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Città di Castello: il vescovo Luciano celebra i trent’anni anni di sacerdozio

Si è concluso ieri pomeriggio con la celebrazione nella basilica cattedrale dei Santi Florido e Amanzio di Città di Castello il percorso di ringraziamento per i trent’anni di ordinazione sacerdotale del vescovo Luciano Paolucci Bedini. Nella liturgia di domenica 5 ottobre, presieduta insieme a numerosi sacerdoti diocesani, il vescovo ha ripercorso con parole semplici e autentiche le tappe più significative del suo cammino, restituendo a tutta la comunità un’intensa riflessione sulla fede, sul servizio e sul senso profondo della vocazione.

Un ministero nato da un granello di fede

“Dopo trent’anni di ministero sacerdotale – ha detto – vorrei fare al Signore la stessa domanda degli Apostoli: accresci in me la fede”. La risposta, ha ricordato il vescovo, è quella di sempre: un granello di senape basta per trasformare la vita, perché in esso è custodita tutta la forza del Vangelo. “È quel granello che si è acceso da bambino grazie alla testimonianza dei miei genitori, che è cresciuto in parrocchia, tra scout, catechismo e animazione. È la fede che mi ha portato, da giovane, a dire il mio sì”.

Servi inutili, ma nella logica dell’amore

L’omelia ha toccato uno dei temi più forti del Vangelo del giorno: “Quando avete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: siamo servi inutili”. Una frase che, per il vescovo Luciano, non è rinuncia ma consapevolezza: “Essere servi non ci spaventa se sappiamo che siamo al servizio dell’amore di Dio. Perché quella vita spesa per gli altri ci fa scoprire che anche gli altri sono dono per noi”.

Il servizio nella Chiesa non è carriera

Tra i passaggi più personali, anche il ricordo della chiamata a diventare vescovo di Città di Castello: “Molti direbbero: «è stato promosso, che bravo, se l’è meritato». No. È un gradino in più in discesa per servire ancora. E non è un caso che il titolo più bello del Papa sia «servo dei servi di Dio»”. Un’affermazione che il vescovo ha legato all’esperienza concreta della sua vita ecclesiale: “Siamo servi inutili anche da parroci, da formatori, da insegnanti… ma dentro a questo ‘inutile’ c’è tutto il senso di una vita spesa per amore”.

Il grazie alla comunità tifernate

Nelle sue parole anche un grazie silenzioso alla comunità tifernate, affidatagli dal Santo Padre tre anni fa. “Custodisci mediante lo Spirito Santo il bene prezioso che ti è stato affidato – ha citato san Paolo –. Non posso non pensare a questa Chiesa che oggi mi è data in custodia”.

Un cammino che prosegue con ascolto e fedeltà

“Siamo qui per pregare con lui e per lui – ha detto il vicario generale, don Andrea Czortek all’inizio della celebrazione -. L’augurio che gli rivolgiamo è che possa rinnovare la gioia e l’entusiasmo di quel 30 settembre di trent’anni fa, possa fare suo lo stile del servizio di cui proprio oggi sentiamo parlare da Gesù nel Vangelo. Essere discepoli significa essere ‘servi’ nel modo proprio del sacerdote e del vescovo. Don Luciano lo è da trent’anni, adesso anche in mezzo a noi. Per questo anche noi diciamo grazie al Signore e al vescovo facciamo i nostri auguri”.

La celebrazione nella cattedrale di Città di Castello – alla quale ha partecipato anche il vicesindaco Giuseppe Stefano Bernicchi, in rappresentanza dell’amministrazione comunale tifernate – ha segnato l’ultima tappa di un cammino cominciato nei giorni scorsi a Gubbio e ad Ancona, sua diocesi di origine. 

Un itinerario spirituale, vissuto tra i luoghi della memoria e del servizio, che ha voluto mettere al centro la preghiera, la gratitudine e l’ascolto. “Che il Signore ci doni davvero di continuare a seguirlo – ha concluso il vescovo Luciano –. E il segreto è tutto nella preghiera del salmo: ascoltate oggi la voce del Signore”.

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Una domenica all’insegna dei motori d’epoca e della cultura: binomio vincente per il Club Auto Moto Storiche Altotevere

Successo per la manifestazione “Attraversando le colline di Burri”: tanti appassionati e curiosi in Piazza Garibaldi per ammirare da vicino la splendida Citroen 2cv 4×4 Sahara appartenuta al grande maestro tifernate

Motori d’epoca e cultura: binomio vincente. Oltre 50 gli equipaggi presenti domenica 5 ottobre alla manifestazione “Attraversando le colline di Burri” organizzata dal Club Auto Moto Storiche Altotevere per celebrare il grande maestro tifernate. Il motorismo storico è stato il grande protagonista della giornata con la presenza di un’auto d’eccezione, vero cimelio storico, ovvero la Citroen 2cv 4×4 Sahara appartenuta a Burri. 

Tanti gli appassionati e curiosi che in Piazza Garibaldi a Città di Castello hanno potuto ammirare da vicino lo splendido veicolo oggi di proprietà di Francesco Brighigna, un pezzo rarissimo fra i più ricercati dai collezionisti, per la prima volta esposta e messa in mostra in occasione dell’importante manifestazione. A fare da cornice alla Citroen Sahara, posizionata sopra un tappeto rosso come le grandi star, la carovana di auto d’epoca del Club, molte delle quali con targa d’oro ASI, importante riconoscimento rilasciato dalla federazione per l’originalità dei pezzi e la storicità dei veicoli. 

Per l’occasione, oltre alla famiglia Brighigna, presenti anche il vicesindaco Giuseppe Bernicchi, l’assessore Letizia Guerri, l’architetto Tiziano Sarteanesi per la Fondazione Albizzini Collezione Burri e Fabio Nisi, presidente associazione Palazzo Vitelli a Sant’Egidio. Grandissima soddisfazione è stata espressa dal Club, in particolare dal presidente Giovanni Maria Rossi per la riuscita dell’evento e per il tanto interesse dimostrato. 

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Manifestazione Pro Pal: durissima replica della Lega Valtiberina al comunicato congiunto del PD

Ancora una volta ci prova: una prerogativa del PD, ora schierato a pieni polmoni, da tutto l’AltoTevere Umbro Toscano. Prova a tacciare i propri avversari politici di razzismo e incitamento all’odio.


Nel comunicato congiunto di ieri, la Lega nelle varie componenti  dell’Alta Valle del Tevere , non solo ha riconosciuto la legittimità della manifestazione, ma  ha anche compreso le motivazioni umanitarie.
Ho voluto rimarcare che certe frasi, del tipo: “Se non cambierà, intifada pure qua” significa che se le cose non dovessero cambiare in Palestina, la sollevazione popolare dovrebbe avvenire anche qui da noi.

Questo è inaccettabile, soprattutto dove INTIFADA da vocabolario significa come detto anche nel comunicato emesso dopo la pizza domenicale del PD, “insurrezione” “ribellione”. Cosa centra l’insurrezione e la ribellione qua in Italia?


Chiaramente il PD si arrampica sugli specchi quando spiega che si riferisce alla prima e non alla seconda INTIFADA, cadendo cosi in un giro di parole che non spiegano altro se non un inutile sperticarsi nel cercare differenze negli atti violenti, che il nostro Paese non si merita, e di cui invece in questi giorni, è stato involontario protagonista.

Il PD relativamente a queste espressioni replica: “Siamo fermamente convinti” il che, non significa che abbiate chiesto a chi le ha pronunciate, il reale significato, ve lo immaginate….e non è una sicurezza, nemmeno per voi


Invece di perdere tempo nel cercare la pagliuzza negli occhi degli avversari, iniziate a guardare alla trave evangelica che avete nei vostri, e chiedere scusa per tutto quello che è accaduto in Italia negli ultimi giorni. Giorni di violenza inaudita nei confronti delle Forze dell’Ordine, dei cittadini che volevano essere liberi di non manifestare, tacciati di fascismo, di quelli che volevano solo lavorare impediti nella loro libertà, dei treni bloccati, degli aerei in ritardo o cancellati, della distruzione di vetrine e auto.


Per una volta vorremmo sentire uno “scusateci” invece di definire fascisti coloro che non la pensano come loro. Per una volta vorremmo riflettessero sulle problematiche che sempre più numerosi accoglimenti portano alle città, sinanco alla nostra comunità, lasciando da parte gli interessi economici per prediligere quelli dei loro concittadini.


Non vogliamo nessuna INTIFADA da noi in Italia, vogliamo il rispetto delle regole, delle persone, tutte le persone, anche di chi vive e lavora pur non essendo italiano, e dei nostri Poliziotti, Carabinieri, Guardia di Finanza, presidi di sicurezza anche contro quelli che in piazza scendono per distruggere, di qualunque colore siano.


Se sembriamo di parte, allora per un attimo fate un esame di coscienza, e pensate che la propaganda ne avete fatta fin troppa, grazie alla vicinanza di appuntamenti elettorali regionali. Sarebbe l’ora di finirla di condividere: se il nostro linguaggio vi sembra aggressivo, allora ascoltate bene quello dei vostri compagni di manifestazione nei confronti degli avversari politici, e vergognatevi.
Quindi, di Domenica sera, proseguite tranquillamente nel godervi una pizza, da parte nostra non c’è nessun attentato alla tranquillità della vita di nessuno, nemmeno degli sguaiati che gridano e condividono certi slogan, c’è invece  la forte preoccupazione, come alcuni di noi già hanno provato sulla propria pelle, di espressioni violente, che potrebbero tradursi in atti non proprio pacifici

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Umbertide, lavori di rifacimento della pavimentazione in piazza Mazzini: senso unico alternato in via Stella

Dal giorno mercoledì 08 ottobre 2025 verrà avviata una nuova fase di rifacimento della pavimentazione in piazza Mazzini. In particolare i lavori interesseranno metà della carreggiata di via Stella e precisamente nel tratto compreso tra il ponte che conduce in piazza Matteotti e il civico n.26 di via Stella.

Per l’esecuzione di tali lavori, che prevedono un ampliamento del cantiere, verrà istituito un senso unico alternato di marcia per i veicoli diretti o provenienti da piazza Matteotti.

Terminati i lavori sulla prima metà della corsia di marcia, tale provvedimento verrà replicato sull’altra metà della corsia di via Stella.

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La musica unisce i territori: successo per lo scambio tra la Filarmonica e Majorettes di Lama e la Banda Città di Forio

Sono stati giorni ricchi di emozioni e musica quelli che hanno visto lo scambio tra la Filarmonica e Majorettes di Lama e la Banda Città di Forio ad Ischia. L’iniziativa, sostenuta attivamente dall’Amministrazione Comunale di San Giustino, ha dimostrato la vicinanza ai nostri musicisti e la volontà di promuovere la cultura e la musica come strumenti di unione e condivisione.

Ringraziamo il Comune di Lacco Ameno e il Comune di Forio per la calorosa accoglienza e l’ospitalità. La musica è stata il filo conduttore di questo scambio, che ha permesso di unire i territori e di condividere valori e cultura.

Un ringraziamento speciale va ai nostri musicisti, che hanno dato vita a una serie di concerti e performance di alta qualità. La loro passione e dedizione sono state fondamentali per il successo di questa iniziativa.

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Una folta presenza di pubblico ha fatto da cornice alla consueta Commemorazione dei caduti di Trestina per la Pace

Quest’anno la manifestazione è stata impreziosita dall’inaugurazione del monumento alle vittime civili della seconda guerra mondiale, in particolare di quattro bambini di Trestina che persero la vita per lo scoppio di ordigni bellici dopo il passaggio del fronte e che fanno parte delle circa 220 vittime civili cadute in Altotevere.
Particolarmente toccante il momento in cui il Presidente del Comitato Trestina per la Pace Carlo Cinquilli ha ricordato la morte del piccolo Antonio Venturini e soprattutto la lettura della testimonianza dell’unico sopravvissuto, Luigi Pasquini allo scoppio di una mina che causò la morte del fratello Giovanni e dei cugini Mancini.
Sono intervenuti il Sindaco Luca Secondi, l’assessore alla cultura Michela Botteghi, il tenente Colonnello Leonardo Pazzagli del Comando militare esercito Umbria e numerose associazioni combattenti,la Pro Loco di Trestina, gli Amici in vespa,oltre a tutte le forze dell’Ordine del comprensorio, le crocerossine e la Protezione civile.
Hanno allietato la manifestazione la banda Città di Umbertide, il Maestro Fabio Battistelli, il coro Schola Cantorum Giovanni Medici di Trestina diretto da Enzo Bartolucci e i ragazzi delle scuole medie elementari e dell’oratorio Ore d’oro con i loro canti e pensieri sulla guerra.
Il Sindaco Luca Secondi nel suo intervento, ha manifestato il suo orgoglio nell’essere Sindaco di un territorio e di una popolazione così sensibile a certe tematiche sociali.
L’inno di Mameli cantato da tutti i presenti e un un’aperitivo finale hanno concluso piacevolmente la giornata.

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Cori manifestazione Pro Pal: il Pd (Valtiberina – Altotevere) risponde ai comunicati di Lega e Forza Italia e Fratelli d’Italia

 
I Partiti Democratici di Sansepolcro, San Giustino e Città di Castello rispondono congiuntamente ai comunicati diffusi da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia della Valtiberina in merito alla manifestazione pro-Palestina svoltasi sabato tra Sansepolcro e San Giustino, ritenendo necessario riportare il dibattito pubblico su un piano di verità, rispetto e responsabilità istituzionale.


La manifestazione di sabato é stata un atto civile di straordinario valore e successo. É nata per esprimere solidarietà verso una popolazione civile che da mesi subisce bombardamenti, occupazione e privazioni umanitarie, non per giustificare alcuna violenza. Centinaia di persone – cittadini, associazioni, studenti, famiglie – hanno partecipato in modo pacifico, chiedendo giustizia, rispetto dei diritti umani e la fine della tragedia umanitaria in corso.


Il Partito Democratico da sempre condanna senza ambiguità ogni forma di violenza, fanatismo o incitamento all’odio, da qualsiasi parte provenga, così come rigetta ogni tentativo di assimilare una manifestazione per la pace a un atto di estremismo politico o religioso.


Riguardo ai cori della discordia, in cui è stato pronunciato il termine “Intifada”, siamo fermamente convinti che questa parola sia stata utilizzata nel suo significato originario e letterario che indica una sollevazione o una ribellione popolare contro l’oppressione e non con il riferimento alle azioni violente che hanno caratterizzato questo termine a partire dalla seconda intifada.


Poteva essere evitato un termine che può generare discordia? Probabilmente si, ma é inequivocabile che il messaggio che esce dalla manifestazione di sabato é esclusivamente un messaggio di pace, un grido di solidarietà e di indignazione verso l’ingiustizia.
Ridurre un’intera manifestazione pacifica a uno slogan isolato significa strumentalizzare i fatti per fini politici e distorcere il senso di una piazza che ha parlato di pace, di diritti e di dignità umana.


Ancora più grave è che, in alcuni comunicati, siano stati utilizzati toni discriminatori e stereotipi razzisti nei confronti di donne e persone straniere. Questo tipo di linguaggio non solo è indegno di chi rappresenta istituzioni democratiche, ma alimenta divisioni e paura in un momento in cui servirebbero invece equilibrio e rispetto.


La libertà di manifestare, sancita dalla Costituzione, non può essere piegata a logiche di propaganda di parte. Le istituzioni locali hanno il dovere di difendere il diritto al confronto civile e alla partecipazione democratica, non di criminalizzarli.
Il Partito Democratico continuerà a schierarsi dalla parte della pace, della giustizia e dei diritti umani universali, opponendosi con la stessa determinazione a ogni forma di razzismo.


Il centro destra, purtroppo, non perde occasione per strumentalizzare un episodio allo scopo di fomentare razzismo, odio e risentimento nei confronti di comunità integrate nel nostro territorio. Anche in questo caso non si smentisce utilizzando un linguaggio aggressivo di fronte a una manifestazione per la pace così partecipata dai cittadini.


Chiediamo a tutte le forze politiche della Valtiberina di abbandonare il linguaggio dell’odio e di tornare a quello della responsabilità, della misura e del rispetto reciproco.


Le segreterie del Partito Democratico
Sansepolcro
San Giustino Città di Castello

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Ad In Primo Piano Michele Ceccagnoli

Torna In Primo Piano. Ospite del programma condotto da Michele Tanzi, il segretario del PD di Città di Castello Michele Ceccagnoli

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Manifestazione Pro Pal Sansepolcro – San Giustino: (Lega Valtiberina Altotevere) “dura condanna per cori “pro intifada” chiediamo scuse pubbliche”

Premesso che manifestare è un diritto inalienabile esistente in ogni Paese Decmocratico.

Premesso che questo non significa aggredire le forze dell’ordine e mettere a ferro e fuoco intere città, abbiamo considerato la manifestazione di ieri tra Sansepolcro e San Giustino, la libera espressione di persone che credono nella risoluzione di un conflitto, costato già troppe vite tra la popolazione civile di Gaza, soprattutto di tanti bambini.

Nelle varie manifestazioni svoltesi nei giorni scorsi, non è stato possibile fare a meno di notare la connotazione politica che le manifestazioni hanno assunto, contro esponenti del Governo italiano, impegnato nel portare tonnellate di aiuti alimentari e nell’accogliere in Italia, bambini feriti e malati, per poterli curare in ospedali considerati eccellenze nel settore medico pediatrico.

E fini qui tutto bene.

In un filmato, girato nella Piazza del Municipio di San Giustino però, il coro di alcune donne velate, chiaramente di origine araba, recitava cosi: “Intifada fino alla vittoria….Se non cambierà, Intifada pure qua’….”.
Intifada significa rivolta…rivolta contro cosa in Italia?!…Contro il fatto che abbiamo accolto curato e sfamato molte famiglie, predisponendo aiuti di carattere sociale nei confronti di molti richiedenti asilo e immigrati anche irregolari?


E’ questo il metodo attraverso il quale queste donne “velate” ringraziano l’Italia di averle aiutate ad avere una vita migliore?


E’ questo il modo per ringraziare un Paese dove le donne hanno dei diritti e non solo doveri nei confronti di famiglia e mariti, dove fino a poco tempo fa non potevano guidare un’auto, venivano vendute spose bambine, oppure sottoposte alla lapidazione nel caso fossero sospettate di adulterio, frustate se trovate senza velo ? Per non parlare del fatto che il crocifisso dà fastidio, che alle mense siamo costretti ad un menu per bambini che rispetti la religione?


Se questo è il modo sarebbe ora di individuare questi soggetti,  omaggiarli di un bel viaggio di ritorno dai luoghi di origine.
Ma un’altra cosa di cui meravigliarsi, visto il grido all’insurrezione, che potrebbe portare a casa nostra le tragedie del terrorismo internazionale di matrice islamista, è che i tanti esponenti del Partito Democratico presenti, non abbiano fatto nulla per evitare certi slogan, non se ne siano dissociati loro  che sono garanti della costituzione e si preoccupano cosi tanto delle X nelle sedi isitituzionali….questo è normale per loro?? Oppure hanno già fatto uso delle pipette regalate dai compagni del Comune di Bologna per un uso corretto delle sostanza stupefacenti?.


Questa è una vera vergogna, che purtroppo non restutisce alla gente, l’immagine della pacificità della manifestazione, come d’altra parte avvenuto in altre città d’Italia, dove il diritto alla manifestazione consiste nell’annullamento dei diritti di chi non vuole manifestare, spesso spiegato con minacce e violenze fisiche.


Chiediamo le scusa ufficiali per quanto visto, da parte di chi rappresenta lo Stato a tutti i livelli e anche di quelle associazioni come l’ANPI sempre pronte allo scandalo, ma mai a schierarsi dalla parte degli italiani che realmente credono nella convivenza pacifica.

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Fratelli d’Italia di San Giustino: “Ferma condanna ai cori “pro intifada” pronunciati ieri nel corso della manifestazione pro Pal”

Fratelli d’Italia di San Giustino esprime la propria ferma opposizione ai cori di incitamento all’Intifada, pronunciati durante il Corteo pro Pal che si è svolto tra Sansepolcro e San Giustino. Le affermazioni di alcuni partecipanti, in particolare la frase “Se non cambierà, intifada pure qua”, sollevano serie preoccupazioni riguardo al clima politico e sociale del nostro paese.

La nostra richiesta è chiara e diretta: chiediamo al Sindaco di San Giustino e a tutti gli Amministratori presenti di dissociarsi in modo categorico da tali affermazioni. È fondamentale che le istituzioni locali si esprimano contro ogni forma di violenza e incitamento a essa, specialmente in un contesto così delicato come quello attuale.

Ricordiamo a tutti che l’Italia non è in guerra contro la Palestina. Le provocazioni e le strumentalizzazioni politiche, fatte in nome della pace, sono totalmente inaccettabili e non contribuiscono al dialogo necessario per risolvere le tensioni tra diverse culture e popoli. La pace deve essere perseguita attraverso il rispetto reciproco e il confronto pacifico, non attraverso slogan che evocano conflitti e divisioni.

È nostro dovere, come comunità, promuovere una narrazione di pace e collaborazione, piuttosto che alimentare focolai di conflitto. La storia ci insegna che l’approccio violento ha prodotto solo sofferenza e instabilità. Pertanto, auspichiamo che questi eventi possano servire da riflessione e spingere le istituzioni ei cittadini a lavorare insieme per un futuro di serenità e comprensione.

Luciana Veschi
Fratelli d’Italia San Giustino

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Azione-Arezzo: “Bene le proteste, ma non si strumentalizzi la causa per fare propaganda; la CGIL non dimentichi il comparto moda e orafo aretino.”

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Azione-Arezzo si congratula con la cittadinanza per la grande partecipazione e per la sensibilità dimostrata dalla città di Arezzo verso la causa palestinese. Le manifestazioni si sono svolte in modo pacifico e civile, riuscendo a trasmettere solidarietà senza degenerare in episodi di violenza o tensione.

Ciò che invece suscita profondo rammarico è la strumentalizzazione politica verificatasi durante la protesta. Alcuni partecipanti hanno esposto simboli estranei al tema centrale, tra cui la bandiera della cosiddetta “Repubblica popolare di Donetsk”, gesto che riduce la legittimità dell’iniziativa e ne altera il significato originario. Ancora più grave è l’immagine di quel simbolo ripreso in primo piano vicino ai portavoce della CGIL, i quali non hanno dato l’impressione di esserne contrariati. La decisione poi del sindacato di svolgere una propria azione separata nella prima parte della giornata, anziché unirsi fin dall’inizio alla manifestazione principale, ha disperso energie e occasioni di visibilità: una presenza unitaria avrebbe certamente rafforzato il messaggio comune.

Azione-Arezzo auspica che l’attenzione legittima verso la questione palestinese non distolga la CGIL dalle emergenze sociali ed economiche locali, in particolare dal comparto moda aretino, oggi in grande difficoltà. Nonostante segnali iniziali di interesse da parte di sindacati e istituzioni, il settore rischia l’abbandono: la cassa integrazione è ormai agli sgoccioli, se non già esaurita, e molte aziende rischiano la chiusura, con conseguenze drammatiche per le famiglie e per l’economia del territorio.

Alla crisi della moda si somma una situazione critica nel comparto orafo, storica eccellenza di Arezzo. Il calo di produzione, la contrazione dei mercati e le tensioni geopolitiche minacciano imprese storiche, competenze artigiane distintive e numerosi posti di lavoro.

In un momento così delicato è essenziale riportare l’attenzione su questi comparti per tutelare le imprese, preservare i posti di lavoro e sostenere le attività artigianali che rappresentano una componente fondamentale dell’identità economica della città.

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Corteo pro-Palestina, ferma condanna di Forza Italia ai cori pro-Intifada. I Consigli comunali del territorio si dissocino da ogni forma di estremismo

Forza Italia Alta Valle del Tevere esprime profonda preoccupazione e ferma condanna per quanto accaduto ieri, nel nostro territorio, durante un corteo pro-Palestina che, partito da Sansepolcro, si è fermato a San Giustino, in cui si sono levati cori e slogan inneggianti all’“Intifada”.
Pur riconoscendo il diritto di ogni cittadino di manifestare liberamente il proprio pensiero, riteniamo assolutamente inaccettabile qualsiasi riferimento o atto che giustifichi violenza, qualunque ne sia la matrice o la causa.
L’“Intifada” rappresenta, nella storia contemporanea, una stagione di conflitti, sangue e odio che nulla ha a che vedere con i valori di pace e democrazia che ispirano la nostra Repubblica e l’Unione Europea.


Forza Italia ribadisce con forza che ogni forma di estremismo va respinta, in modo chiaro e senza alcuna ambiguità, e che la solidarietà verso il popolo palestinese non può in alcun modo trasformarsi in giustificazione per atti o parole che evocano violenza e terrorismo.
Per questo motivo, chiediamo a tutti i Consigli comunali dell’Alta Valle del Tevere di approvare atti formali di dissociazione da quanto accaduto, riaffermando così i principi di libertà, rispetto e convivenza pacifica che sono alla base della nostra comunità e della nostra democrazia.
In un momento di forti tensioni internazionali, il nostro territorio deve dare un segnale chiaro: stare dalla parte della pace, della legalità e dei valori occidentali, senza cedimenti, né ambiguità.

Tommaso Campagni – segretario comunale Forza Italia Città di Castello
Francesca Zamponi – delegato comunale Forza Italia San Giustino

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30° Convegno A.MA.RE – Associazione Malattie Renali di Città di Castello,Organizzazione di Volontariato, 7° della serie “Essere e Benessere” dal titolo “Le parole che curano

Presso la sala Consiliare del Comune di Città di Castello sabato 4 ottobre si è svolto il convegno dell’Associazione malattie renali (A.MA.RE) dal titolo “Le parole che curano”, 30° convegno, 7° della serie “Essere e Benessere”, con il patrocinio di Comune di Città di Castello – Azienda USL Umbria 1 – ANED (Associazione Nazionale Emodializzati)


La Presidente dell’Associazione Carla Chieli Giombini ha aperto i lavori ringraziando il Sindaco Luca Secondi, i rappresentanti regionali ANED, la ASL USL Umbria 1, tutti patrocinanti dell’iniziativa e ricordando la nascita dell’associazione avvenuta il 4 ottobre del 1992, grazie all’iniziativa di Luigi Panelli, Paolo Piccini e del Dott. Luciano Giombini, medico nefrologo, ex Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Nefrologia e Dialisi dell’ospedale di Città di Castello: “Non è un caso che la nostra associazione sia stata presentata ufficialmente alla comunità il 4 ottobre, giorno di San Francesco, patrono d’Italia e simbolo di fraternità e solidarietà. E’ proprio da questi valori che siamo partiti: vicinanza, servizio gratuito e impegno per migliorare la qualità di vita dei pazienti.”
Il Prof. in Nefrologia Giuseppe Quintagliani e il Prof. Nicola Donti filosofo esperto in comunicazioni,
in una sala gremita hanno saputo emozionare i presenti coinvolgendoli in un fruttuoso scambio di esperienze.


La domanda iniziale è stata
“quante volte le parole fanno la differenz

a nel rapporto fra il terapeuta e il paziente”.
La comunicazione efficace passa attraverso il rapporto empatico che si stabilisce tra le due figure.
Dalla evidenza dei dati della letteratura scientifica, gli oratori sono passati all’analisi delle criticità emergenti legate alla evoluzione dei processi comunicativi.
La comunicazione efficace è finalizzata ad instaurare un proficuo progetto terapeutico, passando attraverso varie fasi, dalla conquista iniziale della fiducia reciproca alla elaborazione dei momenti difficili.
“Comunicare non è solo spiegare, la vera sfida è farsi capire e ancora di più ascoltare”.
Il moderatore del convegno il Dott. Alessandro Leveque ha finalizzato il suo intervento al ruolo molto importante della umanizzazione delle cure.
“Una parola detta bene può fare la differenza, può far sentire accolti, rispettati e questo, a volte, aiuta più di una medicina”.

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La Chiesa tifernate fa festa con don Luciano

Domenica 5 ottobre, alle ore 18.30, la cattedrale dei Santi Florido e Amanzio di Città di Castello accoglierà la celebrazione eucaristica per il trentesimo anniversario di ordinazione sacerdotale del vescovo Luciano Paolucci Bedini. Ordinato presbitero il 30 settembre 1995 ad Ancona, mons. Paolucci Bedini ha scelto di ricordare questo traguardo con diverse celebrazioni tra le Marche e l’Umbria. Dopo le tappe a Gubbio e Ancona (sia in cattedrale, sia nelle due parrocchie di Torrette e di San Paolo, la liturgia nella cattedrale tifernate concluderà questo itinerario di preghiera e gratitudine, attraversando i luoghi più significativi del suo ministero, prima come sacerdote e poi da vescovo.

Sarà possibile seguire la celebrazione anche in diretta streaming qui: https://youtube.com/live/5i65m7HwO-0?feature=share

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Guerrini e Prusak sbancano Madeira

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Il team sammarinese, alla terza vittoria consecutiva in Portogallo, riapre il mondiale e vince l’Iberian Eco Rally Challenge

Vittoria pesante quella di Gass Racing nell’isola di Madeira. Per riaprire la Bridgestone FIA Ecorally Cup serviva vincere e così è stato. Guerrini e Prusak, in gara con la Kia E-Niro di Gass Racing e portacolori della Repubblica di San Marino, si sono aggiudicati una gara difficile, corsa con condizioni meteo in continua variazione e l’alternanza di sole, pioggia e nebbia.

Dopo una prima giornata con l’occhio all’efficienza energetica, il duo di Gass Racing ha dominato la seconda giornata di gara vincendo tre delle quattro prove speciali e conquistando la classifica della regolarità. Il terzo posto nei consumi ha permesso a Guerrini e Prusak di salire sul gradino più alto del podio. Secondi i portoghesi Silva-Ramalho e terzi i cechi Žďárský-Nábělek.

Campionato apertissimo con il team ceco ancora avanti in classifica, ma con i risultati di Monte Carlo e Dolomiti che saranno decisivi per l’assegnazione del titolo. La gara atlantica chiudeva l’Iberian Eco Rally Challenge, vinto da Guerrini e Prusak con il punteggio record di 55 punti su 60 disponibili. Silva-Ramalho secondi a quota 39 e Žďárský-Nábělek a quota 30.

Nella conferenza stampa di fine gara presso il Casino di Madeira, Guerrini ha manifestato il proprio entusiasmo sia per la vittoria nella gara sia per il trionfo nel prestigioso trofeo iberico.
“Una gara complessa e bellissima allo stesso tempo. Sono davvero felice della vittoria dell’Iberian Challenge perché tra Spagna e Portogallo abbiamo gareggiato assieme ai più forti concorrenti di questa disciplina sportiva. Vincere tre tappe iberiche su quattro non è potuto avvenire per caso ed è frutto di un lavoro straordinario messo in piedi con FAMS, Gass Racing e Sportmotors Management”, ha raccontato alla stampa il pilota italo-sammarinese. Artur Prusak si è soffermato sulla grande bravura degli organizzatori portoghesi “che ancora una volta ci hanno regalato una gara perfetta come misurazioni, rilevamenti cronometrici e possibilità di scoprire luoghi meravigliosi”.

Dopo tre gare in tre settimane, la Bridgestone FIA Ecorally Cup si fermerà per dieci giorni per tornare mercoledì 15 ottobre a solcare le strade del Principato di Monaco. L’ultimo appuntamento sarà poi a Fiera di Primiero per l’EcoDolomites GT nel secondo fine settimana di novembre.

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Il cortometraggio “Lorenzo e Leo” è risultato primo nella sezione “Mondo Pet” dell’8a edizione del Festival Internazionale Pet Carpet Film

La storia di “Leo”, il cane cocker spaniel cieco che è stato campione nella ricerca del tartufo e del suo conduttore Lorenzo raccontata con immagini struggenti e voci dei protagonisti in un cortometraggio è risultata primo nella sezione “Mondo Pet” dell’8a edizione del Festival Internazionale Pet Carpet Film. È un prodotto tutto tifernate. Realizzato da Lorenzo Tanzi, 71 anni, insegnante tecnico pratico per le esercitazioni agrarie, ora in pensione, esperto e storico divulgatore dell’affascinante mondo che ruota attorno alla secolare tradizione della raccolta dei tartufi, con la collaborazione di 321 Video di Jacopo Tonelli e Beatrice Mancini e la voce narrante di Luca Pasqui, il cortometraggio racconta la toccante storia di Leo, cane da tartufo che nel 2021 ha perso la vista ma grazie al naso ed un olfatto super ha proseguito in maniera ammirevole e commovente ad andare a tartufi con l’amico di sempre, il proprietario esperto “cavatore” che non l’ha mai abbandonato fino agli ultimi giorni di vita.

Una storia straordinaria di affetto commovente fra uomo e animale. Il prestigioso festival internazionale gode del patrocinio, tra gli altri, della Camera dei Deputati, della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Croce Rossa Italiana. È un evento di natura solidale, ideato dalla giornalista Federica Rinaudo che riveste il ruolo di direttore artistico. L’associazione Pet Carpet si prefigge l’obbiettivo di informare, educare e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla salvaguardia dell’ambiente e degli animali. I numerosi cortometraggi in concorso hanno trattato i rapporti tra umani e animali: storie che hanno fatto sorridere, commuovere e riflettere; racconti autentici di amicizia, coraggio e amore come quella di Leo e di Lorenzo.

Le fasi finali del festival si sono svolte il 27 e 28 settembre alla Casa del Cinema di Roma, a Villa Borghese, in una cornice particolare e alla presenza di volti noti del cinema e dello spettacolo: l’attore Enzo Salvi, la cantautrice Grazia Di Michele, l’attrice conduttrice Paola Barale, il sacerdote psicologo e poeta don Cosimo Schena. La giuria era costituita da attori, registi, cantanti e rappresentanti del mondo istituzionale. “Il cane si chiamava Leo, un cocker spaniel era nato nel giugno del 2012” – racconta Lorenzo Tanzi – fin dall’inizio il cucciolo ha manifestato una particolare predisposizione per il profumo del tartufo, riuscendo a localizzarlo con molta facilità ogni qualvolta ne nascondevo qualcuno nel nostro giardino. Nel mese di Luglio del 2021 però, purtroppo ha iniziato a manifestare segni di difficoltà nell’individuare gli ostacoli durante la cerca, in particolare modo alle prime luci del mattino.

Da una sommaria diagnosi sembrava trattarsi di cataratta. Nei mesi successivi poi ho notato che le difficoltà a orientarsi nel bosco erano aumentate. Ho deciso allora di farlo visitare presso la clinica veterinaria dell’Università di Perugia dal professor Arcelli. Purtroppo la diagnosi effettuata dal professore parlava chiaramente di “malattia degenerativa della retina di origine genetica non curabile ” in ambedue gli occhi. Una profonda tristezza ha invaso il mio cuore, e quando sono salito in macchina per tornare a casa non sono riuscito a trattenere le lacrime. Non riuscivo ad accettare che Leo ancora giovane e pieno di vitalità diventasse completamente cieco a breve termine di tempo.

Dopo qualche giorno di tristezza e riflessione sul da farsi, ho deciso che malgrado il grave handicap avremmo continuato ad andare insieme a cercare i tartufi. Con l’aiuto di una cordicella attaccata al collare per trattenerlo in presenza di ostacoli ho iniziato a farlo cercare in spazi dove sapevo la presenza del tartufo. Come speravo l’olfatto di Leo è rimasto inalterato così come la sua grande passione finchè è vissuto in serenità”, conclude Tanzi. La storia di “Leo” e di Lorenzo è stata celebrata con grande risalto mediatico nelle ultime edizioni del Salone Nazionale Bianco pregiato che da 45 anni si svolge a Città di Castello alla fine del mese ottobre. Il plauso del sindaco Luca Secondi e dell’assessore, Letizia Guerri: “orgogliosi di questa storia e dei loro protagonisti.

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Circolo della Poesia: Giovedì 9 ottobre appuntamento con la  poetessa  Simona Possenti

Quarto appuntamento della terza edizione del CIRCOLO DELLA POESIA con la  poetessa  Simona Possenti  al  Circolo Tifernate, Accademia degli Illuminati giovedì 9 ottobre alle ore 18.30.

A portare i saluti: Gregorio Anastasi, Presidente del Circolo Tifernate – Accademia degli Illuminati, Catia Cecchetti curatrice dell’iniziativa. 

Presente per l’occasione l’Assessore alle Politiche culturali del Comune di San Giustino Loretta Zazzi.

Giovedì 9 ottobre ore 18.30

Simona Possenti  “Il tempo degli insetti”, Bertoni Editore, 2024

Presentazione di  Marco Moschini

Letture di Francesca Meocci ed  Elio Mariucci

Musiche a cura di  Anthony Guerrini chitarra

Simona Possenti è nata a Città di Castello nel 1976. Attualmente vive in Alta Valle del Tevere e lavora come insegnante di filosofia e storia al liceo. La scrittura poetica è la sua passione da sempre.

Ha già pubblicato per Bertoni Editore nel 2018, una silloge dal nome: Soglia, segnalata al Premio Mario Luzi (Ed. 2018-2019). Altri suoi testi sono presenti in alcune antologie poetiche: Inno all’amore, Inno alla morte, Inno all’infinito, Inno alla terra, a cura del poeta Bruno Mohorovich, sempre per Bertoni Editore.

L’evento è realizzato dal Circolo Tifernate Accademia degli Illuminati in collaborazione con il Comune di Città di CastelloAssessorato alle Politiche culturali

Coordinamento e info:

ilcircolodellapoesia@circolotifernate.it – 339 7203829 

Visto il numero limitato di posti è necessaria la prenotazione

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Presentato a Palazzo Vitelli “Narrazioni di potere e natura nel rinascimento – Il mito dei Vitelli tra letteratura e arti figurative”

Davvero originale e’ il libro dal titolo ” Narrazioni di potere e natura nel rinascimento – Il mito dei Vitelli tra letteratura e arti figurative ” ( editrice Pliniana 2025) presentato a Palazzo Vitelli a Sant’ Egidio nel corso della XXV edizione della mostra del libro e della stampa antica a Città di Castello. Trattasi di due saggi ispirati dal rapporto fra uomo e natura nell’ arte: ” Stemmi, insegne e simboli del potere. Il vitello e il leone” di Giovanna Zaganelli, professore ordinario di Semiotica e del testo all’ Università per Stranieri di Perugia, e ” La città e gli animali. Politica, memoria e zoomorfismo nella tradizione letteraria e figurativa dei Vitelli ( 1474-1574)” di Luca Paladino, dottore di ricerca in Scienza del libro e della scrittura e assegnista all’ Università degli Studi di Perugia.


Gli autori inquadrano l’ argomento oggetto di indagine, e cioè la famiglia Vitelli di Città di Castello, nel rapporto tra l’ uomo e il mondo animale, riferito, in quanto dinamico e storicamente variabile, al periodo che va dalla seconda metà del XV secolo fin quasi alla fine del XVI, epoca nella quale il Casato Vitellesco, quanto meno di fatto, esercitò la Signoria nella Patria d’origine. In entrambi i saggi gli animali, o raffigurati nelle pitture, anche stemmatiche, di Palazzo Vitelli alla Cannoniera e di Palazzo Vitelli a Sant’ Egidio, o presenti nelle opere letterarie coeve all’ epopea Vitellesco, commesse dai Vitelli e non, svelando con la loro semplice sincerità ovvero coi loro significati metaforici la lotta di potere con i suoi alti e bassi, consentono di tratteggiare, in trasparenza, le qualità la forza e il prestigio dei componenti maschili e femminili del Casato.

Così questi personaggi si raccontano al lettore in forma inedita, avallando per lo più con una interpretazione per così dire autentica il riferito delle fonti tradizionali, ma talvolta arricchendolo di particolari anch’essi inediti. “Con la pubblicazione del volume la rassegna “Mostra del libro antico e della stampa antica a Città di Castello, nel venticinquennale dalla sua nascita, ha voluto rendere omaggio ai Vitelli fra l’ altro costruttori del Palazzo a Sant’ Egidio, sede storica della manifestazione” hanno dichiarato Fabio Nisi, Presidente dell’ Associazione Palazzo Vitelli a Sant’ Egidio che organizza la Mostra col supporto del Comune di Città di Castello, e Giancarlo Mezzetti coordinatore scientifico della medesima.

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