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Pronto soccorso di Città di Castello: Rossi – Leveque (Fd’I) “la risposta dell’Usl non convince e conferma le criticita’”

Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia di Città di  Castello, con i consiglieri Rossi e Leveque, ha preso atto della risposta ufficiale inviata dalla Direzione del Presidio Alto Tevere dell’Azienda USL Umbria 1 in merito all’interrogazione sulla situazione del Pronto Soccorso di Città di Castello. Pur apprezzando la disponibilità del Direttore a fornire chiarimenti, i consiglieri suddetti non possono ritenersi soddisfatti: la nota, infatti, appare formale e difensiva, e non entra nel merito delle criticità reali che ogni giorno cittadini e operatori sanitari continuano a segnalare.

La Direzione afferma che la “qualità dell’assistenza e la sicurezza dei pazienti non sono mai state a rischio”, ma nello stesso documento ammette che il servizio è stato mantenuto grazie al ricorso costante a medici di altri reparti e perfino a medici di medicina generale, quest’ultimi operanti nell’accordo definito “sperimentale”. Una contraddizione evidente: se il Pronto Soccorso fosse davvero in condizioni ordinarie, non sarebbe necessario ricorrere a soluzioni di emergenza. Allo stesso modo, l’annuncio dell’assunzione di un solo specialista e del rientro di un medico in congedo rappresenta un passo avanti, ma del tutto insufficiente rispetto ai fabbisogni di un reparto che continua a lavorare sotto pressione, con personale ridotto e carichi di lavoro sempre più gravosi. La Direzione tende inoltre a minimizzare la sospensione di servizi ambulatoriali, come l’ambulatorio chirurgico e alcune sedute diagnostiche, definendole “rimodulazioni estive”. Rossi e Leveque, invece, evidenziano come queste siano riduzioni vere e proprie di servizio, che si traducono in tempi d’attesa più lunghi e disagi per i cittadini, soprattutto per i pazienti più fragili.

È doveroso inoltre sottolineare che criticità analoghe sono emerse anche presso il presidio ospedaliero di Umbertide. Il fatto che non si tenga conto che l’Alta Valle del Tevere dispone di due ospedali — Città di Castello e Umbertide — rappresenta un problema serio di programmazione del personale: finché non si pianificherà in modo integrato e strutturale la gestione delle risorse umane tra le due strutture, si continuerà a operare in condizioni di emergenza e precarietà. Ma ciò che desta maggiore perplessità è il tono della parte finale della risposta, laddove si “auspica che i consiglieri comunali possano verificare con le istituzioni competenti la reale situazione dei servizi”. Un passaggio inopportuno e poco rispettoso del ruolo ispettivo dei consiglieri comunali, che non solo hanno il diritto, ma anche il dovere di interrogare, controllare e dare voce alle preoccupazioni della cittadinanza.

I consiglieri di Fratelli d’Italia non accettano alcun tentativo di delegittimare o silenziare chi, nel pieno del proprio mandato, chiede chiarezza su questioni che riguardano la salute pubblica. Le istituzioni sanitarie devono essere alleate della trasparenza, non infastidite dal confronto costruttivo e democratico. L’impegno del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia continuerà con determinazione: si vigilerà sull’evoluzione della situazione del Pronto Soccorso, saranno chiesti interventi strutturali e non più soluzioni tampone, e sarà sollecitata la Giunta comunale e la Regione Umbria per garantire finalmente risposte concrete per l’Ospedale di Città di Castello e per tutto il territorio dell’Alta Valle del Tevere. Perché la sanità pubblica non è materia di rassicurazioni formali, ma di fatti, personale e servizi reali e perché nessun bavaglio può essere messo a chi rappresenta la voce dei cittadini.

I Consiglieri Comunali Elda Rossi- Fratelli d’Italia Riccardo Leveque-Fratelli d’Italia

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Sanità e Innovazione Digitale: CNAI Umbria porta a Città di Castello l’ICNP, linguaggio internazionale per la qualificazione dell’assistenza infermieristica

Venerdì 24 ottobre 2025 – Aula magna dell’Università Link

La Consociazione Nazionale Associazioni Infermiere/i (CNAI) – Sezione Umbria, organizza un evento di rilevanza nazionale dedicato a un tema strategico per il futuro dei sistemi sanitari: la standardizzazione dei linguaggi infermieristici attraverso ICNP – International Classification for Nursing Practice, strumento promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per garantire documentazione clinica interoperabile, qualità dell’assistenza e innovazione digitale nei percorsi di cura.

L’incontro sarà ospitato dall’Università Link e aperto dal Presidente Regionale CNAI Umbria e Consigliere Nazionale CNAI, Aviano Rossi.

Porteranno i saluti istituzionali:

  • Luca Secondi, Sindaco di Città di Castello e Presidente Regionale di Federsanità, organismo che favorisce azioni e politiche finalizzate alla promozione di percorsi di integrazione socio-sanitaria e socio-assistenziale, mandato pienamente coerente con la visione promossa dall’ICNP e dall’evento CNAI.
  • Francesco Polidori, fondatore della holding di aziende della formazione a cui appartiene anche l’Università Link, che grazie al suo impegno ha avviato i corsi di laurea in Infermieristica e Medicina, promuovendo una formazione universitaria di alto profilo come leva per la crescita del sistema sanitario.

  • Tra i relatori di rilievo nazionale e internazionale:
  • Prof. Walter De Caro, Presidente Nazionale CNAI;
  • Prof.ssa Stefania Di Mauro, Direttrice del Centro Italiano di Ricerca e Sviluppo ICNP – Università degli Studi di Milano Bicocca.
    L’adozione di ICNP consente di rendere visibile e tracciabile il contributo infermieristico, migliorando qualità dei dati, integrazione multiprofessionale e programmazione sanitaria. In linea con il DM 77/2022, rappresenta uno strumento strategico anche per la definizione del Piano Sanitario Regionale.

All’iniziativa sono invitati i giornalisti e le emittenti televisive. Un’occasione per approfondire come l’innovazione infermieristica possa contribuire alla costruzione di un ecosistema s

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Città di Castello, capitale del tartufo celebra i cani, straordinari protagonisti della cerca del prezioso tubero con una scultura in legno

Realizzata dall’artista Carlo Paolo Granci con una tecnica particolare per essere apprezzata anche da ipovedenti e non vedenti – Si chiama “bianca” è sarà la mascotte del 45° Salone Nazionale del Bianco Pregiato, in programma dal 31 Ottobre al 2 Novembre nel centro storico.

“Bianca”, la scultura in legno a scala reale che celebra la simbiosi tra il cane e il tartufo: da due vecchie travi di rovere recuperato, il maestro, Carlo Paolo Granci, con il suo scalpello e martello ha realizzato un’opera unica nel suo genere. Da due blocchi di legno è riuscito caso a catturare l’istante di massima concentrazione del lagotto romagnolo, razza simbolo, custode d’elezione del tartufo, nell’individuazione del prezioso tubero. L’autore, nella sua opera ha voluto rappresentare una triplice simbiosi tra materia, habitat e vita. Una scelta che è allo stesso tempo tecnica e narrativa.

Il rovere, materia vissuta e salvata, lega simbolicamente la scultura alla storia del bosco e al ciclo di vita della natura. Qui risiede l’importanza concettuale: la pianta di rovere non è scelta casualmente, in quanto è una delle piante ospiti più importanti, vivendo in simbiosi con il tartufo. La scultura onora dunque il legno vivo (l’habitat) e il legno recuperato (la materia), creando un ponte tangibile tra l’ambiente della cerca e la forma d’arte. Le venature e le cicatrici del legno di recupero rievocano il manto riccio del lagotto e la rugosità della terra umbra, celebrando il contesto del 45° Salone Nazionale del Bianco Pregiato Città di Castello, in programma dal 31 Ottobre al 2 Novembre nel centro storico di Città di Castello. Con il muso affondato nella terra, il lagotto scolpito da Granci cattura l’attimo esatto della scoperta. La tensione del corpo, il focus istintivo, l’energia concentrata: ogni fibra racconta la connessione profonda tra cane e natura. “Bianca” così è stata denominata la scultura in legno, sarà la testimonial della rassegna e la si potrà ammirare ed “accarezzare” durante lo svolgimento della tre giorni, fra le prime in Italia, per qualità del programma e del prodotto, la prelibata “trifola” simbolo di un territorio e storia secolare di una comunità: un tartufo bianco su tre in Italia proviene da questo lembo di terra a nord dell’Umbria.

“La particolare rugosità e tecnica con cui è stata appositamente realizzata consentirà a tutti, anche a ipovedenti e non vedenti di poterla apprezzare, un elemento straordinario che colora di inclusività e solidarietà la manifestazione e celebra il connubio di amore e gratitudine fra i cani e i tartufai”, ha dichiarato con orgoglio Carlo Paolo Granci, 63 anni, ex docente di sostegno nell’area tecnico-artistica, da sempre apprezzato scultore per vocazione e passione, con alle spalle una lunga esperienza consolidata da oltre 130 partecipazioni a mostre personali e collettive nel territorio sia regionale che nazionale. Le sue opere riflettono un’indagine costante sul rapporto tra l’uomo, l’animale e l’ambiente, con una predilezione per soggetti che incarnano la tradizione e l’autenticità. Agli ultimi ritocchi, dal collare, agli occhi e al muso di “Bianca” hanno assistito oggi, nella galleria del maestro Granci, l’assessore al turismo e commercio, Letizia Guerri ed il presidente dell’Associazione Tartufai Alto Tevere (fondata nel 1986), Andrea Canuti, con il suo cane “Luce”, un lagotto romagnolo dal fiuto impareggiabile come l’esercito di cani a Città di Castello circa duemila di ogni razza e taglia, un vero e proprio record al pari dei “cavatori” in attività, circa 1.500 fra cui sempre più giovani e donne.

“Questa opera, davvero unica nel suo genere anche per lo straordinario messaggio di inclusività che racchiude e per la storia che celebra, sarà la “mascotte” della prossima edizione del Salone Nazionale Bianco Pregiato e potrà essere ammirata da tutti. Città di Castello è orgogliosa di poter rappresentare un territorio dove il tartufo tutto l’anno è gusto, storia, tradizione secolare ed è amore fra persone e animali”, hanno concluso Guerri e Canuti. Nello spirito del riconoscimento Unesco della cerca e cavatura patrimonio immateriale dell’umanità saranno tante le attività che avranno come protagonista l’associazione tartufai altotevere per raccontare a cittadini, visitatori e turisti come in questo territorio questa tradizione si rinnovi e sia capace di segnare un legame profondo nel tessuto sociale, culturale ed economico cittadino, oltre che un elemento centrale di sorveglianza e ambientale.

Da venerdi 31 ottobre a do 2 Novembre in piazza Matteotti, varie attività di analisi sensoriale e scoperta del tartufo. Giovedì 30 Ottobre dalle ore 10.30 – “La cerca del tartufo raccontata ai bambini” attivita’ di conoscenza e avvicina alla cerca e cavatura del tartufo con le scuole primarie di Citta’ di Castello curato dall’Associazione tartufai altotevere presso il Lago di Rignaldello. E poi “Bianco pregiato kids-dove la fantasia mette radici”, in piazza Fanti, all’interno dell’area dedicata ai bambini e bambini con attività programmate nella tre giorni, educative, spazi di gioco, di lettura e di relax, l’Associazione Cavatori dell’Alta Valle del Tevere svolgerà attività insieme ai loro amici a quattro zampe rivolte ai bambini. Sabato 1 Novembre alle ore 16 sfilata di bellezza del Lagotto Romagnolo in Corso Vittorio Emanuele. Domenica 2 Novembre Giardini del Cassero.
ore 10.00 “4° memorial Alessandro Ghigi a cura dell’Associazione Tartufai Alta Valle del Tevere e Comune di Città di Castello.

Per tutte le informazioni sul Salone del Tartufo Bianco Pregiato è possibile consultare il sito web della manifestazione (https://biancopregiato.it/), i portali istituzionali del Comune di Città di Castello (https://www.comune.cittadicastello.pg.it/) e di Città di Castello Turismo (https://www.cittadicastelloturismo.it/), insieme ai canali social collegati all’evento: tel. 075- 8529254 – 8554922.

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Secondi, nel nuovo ruolo di presidente di Federsanità Anci Umbria ha partecipato, a Roma, due giornate di confronto su sanità pubblica, innovazione e prossimità dei servizi

Il sindaco, Luca Secondi, nel nuovo ruolo di presidente di Federsanità Anci Umbria ha partecipato, lunedi e martedi, a Roma, al convegno nazionale di Federsanità, due giornate di confronto su sanità pubblica, innovazione e prossimità dei servizi che hanno celebrato anche i trenta ani di attività dell’organismo. Un appuntamento che ha riunito i protagonisti istituzionali, politici e accademici del settore per delineare le prospettive del Servizio Sanitario Nazionale. Hanno preso parte anche il presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi e il ministro della Salute, Orazio Schillaci. Ad aprire i lavori è stato il direttore generale della ASL Roma 1, Giuseppe Quintavalle a cui hanno fatto seguito gli interventi di Barbara Funari, assessore alle Politiche sociali e alla Salute di Roma Capitale, di Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio e di Fabrizio D’Alba, presidente di Federsanità. E’ seguita una tavola rotonda con Americo Cicchetti (commissario straordinario AGENAS), Alessandra Locatelli (ministra per le Disabilità) e Francesco Zaffini (presidente della 10ª Commissione Sanità del Senato) per approfondire la governance e l’integrazione tra sanità, sociale e territorio. La prima giornata si è chiusa con la lectio magistralis dello scrittore Gianrico Carofiglio, dal titolo “Cura e Arte della gentilezza”. Nel pomeriggio, i lavori sono proseguiti con i tavoli tematici dedicati a trasformazione digitale, prossimità, prevenzione, fragilità e comunicazione. Ieri Martedì 21 ottobre, la seconda giornata dedicata alle “voci delle Federsanità regionali”, con la restituzione dei lavori dei tavoli e gli interventi dei presidenti territoriali. A chiudere il convegno, la relazione conclusiva di Fabrizio D’Alba, sul tema “Federsanità 2055: prospettive e orizzonti” per un sistema sanitario sempre più integrato, sostenibile e orientato alla persona. Il sindaco Luca Secondi, quale neo-presidente regionale di Federsanità Umbria, ha coordinato il tavolo nazionale “fragilità e territorio” ed affrontato il tema scottante della non autosufficienza e la questione delle fragilità dei giovani. “E’ emerso con forza – ha detto Secondi – il concetto di comunità e della rete istituzionale e sociale che dovrà sempre di più farsi carico di queste priorità della società civile e del terzo settore. Tutti insieme dovremo remare dalla stessa parte per il bene delle famiglie e delle comunità locali senza lasciare indietro nessuno”. “L’obiettivo- ha concluso – è valorizzare le migliori esperienze maturate nel nostro territorio, rafforzare il sistema sociale e sanitario e promuovere una crescita condivisa. Un impegno che si inserisce pienamente nella missione nazionale di Federsanità, con lo sguardo rivolto al futuro e alla costruzione di un welfare territoriale sempre più integrato, inclusivo ed efficace”. Federsanità è la Confederazione delle Federsanità Anci Regionali (articolo 27 Statuto Anci) che associa dal 1995 le Aziende Sanitarie Locali, Ospedaliere, gli Irccs e gli altri Enti Erogatori di servizi sanitari operanti nell’ambito del SSN insieme ai rappresentanti dei Comuni associati alle Anci Regionali di riferimento. Federsanità Anci Umbria è nata nel 2009 ed ha come associate Anci Umbria con tutti i Comuni Umbri, l’Azienda Ospedaliera di Terni, USL Umbria 1 e USL Umbria 2. Federsanità Anci si configura quindi come un’associazione volontaria di Aziende sanitarie locali e ospedaliere e di organi di rappresentanza degli Enti Locali.

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Giovedì 23 Ottobre presso la sala del consiglio comunale convegno sul tema degli interventi in emergenza in favore dei minori

L’assessorato alle politiche sociali in collaborazione con l’associazione Avvocati familiaristi ha organizzato per domani giovedì 23 Ottobre a partire dalle ore 18,30 presso la sala del consiglio comunale un convegno sul tema degli interventi in emergenza in favore dei minori.

Alla luce della “riforma Cartabia” vengono attribuiti nuovi poteri al procuratore minorile ma anche e soprattutto ai sindaci. Per tale motivo l’assessore Benedetta Calagreti in concerto con la dirigente del settore Giuliana Zerbato e i servizi, hanno ritenuto utile questa giornata di approfondimento con tutti gli attori coinvolti: operatori sociali, avvocati, forze dell’ordine, polizia locale e procuratore minorile. I giornalisti sono invitati a partecipare

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Nessuna compromissione della qualità dell’assistenza e della sicurezza dei pazienti del Pronto Soccorso dell’ospedale di Città di Castello”. Bernicchi riferisce la risponde all’interrogazione dei consiglieri Rossi e Leveque (FDI) sulla situazione del servizio

“La qualità dell’assistenza e la sicurezza dei pazienti del Pronto Soccorso dell’ospedale di Città di Castello non risultano compromesse, né messe a rischio a causa di carenze di personale medico-infermieristico. Anche nel periodo estivo, che prevede congedi ordinari obbligatori per il personale medico, è stata mantenuta la turnistica ordinaria ed è stato possibile garantire il servizio grazie al supporto di medici di altri reparti, che sono stati sempre coadiuvati dai colleghi in organico del Pronto Soccorso. A partire dal mese di settembre il reparto è stato potenziato grazie all’inserimento di due medici di medicina generale che operano nell’ambito dell’accordo sperimentale per l’organizzazione temporanea di attività aggiuntive a supporto del pronto soccorso aziendale, che ad oggi vede coinvolti 10 medici.

I professionisti in questione garantiscono la copertura di alcuni turni, contribuendo concretamente al rafforzamento del servizio. Dal primo settembre ha preso servizio un nuovo specialista in medicina d’emergenza assunto con contratto a tempo indeterminato, un innesto importante considerata anche la difficoltà che esiste in tutta Italia di reperire medici in questa specializzazione, a cui si è aggiunto dal 7 settembre il rientro di un altro medico precedentemente in congedo parentale. Negli ultimi tempi, inoltre, non si è registrata alcuna riduzione di personale infermieristico. La direzione di presidio ribadisce il proprio impegno costante nel garantire la piena operatività del Pronto Soccorso, tutelare la salute e la sicurezza dei cittadini e attuare insieme alla Regione tutte le possibili politiche di reclutamento”.

E’ quanto ha riferito in consiglio comunale il vice sindaco Giuseppe Stefano Bernicchi, riferendo per conto del sindaco Luca Secondi, impossibilitato a partecipare alla seduta, i contenuti della comunicazione ricevuta dal direttore del presidio ospedaliero Alto Tevere Silvio Pasqui per rispondere all’interrogazione dei consiglieri di FDI Elda Rossi e Riccardo Leveque sul Pronto Soccorso tifernate. Nel documento i rappresentanti della minoranza avevano definito “grave” la situazione del servizio, chiedendo “un intervento urgente per garantire sicurezza, qualità dei servizi sanitari e tutela della salute pubblica”. Facendo presente che la Regione abbia previsto 711 assunzioni nel 2025 tra dirigenti e addetti del comparto sanitario all’interno del piano triennale del fabbisogno di personale 2025-2027 e procedure concorsuali per un reclutamento più rapido ed efficace, la consigliera Rossi aveva sostenuto in aula come “tutto questo sembra non interessare il Pronto Soccorso di Città di Castello, che permane in una situazione di emergenza organizzativa e assistenziale”. “La carenza di personale medico ed infermieristico nel Pronto Soccorso è ricorrente – aveva continuato l’esponente di FDI – tanto che la direzione sanitaria si è vista costretta a ricorrere a ordini di servizio per poter reperire del personale, ovviamente non specializzato, presso altri reparti e coprire i turni di emergenza.

Questo ha comportato la chiusura e la sospensione di alcuni ambulatori specialistici, come quello chirurgico che in estate è stato chiuso di venerdì. Inoltre – aveva aggiunto Rossi – si è fatto addirittura ricorso a medici di medicina generale che sono stati richiamati a lavorare in Pronto Soccorso per coprire il servizio di altri operatori sanitari”. Rossi aveva ricondotto la situazione che si è determinata al fatto di “considerare il polo dell’Altotevere come un singolo presidio ospedaliero, mentre sono due: il nosocomio di Città di Castello e quello di Umbertide”. “Questo produce un danno maggiore per l’ospedale di Città di Castello”, aveva sostenuto la consigliera, che, richiamando l’attenzione “sui carichi di lavoro eccessivi e sulla mancanza di personale sufficiente per poter garantire degli standard adeguati di assistenza rispetto a quello che è il volume di accesso al Pronto Soccorso”, aveva precisato di riferire “segnalazioni e preoccupazioni di cittadini, operatori sanitari e sindacati”. Rossi aveva pertanto chiesto di capire come l’amministrazione comunale intendesse affrontare il problema e se ritenesse di “chiedere con forza alla Regione e alla direzione dell’USL Umbria 1 l’immediato rafforzamento dell’organico del Pronto Soccorso e la riattivazione completa degli ambulatori specialistici attualmente sospesi, nonché quante delle assunzioni annunciate dalla giunta regionale saranno indirizzate all’ospedale tifernate”. Citando la comunicazione pervenuta dal dottor Pasqui, il vice sindaco Bernicchi ha ulteriormente specificato che il personale del pronto soccorso è stato unicamente interessato da una “rimodulazione delle turnazioni, visto il momentaneo spostamento dell’Osservazione breve intensiva (Obi) al quinto piano”.

“Una volta terminati i lavori di restyling – ha riferito Bernicchi – l’Obi sarà riposizionato entro fine anno accanto al pronto soccorso, dove è sempre stato, con un conseguente miglioramento della gestione dell’utilizzo del personale”. A proposito degli ambulatori specialistici, la direzione del presidio ospedaliero Alto Tevere ha fatto presente che “le normali e sempre attuali rimodulazioni estive sono state in linea con quelle degli anni precedenti. E’ saltata una sola seduta di ecocolordoppler per la quale comunque tutti i pazienti sono stati tempestivamente ricollocati. Per quanto riguarda l’ambulatorio chirurgico, sospeso il venerdì per il mese di agosto 2025, ad oggi i tempi di attesa sono di circa una settimana. Entro i tempi di attesa relativi, vengono anche garantiti i Raggruppamenti di attesa omogenea (Rao) più urgenti (U e B), per cui non ci sono stati disservizi per la popolazione”. Bernicchi ha concluso l’intervento riferendo che “la direzione aziendale auspica che in futuro i consiglieri comunali possano verificare in via prioritaria con le istituzioni competenti la reale situazione dei servizi”. “Altrimenti, l’amministrazione comunale – ha puntualizzato il vice sindaco – farà comunque sempre da tramite”. Pur prendendo atto favorevolmente dell’inserimento di due medici specializzati in organico, la consigliera Rossi ha replicato osservando: “la risposta della direzione di presidio non smentisce le criticità che abbiamo rappresentato, perché tra le righe conferma che il Pronto Soccorso è in sofferenza, dato che c’è un numero ridotto di personale, perché viene richiesto l’utilizzo di personale all’interno di altri reparti, e che tutta questa organizzazione si poggia sull’impegno straordinario degli operatori”. “Il problema esiste e la tutela dei cittadini non può essere affidata solo a delle rassicurazioni, ma ha bisogno di interventi strutturali concreti e tempestivi”, ha chiarito Rossi, segnalando che “anche il polo di Umbertide vive le stesse criticità”.

“La qualità dell’assistenza non può essere affidata soltanto al senso di responsabilità dei professionisti in servizio, al quale va il nostro plauso – ha dichiarato la consigliera – perché riconosciamo il grande lavoro che viene fatto da tutti gli operatori sanitari: serve però un organico stabile, che sia formato e che sia adeguato ai volumi di accesso del pronto soccorso”. Rossi ha, quindi, concluso, ribattendo agli auspici della direzione di presidio sul confronto con i consiglieri comunali. “Chiediamo rispetto istituzionale per il nostro ruolo – ha detto la rappresentante di FDI – perché abbiamo il pieno diritto, nonché il dovere, di esercitare un controllo democratico a interesse della tutela dei cittadini. A noi spetta il compito di raccogliere le segnalazioni, le denunce, le perplessità che ci provengono dai cittadini e di portarle in discussione in consiglio comunale: agli enti e alle istituzioni preposte spetta di dare risposte”.

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Ad In Primo Piano Alessandro del Bene

Torna In Primo Piano. Ospite del programma condotto da Michele Tanzi, il segretario del PD di Sansepolcro, Alessandro del Bene

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Gipsy Fiorucci: fuori l’intenso e vibrante singolo “La notte più buia che c’è”

L’ARTISTA UMBRA, REDUCE DA IMPORTANTI PREMI E RICONOSCIMENTI, LANCIA IL NUOVO SINGOLO E IL SUO PERSONALE E INNOVATIVO GENERE MUSICALE “POP ALKEMICO” DA LEI IDEATO E PROMOSSO 

Fuori a partire dal 22 ottobre in radio e su tutti gli stores digitali, il nuovo intenso e vibrante singolo “La Notte Più Buia Che C’è” della cantautrice e suonoterapeuta umbra, un brano dal sound energico e dall’essenza alkemica e trasformativa che incarna appieno tutte le caratteristiche dell’’innovativo genere musicale “Pop Alkemico” che la stessa artista sta lanciando e di cui è ideatrice e promotrice. 

“La Notte Più Buia Che C’è”, la cui la produzione artistica è stata realizzata da Gipsy assieme al produttore Renato Droghetti presso gli studi bolognesi San Luca Sound, vanta un arrangiamento unico nel suo genere, impreziosito dalle vibrazioni ancestrali e frequenze benefiche del suo inseparabile Monocorda Armonico “Alkam” che la stessa utilizza e suona sia nei concerti che durante lo svolgimento della sua attività di suonoterapia vibrazionale in sessioni individuali o eventi e workshop di gruppo. 

Ascolta il brano: https://orcd.co/lanottepiubuiachece 

La cantautrice dell’anima che promuove il potere trasformativo, evolutivo e terapeutico della musica e del suono, ha dato alla luce un connubio di rara bellezza e intensità vocale, in cui viene affrontato il concetto spirituale relativo all’esperienza catartica che avviene nell’attraversamento della notte buia dell’anima, vissuta dal punto di vista delle “Fiamme Gemelle” quando sono nella separazione e sperimentano un passaggio fondamentale e dal grande potere evolutivo, una crisi esistenziale dolorosa e autentica che porta ad una significativa crescita individuale, essendo questa una delle esperienze più trasformative e impattanti che un’anima possa vivere durante la sua esistenza terrena. 

Nel vasto universo delle connessioni spirituali, il concetto di “Fiamma Gemella” si distingue da tutte le altre proprio per intensità e profondità, perché si tratta di incontrare l’altra metà della propria anima, un’ essenza che deriva da un’unica matrice animica incarnata in due corpi che, in un tempo remoto, si è divisa per intraprendere percorsi evolutivi separati; quando avviene il ricongiungimento tra il Divino Femminile e il Divino Maschile, il loro cuore vibra ad una frequenza così alta da contribuire al risveglio e all’innalzamento vibrazionale di tutti coloro che sono pronti a compiere un salto evolutivo, un’onda di trasformazione così potente che porta chi li osserva a fare i conti con sé stesso e con tutti i suoi irrisolti emotivi. 

Le Fiamme Gemelle non sempre si ricongiungono in questa vita, poiché, essendo l’una lo specchio dell’altra, entrambe devono evolvere e portare guarigione alle proprie ferite, ma restano comunque la sacra scintilla che accende ogni risveglio e da cui parte il grande cambiamento esistenziale, due anime che si riconoscono subito al primo sguardo e da quell’istante nulla sarà come prima… 

La cantautrice umbra, creatrice di musica trasformativa per l’anima, ha da poco lanciato il suo personale metodo e brand “Melumalkemica”, che si occupa di tutto ciò che riguarda l’anima, lo 

spirito e la sua evoluzione, attraverso una sinergia tra suono, musica, alchimia, energia e tecniche vibrazionali di vario tipo, per dare vita a percorsi evolutivi, strumenti e prodotti dedicati alla crescita personale e al benessere psicofisico, al fine di guidare e accompagnare le persone che si rivolgono a lei, a ritrovare ed abbracciare la propria autenticità dell’essere ricontattando il proprio frammento divino e l’unicità dei propri doni e risorse interiori. 

La cantautrice dell’anima non segue le mode o le tendenze musicali del mercato discografico, ma crea musica e progetti innovativi guidata unicamente dalla sua autenticità e potere creativo, un percorso fatto di arte, benessere, consapevolezza, spiritualità e canzoni evolutive dall’essenza mistica e trasformativa in cui ogni creazione si trasforma in un dialogo interiore che invita l’ascoltatore alla riflessione e alla comprensione profonda e viscerale del proprio autentico sé… innescando un processo introspettivo che arriva dritto al cuore bypassando la mente critica e tutti i suoi retaggi o schemi limitanti. 

Ed è proprio questa la mission di Gipsy e del suo “Pop Akemico”, accompagnare le persone in un viaggio interiore verso il processo fondamentale della trasmutazione alkemica, riuscendo a toccare le corde più intime e ancestrali e all’apparenza sopite ma che, attraverso le parole, le frequenze, le vibrazioni e i suoni personalizzati e unici per ogni individuo, vengono riattivate veicolando messaggi e concetti che la nostra anima nelle sue profondità è già in grado di riconoscere anche quando a livello conscio non ce ne rendiamo immediatamente conto. 

“La Notte Più Buia Che C’è” è un brano dal sound radiofonico e travolgente che sprigiona tutta la forza e l’energia penetrante e carismatica di Gipsy, ingredienti che si fondono perfettamente al suo mondo spirituale, vibrazionale ed animico e alle sue personali tecniche energetiche, di canalizzazione e connessione con l’universo, creando una sinergia rara, benefica e preziosa. 

Gipsy Fiorucci tiene concerti in tutta Italia, conferenze, sessioni di suonoterapia individuali e in workshop di gruppo, partecipa come ospite ad eventi dedicati al benessere di corpo, mente e anima e tiene percorsi evolutivi di varia tipologia vantando formazione e competenze anche come counselor, coach spirituale e facilitatrice animica. 

Dalle parole di Gipsy “Ognuno di noi è un essere unico e divino, dotato di talenti e risorse altrettanto uniche e irripetibili… ed io sono fiera ed orgogliosa di onorare ogni giorno la mia missione attraverso il valore sacro dell’autenticità dell’essere”. 

Nelle sue canzoni dall’essenza trasformativa, e nella creazione del suo “Pop alkemico” l’artista utilizza parole, sonorità e tecniche energetiche e vibrazionali personali e uniche nel suo genere, affrontando nei suoi testi tematiche e concetti che mirano all’evoluzione animica, alla crescita spirituale e alla riconnessione con il frammento divino che vive in ognuno di noi, poiché come afferma lei stessa, è proprio nella perdita di questa connessione fondamentale che l’essere umano si ritrova in una condizione di fragilità, vulnerabilità e senso di mancanza. 

La “Fiamma Dell’unicità” di Gipsy continua a brillare con tutta la sua forza e ci ricorda che dentro di noi abbiamo già tutti gli strumenti per rendere la nostra vita un capolavoro… dobbiamo solo ricontattare la nostra personale “bacchetta magica” che aspetta solo di essere portata alla luce per co-creare meraviglie… 

YouTube: https://youtube.com/user/martafiorucci 

Web Site: www.gipsyfiorucci.com 

Facebook “Gipsy Fiorucci”: https://www.facebook.com/Gipsyofficial/ 

Facebook “Fiamma Dell’Unicità”: https://www.facebook.com/profile.php?id=61575032404975 

Instagram “Gipsy Fiorucci”: https://www.instagram.com/gipsyfiorucci_official/ 

Instagram “Fiamma Dell’Unicità”: https://www.instagram.com/fiammadellunicita_official/ 

TikTok: https://www.tiktok.com/@gipsyfiorucciofficial?_t=8hMSPpdYSxd&_r=1 

Spotify: https://open.spotify.com/intl-it/artist/11kQLnTGWWxzIPNBlTm4F5?si=SmNQrUIYQRi-tnkRkYoJHA 

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“Fuga una corsa che si fa perfomance”. Venerdì 24 otto al teatro della Misericordia di Sansepolcro

Appuntamento con la danza al Teatro alla Misericordia di Sansepolcro dove, venerdì 24 ottobre alle 21.00, andrà in scena la prova aperta al pubblico di Fuga, progetto coreografico di Gaetano Palermo e Michele Petrosino. I due artisti sono in residenza creativa a Sansepolcro, ospiti dell’Associazione culturale CapoTrave/Kilowatt.

Fuga è una performance basata sulla corsa, che diventa metafora di una paradossale condizione esistenziale: quella di chi si muove pur restando fermo. Una sessione di allenamento su tapis roulant diventa l’occasione per una deriva immaginale, su sonorità provenienti dalla musica barocca e dal mondo dell’intrattenimento, capace di riscrivere il senso stesso della pratica sportiva. Con questo progetto, Gaetano Palermo e Michele Petrosino continuano la propria ricerca sulla natura dell’atto performativo a partire dal quotidiano, dando vita a una coreografia minima del gesto concreto, al confine tra realtà e finzione. 

Gaetano Palermo e Michele Petrosino sono un duo artistico attivo tra le arti visive e performative. La loro ricerca indaga l’ontologia del movimento al confine tra realtà e finzione. Il loro lavoro è stato sostenuto e presentato da festival e istituzioni a livello nazionale.

FUGA

un progetto di Gaetano Palermo e Michele Petrosino

coreografia e drammaturgia Gaetano Palermo, Michele Petrosino

interpretazione Michele Petrosino

sound design Filippo Lilli

produzione KLm – (in via di definizione)

con il supporto di Spazio Mensa/Playtime/369gradi I Fumi della Fornace / Congerie, Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt)

nell’ambito di ResiDance – azione del Network Anticorpi XL

progetto finalista di DNAppunti Coreografici 2024

Tutte le prove aperte si tengono al Teatro alla Misericordia di Sansepolcro (via della Misericordia snc) alle ore 21:00, ad eccezione di Nulla dies sine linea – studio di Roberta Racis che si svolgerà alle 17:30.

Biglietti su www.webtic.it

Ingresso singolo prova aperta: 7€

Ingresso ridotto soci UniCoop Firenze, under 35, Craal Aboca: 5€

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La Sinistra per Castello: “La bandiera della Palestina rimanga dov’è: la solidarietà non si rimuove”

Abbiamo appreso con stupore la richiesta del consigliere Andrea Lignani Marchesani di rimuovere la bandiera palestinese dal palazzo comunale, definendone l’esposizione “illegale”. Ci permettiamo di ricordare che la solidarietà con un popolo sotto occupazione e bombardamento di sicuro non è un reato.

Le norme sull’esposizione delle bandiere, pensate per regolare i rapporti protocollari tra Stati, non possono essere usate come pretesto per censurare un atto politico di pace. Quando un Comune espone la bandiera palestinese, non compie un atto di politica estera, ma afferma un principio universale di pace, giustizia e autodeterminazione dei popoli — valori che la nostra Costituzione stessa richiama.

L’esposizione della bandiera della Palestina va mantenuta come segno di solidarietà con un popolo che continua a subire violenze e privazioni quotidiane.La legalità non è solo un insieme di regole formali: è anche giustizia e equità. Rimuovere la bandiera palestinese non sarebbe un atto di rispetto delle leggi, ma un gesto di conformismo che cancella la voce dei più deboli.

La solidarietà non si rimuove.

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Delegazione della Repubblica di Slovenia in Valtiberina

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Il solido legame che da anni unisce la Valtiberina alla Repubblica di Slovenia vivrà martedi 28
ottobre un nuovo capitolo. L’ambasciata della repubblica baltica sarà presente infatti quel giorno sul territorio tiberino per un fitto calendario di appuntamenti. Alle ore 11 verrà deposta una corona
presso il Sacrario del cimitero di Sansepolcro, alle 12.30 identica cerimonia si terrà presso il
monumento che sorge a Renicci, campo di internamento di Anghiari, infine alle 14 un omaggio
floreale verrà deposto a Caprese Michelangelo, presso la lapide in memoria di Dusan Bordon.

Sarà
presente il presidente del consiglio comunale di Sansepolcro, Antonello Antonelli. A rappresentare
la delegazione slovena ci saranno David Humar, generale di brigata, Zorko Pelikan, ministro
plenipotenziario, la stagista Stasa Planinsic, il console onorario della Slovenia a Firenze e tre
rappresentanti delle forze armate slovene.

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“Neo Amico Mio Giornalista”: questa mattina, la presentazione del protocollo d’intesa fra l’Associazione Umbra per la lotta Contro il Cancro e l’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria, alla Sala Fiume di Palazzo Donini.

Un protocollo d’intesa per istituire delle giornate dedicate ai giornalisti in tema di prevenzione oncologica, con “Neo Amico Mio Giornalista”, ma anche per attivare una preziosa collaborazione a favore dell’intera comunità regionale: è questo il senso del documento che è stato siglato questa mattina, presso la sala Fiume di Palazzo Donini, dal presidente dell’Associazione Umbra per la lotta Contro il Cancro, prof. avv. Giuseppe Caforio e il presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria, Luca Benedetti, alla presenza della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti e dei dottori dermatologi Giulio e Chiara Franceschini. L’accordo fa parte degli eventi celebrativi per i 40 anni di attività di Aucc.

Il protocollo istituisce screening gratuiti di prevenzione del melanoma per i giornalisti, realizzati dai dermatologi Franceschini, e iniziative congiunte per sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi oncologici.
L’accordo, della durata di tre anni, consentirà “a tutti i 1.500 giornalisti iscritti all’ordine umbro di fare uno screening gratuito”. I punti dell’accordo sono stati illustrati dal presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Luca Benedetti, annunciando che le campagne di prevenzione saranno organizzate a Perugia e Terni. Le modalità operative saranno rese note successivamente agli iscritti.
L’Odg, da parte sua, si impegna ad affiancare l’Aucc nella divulgazione di iniziative e campagne di prevenzione. Le due realtà, come fatto in occasione della presentazione dell’iniziativa, collaboreranno anche per la promozione di corsi di formazione.
Per la presidente Proietti, si tratta di “un accordo che può fare da apripista per tanti altri Ordini. L’Odg investe tempo e impegno nella prevenzione dei propri associati, una cosa bellissima da imitare”. Di particolare rilievo per Proietti è il fatto che, “grazie all’Aucc e a professionisti qualificati”, lo screening venga promosso sia a Perugia, sia a Terni: “Non era scontato, questo dà un senso di unità”. Per la presidente il tema della prevenzione è centrale: “Sulla prevenzione dobbiamo spendere ogni nostra energia, ogni euro è ben investito”.
“L’informazione – ha detto il presidente Caforio – è uno strumento fondamentale per la lotta al cancro. Dare una corretta informazione su possibilità e percorsi terapeutici e diagnostici è per noi fondamentale. Un accordo che consente di rafforzare la sinergia tra Aucc, che si occupa di lotta al cancro, e sistema dei mass media”.
Il presidente Benedetti ha detto di aver accolto con entusiasmo la proposta dell’Aucc: “Un piccolo passo avanti nei servizi ai giornalisti e un modo per supportare l’attività dell’Aucc. Oggi abbiamo anche aperto l’Ordine e la nostra formazione a corsi in materia di sanità”.

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Borsa di Studio “Angiolino e Giovanni Acquisti”: Sabato 25 Ottobre 2025 presso la Sala Consiliare del Comune di Sansepolcro, alla presenza degli studenti delle scuole superiori di Sansepolcro

L’Associazione Cultura della Pace e il Comune di Sansepolcro, Assessorato alla Cultura, con ACLI “Adriano Olivetti” di Sansepolcro e in collaborazione con ACLI Provinciali di Arezzo, comunicano che la cerimonia di consegna della Borsa di Studio “Angiolino e Giovanni Acquisti”, alla Dott. ssa Arianna Innocenzi, per la sua tesi dal titolo “Ruotando il caleidoscopio. Narrazioni di pace e di guerra dal fronte balcanico”, si terrà Sabato 25 Ottobre 2025 presso la Sala Consiliare del Comune di Sansepolcro, alla presenza degli studenti delle scuole superiori di Sansepolcro.

Sarà presente lo scrittore e educatore, Eraldo Affinati, assieme alla moglie Anna Luce Lenzi.

Eraldo Affinati, presidente della Scuola Penny Wirton, è uno scrittore ed educatore, da sempre legato al mondo della scuola. Il suo primo libro s’intitola “Veglia d’armi”, dedicato a Lev Tolstoj, il più grande scrittore-insegnante dell’epoca moderna. Con “La Città dei Ragazzi” ha vinto il Premio Campiello. L’ultima opera pubblicata è “Per amore del futuro” (2025).

Anna Luce Lenzi è una studiosa di Silvio D’Arzo, autore di “Penny Wirton e sua madre”. Ha curato antologie scolastiche. Si è interessata alla letteratura popolare cui ha dedicato diversi volumi.

Nel 2008 Eraldo Affinati e Anna Luce Lenzi hanno fondato la Scuola Penny Wirton. che svolge l’importante funzione di insegnamento della lingua italiana agli immigrati, creando le condizioni per l’indispensabile integrazione sociale e di riscatto, alla base di ogni convivenza pacifica.

Sarà una giornata particolare, dedicata alle studentesse e agli studenti di Sansepolcro, durante la quale, attraverso la tematica della nonviolenza, potremo ricordare Angiolino e Giovanni Acquisti, personaggi di Sansepolcro che si sono contraddistinti per l’aiuto all’altro.

La città, con questa edizione della Borsa di Studio, ha raccolto presso la propria Biblioteca comunale, ben 86 tesi magistrali, confermandosi, sempre più, centro di studio accreditato nella ricerca scientifica della nonviolenza e della cultura della Pace.

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Alta Valle del Tevere: un territorio che torna a parlare il linguaggio del vino

Sei aziende tra Toscana e Umbria, protagoniste a Sansepolcro per la prima edizione di B.E.V.I. – Borgo Eccellenze Vinicole Italiane, il 25 e 26 ottobre, raccontano l’anima vitivinicola della Valtiberina

Sansepolcro (AR), 21 ottobre 2025 – Alta Valle del Tevere tosco-umbra, terra anche di vino? A testimoniarlo sono le sei aziende dislocate su entrambi i versanti di un territorio omogeneo, che il 25 e 26 ottobre saranno presenti a Sansepolcro in occasione di “B.E.V.I. – Borgo Eccellenze Vinicole Italiane” con i loro prodotti (vini rossi, bianchi, rosati e vinsanti) e con anche novità. Iniziamo con quelle che hanno sede nel versante umbro e allora la precedenza spetta a Paola Biagioli e al marito Luigi Merendelli, titolari dell’azienda agricola “La Palerna” con sede nella collina appenninica alta e fresca, ma soleggiata (siamo intorno a quota 600 sul livello del mare), che sovrasta San Giustino e il comprensorio. “Abbiamo iniziato nel 2002 e siamo stati i primi in Altotevere sia a coltivare il Pinot Nero e il Sangiovese Grosso, che a produrre lo spumante con il metodo classico”, hanno ricordato. Nudo di Palerna, Cimento (Pinot Nero), Rosa di Martino, Cospaia 1441, Rossovaldimonte (da tavola) e Pinot Nero Palerna i prodotti, ai quali si aggiunge il Rossovaldimonte del 2024, che ha una caratteristica: “E’ soltanto Sangiovese senza passaggio in legno e senza solfiti aggiunti, che abbiamo fatto in collaborazione con Aboca”, precisano Paola e Luigi. 

Altre due le realtà che insistono su San Giustino: la casa vinicola “La Fornace”, portata avanti da un giovane imprenditore, Corrado Adreani di 27 anni, che già da 5 ha avviato un’attività articolata su altrettante etichette: Sangiovese, Petit Verdeau, Colorino, Grechetto e Trebbiano. “Un comprensorio nel quale la viticoltura può avere interessanti prospettive – dichiara con entusiasmo Adreani – perché la qualità esiste e riscuote successo. Per ciò che mi riguarda, lavoro molto con gli americani”. E dalla zona in cui le vigne si coltivano prende il nome la Tenuta Montione, nella frazione di Celalba. I ricordi della fanciullezza, con il vino sempre presente, sono stati il pungolo giusto per altri due coniugi, Romina Sgoluppi e Alessandro Zazzi, che da una decina di anni si distinguono per le produzioni di NatoRe (Umbria Rosso Sangiovese), AnimoRosa (ovviamente un rosato) e Vignale (chardonnay), tutti con denominazione Igt. “In futuro stiamo pensando anche al Merlot – dicono Romina e Alessandro – e comunque i riscontri che abbiamo sono eccellenti, nei ristoranti della zona come sul mercato estero”. Trasferendosi dalla parte toscana, i punti di riferimento sono Sansepolcro, Anghiari e Caprese Michelangelo.

Nel capoluogo della Valtiberina, pioniera della situazione è la famiglia Boninsegni: era il 1911 quando Mario Boninsegni acquistò il podere “Cinque Vie”, nell’immediata periferia cittadina. Il vino è di casa da oltre un secolo, anche se una prima svolta vi fu negli anni ’60 con Francesco, che decise di trasformare l’attività in azienda, impiantando vigneti con varietà tipiche della Toscana. Il testimone è oggi passato ai due figli di Francesco, Giovanni e Giuseppe, esperti del settore, che lavorano per aumentare ancora di più la qualità aprendo la cantina poco fuori del centro storico assieme all’elegante punto vendita. “Cinque Vie” è il marchio che contraddistingue lo chardonnay, il Vivace e il Bianco, tutti Igt Toscana provenienti dalle Cantine Boninsegni. Ma “Cinque Vie” è anche vinsanto, del quale in vallata c’è grande tradizione, come dimostra la quantità di produttori, compreso Francesco Olivoni (terzo al concorso di maggio a Sansepolcro), che possiede una vigna nella frazione di Gragnano, dove a sua volta è presente il vigneto di Marcello Medici, presente a B.E.V.I. con la sua “Oca Rossa”. 

Ad Anghiari opera la cantina di Davide Del Gaia: l’azienda è stata fondata dal padre, Milton, negli anni ’70 e i primi vigneti sono stati impiantati nei terreni del Podere di Roncione. A fine anni ’90, l’avvento di Daniele, perito agrario che ci mette del suo, rinnovando cantina, impianti e produzione; le sue tre etichette di vino sono Podere Volterrena (rosso Sangiovese), Milton (rosso merlot) e Roncione (bianco blend). “A B.E.V.I. porterò anche l’ultimo nato, il Rosè di Sangiovese, frutto della vendemmia 2024”, ha aggiunto Del Gaia. La terra natale di Michelangelo Buonarroti, ossia Caprese, è quella in cui si trova la Società Agricola Aliotti e anche in questo caso i conduttori sono una coppia anche nella vita: Francesca Del Morino e Simone Dori, che hanno piantato le vigne nel 2016. “La prima vendemmia – spiegano – è stata quella del 2019 e il microclima della zona di Caprese ben si adatta alle nostre due qualità”. Che si chiamano Pinot Nero e Chardonnay. “Il terreno si sposa bene con i due vitigni – aggiungono – essendo franco sabbioso con molto “Galestro”, che regala sapidità ai vini. Il cambio climatico ha favorito la maturazione delle uve”. Prodotti che hanno un mercato quasi esclusivamente italiano.          

INFO E PRENOTAZIONI: I biglietti di ingresso di “B.E.V.I. – Borgo Eccellenze Vinicole Italiane” potranno essere acquistati nei giorni dell’evento e sul circuito TicketOne a questo link: www.ticketone.it/eventseries/bevi-2025-39855

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Andrea Lignani Marchesani “La Polizia locale rimuova la bandiera della Palestina dalle finestre del Comune: illegale l’esposizione delle bandiere straniere”

“Il Decreto n.121 del 7 aprile 2000 regola l’esposizione di bandiere nelle sedi istituzionali; in particolare al Capo IV sono esposte le regole stringenti per l’esposizione di bandiere di Stati o di soggetti di diritto internazionale (è il caso della bandiera palestinese) stranieri.

Tale esposizione può esserci solo nel caso di convegni, incontri e manifestazioni internazionali con esponenti di detti soggetti.

L’esposizione della bandiera alla chetichella nel balcone comunale che collega l’Ufficio del Sindaco alle stanze del suo Gabinetto è una palese violazione che la Polizia locale deve reprimere valutando l’elevazione di una contravvenzione (non sarebbe il primo caso di sanzioni elevate da un Comune a se medesimo).

Il Regolamento sopra citato tra l’altro trova la sua ratio nella neutralità degli Uffici istituzionali e trova un evidente riscontro nella situazione attuale dove la tragedia palestinese è un palese pretesto di (brutta) dialettica politica.

Infine tutto questo non rende onore al Popolo palestinese e alla sua causa per avere una propria Patria; se proprio si voleva fare una violazione si poteva fare in maniera plateale e non relegando la battaglia di un Popolo in un angoletto poco visibile al solo fine di soddisfare i supporter più scatenati del proprio schieramento”.

Andrea Lignani Marchesani

Consigliere comunale

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“Effetto Topofilia®”: al Papini di Pieve Santo Stefano la presentazione del metodo e del libro della Dott.ssa Roberta Rio

Venerdì 24 ottobre 2025, alle ore 18, presso il Teatro Papini di Pieve Santo Stefano, si terrà la presentazione del libro “Effetto Topofilia. Come i luoghi agisconosu di noi”, volume scritto dalla scienziata Roberta Rio, austriaca di origini italiane, riconosciuta a livello internazionale per le sue consulenze in merito alle interazionitra esseri umani e ambiente (Genius Loci).

L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Pieve Santo Stefano, vedrà l’autrice raccontare al pubblico su un tema che ci riguarda tutti in prima persona.

IL LIBRO

In “Effetto Topofilia. Come i luoghi agiscono su di noi”, Roberta Rio ci guida in una riflessione tanto affascinante quanto concreta: i luoghi in cui viviamo, lavoriamo o trascorriamo il nostro tempo hanno un impatto diretto – spesso inconsapevole – sulla nostra personalità, sul nostro benessere e persino sul nostro destino. Un sapere antichissimo, oggi supportato anche da evidenze scientifiche, che la Dott.ssa Rio ha trasformato in un vero e proprio metodo riconosciuto a livello accademico, già nel 2011, dall’Università di Glasgow.

Attraverso ricerche storiche, testimonianze e analisi dei paesaggi, la Dott.ssa Riodimostra come le caratteristiche intrinseche dei luoghi – il Genius Loci degli antichi -possano influenzare successo personale, relazioni, salute e persino la scoperta dello scopo della propria vita. Una nuova prospettiva che intreccia storia, scienza e spiritualità, offrendo strumenti utili per comprendere in profondità il nostro rapporto con l’ambiente che ci circonda al fine di relazionarci con esso in maniera consapevole e vivere meglio.

L’AUTRICE

Dr. Roberta Rio. Scienziata. Sviluppatrice del metodo di analisi dei luoghi Effetto Topofilia®, riconosciuto scientifico dall’Università di Glasgow nel 2011. Come esperta di fama internazionale, grazie al suo metodo unico al mondo, svolge in tutta Europa attività di consulenza in progetti di sviluppo e riqualificazione urbanistico-territoriale, turismo consapevole, ecovillaggi, cohousing, recupero e valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale, salvaguardando l’identità dei luoghi e il valore dei paesaggi storici. Vanta tra i suoi committenti prestigiose aziende, istituzioni e privati. Ha scritto e pubblicato numerosi articoli e libri di fama internazionale tra cui il bestseller, in ambito germanofono, Effetto Topofilia. Come i luoghi agiscono su di noi, primo volume della serie dedicata al metodo, distribuito anche in Italia. Conduce documentari e approfondimenti per il pubblico. Vive in Austria e in Italia. Maggiori informazioni su www.effetto-topofilia.com

L’ingresso all’evento è libero. 

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Concerto del duo argentino flauto e chitarra Mastruzzo-Núñez per Musica al Centro

Domenica 26 ottobre ore 17,30 presso l’Auditorium di Santa Chiara – Ingresso libero

Il duo è nato nel 2022 a Buenos Aires, con l’idea di portare la musica argentina scritta per il tradizionale ensemble flauto-chitarra in giro per il mondo. Il repertorio è composto da musica popolare e folkloristica argentina e latinoamericana, includendo tango e anche canzoni popolari europee. Il progetto Popular Airs con musiche di Piazzolla, Troilo, Bártok, Machado, ha incluso concerti nel 2022 a Buenos Aires e una tournée in Italia e Spagna, patrocinata dal Ministero degli Affari Esteri e del Culto dell’Argentina per i Festival Musika & Musika (nel Museo Archeologico di Aquileia, Palazzo Venzone, Palazzo Municipale di Arta Terme), Estate in Antro, Festival Mediterranean Guitar Festival di Barcellona.

Il progetto del 2023 Tangos del olvido: cantautori sulla scena musicale è stato presentato in una tournée in Messico grazie al premio “Cultura Argentina nel Mondo” del Ministero degli Affari Esteri e del Culto dell’Argentina. L’obiettivo era diffondere il patrimonio musicale argentino dei “tanghi dimenticati” scritti da compositori-cantanti come Tita Merello, Nelly Omar, Libertad Lamarque, María Elena Walsh ed Eladia Blázquez, tra gli altri. Grazie agli arrangiamenti di Federico Núñez è stato generato nuovo materiale musicale inedito per l’ensemble.

Nel 2025, il duo ha realizzato una tournée in Polonia, partecipando al 37° Festival Internazionale dei Compositori di Cracovia e all’Accademia di Musica Krzysztof Penderecki di Cracovia, con prime esecuzioni di musica contemporanea di compositori latinoamericani e argentini, con diverse opere dedicate al duo. Alla fine di questo añño progetta di pubblicare il suo primo album basato sul progetto Tangos del Olvido.

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CIRCOLO DELLA POESIA: agli Illuminati giovedì 23 ottobre il  poeta Germano Innocenti

Sesto appuntamento della terza edizione del CIRCOLO DELLA POESIA con il  poeta Germano Innocenti  al  Circolo Tifernate, Accademia degli Illuminati giovedì 23  ottobre alle ore 18.30.

A portare i saluti: Gregorio Anastasi, Presidente del Circolo Tifernate – Accademia degli Illuminati, Catia Cecchetti curatrice dell’iniziativa. 

Giovedì 23 ottobre ore 18.30

Germano Innocenti  Non è Poesia,

Reading poetico con suggestioni musicali

a cura di  Enrico Guacci

Innocenti  nato a Magliano Sabina (1977), vive e lavora in Umbria da ormai molti anni. Laureato in Scienze Politiche con una tesi su Michel Foucault, ha insegnato Sociologia della Globalizzazione; nel 2016 diventa giornalista pubblicista e si occupa di critica letteraria, enogastronomia, cinema. Dal 2020 collabora col mondo universitario e nel 2025 insegna sociologia generale presso la Link University di Città di Castello. Più che decennale l’attività di reading poetici, spettacoli di contaminazione culturale e collaborazioni musicali. La sua produzione inizia nel 2001 ma ha pubblicato anche opere in prosa.

Da un paio d’anni, insieme al musicista e amico Enrico Guacci, porta in scena lo spettacolo “Non è poesia”, reading poetico con suggestioni musicali, che raccoglie e racconta il suo percorso lirico.

L’evento è realizzato dal Circolo Tifernate Accademia degli Illuminati in collaborazione con il Comune di Città di Castello Assessorato alle Politiche culturali

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