotta un Ricercatore”, contribuendo all’erogazione delle borse per i ricercatori.

E a fine concerto, lo stesso è stato assegnato ai musicisti che, con le loro note, hanno portato nuova linfa nei laboratori di Perugia, segno tangibile di come – ha detto il professor Servillo – “arte e scienza siano un binomio vincente”.

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L’assessore all’Ambiente Mariangeli risponde in consiglio comunale al capogruppo del PD Gatticchi: sulla pista ciclopedonale sul Tevere

“L’amministrazione comunale tiene molto ad assicurare la piena fruibilità della pista ciclopedonale sul Tevere, che è molto amata e frequentata dai cittadini di tutte le età. Ecco perché ogni anno investiamo nella convenzione con Afor Umbria circa 85 mila euro per tutte le necessità legate alla manutenzione ordinaria del percorso. Nell’ambito di questo impegno, ci stiamo adoperando anche per la progettualità e l’investimento finalizzati a ripristinare prima possibile la passerella sul torrente Vaschi. Serviranno circa 50 mila euro per una struttura che presumibilmente sarà in acciaio e non in legno come ora, per abbattere i costi di manutenzione successivi che questa tipologia costruttiva comporta”. L’assessore all’Ambiente Mauro Mariangeli ha risposto così in consiglio comunale all’interrogazione del capogruppo del PD Gionata Gatticchi sugli interventi di manutenzione del percorso ciclo pedonale lungo il Tevere.

Nel rimarcare il fatto che “la pista ciclopedonale è un importante spazio di socializzazione e di benessere per molti tifernati, sia nel periodo estivo che invernale”, il consigliere di maggioranza aveva chiesto conto della situazione della passerella sul torrente Vaschi, “che – aveva detto – non è più fruibile” e dello stato di manutenzione di alcuni tratti del percorso, “nei quali è cresciuta molto la vegetazione e ci sono alberi caduti o pericolanti, anche nel letto del fiume”. “Vorrei sapere quali sono i tempi previsti per gli interventi di manutenzione necessari, in considerazione dell’esigenza di ripristinare il passaggio pedonale, ma anche il corretto deflusso delle acque, visto il possibile intensificarsi delle precipitazioni e il rischio di eventi alluvionali”, aveva chiesto Gatticchi. “Valorizzare questo percorso – aveva sostenuto il rappresentante del PD – è importante non solo pensando a chi ama la natura e lo utilizza come luogo per la socializzazione e l’attività fisica, ma anche guardando agli importanti progetti di riqualificazione previsti da Agenda Urbana, che ne faranno un luogo sempre più vissuto dai cittadini”. L’assessore Mariangeli ha spiegato che la manutenzione ordinaria della pista ciclopedonale del Tevere nel tratto di competenza territoriale del Comune di Città di Castello è affidata attualmente ad Afor Umbria attraverso una convenzione triennale che sarà in vigore ancora per tutto il 2026.

“La convenzione – ha chiarito Mariangeli – prevede per una spesa di circa 30 mila euro lo svuotamento dei cestini, il ripristino del percorso, lo sfalcio dell’erba lungo il tracciato in corrispondenza degli ingressi, delle attrezzature, degli arredi e delle aree di sosta, con una programmazione che, a seconda delle zone, va dai quattro ai due tagli all’anno. Sono, invece, attorno ai 60 mila euro le spese per la potatura degli arbusti, dei cespugli e delle piante ad alto fusto, l’abbattimento degli alberi a seconda della necessità, la rimozione e lo smaltimento dei rami, la manutenzione ordinaria di arredi e passerelle, il controllo periodico delle fosse di scolo, i controlli successivi agli eventi meteorici di una certa intensità, la rimozione di attrezzature e arredi rotti, le spese generali per la gestione, a cui si aggiungono anche la pulizia dei fossi lungo i torrenti di competenza comunale e lavorazioni aggiuntive sula pista e sulle aree verdi del Comune”. A proposito della passerella sul torrente Vaschi, l’assessore ha ricordato come l’ordinanza sindacale di chiusura dell’agosto scorso sia stata emessa “a seguito dei sopralluoghi effettuati dai tecnici comunali competenti, dai quali era emerso un irrimediabile ammaloramento della struttura che ne avrebbe potuto causare anche il cedimento”.

“Uno stato dovuto al degrado dei materiali, ma anche, purtroppo – ha puntualizzato Mariangeli – dall’utilizzo improprio da parte di alcuni frequentatori della pista ciclopedonale che ha portato al suo danneggiamento”. L’assessore ha completato la risposta, spiegando che per quanto concerne la rimozione delle piante cadute nel letto del fiume “la competenza è riconducibile esclusivamente al servizio idraulico della regione Umbria, che la esercita mediante i propri organismi di controllo appositamente istituiti”. Nella sua replica, il consigliere Gatticchi si è detto soddisfatto delle informazioni ricevute, in particolare per quanto riguarda l’investimento del Comune nella manutenzione ordinaria del percorso. “Servirebbe maggiore tempestività da parte di Afor non tanto negli interventi ordinari, che sono correttamente programmati, quanto in quelli straordinari”, ha sostenuto l’esponente della maggioranza, citando un tratto nei pressi di Piosina chiuso da quasi un anno. “Sarebbe anche importante riuscire a cadenzare per tempo gli interventi di manutenzione o sostituzione delle passerelle, in maniera tale da non ritrovarsi a chiudere completamente l’accesso”, ha aggiunto Gatticchi.

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